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Introduzione alla storia

Storia: indagine e ricerca

Storia: dal greco "historia" che significa "indagine, ricerca". L'indagine è qualcosa che si muove, non ha una conformazione definita, è mutabile, mentre il passato è finito e non modificabile. La storia non è il passato, sono due cose diverse, diametralmente opposte.

Storiografia e metodo scientifico

Storiografia: elaborazione o stesura di opere storiche condotte con metodo "scientifico" (regole comuni per la collettività) e critico.

A cosa serve la storia?

Bloch è stato uno dei più grandi storici del '900. È stato uno dei primi a offrire una risposta alla domanda "che cosa è la storia?". La storia serve all'individuo per definire sé stesso, definire la propria identità; quindi, lo storico è un costruttore di identità.

Lo studio della storia ha il problema che studia qualcosa che non c'è più, quindi non è semplice definire cosa è il passato. Come si fa a costruire identità su qualcosa che non c'è più? Devo avvicinarmi il più possibile a questa cosa.

Bloch pubblica "Apologia della storia" per rispondere a "come svolgere l'indagine?". Bloch è uno dei primi a sostenere il concetto di distinzione tra storia e passato. Questo apre la strada al problema del relativismo storico: se il passato è un dato non modificabile e la conoscenza del passato è in continua modificazione, allora non esiste una sola ma molte storie (sullo stesso argomento ci sono diverse opinioni, non personali).

In base alla direzione che prendo verso il passato e agli strumenti che uso, muta il risultato di passato che ottengo. Non posso però sbagliare metodo. Il relativismo storico non è sempre esistito, è un pensiero tipicamente novecentesco.

Il relativismo storico

Nell'800 la ricerca storica era analoga alle esattezze scientifiche (epoca del positivismo). Uno dei sostenitori di questo è Von Ranke, che nel 1824 scrive la storia delle nazioni latine e teutoniche dal 1494 al 1514. Lui dice che "Compito dello storico è ricercare i fatti come sono realmente accaduti", senza patteggiamenti per una delle due parti. Bisogna tendere alla neutralità, alla ricostruzione oggettiva dei fatti. Von Ranke si oppone alla storia come morale.

Se si applica la propria opinione al racconto si parla di Apologia (esaltazione e difesa del racconto), ed era questo il metodo utilizzato fino al '700. Fino al '700 lo storico lavorava per i poteri assoluti, e scriveva quello che i potenti volevano che venisse raccontato. Viene sovrapposto quindi un giudizio di valore prima che venga svolta l'indagine scientifica e critica. Quindi esiste il relativismo storico.

Carr nel primo '900 afferma che lo storico decide quali sono i fatti "interessanti", i fatti "storici", i fatti degni di essere raccontati. I fatti storici non esistono finché gli storici non li creano. Lo storico è colui che fa la storia. Uno dei criteri per cui un fatto diventa interessante è che si parla dei fatti che costruiscono l'identità di un gruppo di persone. Il relativismo storico è ancora più potente.

Il metodo storico

Il metodo storico è estremamente importante. Esistono metodi, paradigmi, regole comunemente accettati dagli storici. Le fonti sono fondamentali: tracce che si portano dietro l'eco di un fatto storico. Ci deve essere:

  • Pluralità delle fonti
  • Corretto uso delle fonti
  • Verifica delle fonti
  • Confrontabilità delle fonti

Si distinguono:

  • Fonti primarie, quelle dirette
  • Fonti secondarie, indirette (es. libro di storia, che usa fonti dirette)

Il testimone oculare non è una fonte primaria o secondaria, ma esso stesso è un fatto, oggetto di indagine, perché la memoria è mutevole. L'idea di fondo quindi è che la storia cambia nel tempo ed è soggetta a una continua riscrittura, quindi si genera relativismo storico.

Benedetto Croce afferma che "ogni storia è sempre storia contemporanea", quindi c'è relativismo del racconto storico in relazione con il contesto di chi scrive la storia. Voltaire è stato uno dei primi a postulare il relativismo storico, perché la storia fu fatta da maschi, bianchi, europei, borghesi, adulti. Bloch quindi cerca un modo per andare contro al relativismo storico. Dicono:

  • Bisogna smettere di parlare della storia solo dei protagonisti (re, imperatori, papi)
  • Bisogna uscire e superare la storia degli avvenimenti, degli eventi importanti e isolati dal contesto (histoire evenementielle)
  • Bisogna approcciarsi in modi differenti alle società del passato (es. storia economica, sociologia, geografia,...)
  • È necessaria l'interdisciplinarietà: concorso di diverse discipline alla costruzione del racconto storico
  • Critica serrata alle fonti
  • Superamento dell'uso esclusivo delle fonti scritte

Il rischio però è che ci sia un'eccessiva frammentazione e una moltiplicazione dei racconti storici, e questo rischio è inevitabile.

La nuova metodologia di Braudel

Negli anni '50 del '900 Braudel cerca di opporre una nuova metodologia al rischio di frammentazione del relativismo storico. Introduce tre concetti:

  • È necessario produrre un modello per interpretare il passato e per farlo è necessario individuare una struttura, la realtà durevole che permane agli eventi politici, quindi una struttura di lunga durata, che resiste con forza alle sollecitazioni

Si parla di strutturalismo. Il rischio è che la storia allora diventa immobile, si congela in permanenze immutabili, perdendo il divenire e il mutamento. Negli anni '50 diventa importante la serializzazione dei dati per studiare determinati fatti storici. Spesso la storia economica quindi entra prepotentemente. Si arriva a postulare la microstoria: analisi minuta di fatti storici minori o questioni storiche apparentemente secondarie.

Il rischio è dispersione, perdita di identità, specialismo. La microstoria è utile quando attraverso un fatto secondario si riescono a scardinare le grandi certezze dei racconti storici consolidati.

Avanguardie artistiche del '900

Origine e contesto

Il termine 'Avanguardie' deriva dal linguaggio militare, infatti sono l'avamposto della ricerca artistica. Si situano tutte tra il 1900 e il 1924. I rapidi cambiamenti nella società e negli stili di vita mettono in crisi la pittura, la scultura e l’architettura tradizionali legati ancora alle accademie. La diffusione della fotografia inoltre svincola l’arte dalla sua funzione fondamentale di riproduzione della realtà, imitazione della natura. Il compito dell’artista non è più quello di rappresentare fedelmente ciò che vede; l’arte diventa il luogo in cui è possibile agire con la massima libertà, in cui esprimere una visione soggettiva di questa.

Uno dei temi prediletti dalle Avanguardie è la città moderna, la metropoli, intesa come soggetto, in cui si sviluppa l'alienazione della vita moderna. Il punto di partenza per le avanguardie è la pittura impressionista e postimpressionista.

Impressionismo e postimpressionismo

Impressionisti (Cézanne, Degas, Monet, Renoir) (1870/80) Postimpressionisti (Van Gogh, Gauguin) Neoimpressionismo (Seurat, Signac) (1886). L'impressionismo rappresenta pittoricamente un momento di superamento di concetti di pittura e scultura come mere restituzioni della realtà; i pittori impressionisti restituiscono un'impressione, in cui tutto viene ridotto al rapporto tra luce e colore (es. introducono l'ombra colorata).

Gli artisti analizzano le capacità intrinseche della pittura e della scultura invece che copiare la realtà. Questo cambiamento, da una pittura fotografica a una pittura che va verso la restituzione della visione, costituisce la base dello sviluppo dei movimenti post impressionisti. Es. Gauguin elimina il naturalismo (pittura della realtà), il colore è "a plat", c'è un contorno lineare spesso,... Es. Van Gogh nell'uso del colore cerca di superare il confine del naturalismo. Si ricerca la forza espressiva del colore, ad esempio.

Nel neoimpressionismo, che si distacca dall'impressionismo, l'obiettivo è l'indagine di come la stesura influenzi la resa del colore. Questi artisti si basano sulla teoria dei complementari (i due colori che io accosto si esaltano a vicenda), ad esempio non miscelano i colori nella tavolozza durante la creazione del chiaroscuro. Impressionismo, postimpressionismo e il cubismo di Cezanne costituiscono la base della ricerca della pittura di avanguardia.

Arte nipponica e scultura nera

Arte nipponica e scultura nera (Giapponismo e Primitivismo). L'interesse per l'arte nipponica e primitiva si manifesta in Europa già nella seconda metà dell'800, come conseguenza del colonialismo. Le stampe giapponesi sono state molto importanti per le avanguardie, perché hanno introdotto stimoli diversi rispetto alla cultura occidentale.

In Giappone non viene usata la prospettiva albertiana (che è solo una costruzione mentale) ma una prospettiva molto allungata con più punti di fuga, vengono usati colori piatti (il chiaroscuro appartiene alla cultura occidentale) con un'enfatizzazione dei contorni. Allo stesso modo la scultura nera, l'arte primitiva, influenza il '900. Es. Le Demoiselles d'Avignon sono il punto di arrivo di una riflessione di Picasso che parte dall'arte primitiva.

C'è la necessità di distruggere la cultura figurativa del passato, cercando fonti visive diverse per avere stimoli diversi. Picasso riprenderà anche l'arte medievale e l'arte dei bambini, ricercando forme ingenue senza pregiudizi.

Espressionismo e Fauves

Espressionismo

Fauves (Matisse, Derain) (1905). Il nome deriva dal critico Vauxcelles che, visitando il Salon d'Automne del 1905 nel quale c'erano esposti quadri con al centro una brutta statua tipo donatelliana, scrisse un articolo intitolato "Donatello in mezzo alle belve (fauves)". La corrente Fauves rientra nel filone dell'espressionismo. L'emblema della pittura fauves è "Gioia di vivere" (Matisse, 1905), nel quale sono condensate le idee iniziali di questa corrente.

Il colore dei fauves smette di essere naturalistico, diventa il mezzo per esprimere una visione interiore, il colore diventa espressivo, si utilizzano direttamente i colori senza passare dal disegno e lo spazio risulta piatto. Es. "La danza" (Matisse) è costruita su rosso, verde e blu con un andamento lineare molto accentuato, linea che non permette all'occhio di fermarsi. Colore e linea hanno una forza comunicativa (es. una linea obliqua suggerisce dinamicità) e i fauves si concentrano sulle potenzialità espressive di questi.

Es. "La stanza rossa" (Matisse) esprime altre idee matissiane: la prospettiva non esiste e l'elemento fondamentale è la decorazione. I rapporti tra superfici e linee generano dei rapporti costanti armonici che a loro volta generano la visione decorativa. La decorazione quindi deriva dal rapporto tra le parti: colore e linea. L'espressionismo francese è molto sereno e tranquillo, anche dal punto di vista iconografico è poco importante.

Die Brucke

Die Brucke (Kirchner) (1905). Il Die Brucke nasce a Dresda e rientra nella corrente dell'espressionismo. Il nome "Il Ponte" suggerisce un ponte tra vecchio e nuovo, verso altri movimenti artistici di avanguardia. Trae origine dalla cultura espressionista mitteleuropea e nordeuropea (es. Munch), in cui emerge il disagio esistenziale, dovuto anche dalle profonde tensioni politiche tedesche.

Nei dipinti viene enfatizzato l'aspetto politico della Germania di inizio '900. Es. "Strada a Berlino" (Kirchner) le maschere enfatizzano il disagio sociale. I pittori usano il frasario normale dell'espressionismo: viene accentuato il colore e l'aspetto grafico, viene recuperata la grafica medievale (in particolare la xilografia), i dipinti sono privi di profondità e la linea diventa dominante e spigolosa.

Astrattismo

Astrattismo è l'insieme delle tendenze artistiche che hanno escluso ogni rapporto della forma artistica con gli aspetti del mondo reale, basandosi esclusivamente sugli elementi specifici del linguaggio visivo (es. colore, forma, composizione, armonia).

Der Blaue Reiter (Cavaliere Azzurro)

A Monaco, nel 1911, Kandinskij, Klee e altri artisti fondarono il movimento del Cavaliere Azzurro. Erano artisti provenienti dalla Germania e dall'Europa dell'est che si riunirono a Monaco, capitale della produzione artistica internazionale (anche dovuto alla Secessione di Monaco del 1892 in cui alcuni pittori e architetti si dissociarono dagli stili tradizionali).

Le prime opere di Kandinskij, elaborate nei suoi anni in Russia, Francia e nei primi anni di Monaco (periodo Murnau) sono caratterizzate da una pittura espressionista come quella di Matisse e del gruppo Die Brucke, con colori antinaturalistici e la stesura dei colori che guarda ancora alla Tasch (sviluppo del postimpressionismo dai puntini alle pennellate quadrate).

Intorno al 1910 Kandinskij sperimenta la pittura astratta, che già esisteva da trenta anni in Europa nell'ambito del simbolismo, ma che Kandinskij poi teorizzerà. L'astrazione di Kandinskij viene chiamata "Astrazione Lirica" (diversa dall'"Astrazione Geometrica" di Mondrian), dove gli elementi vengono esasperati.

Kandinskij basa la sua pittura sulla Sinestesia, ovvero il rapporto tra musica, colori e forme. Kandinskij elabora anche uno schema della valenza emotiva del colore (es. viola dolore, giallo gioia, azzurro ascensione,...) in cui le singole masse cromatiche contrapposte assumono un valore emotivo contrapposto. Il principio è l'Empatia, ovvero l'idea che mediante un colore o linea si possa generare una forma empatica nello spettatore che gli permetta di vivere un'emozione.

De Stijl/Neoplasticismo

L'altra linea di astrazione è quella "geometrica", utilizzata da Mondrian, un pittore De Stijl/Neoplasticista (corrente del Cubismo che si sviluppa dal 1917). L'idea neoplastica era quella di unire delle figure bidimensionali semplici e dei colori primari usando i criteri di armonia, ordine e chiarezza.

Mondrian nasce come pittore di matrice espressionista (es. "L'albero rosso" in cui blu e rosso esprimono delle emozioni). Nel 1910 si trasferisce in Francia ed entra in contatto con il cubismo di Braque e Picasso. Inizia quindi a ripensare ai suoi modelli espressionisti e inizia a mutare le idee (es. "L'albero argentato" e "Melo in fiore", dove si inizia a perdere la referenzialità dell'albero), trasformando la realtà mediante le linee e il punto. Mondrian semplifica la forma facendola diventare un insieme di linee (es. "Composizione n10 - Molo e Oceano").

L'opera di Mondrian inizia a coincidere con la superficie (assenza totale di profondità e spazio) (il rapporto figura-sfondo viene annullato, e così viene anche annullato il soggetto, che risulta essere una presenza tragica) e vengono assolutizzati gli elementi base del linguaggio pittorico. Mondrian riduce al minimo disegno e colore, utilizzando linee e colori primari, ed elimina il centro dell'opera.

Cubismo

Cubismo (Braque, Picasso) (1906/08). Il cubismo nasce da Braque e il nome deriva dall'utilizzo di cubi; la realtà viene quindi tradotta in volumi. Il cubismo avrà tre fasi:

  • Primo cubismo: gli elementi vengono trasformati in solidi (es. "Case a L'Estaque" di Braque)
  • Cubismo analitico: la realtà viene scomposta in frammenti, applicando il principio della simultaneità (es. "Ragazza con mandolino" di Picasso)
  • Cubismo sintetico: le forme tornano ad essere più compatte e si utilizza il collage (es. "Bicchiere, chitarra e bottiglia" di Picasso)

Dalla pittura di Cezanne nasce la prima esperienza cubista. Cezanne nasce come impressionista e nel tempo sviluppa una sua teoria che lo porta a distaccarsi dalla realtà. Egli si spingerà verso una progressiva geometrizzazione ed esasperazione dei volumi. Non riproduce la realtà ma restituisce la percezione della realtà mediante un procedimento mentale basato sulla matematica e la geometria.

Al di là dell'esasperazione (che nel cubismo vero e proprio viene meno), la cosa più importante che viene ripresa è l'idea che pittura e realtà non hanno niente a che fare tra di loro. I pittori cubisti si interessano alle diverse modalità di rappresentazione della realtà tra pura pittura e pura visione. Nel dipinto "Le Demoiselles d'Avignon" sono presenti alcune forme cubiste, ma non è propriamente cubismo, il principio risiede solo nella scultura primitiva. Picasso guardava alle sculture polinesiane e alla scultura iberica (come quella di Antelami).

Nel quadro si inizia a vedere un abbandono della prospettiva, il fondo si solidifica e tra le donne è presente una superficie pietrificata senza aria. Gli oggetti vengono esplosi, non conservano più una volumetria propria e la figura viene completamente schiacciata sulla superficie, la profondità è assente. I pittori cubisti non vogliono che la pittura si realizzi mediante la costruzione dello spazio, essendo la pittura 2D come può essere 3D?

Nello schiacciare l'oggetto ciò che restituisce la visione è la complementarità di momenti. L'oggetto viene percepito secondo diverse dimensioni: viene inserita la quarta dimensione tra spazio e tempo. Vengono inseriti dettagli trompe l'oeil, come un chiodo nella parte alta dei dipinti, che suggeriscono all'osservatore di avere davanti un foglio.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ele090400 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Poli Stefano.
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