Adolf Loos
Adolf Loos viene considerato come un precursore di quella corrente espressiva indicata con il termine razionalismo. Dopo gli studi al Politecnico di Dresda, Loos nel 1893 si reca negli Stati Uniti dove visita l'esposizione di Chicago e si entusiasma per l'architettura americana. Nel 1896 si stabilisce a Vienna, diventando amico di alcuni dei protagonisti delle avanguardie artistiche europee (il giornalista, scrittore e intellettuale Karl Kraus, il musicista Arnold Schönberg, il poeta Peter Altenberg, e molti altri). Contemporaneamente entra in polemica con la Secessione, da lui considerata la rappresentazione di un gusto ormai superato rispetto alla realtà contemporanea.
Secondo Loos, l'architettura deve essere pratica, e quindi non può essere arte: di qui il bisogno morale di eliminare ogni decorazione inutile. L’architettura di Loos è caratterizzata da una composizione volumetrica semplificata quasi in maniera maniacale, all'apparenza priva di ogni decorazione e/o pittura superflua. Loos, come esprimeva nei suoi scritti, era irritato dal fatto che potesse esservi una separazione netta tra le forme utilizzate per realizzare l’oggetto e la funzionalità che tale oggetto doveva fornire. Tale obiezione viene per l’appunto espressa dallo stesso Loos in un suo saggio del 1908.
Non è accettabile, secondo l’architetto, che una crosta stilistica venga applicata a un oggetto senza alcun riferimento alle funzioni che quest’ultimo deve soddisfare. Loos infatti intende eliminare tutti quegli elementi che sono stati appiccicati all’architettura senza alcun riferimento funzionale, materiale e spirituale.
Villa Müller
Uno degli esempi più significativi di tale pensiero è Villa Müller costruita a Praga tra il 1928 e il 1930; i committenti desideravano un’abitazione che riuscisse a soddisfare i più elementari bisogni abitativi e in più potesse permettere di ricevere un certo livello di personalità. L’edificio appare come un parallelepipedo tagliato in maniera irregolare e caratterizzato da diverse aperture. Tutte le facciate e le forme sono regolate da un complesso sistema proporzionale (sezione aurea), come si può notare nelle immagini della pagina seguente.
Nell’aspetto esterno di Villa Müller Loos concepisce gli spazi dall’interno e li rende riconoscibili dall’esterno, come dimostrano queste scatole che sporgono, rispetto a un volume molto chiuso, con grande attenzione ai salti di quota. Il contrasto con l’automobile d’epoca presente nella foto della pagina precedente fa capire come Loos ha centrato alcune componenti base del movimento moderno.
All'interno la composizione planimetrica e volumetrica è tutt’altro che convenzionale. Lo spazio è organizzato secondo lo schema del Piano Libero in cui i vari ambienti non erano necessariamente vincolati su un unico o pochi livelli. Infatti anche le altezze degli spazi, secondo Loos, dovevano caratterizzare un determinato ambiente in modo da poterlo differenziare dagli ambienti circostanti in base alla differente funzionalità che tale spazio doveva soddisfare, così ambienti con funzioni differenti vennero collocati ad altezze differenti.
È stato creato un complesso percorso anulare di sali e scendi di scale; la scala presente al piano di soggiorno ad esempio conduce a un ampio salone al piano superiore, dal quale si può accedere mediante un’altra rampa a una sala da pranzo a una altezza intermedia. Con l’obiettivo di differenziare ulteriormente i vari ambienti in base alla loro funzione, negli interni della Villa Müller, è presente un attento studio di colori e cromatismi. Ad alcune pareti per mostrare tale effetto vengono applicati dei vetri colorati.
Nell’ambiente di soggiorno i mobili sono caratterizzati da un mix di stili applicati al singolo elemento in base alla sua compatibilità con la funzione. Sono infatti stati selezionati dagli stili tradizionali una serie di elementi che risultavano più consoni alla funzionalità dell’arredo, tale selezione domina in tutti gli elementi dell’abitazione, non solamente nel mobilio. Le pareti del soggiorno sono caratterizzate da un rivestimento in marmo pregiato tagliato e levigato a specchio, la qualità del materiale infatti vengono fatte risaltare proprio grazie al taglio e alle forme semplici.
La particolarità di Villa Müller permane comunque nella singolare composizione volumetrica degli ambienti, essa infatti crea una serie di articolazioni in cui degli ambienti si affacciano su altri ambienti. Questo gioco di altezze diverse viene evidenziato anche dagli elementi del mobilio, completamente diversi nella forma, nei materiali e nello stile dagli ambienti circostanti. L’immagine sottostante può aiutare a comprendere come tale struttura non collochi alcun ambiente su un livello già occupato da un altro ambiente.
Osservando la pianta e le due immagini a lato è possibile prendere visione dell’effetto di tale composizione volumetrica assolutamente atipica, da notare il complesso percorso di rampe di scale che creano un continuo sali-scendi e delle aperture poste tra due ambienti che evidenziano ancora una volta questo complesso gioco di altezze diverse. In tutti gli ambienti di servizio, come del resto in tutta l’abitazione, le forme sono molto semplificate e schematiche e vi è un’attenzione accurata per la qualità dei materiali. Oltre ai marmi infatti si possono notare come le qualità delle componenti in legno siano fatte risaltare grazie all’applicazione di vernici smaltate.
Nella camera dei bambini è evidente come forme e colorazioni siano unicamente direzionate a rappresentare la funzionalità della stanza stessa. Nella stanza padronale sono presenti per lo più arredi e forme molto semplici ma l’armonia globale della stanza è impreziosita dall’utilizzo di materiali molto pregiati (da notare l’elevata qualità delle superfici in legno), così come accade nel guardaroba adiacente alla medesima stanza (vedi immagini sottostanti).
Villa Müller rappresenta l’edificio finale di una carriera volta alla semplificazione degli stili tradizionali applicata in maniera tale da non contraddire gli stessi.
Alvar Aalto
Hugo Alvar Henrik Aalto (Kuortane, 3 febbraio 1898 – Helsinki, 11 maggio 1976) è stato un celebre architetto, designer e accademico finlandese, esponente di spicco dell'architettura organica di stampo europeo, appartentente alla cosiddetta seconda generazione dei maestri del movimento moderno.
L’opera di Aalto fornisce un chiaro esempio di una produzione architettonica moderna in accordo con le condizioni naturali e sociali del nord; era cresciuto in una atmosfera carica di questioni legate all’identità nazionale dei finlandesi, in cerca di autonomia dall’influenza russa. Due furono le importanti tendenze che influenzarono la sua cultura architettonica: il classicismo nordico (semplificato e giunto ad una raffinata risoluzione nelle opere di Asplund), e una tendenza nazional-romantica che si fondava sul revival gotico.
Aalto sarebbe riuscito, con l’aiuto dell’astrazione dell’architettura moderna, a forgiare una sintesi tra queste tendenze ereditate; producendo forme-tipo adatte alle rigidità del clima finlandese, al carattere del territorio, al modo di pensare della gente. Allo stesso tempo rivelava un diretto ed elegante uso di materiali locali, in particolar modo del legno. L’inizio della pratica professionale di Aalto ebbe un primo slancio a Jyväskylä tra il 1923 e il 1927, e fu notevolmente varia, comprendendo alloggi per lavoratori e un club operaio e un numero sorprendente di chiese e restauri di chiese.
La casa del popolo di Jyväskylä
Particolarmente significativa risulta essere la casa del popolo, realizzata per l’appunto a Jyväskylä, tra il 1924 e il 1925, la cui facciata risulta caratterizzata da elementi classicisti, come ad esempio la regolarità delle aperture.
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