STORIA DELL'ARCHITETTURA
appunti dal Rinascimento al Barocco
Firenze
la città romana aveva un'impostazione
cardo-decumanica
nel 200 viene effettuato un primo
ampliamento delle mura della città con la
costruzione di chiese importati (S.Croce e
S.Maria Novella) e si vuole ricostruire
S.Maria Reparata
ci si affida ad Arnolfo di Cambio al quale
si deve anche la costruzione del palazzo
comunale S.Maria del Fiore (ovvero ricostruzione di S.Maria
Reparata) 1296-1367
tre navate con ampia tribuna conclusiva, abside e
transetto con cappelle
cambio di progetto: Arnolfo muore e
interviene Giotto con il quale viene
costruito il campanile, poi dalla metà
del 300 si cambia il passo delle
navate pur mantenendo il disegno di
base, ingrandendo le proporzioni (con
Francesco Talenti)
all'esterno rinforzi angolari
contraffortano le volte della navata
centrale
il corpo ottagonale dovrebbe essere
coperto da una volta a padiglione con
nervature, ma il diametro supera i 40
metri e rende impegnativa la costruzione in stile gotico (per mancanza soprattutto del
legname delle centine)
il campanile parte con una struttura compatta ma presenta fornelle con rappresentati arti e
mestieri, vi sono poi contrafforti angolari articolati e la terminazione doveva essere a
cupola
si istituisce un concorso per una porta scolpita del battistero, al concorso partecipano
Ghiberti, di scuola gotico-classica, e Brunelleschi che realizzano due diversi bassorilievi
per il Sacrificio di Isacco
Brunelleschi non vince ma nel frattempo compie degli studi ottici che gli permettono di
risolvere il problema della visione (cerca esperimento del battistero)
cupola di S.Maria del Fiore (1418-1436)
copertura del grande vano ottagono di 43 m di luce
costruzione affidata a Brunelleschi affiancato da Ghiberti
si cerca di utilizzare meno impalcature possibili e perciò
si ricorre a cantieri mobili! i ponteggi sono costruiti a
sbalzo permettono di lavorare contemporaneamente a
diverse parti
Si rafforzano le parti di raccordo fra i lobi (tribune morte)
si rialza il tamburo per aumentare la resistenza, la
seconda parte viene aperta con lobi circolari
sezione a quinto acuto meno spingente all'imposta
rispetto a una a tutto sesto
struttura il meno pesante possibile: la struttura di
partenza è in blocchi di pietra mentre la cupola vera e
propria è in mattoni con solo alcune parti in pietra, tra cui
catene di contenimento
la parte terminale è chiusa da una lanterna
la cupola è a doppia calotta costituita da otto costoloni maggiori emergenti al finito più due
costoloni intermedi per ogni spicchio (tot 16) interni alle due calotte
tratti di archi orizzontali di collegamento e irrigidimento
la giacitura dei mattoni ha una progressiva inclinazione e presenta un'intelaiatura a
spinapesce che permette di scaricare all'interno il peso della copertura (ogni anello diventa
autoportante) e di definirne progressivamente la curvatura (diventa una cupola di
rotazione)
costruzione interna si
incardina su otto
grossi elementi di
concatenazione tra
ottagono esterno e
interno
Milano
1220 nasce il broletto: punto di massima forza delle autorità comunali, cariche elettive
pongono al potere tutte le famiglie più potenti a rotazione
seconda metà1300 Visconti famiglia egemone, estende il suo dominio anche sul territorio
dall'area del broletto il centro di potere si sposta verso il nucleo dove si trova il palazzo
reale e l'arcivescovado
a Firenze solo nella prima metà del 1400 inizia ad affermarsi la famiglia dei Medici
a differenza di Milano il linguaggio espressivo cambia e non ci si rifà più al gotico bensì a
nuove strutture Ospedale degli Innocenti a Firenze
(1419-1427)
opera di Brunelleschi
luogo per i bambini abbandonati o orfani
(prima si lasciavano alle porte dei conventi):
organismo civile a scopi sociali
realizzato da Brunelleschi
costruzione simmetrica e chiara articolazione
porticato esterno
ingresso con vestibolo
cortile porticato con stanze per i funzionari
due aule rettangolari: chiesa e infermeria per
i bambini
rielabora il tipo costruttivo del chiostro, ma
qui il cortile è il vero nucleo ordinatore della
costruzione
facciata rialzata rispetto al piano stradale
portico con archi a doppia ghiera su colonne (altezza colonna=diametro arcata= interasse
colonne=profondità portico rendono il porticato una sequenza di spazi cubici su cui si
imposta una semisfera): la copertura è una volta a vela che si imposta sul muro su di un
capitello pensile corinzio con doppia fila di foglie d'acanto, echino concavo con fiore al
centro, volute, abaco trapezoidale
tre porte inserite nell'arco centrale di una triade
a sottolineare la composizione geometrica troviamo un elemento circolare inserito nei
triangoli tra le arcate
il ritmo è chiuso da due spazi in muratura piena
con altre due porte e un sistema a due lesene
scanalate laterali (viste come prospetto di un
pilastro ovvero elemento portante) con capitelli
corinzi che reggono la trabeazione tripartita la
quale passa tangente la chiave d'arco e il cerchio
inscritto nei triangoli (rielabora S.Miniato)
anche nel piano superiore troviamo un ritmo
triadico (altezza colonne=altezza arco=altezza
secondo livello), le finestre sono in asse con le
arcate sottostanti
architettura segue le regole dell'organizzazione
geometrica e prospettica della realtà
S.Lorenzo a Firenze (dal 1421)
ricostruzione della chiesa affidata a Brunelleschi con
annessione della Sagrestia Vecchia (1421-1428): blocco
cubico sormontato da emisfera, edificio a sé stante
lo spazio di base è suddiviso in tre parti: nella parte opposta
all'ingresso vi è lo spazio con l'altare detto scarsella, vano
cubico e cupolato a cui si attornia una cappella quadrata con
ingresso ad arco e due sagrestie laterali
lunettone con pennacchi angolari sferici che consentono il
passaggio alle vele della cupola
la cupola sembra costolonata ma abbiamo dei setti murari
rettilinei di partenza in cui si inseriscono occhi circolari e
volticine che chiudono la copertura nella lanterna finale
(sistema a creste e vele) riprende i rafforzamenti dai SS.
Sergio e Bacco e dal battistero di Padova
all'interno angoli segnati da paraste corinzie che secondo la
tradizione dovevano avere sei scanalature per lato ma ne
hanno tre perché sono viste in angolo
l'ordine architettonico corinzio e le modanature, in pietra
serena scura, risaltano sul fondo murario intonacato di
bianco conferendo allo scheletro, oltre che una precisa
finzione di definizione stereometrica del vano, anche una
valenza allusiva ad una struttura portante non vera ma
plausibile che smaterializza il muro
gli accessi alle sagrestie sono rimarcati in verticale con finestre in asse
nei pennacchi e sul lunettone troviamo tondi decorati
le pareti della cappella presentano delle piccole esedre ai lati che segnano un cerchio
inscritto nella muratura anche la cappella ripete in piccolo la cupola principale, sulla
quale è rappresentata la volta celeste
nei pennacchi sono raffigurati tondi come conchiglie
La basilica presenta un corpo longitudinale a tre navate di
cui le laterali in campate quadrangolari coperte a vela e
cappelle laterali grandi la metà delle campate
all'incrocio della navata con il transetto vi è un grande
elemento quadrato che presenta pilastri corinzi a sei
scanalature che riprendono le colonne più piccole di
scansione della navata, le quali presentano tra il capitello e
l'arco un vero e proprio setto di trabeazione e una mensola
navata centrale e transetto hanno copertura piana lignea
il claristorio è la metà rispetto all'altezza della navata
nelle navate laterali vi sono tondi che illuminano le vele
Cappella Pazzi (1429-1462, posta accanto a S.Croce)
iniziata ma non conclusa da Brunelleschi
nasce come sala capitolare dei francescani
il corpo da quadrangolare diventa rettangolare in pianta
ma mantiene le proporzioni tra i volumi, stessa cupola di
S.Lorenzo
tentativo di riduzione alla centralità di uno spazio in
pianta longitudinale S.Spirito a Firenze (fine XIV
sec, posta oltre l'Arno)
progettato come chiesa a tre navate a impianto longitudinale, ma
transetto e presbiterio hanno la stessa dimensione e sono
articolati come le navate il che rende la pianta una croce di cui un
braccio è allungato
quattro grossi pilastri sullo snodo dei bracci su cui scarica la
cupola
navate scandite da colonne corinzie con trabeazione, arcate,
architrave, fascia marcapiano e claristorio
le volte a vela delle navate laterali scaricano su quattro punti di
cui due sono le semicolonne delle cappelle (alte quindi quanto le
navate laterali)
perimetro esterno in cappelle semicircolari (nel progetto anche in
facciata, mai eseguite e successivamente anche le altre vengono
chiuse)
copertura piana cassettonata a ottagoni
la muratura è in piani bianchi con membrature in pietra serena scura che costituisce i bordi
e i disegni geometrici e strutturali della costruzione
cupola con pennacchi, tamburo, copertura a creste e vele
trattamento a nicchie, apparenti anche all'esterno e in facciata, della
superficie muraria d'ambito
tutte le misure planimetriche e altimetriche formano un sistema
unitario di quote intere riferito a quella base dell'interasse delle
colonne, in una volontà di unificazione del progetto architettonico
S.Maria degli Angeli (1434-1436, incompiuta)
sacello collegato a una struttura monastica
pianta centrale a ottagono con giro di cappelle che raddoppia il
numero di lati sul perimetro esterno
attenzione per la plasticità delle murature: possenti nicchie scavate
nella sostanza muraria (aperture interne a impianto quadrangolare
biabsidato rispecchiate da aperture esterne) Palazzo Medici (1445-1455, vicino a
S.Lorenzo)
architetto Michelozzo (Cosimo de Medici
non è più in buoni rapporti con Brunelleschi)
primo palazzo rinascimentale costruito a
Firenze
prima dell'ampliamento dalla parte di Via
Larga (fine XVII) si poneva come un cubo
all'angolo di due strade
blocco quadrangolare con cortile al centro, isolato su
due lati
riprende la tipologia della domus romana con
vestibolo e peristilio
riprende l'uso del bugnato, che però viene impiegato
all'interno di un preciso disegno e assoggettato ad
una logica di sovrapposizione: che nei tre piani di
alzato presenta la massima e minima (nulla)
vibrazione e aggetto di materiale:
primo livello a bugnato grezzo, poi fascia marcapiano a dentellature (stile ionico e
corinzio), secondo livello bugnato liscio e al terzo bugnato inciso (nel secondo e terzo
abbiamo bifore inquadrate da arcate a tutto sesto doppia ghiera su colonnine)
l'estesa cornice che chiude in alto l'edificio accentua una sua visione in termini volumetrici
ingresso centrale, setto murario pieno con finestra rettangolare, loggia aperta sull'angolo
(legame con la propria attività tradizionale di mercanti) poi tamponata dalle finestre a
edicola di Michelangelo, due ingressi interrompono il ritmo delle semplici finestre tagliate
nel bugnato
la muratura riprende l'antichità (muro posteriore del foro di Augusto!) e Palazzo Vecchio
piano terra con una camera, una loggia esterna e uno scrittoio posto sotto la scala (parte
pubblica), dall'altra parte del cortile una camera e una sala grande per le riunioni di
famiglia, uffici
il cortile è porticato con sottoportici di varie dimensioni, di cui
quello di fondo ha le dimensioni di una sala grande con parete a
vento di chiusura
colonne e archi al piano terra, doppia cornice, finestre a bifora
della galleria e salone al primo piano e loggia al secondo piano
le pareti del porticato sono decorate a graffito con decorazione
in bianco e nero che imita festoni e bucrani
al primo piano sale grandi verso la facciata e spazi più piccoli
alle estremità, cappella privata
dà sullo spazio centrale aperto con bifore uguali a quelle
esterne
giardino pensile posteriore a cui si accede da un lato del
portico, è presente una loggia Palazzo Pitti (1440, oltre all'Arno)
Brunelleschi progetta un palazzo di
dimensioni più limitate
nucleo centrale principale con assi laterali
bugnato omogeneo su tutti e tre i piani,
arcate ripetute sui tre livelli (al secondo e
terzo inquadrano le finestre)
Palazzo Rucellai (1452-58)
opera di Leon Battista Alberti
essendo la proprietà più piccola non si riesce a
porre il cortile al centro
il progetto originale comprende cinque ali, ne
vengono poi aggiunte due e quindi raddoppia la
porta (l'ultimo asse non viene finito e restano le
grappe di cantiere)
architettura che si sviluppa in facciata, propone un
modello nuovo: non abbiamo più solo partizioni
orizzontali ma anche verticali che vanno dal piano
terra al cornicione, bugnato liscio composto da
lastre di diversa dimensione lavorate (facciata
disegnata e poi ''applicata'' sulla struttura muraria)
ritmo scandito dai moduli leggermente più ampi su
cui si aprono gli ingressi)
emerge la trattazione del tema della facciata per
un edificio civile (primo coerente tentativo di
applicazione degli ordini classici al fronte di un
palazzo in funzione di griglia prospettica, sovrapposta alla trama leggera del bugnato)
basamento da cui partono lesene che reggono un architrave e un fregio, cornice
marcapiano da cui si passa al secondo ordine con bifore spartite ancora da lesene (il terzo
è simile ma le lesene cambiano di ordine: pseudo-dorico al primo ordine, ionico simile al
corinzio al secondo, corinzio al terzo_modello il Settizodio a Roma)
sopra l'ultimo livello il fregio è mangiato dalle mensole (modello il Colosseo, come pure per
la sovrapposizione non canonica degli ordini) sempre per i Rucellai Vasari realizza un
tempietto allusivo al Santo Sepolcro
(lontano dal palazzo), la Loggia (vicina
al palazzo) e la facciata di S.Maria
Novella (1456-1470)
si trova di nuovo di fronte ad una
preesistenza gotica, ma si comporta nel
pieno rispetto di essa
analogie con S.Miniato e Pantheon
(fascia marcapiano!)
al partito decorativo preesistente A. decide di sovrapporre, usando gli stessi modi
policromi toscani, una griglia rinascimentale di ordini architettonici, secondo uno schema
proporzionale basato sul quadrato
esperisce i passaggi irrisolti del tempio malatestiano quali il raccordo tra parte inferiore e
rialzo della navata centrale, quello tra nave centrale e laterali, per il tramite di una serie di
invenzioni non rigidamente classiche ma perfettamente risolte all'interno del tracciato
proporzionale
Tempio Malatestiano a Rimini
Sigismondo Malatesta vuole trasformare
la chiesa gotica di S.Francesco in
mausoleo familiare
Alberti progetta il rifacimento ma non fu
mai presente sul cantiere
rimane incompiuta dopo la morte di
Sigismondo (1466)
la pianta longitudinale gotica, avvolta nel
nuovo involucro murario indipendente
doveva forse concludersi in alto con una
volta a botte, probabilmente lignea, e sul
fondo con un corpo centrico
pesantemente cupolato
scritta in caratteri capitali
opera un rivestimento con recupero dei modelli antichi:
• tema del theater motiv MA per la facciata non tiene conto della composizione a due
piani né di quel gusto per la compatta struttura muraria, per cui incastra le colonne
nella parete secondo il diametro anziché secondo il classico terzo
• tema degli acquedotti sui fianchi MA alto stilobate che fissa il settemplice ritmo
delle arcate e isola l'intero edificio
• tema dell'arco di trionfo (Arco di Augusto a Rimini o di Costantino a Roma)
a Mantova Alberti opera due progetti importanti per Ludovico Gonzaga
l'esecuzione è affidata all'architetto fiorentino Fancelli
la completa assenza di colonne e la loro sostituzione con paraste, risolvendo il
compromesso tra colonna e muro (riconosciuti come appartenenti a due diversi sistemi
costruttivi) in favore di una coerente architettura tutta muraria, indica una svolta decisiva
rispetto alla facciata per S.Maria Novella
San Sebastiano a Mantova (1460)
l'impianto, desunto da qualche costruzione sepolcrale
romana, è centrico a croce greca, con atrio e portico
murario ed una fronte in forma di tempio probabilmente
modificata da Alberti in corso d'opera
• in un disegno restitutivo presenta un'ampissima
scalinata e prospetto risolto alla maniera del tempio
antico, pronao schiacciato sulla parete
• in un altro disegno due scale laterali, scansione a
lesene e parete decorata bicroma, frontone con arco siriaco
edificio attuale: la facciata presenta quattro lesene
anziché le sei del progetto albertiano
la pianta ha base quadrata con croce greca inscritta,
quattro bracci sia nel livello seminterrato sia in quello
superiore (che si innalza quindi all'esterno su di un
podio)
volte a crociera su pilastri per la copertura centrale
(forse Alberti voleva una cupola)
grande frontone triangolare il cui schema è in parte ripreso anche sugli altri lati
porta monumentale complessa contornata dalle due lesene centrale da cui parte l'arco
siriaco (modello parte laterale dell'arco di trionfo a Orange, con quattro paraste e alto
silobate)
Sant'Andrea a Mantova (1472-1494)
impianto longitudinale a croce latina con navata unica coperta a
botte cassettonata, con cappelle laterali coperte anch'esse a botte
(riprende in parte la basilica di Massenzio)
spazio unitario, robusto, all'antica: alternanza di spazi
apparentemente scavati nella profondità della struttura muraria e
scanditi sul fronte della navata dalla concatenazione di due ordini
corinz
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