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ESTRATTO DOCUMENTO

sempre per i Rucellai Vasari realizza un

tempietto allusivo al Santo Sepolcro

(lontano dal palazzo), la Loggia (vicina

al palazzo) e la facciata di S.Maria

Novella (1456-1470)

si trova di nuovo di fronte ad una

preesistenza gotica, ma si comporta nel

pieno rispetto di essa

analogie con S.Miniato e Pantheon

(fascia marcapiano!)

al partito decorativo preesistente A. decide di sovrapporre, usando gli stessi modi

policromi toscani, una griglia rinascimentale di ordini architettonici, secondo uno schema

proporzionale basato sul quadrato

esperisce i passaggi irrisolti del tempio malatestiano quali il raccordo tra parte inferiore e

rialzo della navata centrale, quello tra nave centrale e laterali, per il tramite di una serie di

invenzioni non rigidamente classiche ma perfettamente risolte all'interno del tracciato

proporzionale

Tempio Malatestiano a Rimini

Sigismondo Malatesta vuole trasformare

la chiesa gotica di S.Francesco in

mausoleo familiare

Alberti progetta il rifacimento ma non fu

mai presente sul cantiere

rimane incompiuta dopo la morte di

Sigismondo (1466)

la pianta longitudinale gotica, avvolta nel

nuovo involucro murario indipendente

doveva forse concludersi in alto con una

volta a botte, probabilmente lignea, e sul

fondo con un corpo centrico

pesantemente cupolato

scritta in caratteri capitali

opera un rivestimento con recupero dei modelli antichi:

• tema del theater motiv MA per la facciata non tiene conto della composizione a due

piani né di quel gusto per la compatta struttura muraria, per cui incastra le colonne

nella parete secondo il diametro anziché secondo il classico terzo

• tema degli acquedotti sui fianchi MA alto stilobate che fissa il settemplice ritmo

delle arcate e isola l'intero edificio

• tema dell'arco di trionfo (Arco di Augusto a Rimini o di Costantino a Roma)

a Mantova Alberti opera due progetti importanti per Ludovico Gonzaga

l'esecuzione è affidata all'architetto fiorentino Fancelli

la completa assenza di colonne e la loro sostituzione con paraste, risolvendo il

compromesso tra colonna e muro (riconosciuti come appartenenti a due diversi sistemi

costruttivi) in favore di una coerente architettura tutta muraria, indica una svolta decisiva

rispetto alla facciata per S.Maria Novella

San Sebastiano a Mantova (1460)

l'impianto, desunto da qualche costruzione sepolcrale

romana, è centrico a croce greca, con atrio e portico

murario ed una fronte in forma di tempio probabilmente

modificata da Alberti in corso d'opera

• in un disegno restitutivo presenta un'ampissima

scalinata e prospetto risolto alla maniera del tempio

antico, pronao schiacciato sulla parete

• in un altro disegno due scale laterali, scansione a

lesene e parete decorata bicroma, frontone con arco siriaco

edificio attuale: la facciata presenta quattro lesene

anziché le sei del progetto albertiano

la pianta ha base quadrata con croce greca inscritta,

quattro bracci sia nel livello seminterrato sia in quello

superiore (che si innalza quindi all'esterno su di un

podio)

volte a crociera su pilastri per la copertura centrale

(forse Alberti voleva una cupola)

grande frontone triangolare il cui schema è in parte ripreso anche sugli altri lati

porta monumentale complessa contornata dalle due lesene centrale da cui parte l'arco

siriaco (modello parte laterale dell'arco di trionfo a Orange, con quattro paraste e alto

silobate)

Sant'Andrea a Mantova (1472-1494)

impianto longitudinale a croce latina con navata unica coperta a

botte cassettonata, con cappelle laterali coperte anch'esse a botte

(riprende in parte la basilica di Massenzio)

spazio unitario, robusto, all'antica: alternanza di spazi

apparentemente scavati nella profondità della struttura muraria e

scanditi sul fronte della navata dalla concatenazione di due ordini

corinzi perfettamente gerarchizzati secondo un ritmo detto travata

ritmica

la trabeazione è sorretta da grossi pilastri con coppie di lesene

il ritmo si ripete con corrispondenza di quote all'esterno definendo

così anche il partito del fronte (fusione dell'idea dell'arco trionfale

con quella del tempio antico: grande fornice centrale e due spalle

laterali, frontone centrale)

la facciata si articola quindi come l'interno: volta a botte retta da

pilastri con lesene

sopra il frontone ulteriore arcata finestrata per illuminare la navata

al prevalere di questa esigenza viene sacrificata la

possibilità di coprire completamente, con la facciata, tutta

l'altezza e l'estensione del retrostante corpo di fabbrica

appare qui per la prima

volta all'esterno, in facciata,

l'interno ritmo di

concatenazione dello

spazio che si esplicita

quindi come generale

principio ordinatore di tutto

lo spazio

coro di S.Maria presso San Satiro a Milano (1482)

Bramante realizza il finto coro prospettico e mette in

discussione la validità stessa della prospettiva come mezzo

di controllo della realtà tridimensionale, cioè annullando la

distinzione fra spazio reale e spazio

rappresentato

si rifà al S.Andrea a Mantova con le

coperture a botte cassettonate e

lesene (il tutto solo dipinto!)

le absidiole sulla parete finale sono

invece riprese da Brunelleschi

Fancelli realizza la Domus Nova sul

fianco destro del Palazzo di Mantova,

allusione al castello

rielabora il modello del palazzo

Rucellai di Alberti

basamento e paramento di lesene su

due ordini Papa Pio II ristruttura il borgo natale

di Corsignano (ribattezzata Pienza)

vicino a Siena

costruzione di una chiesa, un palazzo

e altri edificio (deve diventare una

città pontificia)

le ristrutturazioni sono a opera

dell'architetto Rossellino e iniziano

nel 1458

impianto iniziale tipico borgo che si

sviluppa su una strada principale

costruzione di un grande duomo al posto dell'antica chiesa, con piazza antistante

rimodellata in forma trapezoidale su cui si affacciano i vari palazzi (vescovile, dei canonici,

del pretorio: edifici significativi del potere)

probabilmente la forma della piazza è dovuta alla necessità di allineare i palazzi con

l'andamento dell'arteria che proprio all'altezza della piazza forma un flesso (questa forma

verrà erò poi ripresa per alcune piazze romane)

per la costruzione degli edifici sulla strada principale R. espropria botteghe e abitazione,

compensando però con la costruzione in periferia di un quartiere abitativo per gli

espropriati

la chiesa è consacrata nel 1462: tre navate di eguale

altezza con transetto, il coro presenta deambulatorio

con cappelle radiali

volte a crociera costolonate, partono da pilastri lobati

con alto corpo all'attacco della copertura

presenta una sottofondazione sul declivio collinare

(come a Siena)

la facciata prende a modello Alberti

rifacimento del palazzo comunale, costruzione

del proprio palazzo chiamato Palazzo

Piccolomini: per la pianta modello Palazzo

Medici: cortile quadrangolare centrale che

presenta portico a piano terra, fascia marcapiano

con cerchi e festoni, al piano superiore finestre

rettangolari crociate, ultimo piano in parte aperto

e in parte finestrato

capitello composito

peristilio, loggia sul fondo con parete a vento MA

presenta anche sustrutture alle spalle del

palazzo e loggia su tre ordini per ampliare la

vista sul paesaggi

per la facciata modello Palazzo Rucellai: tre

ordini, zoccolo sotto le finestre, più piccole e

quadrangolari a piano terra e bifore inquadrate in una monofora sugli altri ordini

tessitura muraria più compatta (pietra arenaria) e la ghiera dell'arco sulle finestre non

continua sulle lesene

il giardino pensile è retto da una struttura ad archi con doppia copertura a cui si accede

dalle sotterranee del palazzo il palazzo del vescovo è in pietra tufacea e ha una

struttura più semplice, con facciata a partizione triplice e

finestre crociate

segue il modello tipo degli edifici cardinalizi romani:

blocco parallelepipedo con una torre su di un lato,

finestra crociata

Palazzo Venezia o Palazzo di Paolo II Barbo a

Roma (1455-1467)

presso la chiesa titolare di S.Marco, alle pendici del

Campidoglio

il palazzo cardinalizio con forma longitudinale e alta

torre deve diventare un palazzo pontificio (poiché il

cardinale Venezia diventa papa)

l'edificio, di notevoli dimensioni, ha un esterno molto

severo dove merlatura e torri ne danno un'immagine

militaresca

tre piani, in facciata presenta fasce marcapiano,

finestre crociate, merlatura

la chiesa di S.Marco viene involucrata all'interno dei nuovi corpi di fabbrica ed ha come

facciata un portico con una loggia sovrapposta

tra il piano terreno, a tre archi inquadrati da semicolonne, e il piano superiore, con paraste,

si nota una diversa sensibilità architettonica

all'interno l'interrotto porticato su due piani evidenzia una ripresa dall'antico con il sistema

arco-pilastro-semicolonna addossata con alto basamento (Colosseo e Teatro Marcello)

l'interno dell'ingresso verso la piazza è coperto da una volta a botte a lacunari

(cassettonatura mod. Alberti), su cui troviamo tracce delle centine

all'interno alcune sale hanno pareti scandite da paraste e colonne, illusionisticamente

dipinte

in origine presentava sull'angolo un altro corpo di fabbrica (poi spostato indietro) che

racchiudeva un giardino pensile circondato da un doppio ordine di logge

con papa Sisto IV si prosegue

il rinnovamento della città di

Roma, ad esempio viene

costruito l'Ospedale di

S.Spirito (fine anni '70 del

1400)

lunga corsia circondata da un portico esterno al primo livello ad archi su pilastri ottagoni

con al centro un'alta cupola (tiburio) a pianta ottagona irregolare, con tamburo finestrato

costruzione e decorazioni in mattoni

importante assetto pubblico (riprende lo Spedale degli Innocenti)

Castel Nuovo a Napoli

impostato ancora come un maniero con

torrioni, i quali presentano una scarpa nella

parte bassa

l'intera fortezza risulta predisposta per la

difesa contro armi da fuoco

all'ingresso grande arco trionfale (1453-1467)

doppio arco marmoreo trionfale che presenta coppie di

colonne e arcata con volta a botte, alto piano attico, secondo

ordine e secondo piano attico decorato a loggia,

coronamento arcuato: tutti gli elementi sono desunti

dall'antichità (maetranze toscane)

a Milano dopo la decadenza dei Visconti e la repubblica ambrosiana sale al potere

Francesco Sforza, il quale possiede una residenza accanto a Palazzo Reale e in parte nel

castello ricostruito

Filarete scrive un trattato di architettura scritto in forma di dialogo col principe: si delinea il

profilo di una città inscrivibile in un cerchio con due quadrati, un canale navigabile e al

centro una grande piazza e il palazzo

viene inoltre incaricato di progettare un ospedale per malati e mentecatti

Ospedale Maggiore a Milano

pianta longitudinale divisa in tre

nuclei da padiglioni angolari (ai

lati infermerie una per gli uomini

e una per le donne)

sul cortile rettangolare centrale

si erge la chiesa

il prospetto presenta alto

basamento, loggiato e livello

chiuso finestrato

progetta anche le stanze con i letti posti accanto al muro e un

sistema fognario collegato ai navigli che parte da ogni stanza!

Vengono realizzati solo i quattro cortili della parte destra

Cappella Portinari in Sant'Eustorgio a Milano

pur dipendendo dall'impianto planimetrico e spaziale dalla sacrestia

Vecchia di S.Lorenzo evidenzia l'influsso di quel decorativismo

lombardo tardo-gotico, seppur reso attraverso gli elementi del

linguaggio architettonico fiorentino

Cappella Colleoni a Bergamo (1470-76)

nella pianta ricorda la cappella Portinari

nell'elevato rifiuta l'immagine di una chiarezza compositiva

ricercando invece quella di una complessa ricchezza

decorativa e coloristica, dove qua e là è possibile individuare

elementi ed intelaiature rinascimentali

Il duca Federico da Montefeltro, capitano di Ventura e amico di Francesco Sforza, sposa

Battista Sforza e rimodella la città di Urbino (posto sulla costa, su una strada verso Roma)

essendo molto ricco governa la città senza imporre tasse e costruisce il suo Palazzo

Ducale che collega le proprietà paterne alla zona del castellare

complesso di edifici che non è il prodotto di un'unica

personalità artistica ma il risultato di un'unica volontà

ordinatrice, quella di Federico nel cantiere del palazzo

passano i più reputati architetti ed artisti del tempo e

s'incontrano i maggiori rappresentanti della cultura

umanistica

Luciano Laurana è nominato da Montefeltro capo maestro

dei lavori

a lui si attribuisce il cortile rettangolare che rappresenta

l'elemento coordinatore delle parti del palazzo

quattro superfici, in un chiaro proporzionamento degli

elementi architettonici (colonne-archi, trabeazioni,

lesene-trabeazione e finestre) vengono dall'architetto

indicate per mezzo della cesura formale degli angoli, in una

fusione di semicolonna (ordine minore) e parasta (ordine

maggiore) al piano terreno, e lesena-parasta (stesso

ordine) al primo piano

anche le trabeazioni risentono di questa logica col risaltare ulteriormente sule paraste

d'angolo

il cortile presenta archi su colonne e tondi inseriti (modello Palazzo Medici, mentre il

capitello pseudo-corinzio sono più simili a Palazzo Piccolomini)

il senese Francesco di Giorgio Martini viene posto dal 1477 al 1499 a guidare il

compimento del palazzo e a eseguire nel territorio ducale oltre cento edifici principalmente

a carattere militare (vedi dopo)

il progetto si sviluppa attorno al cortile centrale, con un asse portante perpendicolare alla

facciata

alla fine del setto murario portante vi è una torre, a essa se ne collega un'altra dalla quale

parte un secondo setto murario che si raccorda al perimetro del cortile (si crea una specie

di sottofondazione sulla quale si rialza il livello per pareggiare l'altezza della piazza da cui

partono gli edifici abitativi: i due piani inferiori di questa zona ospitano le stanze di servizio

ed hanno una grande funzione portante)

gli appartamenti padronali stavano al primo piano nel nucleo centrale tra le due torri

vi è poi una biblioteca aperta a coloro che hanno interesse antiquario/umanistico (a piano

terra)

Federico fa anche riprogettare il duomo e trasforma la parte della loggia pubblica (fatta

distruggere) in una grandissima piazza su cui si affaccia il porticato che contiene l'ingresso

al palazzo

scala coperta collega la grande piazza del mercato (fatta costruire sempre da lui) al livello

del palazzo

in facciata corpi irregolari (si utilizza parte delle preesistenze), la parte risalente a Federico

ha zoccolo marmoreo, fascia marcapiano, monofore

il terzo livello è più piccolo (di coronamento)

inizialmente è in cotto ma viene poi rivestita in marmo bianco

le porte e le finestre sono inquadrate dagli elementi dell'ordine e dalla trabeazione

la parte di facciata sulla piazza viene in parte rivestita in marmo e presenta un gradino di

seduta (con formelle che rappresentano macchine da costruzione)

depositi di acque potabili

filtrate sottoterra,

collegate da canali al

palazzo

fine '300-inizi '400 riferimento alla letteratura, alle arti, all'antico (Roma)

costruzione palazzo signorile come centro di potere e cultura della città

con Federico Da Montefeltro Urbino estende il proprio dominio sul territorio circostante con

consolidamenti architettonici nelle città satellite ad opera di Francesco di Giorgio Martini

(che lavora al Palazzo Ducale)

Rocca di Mondavio

cortina (parte muraria che lega le torri) più bassa delle

torri

le torri non hanno una forma quadrangolare ma

circolare (somigliano a quelle del progetto di città

ideale di Filarete e derivano da Vitruvio) e poligonale:

inizia a diffondersi l'uso di armi da fuoco e la forma

circolare offre un controllo migliore dello spazio

la base è inclinata a scarpa (contro i colpi di cannone)

e parte in alto da una cordonatura in pietra, presente

anche sulla parte alta delle cortine

Rocca di Sassocorvaro fortificazione strategica per il territorio: si

tratta di un borgo di strada per cui la

fortificazione si piazza in testa

all'insediamento

torrioni di matrice circolare: la fortificazione

assume un aspetto più complesso

cortile all'interno con una loggia nella parte

superiore appoggiata ad arcate con capitelli

pensili

cortine e torri hanno la stessa altezza

ulteriore elemento di controllo dato

dall'inserzione di uno spuntone triangolare

tra i due torrioni

base a scarpa, più cordonature compattano la

fortificazione e la scandiscono in fasce orizzontali

S.Bernardino a Urbino (1469-72)

opera di Francesco di Giorgio

Federico vorrebbe destinarla a mausoleo per la propria famiglia

navata unica coperta a botte

termina con tribuna quadrangolare con lati che si aprono a esedre

e chiusura rettilinea

l'alzato, che si sviluppa in verticale, è diviso da tre cornici continue

attorno al perimetro cupola su pennacchi copre il

quadrato di base, agli angoli del

quale si addossano colonne polari

con capitello pseudo-composito

molto complesso

a ogni colonna corrisponde una

trabeazione sporgente della parete

su cui si innestano i pennacchi e la

cupola (si rifà a mausolei romani antichi)

l'aula è illuminata da una doppia serie di finestre a edicola, con timpani alternati, nella

fascia centrale, ripetute nelle membrature anche all'interno

esternamente troviamo le cordonature orizzontali che

scandiscono la muratura

la cupola è esternamente rivestita da una specie di tiburio che

nasconde la curvatura

S.Maria delle Grazie al Calcinaio vicino a Cortona (bassa

Toscana, dopo il 1484)

opera di Francesco di Giorgio

pianta a croce latina, navata unica coperta a botte con transetto e

presbiterio sviluppati come nucleo centralizzato con vani della

stessa dimensione (incrocio tra pianta centrale e longitudinale:

ripresa dai romani)

l 'interno è scandito da lesene che continuano sulla volta e da una

cordonatura verticale sopra la quale abbiamo finestre con lesene

e timpano

quattro grandi arconi all'incrocio col transetto da cui

parte una volta a padiglione: i pennacchi non sferici

definiscono quattro settori da cui parte il tamburo

ottagonale finestrato con cornice a mensole

all'esterno le lesene scandiscono campate di misura

diversa per lo spessore della muratura all'ingresso e

per l'innesto del transetto

Villa Chigi alle Volte vicino a

Siena

grosso corpo centrale con ali

sporgenti su uno spazio chiuso da

muri (non fortificati come era d'uso)

dall'altra parte rispetto al cortile

abbiamo l'ingresso: la parete è

molto compatta

nella parte posteriore sul cortile si

aprono un porticato al primo livello

e una loggia al secondo (modello

Palazzo Piccolomini?)

Francesco di Giorgio scrive un trattato di architettura

innovativo rispetto a quello albertiano: presenta moltissime

immagini che propongono una casistica di tipi di città,

abitazioni; riproposizione di modelli antichi (teatro)

propone un modello di città impostato sulle proporzioni della

figura umana Casa del Mantegna a Mantova (1400)

impianto cubico con vestibolo di ingresso,

cortile centrale circolare definito da semplici

elementi architettonici, inscritto in un

quadrato

Palazzo Strozzi a Firenze

opera di Benedetto da Maiano e Cronaca

modelli Palazzo Medici e Palazzo Pitti(bugnato tutto

uguale)

Lorenzo concede agli Strozzi (proveniente da Napoli)

di costruire il loro palazzo a Firenze

all'esterno: aperture quadrangolari a piano terra,

monofore che inquadrano bifore ai piani superiori

fascia marcapiano, l'ultima con dentellature

pianta: blocco rettangolare con ingresso su uno dei lati

lunghi, cortile centrale divide in due parti uguali

l'abitazione (fra i due fratelli)

su tre lati si affaccia su strade mentre la parte

posteriore guarda su una strada privata collegata all'orto

personale (quidi la parete non è decorata)

nel cortile archi su colonne, archi su pilastri al primo

piano e colonnine architravate all'ultimo (influsso Palazzo

Medici)

l'edificio si pone come un cubo le cui superfici bugnate a

cuscino divise nei piani da marcate cornici mostrano una

mano decisa a rendere un'immagine violenta

il cornicione (del Cronaca, pensato come ingrandimento di

una cornice romana) staccato dal forte bugnato per

mezzo di una fascia neutra, pur nel raffinato disegno

delle sue parti non risolve adeguatamente l'edificio

Palazzo Gondi a Firenze (fine 1490)

opera di Giuliano da Sangallo

modello Palazzo Medici anche per il bugnato MA il cortile presenta archi su pilastro con

lesena addossata, architrave e grande fascia marcapiano decorata a bassorilievo con

corteo (modello Palazzo Venezia e arco di Alfonso d'Aragona a Napoli)

inoltre presenta un maggior stacco fra le bugne

della zona basamentale e quelle dei due piani

superiori e un'attenta definizione delle bugne

che vanno ad incastrarsi con i cunei che

costituiscono gli archivolti delle aperture dei

primi due piani

sempre di Giuliano da Sangallo:

Villa Medicea di Poggio a Caiano

(1480)

residenza extraurbana tra i

possedimenti agricoli, forse eseguita

seguendo un'indicazione progettuale

dello stesso Lorenzo il Magnifico

mostra, nel programma generale e

nelle soluzioni distributive e formali, la

concretizzazione degli ideali umanistici

dell'ambiente mediceo:

• rapporto con la tradizione

letteraria dell'antichità

• rinnovamento della tipologia

della villa nella ricerca di un più

preciso rapporto con il territorio

costruita su un'altura: substruzioni da cui parte un terrazzamento e un porticato continuo

(modello Giove Anxur a Terracina)

su di un podio a pianta quadrata porticato, a cui si accedeva tramite due scale rettilinee

(oggi trasformate), si svolgono due blocchi paralleli tra loro, collegati da un nucleo centrale

contenente il salone principale coperto con volta a botte, che in altezza impegna i due

piani dell'edificio (perfetta geometria derivata dal quadrato organizza gli spazi interni)

architettura che privilegia il nucleo principale centrale, nel

quale si innesta un pronao coperto a botte, che presenta un

atrio interno (il tempio classico sarà poi sviluppato da

Palladio): qualifica la residenza come casa di valori e cultura

capitelli ionici, architrave tripartito e fregio continuo in

ceramica bianca specchiata su fondo azzurro

nel frontone stemma mediceo

la volta a botte è cassettonata con elementi circolari

raccordati e separati da fasce rettilinee (riprende il modello

antico es Santa Costanza)

il salone di raccordo presenta la stessa decorazione sulla

copertura a botte

il reimpiego della tecnica di fare le volte a cassettoni

ricavandole direttamente da sagome predisposte al momento

della realizzazione (tecnica mediata dai romani) è un

importante contributo

S.Maria delle Carceri a Prato (1484-1492)

pianta centrale a croce, rigidamente organizzata

attorno al quadrato centrale

bracci coperti a botte, al centro cupola su

pennacchi con alto tamburo a occhi e copertura di

modello brunelleschiano (internamente

costolonata e divisa in lunette con oculi, anche

per le paraste angolari scanalate)

ricchezza decorativa delle membrature

architettoniche

esternamente la soluzione a paraste viene ripresa con un rivestimento a fasce marmoree

bianche e verde scuro:

• al piano inferiore paraste doriche marcano gli angoli (più esattamente i pilastri sugli

angoli esterni sono affiancati da paraste, fuse insieme negli angoli interni)

• al piano superiore stesso ritmo di paraste (di minor altezza) di ordine ionico

• i fronti si concludono con timpani triangolari (tempio come simbolo di perfezione)

esternamente la cupola è una copia di quelle brunelleschiane: tamburo nascosto

all'interno di un basso dado, contenuta in un cilindro (su cui sono posti gli oculi) con un

tetto conico sormontato da balaustra e lanternino

la tradizione del romanico toscano è evocata dalle riquadrature di marmo scuro che

individuano gli elementi di facciata (paraste, tre porte, finestre, frontone)

progetto per Palazzo Medici in Via Laura a Firenze

(vicino allo Spedale degli Innocenti)

vengono espropriate una serie di abitazioni di proprietà di

una delle arti di Firenze

esedra attorniata da abitazioni, giardini, ingresso in un

cortile gradinato

nuclei abitativi e sale di servizio: grande residenza che

unisce varie zone con diverse funzioni (la parte gradinata

dovrebbe essere una ricostruzione di teatro all'antica con

forma però rettangolare)

specie di ninfeo antico con impianto circolare absidato

ricompare l'edificio monumentale con composizione

assiale (modello terme imperiali)

il progetto non viene eseguito

Progetto per un palazzo per il re di Napoli

pianta molto simile alla precedente ma presenta un

impianto quadrangolare con padiglioni angolari

neanche questo progetto viene realizzato

Villa di Poggio Reale a Napoli

realizzata da architetti dell'Italia centrale

la conosciamo grazie ad un incisione nel trattato di

Serlio

realizzato su ispirazione delle ville Medicee attorno a

Firenze

nucleo centrale che si affaccia su un giardino

quattro padiglioni angolari uniti da pareti a vento

raccordate da porticati esterni aperti

scalinate a spirale che conducevano ai piani superiori

all'interno teatro quadrangolare con scalinate (modello

progetto di Sangallo)

Ferrara

si sviluppa nel primo '400 con espansione in

orizzontale sul corso del fiume

alla fine del '400 è governata dal duca D'Este

che vuole espandere la città gareggiando con

Venezia incrementando i rapporti commerciali

fa progettare da Biagio Rossetti (studioso di

Alberti) un'espansione urbanistica: nuova

cerchia di mura e nuovo asse viario dalla

Pianura Padana verso il Mare Adriatico a cui si

incardina un secondo asse che parte dal

castello e porta ad un insediamento religioso sotto la protezione ducale

oltre ai due assi il sistema viario non è ortogonale poiché si preferisce ricercare una

continuità tra antico e nuovo sistema viario e inoltre i lotti che ne derivano hanno una

forma quadrilatera irregolare che configura spazi vari e imprevedibili

attorno all'incrocio dei due assi si costruiscono

quattro importanti edifici tra cui il Palazzo dei

Diamanti

costruito in pietra bianca

basamento a scarpa separato con fascia

marcapiano

ingresso con lesene decorate (presente anche

negli angoli

all'interno cortile porticato

in facciata: al primo livello finestre con cornice

ampliata, al piano superiore con timpani

bugnato con pietre a punta di diamante

diversamente inclinate

lungo la prima direttrice si apre una piazza monumentale per le feste urbane, con

monumento equestre dedicato al duca

sui bordi della piazza vi sono due palazzi progettati dallo stesso Rossetti

Palazzo Riario o della Cancelleria a Roma

commissionato dal cardinal Riario a cui era stata affidata la Chiesa di San Lorenzo, poi

inglobata nel palazzo

chiamato della cancelleria sotto il papa Giulio II che la rende sede del Concilio

impianto con quattro padiglioni angolari e

cortine di chiusura

dal porticato parte la scala che arriva al piano

superiore dove vi sono una serie di stanze

soprattutto nelle torri

la chiesa non è visibile dall'esterno ed è

affiancata da un cortile rettangolare

nella parte posteriore troviamo le cucine, le

stalle e il giardino

la facciata inclinata in diagonale presenta

botteghe al piano terra (poiché si affaccia

sulla via commerciale)

due delle finestre ai piani superiori sono più

grandi poiché lì si colloca la scala (importanza

nodale nello sviluppo del palazzo, da Urbino)

nelle altre facciate paramento in travertino,

basamento con fascia marcapiano e finestre

monofore (su tutti i livelli!) inquadrate da

lesene su alti piedistalli (ricorda la Porta

Borsari di Verona)

cortile interno rettangolare con

portico, loggia e ultimo piano

con lesene applicate alla parete

in angolo troviamo un pilastro

che rinforza l'angolo: base

attica, ulteriore zoccolo, nucleo

in marmo nero, fascia al centro

e capitello bipartito di tipo

tuscanico-dorico con

decorazione a rosette (presente

anche sopra le finestre esterne) Sagrestia di San Satiro a Milano

opera di Bramante

impianto ottagonale inscritto in un quadrato, con absidi

semicircolari e quadrangolari alternate (modello

S.Aquilino presso S.Lorenzo)

agli angoli presenta lesene non scanalate e aperte a

libro, con decorazione a motivi vegetali

fascia marcapiano tripartita e fregio articolato con tondi,

busti e decorazioni in terracotta

al secondo livello moltiplicazione di aperture

cupola ottagonale con nervature

sempre di Bramante Mausoleo per Beatrice d'Este (moglie di Ludovico il Moro,

committente) presso la Chiesa di S.Maria delle Grazie

chiesa domenicana costruita nella seconda metà del 400

costruzione in mattoni

facciata a capanna

Roma (dalla seconda metà del 400) è posta sotto un programma di rimodernizzazione

della città, intrapreso per primo da papa Niccolò V che però si limita a opere di restauro e

trasformazione degli edifici esistenti

un vero e proprio programma urbanistico sarà invece impostato da Sisto IV il quale sente

l'esigenza di ristrutturare la città, che si è sviluppata essenzialmente sulla riva sinistra del

Tevere, in funzione della cittadella Vaticana, che si trova sulla sponda destra.

Il ponte Sant'Angelo diviene il punto di cerniera e da qui si diparte il tridente di strade che

devono collegare il Vaticano con il resto della città insinuandosi nel tessuto di case

medievali

Con Giulio II viene continuata l'opera di penetrazione e sfondamento del tessuto

medievale e la sovrapposizione a esso di nuovi tracciati rettilinei ad opera di Donato

Bramante, che con le due vie parallele (Via Giulia e Via della Lungara) intnde realizzare il

rapido collegamento del Vaticano con la zona meridionale della città

quasi contemporaneamente si ripristina l'antico tracciato del Corso e si progetta il tridente

di Piazza del Popolo

con Papa Sisto V e l'architetto Domenico Fontana si avrà più avanti un piano generale

per la città basato sul tracciamento di lunghi rettilinei collegati tra loro in incroci posti in

coincidenza con edifici di grande valore religioso. Vero e proprio piano basato su una

concezione policentrica della città che avrebbe dovuto assicurare per lungo tempo uno

sviluppo non polarizzato su un unico punto

razionalizzazione della città al fine di renderla funzionale al potere papale

opere di Bramante nel Nord:

Tribuna di S.Maria delle Grazie a Milano (dal 1492)

vengono ripresi e superati sia lo schema

brunelleschiano della Sacrestia Vecchia sia quello

albertiano del S.Sebastiano

il vano cubico coperto a cupola si dilata per l'apertura

di grandi absidi nelle pareti laterali e nel coro

anche qui l'organismo risulta da una semplice

aggregazione di cellule in cui la decorazione svolge

un particolare ruolo nel disegno prospettico

dell'insieme Duomo di Pavia (1488)

al procedimento di addizione di cellule spaziali uguali

Bramante sostituisce una rigorosa organizzazione gerarchica

di matrici elementari che attraverso una molteplicità di rapporti

vengono a costruire un organismo unitario pur mantenendo la

propria distinzione

organismo ad impianto composito dove su di uno schema

basilicale a tre navate, suggerito forse dal S.Spirito di

Brunelleschi, si innesta un grande vano ottagonale coperto a

cupola

la fusione di spazio centrale e longitudinale è volutamente

complicata dall'introduzione di quattro organismi ottagonali

absidati, per cui all'idea di spazio universalesi sostituisce un

policentrismo prospettico

la connessione dei vari spazi è assicurata dal sistema

ordine-arco, impiegato in varie scale gerarchicamente

coordinate tra loro

Monastero S.Ambrogio

commissione di Ludovico il Moro e del fratello Ascanio Sforza, che

chiedono due interventi: una canonica e due chiostri per i monaci

cistercensi

della canonica Bramante riesce a costruire solo uno dei quattro lati

previsti e a impostare le colonne per il secondo, che non verrà mai

innalzato. Una particolarità del progetto è la presenza di colonne ad

tronkonos (cioè sembrano dei tronchi d'albero spogliati) che reggono

un arco di trionfo. Tutto il complesso avrebbe dovuto ricordare un foro

romano, porticato sui quattro lati e con un arco di trionfo per ogni lato

Ascanio chiude questi due grandi chiostri con un refettorio al centro,

oggi sede dell'Università Cattolica.

Bramante inventa un tipo nuovo di convento, che verrà imitato per tutto il Cinquecento: il

portico è altissimo, con i suoi 7,5 metri d'altezza, e avrà successo come tipologia in quanto

si adatta ad ospitare sia grandi stanze, come mense e biblioteche, sia due piani di celle

per i monaci

opere di Bramante a Roma:

chiostro di S.Maria della Pace (1500-1504)

invaso definito in pianta e in alzato da un rigoroso sistema

di proporzionamento basato sul modulo quadrato e risolto

strutturalmente con un portico perimetrale a due livelli,

dove tutti e quattro gli ordini sono impiegati a seguito di

precise scelte logiche e simboliche

tempietto di S.Pietro in Montorio

proposta di perfetto edificio centrale inserito in un cortile

circolare, oggetto a carattere simbolico e celebrativo

la piccola dimensione diviene parametro di verifica di

assunti spaziali da applicare poi a scala maggiore

le proporzioni classiche del corpo cilindrico e cupolato e

l'uso dell'ordine dorico con esplicito riferimento agli esempi

antichi mirano a conferire il prestigio e l'autorità della

tradizione classica ad un'architettura moderna

Tempio della Consolazione a Todi (dal 1508)

Il progetto dell’impianto a croce greca, caratterizzato da

cinque cupole, una centrale ed una per ogni abside della

pianta del tempio, dovrebbe essere opera della scuola del

Bramante (progetti per S.Pietro) anche se alcuni lo

vogliono frutto dell’opera di Cola di Caprarola ed altri di

Antonio da Sangallo il Giovane

tuttavia sembra certo che la direzione dei lavori sia stata affidata proprio a quest’ultimo

che portò a compimento un tempio dalle forme di grande armonia alto circa 70 metri al

culmine della lanterna che capeggia la cupola centrale

Bramante a Roma: interesse per l'antico, precedenti cantieri di Mantova e Padova

confrontandosi con l'antichità vuole definire gli ordini come strumento di modulazione

dell'architettura

gli ordini vanno però perfezionati e codificati: in S.Pietro in Montorio viene codificato il

dorico desunto dai modelli romani

successivamente codifica anche ionico, tuscanico, corinzio, composito

diventa una base universale per lo sviluppo dell'architettura: le varie ''lingue

architettuniche'' lasciano il posto a una grammatica comune fondata sugli ordini

si sviluppano ulteriori studi su Vitruvio alla corte di Giulio II Della Rovere e poi Leone X

Medici, per i quali era importante far rivivere a corte l'antichità e consolidare il potere

spirituale nei propri domini territoriali (in espansione)

Giulio II vuole anche farsi costruire la tomba sopra quella di S.Pietro nella basilica, per

questo ne promuove il rifacimento. Quando Bramante inizia a lavorare per Giulio II gli

viene affidato il progetto:

in precedenza si erano iniziati a costruire degli spazi residenziali accanto alla basilica,

destinati a diventare poi palazzo pontificio insieme a vari edifici tra cui la Cappella Sistina

(da Sisto IV, che fa progettare da Rossellino anche il rifacimento di S.Pietro: soluzione più

complessa con volte a crociera e allargamento del transetto e dell'abside, solo

quest'ultima viene ampilata) attorno a S.Pietro troviamo: il palazzo del Belvedere,

posto su un'altura con un loggiato da cui godere del

panorama, una rotonda con l'obelisco del circo

neoniano, il borgo vaticano

Bramante interviene impostando il rifacimento della

basilica e facendo costruire il cortile del Belvedere,

che diventa una vera e propria villa agganciata a

S.Pietro

nella pianta presentata al pontefice viene definita

una grande massa impostata su ordini architettonici

con lesene e colonne che sanciscono i passaggi tra

gli spazi

viene mantenuto il coro di Rossellino che diventa

generatore dello spazio

viene risistemato il nucleo centrale destinato a

contenere la tomba del pontefice

si crea un'impostazione a croce con tre

bracci identici (forse nel progetto erano

quattro bracci identici inscritti in un

quadrato e raccordati agli spigoli e agli

angoli di esso con organismi centrici e

torri agli angoli)

viene pensata una grande cupola

centrale circolare attorniata da cupole

minori e dai quattro campanili

pilastri angolari massicci scavati da nicchie e tagliati diagonalmente per dare origine a

pennacchi trapezoidali di passaggio dall'ottagono irregolare alla forma circolare

Bramante studia dei pilastri molto articolati con lesene ai lati

il deambulatorio dell'abside riprende forse il tema gotico del Duomo di Milano

innalzando i quattro pilastri centrali raccordati da arcate con volte a botte cassettonate,

egli si assicura la continuità del suo progetto dopo la propria morte

alla morte di Bramante vengono chiamati al cantiere di S.Pietro il giovane Raffaello,

Giuliano da Sangallo, Fra' Giocondo, Peruzzi e Antonio da Sangallo il Giovane

l'idea bramantesca viene ripresa nei progetti sia di Raffaello che di Peruzzi:

Raffaello riprende i tre bracci identici e sviluppa una navata piùlunga affiancata da due

minori, tutte coperte a botte e aperte in cappelle laterali

Peruzzi concepisce invece un impianto centrale con quattro bracci identici

nel secondo decennio del 500 Antonio da

Sangallo il Vecchio progetta a

Montepulciano la Madonna di San Biagio

(1518-1534)

impianto a croce greca pilastri articolati,

facciata affiancata da torri, due ordini

sovrapposti esterni:

impianto simile a S.Maria delle Carceri di

Giuliano da Sangallo MA ora troviamo la

presenza dell'ordine dorico e dei successivi

sovrapposti sulle torri, inoltre sui quattro pilastri

centrali si infittiscono le membrature

il sistema per la cupola non è più quello brunelleschiano, il tamburo si imposta su grandi

arcate cassettonate su modello di Bramante

all'interno all'imposta della cupola troviamo pilastro

rinforzato da una colonna affiancata che presenta la

stessa trabeazione dorica il banchiere Chigi commissiona a

Baldassarre Peruzzi, senese, una propria residenza sul corso del Tevere: la Farnesina

(1509-10)

la pianta presenta un impianto a C (schema ad ali laterali sporgenti,caratteristico della

residenza di campagna) con un giardino antistante e tutto attorno all'edificio che mira ad

integrarlo con lo spazio naturale)

riprende da Villa Chigi alle Volte l'idea di uno spazio porticato in facciata aperto sul

giardino, inoltre troviamo una loggia (ora chiusa) sul lato del Tevere

la costruzione si alza su due piani e presenta una torretta con funzione non più difensiva

ma di ''belvedere''

poggia su un alto basamento, presenta una decorazione a lesene doriche che inquadrano

finestre e mezzanini, che al secondo livello arrivano all'altezza del grande fregio di

derivazione ionica

le due logge verranno affrescate da Raffaello

al piano superiore troviamo la sala delle

prospettive affrescata da Peruzzi stesso dove si

crea un'illusione di spazio aperto che riprende il

motivo delle logge sottostanti

controllo rigoroso della composizione Raffaello progetta la Cappella

Chigi in S.Maria del Popolo

(1512-14)

pianta quadrata con angoli smussati

ripresa da S.Pietro la soluzione

delle paraste angolari e dei

pennacchi (non triangolari ma

trapezoidali) per l'imposta del

tamburo, finestrato

lo schema della cupola è ripreso

nella decorazione del pavimento

all'ingresso troviamo coppie di lesene corinzie, una trabeazione raffinata, una fascia

decorata a festoni tra i capitelli (motivo ripreso dalla Farnesina)

Palazzo Vaticano

presenta una serie di nuclei con la Cappella Sistina e la Torre Borgia

Giulio II fa innalzare di un piano il palazzo e affida a Raffaello la decorazione delle grandi

stanze Cortile del Belvedere in Vaticano (dal 1505)

opera di Bramante

per collegare il nucleo del Belvedere agli appartamenti

Vaticani viene concepito un cortile che deve riprendere

l'antico modello delle ville romane

tre cortili raccordati da due lunghi bracci percorribili

la suddivisione in nuclei permette di distinguere tre livelli

successivi sorretti da un ordinamento prospettico a partire

da un nucleo centrale posto sul fondo e visibile dalla

finestra della Stanza della Segnatura: forte assialità del

disegno e concatenamento prospettico degli spazi da un

punto di vista peculiare (modello santuario della Fortuna a

Palestrina)

gli ordini sono impiegati ai fini prospettici e visuali

il primo spazio è il Cortile del Teatro ed è bordato da un muro con tre ordini sovrapposti

che si chiude con due torri angolari raccordate da scalini

in questo spazio verrà praticata una naumachia!

Al secondo livello troviamo uno spazio intermedio con due rampe di scale laterali (che

riprendono Palestrina) e una specie di ninfeo centrale

al terzo livello giardino verde con un piano di costruzioni laterali che svoltano anche sul

lato corto e si raccordano al palazzetto retrostante tramite una grande esedra in cui è

posta una scalinata convessa e concava che lascia al centro un'orchestra semicircolare

Bramante progetta anche un'uscita di sicurezza

attraverso una scala a chiocciola monumentale

posta accanto al loggiato: la scala presenta tre

ordini per le colonne e non presenta gradini

i tre piani sovrapposti del primo cortile presentano

varie articolazioni unificate dall'uso dell'ordine

al terzo livello travata ritmica ripresa dal Sant'Andrea di Alberti

Palazzo del Tribunale

progetto di Bramante

viene aperta la via Giulia che collegava San Pietro e questa zona

edificio quadrangolare con cortile al centro e torri laterali non sporgenti (sono più padiglioni

angolari), ingresso con alta torre dominante in asse con la la chiesa antistante

non viene realizzato poiché il papa muore Casa di Raffaello o Palazzo

Caprini (1508)

opera di Bramante su commissione

del ceto medio

si trovava nel borgo vaticano ora

distrutto, posto tra San Pietro e

Ponte Sant'Angelo

si tratta di un palazzetto poiché ha

dimensioni inferiori a 40 m

nuovo prototipo di facciata!

divisa in due comparti:

• il piano terra è destinato a botteghe, articolate con un paramento in mattoni rivestito

da un finto bugnato rustico con fasce marcapiano a spalla degli archi, che

inquadrano gli ingressi e i mezzanini

• al piano superiore parete liscia partita da coppie di semicolonne doriche (ordine

gigante) su piedistallo che inquadrano ampie finestre con balaustra, contornate da

modanature e sormontate da frontoni triangolari e trabeazione dorica

l'ingresso era laterale e dava su una scala per il piano superiore

l'angolo presenta al secondo livello una terza colonna quasi a tutto tondo

Palazzo Alberini

opera di Raffaello che riprende il modello

di Bramante aggiungendo un piano

la muratura in mattoni è rivestita a

bugnato

sempre Raffaello progetta Palazzo Branconio dell'Aquila (1520)

si ispira ai modelli dell'antica Roma (Mercati di Traiano) per creare un nuovo tipo di

facciata: • piano terra impostato su un ordine dorico che

inquadra vani adibiti a bottega

• secondo livello (piano nobile) privo di scansioni

verticali ma riccamente decorato a stucco, con

finestre contornate da semicolonne e timpani

allternati triangolari e semicircolari (riprende

Bramante utilizzando però nicchie per la partizione

anziché l'ordine); sopra troviamo una fascia di

mezzanini raccordati da una decorazione a stucco

• il terzo livello è simile a quello di Palazzo Alberini

alla morte di Giulio II il nuovo pontefice è Leone X (Giulio de Medici)

viene progettata una nuova residenza pontificia a Monte Mario da Raffaello e Antonio da

Sangallo: solo una parte di Villa Madama verrà costruita (dal 1517)

viene affrontato il tema della

residenza di campagna in un dialogo

fra spazio interno (modellato

secondo gli esempi classici) e

paesaggio esterno

nei progetti troviamo una sequenza

di nuclei scalati in orizzontale: due

cortili separati da atrio, un oxisto e un

giardino circolare centrale (ripreso da

Villa Adriana)

si creano due assi principali

ortogonali, lungo il secondo si apre

una grande cavea

le strutture a nicchioni, le logge, le crociere sono arricchite ed integrate dalla decorazione

pittorica

ad un'uguale ricerca del pittoresco tende la sistemazione dello spazio intorno alla villa,

organizzato in terrazzamenti e giardini (vi era anche un ippodromo)

opere di Michelangelo a Firenze:

Sacrestia Nuova di San Lorenzo (1519-34)

organismo a pianta centrale simmetrico a quello del

Brunelleschi (sono citati anche alcuni elementi) MA

diverso risultato spaziale

più accentuato slancio verticale

ottenuto con una fascia

intermedia fra la zona inferiore

e quella delle lunette

la cupola a creste e vele del Brunelleschi è sostituita da una cupola

emisferica a cassettoni di derivazione romana impostata su

pennacchi definiti da lunettoni

i lunettoni hanno una finestra con profilo incorniciato e modanato e

lati inclinati (si restringe nella parte alta)

le pareti laterali vengono scavate da nicchie poco profonde che

divengono collocazione per i gruppi scultorei delle tombe medicee

ordine corinzio con base attica per le colonne

fra le lesene è posta la porta di ingresso laterale (solo una è vera,

agli altri lati è finta) sopra la quale si trova una nicchia

la porta ha architrave e coronamento con mensola, ma su queste si

appoggia la base della nicchia sovrastante che è incorniciata da

modanature architettoniche che comprendono sia lesene laterali

con capitelli e un frontone

Biblioteca Laurenziana (1523-59)

rielabora la tipologia della biblioteca: a campo

unico

banchi di lettura appoggiati alla parete laterale in

modo da non poggiare sulla parete centrale che

era più instabile

a metà altezza parte la linea della cornice su cui

poggiano le lesene giganti che inquadrano una

finestra nella parte sottostante e uno sfondato nella

parte superiore

le lesene definiscono un campo murario e la finestra si profila entro uno sfondato a sua

volta incorniciato: materializzazione della massa muraria (simile a palazzo Alberini)

vestibolo o ricetto a pianta quadrangolare e

ingresso dal lato

la porta viene assorbita nell'altezza del primo

livello che sembra una parte basamentale su

cui si sviluppa una sequenza verticale di

spazi: doppio ordine che culmina nella

copertura piatta

• colonne binate che si incassano nella muratura e sembrano diventare l'ossatura

vera e propria dell'edificio, lasciano in evidenzia un setto murario non

preponderante che viene sfondato con una tabella superiore capovolta, festone che

lega le due parti sporgenti: le colonne dovrebbero essere ioniche (la base lo

richiama), poggiano su lunghissime mensole che dichiarano la loro non strutturalità

• finestre a edicola che sono in realtà nicchie cieche

architettura fortemente sperimentale: lo spazio alto e stretto viene sottoposto a un gioco di

tensioni per mezzo degli ordini, usati qui in prevalenza per il loro valore di elementi plastici

e privati della logica funzione strutturale

la scala occupa ¾ del ricetto.

Palazzo del Te a Mantova

(1526-34)

opera di Giulio Romano

concepita come residenza

suburbana dei Gonzaga, si

ispira nell'impianto alla

descrizione di Vitruvio della

casa di abitazione

impianto quadrangolare con vasta loggia aperta sul giardino retrostante

padiglione con giardino segreto, stalle dei cavalli

termina con un'esedra che richiama le forme dell'architettura antica e le forme di Villa

Madama come spazio circolare

quattro facciate diverse le une dalle altre, due con ingressi, una liscia che guarda sulle

scuderie e una monumentale che guarda verso il giardino

all'ingresso nuclei di appartamenti monumentali a cui si affiancano quelli minori di servizio

un ingresso ha tre arcate verso l'esterno ma un solo passaggio centrale, si ripetono

nell'interno

la parte muraria è a lesene doriche, mura

in bugnato (mod. bramantesco dei palazzi

romani, ovvero gettato in casseforme e

rivestimento esterno di una finzione di

struttura in mattoni) rustico e molto

decorato soprattutto in alcune parti

basamento sotto le colonne con blocchi

molto lavorati (interpretazione dei modelli

romani del 1520)

intelaiatura della piattabanda superiore

trattata in modo da enfatizzare molto la

parte bugnata

i due ingressi non hanno mezzanino

superiore e danno l'idea di uno spazio più

aulico Lesene simili ma a intervalli

diversificati per sprezzatura (superare le

difficoltà senza farle apparire, calma senza

sforzo apparente anzi trasformandole in

una specie di gioco o di variazione

apparentemente estemporanea: Raffaello

lo esegue diversamente da Michelangelo

che segna lo sforzo)

facciata verso il giardino non più in bugnato, ma grande prospetto (senza frontone perchè

rimaneggiato

spazi non regolari, ma sempre intervalli diversificati in modo da rendere percepibile la

in-consuetudine dell'edificio

motivo della parete a Serliana

vero e proprio campionario di invenzioni stilistiche, reminiscenze archeologiche, spunti

naturalistici e decorativi quali ad esempio le colonne inglobate in blocchi di pietra a

superficie rustica ed il concio cadente nella trabeazione del cortile

opere di Michele Sanmicheli a Verona:

Porta Nuova (1533-40)

blocco trasversale con passaggio voltato e torri per le

artiglierie ai due lati

trattamento rustico delle facciate (modello Porta Maggiore a

Roma)

il lato verso la città è stato alterato nel XIX secolo, nell'altro

solo la parte centrale era originariamente rustica

la vera facciata è comunque quella che guarda verso

l'esterno con l'ordine dorico accoppiato, il frontone, trofei e

iscrizioni Porta Palio (1550)

non era destinata alle artiglierie

sul lato esterno tre passaggi voltati che portano in un'aula a

volta la quale si apre sulla città con cinque archi

l'edificio è più allungato e le membrature orizzontali più forti

che a Porta Nuova

il rustico liscio evidenzia i giunti orizzontali delle pietre, ma

non il rilievo del singolo blocco

le porte di S. si elevano appena sopra le mura intorno, ma l'ordine dorico col suo rilievo

esprime la doppia funzione della porta come elemento delle fortificazione e come arco

trionfale

Palazzo Canossa (1532)

blocco allungato a C con cortile, atrio a tre

aperture, facciata posteriore sull'Adige

la facciata principale prende spunto da

Palazzo Caprini di Bramante ma invece delle

colonne presenta lesene binate al piano

nobile e un'alta balaustra con statue

la parte inferiore è trattata a bugnato liscio

Palazzo Bevilacqua (1530)

tre aperture raggruppate ad arco trionfale su colonne corinzie

interne spiralate (modello Porta Borsari a Verona)

il cornicione ha una ricca decorazione a festoni

nel piano nobile le colonne sono innalzate su piedistalli,

mentre nel piano terreno sono le finestre ad essere poste più

in alto

in pianta è un semplice rettangolo con cortile e scala esterna

Madonna di Campagna presso Verona (dal 1559)

unica grande chiesa del 500 che realizzi l'ideale albertiano di un tempio rotondo libero,

invero fuori città

basso colonnato tuscanico circonda la base del corpo cilindrico

la superficie del tamburo è interrotta solo da pilastri ionici e da finestre

balaustra a coronamento della cupola

la pianta interna è un ottagono con nicchie e volta a otto spicchi sotto la semisfera della

conchiglia esterna

di fronte all'ingresso si accede al coro, secondo piccolo spazio centrale a croce greca, la

cui cupola è tangente al tamburo di quella maggiore

opere di Iacopo Sansovino a Venezia:

Palazzo Corner a S.Maurizio (1533-60)

facciata ispirata dal modello bramantesco

basamento in bugnato

due ordini di archi e colonne binate

l'intelaiatura uniforme della superficie non lascia

supporre la disposizione interna, che è quella

tradizionale della casa veneziana

Sistemazione di Piazza

S.Marco (1529-60)

dà al luogo urbano più

rappresentativo, centro del

potere della Repubblica, un

assetto conforme agli ideali della

cultura umanistica

allarga la piazza sul lato sud e

isola il campanile: spazio

scenico ispirato, nel'uso del

portico continuo, al Foro antico

descritto da Vitruvio e

interpretato dall'Alberti

alle indicazioni vitruviane

corrisponde anche l'ubicazione

dei principali edifici la Libreria (1536-37) è un organismo

polivalente, il cui prospetto sulla piazza è

risolto con un doppio ordine di arcate

ispirate al Teatro di Marcello e ai progetti

di Sangallo per il cortile di Palazzo

Farnese

presenta però alterazioni nelle proporzioni

degli ordini

la Loggetta alla base del campanile

(1537) è concepita come un oggetto di

arredo urbano

struttura che allude vagamente agli

archi trionfali romani


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in architettura ambientale (MILANO - PIACENZA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AriannaQuarti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Architettura e degli Insediamenti Umani in età antica e moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Scotti Aurora.

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