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Etienne-Louis Boullée 1729-1799. Claude-Nicolas Ledoux 1736-1806

Inizio dell’architettura contemporanea dalla seconda metà del Settecento, origine di modi di pensare e operare simili a quelli attuali (sensibilità contemporanea).

Nella Francia degli ultimi decenni del 700 si forma un gruppo di architetti spesso vincitori del Prix de Rome e allievi di Blondel, denominati “architetti visionari” per la capacità di reinterpretare la realtà trasfigurandola, facendo della ragione lo strumento della loro immaginazione, in un atteggiamento rivoluzionario nei confronti dell’architettura poiché cambiano la percezione della realtà delle cose con ragione, visione e passione insieme.

Etienne-Louis Boullée 1729-1799 Francia

Fino al 1780 il suo percorso è in linea con quello di altri architetti dell’epoca, progetta palazzi e dimore residenziali private con un linguaggio classicista severo, monumentale e monotono.

Propensione alla statolatria (adorazione dello Stato), architettura che si fa monumento di se stessa.

Dopo intraprende una progettazione più radicale, che rimane solo su carta. Semplificazione delle forme e uso di volumi puri (coni, piramidi, sfere) di dimensioni gigantesche.

Boullée attribuisce grande importanza alle ombre per ragioni tecniche dello sviluppo della china e per lo studio della geometria delle ombre. Affermava di essere l'inventore “dell'architettura delle ombre e delle tenebre”.

1779 Hotel Brunoy.

Questa architettura è stata sviluppata sotto i “lumi” della ragione con una grande fede nel progresso della civiltà.

Vi è un carattere sublime nei disegni delle opere di Boullée, dato dalle grandi dimensioni degli edifici che si colgono nel rapporto con le persone.

Un sentimento cosmico evocato dai cieli tempestosi notturni incornicia architetture maestose che richiamano l’Egitto e Roma.

1780 Cenotafio.

Architecture. Essai sur l’art

1780-1795 “Architecture. Essai sur l’art” manoscritto mai pubblicato in vita che spiega che punto di vista bisogna adottare per guardare all’architettura. Gli edifici devono essere come poemi, devono suscitare ai nostri occhi sentimenti riferiti all’uso che devono svolgere.

Questo avviene attraverso lo spettacolo grandioso delle masse e il contrasto tra luci e ombre.

Cenotafio di Newton

1784 Cenotafio di Newton, celebra la scoperta della gravitazione universale tramite la forma della Terra, usando il solido geometrico perfetto ma meno adatto per l’architettura: la sfera.

All’interno della caverna sferica c’è la stele commemorativa, la creazione dell’universo diviene unione tra luce della scienza e luce divina. Questo progetto mai realizzato è radicato nella modernità, come oggetto spettacolare e ammonitore, lo spazio cosmico in cui viviamo rimane irraggiungibile.

I Cenotafi rappresentano l’essenza del monumento funebre, pensati per personaggi famosi, al loro interno non contenevano il corpo del morto ma ne celebravano la morte.

Nelle sue architetture c’è il senso dell’ordine, sia stilistico che statale, coltivando la minorità dell’uomo rispetto all’architettura, che comincia ad avere un ruolo fortemente evocativo.

Le fortezze vedono l’accentuazione dell’elemento del ghibellino (spessore delle mura), l’idea della difesa è monumentalizzata con elementi simbolici come lo scudo di Achille in facciata, e vi è la costante allusione a forze sovraumane.

La serie di ciminiere, che ricordano le torri di Babele su cui venivano fatti i sacrifici, rendono effettiva l’immagine della cultura moderna. Le ciminiere-silos rappresentate col fumo uscente della produzione industriale come il fumo sacrificale degli animali immolati, sono simboli di potenza e di ascesa, con massicci basamenti che rappresentano l’aderenza alla terra anche quando sono sul mare (il basamento sono gli scogli).

Progetto della nuova sala della Biblioteca Nazionale di Parigi

1785 Progetto della nuova sala della Biblioteca Nazionale di Parigi.

Lo spazio coperto dalla volta a botte a sezione costante che sembra proseguire all’infinito riprende la scuola di Atene di Raffaello (i personaggi togati rappresentati nella prospettiva centrale della sala ne accentuano il riferimento) e simboleggia il procedere in avanti verso il sapere.

È strutturata sotto un'enorme volta a cassettoni con le decorazioni più simili a quelle del Bramante o di Michelangelo.

È lo spazio pubblico per eccellenza, memoria parlante della Nazione, dove libri e mattoni si fondono.

La pianta della sala è costituita da un quadrilungo principale, con quattro gradoni laterali che partendo dalla base e girando sui quattro lati, raggiungono il basamento delle colonne che sostengono l'enorme volta a botte.

Questi gradoni, percorribili in tutti i livelli, costituiscono il piano di appoggio delle scansie che contengono i libri. Al livello più basso di questo grande spazio, cioè alla base della gradinata (anfiteatro), gruppi di studiosi togati.

Progetto per una chiesa metropolitana. Atlante che regge il mondo sulle spalle: peso del sapere.

L’universo rappresentato dalle architetture di Boullée è chiuso e caratterizzato da regolarità, simmetria e varietà la cui unione produce armonia.

Gli spazi cavi giganteschi delineano un vuoto che rappresenta uno spaesamento dell’uomo moderno, e le sue architetture non sono destinate agli uomini del suo tempo o del futuro, ma a eterni abitatori di tempi mitici.

Claude-Nicolas Ledoux 1736-1806 Francia

1778-1784 Teatro di Besançon.

Soggettività, proiezione della ragione e capacità visionaria sono rappresentate nella veduta prospettica dell’interno del Teatro attraverso l’enorme occhio di pietra, che traduce in figura quella che Ledoux chiama “architecture parlante”.

Nel 1771 viene nominato “Inspecteur des Salines de la Franche Comtè” e 7 anni dopo si concludono i lavori per le Saline Reali.

Saline Reali di Chaux

1775-1778 piano generale per le Saline Reali di Chaux. Le saline presentano una pianta emiciclica al centro della quale c’è la casa del direttore (centralità del lavoro anziché di quello politico o religioso); ai fianchi la fabbrica per la produzione del sale mentre lungo il perimetro sono situati gli alloggi degli operai e in asse con la casa del direttore c’è la porta d’ingresso, maggiore espressione di architettura parlante di tutto il complesso: pronao di colonne doriche tra due bassi corpi di fabbrica con tetto alla francese, si apre una grotta rivestita di pietre sbozzate che evoca le cavità da cui si estrae il sale.

Su tutti gli edifici della Salina ci sono bocche di pietra da cui sgorga un getto d’acqua pietrificata (trasformazione della natura in prodotto = avvento dell’industrializzazione).

1847 Città ideale di Chaux: le saline sono inserite all’interno di una città gotica, utopia come prefigurazione di un mondo che non esiste per contrasto col mondo esistente.

La città ideale ha una pianta radiale ellittica; al centro sempre la salina. Tutto intorno una serie di edifici in stretto rapporto con la natura e col paesaggio pittoresco.

Sia edifici con usi consueti (chiesa, cimitero, mercato, ecc.), sia edifici con funzioni inventate: il Pacifère (semplice cubo che simboleggia i nuovi diritti della Rivoluzione), il Panarétéon (nuova morale), la Maison d’Union (luogo per riunioni), l’Oikéma (a forma di fallo).

1874 Saline Reali di Chaux. 1847 Città ideale di Chaux.

Negli edifici residenziali instaura una relazione tra tipo edilizio e mestiere dell’abitante della casa (schematizzazione dell’individuo a priori), modulando elementi classici semplificati.

L’Architecture consideréesous le rapport de l’art, des moeurs et de la législation

1804 “L’Architecture consideréesous le rapport de l’art, des moeurs et de la législation” trattato che comprende una serie di incisioni che si alternano al testo, come nel trattato di Boullée.

Sia nei disegni di Boullée che in quelli di Ledoux c’è un’astrazione a livello grafico ma i palazzi erano fondati nel contesto sociale e politico francese.

La differenza tra lui e Boullée è che in Ledoux è presente il carattere sociale, quasi utopico che manca totalmente nel suo contemporaneo.

1847 Casa delle guardie campestri.

La sua città ideale è portatrice secondo l’architetto di trasformazione di Maupertuis sociale, morale, culturale, tipologica e igienica.

1784-1789 40 Barrières per Parigi, caselli daziari chiamati da Ledoux “Propilei di Parigi”, combinazione di elementi e di variazione tipologica. Rompono ogni tradizione tra tipologia e morfologia dando forma a una grande sperimentazione linguistica che prende sempre in prestito elementi classici (colonne, archi, ecc.) connessi tra loro in maniera liberissima, dimostrando la flessibilità del linguaggio classico e la possibilità di un suo superamento.

Abri de pauvre (il tetto del povero) tavola finale del trattato. Lo stato di crisi è fissato in maniera diversa: non esiste nessuno scambio tra il mondo cosmico e divino e il mondo abitato dagli uomini (prima la natura, poi le città industriali).

40 Barrières per Parigi. Abri de pauvre.

Karl Friedrich Schinkel 1781-1841 Berlino

Tensioni sempre più forti e contrastanti all’inizio del XIX secolo, ogni illusione di semplicità, armonia e totalità cade. Due filoni architettonici principali attraversano contemporaneamente l’Ottocento: uno è il prodotto della rivoluzione industriale (architettura utilitaria), l’altro è quello che persegue la ricerca stilistica e si lega a espressioni formali di culture passate (architettura neoclassica e altri neo-).

La concretezza del Neoclassico è ideale, si esprime nella consapevolezza della nuova cultura e nei principi della rivoluzione borghese, la concretezza dell’architettura utilitaria è tecnologica e si traduce in risultati formali.

Il dualismo dell’architettura ottocentesca si radica nei turbamenti dell’anima tipici del Romanticismo.

Friedrich Gilly 1772-1800 Berlino

Emblema dell’architetto romantico, nei suoi disegni la rievocazione del mondo classico ellenico si mescola col pittoresco e l’idilliaco, in cui l’uomo era al centro della natura. La Grecia è un ideale da cui attingere le forze per affrontare il presente. Usa uno stile classico spoglio e solido, che arriva a ridurre a nuda struttura, non è un ritorno a un linguaggio codificato quanto il tentativo di liberarne le potenzialità.

Il Progetto per il monumento a Federico il Grande (1796-1797) ha come scopo la fondazione di uno stile prussiano e apre la strada al Neoclassicismo tedesco.

Quadri che raffigurano cattedrali gotiche in paesaggi nebbiosi, simboli di unione e pacificazione sociale utopici, promessa terrena di trasfigurazione divina, anticipazione ultraterrena. Anche il Medioevo da cui la cattedrale discende è ripensato dai romantici in termini idealizzati.

Anche se il significato della cattedrale così inteso rimarrà immagine surreale, nei primi decenni dell’Ottocento verranno realizzate molte chiese in stile neogotico, attraverso un graduale passaggio da un romanticismo ideale a uno storicismo reale con continue oscillazioni tra neogotico, neogreco, neoromanico e neorinascimentale.

Karl Friedrich Schinkel 1781-1841 Berlino

Produce opere classiche in chiave moderna, era pittore, architetto e politico, sovraintendente alla città di Berlino, permettendo il passaggio dalla Prussia alla Germania moderna.

Ha un’idea sinfonica dell’arte, unione di antichità greca e romana.

Impiega tecniche moderne di visione dei paesaggi nei disegni attraverso specchi curvi.

La questione del classico e del romantico è molto importante (unisce cattedrali gotiche sul mare a templi con colonne classiche, lavorando anche con la ghisa) ma è interessato anche alle tecniche più moderne.

Viene considerato il padre degli architetti neoclassici, passa attraverso un processo di distillazione e modernizzazione dell’antico, modernizzando le forme ma mantenendo l’armonia e le proporzioni classiche (le colonne istoriate diventano pilastri quadrati).

Allievo di Gilly alla Bauakademie di Berlino.

Nel 1810 diviene architetto del Dipartimento dei Lavori Pubblici di Berlino.

1810 Mausoleo regina Luisa, Charlottenburg.

In forma di tempietto dorico ma disegnato anche in versione goticheggiante.

Sostanziale equivalenza di gotico e classico per Schinkel, rappresentano diversi e altrettanto importanti ideali formali e morali.

1809 Disegno di una veduta medievale del Duomo di Milano, memoria di un viaggio in Italia, in un contesto ideale romantico.

Per tutto il secondo decennio dell’Ottocento dipinge quadri che hanno per tema enormi cattedrali in ambientazioni romantiche.

1814-1815 Cattedrale per la Prussia in stile gotico considerato da Schinkel lo stile tedesco, materia progettuale disponibile a rielaborazioni.

Doveva essere l’epicentro dell’integrazione culturale e sociale e la sua edificazione doveva coinvolgere tutte le più elevate espressioni artistiche del paese.

Gli edifici che costruisce a Berlino per re Federico Guglielmo III sono tutti riconducibili allo stile classico, configurati nell’idea più generale di trasformare la capitale in una nuova Atene, nei progetti Neue Wache, Schauspielhaus e Altes Museum, in cui lo stile classico risulta variamente modulato.

Neue Wache

1815-1818 Neue Wache, sede della guardia personale del re.

Con la sua pianta pressoché quadrata, i quattro contrafforti angolari romani e il fronte con portico dorico esastilo senza basamento, molto arcaico, concluso da un timpano, l’edificio è un sistema finito, completo, ispirato a un castrum romano.

Schauspielhaus

1818-1821 Schauspielhaus, Teatro di prosa in cui il sistema trilitico greco viene riportato all’essenzialità di un telaio inquadrato in un sistema murario di ordine maggiore.

Utilizza molte regole tecniche tra le proporzioni dei vari spazi, come tra la sala e la scena. Crea diversi livelli, interrati e sopraelevati, e l’architettura risponde sia a esigenze tecniche sia artistiche di modernità.

Le parti più importanti della facciata sono le ali laterali che sono l’emblema del classico inserito nel contesto moderno (la composizione e il ritmo classico sono sempre rispettati). Anche in pianta si vede la razionalità e lo studio accurato, pensa anche ai materiali da costruzione (marmo).

Altes Museum

1823-1831 Altes Museum, Atene sullo Sprea (piccolo fiume di Berlino) una sorta di acropoli moderna che ospita il museo di arte antica.

Opera soluzioni moderne, come la svolta angolare con cambio di facciata.

La grecità ionica sul fronte principale neoclassico ritmato dalla serie di colonne è moderata dalla sobria semplicità delle facciate laterali lisce e dal cubo centrale che fuoriesce dall’alto, e storicamente relativizzata dalla sala rotonda centrale che si ispira al Pantheon (la cupola non è visibile dall’esterno, quasi negata).

Anche se siamo agli inizi dell’800 lo spazio interno è moderno con l’uso della ghisa leggera nelle balaustre. La completa libertà delle risorse progettuali sta nell’incontro tra greco e romano: un doppio scalone che termina in un loggiato limitato da balaustra metallica, spazio di mediazione interno ed esterno, leggero, trasparente, permeabile benché sia di stampo classico.

L’edificio non può lasciare indifferenti data la sua monumentalità.

1826 Ha studiato anche in Inghilterra per un periodo, inviato dall’amministrazione prussiana per studiare gli inglesi e la loro arte, nonostante il conflitto tra Germania e Inghilterra. In questo contesto fu folgorato dai fumi delle città industriali come Manchester. Raccorda l’esperienza neoclassica con l’edilizia industriale.

1830-1832 vestibolo del palazzo del principe Albrecht: dove colonne, archi e scale lasciano in vista la ghisa di cui sono composti nonostante il carattere nobiliare dell’edificio.

1827 Progetto per un grande magazzino lungo l’Unter den Linden, mai costruito perché troppo innovativo, un edificio monumentale a due ali con grandi finestrature.

1831-1836 Bauakademie, accademia dell’architettura a Berlino, costruita in mattoni rossi per simboleggiare l’architettura come composizione a partire da un modulo prefabbricato.

Questi ultimi due progetti parlano sempre un linguaggio classico seppure razionalizzato.

Progetta anche castelli gotici sempre reinterpretati in chiave moderna. La pianta è libera, in stile inglese, con aggiunta di parti a seconda del bisogno degli abitanti (funzionalismo).

Disegna la croce di ferro, decorazione militare utilizzata dal Regno di Prussia prima e dall'Impero tedesco poi, istituita dal Re di Prussia Federico Guglielmo III nel 1813, che veniva consegnata agli eroi della patria, fino all’epoca nazista: ogiva gotica che evoca Carlo Magno, le asce bipenni, i miti dei Nibelunghi, che si ottiene con il controllo delle geometrie.

Schinkel riassume una mescolanza di classicità, prussianismo, senso dell’ordine e senso della modernità.

Lo spirito romantico e quello classico si fondono nel rapporto tra modernità e tradizione, che si scambiano e si completano.

La città di Berlino è cosparsa dei suoi monumenti. Idea del memoriale: in quanto architetto di Stato deve costruire monumenti dell’immagine popolare della cultura del luogo, in quanto “ammonimenti”, ricordi della propria storia e cultura in cui lo Stato si riconosce.

Da metà anni 20 al 1841 progetta residenze per i componenti della famiglia reale intorno a Potsdam, Berlino. Pre-

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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