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Matteo Molari Matricola 67897 Brescia, 4 Dicembre 2010

Storia dell’antifemminismo rinascimentale:

follia e atrocità della “caccia alle streghe” in Europa.

“Non lascerai vivere colei che pratica la magia”

Esodo (22-17)

Premessa

È obbiettivo di questa tesi dimostrare come e quanto la Chiesa cattolica abbia influito

negativamente nella costruzione sociale della figura della donna in Italia e nella vicina Europa,

fondando i principi di un antifemminismo teologico(con il tentativo di darne una trattazione il

più organica possibile, data la grande quantità di argomentazioni e documenti al riguardo).

Proprio la figura femminile, che era la più attaccabile perché non tutelata e ritenuta inferiore,

subì pesanti persecuzioni tra il 1400 e il 1600; Il Papato e gli Inquisitori, infatti, con irrisoria

facilità fecero credere al popolo che proprio per la sua presunta inferiorità, la donna sarebbe

stata spinta dal demonio ad avvicinarsi alla stregoneria. Matteo Molari

Premessa

1 Introduzione

1.1 Medioevo e Rinascimento a confronto

2 Breve storia della caccia alle streghe Rinascimentale

2.1 Come è nata la persecuzione?

3 Le streghe nella cultura universale

3.1 Le “Baccanti di Euripide”

3.2 Diffusione delle credenze stregonesche nei feudi

4 Il “Canon episcopi”

4.1 Saggezza e vanità del Canon Episcopi

5 Isolamento delle comunità lontane dai centri urbani

5.1 Stregoneria e demonologia

5.2 Stregoneria equiparata all’eresia

5.2.1 La bolla “Super Illius Specula” di Giovanni XII

6 Le prime espressioni di antifemminismo teologico

6.1 Il XX canto dell’Inferno, dalla Commedia di Dante Alighieri

7 I testi che fomentarono la persecuzione

7.1 La bolla “Summis Desiderantes Affectibus” di Innocenzo VIII

7.2 Il Malleus Maleficarum

7.2.1 La tripartizione del manuale

7.2.2 Perché le donne sono streghe e le streghe sono donne

7.2.3 Natura femminile e ragione maschile

7.2.4 La genesi nell’interpretazione degli autori del Malleus

7.2.5 Scomodità di alcune figure femminili

7.2.6 Fenomenologia dei processi alle streghe

8 La persecuzione come fenomeno sociale

8.1 Gravità e irreversibilità dell’”opera” della Chiesa

9 I sostenitori dell’Inquisizione

9.1 J.B. Giraud, “Elogio dell’Inquisizione”

9.2 Giuseppe Barra

10 Papa Giovanni Paolo II

Bibliografia

Sitografia

Da un punto di vista storico, è noto a tutti come il Medioevo(Alto e Basso nella sua distinzione

tradizionale) sia considerato un periodo oscuro, (definito anche il “periodo buio della storia

umana”) soprattutto per le diffuse guerre ed epidemie, il rallentamento culturale( spesso l’arte e

gli studi erano prerogativa limitata alle Università e ai convitti religiosi o monasteri), il forte

attaccamento alle superstizioni e la fervente convinzione religiosa.

Caratteristiche che non aiutarono certo lo sviluppo sociale, demografico e “mentale”

dell’umanità, (che in questo senso conobbe una pesante battuta d’arresto o addirittura

un’involuzione rispetto all’Età Romana), caratteristiche nettamente contrapposte al periodo

successivo, detto “Rinascimentale” perché considerato proprio un momento di "scoperta del

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mondo e dell'uomo" .

Nonostante questo, il Rinascimento fu per certi versi un’epoca ancor più buia, “fatta di Lumi,

ma pure di ombre, che germogliate nel precedente periodo Medioevale,si imposero con forza

sulla luce in almeno un quarto di cielo” , come afferma Hugh Trevor-Roper, storico Inglese del

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nostro Secolo .

Un esempio palese di ciò si può riscontrare nella tragica e forse irreversibile demolizione della

figura femminile, ad opera dell’azione congiunta di Stato e Chiesa(quest’ultima in modo

sicuramente più acceso e sistematico).

Le donne infatti, già tenute in scarsa considerazione nell’età cosiddetta “Classica”(Greci e

Latini avevano differenti punti di vista in merito, ma costante era la convinzione di

subordinazione-inferiorità rispetto agli uomini) nel primo Rinascimento subirono ulteriori

delegittimazioni(per usare un termine caro al Diritto), che sul piano culturale ne mutarono

come già detto la figura , rendendole spesso vittime di stereotipi, superstizioni e persecuzioni

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alla stregua di altre categorie di persone, come gli Ebrei o gli eretici.

Ciò fu sopratutto opera di chi, a quel tempo, manteneva il monopolio del sapere e della cultura,

gli uomini di Chiesa, i quali raggiunsero indubbiamente il punto più alto di tale lavoro a partire

da fine del XIV secolo , quando cioè esplose la lotta alla stregoneria, nota ai più come “La

caccia alle streghe”.

Da un punto di vista storico, si può affermare che tale fenomeno si concentrò tra il 1400 e il

1650, con due ondate principali(una dal 1480 al 1520 e l'altra dal 1560 al 1650) , si sviluppò in

Italia ed Europa in primis, per diffondersi anche nel Nuovo Mondo in epoca più

avanzata(celebri i processi alle streghe di Salem, in Massachusetts, a fine XVII secolo), e fu

caratterizzato da una quantità enorme di esecuzioni.

Soltanto nel Vecchio Continente si contarono tra le 200.000 e le 500.000 vittime accusate di

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stregoneria o di complicità delle streghe stesse, di cui circa l’85% rappresentato da donne ;

queste stime possono dirsi attendibili ma non sicure, poiché fu premura degli Inquisitori e dei

Giudici(come vedremo successivamente fu nei Tribunali penali che avvennero i processi e le

condanne per stregoneria) cancellare, bruciare ed eliminare ogni tipo di documento o

riferimento del loro operato.

1 Jules Michlet per primo fece uso del termine “Renaissance” nella sua opera “Storia di Francia” (19 volumi, 1833-

1867), riprendendo il concetto di rinascita espresso in precedenza da Giorgio Vasari.

2 H. R. Trevor-Roper, Witches and Witchcraft, An Historical Essay, in “Encounter” 1967(tradotto in italiano col titolo

“La caccia alle streghe in Europa e nel Cinquecento e nel Seicento”, in Protestantesimo e trasformazione sociale, Bari,

1969)pp 133-240.

3 Sempre Trevor-Roper a questo proposito scrisse una frase molto semplice quanto incisiva: “nell’Alto Medioevo non

vi fu alcuna caccia alle streghe” H. R. Trevor-Roper , op. cit.

4 Nachman Ben-Yehuda, “The European Witch Craze of the 14th to 17th Centuries: a Sociologist’s Perspective”

http://www.jstor.org/pss/2778849

Per comprendere appieno la portata di questo avvenimento, non bisogna però soffermarsi

soltanto sull’aspetto storico, che, benché molto importante, non è trattabile singolarmente.

In altre parole, per capire come la persecuzione delle streghe ebbe così ampia e veloce

diffusione e rappresentò\rappresenta un avvenimento deleterio per la figura della donna,

bisogna tenere ben presente che tale fenomeno, scatenato dalla Chiesa Cristiano-Cattolica di

Roma per prima, scaturì dall’unione e dal mescolamento nello stesso calderone(per restare in

tema) di fatti storici, di credenze radicate nella cultura della società Europea e Mondiale e, non

da ultimo, di vere e proprie superstizioni tratte dalla mitologia.

La concezione di strega o stregone, estendibile quindi sia a donne che uomini, fa parte della

cultura universale dell’umanità: infatti sebbene il termine derivi dal greco στριξ, στριγος(che

indica il barbagianni e più genericamente gli uccelli notturni), risale alla fine del Paleolitico

l’idea di persone dotate di poteri occulti e dedite alla creazione di pozioni taumaturgiche e

unguenti medicinali, che si riunissero, di notte, in luoghi segreti, per eseguire cerimonie in

favore di divinità pagane o culti della fertilità(e addirittura dell’infertilità).

Miti con queste caratteristiche sono diffusi in tutto il mondo in ogni epoca, dalle popolazioni

Africane ai Greci, dall’Asia ai territori abitati dai Nativi Americani, e il leitmotiv in ogni

cultura era ritenere che tali riti avvenissero nelle campagne o in alta montagna, ovvero in zone

piuttosto impervie e sperdute; Inoltre era credenza diffusa che gli adepti della stregoneria

fossero stati impossessati da esseri demoniaci o divini, basti pensare all’opera di Euripide, “Le

Baccanti”, certamente ispirata da questo tipo di credenze, in cui tutte le donne di Tebe, rese

folli da Dioniso, che si insinua in loro per vendicarsi di chi non crede nella sua natura sacra,

iniziano riti in favore di Bacco e in preda al delirio assaltano villaggi e squartano animali, oltre

a rapire i bambini:

“rapivano i neonati dalle case,

e la preda caricata in spalla, fosse di bronzo o ferro,

anche senza legami, restava attaccata al loro corpo

e non cadeva sulla terra nera.

E sui loro capelli portavano fuoco,

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ma non le bruciava”.

Descrizione che è accostabile tranquillamente a quella delle streghe, in particolare per il

dettaglio del “kidnapping” (caratteristica ridondante nelle superstizioni verso categorie di

persone “negative” pericolose, o simboli dell’anticonformismo, come gli Ebrei o i Comunisti, i

quali si diceva mangiassero addirittura i bambini).

Tutto questo “bagaglio culturale stregonesco” si ramifica, con diverse accezioni, nella società e

all’alba del Medioevo fa ormai parte di un folclore di stampo contadino e montano che la

Chiesa del tempo tenta di soffocare, in quanto “forza civilizzatrice delle nazioni”.

Infatti a partire dal IX secolo, la posizione ufficiale dell’autorità ecclesiastica era ben definita

in materia di superstizioni ed espressamente contraria alla credenza nella realtà della

stregoneria: questi principi erano contenuti nel “Canon Episcopi”, un breve scritto risalente con

molta probabilità all’anno 867 nel quale si davano istruzioni ai vescovi circa i comportamenti

da attuare nei confronti della stregoneria stessa.

Nel sopracitato documento si dichiarava che la credenza nell’esistenza delle streghe e degli

stregoni(oltre che la stregoneria stessa) fosse frutto di una deviazione mentale orchestrata da

Satana, e che “un’innumerevole quantità di persone, ingannata da questa falsa credenza,

ritenendo vere queste cose, devia dalla giusta fede e ricade nell’errore del paganesimo perché

finisce per ritenere che vi sia una qualche altra divinità o potenza soprannaturale oltre l’unico

5 Euripide; Correale L. (a cura di) Baccanti, testo originale a fronte, Universale Economica. I classici, 2007 versi 747-

759

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Dio”. I sacerdoti erano invitati, inoltre, a predicare al popolo che “simili cose sono delle

perfette menzogne e che queste fantasie vengono instillate nelle menti degli uomini privi di

fede non dallo spirito divino ma dallo spirito del male[…] e chi pertanto crede che qualcosa o

qualche creatura possa assumere forma o aspetto diverso dal proprio ad opera di altri che non

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sia il Creatore stesso, senza dubbio è un infedele” , in altre parole s’intende dire che chi ritenga

vere tali superstizioni(che in realtà sono solo visioni provocate dal diavolo) sia considerato un

eretico.

Il “Canon Episcopi”redatto per necessità di respingere ufficialmente la credenza stregonesca

diffusa nella società feudale era senza dubbio un testo illuminato per l’epoca della

pubblicazione, nonostante partisse dal presupposto che per Satana fosse più facile

impossessarsi delle donne che degli uomini (“….quando si è impossessato della mente d’una

qualsiasi donnaccola e la ha soggiogata togliendole la fede e rendendola incredula[…] sicché la

mente crede che tutto ciò avvenga non nella sua fantasia, ma nella concreta realtà”);

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

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