Storia dell’amministrazione
I° LEZIONE
– L’auto-amministrazione della società corporata e l’etero amministrazione del principe
1 dello Stato italiano?
1) Quando nascono le strutture amministrative nell’ambito
si è costituito all’indomani dell’Unità d’Italia. Formalmente, lo Stato
1) Lo Stato italiano italiano
iniziò ad essere operativo dal 17 marzo 1861 (giorno in cui le Camere del Regno si riunirono per la
prima volta a Torino). Tuttavia, le strutture amministrative dello Stato italiano non nacquero così
dal nulla, ma sono le eredi di quelle precedenti che hanno avuto un loro lungo e tormentato
percorso di elaborazione nel corso dei secoli. Le strutture amministrative dello Stato unitario
pertanto si basavano su quelle elaborate nei secoli precedenti.
Che cosa è lo “Stato di giustizia”? Quando
2) Quando hanno origine le strutture amministrative?
succede lo Stato moderno? Quali sono le differenze tra queste due forme di Stato?
Le strutture amministrative all’interno degli Stati
2) nacquero tra la fine del XV e il XVI secolo
“Stato di giustizia” (tipicamente
quando si passò da uno medievale), in cui il Sovrano riconosce
come suo unico dovere quello di comporre le controversie che i sudditi deferiscono alla sua
decisione, ad uno Stato tipico della prima età moderna. Le strutture amministrative durante lo
“Stato di giustizia” erano ridotte e venivano espletate occasionalmente. Soltanto con l’inizio del
nella fase storica dell’età moderna,
Cinquecento gli organi politici degli Stati incominciarono ad
assegnare agli enti subordinati una quantità di compiti di natura amministrativa considerevole.
avevano l’impegno non soltanto di raccogliere grandi eserciti professionali per la
Infatti, tali enti ma anche di farsi carico dell’organizzazione
difesa dello Stato e di trovare le risorse correlate,
complessiva della società dell’epoca. Ad esempio, svilupparono una loro politica economica,
assoggettarono le istituzioni religiose e culturali, garantirono un minimo livello di sicurezza per le
persone e le proprietà. Cercarono di prevenire i rischi sociali o naturali come le carestie, le
malattie epidemiche, la conflittualità religiosa e realizzarono un programma di opere pubbliche. La
tra queste due fasi storiche è che lo “Stato di giustizia” era una società medievale in cui
distinzione
i detentori del potere supremo si limitavano al ruolo di giudici giustizieri, mentre lo Stato di prima
età moderna era assegnataria di molti compiti amministrativi che tuttavia ancora non svolgeva
pienamente. In altre parole, lo Stato di prima età moderna non espletava ancora una vera e propria
“funzione amministrativa”
3) Che cosa significa “funzione amministrativa”?
La funzione amministrativa è quell’insieme di attività concrete poste in essere dal potere
3)
esecutivo per adempiere ai fini prefissati dalle leggi.
4) Che cosa sono i “pacta subiectionis”? Come si configura lo Stato nell’epoca della prima età
moderna?
I “pacta subiectionis” sono dei patti di assoggettamento o vincoli paracontrattuali che si
4)
costituirono tra i soggetti che operavano per il Re e che svolgevano i primi compiti amministrativi.
Lo Stato di prima età moderna non è unitario, ma è governato dal Sovrano e da un conglomerato di
altri soggetti sottoposti che sono legati alla figura del principe Sovrano da questi pacta
proprio la presenza di questi “pacta subiectionis” portò la coscienza
subiectionis. Per alcuni secoli
collettiva a considerarli come fonte giuridica della vera costituzione dello Stato. Lo Stato iniziò a
Autore documento: Floriano Federico Canonico
configurarsi come una “aggregazione federativa”, contenitore di una pluralità di organismi
diversi. La loro identità non discende da un atto creativo del Sovrano, ma da una propria auto-
organizzazione. Sono questi organismi che operavano per il Sovrano e che erano regolati dai patti
di assoggettamento che cercarono di soddisfare i bisogni quotidiani dei governati.
5) Quali sono questi organismi che erano predisposti a soddisfare i bisogni dei governati? Come era
dell’autorità statale?
articolato il sistema istituzionale? La società corporativa fece parte
5) Questi organismi erano:
• Le Comunità contadine, rurali o cittadine, amministratrici di risorse collettive
indispensabili alla sopravvivenza degli abitanti.
• Gli Ordinamenti urbani dalla struttura complessa
• Le Comunità corporative che erano in grado di erogare ogni sorta di servizi ai loro affiliati
• Gli Ordinamenti ecclesiastici che erano i monopolisti di un controllo culturale delle masse e
a mantenere l’equilibrio sociale nelle fasce
dispensatori di una carità fondamentale
marginali della popolazione.
• Stati e Parlamenti rappresentativi di vasti territori locali attenti a far rispettare i propri
diritti acquisiti tradizionalmente dal principe
L’universo istituzionale d’antico regime era articolato da un ordito di sistemi istituzionali
sovrapposti, capaci di fornire la maggior parte delle prestazioni necessarie alla vita collettiva. Il
giurista francese Jean Bodin, il primo teorico della sovranità del XVI secolo, a tal proposito,
scriveva:
“La monarchia legittima non ha nessun fondamento più sicuro che gli Stati del popolo, i corpi e i
collegi. Se c’è bisogno di levare le imposte in denaro, di riunire le forze per la guerra, di mantenere
saldo lo Stato contro i nemici, tutto ciò non si può fare meglio che per mezzo degli Stati del popolo
e di ciascuna provincia, città e comunità”.
Da questo testo ricaviamo che le città, i villaggi, le rappresentanze cetuali, i corpi professionali
obbligati dell’amministrazione centrale, la quale ancora non dispone di strumenti
erano i terminali
efficaci per raggiungere individualmente i singoli sudditi e realizza perciò i propri obiettivi da un
sviluppò attorno all’autorità
fitto ordito di istanze intermedie. La società corporativa crebbe e si
statale. Ebbe una collaborazione strettissima che si sciolse soltanto con la Rivoluzione e con
l’avvento dello Stato liberale.
Qual è il primo carattere dell’amministrazione nella fase della sua preistoria? Quali sono i due
6)
tipi di amministrazione?
Il primo carattere dell’amministrazione
6) è di non essere uno, ma tanti quanti sono i suoi centri di
imputazione degli interessi collettivi presenti all’interno dello spazio statuale. Tali centri non
esistono in forza di una decisione del potere centrale, ma in virtù di un loro diritto originario. I due
“amministrazioni dei
livelli di amministrazione si possono rispettivamente indicare come
e “amministrazioni dei governanti”. Benché destinati ad integrarsi reciprocamente,
governati”
questi due livelli di governo apparivano nettamente distinti. Ognuno di essi era chiamato a
esigenze sociali, cioè a svolgere un’attività di tipo sostanzialmente
soddisfare determinate
“amministrativo”, ma ciò avveniva utilizzando due statuti giuridici nettamente diversi. I primi,
ossia le amministrazioni dei governati, erano sostanzialmente e tendenzialmente consensualistici. I
“L’amministrazione dei governati”
secondi, invece, erano marcatamente a carattere autoritativo. o
dei “corpi” come un’auto-amministrazione,
era concepita affidata ai loro stessi membri e fondata
Autore documento: Floriano Federico Canonico
su una reciproca, formale equiparazione. Le decisioni d’interesse comune erano sempre assunte o
L’amministrazione dei governanti
quanto meno ricondotte alla collettività nel suo insieme. o del
dei suoi aiutanti si dichiarava apertamente come un’etero-amministrazione,
principe o non
incardinata su rapporto associativo tra eguali, ma piuttosto su una relazione di originaria disparità
tra sovrano e suddito. A decidere era soltanto il principe o chi agiva in suo nome, mentre i
governati comparivano nel rapporto come semplice oggetto di tali determinazioni. Naturalmente i
sudditi dovevano rispettare entrambe le amministrazioni. Ma la differenza più grande tra il potere
dei primi e dei secondi consisteva nella circostanza che solo il principe sovrano poteva costringerli
in via definitiva a fare qualcosa contro la loro volontà.
7) Quali sono le qualità che contraddistinguono il principe da qualsiasi altro soggetto
dell’ordinamento? Quali poteri ha il Principe Sovrano?
7) Le qualità tipiche e peculiari del principe sono due:
È il punto di origine di ogni potere riscontrabile all’interno dello spazio politico, nel senso
1. che nessuna persona o istituzione può essere titolare di qualche porzione di autorità
pubblica che non derivi almeno indirettamente da una sua investitura.
2. Capacità di derogare al diritto oggettivo, nonché ai diritti soggettivi degli individui tramite
libere manifestazioni di volontà tendenzialmente insindacabili.
E’ soprattutto questa facoltà di modificare unilateralmente l’ordinamento circostante e la posizione
dentro a costituire “la nota
di chi ci vive essenziale della sovranità stessa, la sua caratteristica
specifica” tipico del potere supremo è l’ “absolutio
( come scriveva Bodin). Il carattere veramente
legis” cioè il potere del sovrano di svincolarsi dalle leggi. In altre parole, il sovrano è legibus
solutus, cioè svincolato dalle leggi, ma egli può incidere sulla sfera soggettiva dei governati tramite
libere manifestazioni di volontà imperativa. Il Sovrano poteva colpire la proprietà dei sudditi
mediante requisizioni, espropri e imposizioni di prestazioni coattive d’ogni genere. Il Sovrano
poteva revocare i privilegi e i benefici concessi da lui o dai suoi predecessori, poteva sopprimere le
libertà acquisite in virtù della consuetudine.
II° LEZIONE
–
1 La potestas principis
1) Che cosa è la “potestas principis”? In che cosa consisteva il potere del principe Sovrano?
La “potestas principis” è testualmente il potere del principe, l’autorità suprema dello Stato incardinata
1)
nella figura del principe. Il potere del principe Sovrano aveva una peculiarità, una caratteristica del tutto
altre figure dell’apparato statale. Egli aveva la libertà
originale rispetto alle di agire in qualsiasi modo. Era
la figura incontrastabile e al vertice dell’ordinamento. Sua Maestà il Re aveva il potere di sopprimere o
modificare la sfera giuridica individuale dei suoi sudditi. Essa era una peculiarità di natura costituzionale.
Gli atti del Sovrano erano imputabili soltanto a lui e alla sua persona, perché egli disponeva del potere del
regno.
2) Il Sovrano agiva autonomamente o aveva degli apparati statali che lo assistevano e lo supportavano nelle
decisioni? Avevano un’identità giuridica Avevano un’autorità autonoma e svincolata i soggetti
autonoma?
più “intimi” del Sovrano? Gli atti emanati dai soggetti più vicini al Sovrano a chi erano imputati?
Il Sovrano, nell’ambito degli Stati premoderni, aveva delle funzioni e dei
2) compiti enormemente più vasti
di quelli che egli era in grado di svolgere personalmente. Teoricamente, era una prerogativa riservata solo
Autore documento: Floriano Federico Canonico
al Sovrano il potere di incidere nei diritti dei governati. Tuttavia, il Sovrano non riusciva a occuparsi di tutte
le questioni. Pertanto, era assistito e coadiuvato da una struttura di uffici che stava sotto di lui. Il monarca
quindi era circondato da un complesso sistemi di organi di supporto che aiutavano il Sovrano nelle
decisioni. In particolare, una delle questioni certamente più delicate era la sola dispensazione della grazia.
Il Sovrano, infatti, era tenuto ad ascoltare le suppliche dei sudditi e per decidere il Re si affidava ad un
gruppo di collaboratori. Le strutture e gli uffici che lavoravano per il Re erano un pezzo significativo
dell’apparato Tuttavia, esse non avevano un’identità
statale almeno da un punto di vista sociologico.
giuridica autonoma rispetto alla figura del Sovrano. Esse piuttosto configuravano come parti costitutive del
suo stesso corpo ideale. Infatti, proprio a tal proposito, il Re di Francia Luigi XV affermava:
“Il mio Consiglio non è ne’ un corpo né un Tribunale separato da me; sono io stesso che agisco per tramite
suo”
Le parole del Re Luigi XV esprimevano non soltanto l’autorità regale sui suoi sottoposti, ma rimarcava la
condizione che tutti i suoi consiglieri e i suoi ministri agivano per suo conto in quanto quella era la sua
Anche i più stretti collaboratori del Re e i soggetti più “intimi”
diretta e ineluttabile volontà. (ad esempio
segretari, ministri, favoriti) non svolgevano altra azione se non quella diretta e voluta dal Sovrano stesso.
Tali soggetti erano i diretti vicari del potere supremo del Re. Tutti gli atti emanati da questi soggetti erano
formalmente imputabili al Sovrano, anche se spesso egli non aveva avuto alcun ruolo nella loro produzione
I contemporanei dell’epoca erano consapevoli di come la riconduzione di
né addirittura li aveva firmati.
quest’apparato alla persona del Sovrano fosse, in buona parte, fittizia, ma non vedevano alternative
praticabili, rispetto alla fictio medesima.
3) Perché i sudditi avevano continuamente bisogno dell’autorità del principe Sovrano?
I sudditi avevano continuamente bisogno dell’autorità del Sovrano per soddisfare tutta quella domanda di
3)
giustizia che non trovava risposta nel diritto e nelle leggi. Per tale motivo, il Re non era lasciato da solo a
sbrigare questo compito immane, ma era assistito e coadiuvato dai suoi vicari (segretari, ministri e giudici).
4) Che differenza c’è tra la monarchia e il dispotismo orientale? Che cosa raccomandava al Sovrano la
dell’età
dottrina giuspolitica moderna?
4) Monarchia e dispotismo orientale sono due forme di governo diverse e distinte. La monarchia è una
forma di governo fondato sul primato del diritto e non sull’arbitrio delle volontà. Pertanto il monarca prima
di esprimere una decisione cercava di solito di applicare il diritto e trovava appoggio nei suoi consiglieri e
segretari. Il dispotismo orientale era quella forma di governo tipico dei regni di oriente in cui il Sovrano
arrivava ad una decisione non tramite l’applicazione del diritto vigente, ma tramite la stessa volontà.
Tuttavia, questa è una distinzione prettamente teorica poiché di fatto il Sovrano nella monarchia assoluta
poteva modificare il diritto come meglio riteneva. Proprio per non arrivare al risultato medesimo del
dispotismo orientale, la dottrina giuspolitica dell’età moderna consigliava al Re di esercitare il proprio
potere nel modo più consapevole possibile, cercando sempre il consiglio dei propri collaboratori, ma
riservando a sé la decisione finale su ogni questione.
–
2 Le funzioni delegate. Uffici ministeriali ed economici
1) Quali tipi di uffici derivavano da una delega del potere del Sovrano? Chi era investito del compito di
comprimere i diritti dei sudditi? Chi è il magistrato? Come si fa a distinguere il magistrato da altri delegatari
“il potere di comando”?
di funzioni pubbliche? Che cosa è
Nell’ambito degli Stati pre-moderni,
1) le autorità subordinate al volere del Sovrano (tramite il conferimento
della sua delega) erano titolari di mansioni e responsabilità proprie. Esistevano due tipi fondamentali di
uffici:
• Uffici detentori di una porzione del pubblico potere
• Uffici attributivi di funzioni di carattere non autoritativo
Autore documento: Floriano Federico Canonico
Tale distinzione ha una rilevanza capitale sul piano giuridico. Infatti, soltanto alcuni soggetti che
l’autorità di comprimere i diritti dei sudditi,
agivano per conto dello Stato si vedevano riconosciuta
disponendo veramente delle loro libertà, dei loro averi e della loro vita. Questi soggetti erano i
magistrati che esercitavano tale potere attraverso l’investitura del principe Sovrano. Il filosofo e
giurista francese Jean Bodin, personaggio di spicco dell’epoca, diede questa famosa definizione della
figura del magistrato:
“Il magistrato è l’ufficiale che ha il potere di comando nell’ambito dello Stato”
Da tale definizione che ci viene tramandata da Bodin, ciò che distingue il magistrato da tutti gli altri
delegatari di pubbliche funzioni è il potere di comando. Il potere di comando è quella potestà autoritativa
intesa ad emanare ordini legalmente vincolanti e di costringere i loro destinatari a conformarvisi
ricorrendo, se è necessario, alla forza pubblica. Tuttavia, è importante sottolineare che i soggetti titolari di
una vera e propria capacità imperativa sotto il servizio del principe erano pochissimi.
dell’apparato statale?
2) Da chi era composta la maggioranza Che funzioni avevano i militari? Che ruolo
avevano gli agenti civili? Che tipo di qualità non avevano questi soggetti?
L’apparato statale dell’età premoderna era composto da una stragrande maggioranza di addetti
2)
giuridicamente privi di poteri di supremazia. Tali soggetti erano anzitutto i militari che erano i depositari
materiale. Tuttavia, essi non potevano esercitare l’uso della forza
della forza contro i civili se non in
esecuzione di un ordine regio o magistratuale. In secondo luogo, altri addetti erano gli agenti civili con
compiti di carattere esecutivo o certificativo. Essi erano: sbirri e ban
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