Sunto Storia contemporanea, docente Piccardo, parte sull’800
1814-‐15 CONGRESSO DI VIENNA
Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte le grandi potenze europee,
Austria
(principe di Metternick), Russia (Alessandro I) e Gran Bretagna (Lord
Castelreag), si riuniscono per ripristinare lo status quo precedente alla
Rivoluzione Francese e per istituzionalizzare i rapporti di forza tra gli Stati.
Partecipa anche la Francia con Talleyrand,
ponendosi come vittima di
Napoleone.
Il congresso possedeva una componente politica, mirata a “ridisegnare”
l'Europa, e una componente militare, che consisteva nel mantenere l'equilibrio
delle potenze escludendo Napoleone.
Ciò sarà utile per elaborare i principi ispiratori della politica successiva:
Per il
principio di legittimità i sovrani destituiti da Napoleone tornano
• sui rispettivi troni.
Per il
principio di legalità
il sovrano è sacro e scelto da Dio, perciò gli
• spetta il suo regno.
Il principio di equilibrio, invece, è applicato nella politica internazionale
• per mantenere un'equità territoriale e di forza tra le maggiori potenze.
SANTA ALLEANZA
1914 con Prussia, Russia e Austria proposta dallo zar
secondo il principio di intervento in seguito a qualsiasi insurrezione interna
che puntasse a rompere gli assetti stabiliti dal congresso.
QUADRUPLICE ALLEANZA 1915 con
Prussia, Russia, Austria e Gran
Bretagna a scopo difensivo in caso di attacco esterno.
QUINTUPLICE ALLEANZA 1918
Prussia, Russia, Austria, Gran Bretagna e
Francia con la stessa funzione della Quadruplice
Viene creato un cordone sanitario di stati intorno alla Francia: Belgio,
Lussemburgo e Paesi Bassi.
Istituzionalizzazione della confederazione tedesca in 38 stati.
I MOTI DEL 1820
Si tratta di moti liberali, la necessità era quella di ottenere una legge
costituzionale che riconoscesse alcuni diritti fondamentali dei cittadini e che
limitasse i poteri del sovrano. Questi moti saranno condivisi solo da una piccola
parte di popolazione, prevalentemente militari e ceti medi: ciò porterà al loro
fallimento.
Per raggiungere questi scopi si formano delle società segrete, che mirano a
ottenere ordinamenti liberali e l’indipendenza dai sovrani stranieri:
Massoneria: già presente sotto Napoleone e vicina ai suoi ideali, che non
• saranno gli stessi dei nuovi patrioti della penisola
Carboneria: nasce al sud e si diffonde in tutta la penisola e in parte
• dell’Europa. Non aveva un chiaro programma politico e tendeva ad essere
troppo elitaria
Adelfi: in Liguria vorrebbero il ritorno alla Repubblica
• Federati: vorrebbero l’unione di Piemonte e Lombardia sotto un governo
• liberale guidato dai Savoia
Gennaio-‐marzo 1820 SPAGNA
Il 1 gennaio le truppe che si trovavano a Cadice per imbarcarsi in una spedizione
contro la ribellione delle colonie americane si rifiutano di partire e chiedono il
ripristino della Costituzione del 1812, abolita dal sovrano, con il
Pronunciamiento.
Scoppia la rivoluzione, fin quando il re non concede l’elezione di un Parlamento e
quindi di una costituzione. Ha inizio il cosiddetto
Triennio Liberale.
Nell’aprile del
1823 la
Santa Alleanza emana il principio di intervento e invia le
sue truppe in Spagna: gli insorti vengono sconfitti e repressi, si ritorna
all’autocrazia.
Luglio 1820 REGNO DELLE DUE SICILIE
Ispirati dai moti spagnoli il 1 luglio 1820, giorno di san Teobaldo (protettore dei
carbonari) scoppia la rivolta a Nola, con la quale si chiede una Costituzione con
Parlamento Bicamerale.
In pochi giorni la rivoluzione si sposta a
Napoli guidata da Guglielmo Pepe, poi in
Puglia e Lucania.
Ferdinando I è costretto a concedere una
Costituzione. Da qui emergono le
prime spaccature: i nobili vorrebbero un parlamento unicamerale composto
unicamente da loro stessi, i ceti medi vorrebbero due camere.
Nel frattempo anche la Sicilia insorgeva, ma per chiedere l’indipendenza, e da
Napoli fu inviato un esercito per fermarli.
In ottobre la Santa Alleanza si riunisce a
Controppau, a gennaio a Lubiana,
nell’agosto era insorto anche il
Portogallo. Il re partecipa giurando di difendere
la nuova Costituzione, ma giunto al congresso chiede aiuti militari. Viene inviato
un esercito austriaco che stronca la resistenza, e la Costituzione viene abrogata.
Gennaio 1821 PIEMONTE
Vittorio Emanuele I aveva assegnato le cariche amministrative alla classe
nobiliare, escludendo quella emersa nell’epoca napoleonica. Il malcontento
aumenta e a gennaio scoppia una protesta degli studenti
universitari soffocata
dalla polizia.
Questa dura reazione porta ad altre insurrezioni e all’abdicazione del re in favore
del fratello
Carlo Felice.
Al momento egli era a Modena, quindi assume la reggenza del regno il nipote
Carlo Alberto, di nota educazione liberale. Egli, per evitare rivolte, concede una
Costituzione che sarebbe dovuta entrare in vigore dopo l’approvazione di Carlo
Felice. Il re, come previsto, rifiuta la carta e chiama l’intervento dell’Austria che
sconfisse gli insorti.
Dicembre 1825 RUSSIA
Moto decabristi, i generali liberali dell’esercito che hanno avuto cruciale
importanza per la sconfitta di Napoleone chiedono concessioni, come l’abolizione
della servitù della gleba. Lo zar Alessandro I rifiuta.
Alla sua morte ci sono 20 giorni di assenza di sovrano, i decabristi provano
un’altra insurrezione, ma falliscono. Sale al trono Nicola I che reprime i moti.
QUESTIONE D’ORIENTE
Moto indipendentista della GRECIA 1821-‐1830
Quasi tutta la penisola balcanica era dominata dall’impero turco, che era in lenta
decadenza. Le mire delle potenze europee su quei territori erano molte: la Russia
voleva uno sbocco nel Mediterraneo dai Dardanelli, lo stesso per l’Austria, che
voleva un maggiore controllo del Mediterraneo e aveva mire di espansione nella
penisola balcanica.
Le idee liberali e &n
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