Storia del vicino oriente antico
L’area definita vicino oriente comprende l’Anatolia (Turchia), l’Armenia, la Siria, la Palestina, la Mesopotamia, parte dell’Iran e la zona settentrionale dell’Arabia. La regione che per tre millenni ha costituito il centro politico e culturale del vicino Oriente era indicata col nome di Mesopotamia, ovvero la zona settentrionale del territorio tra il Tigri e l’Eufrate, mentre la parte meridionale prendeva il nome di Babilonia.
L’area del vicino oriente presenta una grande varietà nella tipologia del terreno, clima, vegetazione e quindi nell’abitabilità. Si passa infatti dal clima Mediterraneo a quello arido del deserto.
Utu-Hegal e la rinascenza sumerica
Utu-Hegal, il quale regnò 7 anni e il cui nome significa “Il Dio sole è abbondanza”, può essere considerato l’iniziatore della cosiddetta “rinascenza sumerica” avvenuta l’ultimo secolo del III millennio a.C. per l’ultima volta ai Sumeri dopo il periodo di occupazione da parte di popolazioni dell’est, gli Elamiti e i Gutei. La vittoria di Utu-Hegal sui Gutei costituì nella memoria storica mesopotamica uno degli esempi più gloriosi di imprese militari.
Di ciò non abbiamo testimonianze dirette del Re, ma il testo più importante a questo riguardo è fornito da tre tavolette, anche se la loro attendibilità storica è ancora dubbia. Alcuni studiosi hanno considerato questo testo la copia di un’iscrizione originale del re, altri una composizione successiva al regno di Utu-Hegal, copiata molte volte per l’eccezionalità dell’impresa.
L’inizio del testo descrive la situazione della terra di Sumer sotto il dominio dei Gutei. In seguito Utu-Hegal, dopo aver ricevuto l’ordine da parte del Dio Enlil di liberare Sumer dai Barbari, si reca dalla propria dea cittadina per chiedere l’aiuto; si apre qui una parentesi con una descrizione dei guasti che i Gutei avevano portato al paese, come aver privato i campi dell’acqua, bloccato le strade e quindi il commercio e le comunicazioni.
Utu-Hegal si rivolge al popolo di Uruk rivelando che gli dei hanno promesso il proprio aiuto. Questa dichiarazione suscitò l’entusiasmo popolare. Inizia allora la campagna militare contro il nemico; egli catturò due generali Gutei, arrivò ad Adab (considerato il centro del dominio guteo) e sconfisse l’esercito organizzando un’imboscata al nord della città. Il re dei Gutei Tirigan fu catturato con la sua famiglia e Utu-Hegal lo fece giacere ai piedi del dio Utu, Dio della Giustizia, violata più volte dagli invasori. Il racconto si conclude col re che riporta la regalità alla terra di Sumer.
Cronaca di Weidmar
Il secondo testo è la cosiddetta “Cronaca di Weidmar”, che fornisce un racconto della vittoria di Utu-Hegal sui Gutei ed è molto più recente. Il testo è bizzarro e poco comprensibile, Utu è definito con un termine che indica un pescatore addetto all’essiccazione del pesce. Il testo parla dei Gutei come un popolo di oppressori; Utu-Hegal aveva preso dal mare un pesce per offrirlo al dio Marduk come tributo, ma prima che il pesce venisse offerto viene rubato dai Gutei. Il dio Marduk tolse quindi la sovranità ai Gutei e la diede a Utu-Hegal, ma quest’ultimo cominciò a compiere il male sulla sua città e il fiume portò via il suo corpo.
Ur-Namma
Ur-Namma regnò circa 18 anni. Egli inizialmente governò Ur come ensi, ossia governatore, nominato dal re di Uruk che aveva sconfitto i Gutei, Utu-Hegal. Dopo la morte di quest’ultimo, si proclamò re di Ur e sottomise Uruk e le altre città della Mesopotamia meridionale, facendo di Ur la capitale di un vasto regno. Egli fu il fondatore della Terza dinastia di Ur, formata da 5 sovrani: Ur-Namma, Šulgi, Amar-Suena, Šu-Sin e Ibbi-Sin. In alcune iscrizioni si parla di Ur-Namma come un uomo potente, re di Ur, di Sumer e di Accad.
Ur-Namma si impegnò molto in attività di carattere religioso, provvide alla costruzione di molti edifici e un gran numero di mattoni impiegati per essi porta un’iscrizione che menziona Ur-Namma e il dio a cui la costruzione è dedicata. Provvide alla costruzione delle mura di Ur, di molti templi e delle Ziqqurat, da cui la celebre Ziqqurat di Babilonia, la Torre di Babele del VI secolo a.C.
Nel 1925 fu ritrovata a Ur la Stele di Ur-Namma, ridotta intenzionalmente a pezzi durante un attacco nemico. La Stele è in calcare ed è conservata ora in Pensylvania. Si tratta di un monumento religioso, sembra che vi siano raffigurate varie attività religiose del re. È attribuita al re grazie ad un’iscrizione che cita alcuni canali fatti scavare dal re.
Stele di Ur-Namma
- Nel primo registro è raffigurata una ierogamia con due divinità alate che versano acqua come rito per la fertilità del suolo e dei corsi d'acqua.
- Nel secondo registro c'è un’altra coppia di divinità seduta in trono e il re riceve da essi le insegne del potere: l’anello e il bastone.
- Il terzo e quarto registro, divisi solo da:
- Il primo registro della seconda facciata potrebbe avere la stessa raffigurazione della prima perché di essa rimane solo parte di una figura alata che versa acqua.
- Nel secondo registro alcuni inservienti uccidono dei tori come sacrificio.
- Nel terzo registro c'è il re.
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