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Si passerà poi alla prototavoletta di forma regolare che recano incisioni circolari e

semicircolari riconducibili a numeri. Il token veniva utilizzato come sigillo che lasciava

l’impronta. Poi si faceva seccare al sole.

Scrittura pittografica: semplice ma la rappresentazione può essere fraintesa

Logogramma: indica la parola- sillaba.

II MILLENNIO, IL PROTODINASTICO: SUMER

Nei primi secoli del II millennio il profilo urbano della città di Uruk, all’apice della sua

espansione territoriale si arricchisce di una cinta murari. Questo per far fronte alla

nascita di episodi di conflitto e competizione con le altre città-stato.

Il protodinastico viene convenzionalmente diviso su base archeologica in tre parti:

protodinastico I (2900-2750), II (2750-2600), III a (2600-2450) III b (2450-2350). Per la

fase iniziale mancano le iscrizioni di natura storiografica. Solo verso il 2600 compaiono

semplici iscrizioni di nomi di sovrani incise su oggetti dedicati nei templi.

L’ideologia religiosa permette alla città di affermare la propria individualità in

contrapposizione agli altri centri urbani. Ogni organismo cittadino diventa cosi sede di

un Dio poliade e della relativa famiglia divina. Spicca per importanza Nippur che

ostenta il suo ruolo ideologico a fronte di un inconsistente potere militare.

La titolatura dei leader cittadini varia a seconda della funzione svolta e dal periodo

storico. I termini sono

en , tipico di Uruk, fa riferimento alle funzioni del re-sacerdote

Ensi usato a Lagash per indicare il “governatore”

Lugal strettamente associato alla città di Kish, usato per un leader di tipo militare,

forse originariamente eletto da un’assemblea per far fronte a uno specifico conflitto

diverrà poi ereditario. (da Sargon)

Il termine Lugal Kish verrà utilizzato per quei re che riusciranno a imporre la propria

egemonia sulla Babilonia.

Per la fase iniziale del prodinastico non si dispone di documentazione epigrafica ma è

molto ricca quella archeologica. A Ur e a Kish i cimiteri reali hanno restituito corredi

molto ricchi in oro, argento, lapislazzuli. Testimoniano un mondo artigiano altamente

specializzato ma soprattutto che esistevano contatti commerciali che permettevano di

far affluire questi materiali preziosi in Mesopotamia.

I primi episodi di conflitto risalgono alla contesa tra Lagash e Umma, durata almeno un

secolo. Ci resta un resoconto da parte di Eannatum di Lagash che ricorda la sua

vittoria sulla città rivale colpevole di essersi appropriata dei territori di Lagash. Si sa

che Umma dovette pagare l’affitto dei terreni a Lagash.

Nell’età accadica (2350-2200) si parlava di “paese di Sumer”, nella Mesopotamia

meridionale. Quella centrale era “paese di Accad”. Loro stessi si chiamavano “testa

nera”. Si dice che i Sumeri arrivassero dall’altopiano iranico, arrivati nel IV millennio in

Mesopotamia diedero vita ad Uruk. Si riconosce anche la presenza semitica (di

seminomadi) degli Accadi. Nel III periodo si troveranno nomi accadici che occupano

ruoli importanti. Gli Accadi prenderanno il posto dei sumeri nel II millennio. Ora c’è

solo una compresenza.

A partire dal II° periodo iniziano a nascere alleanze per raffozzarsi.

C’è una stretta connessione tra la politica e gli Dei. Il sovrano viene scelto dalle

divinità. È un elemento di legittimazione e rafforzamento del potere davanti alla

comunità. Può essere un elemento di debolezza: se avviene una calamità o

un’invasione è colpa del sovrano che è stato abbandonato dalle divinità. Ad esempio

Eammatum di Lagash vince sul re di Umma. Questo perché la divinità della città glielo

aveva consigliato. Stipulano un accordo: il primo prototrattato.

Ogni città ha il suo Dio protettore.

Uruk: An, Dio del cielo e padre degli Dei, e Inanna.

Nippur: Enlil, Dio del vento

Eridu: Enki, divinità delle acque sotterranee

Sippar: Utu, Dio del sole

EBLA, MARI E LA SIRIA INTERNA

L’espansione di Uruk, dopo la metà del IV millennio produce una serie di centri di

nuova formazione. Durante la prima metà del III millennio l’architettura monumentale

subisce un brusco arresto e in tutta la regione sembra predominare una diffusa

ruralizzazione.

Il quadro muta radicalmente poco prima della metà del III millenno con la “seconda

urbanizzazione” ossia quando fioriscono in tutta la Siria un gran numero di siti come

Mari, Terqa, Karkemish, Ebla, Shekhna, Urkesh, Khabur e Assur, che sorgono come

entità statali che talvolta si espandono a livello regionale.

Dai rendiconti amministrativi apprendiamo come l’economia fosse gestita dal palazzo,

nel quale il sovrano denominato en (in sumero, malkum in eblaita) si affianca a un

gruppo di personaggi di alto rango denominati lugal lugal.

Ebla raggiunse il culmine della sua potenza prima del rapido declino. Perseguì una

politica di alleanze matrimoniali sia con centri vicini e lontani.

Nel 2400 circa si inizia ad usare la scrittura a Ebla. Le tavolette sono prevalentemente

di carattere economico. Il re è detto Malkum. Egli viene designato da un collegio. Solo

nell’ultima fase sarà un ruolo ereditario. La popolazione vive soprattutto di

allevamento.

Su Mari, (Tell Hariri) la grande capitale Siriana, sono noti dei testi di contenuto

amministrativo e iscrizioni reali come quelle appartenenti a Ishqi-Mari che si definisce

“grande ensi”. La sua importanza deriva dalla sua ubicazione che domina l’Eufrate e

quindi gli scavi commerciali. Ebla verrà distrutta da un conflitto con mari.

Lo sviluppo politico più significativo avviene con la caduta di Accad mentre

nell’entroterra si fanno sempre più pressanti i nomadi Amorrei che si sedentarizzano

progressivamente in tutta la Mesopotamia centrale di II millennio.

LA REGIONE DI KHABUR

Nella zona di Khabur si evince una gestione centralizzata delle mandrie di caprovini.

E’ attestata la presenza khurrita già dal III millennio. I Khurriti sono un popolo che

parla una lingua di ceppo urarteo, stanziato lungo le montagne del Tauro. La capitale

di Urkesh giace nella zona pedemontana. Urkesh ha restituito un tempio alla sommità

di una terrazza circondata da un muro monumentale in pietra.

ELAM E L’ALTOPIANO IRANICO

L’Elam, nell’attuale Iran occidentale, si configura come una confederazione di città le

cui capitali sono Susa e Awan. La lingua elamica sembra ancora marginale. Numerose

sono le incursioni elamiche a scopo di saccheggio che sono testimoniate già dal

periodo protodinastico.

L’IMPERO DI ACCAD

La dinastia di Accad viene definita come il primo impero della storia. Lo studio è

complicato in quanto la capitale, Accad, non è stata ancora localizzata. Forse sotto

Baghdad. La documentazione ritrovata è periferica

Del tutto inattendibili per la ricostruzione storica, ma assai significative in termini di

propaganda reale, sono le cosiddette “leggende” dei re di Accad. Sono dei

componimenti letterari posteriori di parecchi secoli che riportano aneddoti sui sovrani

di questa dinastia.

Storicamente attendibili sono invece le lettere scritte da vari funzionari locali sparsi

per tutta la mezzaluna fertile che ci forniscono la presenza di Gutei, una popolazione

stanziata sui monti Zagros, che contribuirà poi al collasso dell’impero. Ha rapporti

commerciali con Pilmun e Magan.

Con Sargon per la prima volta si afferma una dinastia semitica, la cui lingua, l’accadico

costituisce il dialetto base sul quale si innesteranno il babilonese e l’assiro nel II e I

millennio. Il sumerico scomparirà progressivamente già sul finire del III millennio.

Accad è un impero che fonda la sua potenza sulla supremazia militare. A Sargon si

deve la creazione di un esercito di professionisti alle dirette dipendenze del re. A

questo esercito vengono assegnati lotti di terre.

Conquistava le città lasciando sul trono i precedenti re dandogli il titolo di Ensi

(governatore).

Sargon sconfigge Lugalzagesi, distrugge le mura di Uruk e procede contro Ur, Lagash e

Umma che subiranno una sorte analoga. Sostituisce infine i re locali con governatori di

sua fiducia. Risale poi l’Eufrate fino a Mari e poi verso Ebla. Si assicura tutte le rotte

commerciali e conduce anche alcune campagne vittoriose contro la confederazione

elamica. Una delle figlie di Sargon, Enkheduanna, sacerdotessa del dio Luna a Ur, è

l’unica poetessa nella storia della Mesopotamia. Le se attribuisce una lunga serie di

inni a Inanna/Ishtar.

I suoi successori Manishtushu e Rimush dovranno fronteggiare continue insurrezioni.

L’episodio più significativo avverrà sotto il regno di Naram-Sin, figlio di Manishtushu.

La “grande rivolta” si tratta di una coalizione estesa di città che include tutti i

principali centri della Babilonia compattatisi in due gruppi sotto la guida di Kish e Uruk.

Dopo la prodigiosa vittoria di Naram-sin verrà proclamato Dio dagli abitanti di Accad e

verrà costruito un tempio ad Accad. Distrusse Ebla. Il sovrano si affidò a una politica di

alleanze matrimoniali concedendo la figlia in sposa al re di Urkesh, capitale del regno

khurrita. Coniò per se il titolo di “re delle quattro regioni”. A livelli iconografico di fa

rappresentare nella famosa stele di dimensioni colossali con il copricapo con le corna

tipico delle divinità.

A succedergli sarà Shar-kali-sharri. Nel suo regno si hanno già i primi sintomi di

cedimento a causa dell’instabilità politica e le incursioni di popoli barbari. La fine del

suo regno è caratterizzata da un periodo di anarchia.

La caduta di Accad coincide con il sorgere del nuovo impero di Ur.

LA III DINASTIA DI UR

Utu-khegal di Uruk cacciò i barbari Gutei dalla Mesopotamia. Spetterà però al fratello

Ur-Namma, governatore di Ur, portare a compimento il progetto ottenendo il consenso

di parte dei governatori locali stanche della dominazione gutea. Da lui inizia la terza

dinastia di Ur detta anche periodo neosumerico. Ur-Namma assunse il titolo di “re di

Sumer e Accad” intendendo sottolineare l’unità della Babilonia. Intrapresa una

massiccia politica di ristrutturazione edilizia soprattutto a Ur e Nippur.

Riuscì a conquistare Susa, ma morì poco dopo in battaglia.

Gli successi il figlio, Shulgi, la figura di maggior spicco tra i re della III dinastia.

All’inizio si dedicò ad una serie di riforme interne per garantire la necessità,

successivamente intraprese una serie di campagne militari ai confini che verranno

organizzati in province. A lui sarebbe forme da attribuire il codice di leggi. Si compone

di un prologo di natura propagandistica seguito da una quarantina di leggi. Il sovrano

menzionando una serie di riforme parla in prima persona. Le leggi vere e proprie

riguardano aspetti basilari del diritto civile e penale, facendo ampio uso di sanzioni

pecuniarie.

Shulgi si divinizzò in vita, proprio come fece Naram-Sin. Una politica simile la perseguì

suo figlio Amar-Sin, di cui si sa poco. Più importante è il fratello Shu-Sin, che, a causa

delle pressioni degli Amorrei fece costruire una muraglia nella Babilonia settentrionale

Le tensioni al confine orientale sfociarono in un conflitto con il regno di Shimashki,

risolto con la vittoria del re di Ur. A seguito però le province iniziarono a staccarsi

smettendo di pagare le tasse.

L’impero di Ur III eredita da Accad molti degli strumenti amministrativi sui quali si

regge l’economia del regno. L’impero è diviso tra centro e periferia. Il nucleo

comprende Sumer e Accad. Questo ampio territorio è diviso in province all’incirca

corrispondenti alle città-stato, governate da ensi nominati dal re.

LE NUOVE DINASTIE AMORREE

A ricoprire un ruolo importante per la fine di Ur III furono sicuramente i nomadi

Amorrei che muovendosi dai loro territori di origine, a ovest della Mesopotamia, si

infiltrarono progressivamente nelle città di Sumer e Accad. Queste migrazioni hanno

indotto i sovrano di Ur ad erigere un muro tra il tigri e l’Eufrate.

Gli Amorrei scelsero di schierarsi dalla parte dell’usurpatore Ishbi-Erra, il fondatore

della I dinastia di Isin nella sua lotta contro gli Elamiti. La città di Ur cadde sotto il

dominio degli Elamiti, che diedero vita al periodo detto paleobabilonese.

I sovrani di Isin raccolsero l’eredità dell’impero di Ur III, sottrassero la città agli Elamiti

dando inizio ad una fase di ricostruzione.. Il successore di Ishbi-Erra, Shu-illishu compì

l’importante gesto di restituire alla città di statua del Dio Nanna, rubata dagli Elamiti e

si fece proclamare re di Ur.

Un regno indipendente si forma anche nella città di Larsa. I sovrani di Lara entrarono

ben presto in conflitto con quelli di Isin per l’egemonia sulle città e le risorse idriche

della Mesopotamia. Nel 1926 il re di Larsa, Gungunum tolse al re di Isin la città di Ur.

La definitiva espansione del regno di Larsa ai danni di Isin ha inizio con il regno di

Sumu-El.

Il regno di Larsa venne governata da una dinastia probabilmente di origine Elamite il

cui fondatore fu Kudur-Mabuk. Il trono venne poi occupato dai due figli Warad-Sin e

Rim-sn.

Il regno di Rim Sin fu il più lungo della storia mesopotamica. Nel 1810 sconfisse una

coalizione formata da Uruk, Isin e Babilonia distruggendo alla fine la città stessa di

Uruk.

Nel 1833 salì al trono del regno dell’Alta Mesopotamia, Samsi-Addu. Per la politica di

espansione di Eshnunna, Samsi- Addu fu costretto a fuggire e rifugiarsi a Babilonia.

Dopo la morte del re di Eshnunna, Naram-Sin, Samsi-Addu occupò la città di Assur,

scontrandosi poi con Mari, in mano ad una dinastia di origine amorrea. Lo scontro

costrinse il re di Mari, Yakhdun-Lim a cercare l’alleanza con Eshnunna con un

matrimonio interdinastico. Alla sua morte, Samsi-Addu riuscì a conquistare la città di

Mari.

Con la morte di Samsi-Addu si apre una fase storica complessa in quanto lo

smembramento del suo regno creò numerose tensioni.

LE ORIGINE DELLA STORIA ASSIRA

La fase più antica della storia assira corrisponde ai primi secoli del II millennio. Della

documentazione ritrovata attesta l’esistenza di una colonia assira detta Karum ossia

scalo commerciale.

Per gli inizi del II millennio non si può parlare di un’entità politica assira ma piuttosto di

una città-stato: Assur.

Assur, abitata fin dal III millennio, fu sottoposta prima ai re di Accad poi a quelli di Ur II.

Intorno al 2025 diventa una città indipendente e si arricchisce rapidamente grazie al

commercio.

Si attesta la distruzione e l’abbandono del karum di Kanesh, una colonia commerciale,

durante il regno di Naram-Sin probabilmente a seguito di conflitti militari in Anatolia.

Una rinascita del commercio assiro in Anatolia, si ha dopo la conquista del re di

Ekallatum, Samsi Addu.

Il regime istituzionale della città di Assur è una teocrazia dove il re è il dio locale. Il

potere è suddiviso in tre poli: un vicario del Dio detto principe o re, l’assemblea

cittadina, e la “città” che ha il compito di definire la politica estera. Si ha poi la “casa

degli eponimi” che tiene il contatto con le famiglie dei mercanti ad Assur. L’eponimo,

viene estratto a sorte tra le famiglie più importanti della città e da il nome all’anno.

Poi c’è un gruppo ristretto detto “gruppo di dieci” che agisce come un ufficio

esecutivo.

Il karum di Kanesh è a capo di tutte le istituzioni assire in Asia minore

L’ETA’ DI MARI

La città di Mari è situata sul medio Eufrate. Il termine “età di Mari” intende un periodo

compreso tra il 1810 e il 1760. Le tavolette ritrovate illustrano la fase finale della città

prima della distruzione ad opera di Hammurabi di Babilonia. La sua storia si può

dividere in 3 fasi:

- I regni di Yakhdun-Lim e Sumu-yaman fino alla conquista di Samsi- Addu

- Il regno di Zimri-Lim

- La distruzione di Hammurabi nel 1759

Tra i gruppi semitici si dividono in quelli:

- nord-occidentali: siria, fenici, ebrei

- Orientali: accadi, assiri, babilonesi

- Sud occidentali: protoarabi, arabi

IL NOMADISMO

Orizzontale: prevede lo sfruttamento di pascoli invernali nel deserto o nella steppa e

un movimento estivo verso valli più umide.

Verticale: prevede movimenti migratori tra i terreni di pascolo a valle in inverno e

estivi a monte.

In Mesopotamia il nomadismo si sviluppa a volte in stretta relazione con la realtà

urbana. A volte è indipendente.

Gli Amorrei sono il gruppo nomade maggiormente documentato nelle fonti

mesopotamiche del II millennio. Il loro luogo di origine sembra essere collocato nella

regione montuosa Siriana.

Gli Amorrei si conoscono per essere protagonisti di razzie nelle aree urbane tanto da

indurre i sovrani di Ur III a costruire delle fortificazioni tra il Tigri e l’Eufrate. A cavallo

tra il III e il II millennio si attuò un progressivo processo di integrazione di questi gruppi

verso la realtà urbana.

Con il collasso di Ur III, la loro infiltrazione nelle aree urbane della Mesopotamia cresce

di intensità.

La presa di potere di dinastie amorree nelle principali città della Mesopotamia non

determinò forti cambiamenti culturali. Gli Amorrei assorbirono la cultura preesistente,

adottando l’accadico come lingua.

Le fonti di Mari forniscono informazioni sul nomadismo orizzontale nella steppa siriana

nel II millennio. Si conosce l’esistenza di un gruppo, gli Yaminiti, divisi in 5 tribù. Sono

seminomadi dediti all’agricoltura e pastorizia. Sono governate da sovrani eletti dagli

anziani del clan. I rapporti con la città sono mediati da un ufficiale detto sceicco.

Il rapporto tra le tribù nomadi e la città è basato su una reciproca dipendenza. I

membri dei villaggi costituiscono manodopera per coltivare i campi e far pascolare i

greggi di Mari. Forniscono anche la lana e vengono impiegati come soldati. In cambio

dal palazzo di Mari ottengono protezione e vantaggi economici. Questo sistema non è

comunque stabile in quanto si registrano ribellioni continue delle tribù nomadi.

LA BABILONIA DI HAMMURABI

Durante l’età di Mari, Babilonia è capitale di una dinastia amorrea nella quale la figura

di spicco è Hammurabi (1792-1750). (prima di lui c’era Sansi Adad) Al momento della

sua ascesa del trono, il regno di Babilonia era di modeste dimensioni e svolge un ruolo

secondario. Le rovine della sua Babilonia sono sott’acqua.

Lo smembramento del regno dell’Alta Mesopotamia dopo la morte di Samsi-Addu apre

un periodo di tensione fra i vari sovrani della Mesopotamia per la definizione dei

confini dei territori. Zimri-lim, del regno di Mari sta attraversando una fase di difficoltà

a causa di una rivolta delle tribù nomadi. Hammurabi decide di portare aiuto a

Zimri-lim.

Successivamente Hammurabi e Zimri-lim stipulano un’alleanza per combattere il

nemico comune elamita. La coalizione sconfigge l’esercito elamita.

Questa vittoria segna di fatto l’inizio della politica espansionistica di Hammurabi. La

sua prima importante conquista è il regno di Larsa. Si insedia a Larsa dove si fa

riconoscere come “re di Sumer e Accad”.Anche il vecchio alleato Zimri-Lim viene

sconfitto e la città di Mari viene distrutta.

L’ultima fase del regno di Hammurabi è segnata da una vittoria su Gutei e Turukkei,

due popolazioni seminomadi.

A Hammurabi si lega l’esistenza il codice di leggi che porta il suo nome. È preservato

in una stele, oggi al museo del Louvre, rinvenuta a Susa, in Iran, ma che in origine

doveva trovarsi a Sippar, nel tempio del Dio Shamash. È diviso in tre parti: un prologo,

275 leggi ed un epilogo. Le leggi sono formulate in maniera casuistica, ossia introdotte

dal se, presentano un caso e la soluzione. I prologhi e gli epiloghi hanno una funzione

propagandistica e trasmettono un’immagine idealizzata del sovrano come custode di

giustizia su incarico divino.

Si riscontra che la giustizia, praticata nel quotidiano, non si riferisce quasi mai

esplicitamente al codice, anzi a volte arrivano a contraddirlo.

Vengono riconosciute tre fasi sociali (non sono classi in quanto la suddivisione avviene

incoscientemente):

Awilu: cittadini liberi con beni economici a loro disposizione

Muskenu: (da inchinarsi) lavorano alle dipendenze del tempio, sono subordinati,

dipendono da altri per il sostentamento

Swardu: sono schiavi, come i prigionieri di guerra. Possono però essere liberati.

Alla morte di Hammurabi nel 1750, Babilonia è il regno più potente del Vicino Oriente.

I suoi successori si trovarono però a dover fronteggiare i problemi riguardo al suo

mantenimento. Il figlio, Samsu-Iluna dovette fronteggiare Rim-Sin che aveva ormai

sotto la sua influenza la maggior parte della Babilonia. Successivamente Samsu-Iluna

dovette domare diversi tentativi di ribellione.

Pochi anni più tardi Babilonia perde Isin eNippur. Compaiono i sovrani della prima

dinastia del Paese del Mare, il nome deriva dall’associazione con la zona paludosa di

origine. I sovrani portano nomi sumerici che riflettono la volontà di rifarsi alla

tradizione antica. Essi si scontrano con i sovrani babilonesi.

Babilonia nel frattempo è oggetto di molti attacchi. Alcune città come Sippar vengono

distrutte. Il colpo di grazia al regno ormai irrimediabilmente instabile viene inflitto

dagli Ittiti. Il re ittita Murshili prende Babilonia, la saccheggia e fa portare via la statua

del dio cittadino Marduk. Il vuoto di potere che si viene a creare sarà riempito da una

dinastia cassita.

LE RELAZIONI INTERNAZIONALI TRA SOVRANI

L’utilizzo della metafora della famiglia è significativo nella definizione dei rapporti tra i

sovrani pari e sovrani e i loro dipendenti. I re tra di loro hanno relazioni di padre e figlio

o di fratellanza. Mentre i dipendenti, ossia i re che hanno un rapporto di vassallaggio

nei confronti di un re più potente, sono servi. La terminologia permette a ciascun

sovrano di identificarsi e di chiarire la propria posizione in relazione all’altro. Il vassallo

ha il dovere di scrivere regolarmente al suo signore e trasmettergli tutte le

informazioni in suo possesso, inoltre è tenuto a pagargli un tributo e offrirgli l’appoggio

militare.

Tra pari ci si inviava invece doni, spesso a scopi commerciali, in modo da assicurarsi le

materie prime carenti nel proprio paese. Vi erano anche matrimoni tra dinastie che

rafforzavano le alleanze.

Il faraone, riceveva come mogli principesse straniere, ma si rifiutava di sostituire la

prima moglie con una di loro. Inoltre si rifiutava di concedere le sue principesse a re

stranieri. I matrimoni interdinastici venivano spesso celebrati soprattutto in situazioni

politicamente delicate e potenzialmente pericolose.

L’ETA’ DI EL-AMARNA

Verso la metà del II millennio avvengono mutamenti del sistema politico radicali. Viene

definito “sistema regionale”, è un sistema politico caratterizzato da un numero

ristretto di potenze territoriali di grandi dimensioni che controllano una serie di

potentati minori compresi nella loro sfera di influenza. I meccanismi sono ben

documentati nelle lettere dell’archivio di el-Amarna, la capitale fondata dal faraone

Amehotep IV (Akhenaton). Egli intratterrà una corrispondenza con gli altri sovrani

asiatici indipendenti e con i vassalli egiziani in Siria e Palestina. Le lettere sono redatte

in accadico, la lingua diplomatica dell’epoca.

In questo clima favorevole agli scambi commerciali non sono coinvolti solo i grandi re

ma anche i vassalli. Due siti sono ad esempio Qatna e Ugarit. Intorno alla metà del XIV

secolo si attesta la distruzione di Qatna per mano degli Ittiti. Il regno di Ugarit invece

vive ora il suo momento più florido. È uno degli empori principali e svolge la funzione

di centro di raccordo e smistamento della merce tra il Mediterraneo e l’entroterra.

L’IMPERO ITTITA

Il re Anitta conquista Nesa. È il progenitore di una dinastia regia ittita. È un popolo

indoeuropeo che arriva in Anatolia dividendosi in Ittiti, in Anatolia centrale e Luui in

Anatolia occidentale e meridionale. La denominazione Ittiti deriva dalla definizione

Hatti per definizione geopolitica. Loro si chiamavano popolo di Nesa.

Il vero e proprio fondatore della dinastia fu Khattushili I (metà XVII sec) Egli consolida il

potere ittita in Anatolia e inaugura una serie di spedizioni in Siria. Grazie a lui gli Ittiti

si impongono nella scena politica internazionale. Conquista Alalah dove rapisce gli

scribi, e Hahhum con la collaborazione del goverantore di Hakunan. La politica di

espansione viene perseguita anche dal successore, Murshili I che sottomise Aleppo e

Ebla spingendosi poi fino al cuore della Mesopotamia. L’effetto di queste spedizioni fu

il controllo delle vie commerciali.

Gli ittiti importano dalla Siria la scrittura cuneiforme che verrà poi adattata alla lingua

ittita.(introdotta da Khattusili)

La capitale del regno aveva sede a Khattusha, posta all’interno di un’imponente cinta

muraria. Viene scelta per la pozione strategica per la necessità di controllare le vie di

comunicazione che la collegano alla Siria e alla Mesopotamia.

Dopo i successi di Murshili I si apre però un periodo di indebolimento. Si data in questo

periodo l’introduzione sempre più massiccia di elementi della cultura khurrita in Siria e

l’invasione Cassita in Mesopotamia. I Babilonesi sono ormai in crisi. Intraprende una

spedizione militare fino alla Babilonia, saccheggiandola

È stato rinvenuto un testo che attesta i contatti ufficiali tra gli Ittiti e l’Egitto, il

cosiddetto trattato di Kurushtama, ossia un accordo tra i due regni relativo alla

deportazione in Egitto di un gruppo di popolazione proveniente da Kurushtama.

Caratteristiche fondamentali del 1500-1200 a.c.- Tardo Bronzo.

- Introduzione e allevamento del cavallo. Non viene cavalcato ma usato solo

come animale da tiro fino al I millennio. Solo per chi aveva soldi per addestrarlo

e mantenerlo.

- Indispensabile cercare una forma di interazione fra le 5 entità politiche: Hatti,

Egitto, Mittani, Siria e Babilonia. Nasca la diplomazia internazionale facilitata da

spostamenti più veloci e facili. Nasce quindi la figura dell’ambasciatore. La

lingua internazionale è l’accadico.

IL REGNO DI MITTANI

Emerge una nuova potenza, quella dei Khurriti, ossia popolazioni del Vicino Oriente

parlanti la lingua Khurrica . I testi in khurrico sono per lo più di carattere religioso.

Durante la prima metà del II secolo si attesta una sempre più importante presenza

khurrita in Alta Mesopotamia e in Siria Settentrionale.

Nella fase successiva al regno di Murshili I, si perde il controllo della Siria a causa di

guerre intestine e un forte indebolimento che consente alla componente khurrita di

dar vita al regno di Mittani.

Probabilmente l’etimologia è composto dal nome di persona Maitta e il suffisso di

individualizzazione –ni. Significherebbe paese di Maitta. La capitale mittanica

corrisponde all’antica Washshukkanni. Per la perdita di indipendenza a opera degli

Ittiti, la capitale viene spostata a Taide. La dinastia mittanica è legata culturalmente

con la tradizione antico-indiana. Tra le divinità che compaiono sono indiane di origine

sanscrita. La componente etnica principale del regno è khurrita. A Mittani i nomi

dinastici sono indoeuropei. Il primo re a noi conosciuto è Parattarna, nella prima metà

del XV secolo.

Alla fine del XVI secolo, inizio XV secolo, sale al trono Thutmosi I. E’ il primo sovrano

della XVIII dinastia. Avvia delle spedizioni in Siria per controllare i commerci e

beneficiare quindi dei flussi commerciali che portavano beni provenienti dall’est. Un

suo funzionario in un’epigrafe della camera sepolcrale, racconta di spedizioni di

carattere militare menzionando per la prima volta Mittani.

Il regno di Thutmosi III fu lunghissimo e portò avanti una politica aggressiva di

imperialismo che porta l’Egitto in conflitto diretto con Mittani. La società egiziana, di

parte, tende sempre a enfatizzare la potenza faraonica. Dopo la battaglia di Megiddo,

nella quale non vinse nessuno. Si stipulò allora un accordo per spartire i territori

siriani. Rimane fuori Ugarit, una città-stato filoegiziana ma indipendente (ha un grande

porto sul mare). Avvennero vari matrimoni iterdinastici tra principesse mittaniche e

sovrani egiziani.

BABILONIA E ASSIRIA

Intorno alla metà del II millennio in Mesopotamia si formano due stati territoriali

indicati come “paese di Babilonia” e “Paese di Assur”. Per la prima volta si afferma

l’idea di uno stato unitario babilonese e uno assiro, non solo geograficamente ma

anche politicamente.

All’inizio del XVI secolo, la dinastia straniera cassita si insediò sul trono dopo la caduta

della I dinastia di Babilonia. Probabilmente non fu un’invasione bensì un atto politico

da parte di una minoranza che conviveva pacificamente con la popolazione babilonese

ormai da tempo. Appunto assimileranno le tradizioni culturali e religiose babilonesi. Il

primo re fu Kurigalzu I. Egli avviò relazioni internazionali facendo uscire la Babilonia da

un isolamento in cui era caduta. Fonda una nuova capitale, la città di Dur- Kurigalzu,

sistemata verso il Mediterraneo, che è ora l’asse politico per eccellenza.

L’Assiria invece assume le caratteristiche di un’entità politica a carattere territoriale

più tardi rispetto alla Babilonia. Nel XIV secolo Assur- uballit I adottò il titolo di Re del

paese di Assur”. Si impone cosi l’idea di uno Stato territoriale con un monarca assoluto

che agisce per legittimazione religiosa, motivando la sua espansione del regno. Prima

era un regno piuttosto debole esposto alternativamente al controllo di Mittani. Assur-

uballit sfruttò la caduta di Mittani per mano degli Ittiti.

Shuppiluliuma (1335-1320) estese i domini fino a Qadesh.

A Khatti, Shuppiluliuma (è il sovrano illegittimo che uccide il fratellastro) con le sue

campagne militari conseguì al crollo di Mittani, che divenne un vassallo ittita. Ai due

figli fu affidato il governo di Aleppo e Karkemish. Gli assiri appoggiarono Mittani ma

Shuppiluliuma ebbe la meglio. Assur- uballit dell’Assiria mise sul trono di Babilonia

Kurigalzu che però si ribellò liberando la Babilonia dal dominio assiro.

Il re Amenophi IV (Akhenaton) è poco interessato ad espandersi. Ne approfitta

Suppiluliuma I sottomettendo senza problemi l’Egitto.

Delle fonti ittite raccontano che alla morte di Amenophi, la regina vedova chiese con

una lettera un figlio ittita per farlo divenire faraone. Partì il principe ittita Zannanza che

però morì in circostanze misteriose una volta giunto in Egitto.

Shuppiluliuma reagisce con una spedizione punitiva che deteriorerà inesorabilmente i

rapporti tra Khatti ed Egitto, esplodendo quasi un secolo più tardi con la battaglia di

Qadesh.

Sale al trono Murshili II, il quale si trova nelle difficoltà di affrontare la matrigna che

voleva mettere il figlio babilonese sul trono. Il re manda la matrigna in esilio rendendo

di conseguenza difficili i rapporti con la Babilonia.

Alla morte del faraone Tutankhamon, senza eredi, nacque una nuova dinastia con

Ramses I, Sethi e Ramses II.

In occasione di guerre cosi grandi come quella tra Khatti e l’Egitto, tutti sono costretti

a prendere posizione. Restarono fuori dallo scontro la Siria e la Babilonia, che non

rientrando nei loro interessi preferirono rimanere neutrali. Anche se la Babilonia

favoriva gli Ittiti e gli Assiri erano a favore dell’Egitto.

Le ostilità tra Khatti e l’Egitto esplosero con la battaglia di Qadesh nel 1275. La

battaglia probabilmente ebbe esito positivo per gli Ittiti nonostante la propaganda

egizia affermi il contrario.

Tra le corti seguì un periodo di guerra fredda che ebbe ripercussioni economiche

piuttosto gravi. La situazione si aggrava ulteriormente quando il re ittita Murshili III

venne spodestato dallo zio Hattusili III e chiese rifugio politico in Egitto. Gli Ittiti a

questo punto sono premuti a est dalla Siria e a Sud dall’Egitto. Nel 1259 fu stipulata la

pace tra Khatti e Egitto. (le tavolette di argento non sono state pervenute, rimangono

solo delle copie). La pace fu siglata con un matrimonio interdinastico dopo una

lunghissima trattativa. La moglie di Hattusili, Pudubeba, chiese al faraone di liberarsi

di Murshili III, che fu successivamente cacciato dall’Egitto. Lei voleva che il faraone

prendesse la principessa ittita, sua figlia, come moglie e la rendesse regina. Alla fine la

principessa fu riconosciuta inferiore a Nefertari ma superiore alle altre. Nascono cosi

dei rapporti stretti.

Hattusili III spostò la capitale di nuovo ad Hattusa.

Nel XIII secolo i rapporti fra gli Assiri e gli Ittiti sono difficili a causa delle mire

espansionistiche di entrambi. Non è sicuro che si siano mai scontrati sul campo, se ciò

fosse avvenuto la battaglia in questione sarebbe quella di Nikhriya nella metà del XIII

secolo celebrata come una schiacciante vittoria assira.

Nella seconda metà del XIII secolo si ha la figura del re assiro Tukulti-Ninurta I, che

porta all’apice di massima potenza il regno Assiro. All’inizio le sue mire

espansionistiche sono finalizzate all’approvvigionamento di materie prime,

successivamente si spinge verso l’Eufrate scontrandosi inevitabilmente contro gli Ittiti.

Si scontrò contro il re cassita Kashtiliashu IV nella battaglia campale che termina con

la vittoria degli Assiri. Il re babilonese fu catturato e deportato ad Assur mentre Tukulti-

Ninurta entrò trionfalmente a Babilonia. Egli ebbe ambiziosi progetti urbanistici, fece

costruire l’imponente capitale Kar- Tukulti- Ninurta, di fronte ad Assur. Le sue conquiste

furono però in parte vanificate alla sua morte per una serie di lotte intestine. La

Babilonia torna ad essere indipendente e il potere viene ripreso dalla dinastia cassita.

Un’altra minaccia per la Babilonia fu però la politica aggressiva elamita che pose fine

alla dinastia cassita.

Anche per il regno Assiro inizia un periodo di crisi profonda dovuta alla lotte dinastiche

alla morte di Tukulti-Ninurta e alla pressione delle tribù nomadi degli Aramei. La fase di

indebolimento e ridimensionamento fu solo momentanea.

[ IL TRATTATO:

è uno strumento amministrativo politico atto a rafforzare i rapporti tra due paesi. Può

essere un trattato di paritetesi dove i due paesi si consideravano pari, vengono ossia

previste delle clausole che regolavano norme militari, politiche e economiche. Oppure

di subordinazione, si prevede un pagamento di un tributo e sono unidirezionali. Il


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia del Vicino Oriente antico per l'esame del professor De Martino sulla ricostruzione cronologica, la quale è ancora ipotetica. Può essere su base archeologica, ossia sui reperti o su base testuale, ossia sui documenti scritti.
Può essere assoluta, con date il più possibile esatte, o relativa, con una successione di reperti ed eventi senza date assolute.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali, archeologici e storico-artistici
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristiana91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Vicino Oriente Antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof De Martino Stefano.

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