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Archeologia e storia del Vicino Oriente antico III. – La tradizione sumero-accadica e la Mesopotamia amorrea

Le ultime dinastie sumeriche e l’età amorrea

L’impero accadico risultò troppo fragile dal punto di vista socio-culturale per riuscire a controllare le civiltà complesse: varietà di tradizioni, culture e lingue (affini tra loro ma comunque autonome) che si estendevano tra i due mari (mar Mediterraneo e Oceano Indiano, circa la zona di estensione della Mesopotamia).

Inoltre i movimenti improvvisi di popoli interi metteranno fine a un così vasto ed evoluto impero accadico.

Secondo la tradizione storica mesopotamica infatti, i Guti o Gutei, tribù montanare che neppure avevano raggiunto un elevato grado di sviluppo socio-culturale scendono dallo Zagros con un'irruenza che l'esercito accadico non riesce ad arginare e distruggono in breve la capitale Agade (Accad) e il suo impero. I vincitori tuttavia risultano incapaci di conquistare socialmente e culturalmente la Mesopotamia e di prenderne la guida.

Per un periodo la Mesopotamia si trova in preda all’anarchia, tuttavia nelle città più lontane da Agade, dove i Guti hanno meno influenza, si cerca di riorganizzare la società sumero-accadica.

È Utu-khegal di Uruk (2120-2112) a vincere i Gutei e ad acquistare egemonia sul paese, ma in questo ruolo subentra presto Ur-Nammu, che, originario di Uruk ma governatore regio a Ur, si ribella e conquista il titolo di re di Sumer e di Accad.

La prima documentazione archeologica (neosumerica) è però soprattutto relativa alla dinastia di Ur-Ball, Gudea e Ur-Ningirsu che regna a Lagash nel XXII sec.

Malgrado la sua ricchezza, la dinastia di Gudea ha però importanza essenzialmente locale. È Ur a raccogliere l'eredità imperiale. La dinastia iniziata da Ur-Nammu, il quale oltre a farsi chiamare re di Ur (questo periodo viene successivamente chiamato Ur III), si fa chiamare anche re di Sumer e di Accad. (2112-2095), la terza nella lista ufficiale, porta la città (Ur) alla sua massima fioritura.

I sovrani assumono nuovamente il titolo divino e all'interno del paese, essi fondano il loro governo su una struttura amministrativa più perfezionata di quella accadica: scompaiono le vecchie dinastie e le singole città sono rette ora da ensi nominati direttamente da Ur, che mantengono il titolo ma non l'autonomia di un tempo, sono al governo con responsabilità amministrative ma hanno perduto le prerogative militari.

Tuttavia nonostante il prosperare della città di Ur e della Mesopotamia in generale, i movimenti dei popoli vicini non cessano. Le frontiere più colpite sono quelle nordoccidentali sulle quali premono gli Amorrei o Amorriti. Queste tribù semitiche però entrano in contatto con le civiltà mesopotamiche in modo del tutto particolare: puntano sull’infiltrazione dapprima nelle terre marginali e poi nella società più evoluta della Mesopotamia. L’infiltrazione riguarda prima la valle dell'Eufrate e successivamente Accad, Sumer e la stessa Mesopotamia settentrionale. Gli esponenti di questi nuovi arrivati si integrano nella società mesopotamica fino a raggiungere in determinati centri i più alti vertici della scala sociale e il potere assoluto.

La caduta di Ur probabilmente fu causata da diversi fattori:

  • Carestia dovuta alle piene insufficienti dei fiumi.
  • Le incursioni dei popoli: Amorriti (contro i quali il re di Ur Shu-Sin fece costruire il Muro di Martu), Gutei, Sua.

Per questi motivi l’ultimo sovrano di Ur (Ibbi-Sin 2028-2004 a.C.) cede il regno a Ishbi-Erra, il quale, dopo aver sconfitto gli Elemiti che assediavano la città, riesce ad ottenere grande autorità e la consolida a Isin (la sua città di origine). La sua dinastia occupa una grande importanza nel sud della Mesopotamia per circa 200 anni (2017-1794).

Anche Larsa cresce al sud a partire dal dalla seconda metà del XIX sec. riuscendo a riunificare Sumer (con le Ekallatum città di Uruk, Der e infine Isin) sotto il regno di Rim-Sin.

Ma la potenza maggiore è Eshnunna (circa in centro) la quale espande il proprio potere fino ad inglobare l’Assiria nel nord.

A nord si forma un vasto impero (Ekallatum) che con Shamshi Adad I riesce a ricacciare gli invasori provenienti da Eshnunna; conquista egli stesso Assur; fonda un impero con capitale Tell Leilan (vedi dopo Palazzo di Leilan).

Il sud intanto viene invece unificato (Sumer e Accad nuovamente unificati) da Babilonia che con Hammurabi (1792-1750) raggiungerà il massimo splendore (conquistando Larsa, Eshnunna, Mari).

Il periodo compreso tra il III e il II millennio a.C. è caratterizzato quindi dalla frammentazione politica, ma anche dall’aumento di abitati adibiti per la protezione dalle incursioni e dall’incremento nell’agricoltura.

L'agricoltura ha un grande incremento in periodo Ur III grazie allo sviluppo di una rete ben regolamentata di canali di irrigazione, porta all’aumento demografico e diffusione del benessere.

Il tempio continua a trovarsi al centro della vita economica e dell'amministrazione, in particolare con la sistemica organizzazione scribale nell'Edubba, la casa delle tavolette. Il sumerico diviene nel corso dei primi secoli del II millennio lingua morta ed è definitivamente sostituito dall'accadico sia come lingua diplomatica internazionale sia come lingua amministrativa dei palazzi, negli stessi centri sumerici; nel periodo paleobabilonese avviene la copiatura dei testi sumero-accadici.

I testi rinvenuti in Mesopotamia e fuori offrono molte informazioni sul commercio internazionale. Ur ha rapporti stretti con Dilmun ed esporta soprattutto tessuti, voce universale del commercio sumerico di esportazione, ma anche argento, pelli e prodotti agricoli, come l'olio di sesamo ed importa soprattutto i lingotti di rame, l'avorio e la cornalina. Dapprima questo commercio è amministrato dal tempio, ma il mercante si rende sempre più indipendente dagli organismi pubblici, paga dapprima una decima al tempio e poi agisce privatamente.

Quanto al commercio settentrionale, informazioni su scala ancor più ampia sono fornite dagli archivi del karum (porto, distretto commerciale) assiro di Kanesh in Cappadocia, che informano su un commercio minuziosamente organizzato tra Assur e una rete di colonie, karu, in Anatolia.

Questo commercio aveva per oggetto l'esportazione in Anatolia di tessuti e stagno. Queste merci erano acquistate in Assur e inviate in Anatolia per esservi vendute, scambiate soprattutto con rame, oro e argento, un metallo di cui l'Anatolia è grande produttore. Il ricavato delle compravendite era poi spedito ad Assur, dove oro e argento servivano anzitutto per pagare tasse, prestiti, dipendenti, e poi per acquistare mercanzie ed equipaggiare una nuova carovana.

Le attività dei karu (coloni assiri che risiedevano stabilmente in Anatolia, come dimostrano gli impianti di case rinvenute), sono organizzate ufficialmente da Assur, dalle istituzioni cittadine, il bit alim, l'assemblea, e il limmu e non dal sovrano. Ad esse i karu rendono conto in una situazione in cui gli interessi degli uni non coincidono sempre con quelli delle altre.

L’architettura neosumerica

Gli scavi di Tello, la sumerica Girsu, che con la dinastia di Gudea divenne il centro principale dello stato di Lagash, hanno riportato alla luce molti oggetti e soprattutto molte tavolette cuneiformi.

Tuttavia vi è una quasi totale mancanza di dati sul contesto archeologico, stratigrafico ed architettonico dei reperti. Occorre attendere gli anni della III dinastia di Ur per disporre di documenti significativi per comprendere l’architettura religiosa.

Sotto la dinastia Gudea molti templi, tra cui il grandioso complesso di Eanna a Uruk e la struttura di Nanna a Ur, diventano delle ziqqurat, che rappresentano la versione monumentale, formalmente codificata da regole precise dell'alta terrazza com'era venuta crescendo da età protostorica. L’esempio meglio conservato, di Ur, ne illustra meglio la forma, quella di Uruk invece la tecnica edilizia.

Le ziqqurat spesso si trovavano all’interno di cortili, dentro ai quali si potevano trovare altri edifici, sacri o di diversa destinazione.

Anche la recinzione dei cortili assume forma caratteristica, non è più una semplice muraglia come a Uruk nel PU, ma si compone di due muri paralleli raccordati da muri di spina che creano di solito una fila di ambienti rettangolari, in comunicazione fra di loro e/o con il cortile. Tra queste mura potevano essere svolte varie mansioni amministrative o religiose, e tra le altre anche quelle di archiviazione dei documenti contabili e sacri, sempre più numerosi con la progressiva diffusione della scrittura.

1) La ziqqurat del santuario di Nanna a Ur

È un massiccio solido in crudo di pianta rettangolare (62x43 m.), articolato in elevato a diversi livelli in modo da ottenere tre terrazze successive, dalle pareti inclinate, a scarpa. Il piano della terrazza inferiore si trova a sensibile altezza (11 m.) ed ha una sostruzione molto massiccia, le terrazze superiori hanno dimensioni più ridotte. Al tempietto che doveva essere sorretto da tale poderosa fabbrica, permetteva di accedere un triplice corpo scalare, composto da una scalinata monumentale situata ortogonalmente al centro della facciata dell'edificio, tra due scale convergenti, questa volta addossate alla facciata. L'innesto della scalinata centrale è rafforzato da un bastione massiccio che completa armoniosamente il movimento dei volumi della costruzione sul lato principale.

2) L’imponente edificio Gipar

Come ad esempio l’imponente edificio Gipar, il quale unisce i caratteri palaziali e residenziali a quelli religiosi e amministrativi. Esso sorge su una terrazza che livella resti più antichi e su una sostruzione (in archeologia, struttura sotterranea, in parte o completamente, a sostegno di un edificio soprastante, destinata in particolare a formare il piano orizzontale di posa della costruzione quando il terreno è in pendenza) composta da muri di fondazione in crudo e da un riempimento tra questi.

Entro uno spesso muro di cinta a lesene lo spazio è diviso in due settori. Questi sono accessibili dagli unici due ingressi aperti nel recinto, sono nettamente separati l'uno dall'altro da un corridoio e, tranne che su un lato, sono isolati da corridoi anche dal muro esterno.

Entrambi i quartieri sono poi articolati in un seguito di suites più o meno strettamente collegate, destinate a usi molteplici. Tra tutte si distinguono i complessi sacri, veri e propri templi che si trovano in entrambi i settori, in stretto rapporto con l'ingresso esterno.

Quella sud-orientale, l'Emm, il tempio di Ningal, è una tipica costruzione sacra dell'epoca, un impianto complesso caratterizzato da un nuovo percorso di accesso dall'esterno: attraverso un portale tra torri, un doppio atrio, un cortile, si perviene al grande cortile centrale e di qui a un'anticella e una cella che hanno conformazione del tutto nuova rispetto agli schemi del PD.

La cella, pur essendo sempre rettangolare come l'anticella che la precede, si dispone per largo in modo che il suo spazio si espande ai due lati di chi entra attraverso la porta aperta al centro del lato lungo. Nel sanctum si distingue un piccolo ambiente, C28, di fianco all'alcova della cella, occupato in gran parte da una piattaforma che poteva servire da base per il letto della dea, forse il luogo della ierogamia di Nanna e Ningal che, sappiamo dalle fonti, si svolgeva nel tempio di questa.

Il quartiere alle spalle del tempio conteneva servizi, tra l'altro una cucina (C33-34) servita da un cortile (C32) con pozzo, vasca bitumata e altri arredi fissi. La cucina, accessibile dal corridoio centrale, era prossima al complesso B1O-13, che sta al centro dei quartieri affacciati su tale corridoio e la cui sala centrale è stata interpretata come la grande sala da pranzo citata dalle fonti. Il blocco nordest (B14-26) è invece forse la sede delle tombe delle grandi sacerdotesse, sepolte dunque nella propria residenza, in piccoli ipogei sotto i pavimenti degli angusti vani.

L'ultimo settore, B1-4, contiene ancora due sacelli (era una piccola area recintata e senza copertura con al centro un'ara. Era solitamente dedicata a una divinità minore). L'ala settentrionale è la residenza vera e propria. Essa è bipartita in un settore costruito intorno ad un cortile (A5-10) ed uno di più spiccato carattere religioso (A11-23). Nell'accedere ad entrambi era possibile purificarsi nel grande vestibolo A4, dove una parte del pavimento era ribassata e bitumata. Due piccole anticelle introducono entrambe in una sala dotata di basamenti e podi, su un lato della quale si apre un piccolo adyton (era, nell'architettura dei templi greci e romani, uno spazio riservato agli officianti del culto per funzioni specifiche, per lo più religiose) - cubicolo.

3) L’Edublamakh

L'Edublamakh costituisce al tempo stesso il luogo dei giudizi, la sede del tribunale. È un piccolo edificio che si enuclea dall'angolo sudest del recinto e si compone di un piccolo padiglione dove si amministrava la giustizia.

4) L’Enunmakb

L'Enunmakb sembra essere un magazzino di natura molto particolare, sia per il modo di ripartirne lo spazio in ambienti simili sia per il trattamento formale delle pareti, sia per i miseri resti del prezioso contenuto che fanno pensare ad un tesoro.

5) Il palazzo di Ur-Nammu

Il palazzo di Ur-Nammu fu eretto con mattoni cotti recanti i bolli di Ur-Nammu e Shulgi (il figlio di Ur-Nammu), probabilmente da quest'ultimo. Non è chiaro quale esattamente fosse la sua funzione ma l'estensione limitata e l'impianto uniforme lo rendono poco adatto ad essere il principale centro politico-amministrativo dell'impero come vorrebbe la denominazione convenzionale di ‘palazzo’.

6) I mausolei di Ur

Quanto riguarda i mausolei di Ur: sono strutture fuori del comune, la cui presenza, diversamente dalle tombe più antiche, è rivelata fuori terra da costruzioni in cotto ed erette sul modello della casa a cortile. Quella centrale ha mattoni con bollo di Shulgi, quella a sudest, che è comunicante, di Amar-Sin, come quella nord che si distingue dalle altre per la pianta e per la presenza di tre ipogei in luogo di due. Le piattaforme che nascondono l'accesso agli ipogei rivelano l'uso cerimoniale particolare degli edifici, dove avevano probabilmente luogo riti speciali. Il macabro rituale protodinastico (di sacrifici umani) è ora abbandonato, e forse sostituito da sacrifici animali e libagioni.

L'architettura degli ipogei è tuttavia impressionante: si scende una scala monumentale coperta da sezioni di pseudo volte al cui termine si aprono camere coperte da pseudo cupole. La maggiore misura 4x 10.70 m., con un'altezza di 5.50. Gli ipogei erano destinati a conservare diverse inumazioni avvolte in stuoie e depositati a vari livelli del riempimento.

Ricostruzione: ziqqurat di Uruk

Nella Ziqqurat di Uruk (55X51.50 m.) la massiccia parte interna del monumento è formata da mattoni crudi quadrati, ai quali si alterna periodicamente uno strato di canne. I canaletti ricavati nei mattoni che attraversano la struttura permettevano l’essiccamento della malta utilizzata durante la costruzione e accoglievano al loro interno i tiranti di canne intrecciate che legavano i muri da un lato all’altro. Tutta la struttura è attraversata su più livelli da canali di scolo per le acque foderati in cotto, i cui sbocchi sono ben visibili nel rivestimento esterno della ziqqurat di Ur.

Tuttavia accanto alle imponenti ziqqurat (tempio alto: il tempio che si trova in cima alla ziqqurat) che si vanno a formare anche il tempio basso (sicuramente più accessibile alla maggior parte dei fedeli), quello che si sviluppa nel mezzo dell’abitato cittadino. I templi bassi non raggiungono certo le dimensioni e la grandiosità architettonica delle ziqqurat ma anche essi diventano l’oggetto delle cure del sovrano e acquistano un peso considerevole nella città.

L’Assiria all’inizio del II millennio

L'architettura religiosa dell'età paleo assira (PA) non è sufficientemente documentata, ma la cultura della regione inizia a differenziarsi ora più nettamente: compaiono dei nuovi tratti tipici ma persiste anche una tendenza conservatrice.

1) Nuovi tratti tipici

Si impone una nuova realtà architettonica:

  • A Mari al tempio di Dagan (figlio di Shamshi Adad I) Ur III viene addossata, in un momento di poco successivo, una terrazza dalla superficie grosso modo equivalente a quella occupata dal tempio stesso; questa unione tra terrazza (o ziqqurat con tempio alto) e tempio basso diverrà caratteristica nel nord della Mesopotamia.

Una coesistenza tra strutture diverse contraddistingue anche il grande tempio di Assur. È un blocco squadrato di 108x54 m., cui è anteposto a quota più bassa un cortile trapezoidale recinto da concamerazioni e costruito in maniera indipendente. Il tempio si compone di due corpi di fabbrica affrontati sui due lati opposti del grande cortile centrale. A questo introducono due portali: uno direttamente dall'esterno e l'altro dal grande cortile trapezoidale anteposto alla fabbrica e limitato da un recinto a camere. A questo schema incrociato di percorsi si aggiunge un accesso con percorso assiale anche sul terzo lato, mentre sul quarto si affaccia l'anticella.

2) Tendenza conservatrice

Per quanto riguarda la tendenza conservatrice si tratta soprattutto di trasformazioni di edifici protodinastici, come ad esempio il tempio di Ishtar di Assur. Nonostante l’edificio sia stato ricostruito dalle fondamenta, in esso rimangono invariati alcuni caratteri: ad esempio il percorso a gomito di ingresso alla cella che era tipico del PD. La fabbrica più monum

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/05 Archeologia e storia dell'arte del vicino oriente antico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ruslanadovganyuk95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di archeologia e storia del vicino Oriente antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Lippolis Carlo.
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