ARCHEOLOGIA E STORIA DEL VICINO ORIENTE ANTICO II
I. – LA TRADIZIONE SUMERO-ACCADICA E LA MESOPOTAMIA AMORREA
Le ultime dinastie sumeriche e l’età amorrea
L’impero accadico risultò troppo fragile dal punto di vista socio-culturale per riuscire a controllare
le civiltà complesse: varietà di tradizioni, culture e lingue (affini tra loro ma comunque autonome)
che si estendevano tra i due mari (mar Mediterraneo e Oceano Indiano, circa la zona di estensione
della Mesopotamia).
Inoltre i movimenti improvvisi di popoli interi metteranno fine a un così vasto ed evoluto impero
accadico.
Secondo la tradizione storica mesopotamica infatti, i Guti o Gutei, tribù montanare che neppure
avevano raggiunto un elevato grado di sviluppo socio-culturale scendono dallo Zagros con
un'irruenza che l'esercito accadico non riesce ad arginare e distruggono in breve la capitale Agade
(Accad) e il suo impero. I vincitori tuttavia risultano incapaci di conquistare socialmente e
culturalmente la Mesopotamia e di prenderne la guida.
Per un periodo la Mesopotamia si trova in preda all’anarchia, tuttavia nelle città più lontane da
Agade, dove i Guti hanno meno influenza, si cerca di riorganizzare la società sumero-accadica.
È Utu-khegal di Uruk (2120-2112) a vincere i Gutei e ad acquistare egemonia sul paese, ma in
questo ruolo subentra presto Ur-Nammu, che, originario di Uruk ma governatore regio a Ur, si
ribella e conquista il titolo di re di Sumer e di Accad.
La prima documentazione archeologica (neosumerica) è però soprattutto relativa alla dinastia di
Ur-Ball, Gudea e Ur-Ningirsu che regna a Lagash nel XXII sec.
Malgrado la sua ricchezza, la dinastia di Gudea ha però importanza essenzialmente locale. E Ur a
raccogliere l'eredità imperiale. La dinastia iniziata da Ur-Nammuil quale oltre a farsi chiamare re
di Ur (questo periodo viene successivamente chiamato UrIII), si fa chiamare anche re di Sumer e di
Accad. (2112-2095), la terza nella lista ufficiale, porta la città (Ur) alla sua massima fioritura.
I sovrani assumono nuovamente il titolo divino e all'interno del paese, essi fondano il loro
governo su una struttura amministrativa più perfezionata di quella accadica: scompaiono le
vecchie dinastie e le singole città sono rette ora da ensi nominati direttamente da Ur, che
mantengono il titolo ma non l'autonomia di un tempo, sono al governo con responsabilità
amministrative ma hanno perduto le prerogative militari.
Tuttavia nonostante il prosperare della città di Ur e della Mesopotamia in generale, i movimenti
dei popoli vicini non cessano. Le frontiere più colpite sono quelle nordoccidentali sulle quali
premono gli Amorrei o Amorriti. Queste tribù semitiche però entro in contato con le civiltà
mesopotamiche in modo del tutto particolare: puntano sull’infiltrazione dapprima nelle terre
marginali e poi nella società più evoluta della Mesopotamia. L’infiltrazione riguarda prima la valle
dell'Eufrate e successivamente Accad, Sumer e la stessa Mesopotamia settentrionale. Gli
esponenti di questi nuovi arrivati si integrano nella società mesopotamica fino a raggiungere in
determinati centri i più alti vertici della scala sociale e il potere assoluto.
La caduta di Ur probabilmente fu causata da diversi fattori:
1
Carestia dovuta alle piene insufficienti dei fiumi
Le incursioni dei popoli: Amorriti (contro i quali il re di Ur Shu-Sin fece costruire il Muro di
Martu), Gutei, Sua
Per questi motivi l’ultimo sovrano di Ur (Ibbi-Sin 2028-2004 a.C.) cede il regno a Ishbi-Erra, il
quale, dopo aver sconfitto gli Elemiti che assediavano la città, riesce ad ottenere grande autorità e
la consolida a Isin (la sua città di origine). La sua dinastia occupa una grande importanza nel sud
della Mesopotamia per circa 200 anni (2017-1794).
Anche Larsa cresce al sud a partire dal dalla seconda
metà del XIX sec. riuscendo a riunificare Sumer (con le
Ekallatum città di Uruk, Der e infine Isin) sotto il regno di Rim-Sin
Ma la potenza maggiore è Eshnunna (circa in centro)
la quale espande il proprio potere fino ad inglobare
l’Assiria nel nord.
A nord si forma un vasto impero (Ekallatum) che con
Shamshi Adad I riesce a ricacciare gli invasori
provenienti da Eshnunna; conquista egli stesso Assur;
fonda un impero con capitale Tell Leilan (vedi dopo
Palazzo di Leilan).
Il sud intanto viene invece unificato (Sumer e Accad
nuovamente unificati) da Babilonia che con
Hammurabi (1792-1750) raggiungerà il massimo splendore (conquistando Larsa, Eshnunna, Mari)
Il periodo compreso tra il III e il II millennio a.C. è caratterizzato quindi dalla frammentazione
politica, ma anche dall’aumento di abitati adibiti per la protezione dalle incursioni e
dall’incremento nell’agricoltura.
L'agricoltura ha un grande incremento in periodo urlll grazie allo sviluppo di una rete ben
regolamentata di canali di irrigazioneporta all’aumento demografico e diffusione del benessere.
Il tempio le continua a trovarsi al centro della vita economica e dell'amministrazione io particolare
con La sistemica organizzazione scribale nell'Edubba, la casa delle tavolette.
. II sumerico diviene nel corso dei primi secoli del II millennio lingua morta ed è definitivamente
sostituito dall'accadico sia come lingua diplomatica inter-nazionale sia come lingua amministrativa
dei palazzi, negli stessi centri sumericinel periodo paleobabilonese avviene la copiatura dei testi
sumero-accadici.
I testi rinvenuti in Mesopotamia e fuori offrono molte informazioni sul commercio internazionale.
Ur ha rapporti stretti con Dilmun ed esporta soprattutto tessuti, voce universale del commercio
sumerico di esportazione, ma anche argento, pelli e prodotti agricoli, come l'olio di sesamo ed
importa soprattutto i lingotti di rame, l'avorio e la cornalina. Dapprima questo commercio è
amministrato dal tempio, mail mercante si rende sempre più indipendente dagli organismi pubblici, paga
dapprima una decima al tempio e poi agisce privatamente.
Quanto al commercio settentrionale, informazioni su scala ancor più ampia sono fornite dagli
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archivi del karum (porto, distretto commerciale) assiro di Kanesh in Cappadocia, che informano su
un commercio minuziosamente organizzato tra Assur e una rete di colonie, karu, in Anatolia.
Questo commercio aveva per oggetto l'esportazione in Anatolia di tessuti e stagno. Queste merci
erano acquistate in Assur e inviate in Anatolia per esservi vendute, scambiate soprattutto con
rame, oro e argento, un metallo di cui l'Anatolia è grande produttore. Il ricavato delle
compravendite era poi spedito ad Assur, dove oro e argento servivano anzitutto per pagare tasse,
prestiti, dipendenti, e poi per acquistare mercanzie ed equipaggiare una nuova carovana.
Le attività dei karu (coloni assiri che risiedevano stabilmente in Anatolia, come dimostrano gli
impianti di case rinvenute) , sono organizzate ufficialmente da Assur, dalle istituzioni cittadine, il
bit alim, l'assemblea, e il limmu e non dal sovrano. Ad esse i karu rendono conto in una situazione
in cui gli interessi degli uni non coincidono sempre con quelli delle altre.
L’architettura neosumerica
Gli scavi di Tello, la sumerica Girsu, che con la dinastia di Gudea divenne il centro principale dello
stato di Lagash, hanno riportare alla luce molti oggetti e soprattutto molte tavolette cuneiformi.
Tuttavia vi è una quasi totale mancanza di dati sul contesto archeologico, stratigrafico ed
architettonico dei reperti. Occorre attendere gli anni della lII dinastia di Ur per disporre di
documenti significativi per comprendere l’architettura religiosa.
Sotto la dinastia Gudea molti templi, tra cui il grandioso complesso di Eanna a Uruk e la struttura
di Nanna a Ur, diventano delle ziqqurat, che rappresentano la versione monumentale,
formalmente codificata da regole precise dell'alta terrazza com'era venuta crescendo da età
protostorica. L’esempio meglio conservato, di Ur, ne illustra meglio la forma, quella di Uruk invece
la tecnica edilizia. 3
Le ziqqurat spesso si trovavano all’interno di cortili, dentro ai quali si potevano trovare altri edifici,
sacri o di diversa destinazione.
Anche la recinzione dei cortili assume forma caratteristica, non è più una semplice muraglia come
a Uruk nel PU, ma si compone di due muri paralleli raccordati da muri di spina che creano di solito
una fila di ambienti rettangolari, in comunicazione fra di loro e/o con il cortile. Tra queste mura
potevano essere svolte varie mansioni amministrative o religiose, e tra le altre anche quelle di
archiviazione dei documenti contabili e sacri, sempre più numerosi con la progressiva diffusione
della scrittura.
1) La ziqqurat del santuario di Nanna a Ur
è un massiccio solido in crudo di pianta
rettangolare (62x43 m.), articolato in
elevato a diversi livelli in modo da
ottenere tre terrazze successive, dalle
pareti inclinate, a scarpa. Il piano della
terrazza inferiore si trova a sensibile
altezza (11 m.) ed ha una sostruzione
molto massiccia, le terrazze superiori
hanno dimensioni più ridotte. Al tempietto che doveva essere sorretto da tale poderosa
fabbrica, permetteva di accedere un triplice
corpo scalare, composto da una scalinata
monumentale situata ortogonalmente al centro
della facciata dell'edificio, tra due scalee
convergenti, questa volta addossate alla
facciata. L'innesto della scalinata centrale è
rafforzato da un bastione massiccio che
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completa armoniosamente il movimento dei volumi della costruzione sul lato principale.
2) Come ad esempio
l’imponente edificio Gipar
il quale unisce i caratteri
palaziali e residenziali a
quelli religiosi e
amministrativi. Esso sorge
su una terrazza che livella
resti più antichi e su una
sostruzione (In
archeologia, struttura
sotterranea (in parte o
completamente) a
sostegno di un edificio
soprastante, destinata in
particolare a formare il
piano orizzontale di posa
della costruzione quando
il terreno è in pendenza)
composta da muri di
fondazione in crudo e da
un riempimento tra
questi.
Entro uno spesso muro di cinta a lesene lo spazio è diviso in due settori. Questi sono
accessibili dagli unici due ingressi aperti nel recinto, sono nettamente separati l'uno
dall'altro da un corridoio e, tranne che su un lato, sono isolati da corridoi anche dal muro
esterno.
Entrambi i quartieri sono poi articolati in un seguito di suites più o meno strettamente
collegate, destinate a usi molteplici. Tra tutte si distinguono i complessi sacri, veri e propri
templi che si trovano ln entrambi i settori, in stretto rapporto con l'ingresso esterno.
Quella sud-orientale, l'Emm, il tempio di Ningal, è una tipica costruzione sacra dell'epoca,
un impianto complesso caratterizzato da un nuovo percorso di accesso dall'esterno:
attraverso un portale tra torri, un doppio atrio, un cortile, si perviene al grande cortile
centrale e di qui a un'anticella e una cella che hanno conformazione del tutto nuova
rispetto agli schemi del PD.
La cella, pur essendo sempre rettangolare come l'anticella che la precede, si dispone per
largo in modo che il suo spazio si espande ai due lati di chi entra attraverso la porta aperta
al centro del lato lungo. Nel sanctum si distingue un piccolo ambiente, C28, di fianco
all'alcova della cella, occupato in gran parte da una piattaforma che poteva servire da base
per il letto della dea, forse il luogo della ierogamia di Nanna e Ningal che, sappiamo dalle
fonti, si svolgeva nel tempio di questa.
Il quartiere alle spalle del tempio conteneva servizi, tra l'altro una cucina (C33-34) servita
da un cortile (C32) con pozzo, vasca bitumata e altri arredi fissi. La cucina, accessibile dal
corridoio centrale, era prossima al complesso B1O-13, che sta al centro dei quartieri
5
affacciati su tale corridoio e la cui sala centrale è stata interpretata come la grande sala da
pranzo citata dalle fonti. Il blocco nordest (B14-26) è invece forse la sede delle tombe delle
grandi sacerdotesse, sepolte dunque nella propria residenza, in piccoli ipogei sotto i
pavimenti degli angusti vani.
L'ultimo settore, B1-4, contiene ancora due sacelli (era una piccola area recintata e senza
copertura con al centro un'ara. Era solitamente dedicata a una divinità minore). L'ala
settentrionale è la residenza vera e propria. Essa è bipartita in un settore costruito intorno
ad un cortile(A5-10) ed uno di più spiccato carattere religioso (A11-23). Nell'accedere ad
entrambi era possibile purificarsi nel grande vestibolo A4, dove una parte del pavimento
era ribassata e bitumata. Due piccole anticella introducono entrambe in una sala dotata di
basamenti epodi, su un lato della quale si apre un piccolo adyton (era, nell'architettura dei
templi greci e romani, uno spazio riservato agli officianti del culto per funzioni specifiche,
per lo più religiose) - cubicolo.
3) l'Edublamakh costituisce al tempo stesso il luogo dei giudizi, la sede del tribunale. È un
piccolo edificio che si enuclea dall'angolo sudest del recinto e si compone di un piccolo
padiglione dove si amministrava la giustizia.
4) l'Enunmakb sembra essere un magazzino di natura molto particolare, sia per il modo di
ripartirne lo spazio in ambienti simili sia per il trattamento formale delle pareti, sia per i
miseri resti del prezioso contenuto che fanno pensare ad un tesoro.
5) Il palazzo di Ur-Nammu fu eretto con mattoni cotti recanti i bolli di Ur-Nammo e Shulgi (il
figlio di Ur-Nammu), probabilmente da quest'ultimo. Non è chiaro quale esattamente fosse
la sua funzione ma l'estensione limitata e l'impianto uniforme lo rendono poco adatta ad
essere il principale centro politico-amministrativo dell'impero come vorrebbe la
denominazione convenzionale di ‘palazzo’
6) Quanto riguarda i mausolei di Ur: sono strutture fuori del
comune, la cui presenza, diversamente dalle tombe più
antiche, è rivelata fuori terra da costruzioni in cotto ed
erette sul modello della casa a cortile. Quella centrale ha
mattoni con bollo di Shulgi, quella a sudest, che è
comunicante, di Amar-Sin, come quella nord che si
distingue dalle altre per la pianta e per la presenza di tre
ipogei in luogo di due. Le piattaforme che nascondono l'accesso
agli ipogei rivelano l'uso cerimoniale particolare degli edifici, dove
avevano probabilmente luogo riti speciali. Il macabro rituale
protodinastico (di sacrifici umani) è ora abbandonato, e forse
sostituito da sacrifici animali e libagioni.
L'architettura degli ipogei è tuttavia impressionante: si scende
una scala monumentale coperta da sezioni di pseudo volte al cui
termine si aprono camere coperte da pseudo cupole. La maggiore
misura 4x 10.70 m., con un'altezza di 5.50. Gli apogei erano
destinati a conservare diverse inumazioni avvolte in stuoie e
depositati a vari livelli del riempimento.
6 Ricostruzione: Ziqqurat di Uruk
Nella Ziqqurat di Uruk (55X51.50 m.) la massiccia
parte interna del monumento è formata da
mattoni crudi quadrati, ai quali si alterna
periodicamente uno strato di canne. I canaletti
ricavati nei mattoni che attraversano la struttura
permettevano l’essiccamento della malta utilizzata
durante la costruzione e accoglievano al loro
interno i tiranti di canne intrecciate che legavano i
muri da un lato all’altro. Tutta la struttura è
attraversata su più livelli da canali di scolo per le
acque foderati in cotto, i cui sbocchi sono ben visibili nel rivestimento esterno della ziqqurat di Ur.
Tuttavia accanto alle imponenti ziqqurat (tempio altro: il tempio che si trova in cima alla ziqqurat)
che si vanno a formare anche il tempio basso (sicuramente più accessibile alla maggior parte dei
fedeli), quello che si sviluppa nel mezzo del abitato cittadino. I templi bassi non raggiungono certo
le dimensioni e la grandiosità architettonica delle ziqqurat ma anche essi diventano l’oggetto delle
cure del sovrano e acquistare un peso considerevole nella città.
L’Assiria all’Inizio del II millennio
L'architettura religiosa dell'età paleo assira (PA) non è sufficientemente documentata, ma la
cultura della regione inizia a differenziarsi ora più nettamente: compaiono dei 1) nuovi tratti tipici
ma persiste anche una 2) tendenza conservatrice.
1) Si impone una nuova realtà architettonica:
- A Mari al tempio di Dagan (figlio di Shamshi Adad I) urIII viene addossata, in un momento di
poco successivo, una terrazza dalla superficie grosso modo equivalente a quella occupata dal
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tempio stessoquesta unione tra terrazza (o ziqqurat con tempio alto) e tempio basso diverrà
caratteristica nel nord della Mesopotamia.
Una coesistenza tra strutture diverse contraddistingue anche il grande
tempio di Assur. È un blocco squadrato di 108x54 m., cui è anteposto a
quota più bassa un cortile trapezoidale recinto da concamerazioni e
costruito in maniera indipendente. Il tempio si compone di due corpi di
fabbrica affrontati sui due lati opposti del grande cortile centrale. A
questo introducono due portali: uno direttamente dall'esterno e l'altro
dal grande cortile trapezoidale anteposto alla fabbrica e limitato da un
recinto a camere. A questo schema incrociato di percorsi si aggiunge un
accesso con percorso assiale anche sul terzo lato, mentre sul quarto si
affaccia l'anticella.
2) Per quanto riguarda la tendenza conservatrice si tratta
soprattutto di trasformazioni di edifici protodinastici,
come ad esempio il tempio di Ishtar di Assur. Nonostante
l’edificio sia stato ricostruito dalle fondamenta, in esso
rimangono invariati alcuni caratteri: ad esempio il
percorso a gomito di ingresso alla cella ché era tipico del
PD. La fabbrica più monum
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Appunti di Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico - II parte
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Archeologia e storia del vicino Oriente antico - Appunti
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Appunti di archeologia
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Archeologia e Storia dell'Arte del Vicino Oriente Antico: Appunti delle lezioni