STORIA DEL TURISMO
-Il viaggio nel 700, un processo composto da:
• Scoperta, sempre connessa all’idea del viaggio. È una scoperta fisica ma anche interiore
• Idea di liberazione, perché c’è una rottura con i vecchi schemi che possono essere negativi
(processo di emancipazione). Liberazione dai lacci politici che ti obbligano a stare fermo in
un certo luogo.
• Intercolturità, scambio con una cultura diversa dalla tua. Incontro con l’altro
Robinson Crosoue di Defoe, Gulliver di Swift, Candide di Voltaire sono esempi di viaggio, di scoperta
e di incontro.
Tra 700 e 800 i Philosophes e gli aristocratici dovevano viaggiare per formarsi; era importante
l’esplorazione dell’ignoto, cercando di spingersi sempre più in là verso l’estremo. Ed essi rimettono
in circolo il rapporto con il passato e con lo spazio, che sono le basi del turismo.
Il rapporto uomo e natura torna ad essere un elemento decisivo perchè con l’industrializzazione
dell’uomo la natura inizia ad essere abusata e invasa; nasce così la scoperta della natura selvaggia.
In quel periodo è importante lo studio della storia e dell’archeologia, che viene riscoperta e viene
usata per auto legittimarsi dagli uomini.
Con l’avvio dell’800 c’è una riscoperta di luoghi:
- Le Americhe (per esempio la rivoluzione atlantico-americana di 13 colonie che si staccano
dalla Gran Bretagna e che danno luogo piano piano agli Stati Uniti). L’Europa quindi inizia a
relazionarsi in modo diverso con quei luoghi.
Alexander Von Humbolt, legato alle famiglie nobili prussiane ottiene il permesso dalla
Spagna di viaggiare nelle Americhe, e intraprende un viaggio nell’America latina che portò a
riscoperte filosofiche, archeologiche, botaniche, storiche, ecc…
Frederick Catherwood, con “i misteri del mondo Maya”, raffigura uno dei templi più
significativi nel Messico templi che rimanda a una tradizione di riscoperta del passato da
parte degli occidentali. Occidentali che in questo periodo riempiono i musei francesi, inglesi
e del nord Europa di reperti che arrivano da civiltà del passato, aliene a loro (ad esempio
tutte le scoperte e i reperti archeologici che arrivano in Germania dal mondo greco, che
arrivano dall'Egitto o sempre dalla Grecia e dalla Mesopotamia al British Museum, quelli che
vanno a riempire il Louvre, molti dei quali saccheggiati durante le guerre napoleoniche).
Quindi questi grandi musei che rappresentano l'identità della Francia, della Gran Bretagna e
della Prussia in realtà si riempiono di materiali che arrivano da luoghi diversi. Gli Stati Uniti
invece tendenzialmente restituiscono poco beni che sono stati presi da siti archeologici in
Messico, in Italia o in altre aree del mondo per quanto spesso la provenienza sia
assolutamente illegale.
- L’Oriente, parallelamente, viene riscoperto: fenomeno chiamato “Orientalismo”.
Per esempio gran parte dell’opera di Mozart si riferisce a culti mistici che arrivano
dall’oriente (fascino per la visione mistica dove il naturale e il sovrannaturale sono ancora
confondersi). Vi sono stampe classiche che rimandano al fascino dell’Egitto.
Un altro mito della letteratura europea è “Il Barone di Munchausen”, barone che viaggia per
tutto il mondo, va in Oriente, dove tutto si gioca sulla presa in giro al mondo della scienza
occidentale che deve avere bisogno della fantasia, presa dall’Oriente.
Questi sono elementi che entreranno tutti nella cultura contemporanea del turismo (fine
800-inizio 900).
- Il Mediterraneo viene anch’esso riscoperto, con la penisola italiana e il Regno delle due
Sicilie. Dove il nucleo principale del viaggio verso il Mediterraneo era lo spazio che va da
Roma a Napoli e successivamente si allarga verso la Sicilia, che diventa uno dei prototipi del
Grand Tour Mediterraneo. Questo Tour attira le famiglie nobiliari e, nel passaggio tra 700 e
800, comincia ad affascinare anche i rampolli più colti di famiglie industriali.
Il turismo passa da essere un viaggio delle famiglie nobiliari all’organizzazione di viaggi per
le famiglie industriali, che diventano via via più numerose e più attente a scoprire e rileggere
determinati luoghi.
L’idea del Neoclassicismo, ovvero di recuperare il passato, idealizzandolo, per creare un
futuro. I musei, a quei tempi, funzionavano accatastando numerosi elementi ed era di tipo
barocco.
Goethe, con “Il Viaggio in Italia”, diventa il prototipo del Grand Tour Italiano, in questo
viaggio che fa tra 1786 e 1788, dove parte da Bolzano, va in Veneto, poi a Bologna e Milano,
scende a Firenze, a Roma, a Napoli, recandosi successivamente a Palermo, saltando la Sicilia
Greca (Siracusa) e pian piano risale fino a tornare in Grecia.
Questo viaggio si intreccia con un mondo che è radicalmente cambiato (rivoluzione francese,
nascita stati uniti, moti europei); in questo trionfo del recupero del passato, tra idealismi e
romanticismi, entra in scena l’esaltazione del cosmopolitismo, ovvero di scoperta delle
nuove culture.
Nella prima parte dell’800, grazie a questi Gran Tour, cominciano a delinearsi una serie di rotte che
portano i nuovi viaggiatori a delineare dei percorsi ben precisi. In questo periodo nascono diverse
novità:
1. I travellers, ovvero i primi viaggiatori britannici, cominciano a ridefinire le proprie categorie,
che si possono chiamare Rentiers, cioè coloro che iniziano a lavorare nella categoria del
turismo, affittando carrozze e organizzando il viaggio, e Tour-ists, dove inseriscono una
parola francese “tour” per dire viaggiatori;
2. Il viaggio da diporto, che è una caratteristica borghese ottocentesca, ovvero l’idea di un
viaggio di intrattenimento, quindi non necessariamente un viaggio per visitare una rovina
archeologica o un monumento;
3. Gli effetti dell’industrializzazione;
4. I mezzi di trasporto, che variano notevolmente con le rivoluzioni industriali, quali le diligenze,
che diventano carrozze, che si strutturano attraverso dei sistemi di servizi sociali sempre più
raffinati; i piroscafi, grazie ai quali tra 1825 e 1840 nascono le società dei piroscafi a vapore;
5. Nascono le prime ferrovie tra 1839 e 1850, inizialmente nel Regno delle due Sicilie, Napoli-
Portici, successivamente poi Milano-Monza, Padova-Mestre e Pisa-Livorno;
6. Nascono le prime guide organizzate per seguire le rotte: di cui la prima più famosa (1820) è
“Travels on the Continent” di Mariana Stark, nobile britannica, che individua un tragitto che
da Londra va a Parigi, da Parigi a Chamonix, quindi ai piedi del Monte Bianco, e da Chamonix
entra in Italia, dove, dopo aver attraversato tutta la penisola, si arriva a Pompei, che era una
grande area attrattiva per i viaggiatori europei.
1850-1870 si pongono le basi del viaggio organizzato con la Thomas Cook Agency. Prototipo di
azienda che inizia a muovere un’idea di economia del turismo orientata alla borghesia grazie anche
alle convenzioni con le ferrovie che stavano crescendo in quegli anni. Oxford e Brighton erano le
prime mete per il turista inglese, e di conseguenza le città iniziavano ad accogliere strutture di
enertainment per il viaggiatore (pier).
Gli inizi degli anni 60 sono caratterizzati dai primi itinerari, in collegamento con il romanticismo, alla
scoperta di castelli specialmente tedeschi, passando a Parigi ad arrivando sulle alpi.
L’italia del turismo arriva intorno al 65 (Sorrento-Amalfi-Ischia-fino alla Sicilie).
Particolare attenzione è data alla area del Lago di Como, dove molti inglesi trovarono attenzione nel
costruire abitazioni.
Nel 1870 il turismo si allarga verso la Grecia e tutto il mediterraneo.
Nel 1880 La cultura del mistero spinge i viaggiatori in Egitto, che diventa una meta di grande
interesse.
Gli anni 80 sono caratterizzati dai primi Tour World, per i più ricchi, capaci di durare anche più di
200 giorni.
Nella fase finale dell’800 l’attenzione si sposta ai soggiorni invernali, ovvero in quei posti dove
passare le stagioni più rigide, tra i quali Nizza spicca su tutti.
Cresce poi anche il turismo termale a livello curativo, di cui un esempio è Salice Terme.
Successivamente nascono manuali per il turista in cui si inseriva di tutto, dall’itinerario di viaggio a
note tecniche sull’uso di monete, dei francobolli, mappe ed erano gli antenati delle nostre guide
turistiche.
La riscoperta della montagna diventa uno dei grandi topos. Troviamo un avvio anche della
narrazione del paesaggio e del luogo della montagna come luogo di riscoperta (da un lato c’è
l’eredità del romanticismo, il rapporto tra uomo/natura in questa stagione di modernizzazioni
tecnologiche; dall’altro c’è la riscoperta della scienza, della natura, della pittura e della musica, della
scienza attorno alla montagna, e poi l’avvio delle scalate che diventano anche degli strumenti politici
per gli stati nazionali, con la formalizzazione e nascita dei club alpini)
In questa stagione di crescita del turismo vi è il mito della riscoperta dei luoghi lontani, inesplorati e
misteriosi, tra cui le spedizioni di Livingston alle sorgenti del Nilo, spedizioni nella foresta
Amazzonica, che erano tutte spesso connesse (soprattutto in Asia e Africa) a operazioni di matrice
coloniale, quindi un imperialismo coloniale, che però cominciano a produrre anche un interesse e
fascino verso culture e mondi altri. Esisteva un fascino stereotipato, perché ci stiamo avvicinando
all’epoca dei nazionalismi esasperati che diventano anche l’epoca del mito della razza, però esiste
questa sorta di dicotomia tra un fascino per il mondo lontano ed esotico e un’idea di civilizzazione
e superiorità razziale che comincia ad intrecciarsi alle dinamiche dell’imperialismo.
Il turismo p