Storia contemporanea
L’età contemporanea inizia tra fine 800 inizio 900 = le rivoluzioni tecnologiche (navi a vapore,
telegrafo, ferrovie) rimpiccioliscono il mondo e cambiano società, economia, culture. È un periodo
di grandi migrazioni grazie alle navi più veloci, aiutando a diffondere di più il mondo delle Americhe.
14 milioni di italiani migrano verso Nord America, New York e New Orleans e Sud America, Uruguay
e Argentina, con un censimento a quei tempi di 23 milioni di abitanti in Italia (quindi circa il 20% di
essi si sposta). Di conseguenza cambia anche il rapporto tra gli stati e il rapporto spazio e tempo.
Si entra nel culmine dell’imperialismo in questo periodo.
L’800 era stato un periodo molto lungo, dove con la Rivoluzione Francese il mondo cambiò
tantissimo, perché si rompe il rapporto tra chiesa e stato (primo stato nobiltà, secondo stato clero,
terzo stato né nobiltà né clero, tutto il resto). Il terzo stato con la Rivoluzione Francese inizia ad
avere un ruolo importantissimo, diventa fonte di potere (al contrario prima il nobile sotto la luce
divina era al potere), quindi il cittadino ha diritti e doveri. => avvio processi di democratizzazione e
irruzione del popolo e della massa nella società.
La Gran Bretagna era un’avanguardia a quei tempi con la “Pax Britannica”, infatti furono i primi a
globalizzarsi. Avevano una grande capacità piratesca, grazie al permesso dalla regina di assalire e
saccheggiare le navi nemiche spagnole, che portarono alla creazione di reti navigatorie e una
potente influenza marittima a livello globale. (furono i primi) Per farlo iniziarono costruendosi piccoli
punti d’appoggio e di controllo strategici. Fecero numerosi scontri con la Russia per il controllo delle
rotte.
L’Africa a quei tempi non era sotto il controllo europeo, tranne pochissimi territori, infatti era
principalmente territorio Africano, mentre alla fine del secolo cambiò tutto e buona parte dell’Africa
era controllata dall’Europa; più nello specifico da Francia, Belgio, Gran Bretagna, Italia e Germania.
(frutto dell’imperialismo) Questa spartizione africana avviene principalmente per interessi
economici, quali le materie prime prodotte in quei luoghi, e per il permesso di dare grandi
investimenti pubblici alle imprese private.
Tutto ciò produce una crescita di competizione tra le grandi potenze, infatti diventa sempre più
difficile accordarsi e si crea una situazione duplice, infatti le potenze iniziano a dividersi in gruppi.
Infatti nonostante sia un periodo di globalizzazione, gli stati iniziano a chiudere i propri confini.
Tra fine 800 e inizio 900 iniziano ad esserci crisi di avvicinamento, e nascono cosi le prime tensioni
che portarono poi alla Prima Guerra Mondiale. Come per esempio la competizione tra Londra e
Berlino per il controllo dei mari, tra Londra e la Russia per il controllo dei punti strategici dell’Asia.
Cosi nascono due scenari differenti nell’Europa alla vigilia della Prima Guerra mondiale: la Triplice
Alleanza (Impero Austro-Ungarico, Germania e successivamente anche Italia e Ottomani) e la
Triplice Intesa (Gran Bretagna, Francia e Russia), che saranno in contrapposizione poi durante la
Guerra.
INIZIO GUERRA
La Prima Guerra Mondiale viene considerata l’inizio dell’età contemporanea o di un secolo breve
che inizia con la guerra e la Rivoluzione Russa fino alla fine dell’Unione Sovietica.
Nel 1914 ci fu quindi un periodo di crisi, soprattutto con l’assassinio dell’arciduca Francesco
Ferdinando a Sarajevo il 28 Giugno 1914, erede al trono d’Austria di suo fratello Massimiliano. Egli
venne ucciso da un terrorista appartenente ad un gruppo anarchico (la “mano nera”). Questo
attentato libera tutte le forze e le contraddizioni del periodo precedente che sfociano poi con l’inizio
della guerra. Produce la reazione austriaca e di lì a poco si scontreranno i due blocchi.
- Il 23 Luglio l’Austria lancia un ultimatum alla Serbia che implica il conflitto perché la Serbia
era quasi costretta a non accettare e cosi fece infatti.
- Il 28 luglio quindi l’Austria attacca militarmente la Serbia. Poco dopo la Russia e la Germania
si mobilizzano e successivamente con più lentezza anche i Britannici e i Francesi. L’Italia
inizialmente decide di non intervenire nonostante fosse alleata con le altre potenze della
Triplice Alleanza. (il loro era un patto di difesa ovvero che gli stati erano obbligati ad
intervenire solo per difenderne un altro appartenente all’alleanza, quindi in quel momento
non erano obbligati a partecipare). In Italia iniziano ad esserci conflitti interni tra interventisti
(come per esempio D’Annunzio) e i neutralisti (ovvero i socialisti, i cattolici, per esempio
Giolitti) per 9 mesi.
- Poi nel 1915l’ Italia entra, firmando il Patto di Londra, scelto dal Re Vittorio Emanuele III che
lo fa firmare dai ministri, non a fianco dei vecchi alleati, ma con le altre potenze della Triplice
Intesa contro l’Austria.
A quei tempi c’erano dei miti che dicevano che quella fosse una guerra rapida moderna e veloce,
uno scontro limitato. Invece era il contrario: era una guerra lunga, indolore (muoiono 20 milioni di
persone circa), che portò ad una pandemia, la febbre spagnola, che si diffuse verso la fine della
guerra nel 1917 e proveniva dall’Asia. Non è una guerra classica come quelle del passato, ma una
guerra di “massa”, perchè ogni stato è obbligato a partecipare, e “totale”, perché non c’è solo
bisogno dell’impiego fisico delle persone ma di tanto altro, perché condizionava tutto e tutti, anche
l’economia per esempio.
Infine si arrivò a dire che la Prima Guerra Mondiale fu una guerra di LOGORAMENTO: cioè una guerra
lunghissima, devastante e che produsse effetti inediti.
Nascono le trincee durante questo conflitto, ovvero fortificazioni militari difensive costituite da un
fosso lineare scavato nel terreno per ospitare le truppe al suo interno. La vita in trincea presuppone
un grande numero di effetti collaterali, quali la nascita di problemi mentali e psichiatrici molto forti
=> “Shellshock”, ovvero lo shock da bomba. (Linea Maginot, in Francia)
Era una guerra che portò alla mobilitazione di massa, che era molto importante, e l’economia era
tutta indirizzata alla guerra (cannoni, mitragliatrici e artiglieria sempre + fortificata, per le uccisioni
di massa).
Le costituzioni vengono sospese, per limiti alla mobilità e ad altre attività; infatti ci sono nuove
regole rigidissime, che possono rafforzare i poteri esecutivi.
I nazionalismi del tempo portano all’Union Sacrè che dice che tutti devono collaborare nonostante
qualcuno abbia idee politiche, religiose e culturali differenti.
Entrano in gioco comportamenti irrispettosi per i diritti umani, quali per esempio i genocidi
(Genocidio degli Armeni, che devono scappare in Libia e altri paesi mentre il loro territorio veniva
invaso), infatti le minoranze non vengono più integrate ma perseguite. Il genocidio era un evento
traumatico e drammatico che provocava numerosi morti.
Si iniziò a sviluppare l’utilizzo di gas nelle lotte e nelle trincee e la nascita di campi di concentramento
(e non di sterminio per il momento) => Lagher, di origine boema e che in Sud Africa significa recinto;
venne utilizzato dai Britannici per rinchiudere gli Africani.
- Tra 15 e 17 vi sono numerose battaglie importanti, quali per esempio quella dell’Isonzo e la
Guerra Bianca. Nessuno sembra vincere né da una parte né dall’altra.
IL 1917: L’ANNO DELLA SVOLTA
- Il 1917 si apre con una svolta. A Gennaio viene scoperto il telegramma Zimmermann, con cui
la Germania cercava di stabilire un’alleanza con il Messico (primo produttore al mondo di
petrolio). Gli USA ne approfittano per avviare propaganda e avviare un partecipazione alla
guerra.
- I Britannici invadono Bagdad, che si trova al centro di aree dove i Britannici avevano
individuato un bacino petrolifero che gli interessava (petrolio e geopolitica tema cruciale)
- 12 marzo 1917, inizia la Rivoluzione Russa, che era divisa in due fasi, quella di Febbraio e
quella di Ottobre, che cambiò la storia russa e del mondo:
1. in quella di Febbraio si innesca un processo guidato dai Soviet, che erano dei circoli
inventati dal comunista Trotskij, che nasce dai militari che capiscono di voler cambiare
l’andamento della guerra. Così fu costretto ad abdicare lo Zar Nicola II e iniziò la fase dei
governi provvisori, dove la Russia prima prova a rilanciare l’esercito nella guerra. Ciò non
succede perché prendono il potere dei socialisti riformisti, i Menscevichi, (i loro
oppositori sono i socialisti rivoluzionari, cioè i Bolscevichi, come Trotskij e Lenin, che
concepiscono il bisogno di una rivoluzione per cambiare la Russia).
Tra Febbraio e Ottobre la Russia continua la guerra e arriva in patria in Aprile Lenin che
prima era in guerra, grazie al via libera della Germania. Egli pubblica le “Tesi di Aprile”
con cui stabilisce forme di rivoluzione bolscevica, in cui l’obiettivo è quello di uscire dalla
guerra.
LA RUSSIA ESCE DALLA GUERRA
2. In quella di ottobre ci fu un colpo di stato da parte dei Bolscevichi alla capitale. Nacque
quindi una fase nuova: i Bolscevichi iniziarono un processo rivoluzionario di
comunizzazione del paese. Ciò però portò ad una guerra civile (Armata Rossa vs Armata
Bianca) di 3 anni, che finisce con l’Armata Rossa, guidata da Trotskij, che vince nel 1922
e che fa nascere l’URSS di Lenin.
- Poco dopo ci fu anche l’intervento degli USA, che però entrano effettivamente nel Gennaio
del 1918, con il testo dei 14 punti di Willson, ovvero una piattaforma che vuole rivoluzionare
la diplomazia internazionale, formando un punto comune dove prendere decisioni insieme
(cioè la Società Delle Nazioni), e nella quale critica l’imperialismo e il nazionalismo. Ingresso
alla guerra servì semplicemente e unicamente per dar vita alla nuova piattaforma politica di
Willson.
Il conflitto della Prima Guerra Mondiale porta all’esasperazione dei nazionalisti e ai miti degli stati
nazionali.
È la guerra dei popoli contro i popoli che porta a numerosi morti specialmente dei ceti più bassi.
L’economia e la politica, come detto erano orientate sulla guerra con la produzione costante di
materiale bellico. Le industrie iniziano a lavorare secondo la catena di montaggio e le città si
riempiono sempre più di province con fabbriche voluminose. Il più grande esempio di catena di
montaggio lo si ha nella realizzazione della Ford T, ovvero la prima macchina sul mercato a
disposizione delle famiglie borghesi.
A quei tempi Milano era centro di grandi industrie, a causa anche dello sfruttamento del naviglio.
Questo processo verrà portato avanti fino agli anni 70 del 900 dove nasceranno più costruzioni per
i servizi dei cittadini.
Vincitori guerra: Gran Bretagna, Francia, Italia (Grecia, Romania, Portogallo e Belgio vincitori
secondari)
Alla fine della guerra ci furono circa 20 milioni di morti.
Le conseguenze immediate della guerra sono:
- La Conferenza di Parigi: dove si decide di firmare una serie di trattati (quello di Versailles,
per esempio, castello vicino a Parigi) con le potenze sconfitte: La Germania, dove crolla
l’impero e nasce la repubblica di Weimar e di conseguenza una democrazia; L’impero Austro-
Ungarico, che crolla e viene frammentato in stati più piccoli; L’impero Ottomano che crolla
anch’esso e dà vita a tantissimi stati piccoli.
Cosi nel 1919 si prova a riorganizzare il mondo post guerra senza però contare che delle novità
stanno emergendo fuori dall’Europa:
- gli USA stanno diventando una grande potenza internazionale, sempre più aggressiva dal
punto di vista economico. Nel 1914 si inaugura il canale di panama, che permette agli USA
di spostarsi dall’Oceano Pacifico all’Oceano Atlantico molto rapidamente; questo fu
importante quanto l’apertura per la Gran Bretagna del canale di Suez. Con il presidente
Woodrow Willson, gli USA costituiscono un nuovo piano, la SOCIETA DELLE NAZIONI: ovvero
una struttura formata da un’amministrazione, un consiglio degli stati membri, un’assemblea
rappresentativa e diverse strutture. Era un piano introdotto nel Patto di Versailles, nel quale
non ci entrano però le potenze sconfitte, la Russia, perché ancora impegnata nella guerra
civile e gli Stati Uniti, perchè i repubblicani votano contro la partecipazione ad esso, quindi
si isolano nel periodo del 1920.
- Dall’altra parte c’è la Russia con Lenin, che sta vincendo la guerra civile russa, e viene
nominato presidente del consiglio dei commissari del popolo della Russia Sovietica (1917-
1924).
La pace che si costituisce al termine della guerra è una pace molto precaria, dove gli sconfitti
vengono privati delle loro colonie e vengono divisi.
- Nascono nuovi stati: stato libero d’Irlanda, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Finlandia, Ungheria,
Polonia, Lituania, Lettonia e Estonia.
- La Germania viene considerata la colpevole dello scoppio della Prima Guerra Mondiale,
quindi ci fu una punizione per la nazione tedesca (ma non eliminazione), che provocò la
perdita di territori, la smilitarizzazione della Renania (impresa siderurgica), il pagamento di
debiti ai francesi e ai britannici.
- Scomparirono vecchi imperi ma nacquero nuovi imperialismi: L’Impero Ottomano si ridurrà alla
sola Turchia, uno stato nazionalista laico, dove il punto chiave nel tempo diventerà l’esercito .
Nasce come conseguenza dello scioglimento l’Arabia Saudita, grande produttore di petrolio.
Siria e Libano vengono tolti alla Francia, mentre Palestina e Iran alla Gran Bretagna. Nel trattato,
si dice inoltre, che lo scopo sarebbe stato quello di aiutare i popoli ad essere indipendenti.
Presto, però, questi stati verranno utilizzati ancora una volta come Colonie.
- In questo periodo i nazionalismi non si placano, anzi si traslano anche nei nuovi stati neonati e
ciò rischia di creare tensioni e scontri micro-nazionali.
- Assenza USA e isolamento nuova URSS
DUREZZA DEL DOPO GUERRA
La vita di tutti i giorni diventa difficile perchè, tutti gli stati si sono impoveriti, i mercati si muovono
più lentamente e difficile riorganizzazione dei modelli economici. Difficile riammissione nella società
dei reduci della guerra, a causa dei numerosi feriti. Tensione sociale dovuta a quelle persone che
hanno perso il loro posto nella società. Società fragili e deboli
L’influenza di Lenin del tempo, con il suo governo comunista, scuote anche Messico e Stati Uniti e
mette in allerta anche le popolazioni europee, quali Italia e Francia in particolare. In Germania la
repubblica è contesa tra estrema destra ed estrema sinistra, portando tensioni all’interno dello
stato. => nasce così il BIENNIO ROSSO (1919.-1921): anni di grandissime tensioni sociali, problemi di
fame, malattie (febbre spagnola, tifo).
c’è l’avanzata dell’armata rossa in Russia e la graduale formazione dell’URSS. Essi spostano la
capitale da San Pietroburgo, a Mosca. Lenin e Trotskij cercano di influenzare gli stati ad aderire al
comunismo, e ciò porta conflitti con i partiti socialisti. Col tempo il comunismo si sviluppa
principalmente in Italia, Francia, Germania, Belgio e Cecoslovacchia. In Baviera, invece, ci sono
trentativi di rivoluzioni comuniste, ma vengono rapidamente represse.
Si creano momenti di grandi difficoltà in Germania e in Italia.
Crisi franco-tedesca.
L’ITALIA
L’Italia era un paese di recente unificazione: era la sesta grande potenza del mondo ed era sempre
in crescita, seppur in maniera contraddittoria: l’agricoltura era prevalente e si stava formando una
grossa base industriale, ma allo stesso tempo c’era una scarsità di capitali e l’emigrazione era alta.
Infatti l’emigrazione verso le Americhe era molto forte, ma durante la guerra l’ondata rallentò, fino
a quando negli anni 20 iniziarono ad emigrare in Europa, nonostante fossero ancora flussi bassi.
I governi italiani non avevano mai frenato l’emigrazione perché secondo loro riduceva i costi della
popolazione italiana e dava ossigeno alla crescita più organica dello stato.
L’italia si trova in grandissime difficoltà nel dopo guerra a causa della crescita demografica tra fine
e inizio secolo, dello sviluppo dell’agricoltura al nord molto moderna, della formazione del triangolo
di industrie MI-TO-GEN e della mancanza di investimenti esteri.
L’Italia, inoltre, rimasta sempre uno stato liberale con una democrazia limitata, fu colpita da questa
stagione delle guerre che creò numerosi scompensi tra destra e sinistra storica.
Giolitti, a capo nei primi anni del 900 continuava a non dare una grande presa politica, puntando
sempre a una politica di negoziazione in un’Italia che nel post-guerra era tutt’altro che protetta e
organizzata e dove la politica è sempre più forte.
Il paese stava passando un trauma sociale molto rilevante, dove le masse vogliono partecipare alle
decisioni politiche.
La guerra sconvolse tutto, portando ad un lungo dibattito politico sull’intervento in guerra e
sull’organizzazione del dopoguerra. Nel 1915 il Patto di Londra, che alimenta il clima nazionalista,
aveva promesso all’Italia i territori dell’Istria e della Dalmazia; ma non gli vengono dati quindi gli
italiani si sentono traditi, soprattutto da Willlson il quale aveva detto di no al principio di
autodeterminazione dei popoli, e tutto ciò portò alla creazione quindi di malumori.
Inoltre ci furono problemi economici enormi, a causa delle industrie che dovevano rimettersi a
funzionare, perché la loro espansione con le guerre si è bloccata, e la Disfatta di Caporetto (1917)
aveva rimesso in discussione la capacità
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