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Storia del turismo

Lezione 1: Turismo e sviluppo economico, 1° parte

Lezione 2: Turismo e sviluppo economico, 2° parte

Lezione 3: Le vacanze nell’antichità; la nascita del turismo religioso

Lezione 4: Pellegrinaggi, giubilei e Grand Tour

Lezione 5: La nascita del turismo in Inghilterra: le terme e il mare d'inverno

Lezione 6: Altri turismi: il mare d'estate, la montagna e i parchi naturali

Lezione 7: Dal turismo di massa al turismo post-moderno

Lezione 8: Il Mediterraneo nel turismo del '900, gli Stati Uniti

Lezione 9: Il turismo nei paesi in via di sviluppo

Lezione 10: Seychelles, Maldive ed Estremo Oriente

Lezione 11: Il turismo italiano alla vigilia della Grande Guerra

Lezione 12: Il turismo italiano dagli anni Venti agli anni Novanta del '900

Lezione 13: Modelli di sviluppo turistico regionale in Italia, Venezia e Cortina

Lezione 14: Modelli di sviluppo turistico regionale in Italia, Emilia Romagna e Sicilia

Lezione 15: Modelli di sviluppo turistico regionale in Italia: Sardegna, Trentino – Alto Adige e Abruzzo

Lezione 16: Organizzazione turistica: hotel e catene alberghiere

Lezione 17: Tour operator

Lezione 18: Conclusione del corso e ripasso generale

Capitolo primo – Turismo e sviluppo economico: un problema aperto

Il turismo come mercato

Possiamo pensare al turismo come a un mercato, dove si vendono beni e servizi. Quando si va in vacanza si prenotano hotel, biglietti, aerei, si mangia al ristorante, etc. Se parliamo di mercato (qualsiasi mercato) dobbiamo studiarne:

  • La domanda e i fattori che la influenzano = aumento del reddito procapite + tempo libero.
  • L'offerta e i fattori che la influenzano = interventi pubblici + associazionismo.

Fattori di stimolo della domanda (reddito e tempo libero)

Il reddito e la curva di Engel

Le statistiche sui consumi mettono in evidenza che la spesa turistica diventa importante solo quando il reddito supera una certa soglia. L’industrializzazione e l’aumento del reddito hanno contribuito alla crescita del settore, in quanto hanno ampliato le fasce sociali in grado di raggiungere tale soglia. Le vicende del turismo inglese da questo punto di vista sono esemplari: inizialmente solo gli aristocratici si trasferivano in estate nelle città termali, poi arrivarono i borghesi e infine gli operai. Il turismo di massa è stato reso possibile proprio dall’aumento delle remunerazioni del lavoro dipendente.

Engel è stato un celebre statistico tedesco, uno dei primi a spiegare la crescita del consumo di servizi turistici, in particolare si era occupato di capire come varia la spesa della famiglia in base al reddito. Egli affermava che “più povera è una famiglia, maggiore sarà la sua spesa totale destinata agli alimenti”. La spesa turistica si comporta diversamente dalla spesa alimentare, perché diventa importante quando il reddito supera una certa soglia. Ampie fasce di popolazione hanno superato questa soglia di reddito grazie a due fenomeni:

  • Il processo di industrializzazione (in UK a partire dall’inizio dell’800, nel resto dell’Europa fino al 900) = aumento del reddito nazionale.
  • Alta elasticità rispetto al reddito = al variare del reddito, c'è una variazione immediata della spesa turistica quando questa è una spesa di lusso.

Spiegazione del consumo turistico:

Povertà % spesa per alimentazione ↑ → ↑1 reddito (più che proporzionale) della % spesa turistica ↑ → ↑

L'idea di Engel viene molto criticata, ma aiuta a capire che nel lungo periodo il turismo ha seguito delle fasi:

  • Da bene di lusso (alta elasticità rispetto al reddito)
  • A bene normale
  • A forse… bene di necessità (anelastico)

Quindi questo ci mostra che per un certo periodo la vacanza è stata considerata un bene di lusso con un’elasticità molto elevata. Ci sono altri fattori che influenzano la domanda turistica oltre al reddito:

  • L'urbanizzazione e il desiderio di vacanza = tanta gente va in città.
  • I prezzi relativi = alcune mete diventano accessibili a tutti + sono legati alle svalutazioni della moneta (d’altronde la debolezza della lira ha ridotto il costo di una vacanza in Italia per uno straniero, favorendo l’arrivo di molti turisti).

Infatti, prima del turismo di massa le località da cui scegliere non erano molte, ma soprattutto il prodotto vacanza non era standardizzato e quindi la scelta dei luoghi in cui villeggiare aveva molto a che fare con lo status sociale.

Tempo libero come pre-condizione

La nascita del turismo è strettamente collegata con il turismo, il tempo libero è infatti da considerarsi come pre-condizione per andare in vacanza:

  • Antica Roma: il tempo libero era un diritto rivendicato per nascita o condizione sociale. L’ozio riservato ai nobili (tempo libero per riposarsi, meditare e ritrovare sé stessi attraverso la lettura, l’attività fisica, etc.).
  • Alto Medioevo: l’ozio veniva concepito come la causa dei vizi umani, il tempo libero era il tempo in cui secondo loro il demonio poteva indurli in tentazione e quindi il lavoro era l'unica cosa che dava dignità.
  • Basso Medioevo: le cose cambiano perché venne recuperata una dimensione ludica della vita degli uomini e fra ‘300-‘400 si avvia un processo di secolarizzazione.
  • Età moderna (1500-1700): l'ozio risulta accettabile ma solo per l'aristocrazia; era diffusa l’idea di dover contenere i passatempi dei poveri perché se le classi sociali avessero avuto tempo libero lo avrebbero usato per ubriacarsi o fare altre cose.

I divertimenti popolari vennero spesso guardati con ostilità, infatti gli industriali inglesi cercarono di contrastare le riduzioni dell’orario lavorativo in quanto sostenevano che i lavoratori non avessero la preparazione morale e culturale per usufruire dell’ozio. La conquista del tempo libero fu quindi per il ceto operaio anche una lotta per il proprio riconoscimento sociale.

  • Rivoluzione Industriale: il tempo libero e il tempo di lavoro si separano (c'è un’organizzazione del lavoro, si stabilisce un tempo per lavorare e uno per riposarsi). Nella fase precedente all’industrializzazione il tempo libero era davvero poco.
  • A partire dal '800 il tempo libero viene influenzato dalla durata della giornata lavorativa, e si verifica qui un cambiamento delle ore lavorative.

Il monte ore lavorativo

Il MONTE ORE LAVORATIVO dedicato al lavoro dipende da:

  1. Durata della giornata lavorativa: progressiva riduzione dall'Ottocento, soprattutto dopo la crisi del '29 per contenere la disoccupazione.
  2. Giornate di ferie retribuite: riconosciute da contratti collettivi in Europa, in USA lasciate a contrattazione aziendale.
  3. Feste nazionali.

Per quanto riguarda la riduzione dell’orario giornaliero, nel periodo tra le due guerre gli USA disponevano di una settimana di ferie retribuite mentre gli Europei ne vantavano due. Dopo la 2° guerra mondiale la lunghezza delle giornata lavorative torna ad essere superiore in USA fino ai nostri giorni.

Il MONTE ORE in generale risulta oggi più alto in USA che in EUROPA grazie a:

  1. Disuguaglianza di reddito = spinge lavoratori americani a basso salario a lavorare di più e disincentiva quelli ad alto salario a lavorare di meno (ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri).
  2. Etica protestante = incentiva il lavoro americano, impone ai fedeli di lavorare di più.
  3. Potere sindacale in Europa.

In conclusione, quello che emerge nel corso del ‘900 è una generalizzata riduzione del tempo di lavoro e la progressiva comparsa di ferie retribuite. Solamente da questo momento in avanti si creano le condizioni adatte per passare dal turismo d’élite a quello di massa.

Fattori di stimolo dell'offerta (intervento pubblico e associazionismo)

L’intervento pubblico

L’insieme eterogeneo di beni e servizi può trasformarsi in un prodotto turistico seguendo tre modelli:

  1. Community model: modello europeo (la pubblica amministrazione locale fornisce un’attività di coordinamento ai diversi operatori del settore turistico, es. una regione che dà contributi per ristrutturare case da affittare ai turisti).
  2. State and community model: modello francese (lo Stato garantisce una programmazione generale e poi le amministrazioni locali si occupano dei dettagli).
  3. Corporate model: modello americano (una grande impresa leader di un settore garantisce un coordinamento alle altre imprese).

Nei primi due modelli europei, gli enti locali hanno un ruolo determinante sia nella fase di invenzione del prodotto sia per quanto riguarda la sua promozione. Durante la prima metà dell’800 nelle città sul mare vennero realizzate strade per le passeggiate, dalla seconda metà dell’800-1° guerra mondiale nuove attrattive furono create attraverso la spesa pubblica municipale. In Italia viene fondato l'ENIT (ente nazionale per le industrie turistiche) nel 1919, il quale si impegnò su tre fronti fondamentali:

  • Propaganda (far conoscere i luoghi in giro).
  • Formazione (formare personale che poi interagisca coi fruitori del servizio).
  • Statistiche (importante perché sottolinea un approccio scientifico).

Il contributo dell’associazionismo

Le associazioni crearono un mercato suscitando l'intesse per un determinato tipo di ambiente (es. Tour Club Italiano), affiancano le imprese del settore turistico fornendo varie attività, tutelando le destinazioni dei turisti (a tutti piace andare in luoghi non inquinati etc.).

  • Migliorano l'offerta dei privati con proposte aggiuntive per il tempo libero.
  • Tutela delle risorse ambientali alla base dello sviluppo turistico.
  • Stimolano la creazione di imprese: molti tour operator sono stati creati da persone che avevano maturato il know how nell'associazionismo che organizzavano svariati tipi di viaggi per i soci.

Moda-cultura e il ciclo di vita delle località turistiche

La moda

Il turismo è affetto da questo fenomeno, ed ha segnato una parallela evoluzione dell’andamento economico delle località turistiche (es. Bath e Brighton da turismo curativo a centro residenziale). Questo aspetto ciclico è stato colto attraverso il modello del ciclo di vita di Butler (1980). È un adattamento del ciclo di vita dei beni di consumo etc. delle località turistiche. Sviluppa sei fasi di esplorazione:

Fasi del modello di Butler

  1. Fase di esplorazione
    • Una località viene scoperta dai primi visitatori ma presenta una mancanza di attrezzature e vie di comunicazione.
    • Contatti tra i pochi turisti e popolazione locale.
    • Esempio: l’arrivo dei primi turisti inglesi a Sanremo per il "turismo curativo".
  2. Fase di coinvolgimento
    • La presenza dei primi turisti incentiva il settore pubblico a migliorare le infrastrutture per il settore turistico.
    • Parte del settore privato sposta capitali dall’agricoltura verso questo settore in crescita.
    • Esempio: interventi amministrativi a Sanremo.
  3. Fase di sviluppo (momento d’oro di un’attività turistica)
    • Aumento del numero di turisti che supera il numero dei residenti.
    • La località è ormai entrata nel circuito turistico e sfrutta gli investimenti dall’estero.
    • Può verificarsi un momento critico in cui investimenti non regolati possono causare deterioramento se non interviene l’autorità pubblica.
    • Esempio: alcune coste mediterranee negli anni '70-'80 (Costa Brava, Spagna).
  4. Fase di consolidamento
    • Si verifica una diminuzione del tasso di crescita dei visitatori.
    • La località è già affermata e conosciuta.
  5. Fase di stagnazione
    • Strutture e caratteristiche diventano fuori moda.
    • È quindi necessario conservare la clientela abituale.
  6. Possibili soluzioni finali: declino o rinnovamento
    • Fase del declino
      • Riconversione di strutture costruite in passato per altri usi.
    • Fase di rinnovamento
      • Attivazione di un secondo ciclo di Butler. Esempi opposti di Rimini (OK) e del Lido di Venezia (KO).

Questo modello di Butler ci permette di apprezzare alcuni elementi molto importanti:

  • Collaborazione tra pubblico-privato
    • Fase di coinvolgimento: per la creazione di infrastrutture.
    • Fase di sviluppo: per conservare le risorse naturali e garantire longevità turistica.
    • Fase di stagnazione: per riprogettare lo sviluppo turistico delle località.
  • Eccezioni al ciclo di Butler: Costa Smeralda e centri turistici del terzo mondo (es. Malindi).

Il contributo del turismo allo sviluppo economico

Il problema è sentito soprattutto quando si considera il turismo nei paesi poveri (Egitto, Kenya, Thailandia). Da un lato il turismo può contribuire allo sviluppo economico perché porta valuta pregiata. Dall'altro può generare un flusso di importazioni che neutralizza l'effetto positivo sulla bilancia dei pagamenti.

Infatti, si sosteneva che se un paese è costretto ad importare tutto ciò che serve per fornire i servizi di ospitalità e intrattenimento ai turisti, allora il suo impatto complessivo sull’economia rischia di non essere positivo.

Il contributo del turismo allo sviluppo economico

In parecchi paesi asiatici e africani la % è molto alta (Kenya tra 29%-17%) a differenza dei paesi occidentali (Italia tra 12%-15%). Per misurare il contributo del turismo si è ricorsi al moltiplicatore del reddito, che calcola l'incremento del reddito (salari, profitti etc.) che si verifica nell'economia di un paese al variare del livello e della distribuzione della spesa turistica.

Per calcolarlo si considerano tre tipi di spesa:

  1. Diretta: riguarda alberghi, ristoranti, trasporti etc.
  2. Indiretta: è la spesa generata dal settore turistico che dipende dalla spesa diretta, che serve per fornire servizi (settore alimentari, nobili etc.).
  3. Indotta: la spesa diretta e indiretta aumenta il reddito che viene speso in altri settori dell'economia.

In generale, più un'economia è in grado di offrire beni e servizi richiesti dai turisti, maggiore sarà la proporzione di spesa iniziale che si trasforma in reddito nazionale e alto sarà il moltiplicatore. Al contrario, più un'economia si affida alle importazioni, minore sarà il moltiplicatore. Questo spiega il basso moltiplicatore del Kenya rispetto a quello di UK ed Egitto – i primi hanno un'economia più strutturata.

La differenza dei valori del moltiplicatore può anche essere dovuta dalle dimensioni del paese, infatti bisogna confrontarlo con quello degli altri settori economici. Ne deduciamo che:

  • L'impatto del turismo nelle piccole isole è minore rispetto agli stati di media e grande dimensione, perché l’economia delle prime è più indipendente dalle importazioni.
  • Il turismo risulta fortemente legato al resto dell'economia.

Il ruolo degli investimenti stranieri nel settore turistico di economie arretrate: positivo e negativo?

Dipende da:

  • Gli investitori e gli operatori turistici stranieri si affidano a imprese locali?
  • I turisti stranieri abitualmente si rivolgono ad ADV e TO, intermediari che a volte investono direttamente in strutture ricettive e altre volte firmano contratti con le imprese locali.
  • Centro turistico come enclave occidentale in PVS: è una forma di colonizzazione culturale? Diciamo di sì, in quanto questi investimenti, volti a soddisfare la domanda internazionale, sono diventati veicoli per la diffusione di comportamenti di stile occidentale.
  • In assenza di istituzioni pubbliche efficienti c'è il rischio di danni ambientali? Si, perché il turismo interviene modificando paesaggi e ambienti.

Da una ricerca degli USA del 2005 sappiamo che:

  • Gli investimenti stranieri nel settore turistico non sono in realtà così tanto estesi.
  • È più facile trovare investimenti nazionali piuttosto che stranieri.
  • Ruolo positivo delle imprese straniere: introduzione pratiche manageriali spendibili anche in altri settori, promozione internazionale, etc.
  • Importanza delle istituzioni pubbliche e della "tradizione turistica" (es. Egitto, capace di imitare le innovazioni introdotte dalle imprese più avanzate).

In conclusione, il turismo può essere veicolo di modernizzazione delle istituzioni economiche e sociali necessarie alla crescita economica. Tuttavia, da solo non può condurre nel lungo periodo un paese da uno stato di arretratezza economica allo sviluppo. Se si riduce infatti l'interdipendenza settoriale e l'impatto della spesa riduce la crescita.

Capitolo secondo - I primordi del turismo: le vacanze nell'antichità e la nascita del turismo religioso

Intro

Possiamo distinguere due grandi categorie di domanda turistica: viaggi e villeggiatura. Nel primo caso scorgiamo i primordi nei pellegrinaggi del 200-300 e nel Grand Tour. Il concetto di turismo come villeggiatura risale invece all’impiego del tempo libero nelle ville romane, si tratta di un turismo dedicato agli ozi e che sceglie luoghi non urbani.

Vacanze romane

Nell'antica Roma, la campagna e il mare sono due dei principali...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asiagall di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Cella Riccardo.
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