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Storia del teatro spagnolo

Lezione 1 - 21 settembre 2018

Il teatro aureo spagnolo come classe di studio

I libri e i manuali sono sempre stati usati dai professori, ma col tempo stanno diventando vecchi perché ora esistono nuove maniere di studio, di avvicinamento e di comunicazione nel campo teatrale.

Il secolo d'oro e la letteratura del 1900: queste sono le epoche più studiate. La prospettiva storica è importante perché ci serve per classificare i fatti letterari. Si può considerare una dimensione nazionale e un'epoca moderna. È necessario contestualizzare l'opera per conoscere il contesto storico e comprendere quando si sviluppa l'opera -> autopsia del testo. Connessione con fattori sociali, mentali e culturali del periodo dell'autore o dell'opera.

Il testo teatrale è sempre stato letto come un testo letterario standard, ma si è compreso che non è possibile leggerlo solo con la categoria narratologica. Allora si è fatto un cambio di prospettiva perché il testo teatrale è stato pensato per essere recitato e messo in azione, non per essere semplicemente letto come se fosse un qualsiasi libro.

L'intento di personalizzazione e ambizione tassonomica, ovvero il raggruppamento di drammaturghi in cicli o scuole, avviene perché gli storici vogliono mettere tutto in ordine.

Le biografie non sono interessanti ma continuano a essere insegnate. La lettura tematica e ideologica, attraverso la quale è possibile comprendere il messaggio dell'opera, riflette l'ideologia dell'epoca in cui furono scritte. Maravall inventò il termine di piramide monarchica.

L'influenza della censura e dei suoi meccanismi, ovvero come il drammaturgo si adatta a questa pressione, è un campo di studio importante. Si studiano drammaturghi individuali (Lope, Calderón, Tirso) perché le loro circostanze biografiche incidono sul loro modo di scrivere. Esiste una specializzazione verticale verso un poeta in particolare: per conoscerlo bene la domanda è: questo può migliorare l'autore?

  • I tre grandi
  • La seconda fila
  • La terza fila
  • I minori e epigoni

La fissazione dei testi (una delle occupazioni principali degli studiosi) è rilevante. Nell'epoca romantica (1833, con la morte di Ferdinando VII) si iniziarono a pubblicare le prime edizioni moderne e in quest'epoca esiste una libertà nella ricostruzione del testo e il tentativo di migliorare il testo originale. Fioriscono le antologie e le collezioni generali di opere come Hartzenbusch, Menéndez Pelayo e Catarlo, o di grandi istituzioni come la RAE. Le edizioni delle opere di Lope de Vega da parte di eruditi isolati.

Lezione 2 - 24 settembre 2018

Nel 1970, dopo la morte di Franco, inizia la vera filologia teatrale. Disinteresse o critica nell'epoca 1700. Abbiamo dati concreti sulla presenza di spettatori alle opere popolari che tanto erano oggetto di disinteresse da parte dei critici e degli eruditi. Alcune opere come Fuenteovejuna non si rappresentano più nell'epoca di Napoleone e nel 1700 perché rappresentano il popolo ribelle. Ma torneranno a rappresentare questa opera nel romanticismo.

L'epoca romantica segna un rinascimento del teatro spagnolo, e i romantici tedeschi come Schiller, Goethe, ecc. spinsero il teatro spagnolo, influenzando soprattutto Calderón. La letteratura e il teatro del secolo d'oro spagnolo furono amati da tedeschi e inglesi (amano soprattutto Il Don Chisciotte). Il teatro viene riconosciuto come il nucleo del popolo spagnolo e bisogna tornare al passato e all'epoca d'oro per recuperare l'identità del popolo spagnolo.

Vittorio Alfieri racconta i suoi viaggi all'estero, qualche giorno rimane in Spagna e ci dice che è un paese sporco e arretrato. L'unica cosa buona sono i cavalli e gli spagnoli, il suo giudizio è negativo.

La Spagna è considerata come un paese pieno di folklore con gente che non fa nulla e passa il suo tempo suonando la chitarra e sentendosi superiore agli altri. L'Italia, sotto influenza spagnola, sta male ma quelli che stanno bene sono tedeschi e inglesi che vanno a riscoprire autori teatrali spagnoli.

Molte opere teatrali sono lette e presentate come opere letterarie normali (come se fossero libri e racconti). Il drammaturgo non immagina la sua opera come libro ma come opera teatrale, poi stampa l'opera in un libro ma non si vede come un libro normale. Si studiano i versi, si chiariscono le fonti dei libri per vedere quale fu l'ispirazione delle varie opere teatrali. Si raggruppano anche le opere in generi diversi come se fossero cassetti separati (classificare tutto è un tratto comune tra gli uomini, è una necessità).

Aproximaciones recientes o nuevas

1970-2000: si preoccupano del luogo dove si rappresentano le opere (fuori, dentro, quanto pubblico poteva esserci nel teatro) e delle tecniche di rappresentazione. Si è aperta una nuova fase della filologia teatrale del testo drammatico: dove manca una parola non si aggiunge qualcosa di nuovo, si lascia l'opera così com'è (al massimo posso segnare una proposta a lato ma non la inserisco facendo finta di nulla come facevano nel passato). Approccio molto più serio al testo drammatico.

Statuto dell'"autore" e dell'"opera": questi due concetti cambiano molto in quest'epoca. L'autore può essere uno e molti. L'opera non sempre è definitiva.

Reinterpretazione secondo il nostro punto di vista di opere e testi scritti più di 400 anni fa. Si tratta di rovine del passato o di prodotti che ci possono dire qualcosa (perché li sentiamo come nostri e attuali). In questo campo molta influenza la dà il teatro attuale, per esempio il teatro del secolo d'oro ancora influenza molto il teatro attuale. In Italia anche si rappresentano opere vecchie come Pirandello, Goldoni, Tasso, Ariosto, ecc. Ma non si rappresentano molto come in Spagna perché preferiamo opere straniere. In Spagna il teatro del secolo d'oro è molto presente ed è parte del patrimonio spagnolo.

2000-oggi: al teatro si applicano le nuove tecnologie e per questo cambiano le maniere di comunicare (Machiavelli non ha un account Twitter, Lope de Vega ne ha uno perché è più "recente").

Espacios y tecnicas de representacion

È un campo che ha iniziato a avere rilevanza non molti anni fa. Si utilizzano mappe, opere dei teatri dell'epoca per vedere come si rappresentavano le opere nel passato. Interesse rinnovato per le fonti e i documenti che si analizzano attraverso archivi, conti, contratti (ci dicono tutto ciò che hanno speso per l'opera, i metri di stoffa per i costumi, il costo del cibo e il numero delle candele: questi non sono parte della letteratura ma ci dicono più cose su un'opera teatrale). Il testo teatrale può nascere come rappresentato, poi essere stampato e infine tornare a essere rappresentato (forse in modo diverso).

Ricostruzione di corrali e altri spazi: ora si sta lavorando con le ricostruzioni in 3D grazie alle nuove tecnologie che ci porteranno ad avere opere del secolo d'oro rappresentate da attori virtuali con costumi ricostruiti e tutto (attraverso ciò che sappiamo dai documenti). Valutazione di elementi come vestuario, attrezzo (l'insieme di elementi e attrezzi di scena come sedie e tutto) e utensili, scenografia, macchinari e tramogge (macchina per vento e vari effetti speciali).

Filologia del testo drammatico

Nel campo della filologia del testo drammatico si sono fatti molti progressi, il testo teatrale non si può studiare come un normale testo teatrale (in passato si studiavano come se fossero testi letterari normali). Secondo la signora Profeti si deve lavorare con i binomi testo-testo e testo-spettacolo per definire la differenza tra testo teatrale e testi letterari. Nelle opere di Lope e di Calderón vediamo solo "entra" "esce"; nelle opere di García Lorca vediamo linee e linee di spiegazioni su come deve essere lo scenario.

Studio del processo di fissazione testuale e dei suoi incidenti: i testi che abbiamo ora sono il risultato di molte evoluzioni e dell'intervento di molte persone (artisti, copisti, attori, il drammaturgo, ecc.) gli amanuensi e copisti anche si confondevano e cambiavano il testo per errore.

Estatuto del autor y de la obra

Si mette in discussione la figura dell'autore perché nell'opera teatrale possono intervenire altre figure e può essere che lui non sia l'unico autore. L'idea dell'autore come figura completamente relazionata, l'identificazione perfetta dell'autore con le sue opere è un'idea romantica che oggi non è possibile e non esiste (per esempio nelle serie TV ogni episodio cambia il regista).

Concetto di reti di drammaturgo: prima si studiavano solo i singoli autori ma ora si uniscono quelli che nelle loro opere attaccano le stesse persone e hanno gli stessi interessi.

Interesse per fenomeni come la scrittura su commissione (spesso con funzione encomiastica) perché gli scrittori avevano bisogno di lavorare per sopravvivere e quindi scrivevano opere nelle quali elogiavano i nobili anche se non pensavano esattamente ciò che scrivevano (non erano le loro opere migliori perché non volevano scrivere queste opere). Scrittura in collaborazione (scritta da 2-3-6-9 drammaturghi, quindi non si può identificare la figura dell'autore perché non esiste un solo autore), riscrittura (anni dopo gli autori riscrivono opere vecchie del loro passato), l'autoplagio (alcuni riscrivono frasi e parti copiate da opere vecchie di loro stessi).

Miglior definizione terminologica, perché poiché gli studi si sono avanzati molto rispetto al passato abbiamo molti più termini per identificare le diverse parti e persone del teatro (un tempo il drammaturgo si chiamava poeta, oggi non diciamo autore ma drammaturgo perché è più specifico).

Il problema delle opere "liquide" ovvero che non furono chiuse o forse terminate (la domanda è quale delle diverse edizioni è quella che dobbiamo seguire).

Rilettura dal presente

Alcune opere si identificano come opere migliori che devono essere studiate nelle scuole dagli studenti (opere canoniche che sono imprescindibili per tutti gli spagnoli). Si fissa un canone standard e questo è ciò che si segue nei programmi scolastici. Concetto di opere classiche con valori universali (anche se antiche continuano e continueranno a essere valide sempre) per esempio Fuenteovejuna fu dimenticata nel 1800 ma ora è quasi imprescindibile tra le opere spagnole. Ruolo della compagnia nazionale del teatro classico (fondata nel 1986) ci dice l'importanza del termine adattamento.

Lezione 3 - 26 settembre 2018

Il teatro come processo di comunicazione

Emisore - Messaggio - Ricevitore. La rappresentazione teatrale si chiama teatro quando esiste un pubblico. L'emisore nella tecnologia dell'epoca si soleva chiamare poeta. Per l'epoca del secolo d'oro il termine più comune era poeta; oggi studiosi parlano più di drammaturgo. Nell'epoca un poeta scrive testi che possono chiamarsi poemi drammatici (scritto in versi), scrive un poema drammatico con una caratteristica fondamentale ed è che non è pensato per la lettura ma per la rappresentazione.

Il ricevitore non è il pubblico ma l'autore. Attenzione, autore non è sinonimo di poeta. Con la parola autore di commedie si indica il capo di una compagnia teatrale, è il leader, il numero uno di una compagnia teatrale. Sarà poi questo autore che insieme ai suoi attori sarà l'autore di commedie, colui che si incarica di rappresentare quell'opera.

Ci sono vari livelli di paternità del testo e sono almeno due: il poeta e l'autore di commedie (il quale decide se alcuni passaggi si possono cambiare, aggiungere). Il testo smette di essere proprietà del poeta nel momento in cui il poeta lo vende all'autore. L'autore di commedie non ha nessuna legge che lo obblighi a rispettare il testo che ha appena comprato; nel momento in cui lo ha comprato è suo.

I librari non sono solo i negozi di libri ma anche stampatori. Se l'autore di commedie non è più interessato al testo lo può vendere a un librario ed è il librario che decide cosa fare con quel testo, può farlo diventare un libro per esempio. Il problema di questo è che quando l'autore ha il testo può fare le modifiche che vuole e se quello stesso testo viene fatto libro il messaggio può cambiare.

Il ricevitore cambia nella tipologia: ascoltatore o lettore. Negli ultimi anni ci sono ragazzi che non leggono certe opere, ma le ascoltano. Il canale cambia se è libro o e-book. Nell'epoca del 16-17 inizia a esistere il "privilegio di stampa" che dura 10 anni. Il testo teatrale si manifesta come un testo diverso dallo standard.

Teatro vs Letteratura

  • Il teatro è una forma di imitazione convenzionale. A volte c'è un attore e a volte più; l'attore finge di essere un altro fittizio e simula che non ci sia pubblico. Il pubblico accetta di assistere a un gioco e sospende l'incredulità. Esiste un patto (convenzione) tra attori e pubblico.
  • Questo avviene in modo diverso in un testo non teatrale. Il testo per il palcoscenico è fatto per essere rappresentato (implica elementi che non appaiono nel testo scritto). È un testo per essere letto.

Azione drammatica

  • Quello che accade (intrigo, favola)
  • Tra alcuni personaggi
  • In uno spazio
  • In un tempo
  • Davanti a un pubblico

Due classi di parole nel testo teatrale:

  1. Dialogo: scritto e letto -> orale e rappresentato, detto (elementi verbali)
  2. Acotazione (didascalia traduzione in italiano): scritto e letto -> visione, ascolto (elementi extraverbali). Le didascalie spesso sono molto brevi per esempio un esce, entra, suonano casse, ecc.

Dicotomia testo rappresentato vs testo scritto

  • Rappresentazione: esperienza collettiva (non sarò mai io sola perché, anche fosse, gli attori e i tecnici saranno con me). Immediato, vivacità dell’interpretazione. Tempo gestito dal regista e dagli attori (non posso mettere in pausa o andare più veloce). Circostanze materiali che incidono sulla rappresentazione (quando una persona del pubblico sale sul palco, quando suona il cellulare, la temperatura della sala). Oggi: Lingua della rappresentazione vs soprattitoli – è per questo che in molti teatri si propone una super (sopra) sottotitolazione, schermi sopra il palco.
  • Lettura: esperienza normalmente individuale. Ripetibilità e estensione della lettura. Tempo gestito dal lettore. Circostanze materiali. A volte: lingua originale vs traduzione / testo al fronte.

Lezione 4 - 28 settembre 2018

Esiste una dicotomia tra testo rappresentato e testo scritto

Entrambi sono condizionati dagli elementi materiali; sono due modi di rappresentare la stessa opera.

Forme di dialogo (nomenclatura tecnica di un'opera teatrale)

Il colloquio è un sinonimo di dialogo, e per un colloquio c'è bisogno della compresenza di due o più personaggi che parlano tra loro come se il pubblico non esistesse. Il Parlamento (battuta) è un intervento molto lungo e la replica (intervento) è un intervento breve.

Il soliloquio implica la presenza di un unico attore che riflette e parla ad alta voce (che è il più irreale possibile). Questa è una convenzione teatrale e il pubblico accetta questa condizione senza opporsi.

Entrambe le situazioni prevedono il concetto della quarta parete, che è la divisione immaginaria tra attori e pubblico, che accetta anche questa convenzione. Questa convenzione si rompe solo quando un attore scende dal palco (ma non è il caso del teatro aureo spagnolo).

Il monologo sembra molto al soliloquio ma il personaggio non è solo, bensì parla verso altri personaggi che non gli rispondono.

L'aparte è un'altra convenzione del teatro, l'attore dice qualcosa a bassa voce al pubblico affinché gli altri personaggi non possano sentirlo e sapere ciò che ha detto al pubblico.

L'appellazione è quando un personaggio interrompe la finzione teatrale per parlare direttamente con il pubblico e può succedere prima che inizi l'opera o alla fine della stessa. Mentre il pubblico sta parlando dell'inizio dell'opera, si spengono le luci e c'è pubblicità (al cinema). Nell'epoca di cui stiamo parlando non esistevano luci e campanelli, così un attore iniziava a dichiarare alcuni versi (alcune loas=lodi) dedicati al pubblico o alle città in cui recitavano, con funzione encomiastica e celebrativa per ottenere l'attenzione del pubblico (era come una forma di benvenuto). Allo stesso modo esistono forme con le quali gli attori si congedano dal pubblico.

Sequenziazione

La sequenziazione è il modo in cui si divide l'opera teatrale in blocchi chiamati atti o giornate (la giornata era molto più frequente dell'atto nel secolo d'oro; era composta da più o meno 1000 versi; è un termine che non si usa più a partire dall'epoca romantica).

I quadri (termine molto frequente negli anni '80 introdotto dagli studiosi del secolo d'oro) sono uno spostamento nel luogo dell'azione e per un momento il palcoscenico rimane vuoto e contemporaneamente c'è un cambio di luogo (nota: il quadro non è la scena).

La scena è il movimento dei personaggi. Alcuni rimangono nello stesso luogo e altri se ne vanno. Il palcoscenico non rimane mai vuoto perché continua la situazione con nuovi personaggi e altri che erano già lì e che non se ne sono andati.

Spazio fisico e immaginario della rappresentazione

Spazio diegetico (la diegesi è la narrazione, cioè il raccontare fatti).

Spazio scenico (spazio fisico e concreto = il tavolato) per esempio come si realizza una caduta, rappresentando concretamente ciò che accade.

Spazio drammatico (come si realizza la diegesi/narrazione sul palcoscenico). Costruire nella mente dello spettatore dove siamo.

Il metateatro

Una dimensione metateatrale è un'azione teatrale che riflette su sé stessa, ponendosi in relazione con il pubblico e il contesto in cui viene rappresentata.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Travel.marti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro spagnolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Cassol Alessandro.
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