Storia del teatro inglese
L'arte in scena
Quadri, pittori, e galleria d'arte nel teatro contemporaneo:
- Samuel Beckett, Catastrophe in Samuel Beckett
- Martin Crimp, Attemps on her life
- Tim Crouch, England. A play for galleries, Oberon Modern Plays
Biografie critiche tutte su Ariel tranne Oltre il moderno: Samuel Beckett, in Franco Marenco (ed.), Storia della civiltà letteraria inglese.
La prigione nel teatro britannico contemporaneo
Opere significative:
- Caryl Churchill, Softcops
- Martin McDonagh, The Pillowman
- Howard Brenton, #aiww: The arrest of Ai Weiwei, 2013, London, Nick Hern Books
Intro storica
Lezione 1: 20 febbraio 2019
Il teatro inglese
Il teatro inglese è sempre stato vivace e prolifico e la sua produzione drammaturgica ha sempre coinciso con una forte attività spettatoriale. Per questo motivo il teatro è sempre stato molto sviluppato e spettacolarizzato. La Gran Bretagna accompagna tutti i momenti della sua storia con rappresentazioni teatrali, che bisogna considerare sulla base di tre punti fondamentali:
- L'evoluzione del rapporto tra testo-spettacolo e testo-drammatico, ovvero il testo concepito per la scena e quindi nel momento del suo concepimento si ha presente un particolare spazio e rapporto con il pubblico.
- L'evoluzione degli spazi scenici, in modo particolare lo spazio degli attori influenza il tipo di rapporto che essi stabiliscono con lo spettatore. Questa relazione si rivela molto ravvicinata in età elisabettiana e poi mano a mano (1700-1800) tende ad allontanare sempre di più il pubblico.
- Il rapporto tra teatro e istituzioni (politiche e culturali), particolarmente influente è il controllo che lo Stato si trova ad esercitare sul teatro attraverso la censura, tema costante del teatro inglese. La fine della censura preventiva arrivò solo nel 1968 in Inghilterra.
La storia del teatro inglese si gioca tra questi fattori.
Periodo del teatro elisabettiano (1556 – 1576)
1556 data di costruzione del primo teatro pubblico (la Play House). 1576 a causa della guerra civile vengono chiusi tutti i teatri. C'è un rapporto conflittuale che si gioca sulla testa del teatro tra i due poteri che si scontrano in questi anni. Londra era la città dove lavorava Shakespeare, che rispondeva a tre diversi ordini di potere, inoltre per un antico privilegio godeva di autonomia e libertà, che nemmeno il re poteva toglierle. I tre ordini di potere sono:
- Il sindaco e il consiglio (di 26 consiglieri eletti dalle corporazioni di arte e di mestiere, un organo di potere controllato dai puritani).
- Il potere ecclesiastico delle varie parrocchie (1534 atto di supremazia di Enrico VIII, con il quale chiude tutti i monasteri).
- La giurisdizione della regina.
Londra era terreno di confronti e di scontri tra queste tre grandi potenze, tuttavia Elisabetta è stata un sovrano tollerante che ha armonizzato i diversi contrasti e le diverse conflittualità. Il teatro diventa quindi un motivo di scontro, che si esaurisce con la decapitazione di Carlo I e la chiusura dei teatri. I teatri pubblici dell'età elisabettiana erano arene enormi con 2000-3000 spettatori, che potevano provenire da tutte le classi sociali. Il Globe di Londra ha ricostruito e riportato in luce il progetto architettonico originale della Play House, dove vi era un rapporto stretto con il pubblico, grazie alla presenza di un palcoscenico che dava sugli spettatori e prevedeva ruoli che presumono un rapporto diretto con il pubblico (monologhi, soliloqui…). Quest'ultimo era rumoroso e partecipe nella risposta. A quei tempi si andava a teatro per andare a prostitute, per trovare amici o anche per affari e nei testi venivano mescolati gli stili comico e tragico per catturare l'attenzione di tutto il pubblico (aristocratici privilegiati e poveretti con gusti rozzi e grossolani che cercavano battute sagaci e spinte).
C'era un rapporto inizialmente censorio nei confronti del teatro, il quale era considerato pericoloso per la propaganda politica e religiosa, soprattutto dopo l'atto di supremazia e lo scisma di Enrico VIII. Da questo momento si devono controllare accuratamente i testi in circolazione. 1543 masters of revels, una sovraintendenza degli spettacoli per allestire le rappresentazioni di corte e licenziare i drammi per il pubblico popolare (censura preventiva). Enrico VIII ed Elisabetta erano amanti del teatro e colsero la possibilità di utilizzarlo a proprio vantaggio. Sono rimasti celebri i passaggi trionfali di questi due sovrani nelle varie città, che celebrano la loro grandezza attraverso un apparato scenografico molto curato per mostrare la ricchezza e il potere.
1559 non si poteva rappresentare nessun dramma che non fosse stato approvato dal sindaco o dal magistrato di Londra. Fino al 1576 le compagnie di attori erano girovaghe, senza un teatro stabile. Essi viaggiavano (mistery e morality plays) e recitavano nelle piazze e nelle strade durante le feste oppure presentavano i loro spettacoli nei cortili e nelle case dei signori. Erano attori non professionisti senza un ruolo riconosciuto. La politica di ordine pubblico di Elisabetta voleva controllare l’affluenza della città di Londra (boom demografico, porto commerciale che soppianta Anversa nel controllo dei mari).
1572 atto contro i vagabondi, con il quale si iniziò a regolamentare l'attività degli attori. 1574 censimento delle compagnie teatrali in circolazione, che comportava il loro riconoscimento ma anche l'obbligo di indossare una livrea di un signore o del sovrano, che si faceva garante della compagnia. Inizia così la formazione di attori professionisti attraverso una serie di leggi di ordine pubblico. 1583 Elisabetta decise di essere garante della sua compagnia teatrale, quella dei “Queen’s Men”. Adesso l'attore inizia ad avere uno status che gli viene riconosciuto addirittura dalla sovrana in persona. Questo placò le rivalità tra i vari nobili, che prima facevano a gara per offrire gli spettacoli teatrali in onore di Elisabetta.
La domanda ovvia in questa situazione è perché tutta questa acredine dei puritani? Perché per loro il teatro era il luogo del peccato, che mostrava il vizio e portava gli spettatori sulla via della perdizione, allo stesso modo lo erano i luoghi, essendo frequentati da prostitute. La cultura cattolica si è nutrita di immagini sacre per secoli, ma da quel momento i protestanti le bandiscono perché preferiscono instaurare un rapporto diretto con le sacre scritture, che non deve essere mediato dal prete e dalle immagini. Si notò dunque una forte diffidenza per una cultura visiva che si radicava nel momento dello spettacolo.
I teatri elisabettiani stretti fra questi ordini di potere fiorirono nelle zone chiamate liberties, zone franche, di anarchia, libere dai diritti feudali e dagli obblighi verso la corona che rientravano solo nominalmente nella giurisdizione del sindaco: sebbene appartenessero alla città erano escluse dall'ambito giuridico dello sceriffo, si trovano all’interno o all’esterno delle mura della città, soprattutto a Sud. Il Sud era la zona dei bordelli, dei combattimenti di animali e del gioco d’azzardo. Quando scadde il contratto d’affitto, il Globe venne smontato per essere poi ricostruito dall’altra parte del Tamigi.
L'eccentricità degli uomini del Sud consentiva ai teatri di offrire punti di vista sulla città da una certa distanza, e si contrapponeva a quella del poeta laureato. Il teatro iniziava a presentarsi dunque come strumento di espressione di una controcultura che sfuggiva alla censura. Si utilizzava una doppia visione che serviva per esprimere un distacco con ricadute drammaturgiche evidenti (Shakespeare non parlerà mai di city commedy o di Londra, ambientando le sue storie in un altrove eccentrico). L’unico collegamento tra Nord e Sud era il London Bridge, che consentiva di passare dall’ufficialità del settentrione all’anarchia del meridione, chiamato anche la terra di nessuno. Fino agli anni ottanta e novanta del 1900 si mantenne una contrapposizione evidente tra un Nord che si arricchiva e che cresceva e un Sud che rimaneva popolare, come in una specie di ghetto.
Da una parte c’era il Globe (pubblico), poi la Banqueting House (teatro di corte) e dal 1608 la compagnia dei King’s Man acquisì anche un teatro privato al chiuso, quello dei Blackfriars. Esso riproduceva un po’ la Play House con un palcoscenico aggettante sul pubblico. I testi teatrali circolavano in questi tre spazi molto diversi tra loro, soprattutto nella disponibilità di macchinari tecnici.
- Le Play House erano imprese commerciali con attori che indossavano una livrea (King’s Man e Queen’s Man) e un pubblico molto variegato.
- La Banqueting House era solo degli aristocratici, dove la rappresentazione più conosciuta era il mask, che prevedeva la partecipazione della corte nei momenti di danza e ballo.
- Il Blackfriars Theatre si trovava a metà tra i primi due ed era al chiuso, con la disponibilità di strumenti tecnici più all’avanguardia.
Quando i teatri vennero chiusi il responsabile primario fu Cromwell, nel 1660 si verificò la restaurazione dei teatri con Carlo II, dopo l’esilio in Francia. Egli portò dunque in Inghilterra un tipo di teatro europeo diverso e nuovo dove potevano sopravvivere due tipi di teatro patentati: la compagnia dei Duke’s di William Davenant e quella dei King’s di Thomas Killigrew. Il nuovo panorama teatrale era dettato dai gusti della corte sofisticata, per un pubblico minoritario. Un pubblico socialmente misto anche se il gusto era quello prettamente cortigiano. Nel 1688-1689 con la Glorious Revolution e l’ascesa di Guglielmo d’Orange il pubblico cominciò ad essere sempre più borghese. C’erano delle novità rispetto al teatro elisabettiano:
- Introduzione della scenografia e di scene mobili che consentivano i cambi di scena e la spettacolarità.
- Ingresso delle attrici a teatro, che erano sempre state bandite e sostituite da attori giovanissimi. Questo implicava delle conseguenze come la mobilità sociale, una pessima reputazione per le prime attrici (come nel caso di Nell Gwynne, che divenne un’attrice famosa essendo l’amante di Carlo II) che suscitavano scalpore, la costruzione di testi che prevedevano dei ruoli femminili importanti che implicavano travestimenti da uomo per indossare pantaloni attillati che mostrassero le loro curve. Nella Comedy of Manners venivano esposti i vizi della società, che andava a teatro perché in qualche modo ci si rispecchiava (Stage Beauty di Richard Eyre).
- Invenzione della gay couple dotata di wits e humor, che sapeva come comportarsi in società, e che era protagonista della Comedy of Manners, che si concentrava sui riti e sui luoghi di Londra.
1728 the Beggars Opera di John Gay e Cristoph Pepusch. Si tratta di un testo importante, precursore e fondatore del musical moderno britannico (Chicago), che nacque come risposta al successo dell’opera italiana, la quale giunse a Londra e conobbe un successo strepitoso di pubblico, nonostante la sua estrema irrealtà (regni di fantasia e magici). Questa in particolare è una Ballad Opera, una parodia che mostra la sua natura ossimorica già nel titolo, Opera del mendicante che mai e poi mai potrebbe fare parte dell’opera italiana. Il repertorio musicale è autoctono ed è di Pepusch con ballate inglesi note storpiate apposta per essere più adatte alla situazione. Ci si ritrova quindi in un mondo rovesciato dove l’ambiente sociale non appartiene più all’aristocrazia ma ai bassi fondi (ladri, sgualdrine…) che si atteggiano come fossero grandi signori.
Lezione 2: 22 febbraio 2019
Nacque un tipo di teatro che mescolava la storicità con canzoni e balli popolari, stravolti nel senso in modo parodico. Era dunque un mondo capovolto in cui c’erano briganti, furfanti e prostitute che si atteggiavano verso i codici cavallereschi e delle buone maniere dell’aristocrazia e delle classi alte, protagoniste dell’opera artificiosa italiana. Il teatro durante il 1700 e il 1800 si avvicinava quindi sempre di più alla ricca borghesia. La Beggars Opera portò sulla scena il motivo della prigione e del carcere. (Nella scena del film di Peter Brook si vede un forte contrasto tra un uomo malandrino già sposato che va a prostitute e una giovinetta che si innamora contro qualsiasi morale e il parere dei genitori). Erano dunque opere in cui si vedeva lo stridore della trama.
Lawrence Olivier fu un grande attore di cinema e teatro che rappresentò al meglio la figura di ispirazione shakespeariana. Nel 1960 in poi (anni effervescenti) si vide un avvicinamento del teatro dellaurazione al teatro di corte, il quale controllava il teatro pesantemente con patenti reali e una grossa censura. Inoltre il teatro della restaurazione ebbe un inizio certo e uno sviluppo conseguente un po’ variabile, senza un consenso sulla fine effettiva. Si poteva porre come termine il 1700 con la messa in scena dell’opera commedia di William Congreve The Way of the World, che inizialmente fu un flop ma successivamente godette di un grandissimo successo. 1714 data di inizio della dinastia degli Hannover e conseguente rallentamento del rapporto con il teatro di corte, anche se il 1700 correva verso una progressiva importanza della borghesia.
1737 Stage Licences Act, sulla censura preventiva del teatro, che finirà solo nel 1768. Fu un atto voluto da Robert Walpole, che veniva da tutto un teatro di ispirazione whig e che prese di mira il governo di Walpole, segnato dalla corruzione. Questo atto aveva due aspetti fondamentali: da una parte la censura, dall’altra prevedeva che il teatro di prosa dovesse essere esclusivo delle due compagnie ufficiali patentate dalla regina. Questo ebbe delle conseguenze enormi sullo sviluppo del teatro perché i teatri minori si organizzavano per raggirare la censura.
David Garrick
Studio delle movenze e tentativo di riportare a teatro una maggiore naturalezza. Recitazione anche se non è sua la battuta. Come un moderno regista cerca di guidare gli attori che collaborano con lui in un progetto che sia collettivo. Attento agli aspetti tecnici della messa in scena, soprattutto all’illuminazione: luci spostate sul palcoscenico piazzate tra le quinte in modo da avere un’illuminazione che si avvicinerà a quella del teatro dell’800.
Inizialmente era una illuminazione che illuminava la sala (700) poi progressivamente la sala verrà lasciata al buio e le luci si spostano verso lo spettacolo (fine 700-800). Primo impresario teatrale attento ai gusti del pubblico, costruisce un repertorio che ci vada incontro. Shakespeare costruito per andare incontro ai gusti del pubblico. Teatro caratterizzato da un forte ibridismo e quindi la spettacolarità è l’elemento del teatro dell’800. È un ibridismo che dà luogo a serate composite e risponde alle esigenze di tutti i tipi di pubblico.
Centralità del teatro all’interno del contesto sociale, grande apprezzamento del pubblico per queste forme popolari del teatro che si fondono con quelle più alte. Nelle sale era consentito poter entrare verso la fine dello spettacolo per vedere l’ultima parte avvicinamento nelle sale. Il teatro dell’800 porta a teatro tutte le classi sociali e viene riconosciuto come mezzo di comunicazione di massa. Sempre più si lascia alle spalle il vincolo che il teatro aveva con la corte per diventare un’impresa commerciale svincolata dalle esigenze e dai gusti del pubblico cortigiano e interessata a sperimentare nuove forme di spettacolarità. Si consolida la figura dell’actor manager primo attore che inizia ad acquisire i diritti materiali del teatro e della sua gestione. (1 è Garrick).
Da una parte abbiamo questo ibridismo nell’800, dall’altro (l’800) è riconosciuto come l’epoca in cui l’occhio è il mezzo principale per percepire la realtà. (secolo della percezione visiva). Prevalenza del codice visivo rispetto a quello verbale e questo complici i progressi nella scenotecnica e nella illuminotecnica.
Si crea un legame fortissimo tra le arti visive e il teatro. Il teatro impiega sempre di più pittori nel concepimento della scenografia. Ruolo fondamentale pittore di scena che utilizzata il teatro come punto di lancio per una carriera artistica Sir Lawrence Alma-Tadema pittore versatile che da un lato riprende scene teatrali nella pittura (Anthony and Cleopatra) ma che ha anche lavorato per il teatro con scenografie anche shakespeariane. Viceversa fine 800 i pittori vengono commissionati per creare la scena.
Il teatro dell’800 si configura sempre di più ad un’opera pittorica; molto spesso il teatro riproduceva sulla scena dei tableau la costruzione scenica richiamava dipinti noti al pubblico e quindi suscitava meraviglia ed ammirazione. Lo spazio scenico inizia ad assomigliare sempre di più a una tela dipinta. Processi illuminotecnica: 1817 introduzione luce a gas; 1850s introduzione della luce elettrica. Possibilità di alzare o meno la luce, possibilità di orientare il fascio di luce. Gli attori non sono più costretti a recitare nel proscenio per sfruttare la luce della sala, ma cominciano ad indietreggiare con gli oggetti di scena. Cornice sul palcoscenico teatro come quadro da ammirare recitazione estremamente codificata che consenta l’espressione in termini attoriali che nascono come espressioni pittoriche, quindi artificiosità nella recitazione, a differenza della tendenza al naturalismo di Garrick.
Sodalizio tra i coniugi Bancroft
(gestori del teatro Prince of Wales) e Thomas William Robertson anticipa la svolta in senso borghese di fine secolo (dagli anni 60 dell’800). Capienza del Prince è 500 spettatori, consentiva un rapporto intimo più vicino alla conversazione quotidiana, meno artificiale, stile meno affettato che va verso il naturalismo. La scenografia si allontana dalle modalità pittoriche dei pittori di scena e va verso una riproduzione minuziosa di un ambiente, in genere ambiente interno in cui il...
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