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Riassunto Storia del Teatro Inglese

Riassunto completo per l'esame di Storia del Teatro Inglese con la prof.ssa Soccio, con appunti e schemi basati sullo studio autonomi dei testi consigliati da leggere:

Hamlet, Marsilio, testo a fronte

Henry V, Garzanti, testo a fronte

Titus Andronicus, Garzanti, Testo a fronte

e da studiare:

Stanco, La letteratura inglese dall'Umanesimo al Rinascimento,... Vedi di più

Esame di Storia del teatro inglese docente Prof. A. Soccio

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ESTRATTO DOCUMENTO

[ascoltare min. 55 x estetica]

La cultura elisabettiana e lo scetticismo di Michel de Montaigne (1533-1592)

“Au Lectur: je veus qu'on m'y voie en ma façon simple, naturelle et ordinaire, sans contantion et artifice: car

c'est moy que je peins” (Essais, p.35)

Gli essais di Montaigne inaugurano un nuovo modo di porsi al cospetto del mondo, degli altri

IO → SINCERITA' = al centro VERITA' = ESSERE

ALTRI → DISSIMULAZIONE = MENZOGNA = APPARIRE

Montaigne inventa la forma del saggio, in cui presenta le riflessioni personali. Anzichè rivolgersi a un

uditorio di specialisti come il trattato, il saggio parla al lettore comune (“Au lectur”=Al lettore) con strategie

che vanno dall'aneddoto ai riferimenti autobiografici.

Con Montaigne entriamo nella modernità inserendo il dubbio e con il dubbio introduce lo scetticismo: egli

infatti considerò la sua epoca (seconda metà del '500) un'epoca caratterizzata dall'ipocrisia, violenza,

dissimulazione e da ciò prese le mosse per stabilire alcuni concetti fondamentali.

Il primo è appunto legato all'essere e all'apparire: bisogna ristabilire la priorità dell'essere nel mondo.

All'essere umano è preclusa la possibilità della coscienza → l'uomo: Imperfezioni,incostanza,incertezza.

Lo scetticismo è legato a un appagato desiderio di verità che lo spinge a rifiutare le idee comuni,

l'ortodossia, un rifiuto che riguarda anche la generalizzazione e astrazione.

Come si rapporta Montaigne a Shakespeare?

Non influenza diretta ma

La prima traduzione in inglese dei Saggi è del 1603 a firma di John Florio, un umanista raffinato e tutore e

guida di Henry Wriothesly, Earl of Southampton ( and Adonis”,uno dei poemi più lunghi di William

“Venus

Shakespeare, costituito da 1194 versi e dedicato a Henry Wriothesly,1593)

Montaigne e Hamlet → come M. Hamlet mostra scetticismo verso il mondo circostante, è emblema del

dubbio e del crisi

Montaigne e King Lear → la solitudine diventa distruttiva e proprio da un saggio di Montaigne deriva la

costruzione del dramma.

L'opera Shakespeariana è ricca di suggestioni derivanti dai saggi di Montaigne.

Cartesio e Shaskespeare:

Cartesio esprime filosoficamente nel XVII secolo quello che Shakespeare rappresenta sullo stage, con

le sue opere teatrali: “Dubium sapientiae initium” (il dubbio è all'origine della saggezzza), dichiara nelle

Meditationes de prima philosophia (1641)

Cogito ergo sum → lo scetticismo metodologico: rifiutare ogni idea che può essere revocata in

dubbio. La realtà tangibile è ingannevole, in quanto soggetta alla percezione sensibile, per cui l'unica

certezza che l'uomo ha è il dubbio. Per lo meno dubitando l'uomo è sicuro di esistere; scopre la sua

esistenza attraverso il dubbio.

Entrambi C. e S. rappresentano un mondo privo di certezze.

Harold Bloom, uno dei più grandi critici di anglistica, scrive “The invention of the human” in cui si chiede

1. Possiamo immaginare noi stessi senza Shakespeare?

2. Due modi per spiegare Shakespeare

a) Lingua (Shakespeare è un fenomeno culturale prodotto da esigenze socio-politiche)

b) Empirismo (nessuno come S. ci offre una così grande fetta di mondo )

Tutti inventati da Shakespeare

Shakespeare ha inventato l'uomo perchè ne ha dato una descrizione completa in tutte le sue molteplici

declinazioni

The Great Vowel Shift (il grande spostamento vocalico)

E' una modifica della pronuncia inglese, partita nella fine del XIV secolo, standardizzata con

Shakespeare tra XV e XVI secolo, che ha portato a una differenza tra parola scritta e pronunciata. (prima

infatti le vocali erano pronunciate così come erano scritte). Lo spostamento delle vocali toniche avviene

verso l'alto (es. “i” lunga diventa “ai” [side, prima /siid/ ora si pronuncia /said/ ], quelle in posizione atona

diventano lo schwa.

28/03 Hamlet

E' un testo metamorfico perchè intessuto di incroci testuali che ha una forte componente

metalinguistica ( il linguaggio scenico-drammatico riflette su se stesso), in cui il personaggio difatti è alle

prese con se stesso, alla ricerca della verità.

Analisi Scena 2 (vv 129)

Iperione: un titano, identificato come Padre Sole

Remember: il tema della memoria è predominante, questa dev'essere tenuta viva. Il meta-dramma è mosso

dalla stessa memoria

“Must hold my tongue”: è ciò che Hamlet non farà mai in realtà perchè attraverso la pazzia darà libero

sfogo alle sue parole.

La relazione triangolare fra Amleto padre, Amleto figlio e Claudio è tutta fallace perchè il padre è un

fantasma, Claudio mente e Amleto diventa contemporaneamente un soggetto che deve disvelare la verità

ma anche un soggetto che viene disvelato perchè è soggetto alla lettura degli altri.

La strategia adottata da Amleto nel suo percorso di vendetta segue questi punti:

1. Svelamento (ossimoro) & 2. Verifica (specchio)

Per far ciò decide di vestire la maschera del folle

La FOLLIA

Il rovesciamento del mondo permette di rivelare la verità: nel medioevo erano i momenti in cui era

possibile travestirsi. In Shakespeare questo ruolo è ricoperto dal “Fool”, che va da Re Liar a Otello alle

streghe di Macbeth → Amleto è particolare perchè lui appunto dice la verità, a lui è permesso, anzi “auto-

permesso” dare sfogo alle parole più sincere

Nell'Atto II, scena 2, Polonio dirà che c'è un metodo nella sua pazzia.

Il Fool è:

- Morosophe = folle + saggio, che si serve di un linguaggio fondato sul motto e sul non-sense

- Basso grado sociale

- Abilità teatrali e di parola, giullari di corte con caratteristiche teatrali

- Il loro comportamento agisce in tal modo da aver sempre un effetto-chiave sulla storia

Sia Amleto che Ofelia sono legati da un obbligo di obbedienza ai genitori.

Atto I,Scena 4

Nel secondo soliloquio di Hamlet (“Angels and ministers of grace defend us...”) si inputa lo stato di

corruzione della Danimarca a Claudio

Atto I, Scena 5

Le prime battute rivelano temi importanti: è la parola che conta (“ghost”)

“Unfold” = Rivelati si ritrova qui oltre che nel verso 2 della tragedia, nella prima battuta di Francisco

L'orecchio del re è per metonimia l'orecchio della Danimarca (Body of politic), entrambi avvelenati

Remember nel discorso del fantasma significa riaffermare e ristabilire l'ordine infranto, ma anche l'ordine

politico, morale → Punizione religiosa

Remember è essenziale anche nella risposta di Hamlet, declinandosi negli altri termini memory,

records... Non a caso parla di massime dei libri e dicendo che tutto vivrà nel suo cervello

V. 195 è il momento in cui Amleto realizza il fardello delle sue responsabilità

Atto II, scena 1

Ofelia sfotte la pazzia di amleto ma poi mpazzisc'ess

Polonio, primo consigliere di Claudio, si combort da buffon

L'isotopìa della follia viene chiamata ecstasy of love → “mad” è la parola key.

La prima cosa che fa Polonio da servitore del re è di riferire questo comportamento ( cioè il fatto che sembri

che L'amore di Ofelia che rifiuta diventa una forma di accrescimento personale) al re.

Guildenstern e Rosencratz sono coloro su cui Hamlet riversa maggiormente la sua ironia, perchè alla

fine sono i pg più comici

I clown nell'Hamlet sono i becchini

L'Hamlet di Zeffirelli inizia non con i soldati ma parlando dell'antefatto

IL MONDO E' UN TEATRO – BRYSON

Benché fosse già popolare in vita, William Shakespeare divenne immensamente famoso dopo la sua morte

La

e i suoi lavori furono esaltati e celebrati da numerosi e importanti personaggi nei secoli seguenti.

scarsità di documenti pervenutici riguardanti la sua vita privata ha fatto sorgere

numerose congetture riguardo al suo aspetto fisico, alla sua sessualità, al suo credo

religioso e persino all'attribuzione delle sue opere .

Monologo da “COME VI PIACE” – William Shakespeare

JACQUES - Tutto il mondo è una palcoscenico, e gli uomini e le donne sono

soltanto attori. Hanno le loro uscite come le loro entrate, e nella vita ognuno

recita molte parti, ed i suoi atti sono sette età. Prima, l'infante che

miagola e vomita in braccio alla nutrice. Lo scolaro poi, piagnucoloso, la sua

brava cartella, la faccia rilucente nel mattino, che assai malvolentieri striscia

verso la scuola a passo di lumaca. E poi l'innamorato, che ti sospira come una

fornace, e in tasca una ballata tutta lacrime sopra le ciglia della sua adorata.

Poi, un soldato, armato dei moccoli più strambi, un leopardo baffuto geloso

dell'onore, lesto di mano, pronto a veder rosso, che va a cercar la bubbola della

reputazione persino sulla bocca d'un obice. E poi il giudice, con un bel ventre

tondo, farcito di capponi, occhio severo, barba ritagliata a regola d'arte, gonfio

di sentenze e di luoghi comuni: e in questo modo recita la sua parte. L'età

sesta ti muta l'uomo in magro pantalone in ciabatte, le lenti al naso, la

borsa sul fianco, e quelle braghe usate da ragazzo, ben tenute ma ormai

spaziose come il mondo per i suoi stinchi rattrappiti, e il suo vocione da

maschiaccio che ridiventa un falsetto infantile, un suono fesso e fischiante.

L'ultima scena infine, a chiuder questa storia strana, piena di eventi, è la

seconda infanzia, il mero oblio, senza denti, senz'occhi o gusto, senza niente.

RIASSUNTO DE “LA LETTERATURA INGLESE

DALL'UMANESIMO AL RINASCIMENTO”

1. STORIA: DALLA PACE POLITICA ALLE GUERRE RELIGIOSE

I Tudor da Enrico VII a Maria

La guerra dei cent'anni, per la conquista della Francia da parte della corona inglese, si era conclusa nel

1453 con un disastro nonostante le brillanti vittorie conseguite dagli arcieri inglesi sui campi di battaglia:

infatti, oltre a esser fallito il progetto di Edoardo III di impadronirsi del trono francese, i domini

inglesi in Normandia si erano ridotti al solo porto di Calais.

Verso la fine degli anni Venti, Enrico VIII si era stancato del matrimonio con Caterina d'Aragona, che

non gli aveva dato un erede maschio (solo figlie di cui rimasta in vita solo Maria) e ormai da tempo era

innamorato di Anna Bolena, una dama di palazzo che intendeva sposare legalmente.

L'Act of Supremacy del 1534, con il quale il Parlamento nominò Enrico VIII capo supremo della

Chiesa d'Inghilterra, fu solo l'inizio di una lunga e complessa vicenda sia coniugale che politico-religiosa.

La nascita della Chiesa d'Inghilterra

A differenza della Francia o della Spagna, nel Medioevo non esisteva una Chiesa inglese propriamente

detta: le diocesi del regno erano suddivise tra le due province ecclesiastiche di Canterbury e di

dominus beneficiorum:

York, dipendenti direttamente dal pontefice, che si comportava da in poche parole,

attribuiva vescovadi, abbazie, canonicati e altri benefici a persone di suo gradimento, anche non inglesi.

Tra Quattro e Cinquecento anche l'Inghilterra aveva conosciuto un risveglio umanistico, al quale non

furono estranei fermenti innovatori in campo religioso, influenzati talvolta dal messaggio luterano: lo

provano il soggiorno inglese di Erasmo da Rotterdam e i suoi rapporti con Thomas More, autore

dell'Utopia e con il teologo umanista John Colet, decano della cattedrale di Saint Paul.

2. FILOSOFIA: I PRIMI UMANISTI E LA RISCOPERTA DELL'ANTICO

studia humanitas

Gli in Italia

- Petrarca anticipò il concetto-cardine attorno al quale avrebbe ruotato la speculazione degli anni a

humanitas,

venire: quello di ovvero la presa di coscienza delle enormi capacità insite nell'uomo e la

rivalutazione del suo ruolo nel mondo. Dapprima il termine Umanesimo derivava il proprio significato dal

studia humanitas

metodo pedagogico degli (programma vario ed eclettico fondato su discipline quali

l'eloquenza, la filologia, la letteratura, la storia e la filosofia morale). Al movimento umanista va

attribuito il merito del grande interesse per i classici greci e latini, allora riscoperti o liberati dall'oblio.

degno

Il programma educativo mirava alla formazione di un uomo di chiamarsi tale: colto, padrone del

proprio destino e impegnato a rifondare il mondo su nuove basi etiche e culturali.

Theologia platonica

- Nella di Marsilio Ficino, l'uomo è superiore a qualsivoglia altra creatura perchè la

sua essenza spirituale può rivolgersi contemporaneamente a Dio e alla materia. Nello schema gerarchico

universale, l'anima è posta appunto in una posizione centrale, facendosi mediatrice tra mondo terreno

Convivio

ed ultraterreno. L'amore è - com'è attestato in un'opera in cui Ficino, commentando il di

Platone, formula la dialettica dell'amor platonico – l'atto cognitivo per eccellenza che rende l'uomo

capace di rimodellare il tutto secondo i principi del suo Divino architetto.

De hominisi dignitate,

- Giovanni Pico della Mirandola, nella celebre orazione sposterà l'accento

ancor di più sull'innato dinamismo allo scopo di dimostrare come l'eccellenza umana non derivi da

alcun ruolo stabilito, ma dalla mancanza stessa di ruoli quindi dall'assoluta libertà di

autodeterminazione → collocato nell'universo senza un posto fisso, ma nato nella condizione di essere e

divenire ciò che desidera, l'uomo può salire o scendere a suo piacere la scala degli esseri a seconda della

forma che assume:

Vero è che l'idea della piena autodeterminazione da parte dell'essere umano subirà un netto

servo arbitrio

ridimensionamento con l'avvento della Riforma protestante, incentrata sul di Lutero e Calvino,

e che lo stesso Machiavelli sarà visto come il teorizzatore delle atrocità papiste a seguito della

Controriforma. Tuttavia, la penetazione degli ideali umanistico-platonici nell'Inghilterra Tudor fu

determinante per l'avvento del Rinascimento anche in quella nazione e per il concepimento e la

costruzione delle opere di molti intellettuali, artisti e poeti ben oltre il corso del Cinquecento.

Diffusione dell'Umanesimo in Inghilterra

Tale migrazione di idee ebbe inizio allorchè studenti inglesi si recarono in Italia allo scopo di

compiere i propri studi soprattutto in legge e nelle discipline mediche per poi tornare in patria a

esercitare la professione, ma durante la permanenza italiana entrarono in contatto anche con il nuovo

curriculum studia humanitatis

degli e le nuove correnti filosofiche: Thomas Linacre, William Grocyn,

John Colet e William Lily furono i primi studiosi ad aver importato sul suolo britannico i valori e i

principi dell'Umanesimo. Thomas More, pur non essendo mai stato in Italia, venne a conoscenza del

pensiero pichiano per il tramite dell'amico Colet e ne fu attratto e influenzato. Riscosse grande

successo, ni particolare, la teoria dell'amor platonico, inscindibilmente collegata all'idea cognitiva di

assoluta armonia e bellezza a cui attingere per riplasmare il mondo. In linea con la prospettiva

Il cortegiano

neoplatonico-umanistica si colloca di Baldassarre Castiglione: l'idea di educare i rampolli

dell'altà società che un giorno sarebbero chiamati a governare pervade un altro manuale di

The Boke Named the Governour

comportamento, di natura più strettamente politica: di Sir Thomas Elyot.

Elyot è un umanista e un cortigiano amico e allievo di Thomas More, il quale lo aveva introdotto

curriculum

alle “arti” tipiche del degli studia humanitatis. I suoi lavori avevano lo scopo di aiutare a

trasmettere gli idaeli umanistici e platonici ai connazionali, anche secondo un progetto di

The Boke

perfezionamento della lingua inglese fondato sull'imitazione delle lingue classiche.

Named the Governour ne è la dimostrazione pratica: è dedicato a Enrico VIII, la cui autorità viene

celebrata come quella di ogni regnante virtuoso: i re, tuttavia, dovrebbero essere affiancati da un gruppo

scelto di persone capaci di aiutarli. Per questo motivo, Elyot si adopera per introdurre un sistema

pedagogico capace di risollevare lo Stato attraverso la formazione umanistica di coloro che

saranno deputati ad amministrarlo. Il gentiluomo, sin dalla tenera età, dovrà imparare il greco e il

latino attraverso lo studio diretto delle opere dei maggiori autori di quelle lingue: Omero, Virgilio, Lucano,

Aristofane, ovidio, Cicerone, Aristotele, sviluppando quel sentimento platonico di amicizia e amore

che fa percepire il senso della divina perfezione e negare la materiale animalità e diventare quindi

Utopia

uomini degni in tutto di questo nome. In un'altra celebre opera, (1516), redatta in latino in forma

di dialogo, More aveva addirittura immaginato una società libera da qualsiasi giogo di carattere

Repubblica

sociale e religioso, spingendosi ben oltre il suo modello riconosciuto, la di Platone. Laddove lo

Stato perfetto del filosofo greco era aristocratico e verticistico, con il suo ristretto gruppo di governanti che,

grazie a saggezza e cultura, emetteva direttive educative per la vita comune e governava sugli altri con il

loro consenso, l'umanista inglese prospetta una società largamente egalitaria con una più ampia

partecipazione al governo da parte dei cittadini, tutti degni di condividere gli stessi beni. In questo Stato

ideale c'è, inoltre, completa tolleranza religiosa, secondo un modello di concordia auspicato dagli

relativo,

umanisti e dai platonici del Rinascimento. Esiste ora un unico mondo empirico nel quale si

annulla ogni differenza tra le diverse parti di cui si compone, ognuna ugualmente distante e ugualmente

assoluta.

vicina all'origine divina – la sola essenza che pul dirsi La storia smentirà questa idea di concordia

tra le fedi, dando vita, nel corso del Cinquecento, a lotte sanguinose proclamate, al contrario, in nome

della presunta verità unica e assoluta delle singole religioni

6. IL TEATRO: DAI DRAMMI RELIGIOSI AGLI INTERLUDI

Miti e pregiudizi da sfatare:

Il dramma che emerse nel Trecento, non più liturgico e recitato dal clero in latino all'interno dei

Middle English,

luoghi di culto, ma da laici e in è stato a volte etichettato negativamente come privo di

poesia, prettamente didascalico, ingenuo e primitivo. L'imputazione di “mancanza di poesia” era

solo

sbagliata poiché i drammi tardomedievali e umanistici erano composti per essere

rappresentati e certamente non per finalità letterarie. All'intento didattico si affianca la valenza del

dramma come manifestazione di una comunità urbana o parrocchiale o monastica e – soprattutto nella

prima metà del Cinquecento – come strumento di propaganda religiosa.

I cicli misterici

I cicli misterici rappresentano la tipica manifestazione spettacolare dell'Inghilterra tardomedievale,

la cui origine si deve alla celebrazione della festività del Corpus Domini. Si tratta di drammi religiosi

derivati dalla tradizione biblica che mettono in scena la storia sacra dalla creazione al giudizio

universale. Composti di molti episodi erano diffusi in molte parti della Gran Bretagna. La messinscena era

compito della città e delle sue corporazioni di arti e mestieri: mancava, dunque, la figura dell'attore

professionista. Tutti i cicli tratteggiano i personaggi malvagi, come i demoni ed Erode, in maniera

comica e derisoria sia per minarne il potere sia per esorcizzare l'effetto negativo. Ciò avviene

sottolineandone o il terrore o la vanagloria. Non a caso, Shaskespeare inventerà per Amleto

l'espressione “to out-Herod Herod” per indicare gli eccessi recitativi di attori esageratamente passionali. Se

l'ambiente cattolico continuerà ad accettare le recite, la Riforma protestante vorrà cancellarne

ogni traccia (infatti, durante il regno di Elisabetta I, ovunque le rappresentazioni dovettero terminare) ma

già tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento il movimento dei lollardi aveva tuonato contro “la

recita dei miracoli”, accusata di “idolatria”” e di provocare “piacere” nel pubblico, anziché portare i fedeli

alla penitenza.

Le moralità

Rappresentati quasi certamente da professionisti nelle sale e nei cortili delle taverne, nelle sale dei

rounds, The Castle of

banchetti delle dimore nobiliari o nelle piazze e nei i drammi morali – dall'elaborato

Perseverance Wisdom Mankind.

a a Ai brevi interludi morali della prima metà del XVI secolo presentano

caratteristiche “narrative” comuni. Essi, infatti, condividono la presenza di personaggi allegorici che si

Everyman

contendono l'anima del protagonista. Senz'altro il dramma morale più noto è di origine

continentale, che però si differenzia dalla trama tipica indicata dato che tratta della morte imminente e

dell'obbligo di presentare a Dio il bilancio della propria vita. Dio, infatti, manda Morte come

messaggero a Ognuno che chiede ad amici e parenti di accompagnarlo nel duro cammino verso la fine.

Come si può notare, l'allegoria costituisce il tratto fondamentale del dramma, ma la sua validità non si è

esaurita nel tempo, tanto che lo scrittore austriaco Hugo von Hofmannsthal nel 1911 ne presentò una

Jedermann. Everyman, The Castle of Perseverance

versione laica, dal titolo Nonostante la fama di

rappresenta al meglio la moralità inglese, con le forze del Bene e quelle del Male che si

contendono l'anima del protagonista Humanum Genus. Il manoscritto contiene un ormai celebre

round,

disegno relativo alla messinscena nel con precise indicazioni circa l'uso degli spazi e dei movimenti

scenici. In questo testo appaiono anche il Bonus Angelus e il Malus Angelus, prodromi degli analoghi pg

Doctor Faustus

inseriti da Christopher Marlowe nel oltre un secolo dopo. Humanum Genus nasce (e

muore) in scena, passando attraverso le varie fasi della vita, preda dei vizi e salvato dalle virtù, sino a

quando, ormai vecchio, cede di nuovo al peccato di Avidità, di fronte al quale lamenta angosciato la propria

decadenza fisica. Nel suo rappresentare tutto il genere umano, il pg di Humanum Genus è

indubbiamente allegorico; tuttavia, come suggerisce la sequenza su riportata (nella bella e complessa

Middle English

strofa in con rima ABABABABCDDDC) egli al tempo stesso va al di là di una vaga

generalizzazione per avvicinarsi al personaggio tipico dell'anziano sofferente.

Gli interludi interludes

E' soprattutto negli che l'elemento comico si inserisce maggiormente, ancora una volta

Vice

connesso ai rappresentanti del male, anzi a chi li raccoglie tutti in uno: il , personaggio introdotto

A Play of Love & The Play of the Weather,

per la prima volta da John Heywood in acquisirà sempre maggior

rilievo dalla seconda metà del XVI secolo, quando diventerà il motore stesso della trama, nonché un vero e

proprio giocoliere della parola.

La parola interlude non dev'essere confusa con l'italiano “intermezzo” poiché i testi inglesi sono autonomi

e non venivano recitati tra gli atti di composizioni maggiori. Di lunghezza non eccessiva, si

Fulgens and Lucres

svolgevano in genere durante un banchetto, come risulta da , un testo dai molti

primati: il primo dramma inglese secolare, il primo con una trama secondaria e -ancora- il primo di cui si

conosca l'autore, nonché molto probabilmente il primo a essere stampato. I drammaturghi più prolifici

rimangono il cattolico John Heywood che scrisse per la corte di Enrico VIII e il circolo di Thomas More anche

traducendo e adattando farse francesi, e John Bale che, abbracciata la Riforma, si attribuì ventiquattro

drammi, tutti di tipo religioso e fortemente anticattolici.

7. STORIA: ELISABETTA I (The golden age)

Il periodo è tra i più memorabili della storia inglese, caratterizzato da significativi cambiamenti religiosi,

politici e culturali, e dominato da due monarchi, Elisabetta e Giacomo, pur diversissimi tra loro, destinati a

modificare profondamente il concetto di potere politico in Inghilterra. L'ascesa al trono di Elisabetta,

ultimo sovrano della dinastia Tudor, si configura fin dall'inizio come una sfida per la giovane regina, alla

guida di una nazione ancora incerta sulla legittimità della dinastia al potere. L'eredità del secolo

precedente non è ancora stata completamente assimilata: l'Inghilterra sta elaborando le conseguenze

della Guerra delle due rose. Ma vi è un altro avvenimento del XV secolo che informa di sé sia il regno di

Elisabetta sia i decenni successivi: si tratta dell'invenzione della stampa, uno dei momenti salienti nel

passaggio dal Medioevo alla modernità, che diviene motore del dibattito culturale in Inghilterra, mentre la

circolazione manoscritta dei testi segnerà forme letterarie uniche come la lirica d'amore elisabettiana o

la poesia erotica seicentesca. La stampa è il segno stesso dell'opera divina. Nel corso del regno di

Elisabetta, la stampa diventerà protagonista di dibattiti che coinvolgono la figura della regina: un esempio è

pamphlet

la circolazione di che discutono l'opportunità o meno di un matrimonio della regina

con un principe francese.

Oltre al problema della stampa, il XVI secolo porta con sé alcune importanti novità. Con i primi monarchi

Tudor, l'Inghilterra muta profondamenta la sua natura di nazione, segnata dall'introduzione di nuove

concezioni della sovranità, dello Stato, del rapporto tra monarchia e religione e tra sovrano e Parlamento.

Lo straordinario successo e la longevità del regno di Elisabetta (Golden Age) si devono anche all'abilità con

cui la regina mediò la rappresentazione della propria persona in occasioni sia private sia pubbliche come è

stato dimostrato negli ultimi decenni da un'ampia messe di studi.

Dal punto di vista religioso, nel 1558 l'Inghilterra doveva ancora trovare un proprio equilibrio dopo lo

sconvolgimento causato dalla clamorosa rottura con la Chiesa di Roma ad opera di Enrico VIII,

rottura culminata con l'Act of Supremacy nel 1534. Enrico aveva iniziato la Riforma in Inghilterra

a seguito della sua richiesta (respinta) di annullamento papale del matrimonio con la prima

moglie Caterina d'Aragona.

- Il successore di Enrico, Edoardo VI, salito al trono nel 1547, fu accolto con entusiasmo da chi nutriva

speranze in un re autenticamente protestante; al contempo Edoardo tentò anche di attenuare i tratti

più esplicitamente tirannici dell'eredità enriciana. Il suo breve periodo di regno (1547-53) può essere

considerato la fase di maggiore tolleranza sia politica che religiosa.

- La sua morte prematura permise l'ascesa al trono della sorellastra Maria Tudor (Bloody Mary), figlia di

Caterina d'Aragona e convinta cattolica, che tentò non tanto l'impossibile compito di riportare

l'Inghilterra a una condizione preriformista. Il regno di Maria si concluse in brevissimo tempo con la sua

morte, nel 1558; la regina non aveva figli, e l'unica candidata alla successione era quindi l'ultima figlia

sopravvissuta di Enrico, Elisabetta.

pamphlet

Per uno scherzo del destino il violentemente antimariano di John Knox uscì troppo tardi per

costituire una vera arma di propaganda contro Maria Tudor, com'era intento del suo autore, e divenne

invece un'implicita critica a Elisabetta. Un altro episodio significativo che segnò il 1558 fu la presa di Calais

da parte dei francesi.

La dottrina politica del tempo e in particolare il dibattito sui due corpi del re giocavano a svantaggio di

una regina il cui sesso la esponeva a facili accuse di debolezza sia fisica sia intellettuale. Il termine

republic viene in effetti usato in descrizioni cinquecentesche del regno di Elisabetta, cosa comprensibile se

teniamo conto del fatto che all'epoca questa parola non aveva il significato attuale di ordinamento

costituzionale che assegna ogni potere al popolo attraverso i suoi rappresentanti democraticamente eletti;

si riferiva semplicemente allo Stato, e al governo di Elisabetta si riconosceva la capacità di operare

per il bene comune, per la cosa pubblica.

11. LO SPAZIO TEATRALE, I GENERI, LA PRODUZIONE DRAMMATICA

La nascita di un nuovo teatro e l'opposizione puritana

Alla rivoluzione delle forme drammatiche, dettata anche dalle esigenze della Riforma protestante, si

associò nel giro di pochi anni la costruzione di nuovi spazi teatrali: nel lungo periodo che conduce fino

al 1625, anno della morte di Giacomo I, il teatro visse trasformazioni varie e complesse: tra queste, lo

masque

sviluppo e il successo, sotto lo stesso re Giacomo I, del di corte (Per masque s'intende una forma

di rappresentazione teatrale di corte che coinvolge musica e danza, canto e recitazione, all'interno di

una scenografia elaborata in cui l'inquadratura architettonica ed i costumi potrebbero essere progettati da

un rinomato architetto, per rappresentare al Signore un'allegoria deferente e adulatoria.)

Corpus domini,

La Riforma protestante – con l'abolizione, nel 1548, della festività del la netta riduzione

dei giorni dedicati ai santi da sempre considerati feste pubbliche, e la confisca e l'eliminazione di tutti i testi

di orientamento cattolico – pone fine al teatro delle confraternite, dilettantesco e di forte connotazione

religiosa. Cifre caratteristiche del teatro di questo periodo sono l'esuberanza di retorica, il gusto per gli

effetti spettacolari, i temi magici o stregoneschi, ambientazioni esotiche. Molti di questi drammi

sono rappresentati in ambiti privati, altri però nelle locande, primi veri luoghi teatrali nell'Inghilterra della

seconda metà del Cinquecento.

Seneca e Machiavelli

1) All'epoca di Enrico VIII, nelle scuole e nelle università si inizia sia a studiare sia a rappresentare

il teatro latino. Gli imitatori di Seneca inventano un “Seneca inglese”, esagerando la retorica

dell'originale, esasperando gli atteggiamenti stoici e amplificando l'uso del sovrannaturale. Questo

Seneca rivisitato fornisce il modello principale per i grandi eroi tragici elisabettiani: uomini

malvagi, vendicatori accaniti, soggetti a un destino cieco e immersi in una realtà in cui, tra spettri,

fantasmi e sogni profetici, si cumulano orrori su orrori. Seneca fornisce anche il prototipo dell'eroe

stoico, orgoglioso nella sua solitudine e disperazione, pronto sempre all'autodrammatizzazione,

specie nei grandi monologhi.

Elementi senechiani → Il sensazionalismo, gusto per l'orrificio, esuberanza verbale, tirate

moralistiche e inevitabilità del destino

2) Oltre a Seneca, anche Niccolò Machiavelli esercita un forte impatto sul teatro cinquecentesco inglese

→ si diffonde in Inghilterra la leggenda del politico corrotto e diabolica, capace delle azioni più bieche

per raggiungere i propri fini; il travisamento del pensiero di Machiavelli darà vita a una delle figure più

villain,

importanti del teatro elisabettiano: il creatura malvagia, crudele, calcolatrice. All'epoca in effetti

il termine “machiavellico” definiva chi, per sete di vendetta o potere, si lascia andare a ogni bassezza.

Non a caso, per gli inglesi risulta naturale la doppia equazione: Machiavelli=Satana e Italia=sentina di

ogni vizio.

Spazi, attori, disciplina dell'attività playhouses

Staccatosi dalla Chiesa, il teatro si sposta nelle piazze, strade, nelle (arene di legno in

cui si svolgono combattimenti tra animali utilizzate anche per altri tipi di intrattenimenti quali spettacoli di

mimi,giocolieri,staltimbanchi...), oltre che nelle università e nelle case dei nobili. Elisabetta I concede nel

1574, delle “patenti”, o licenze, a un'importante compagnia di attori: quella del conte di Leicester,

Master of the Revels Leicester's

a capo della quale vi è il che funziona già dai tempi di Enrico VIII. Dopo i

Men, molte altre compagnie ottengono le patenti reali per svolgere le loro attività. La vita teatrale in

Inghilterra diviene,dunque, sempre più ricca e intensa, aprendosi a tutta la società. Vanno ricordate le

rappresentazioni a corte, favorite già da Enrico VIII, poi incentivate da Elisabetta, saranno sostenute con

masque.

entusiasmo da Giacomo I durante il cui regno si svilupperà il genere tipicamente cortegiano del

Struttura dei teatri

I teatri elisabettiani erano, in genere, a pianta poligonale, alti 3 piani (corrispondenti a 3 gallerie), erano

costruiti intorno a uno spazio aperto al centro, in cui si ergeva il palcoscenico (proscenium),

consistente in una piattaforma sollevata di circa un metro e mezzo dal terreno, sostenuta da 2 pilastri e

coperta da una tettoia. La parte sottostante della tettoia era dipinta con stelle, soli e lune e indicata

heaven hell,

come , mentre la botola che si aprica al centro del palcoscenico rappresentava lo che

permetteva anche di realizzare effetti scenici particolari quali apparizioni e sparizioni di fantasmi,

mostri,ecc. La parte superiore dietro al palcoscenico poteva essere utilizzata come balcone (es. Romeo and

Juliet).

Scene, costumi e musiche

Il teatro pubblico elisabettiano è prevalentemente teatro di parola. Come esempio di descrizione dello

spazio scenico e nel teatro pubblico e della qualità evocativa della parola poetica nulla è più incisivo del

Prologo recitato dal coro in Henry V dove il riferimento alla “O di legno” evoca proprio la nuda struttura

Globe.

del

Riguardo ai costumi, gli attori si presentavano in scena vestiti in semplici abiti contemporanei, anche

se era lecito ricorrere a travestimenti con lenzuola drappeggiate alla romana, o con abiti fantasiosi

per impersonare streghe, figure allegoriche, o con costumi tradizionali per essere Robin Hood, Falstaff o

Enrico V, o con costumi caratteristici per recitare le parti di turchi, orientali, ebrei o spagnoli. Nell'età

di Giacomo I la scena, in particolare quella dei masques, si arricchì di effetti speciali e s'intesificò di danze

songs.

e musiche e

University Wits: gruppo di studenti che decisero di scrivere per il palcoscenico sfruttando la loro

maestria nell'uso della lingua e la loro raffinata preparazione culturale (tra di questi Christopher Marlowe).

Generi e sottogeneri teatrali

Il teatro di questo lungo periodo ha in comune alcuni elementi: all'inizio è fortemente propagandistico e

filomonarchico; poi, progressivamente, assume caratteristiche più riflessive e di vero “specchio della

natura” (come nel teatro shakespeariano più maturo); infine, sui palcoscenici l'amarezza e lo sconforto

aprono la via a scetticismo, rassegnazione e a un senso di profonda precarietà.

Dal punto di vista delle tecniche compositive, i drammi di Shakespeare presentano molti caratteri

comuni:

- non vi è rispetto delle unità “pseudo-aristoteliche” di tempo, luogo e azione

- non vi è una netta distinzione tra comico e tragico

- riflettono la fiducia dell'epoca in un sistema morale che vede l'uomo libero di compiere le proprie

scelte, subendone conseguenze

Hamlet (1600-1601),

Un noto passo in in cui Polonio,elenca, mescolandoli, i generi

(“tragedy,comedy,history,pastoral...) ci suggerisce che, a Londra, ai tempi di Shakespeare

convivevano almeno 2 tipi di teatro:

teatro classicista,

1) un rispettoso delle regole “pseudoaristoteliche” e della suddivisione in

generi. A questo tipo appartiene una schiera di autori eruditi che scrivono soprattutto per le

compagnie di attori dilettanti e aderiscono ai moduli classici e imitano Seneca (per la tragedia) e

Terenzio e Plauto (per la commedia)

teatro “in libertà”

2) un che mescolava le forme drammatiche, ignorando le regole e ricollegandosi

alla tradizione del teatro medievale. A questo tipo appartiene, oltre a Shakespeare, un folto gruppo di

scrittori di mestiere, grazie al quale il teatro diventa quello “specchio della natura” di cui parla

Amleto nel passo in cui spiega agli attori la sua idea di teatro: l'idea di Amleto è l'idea di Shakespeare →

l'idea di un teatro che deve far riflettere sulla realtà, sulla vita, sulla sorte dell'uomo.

I sottogeneri predominanti sono:

- La tragedia di vendetta: The Spanish Tragedy di Thomas Kyd (centrali i motivi della follia, del

sovrannaturale, esotismo, teatro nel teatro) → formula ripresa poi da Shakespeare in Hamlet e in tutte le

opere costellate di morti cruente e vendette, fantasmi e pazzie.

- La tragicommedia, contraddistinta dall'avere come protagonista la “gente comune”, che parla un

linguaggio quotidiano in un mondo simile al reale in cui si dibattono problemi d'amore e fedeltà, onore e

lealtà o l'arroganza del potere.

city comedy

- La commedia cittadina o (ricchezza e benessere fanno da sfondo ad eccessi ed

nuovo ricco) ,

esibizionismi del pg del e il dramma domestico in cui ad esempio Middleton accumula

storie senza mai chiuderle entro forme rigide, lasciando allo spettatore il giudizio finale.

- Le commedie degli umori (la medicina antica distingueva 4 umori fondamentali: sangue,flemma,bile

gialla e bile nera al cui equilibrio (eucrasìa) era attribuita la salute fisica dell'individuo: rappresentazione

di soggetti eccentrici e umorali, mostrati all'interno dell'ambiente cittadino con vena satirica)

masques

- I (genere molto elitario con ampio uso di allegorie, pg mitologici e leggendari, grande

The Masque of Blackness

spettacolarità → di Ben Jonson presenta Giacomo I, “re Sole” d'Inghilterra con la

masquers.

capacità di “purificare” con il suo bagliore la pelle nera dei Il genere determina l'introduzione

The

della scenografia italiana in Inghilterra e arricchisce di momenti di grande spettacolarità: si pensi a

Tempest di Shakespeare.

Nel 1625 muore Giacomo I e il teatro giacomiano si chiude con una serie di invettive moralistiche

che ci lasciano ben intendere il precario equilibrio e le difficoltà in cui attori e drammaturghi si erano

trovati costretti a operare. Del resto, nel volgere di meno di un ventennio, e precisamente nel 1642, la

graduale presa di potere da parte dei puritani sarebbe riuscita a realizzare ciò che nel periodo

precedente era stato soltanto vagheggiato: la chiusura dei teatri.

13. SHAKESPEARE, POETA/ARTIGIANO: IL CANONE, LE FORME DRAMMATICHE, I MODELLI

CULTURALI

Premessa

In realtà, non conosciamo la data di nascita di Shakespeare: sappiamo solo che fu

battezzato il 26 aprile 1564, come attestano i registri parrocchiali di Stratford-on-Avon.

Riguardo alla carriera poetico-drammatica di Shakespeare, la convenzionale suddivisione

in 4 fasi che vanno dall'apprendistato alla maturità appare decisamente logora, se non

fuorviante; classificazioni più rigide rischierebbero di imporre delle vere e proprie gabbie

corpus

concettuali a un di opere estremamente fluido. Il coinvolgimento di Shakespeare

nell'industria teatrale, in quanto attore-drammaturgo-azionista, ha contribuito a generare il

luogo comune di un autore tutto proteso a monetizzare il suo talento e interessato unicamente

a riscuotere l'applauso delle scene del tempo ed in realtà non siamo in grado in stabilire se

considerare determinate opere esclusivamente come copioni teatrali o anche come drammi

costituzione dei testi.

destinati alla lettura → problema filologico della Oggi la filologia

shakespeariana, liberatasi da un'obsoleta impostazione filo-machmanniana, non aspira più a

ricostruire un ipotetico testo originale bensì solo a riprodurre il particolare stadio compositivo in

Hamlet

cui il testo ci è pervenuto: caso esemplare è quello di → l'opera infatti ci è giunta in

edizioni talmente differenti che i curatori più recenti, anziché considerarle come versioni

diverse di un unico dramma, le hanno giudicate come drammi a sé stanti.

L'arte shakespeariana: un primo sguardo d'insieme

In Hamlet, ad es., il protagonista mette in scena un dramma-nel-dramma allo scopo di

sondare le reazioni emotive del presunto assassino (il re Claudio) di fronte alla

messinscena del suo delitto. Orbene, il dramma-nel-dramma non solo mette il colpevole di

fronte alle sue responsabilità, ma svela anche l'effetto specchio dell'arte teatrale, capace

di riportare alla luce quella realtà ultima spesso soffocata dagli inganni del linguaggio e dalle

trame del potere.

Le opere in ordine cronologico

Enrico VI, parte I (The First Part of King Henry the Sixth)

1588-92 Enrico VI, parte II (The Second Part of King Henry the Sixth)

1588-92 Enrico VI, parte III (The Third Part of King Henry the Sixth)

1588-92 Riccardo III (The Life and Death of Richard the Third)

1591-94 Tito Andronico The Lamentable Tragedy of Titus Andronicus

1589-93 ( )

La commedia degli errori (The Comedy of Errors)

1590-94 La bisbetica domata (The Taming of the Shrew)

1590-1594?

I due gentiluomini di Verona (The Two Gentlemen of Verona)

1590-96 Pene d'amor perdute (Love's Labour's Lost)

1594-97 Sogno di una notte di mezza estate (A Midsummer Night's Dream)

1594-97 Romeo e Giulietta (The Tragedy of Romeo and Juliet)

1594-1597

Riccardo II (The Life and Death of King Richard the Second)

1594-95 Re Giovanni (The Life and Death of King John)

1590-97 Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice)

1596-98 Enrico IV, parte I (The First Part of King Henry the Fourth)

1596-97 Enrico IV, parte II (The Second Part of King Henry the Fourth)

1597-99

Enrico V The Life and Death of King Henry the Fifth

1599 ( )

Giulio Cesare (The Life and Death of Julius Caesar)

1589-99 Molto rumore per nulla (Much Ado about Nothing)

1598-99 Come vi piace (As You Like It)

1599-1600

La dodicesima notte, o quel che volete (Twelfth Night, or what you will)

1600 Le allegre comari di Windsor (The Merry Wives of Windsor)

1600-01 Amleto The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark

1600-01 ( ) pubblicato nel 1603-4-5

Troilo e Cressida (The Tragedy of Troilus and Cressida)

1601-02 Tutto è bene quel che finisce bene (All's Well That Ends Well)

1594-1609

Misura per misura (Measure for Measure)

1601-04 Otello (The Tragedy of Othello, the Moor of Venice

1602-11 )

Re Lear (The Tragedy of King Lear)

1605-06 Macbeth (The Tragedy of Macbeth)

1605-08 Antonio e Cleopatra (The Tragedy of Anthony and Cleopatra)

1606-08 Coriolano (The Tragedy of Coriolanus)

Prima del 1609?

Timone d'Atene (The Life of Timon of Athens)

1604-10 Pericle, principe di Tiro (Pericles, Prince of Tyre)

1607-08 Cimbelino (The Tragedy of Cymbeline King of Britain)

1607-10 Il racconto d'inverno (The Winter's Tale)

1608-1611

La tempesta (The Tempest)

1611 I due nobili congiunti (The Two Noble Kinsmen)

1613 Enrico VIII (The Life of King Henry the Eighth)

1612-13

Fu proprio durante una rappresentazione di Henry VIII, nel giugno 1613, che il Globe andò

distrutto da un incendio verosimilmente scatenato dall'effetto eccessivamente

realistico che si volle dare a una scarica di cannone. Per una singolare concomitanza, la fine

del Globe coincise con la messinscena dell'ultimo dramma di Shakespeare, morto il 23 aprile

del 1616.

La trasmissione del testo

I primi drammi shakespeariani a essere consegnati alle stampe apparvero in forma

anonima (es. Titus Andronicus). Viceversa, il primo dramma a contenere nel frontespizio

il nome di William Shakespeare è, con ogni probabilità, un apocrifo. Dunque le domande

quali testi sono ascrivibili alla penna di Shakespeare? In che

che dobbiam porci sono almeno 2 :

misura essi sono ascrivibili a Shakespeare?

Il problema del canone shakespeariano è collegabile al contesto in cui le opere furono prodotte:

il fatto che non esistesse una vera propria proprietà intellettuale delle opere ha fatto sì

che molti testi fossero stampati in versioni corrotte. Non solo: vari drammi venivano pubblicati

in forma anonima oppure erano attribuiti a un autore di comodo → tutti questi fattori rendono

difficile il lavoro di attribuzione.

Per quanto riguarda i criteri adottati nell'attribuzione delle opere, è consuetudine distinguere

tra external e internal evidence. La external evidence cerca di individuare l'autore sulla

base di un insieme di documenti: dai frontespizi delle edizioni dell'epoca alle

testimonianze dei contemporanei. La internal evidence invece si basa su criteri testuali, di

tipo tematico o stilometrico.

Punto di partenza nella costruzione del canone è stato da sempre un criterio esterno e cioè la

First Folio,

prima raccolta delle opere di Shakespeare, il cosidetto pubblicato nel 1623 –

dunque sette anni dopo la sua morte – e comprendente 36 drammi ma non le opere poetiche.

L'edizione in-folio deriva la sua autorevolezza dal fatto di essere stata curata da due

attori colleghi di Shakespeare, Heminge e Condell, e dalla presenza di un'introduzione firmata

da Ben Jonson: vale a dire, pg eminenti della scena teatrale del tempo i quali ben

conoscevano l'autore e la sua opera.

Inoltre può aiutare conoscere le tecniche compositive dei drammaturghi dell'epoca: di norma, il

authorial manuscript,

drammaturgo preparava una prima versione del dramma, nota come

che successivamente proponeva alla compagnia e la compagnia lo adattava alle esigenze della

book of the play

scena, al cast di attori e agli spazi di rappresentazione ricavandone il o

prompt-book First

Anche per quanto riguarda la classificazione dell'opera in generi, il Folio costituisce un

punto di partenza imprescindibile: infatti, il titolo della raccolta propone una suddivisione del

comedies, histories e tragedies.

corpus drammatico in 3 generi principali:

Le commedie: la felicità “meritata”

In senso lato, qualsiasi conclusione che sia al contempo favorevole al protagonista e

moralmente equa può essere considerata come propria del genere commedia.

Per commedia si intende qui un'opera drammatica che, attraverso un progressivo sviluppo

lieto fine

dell'azione, evolve verso un , che nella maggior parte dei casi coincide con un 1.

futurity

matrimonio, sinonimo di fertilità, continuità e rinnovamento – in inglese . L'eroe godrà

di una felicità “meritata”, in accordo con i dettami della giustizia poetica e con una 2.

visione del mondo di tipo retributivo.

1) E' naturalmente nelle commedie romantiche che lo scioglimento drammatico è

cerimonia matrimoniale

centralmente occupato dalla , spesso presentata in forma di

masque. As You Like it

banchetto, festa, o anche di In è il personaggio di Imene ad alludere

metatestualmente al percorso narrativo della commedia nel suo insieme; si tratta di un pg,

peraltro, il cui nome stesso evoca quei riti e miti di ferilità associati alla commedia.

retributivo

2) Il lieto fine rinvia a un modello culturale di tipo , basato sul principio di una

corrispondenza tra le qualità morali dei pg e gli esiti delle loro azioni. Tale visione

retributiva delle umane vicende non è peraltro assoluta né esente da ambiguità che si

dark comedies problem plays,

manifestano in particolare nelle o ricche di elementi di

happy ending

dissonanza che problematizzano il tradizionale presentandoci un universo morale

complesso. mondo

In sintesi, il progredire dell'azione verso il lieto fine suggerisce l'esistenza di un

ordinato, retto da un'armonica corrispondenza tra virtù e fortuna → tale intreccio si chiama

“giustizia poetica”

Le tragedie: il dolore “(in)giustificato”

La morte non solo è presente nella tragedia ma,sul piano narratologico, costituisce anche il

momento conclusivo dell'azione drammatica. La morte tragica in Shakespeare non è però

speculare al matrimonio nella commedia: se nella commedia il matrimonio rappresenta una

ricompensa per i personaggi buoni in base al modello della “virtù premiata” e quindi a un

modello culturale retributivo, nella tragedia la morte non costituisce una punizione per i

colpevoli (sono proprio i pg più innocenti e fragili a perdere la vita). La tragedia

shakespeariana,dunque, sfugge a qualsiasi ottica retributiva: la morte finale dell'eroe non

segue alcun criterio di giustizia, ma appare dettata dal caso o da una necessità difficile

Hamlet,

da comprendere ( → in la morte di Ofelia è senza dubbio patetica e dolorosa, è però

la morte di Amleto quella che,chiudendo la scena, ha una vera e propria valenza tragica)

ricomposizione

La morte dell'eroe prelude nondimeno anche a un successivo processo di

dell'ordine →

- alla morte di Amleto seguirà la presumibile tranquillità e stabilità del nuovo regno instaurato

da Fortebraccio

- a quella di Romeo e Giulietta seguirà verosimilmente la pace tra i Montecchi e i Capuleti

Titus Andronicus

- una tragedia giovanile come (1592) evoca una lettura “ritualistico- pax

sacrificale” della carneficina che ne pervade l'intreccio, in quanto prelude chiaramente alla

preannunciata da Marco Andronico, fratello di Tito

In maniera allusiva, la tragedia shakespeariana sembra evocare l'esistenza di un nesso tra la

morte dell'eroe ripristino dell'ordine,

e il futuro originando un “finale doppio” in cui

incipit

questa, nel chiudere l'azione principale, fa al tempo stesso da a una nuova stagione

sociopolitica preannunciata rapidamente nelle conclusioni.


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alex1395

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9 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto completo per l'esame di Storia del Teatro Inglese con la prof.ssa Soccio, con appunti e schemi basati sullo studio autonomi dei testi consigliati da leggere:

Hamlet, Marsilio, testo a fronte

Henry V, Garzanti, testo a fronte

Titus Andronicus, Garzanti, Testo a fronte

e da studiare:

Stanco, La letteratura inglese dall'Umanesimo al Rinascimento, Carocci, 2016 (cap,1,2,6, 7, 11,13)

Bryson, Il mondo è teatro, Tea, 2008

Dispense (La pigra vendetta di Amleto, Lo specchio e l'ossimoro, Plots & Critical Evaluations di Hamlet ed Henry V, ecc

Alcuni degli argomenti sono quindi: Storia del teatro, teatro elisabettiano, drammi religiosi, miracle plays,morality plays, Shakespeare, Amleto, Enrico V, Tito Andronico, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alex1395 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Soccio Anna Enrichetta.

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