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Riassunto esame Storia del teatro, prof.ssa Fazio, libro consigliato Storia del teatro inglese dalle origini fino al 1660, Anzi

Riassunto per l'esame di storia del teatro moderno e del prof. Fazio, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Storia del teatro inglese dalle origini fino al 1660, Anzi, dell'università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in PDF!
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Esame di Storia del teatro moderno docente Prof. M. Fazio

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Il teatro elisabettiano comprende un arco di tempo che va dal regno di Elisabetta I, a quello di Carlo

I, passando per il regno di Giacomo I, dal 1574 al 1642. Studi approfonditi hanno portato

all'identificazione di tre fasi:

la prima comprende Thomas Kyd e gli University wits;

1. la seconda comprende il passaggio del secolo e vede il disgregarsi della concezione

2. medievale del mondo, pessimismo e amarezza dominano le scene e la tragedia, quella di

Shakespeare in particolare, raggiunge i suoi momenti più alti;

nella terza fase che coincide con il regno di Carlo I ci sono sentimenti come l'indifferenza la

3. malinconia, un’affannosa ricerca di nuovi equilibri, romance e tragicommedie dominano la

scena fino alla chiusura dei teatri.

Il teatro elisabettiano ha due caratteristiche che lo distinguono dal resto dei teatri europei:

- il suo legame con la tradizione teatrale autoctona;

- il suo ignorare le regole classiche mescolando elementi comici ed elementi tragici, ignorando

talvolta anche le unità pseudo aristoteliche di tempo luogo e azione. Negli autori inglesi questa

scelta già era nei Miracle e nei morality plays. Gli autori inglesi diversamente da quelli italiani

preferivano seguire il ritmo delle emozioni dei sentimenti più che le regole formali derivate dal

teatro classico. La continuità con il teatro medievale si esprime anche sul piano delle idee: la

gerarchia deve regolare i rapporti umani, in quanto è il riflesso della gerarchia del cosmo e

dell'ordine divino. Nel teatro elisabettiano conta la conservazione di un ordine armonico e laddove

questo ordine si è infranto la restaurazione di quest'ultimo.

Il teatro è stato sempre considerato dalla Chiesa un luogo di perdizione e corruzione, ma in

Inghilterra il teatro restò per lungo tempo sotto il controllo delle autorità religiose. Il teatro divenne

così un luogo dove si provocavano spesso risse. Durante il regno di Enrico IV diventò necessario

controllare ciò che sulle scene veniva rappresentato, poiché negli interludi spesso si facevano

riferimenti religiosi. Nel 1543 la situazione era talmente deteriorata che il re ritenne necessario

emanare un atto del Parlamento in cui si impediva di trattare temi religiosi e politici sulle scene e

nel contempo creò all'ufficio di master of the revels.

Nel 1572 il Consiglio di Stato emanò un atto per punire i vagabondi, che poneva sotto controllo

l'attività di attori e autori alle revels Office venne incaricato sia della censura dei testi sia di

controllare le compagnie teatrali. James Burbage, carpentiere e attore fece costruire nel 1576 il

primo teatro pubblico di Londra, the Theatre e ospitò la compagnia protetta dal conte di Leicester.

Philip Henslove era proprietario di numerosi teatri e il suo Diary è un documento fondamentale per

lo studio del teatro inglese elisabettiano, contiene l'organizzazione degli spettacoli compagnie,

contratti, elenchi, pagamenti. Per quanto riguarda i testi la loro composizione veniva affidata o

drammaturgo assoldato dalla compagnia. Spesso autori e attori si associavano e mettevano in

comune spese e guadagni e diventavano sharers.

Era economicamente sconveniente pubblicare i testi, poiché non esisteva il diritto di autore e spesso

alcuni stenografi nascosti tra il pubblico scrivevano e succesivamente pubblicavano il testo. Venne

creato il diritto di editore, registrato presso la corporazione degli stampatori. Questo registro è la

fonte principale dita dei titoli dei drammi scritti in epoca elisabettiana circa 1500.

Teatri pubblici e teatri privati

Il teatro pubblico stava ad indicare un teatro costruito di proprietà di un impresario o di una società

di azionisti, che richiedeva un piccolo pagamento per l'ingresso e che riprendeva le arene per il

combattimento tra animali e i cortili delle locande. La platea del teatro pubblico si raggiungeva

appena superato l'ingresso. The Theatre è ritenuto il primo teatro pubblico elisabettiano venne

costruito nel 1576 a un miglio della City, sia per evitare il controllo dell’autorità sia per problemi di

spazio; in realtà era stato preceduto dal Red Lion nel 1574. A questo seguirono anche altri teatri tra

cui il the Globe nel 1599. Alcuni teatri avevano una struttura poligonale o circolare ed erano

costruiti in legno su fondamenta di malta e mattoni, c’erano tre piani di gallerie coperte, che

circondavano il cortile interno chiamato yard, lastricato e inclinato verso la scena. C'erano uno più

ingressi e le scale interne portavano alle zone superiori. Il palcoscenico era una vasta piattaforma e

dietro al palcoscenico vi era uno spogliatoio che aveva due o più aperture sulla scena. A livello della

prima galleria c'era una balconata che poteva venire usata come luogo teatrale in congiunzione col

palcoscenico. Nella parte prospiciente al palco c’era una botola detta Hell, luogo di sparizioni ed

apparizioni. Verso il centro del teatro si protendeva una zona coperta chiamata Heaven, sostenuta da

due colonne di legno sistemate sul palcoscenico stesso serviva a proteggere lo spazio della

rappresentazione da l'inclemenza del tempo ea fornire un luogo da cui potevano calare oggetti e

persone. Durante la rappresentazione una bandiera sventolava in cima al teatro. La critica è discorde

sull'esistenza di un palcoscenico chiuso da tendaggi, ma alcuni drammi di tipo elisabettiano lo

presupponevano, ad esempio The Tempest di Shakespeare.

I teatri privati erano situati in aree particolari definite liberties, tra cui Blackfriars, Blackfriars 2,

Whitefriars; essi erano grandi sale rettangolari, che potevano ospitare circa 700 persone sedute su

panche davanti alla scena e il costo del biglietto era molto caro. Il più famoso fra i teatri privati è il

Blackfriars che nel 1608 divenne di proprietà di King’s men, la compagnia di cui faceva parte anche

Shakespeare. Con l'Atto di Supremazia di Enrico VIII erano stati incamerati tutti i beni della chiesa

e il convento dei frati domenicani era stato trasformato nel Blackfriars. Dal 1584 1596 il teatro

venne abbandonato dalle compagnie di giovani, ma nel 1596 l'ex monastero venne riacquistato da

James Burbage e diede il via al secondo Blackfriars. Il palcoscenico era sistemato su uno dei due

lati corti, il lato sud, mentre l'ingresso che si apriva in cima allo scalone di accesso era situato sul

lato nord. Con l'aggiunta di uno scellino si poteva sedere sulle panche allineate in platea e con

ulteriore scellino c'era chi si accomodava sui sedili posti direttamente sul palcoscenico. Il teatro

privato più ampio era la Banqueting House, la sala dei banchetti a Whitehall. In questo teatro

avvenivano gli spettacoli più sorprendenti dal punto di vista scenografico, gli spettacoli di corte. Al

centro della sala c’era il trono collocato su una pedana e attorno ai seggi per i notabili. In epoca

giacomiana un grande tappeto verde era steso tra il palcoscenico è il trono e su questo tappeto

avevano luogo le danze.

La messa in scena

Il teatro era luogo della finzione dell'illusione ed era un vero e proprio gioco, a volte complicato che

poteva spiegare e rivelare molte cose ed essere lo specchio della natura. Così attraverso i secoli si

era svolto un processo di codificazione per cui i personaggi mitologici erano immediatamente

riconoscibili da tutti, ad esempio un telo azzurro era il mare, un attore con elmo e ali ai piedi

mercurio, un altro con l’areola San Pietro. Negli inventari in possesso del Revels office troviamo le

stesse cose che ci ripetono la povertà della scena elisabettiana, la sua sostanziale nudità. Un

manuale molto diffuso agli inizi del 600 che presentava una grande varietà di costumi era quello di

Cesare Vecellio, Degli habiti antichi et moderni di tutto il mondo, una raccolta di incisioni che

presenta il costume classico. La grande libertà nella creazione di costumi e il limitato interesse per

gli apparati scenici dipendevano in parte dalle disponibilità economiche limitate delle compagnie.

L’illuminazione nei teatri pubblici era offerta da candele ma nei teatri privati non è escluso che

venissero usate anche luci colorate ottenute schermando delle candele o delle lampade a vetro

colorato. Ciò che non mancava mai nel teatro elisabettiano era la musica, i musicisti che avevano

inizialmente un angolo loro riservato, nei teatri pubblici trovare una sistemazione nella tyring room,

o spogliatoio o in alcuni casi in uno spazio nella galleria sopra il palcoscenico coperto da una tenda.

Nello spettacolo di corte venivano invece utilizzati costumi preziosi, i marchingegni più complessi

utili a rendere la scena prospettica di derivazione italiana. Emblemi, imprese e simboli comparivano

su vestiti e mantelli e le stoffe usate erano molto pregiate. Per le musiche venivano chiamati

musicisti illustri come Ferrabosco e Lupo.

Le compagnie e gli attori

La prima licenza reale per una compagnia di attori professionisti fu data dalla regina alla compagnia

dei Leicester’s Men nel 1574. Questa prima patente servì come modello per tutte quelle che

successivamente furono rilasciate alle altre compagnie. Le compagnie erano organizzazioni

commerciali indipendenti che facevano a ciò che offriva loro maggior profitto possedevano sia

teatri che copioni dei testi da rappresentare ed erano sostenuti sempre da un impresario con cui

dividevano i ricavi. Le compagnie del teatro elisabettiano erano tutte costituite da uomini anche

giovanissimi, i ragazzi, fino a che la voce e l'aspetto glielo permettevano, assumevano i ruoli

femminili e questa usanza fu in vigore fino al 1660. Altre compagnie importanti furono la

compagnia del conte di Sussex fondata nel 1569, la compagnia dei Lord Strange’s Men, comparsa

per la prima volta a corte nel 1582, scioltasi e confluita nella compagnia di Chamberlain; la

compagnia dei Queen’s man formatasi nel 1583 che ruotava attorno a due attori che erano nelle

grazie particolari della regina, Robert Wilson e Richard Burton. Entrambi recitavano improvvisando

le battute come comici della commedia dell'arte italiana.

La compagnia dei Chamberlain’s Men fu fondata nel 1594 da Burbage e ebbe la sua prima sede in

The theatre, poi al Globe. Nel 1604 divennero King’s Men, sotto il patronato di Giacomo II.

Il pubblico

il pubblico elisabettiano era diviso secondo quattro classi principali in ordine di reddito: classe

aristocratica, galantuomini, artigiani, manovali. Il pubblico dei teatri era composto da esponenti tutti

le classi e andare a teatro era un'attività particolarmente gradita anche alle donne. Le folle che si

spostavano dalle periferie in città nelle zone dei teatri creavano spesso veri e propri ingorghi nel

traffico e gli abitanti si lamentavano con le autorità preposte all'ordine pubblico. I più ricchi

andavano in carrozza, oppure in barca per evitare il traffico. Giunti a teatro gli spettatori erano

subito deliziati da musiche e canzoni e venivano loro offerti cibi e bevande. Il pubblico non era mai

calmo e silenzioso e prendeva parte con entusiasmo esperienza collettiva e controbattere alle battute

degli attori. Gli attori per imporsi su un pubblico così rumoroso dovevano declamare i versi ad

altissima voce e gesticolare molto.

1.University wits

Studenti universitari uguali nella scuola primaria università poi avevano studiato e scritto per il

teatro erano particolarmente attenti alle nuove tendenze e al gusto emergente.

John Lyly attinse molto gli autori italiani e a quelli classici dai quali trasse temi, argomenti,

personaggi e ambientazioni. In Galatea Lyly si rivolge dalla storia e dall'allegria classificate alla

favola pastorale così come in Endimione. Midas è una storia che fa riferimento al mito narrato nelle

Metamorfosi di Ovidio e in Mida l'autore ci presenta in forma allegorica un grande personaggio

della storia contemporanea Filippo II di Spagna. Al dramma pastorale appartiene anche Woman in

the moon anche gli elementi intrinseci a questa commedia sono tali da poterla definire meglio come

un ibrido.

Robert Greene è il più tormentato tra questi giovani. Scrisse alcuni romanzi pastorali, combinando

nelle trame l’avventura e l’amore. Frate Bacone e Frate Bungay è una grande varietà di situazioni.

James IV, l’ultima opera di quest'autore presenta un triangolo amoroso tra il re di Scozia, Dorotea

ed Ida, l'atmosfera è fantastica e vi si muovono personaggi soprannaturali come Oberon, re delle

fate.

Thomas Lodge è l'unico tra gli University wits che visse una vita tranquilla e normale svolgendo la

professione di medico. Autore di poemetti canzoni e satire e del romanzo eufuistico Rosaline, ma

soprattutto fu sostenitore della causa del Teatro contro il puritano Gosson.

Nashe Si laurea a Cambridge e fu coinvolto nelle lotte tra episcopali e puritani. È famosa la sua

collaborazione con Green e la sua composizione di un gran dramma allegorico il testamento le

ultime volontà di Summer del 1592, dove compare il fantasma di un buffone alla corte di Enrico

VIII, che introduce i suoi compagni i quali si impegnano in danze e allegre canzoni.

Robert Wilson non faceva parte di questo gruppo ma otteneva ma è successo nel periodo in cui loro

erano attivi. Nazionalismo anticlericalismo timore delle trame cattoliche erano motivi ricorrenti nel

teatro elisabettiano. Tarleton e Wilson erano membri del Leicester’s Men e seguirono il conte nella

spedizione delle Fiandre e lo sostennero facendo una intensa propaganda protestante. Wilson scrisse

tre commedie: Le tre signore di Londra, I tre cavalieri e le tre signore di Londra e La profezia del

ciabattino. In queste gli modifica lo schema della moralità adattandolo al gusto teatrale dell'epoca.

Christopher Marlowe probabilmente nacque nel 1564 e apparteneva alla corporazione dei calzolai.

Nella scuola di Canterbury Marlowe ricevette il tipo di istruzione comune a tutte le scuole inglesi,

studiò la grammatica latina e le opere storiche di più grandi autori ed ebbe una formazione religiosa

fondata sulla Bibbia. Studiò anche a Cambridge dove si dedicò gli studi classici che costituivano la

formazione di base di ogni allievo. Le autorità accademiche erano ostili nei suoi confronti perché si

era rifiutato di prendere i voti e di entrare nella Chiesa anglicana pur avendo usufruito per 6 anni

della borsa di studio. La carriera di Marlowe come drammaturgo inizia in collaborazione con i Lord

Admiral's men che misero in scena il suo Tamburlaine the great. Questa tragedia alimentò il gusto

per l'Oriente per l'esotico tipico dell'Inghilterra con l'impulso dato dai viaggi e dalle esplorazioni. La

tragedia è divisa in due parti e prende spunto dalla vita di un sovrano realmente esistito, Tamerlano

di Samarcanda, che da umile uomo conquista il regno, ma poi si trasforma in un tiranno crudele.

Tamburlaine è anche la prima opera teatrale inglese nella quale il blank verse, decasillabo non

ritmato, viene usato con successo. Nelle tragedie seguenti e in particolare in Edward II grazie ad un

uso frequente di jum, il blank verse assumerà una cadenza naturale e una grande fluidità. La

condotta ispirata ad un assoluto egoismo la religione intesa come un mantello con cui coprire i

crimini e la vendetta perseguita ogni costo sono le idee che parla o prende a presto dal Machiavelli

elaborato dal Gentillet. La paternità di Edward II è indubbia, questa tragedia rappresenta una

naturale evoluzione degli anni precedenti e costituisce un'anomalia nel canone di Marlowe. Gli eroi

delle capacità sovraumane lasciano il posto ad un debole sentimentale il cui primato come viene

conteso da altri personaggi, l'autore si interessa anche ad altre figure che vengono dipinte con

finezza ed acutezza psicologica. Nonostante il titolo Edward II non è un dramma storico e l'autore

prende solo spunto da alcuni storici, ma il suo interesse è sulla relazione amorosa tra il debole e

frivolo Edward e il suo favorito. Nel 1592 Marlon venne imprigionato e nel 1593 morì.

La tragedia di vendetta

Un filone importante nel teatro elisabettiano è quello della revenge tragedy, cioè quello di una

tragedia la cui azione principale è la vendetta. Questo filone si apre attorno al 1587 con la comparsa

sui palcoscenici londinesi di The Spanish tragedy di Thomas Kyd e si chiude nel 1642 con la

chiusura dei teatri, l'ultima opera che vi sia scrive è infatti The cardinal di James Shirley.

La tragedia di vendetta conosce il suo massimo fulgore nel primo ventennio e conosce la sua

fortuna in un genere diverso, il melodramma. Questo tipo di tragedia riconducibile a uno schema

unitario in cui il motivo centrale presenta il vendicatore apparire o nelle vesti di eroe o in quelli di

un villano machiavellico. Un dato certo è che nel Rinascimento l'etica cristiana e l'etica pagana si

fondono una sorta di compromesso che troviamo bene espresso nella tragedia dell'epoca. Inoltre in

Inghilterra nel 500 si era diffusa non so se decisione valore assoluto indiscutibile della giustizia

divina. Da un lato l'incertezza relativa all'esistenza o meno di una giustizia divina, dall'altro la

sfiducia nella legge degli uomini ebbero un forte impatto soprattutto negli animi di coloro che

cercavano consolazione per una morte ingiusta, una morte che doveva essere assolutamente

vendicata. Nella finzione teatrale il protagonista non sopravviveva mai al compimento della

vendetta perché la sua morte era il solo mezzo per ristabilire l'ordine naturale e sociale violato

dall'omicidio.


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Riassunto per l'esame di storia del teatro moderno e del prof. Fazio, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Storia del teatro inglese dalle origini fino al 1660, Anzi, dell'università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in PDF!
In alcune sezioni imprecise il testo è stato completato con l'ausilio di Brockett, Storia del teatro.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Docente: Fazio Mara
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saradigiovannantonio94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Fazio Mara.

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