Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

come Premio Nobel. Scrive ancora "Reflexions sur la guillotine" finchè nel 1960 viene ucciso in un

incidente stradale "assurdo". Nelle sue tasche fu trovato inoltre un biglietto ferroviario non

utilizzato, probabilmente aveva pensato di usare il treno, cambiando idea all'ultimo momento. In

passato aveva più volte sostenuto che il modo più assurdo di morire sarebbe stato proprio in un

incidente automobilistico

L'influenza di Camus è stata molto considerata all'epoca: ha saputo esaltare gli spiriti con il suo

profondo umanismo, affermando in un tempo dominato dal vitello d'oro del realismo, l'esistenza del

fatto morale.

Pensiero

L'operato di Camus può strutturarsi introno a due poli principali, corrispondenti alle due tappe del

suo itinerario filosofico: l'assurdo e la rivolta.

- La morale de l'assurdo: la presa di coscienza del non senso della vita conduce all'idea che l'uomo è

libero di vivere, smette di pagare le conseguenze dei suoi errori e deve esaurire le gioie sulla terra.

Queste idee sono esposte nel "Mito di Sisyphe", "L'etranger", "Caligula" e "Le malentendu" (ciclo

dell'assurdo – durante la guerra)

- L'umanismo della rivolta: l'autore arriva alla scoperta di un valore che da un senso e un limite

all'azione, ovvero la natura umana. Questo appare nella "Peste", "L'etat de siege" e "Les Justes"

prima di esprimersi direttamente nel "L'homme Revoltè" (ciclo della rivolta – dopo la guerra, no

libertà individuale)

La carriera di Camus è quindi quella di uno psicologo e di un moralista.

Il non senso della vita e il sentimento dell'assurdo può nascere dal sentimento della stranità della

natura, dell'ostilità primitica del mondo al quale ci si sente totalmente estranei. Oppure è il tempo

che porta all'annichilimento degli sforzi ed è il peggiore nemico; la routine. O ancora è la certezza

della morte che ci rivela l'assurdità e l'inattitudine dell'intelligenza che non riesce a comprendere il

mondo.

Ma non è il mondo che è assurdo, ma è il confrontare il suo carattere irrazionale e il desiderio perso

della chiarezza. L'assurdo non è nè nell'uomo, nè nel mondo, è nella loro presenza comune, nasce

dalla loro antinomia.

Camus libera i comportamenti d'evasione: da una parte il suicidio, che è la soppressione della

coscienza, dall'altra parte le dottrine che pongono al di fuori del mondo le ragioni e le speranze che

darebbero un senso alla vita, ovvero la credenza religiosa (suicidio filosofico degli esistenzialisti)

Camus prende dall'assurdo tre conseguenze: la rivolta, la libertà e la passione; trasforma in regole

della vita quello che era l'invito alla morte e rifiuta il suicidio.

- La disfatta: Camus oppone allo spirito del suicidio chi è condannato a morte ed è allo stesso tempo

cosciente di morire e rifiuta la morte. Per lui è questa rivolta che conferisce alla vita il suo prezzo e

la sua grandezza, esaltando l'intelligenza e l'orgoglio dell'uomo alle prese con una realtà che lo

attraversa e l'invita a prosciugarsi.

- La libertà: l'uomo assurdo prova solamente la sua propria libertà di spirito o d'azione. Fino

all'incontro con l'assurdo egli aveva l'illusione di essere libero, ma era schiavo dell'abitudine o dei

pregiudizi che davano alla sua vita solamente poco scopo e valore. La scoperta dell'assurdo gli

permettono di guardare tutto con un nuovo sguardo, ed è profondamente libero nel momento in cui

capisce la sua condizione senza speranza e senza un domani.

- La passione: vivere in un universo assurdo consiste a moltiplicare le esperienze con passione.

Camus insiste sulla loro quantità.

Camus analizza l'assurdo dell'uomo come condizione alienante e reale, non come necessità o unica

via. Egli opera una diagnosi di tale problema esistenziale per risolvere il quale serve una cura che

solo la solidarietà umana è in grado di produrre. L'uomo scopre la sua inconsistenza e la sua

assurdità intuendo che solo attraverso la presa di coscienza di questo stato di cose si aprono nuovi

orizzonti, il difficile è entrarci.

L'assurdo è penoso e la presa di coscienza di esso frustra e macera, ma è uno stimolo intellettuale

importante ed è nel "Mito di Sisifo" che viene posto in maniera chiara il problema. Ma la soluzione

nella solidarietà umana appare con "La Peste" che rappresenta perciò un superamento del senso

tragico e assurdo dell'esistenza umana.

Ma il tema della solidarietà umana è uno sbocco che è convincente solo in parte e che per alcuni

versi pare addirittura forzoso e non privo di derive moralistiche. Ben diverso l'atteggiamento che sta

alla base del grande e profondo tormento esistenziale molto esplicito sino all'inizio degli anni '40.

Un tormento che si esprime nell'ateismo esistenziale.

Camus affronta anche ne "L'uomo in rivolta" il tema della violenza, sia essa metafisica, libertaria o

terroristica. L'opera è anche un'analisi socio-psicologica profonda delle motivazioni che portano alla

rivolta violenta e all'omicidio.

Camus, contrapponendosi a Sartre, non sia più un esistenzialista ateo, ma semplicemente che egli

intende abbandonare il pessimismo estremo per lasciare l'orizzonte aperto alla speranza di un senso

del lottare contro il male.

Per Camus, la strada maestra dell'uomo che pensa è quella di combattere contro l'assurdo e la

mancanza di senso dell'esistere. Un assurdo che non è nella natura dell'uomo in quanto tale, ma nei

"modi" con cui l'uomo struttura negativamente il proprio esistere e il proprio convivere. Far fronte

alla "peste" (che nella sua opera simboleggia anche la dittatura) è possibile nella solidarietà e nella

collaborazione. Gli uomini, se uniti da ideali positivi perseguiti con determinazione e forza, devono

sempre rimanere vigili in attesa che «...la peste torni a inviare i suoi ratti». Ma tutto questo deve fare

i conti con lo stato personale di attività e con i propri limiti: l'artista (così come l'uomo comune) è

sempre in bilico fra solidarietà e solitudine (solidaire ou solitaire), e spesso si trova di fronte a

situazioni che avrebbe potuto evitare se avesse approfittato di un'occasione passata (La caduta).

Camus rifiutava l'appellativo di "pessimista" : «Non ho disprezzo per la specie umana... Al centro

della mia opera vi è un sole invincibile: non mi sembra che ciò formi un pensiero triste».

Se Sisifo, una volta negato Dio, vede un mondo in ogni parte di esso e può sentirsi felice per il solo

fatto di lottare contro il Dio-padrone, il nichilismo è già vinto anche se la sofferenza e l'ingiustizia

continueranno a imperversare

L'Etranger (cronaca nera : fait divers)

Meursault è un giovane impiegato d'ufficio ad Algeri, è condannato a morte per aver ucciso un

uomo arabo sulla spiaggia, senza ragioni apparenti. E' Meursault stesso che racconta, come se il

film della sua vita scorresse sotto i suoi occhi. Si divide in due parti: la prima comprende tutti gli

avvenimenti che sono successi duranti i 18 giorni precedente all'omicidio; la secondo dura un anno

e copre tutta la durata del processo.

Tutto è cominciato il giorno della sepoltura di usa madre, Meursault assiste come in un sogno e

rifiuta di vedere l'ultima volta il corpo di usa mamma. Di ritorno ad Algeri ritrova la routine della

vita quotidiana: lavoro, le uscite con Marie, conversazioni con i vicini. Una domenica, il suo vicino

Raymond l'invita ad andare sulla spiaggia, ma li un litigio scoppia tra Raymond e due arabi.

Meursault per evitare un dramma toglie al suo amico la pistola. A mezzo giorno Meursault ritorna

sulla spiaggia, fa molto caldo e il sole è accecante. Gli arabi sono ancora la: un arabo tira fuori il

suo coltello, Meursault clicca il grilletto. Tutto succede senza che se ne renda conto.

Meursault poi assiste al processo come se fosse un estraneo. Il comportamento che ha avuto il

giorno della sepoltura della madre e la sua assenza di rimorsi shockano. Meursault è accusato di

insensibilità, di non conoscere le regole della società. Non si fa più il processo di un uomo che ha

assassinato un arabo, ma di chi ha interrato la madre con un cuore di criminale. Ribellato alla

società Meursault aspetta la morte con serenità, capendo alla fine che è stato felice nel mondo.

Il carattere del protagonista è un pò strano, sembra indifferente al mondo o meglio, accetta gli

avvenimenti come capitano senza porsi domande. Questo comportamento non è compreso dagli

altri e sarà a suo sfavore durante il processo: lo accusano di essere estraneo alla società, alla

giustizia, a lui stesso, perchè ha agito senza volerlo. Meursault non aveva ancora preso coscienza di

essere estraneo al mondo, è durante il processo che realizza quanto gli altri siano diversi da lui.

Dall'indifferenza passa alla rivolta: lui è colpevole, ma ama la vita: gli altri non hanno capito che il

suo amore per la vita si esprimeva attraverso una comunione silenziosa e profondo con il mondo e

non attraverso le convenzioni sociali e rituali.

Ne "L'etranger" Meursault trova sotto il suo pagliericcio un vecchio giornale che raccontava la

storia che Camus sviluppò poi ne "Le malentendu" (fait divers : cronaca nera) con qualche

dettaglio: Jan ha un donna ma non un figlio, non è assassinato a colpi di martello, ma addormentato

e poi affogato nel fiume. Camus poi rende le due donne le protagoniste dell'azione piuttosto che la

vittima, e inventa il vecchio domestico, oltre che anche gli altri clienti facevano la stessa fine.

Meursault formula la morale de "Le malentendu" . Se Meursault appare come la vittima di una

potenza cosmica, Jan sembra avere la libertà di evitare il suo malessere.

Le Malentendu (il malinteso)

[differenza con il film: storia uguale, ma la moglie è l'unico personaggio colorato perchè indossa un

vestito giallo, il resto paesaggio/clima è buio e triste e la madre e la sorella sono sempre grigie)

Variante tragica della parabola del ritorno del figliol prodigo

L'action se passe en Boheme.

Act I

Mere: "j'aspire à la paix, a un peu d'abandon" (la morte..elle est fatigueé)

Martha: "le jour ou nous serons devant la mer dont j'ai tant reve vous me verrez sourire, mais il faut

beaucoup d'argent"

Martha: "il faudra le tuer" (le voyageur riche)

Jan: "tout etait plus difficile que je ne l'avais cru" (la madre e la sorella non lo riconoscono, viene

servito con della birra come tutti gli altri, mentre lui si aspettava almeno un pasto caldo e

accogliente, è rimasto commosso e non aveva più parole)

Maria: vuole che Jan parli subito chiaro, rivelando la sua identità, presentando sua moglie, dicendo

che vivono in un paese felice davanti al mare e al sole

Maria: è spaventata dal posto, nel paese non c'è una faccia allegra, è sospettosa e non ridono più,

vuole partire e tornare a casa

Jan: "ce n'est pas le bonheur que nous sommes venus chercher. Le bonheur nous l'avons"

Maria: "je ne veux pas que tu m'y laisses seule" (vuole restare con lui, è la prima notte dopo essere

sposati da 5 anni che non dormono insieme)

Jan: "j'ai compris que ma mère avait besoin de moi"

Maria: "tu prends la voix de la solitude, ce n'est pas celle de l'amour"

Jan: "on ne peut pas toujours rester un etranger = un homme a besoin de bonheur , il est vrai mais il

a besoin aussi de trouver sa definition, et j'magine que retrouver mon pays, rendre heureux tous

ceux que j'aime, m'y aidera"

Maria se ne va dicendo "Adieu"

Jan: da un nome falso Hasek Karl e dice di non essere cosi povero, ma che è contento.

Martha sta per leggere il passaporto di Jan, ma viene interrotta dal domestico e quindi è distratta.

Gli chiede poi dove abita (vicino al mare in Africa) e se è sposato (la sua donna è in Marocco)

Martha: "vous avez choisi un auberge tranquille, nous recherchons le bon client"

Jan: "il m'a semblè simplemente que nous n'etions pas si etrangers que cela l'un à l'autre" (parla

della solitudine, ma lei si arrabbia e gli dice che deve avere il diritto di essere un cliente e di non

preocuparsi per il resto)

Jan: "un fils qui vous aurait pretè son bras?" (si riferisce alla madre, vuole indagare di più sui suoi

sentimenti, ma la sorella è scocciata, non vuole che il cliente entri nei loro pensieri familiari)

Mere: "un fils! Oh! Je suis une trop vieille femme! Le coeus s'use"

Jan: "il est vrai, mais je sais qu'il n'oublie jamais"

Martha: "trop d'annes grises ont passé sur ce petit village et sur nous"

Mere: "voyez ces mains qui sont encore fortes, elles pourraients maintenir les jambes d'un homme"

(allude ai corpi delle vittime, ma intanto l'ha chiamato MON FILS e Jan le chiede perchè, lei

risponde che è confusa e che è un modo di dire, non ha niente di familiare)

Mere: "pourquoi lui avoir parlé de mes mains? Il aurait compris et il serait parti, mais il ne

comprendd pas, il veut mourir!" (si sente poi stanca, non vuole fare fatica per ucciderlo, c'è

qualcosa di nuovo in questo cliente, ha fatto anche irritare la sorella, non vuole ucciderlo quella sera

e la sorella le dice "ce sera ce soir ou ce ne sera pas")

Act II

Jan ripensa alla moglie (gioia vs tristezza)

Martha è indecisa se farlo partire, Jan se ne accorge, dovrebbe essere il contrario che il personale

debba trattenere il più a lungo possibile il cliente.

Jan: "j'ai des affaires à mettre en ordre, avant de reprendre mes voyages, et j'esperais trouver ici la

tranquillitè et la paix qu'il me fallait"

Jan: "Il me semble que vous venez de me tenir un langage humaine" (si riferisce a Martha che in

camera sua parla e lascia da parte le convenzioni, inoltre capisce che vuole che Jan rimanga nel loro

albergo. Jan continua ad usare la parola ETRANGE sia per il linguaggio di Martha, sia per la casa e

lei gli risponde "peut etre est ce seulement que vous y conduisez de facon etrange")

Jan si chiede perchè non ritorna da Maria per essere di nuovo felice, ma ha una missione in carica

sulla madre e la sorella, e dice "c'est dans cette chambre que tout sera regle"

Camus stesso si riconosce nel sentimento di solitudine eterna di Martha, e crede che non ci sia una

risposta per la soluzione.

Martha porta a Jan del thè dicendo che il vecchio domestico forse aveva capito male, lui beve, ma

entra la madre dicendogli che non era per lui e lo porta via

Jan dice alla madre che vuole partire quella sera, perchè li non si sente a suo agio, dice però che è

molto contento della loro accoglienza

Jan: "j'ai le sentiment de m'etre trompé et de n'avoir rien a faire ici, j'ai l'impression que cette

maison n'est pas la mienne" (comincia ad essere stanco, si appoggia al tavolo e parla con difficoltà,

dorme e mormora che Maria aveva ragione)

Le due donne entrano nella stanza e prendono i soldi dal portafoglio, cade il passaporto e lo prende

il vecchio domestico. La madre vuole aspettare li che lui muoia affogato, parla con la figlia dicendo

"il dort, il n'a plus rien a se raidir, a se forcer, a exiger, il ne porte plus la croix de cette vie interieure

qui proscrit le repos, la distraction, la faiblesse, il dort et ne pense plus, pas de devoirs, ni de taches,

je l'envie de dormir et mourire bientot!"

Martha confessa che ha deciso grazie a lui e al paese di cui parlava

Martha è caratterialmente fredda, ma uccidendo sta bene, è felice

Act III

Martha: "ce matin est le premier ou je respire, il me semble entendre deja la mer, il y a en moi une

joie qui me fait crier" (ma la madre le dice che si sente cosi vecchia che non può condividere con lei

più niente)

Mere: "le crime est beau" (assurdo che la madre dica questo)

il domestico consegna il passaporto a Martha senza dire nulla, lei è calma e lo fa leggere alla madre.

Con una voce neutra fa intendere, dopo aver letto chi era, che vuole uccidersi. Finalmente prova

dolore, non ci sono scuse, non ha riconosciuto il figlio. "je ne l'ai pas reconnu et je l'ai tuè"

Rapporto madre/figlio=inscindibili

Martha si arrabbia capisce che la madre vuole più bene al fratello, la madre le spiega che è stata una

buona figlia e che l'ha aiutata, ma il suo cuore ha provato ancora dolore dopo tempo, e una madre

che non riconosce suo figlio ha finito il suo ruolo sulla terra.

Martha è ardente d'amore per la madre, l'unico amore. La madre si sente vuota, sterile, senza un

futuro "j'ai perdu ma liberté, c'est l'enfer qui a commencé"

Discussione tra le due: la sorella vuole che sua madre riconosca ciò che ha fatto per lei e il suo

amore, mentre la madre non riesce a perdonarsi.

La madre si punisce per non aver riconosciuto il figlio, non per non aver amato ugualmente sua

figlia.

Martha afferma che avrebbe lo stesso ucciso il fratello per aver abbandonato sua madre.

Dialogo tra Maria e la sorella, cerca suo marito perchè doveva raggiungerla ed è stupita che non

l'abbia fatto, cosi va nell'albergo a chiedere. Maria è diretta mentre Martha fa fatica ad usare un

linguaggio netto e chiaro, la sorella continua a dire che è andato via. Maria dice a Martha che era

suo fratello e si chiede come hanno fatto a non riconoscerlo, e a questo punto le dice che è morto.

Martha non vuole essere toccata (estranea a tutto, anche alla cognata e non chiama neanche Jan

come suo fratello ma come suo marito) "il n'y a rien de commun entre nous"

Maria spera sia uno scherzo, è incredula. Martha dice dove si trova il corpo, scena terribile,

ammette che sono state loro a ucciderlo portandolo al fiume.

Maria è l'unico personaggio innocente, si rifiuta di credere ed è tutto folle per lei.

Differenza tra Maria e Martha: la prima è amata, la seconda mai

Maria è sconvolta da ciò che sente e vuole sapere perchè, Martha le chiede perchè vuole saperlo, la

moglie le dice che è per amore, ma la sorella non conosce questa parola (la madre l'ha lasciata sola)

Martha fa fatica a parlare con Maria, non capisce le parole d'amore, di gioia o dolore. Martha spiega

perchè l'hanno ucciso (per rubare i suoi soldi) e l'hanno già fatto con gli altri viaggiatori, da una

risposta secca "si" alla domanda se sono criminali. Maria le chiede se già sapeva chi era e Martha le

dice che c'è stato un malinteso (titolo dell'opera)

Riferimenti al teatro, Maria si rivolge con "cette comedie", Martha è impassibile al pianto di Maria,

che racconta che Jan voleva farsi riconoscere, ritrovare la sua casa, riportare il benessere e la

felicità, ma non trovava le parole. Maria poi finalmente prova rabbia, odio e la minaccia in qualche

modo.

Martha dice che mentre la madre è già andata a uccidersi, lei lo farà ma da sola, lontana dai due

(non si sa come, il testo non lo dice) e parla quasi come se ci fosse un rapporto carnale tra madre e

figlio. Inoltre dice che lei ha perso sua madre due volte (una perchè l'ha respinta e una perchè si è

uccisa) mentre Maria ha perso il marito una sola volta dopo anni felici. Lei si trovava complice con

sua madre compiendo i crimini

Martha: "le crime est une solitude, il est juste que je meure seule, apres avoir vecu et tuè seule"

(Camus si avvicina a Sartre come modo di scrivere) Rifiuta qualsiasi contatto umano fisico.

Immagine scenica: le due si fronteggiano faccia a faccia

Maria afferma che non sente niente per Martha e per la madre, ne odio, nè compassione. E'

disperata, ma ha avuto pochissimo tempo per ribellarsi "le malheur etait plus grand que moi"

Martha è senza pietà, non sopporta il dolore e le lacrime di Maria, è un sollievo che se ne vada e

non lascia speranze a Maria

"l'ordre où personne n'est jamais reconnu" = discorso molto ampio ma riferimento poi all'uccisione,

lui è entrato nel nulla e se n'è andato nel nulla, tutto è nell'ordine

Maria è dispersa, smarrita (riferimento a Caligula quando muore Drusilla)

Martha non vuole più sentir parlare d'amore nè di Jan e lo offende anche "imbecile", l'ha ESILIATO

dalla casa.

Parla della sua terra, o del luogo di vita dell'uomo, senza luce, dove ci si nutre degli uomini (animali

ciechi)

Martha dice che tutto è destinato alla morte e le da un consiglio "priez votre Dieu qu'il vous fasse

semblable a la pierre" (pregare un Dio che però non interviene = esistenzialisti)

Le da la possibilità o di morire anche lei o di aspettare il suo momento.

Maria si affida a Dio, tira fuori il suo dolore, mentre parla con Dio appare il vecchio domestico che

gli chiede se l'aveva chiamato, lei gli chiede di aiutarla e di avere pietà (ma come se stesse parlando

con Dio) e lui risponde "non" (non è possibile)

Camus in questo periodo era sperato dalla moglie che era in Algeria

Temi Amore e mancanza di amore (amore filiale che manca alla madre, amore di coppia di Jan e

• Maria, amore che Martha non ha mai conosciuto) l'amore della madre culmina con il

suicidio quando capisce che ha ucciso suo figlio, lasciando cosi sola sua figlia

Solitudine, sentimento dell'abbandono, culminano con gli eventi tragici

• Incomprensione e malinteso, all'origine di tutto il dramma dell'opera. Jan cerca pur non

• trovando le parole per rivelarsi di rompere quelle convenzioni imposte e trovare una

relazione tra il cliente e il personale per farsi riconoscere dalla sua famiglia. Le difficoltà

trovano il culmine con l'apatia di Martha anche dopo l'uccisione del fratello.

Il viaggio: la sorella e la madre che lo sognavano, e Jan e la moglie Maria che lo vivevano,

• cercando in vano di portare il benessere e la felicità alle altre due.

Caligula

Pièce = non la chiama tragedia, en quatre actes = una piece comune ha 5 atti, diverso anche da il

malinteso che ne ha solo 3

Personaggi sono molti: Caligola (più aspetti, creato come eroe della tragedia classica, connotazione

negativa, si considera la Peste, porta purificazione), Caesonia (donna che starà vicino a Caligola),

Helicon (confidente, personaggio che ascolta l'eroe, portavoce, doppio di Caligola), Scipione

(poeta, l'unico personaggio di cui Caligola avrà rispetto perchè capisce Caligola) Cherea (patrizio,

nemico, voce della ragione) coro intorno a Caligola, personaggi secondari, femme de Mucius subirà

umiliazione, coro antico

Scena unica perchè si svolge nel palazzo di Caligola, ma no unità di tempo assoluta perchè c'è un

intervallo di 3 anni tra il primo e gli atti successivi.

Act I (disperazione, sconforto di Caligola)

Presentazione, tutto avviene in pochi giorni e Caligola si trasforma.

Caligola è sparito da 3 giorni, parlano dei patrizi in una sala del palazzo. Ripetizione ossessiva di

"rien", assenza generale comincia con un nulla (dichiarazione dell'assurdo)

Si parla alla 3 persona, in questo atto passaggio da Gaio (Giulio Cesare Germanico: imperatore

nella storia stravagante, eccentrico e depravato, un'immagine di despota ) a Caligola (soprannome

per chi indossava nei campi la calzatura dei legionari, caliga)

"il avait un regard etrange" : fuori dalla sua identità, dal punto di vista simbolico, rottura specchio =

cambio identità.

Helicon prende un pò in giro i patrizi che discutono del perchè è sparito (forse per amore?) risponde

forse per il fegato o il disgusto di vedervi tutti i giorni (ironia)

Camus attraverso una sua frase fa anche un annotazione morale sui suoi contemporanei

Discorso sul dolore (riferimento a Pascal) noi non siamo capaci di sottostare a un grande dolore per

molto tempo, la vita sarebbe impossibile con un dolore persistente

Helicon dice che sono loro che rappresentano lo stato, se perdono la figura l'impero romano perderà

la testa.

Cherea afferma che Caligola era prima un imperatore perfetto, bravo, scrupoloso e senza

esperienza.

Drusilla era sua sorella, ma anche la sua amante ed è morta.

Il vecchio patrizio continua a dire proverbi, dovrebbe essere rispettato

Helicon è colui che parla chiaro dicendo la verità. Viene chiamato Caligula.

E' coinvolta Drusilla, ma non solo.

Helicon e Cherea sono importanti, mentre i patrizi sono delle macchiette che commentano

Scipione entra in scena e racconta che Caligola ha visto il corpo della sorella e l'ha toccato, questo

l'ha fatto uscire di testa e scappare.

Cherea da la colpa all'amore per la letteratura.

Era più riposante avere un imperatore funzionario.

Scipione chiede che devono fare, Cherea risponde "niente" e i patrizi dicono che aspetteranno, ma

se non ritorna lo rimpiazzeranno, perchè gli imperatori non mancano. (per loro già non c'è più)

Temono che ritorni senza ragione, e sono pronti a fargli la pelle se necessario, ma Cherea si discosta

dicendo di lasciarla ai suoi libri (si occupa di letteratura)

Camus attraverso la solidarietà riuscirà ad accettare l'assurdo

Prime due scene sono una presentazione, tragedia classica. Poi si apre la possibilità di vedere

Caligola (nel giardino del palazzo)

La scena 3 è vuota (non comune) perchè prepara l'ingresso a Caligola, ha l'aria stranita (riferimento

a Maria quando scopre che il marito è morto, "Le malentendu") prima cosa che fa è specchiarsi (per

ritrovare o meno la sua identità). L'unico che lo vede è Helicon che l'osserva in silenzio.

Nella 4 scena lo chiama Caio, non lo chiama Caligola, e quest'ultimo lo saluta come se nulla fosse.

Dice che è stato difficile trovare quello che voleva, la luna (versante femminile: simbolo: Diana,

vuole l'impossibile, attrazione uomo)

Helicon è stupito. Caligola vuole qualcosa che gli manca (portavoce degli uomini), ma Helicon

sembra che lo prenda in giro

Caligola: "tu penses que je suis fou" – Helicon: "je suis trop intelligent pour ça" (battuta ironica)

Spiega che dopo la morte di Drusilla desidera l'impossibile, perde la ragione. Ha bisogno di

qualcosa che non sia del mondo, vuole la felicità, il benessere o l'immortalità

Caligola dice che la morte della donna, sorella, amante che amava non è nulla (il nulla continua a

incombere).

Nonostante la disperazione ha un tono neutro "Les hommes meurent et ils ne sont pas heureux"

(ciclo dell'assurdo) "c'est que tout autour de moi est mensonge, et moi, je veux qu'on vive dans la

veritè"

Scipione chiede a Helicon se ha visto Caligola, lui mente perchè gli ha chiesto di non dire nulla.

Caesonia e Scipione parlando di Caligola utilizzando l'imperfetto. Lei lo giustifica dicendo che è un

bambino. Poi si specchia (importanza del corpo: elemento attraverso il quale compie le sue azioni, il

corpo può dare la morte)

Entra Caligola nella scena 7, il funzionario statale gli parla e gli da del tu, lo chiama Cesar (nome

che indica capo), gli ricorda il tesoro pubblico, e Caligola ride di consapevolezza.

Caligola prende un pò in giro il funzionario dicendo che è tutto sullo stesso piano, e gli dice che ha

un piano per mettere sotto sopra l'economia politica (lui è l'imperatore e può tutto)

Caligola dice che tutti quelli che dispongono di qualche fortuna delvono disertatre i loro figli e

testare sull'ora in favore dello stato (anche la richezza diventa una cosa inutile). Caligola dice che

gli uomini muoiono arbitrariamente, è completamente cambiato. La morte degli uomini non ha

nessuna importanza, essi sono colpevoli di essere nati. Il funzionario e Caesonia sono basiti dal suo

comportamento.

Caligola è impazzito per una verità che riguarda tutti, dice di essere intelligente e lo fa tremare.

Caligola, monstrum: si mostra per quello che è.

Elemento del gioco, gioca con le sue carte, tiene conto di ciò che si dice.

Ambiguità del personaggio di Scipione, sembra che sia sdoppiato

Nessuno riesce a capire il comportamento di Caligola (assurdo)

Scipion: "c'est un jeun qui n'a pas de limites. C'est la recreation d'un fou" (lo credono pazzo)

Caligola dice che è la vertù di essere imperatore, lui si sente libero, ha la libertà di potere, libertà

che nuoce agli altri uomini (riferimento filosofia Sartriana) "ma liberté n'a plus de frontières"

(ricerca dell'assoluto)

Caligola non vuole vedere Cherea perchè odia i letterati e le loro menzogne. Lui odia tutti perchè

non sono liberi, solo l'imperatore lo è.

Caesonia nella scena 9 vede Caligola piangere (non si sa perchè, forse per il peso della libertà, ma

lei pensa che sia per Drusilla, lui si arrabbia)

Caligola sente salire in lui dei fantasmi, ha bisogno di sostegno. Pensava che fosse una malattia

dell'animo, invece è il corpo che soffre "qu'il est amer de devenir un homme!" Dice che è inutile

riposarsi e dormire, se tanto con il suo potere non può cambiare le cose nel mondo come vuole lui.

Vorrebbe che gli uomini non morissero, cosi sarebbero felici. Caligola fa giurare a Caesonia di

essere crudele e implacabile. (riferimento teatro della crudeltà: gli spettatori venivano colpiti a

livello sensitivo)

Caligola ormai è uscito di senno, si pone come imperatore, in modo negativo (vuole cancellare

l'immagine ci Caesonia, tutto quella che viene prima)

Lui si è rinominato, Caligola, è rinato con forma diversa, incarnerà più ruoli, quelli sanguinosi.

Parossismo (estrema attività) : Caligola è un personaggio eccessivo e quasi si oppone ai personaggi

del "Malinteso", è un personaggio che non trattiene nulla, tira fuori tutto.

Act II (gioco, in senso teatrale, di Caligola)

I patrizi non hanno spessore umano, non sanno protestare. Le loro battute sono concentrate su loro

stessi "notre, nous"

Sono passati 3 anni dal primo atto (indicazione temporale)

Quando parla il capo tutti gli stanno dietro e li prende in giro, i patrizi sono stufi della situazione.

Scene ridicole ma vere in Svetonio.

In una sola battuta scopriamo cosa ha fatto Caligola in 3 anni: ha confiscato i beni di Patrizio, ha

ucciso il padre di Scipione, ha rubato la donna di Ottavio e la fa lavorare nella sua casa pubblica, ha

ucciso il figlio di Lepidus.

Scipione non ha rispetto per il padre, tant è che dice che ha fatto ciò che avrebbe potuto fare lui. I

patrizi continuano a dire che è un vigliacco, che ha umiliato uomini potenti tra la gente, è un cinico,

un attore di teatro (elemento teatrale: usato in modo negativo), un impotente e la loro pazienza è

arrivata al limite.

Sono tutti pronti ad andare contro Caligola, ma entra Cherea, che ha carisma, sarà lui ha dare il via

alla congiura. E' la ragionevolezza che si scontra contro la demenza lucida di Caligola, infatti come

Cherea ribadisce ai patrizi non è completamente folle, perchè lui sa quello che fa e quello che vuole.

Caligola uccide per un motivo profondo.

Cherea crede che la ragione basti per vivere, ma lui non si vuole vendicare.

Tragedia dell'intelligenza.

Riferimento a valori comuni: società, la famiglia.

Caligola si comporta male, anche a tavola mangia le olive e butta i noccioli in altri piatti, si pulisce i

denti con le unghie o si gratta la testa.

Sta recitando Lepidus non vuole far vedere ciò che prova, Caligola gli chiede di raccontargli delle

storie (è sadico) ma l'altro non ci riesce. Caligola è come se lo minacciasse di uccidere anche il 2

figlio.

Caligola obbliga gli altri a fare ciò che vuole e rende tutti delle marionette.

(scritto durante la Seconda Guerra Mondiale, perdita di dignità dell'uomo, campi di

concentramento, è la paura a dominare, paura non razionale che viene dal ventre, teatralizzazione

della paura e dei comportamenti di Caligola)

Caligola vuole la moglie di Mucius (piacere unicamente fisico) e quest'ultimo dice che l'ama.

Caesonia sostituisce Caligola in scene in cui lui non c'è, sotto tutti i punti di vista.

"Caligula est un vigoureux psychologue" si attribuisce a Caligola di aver capito la natura dell'uomo.

Rientra in scena Caligola per restituire la moglie a Mucius senza fare commenti.

Caesonia anche se sostituisce Caligola si nasconde dietro il suo essere donna, finge di non sentirsi

coinvolta. Copia anche il linguaggio di Caligola.

Glavio: spada dei gladiatori, simbolo del potere romano, indica giustizia

Caligola annuncia della carestia (provocata dalla natura, primo flagello di tutta la storia) il

funzionario gli dice che il popolo sarà superiore. Caligola si mette al posto della natura, del destino,

degli dei. Insegna agli uomini come agisce la natura su di loro.

Ironia cinica, ma non ridicolo, parodia del linguaggio quotidiano. Caligola fa leggere a Helicon una

parte del trattato. Caligola è regista e Helicon diventa attore "tout le monde meurt, c'est une

question de temps et de patience" (sillogismi) esecuzione non dettata da qualcosa di logico

(contesto storico)

Caligola vuole discutere del bordello. Caesonia dice che sarà eroe civile chi frequenterà di più il

bordello (assurdo) parteciperà ai guadagni (presa in giro ed esaltazione eroe e patria), assenza di


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

19

PESO

57.17 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti in italiano su Albert Camus (vita e approfondimento delle opere più importanti) relativi al corso di Storia del teatro francese della professoressa Mauri. Gli argomenti trattati sono i seguenti: Albert Camus vita e opere, pensiero, L'etranger, Le malentendu, riassunto atti 1-2-3. temi, Caligula, riassunto atti 1-2-3-4, temi, La peste, L'etat de siège, riassunto atti 1-2-3, Les Justes, riassunto atti 1-2-3-4-5.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luigi1046 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Mauri Daniela.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia del teatro francese

Dom Juan, Molière
Appunto
Riassunto - Le Misanthrope, Molière
Appunto
Le Tartuffe, Molière
Appunto
Riassunto esame Glottologia, prof. Bonfadini, libro consigliato La Linguistica: Un Corso Introduttivo, Berruto, Cerruti - cap. 5
Appunto