Goldoni e la riforma del teatro del '700
700 europeo: periodo del rinnovamento. Riguarda la riqualificazione culturale e testuale del teatro drammatico. In Italia dominava la commedia dell'arte che nel '700 si era inserita e ridotta a una ripetizione di schemi collaudati: nel '700 la vena creativa si era esaurita, la commedia era qualcosa di banale e scurrile, di basso livello e oggetto di accuse per la scarsa qualità d'interesse per il pubblico.
Le necessità di un rinnovamento si erano manifestate all'inizio del secolo, quindi Goldoni non è il primo che espone la riforma del teatro, ma c'erano già dei tentativi. Nel panorama letterario, un tentativo dal movimento dell'arcadia, e intorno agli anni '20 un tentativo promosso anche da Luigi Riccoboni, a contatto con tragediografi veneti. Infine, intorno agli anni '40 del secolo, in Toscana un gruppo di commediografi promuove un'idea di commedia scritta di contenuti vicini alla letteratura. Tutti falliscono perché si erano sviluppati nella prospettiva di un innalzamento del teatro alla letteratura. Al contrario, Goldoni riesce perché la sua riforma è una riforma che nasce a stretto contatto con la scena, dalle esigenze degli attori e si nutre della biografia degli attori. Osservazione diretta della vita contemporanea e dei caratteri umani. Avvicinare la letteratura al teatro. Riforma graduale che fa cambiare il gusto del pubblico e del teatro.
Attività di Goldoni in tre momenti
- Apprendistato dal 1734 al 1748
- Periodo veneziano dal 1748 al 1762: segna la produzione maggiore, lavora a Venezia con continuità con le compagnie comiche
- Periodo francese dal 1762 al 1793, a Parigi. Ultima opera, le memorie, poi muore a Parigi.
Periodo di apprendistato
Non nasce pensando di fare il drammaturgo, figlio di medico, avviato alla carriera di avvocato, si laurea a Padova nel 1731. Inizia ad esercitare una professione che continuerà a volgere fino al 1748. Associa all'esercizio della professione legale una grande passione per il teatro che lo porta a collaborazioni continuative con le compagnie. Inizio di una collaborazione a Milano nel '33, segretario di un diplomatico e qui conosce un attore che si esibiva in piazza che però conosce attori legati al suo gruppo, e grazie a queste conoscenze arriva a conoscere Gaetano Casali, è quello che gli presenta la sua prima compagnia.
Gli presenta Giuseppe Imer, capocomico di una compagnia di comici dell'arte e che va a lavorare a Venezia. Si incontrano a Verona nell'estate del '34. Goldoni comincia a lavorare per Imer come libero professionista (continua a fare l'avvocato) fornendo copioni interi di tragedie e tragicommedie ma rimodernando i canovacci e aggiornando gli zibaldoni e i generici. Questo lavoro, gli consente di impadronirsi delle tecniche materiali del teatro, capire i tempi tecnici e comici, giocare sul talento degli attori, comprendere il peso delle diverse parti all'interno della compagnia. Conoscenza artigianale del teatro che l'autore utilizzerà all'interno delle sue commedie.
Lo studio degli attori
Comincia in questi anni lo studio degli attori, regola importante per Goldoni, l'idea che per essere efficace la parte recitata dovesse attingere alla sua personalità. Parti disegnate per l'attore per garantirgli successo. Primo attore è Francesco Bruna detto il Gonighetti, recita nella compagnia di Imer la parte di Pantalone, Goldoni ritiene che merita interesse anche la sua figura umana, sperimenta su di lui un nuovo metodo di composizione, una parte da recitare senza maschera, scrive per lui il Momolo Cortesan del 1738. Testo con parti scritte per il protagonista e parti a soggetto per gli altri attori.
L'uomo di mondo, commedia regolare, completamente scritta, con la vicenda in comune con Momolo. Momolo è un testo sperimentale in cui un attore dell'arte va in scena senza maschera; racconta di un mercante veneziano contemporaneo, giovane, un po' bullo e scapestrato ma amante dei valori positivi. Il testo ha un discreto successo ma crea delle incomprensioni all'interno della compagnia. Imer sostiene il progetto di Goldoni perché attira il pubblico a teatro. Scriverà le sue commedie per ottenere la reazione positiva del pubblico.
La sfida con la famiglia di Antonio Sacchi
Battuta d'arresto quando all'inizio dell'anno successivo, nel '39, entra nella compagnia la famiglia di Antonio Sacchi. Si parla di anno comico secondo la tradizione della commedia dell'arte facendolo partire dal primo giorno di quaresima, contandolo fino all'ultimo giorno di carnevale. La quaresima era periodo interdetto alle rappresentazioni comiche, le compagnie si ricomponevano all'inizio della commedia, i teatri riaprivano la domenica dopo Pasqua, quando cominciavano le stagioni per le compagnie nomadi, erano minori e maggiori, minori primavera ed estate, maggiori autunno e carnevale.
Antonio Sacchi è l'Arlecchino, l'attore più famoso di tutto il '700 italiano, si poteva permettere di cambiare nome alla maschere, andava in scena con il nome di Truffaldino. Nome del personaggio che troviamo all'interno della commedia. Goldoni smette di scrivere, per il teatro, commedie e testi sperimentali, e torna a scrivere canovacci. La presenza dei Sacchi è invadente, così Goldoni comincia a diradare la sua collaborazione con Imer e prende altri incarichi, segno che la possibilità per lui di lavorare in teatro di fa ristretta. Questo allontanamento è tale che nel 1743 Goldoni lascia Venezia e riprende a fare l'avvocato.
Commedia e sperimentazione
Riprova la sperimentazione della commedia e scrive "La donna di garbo" 1743. L'attrice per cui la scrive muore. Si trasferisce in Toscana e rimane lontano da Venezia fino al '48. Svolta che lo allontana da teatro con qualche piccola eccezione rappresentata nel '45 dalla stesura del canovaccio del Servitore e i due padroni. Nel 1745 scrive il canovaccio dell'Arlecchino servitore di due padroni. E molti anni dopo diventerà la commedia.
La svolta con Cesare d'Arbes
La svolta: il terzo attore importante, Cesare d'Arbes, un altro Pantalone, e anche lui alla ricerca di qualcuno che gli faccia dei testi con cui brillare. D'Arbes sa della storia di Sacchi e vuole fare la stessa cosa, va da Goldoni, e gli chiede di scrivere una commedia per lui. Anche lui vuole una parte senza maschera. Goldoni lo accontenta, gli scrive una commedia in cui recita senza maschera il giovane intraprendente di mondo, ma pochi mesi dopo gli scrive un'altra commedia dopo averlo visto in scena. I due gemelli veneziani, prende spunto dal modello di Plauto, però l'idea vincente è quella di costruire le figure dei gemelli in base al carattere di d'Arbes. Recita senza maschera, e nelle parti dei due gemelli, uno infantile l'altro seduttore e ottiene molto successo. Il successo avvicina Goldoni alla compagnia di d'Arbes. La compagnia di d'Arbes sarà la più importante per Goldoni, la compagnia che gli fa fare la riforma, di Girolamo Medebac il capocomico, che capisce che Goldoni potrebbe essere l'arma vincente per un salto di qualità.
Quando si conoscono, la compagnia recita a Lucca, in una piazza. Compagnia sperimentale: che mette insieme attori della commedia dell'arte come d'Arbes, con un nucleo di acrobati di strada, saltatori di corda. Poco abituati alle tecniche della commedia dell'arte, tenuti insieme da Girolamo, tedesco cresciuto a Roma, attori poco fossilizzati in una tecnica di teatro, vogliono variare. Lavora a tempo pieno per lui, che intanto ha affittato un nuovo teatro a Venezia.
Goldoni e il periodo veneziano
1747 Medebach propone a Goldoni di lavorare a tempo pieno per lui in un teatro a Venezia, ricca a livello teatrale. 1748 primo contratto con Medebac, diventa drammaturgo di compagnia, è un professionista che lavora per una compagnia a tempo pieno. Il contratto di Goldoni, comprende l'obbligo di dare alla compagnia 8 commedie nuove per anno comico. E in più comprende una serie di assistenze a favore dell'attore. Goldoni deve rimettere in ordine i vecchi canovacci, e deve assistere alle prove, seguire l'allestimento, seguire la compagnia in tutta la tournée. Questo vincolo permette a Goldoni di sviluppare la tecnica di scrivere sugli attori e di scrivere cose nuove e originali.
Così Goldoni torna a Venezia, e grazie a Medebach ha la possibilità di attuare la sua riforma. Messa a frutto di tutto, a servizio di una nuova idea di teatro. Creare un teatro che superi gradualmente i modelli della commedia dell'arte avvicinando il pubblico a vicende più vicine alla realtà contemporanea. Novità: osservazione della vita contemporanea, vicina alle storie degli spettatori. Realtà veneziana, dialettica delle classi, per mandare un messaggio non solo comico, ma anche serio ed educativo.
Nucleo della poetica goldoniana
Nucleo della poetica goldoniana, non vuole fotografare la realtà. Il mondo è l'osservazione della realtà contemporanea che fa da spunto alle vicende e al sistema dei personaggi che Goldoni porta in scena. Spunti riformulati attraverso le leggi del teatro. Vicende costruite attingendo a quel serbatoio artigianale, di modalità costruttive ed espedienti teatrali, che diventano opportuni per creare prodotti gradevoli. Crea prodotti nuovi, non sono paragonabili a quelli vecchi, ma allo stesso tempo rispettano le aspettative del pubblico.
Esempio più significativo: utilizzo delle maschere. In questi anni le maschere non spariscono, ma spariscono gradualmente. Le prime commedie di Goldoni con la riforma hanno le maschere. Egli agisce sulla tradizione dell'arte, eliminando le maschere troppo datate come il capitano. Rimangono le maschere fondamentali, come Pantalone, e gli amorosi, ma si trasformano, gli amorosi o diventano nobili o borghese più o meno positivi, Pantalone diventa il punto di forza, perché lo interpreta d'Arbes, attore con cui è entrato in sintonia. Il Pantalone della riforma goldoniana, è Cesare d'Arbes, ed è cambiato, anche se continua ad andare in scena con il costume della tradizione perché il pubblico potrebbe sconvolgersi troppo.
Due attrici, nei primi anni fino alla fine del '51, il suo modello è la moglie del capocomico, Teodora, una fanciulla graziosa dai lineamenti delicati e una voce dolcissima, recitava come amorosa anche se era nata come acrobata. Goldoni si concentra su di lei per creare il nuovo modello di eroina delle sue commedie. Costruisce una serie di personaggi, giovani donne veneziane portatrici di una positività e intraprendenza nuova. Teodora ama studiare le parti, non ha una grande capacità improvvisatrice e Goldoni riesce a farle imparare le parti a memoria. Crede nella possibilità che la borghesia veneziana possa svecchiare.
1749 commedia che non ha molto successo, La famiglia dell’antiquario, commedia corale, con elementi della riforma. È una strana famiglia formata da un nucleo aristocratico, Anselmo, un nobile con la passione per l’antiquariato. Goldoni si prende gioco di lui. La famiglia ha fatto sì che il figlio sposasse una borghese, la cui dote è servita per dare ossigeno alle finanze della famiglia. La suocera, nobildonna, che vuole atteggiamento diverso. Bisticci tra le due fino a che non si arriva ad una pace temporanea per la mediazione di Pantalone. Messaggio non comico, ma precisa posizione polemica nei confronti dell’aristocrazia, e di contro la visione esasperante della giovane, e quella equilibrata di Pantalone.
La battuta d'arresto del 1750
1750: battuta d’arresto, perché alla fine del carnevale, Cesare d’Arbes comunica di andarsene. La situazione precipita, il pubblico diserta, e Goldoni cerca di aiutare e fa leggere a Teodora un messaggio alla fine della commedia in cui promette di scrivere 16 commedie nuove, invece di 8. Inizia la stagione delle 16 commedie nuove, stagione complessa. Le commedie successive, di cui la prima è Il teatro comico, sono ritenute il manifesto della riforma perché Goldoni mette a proposito, presenta una situazione di teatro nel teatro e spiega i contenuti della riforma.
Inizia l’ultimo biennio '51/'52, i rapporti si guastano. Goldoni si sentiva il salvatore della compagnia, propone a Medebac di pubblicare i copioni di cui aveva la proprietà legale. In modo da ottenere un’altra fonte di incassi. È un punto di svolta. Per andare in stampa dovevano esser modificate, all’inizio Medebac accetta, e iniziano ad uscire vari volumi. All’inizio del '52 decide di non rinnovare il contratto e va a lavorare al San Luca.
Goldoni avrebbe voluto diventare possessore dei copioni, ma Medebach rivendica le commedie come proprie: aveva scarsissimo interesse che le opere venissero pubblicate e poste a conoscenza delle altre compagnie, soluzione è la divisione dei guadagni dell’edizioni Bettinelli (Medebach vuole pubblicare massimo 4 testi l’anno).
La condizione di Teodora
Nella compagnia altro problema è la condizione di Teodora, soffre di crisi depressive e ha improvvisi recuperi sconvolgendo le previsioni di Goldoni (non può costruire un personaggio su di lei), sottovaluta i suoi malesseri e le scrive personaggi comici al veleno, La donna dalla testa debole e La finta ammalata dove cambia l’oggetto di interesse artistico nella servetta Maddalena Marliani, lontana dalla moderazione di Teodora (caratteri dolci e romantici) per la sua carica d’energia e sensualità per lei scrive molte commedie facendola diventare da seconda donna a protagonista, esempio è La locandiera, scritta con una distribuzione di ruoli che elimina la prima attrice causando a Teodora prima una crisi depressiva e poi una vendetta che la porta e togliere la commedia dal cartellone (enorme successo dalla prima nel 26/12/52) sostituendola con la Pamela per lei scritta.
Le ragioni del cambio di contratto sono molteplici: Goldoni è attirato dalla possibilità di legarsi al più grande teatro di Venezia per la Commedia (teatro di tradizione pensato per l’opera in musica: strutturato all’italiana) che gli avrebbe lasciato una maggior autonomia di lavoro. Vendramin ne è l’impresario, nobile veneziano che gli consente di mantenere il numero di 8 commedie ma gliele paga di più e subito e lo esenta dall’obbligo di presenziare completamente alle prove, gli sembra di acquisire maggior autonomia e di aver tempo da dedicare alla nuova edizione delle sue commedie.
Problemi con la compagnia del San Luca
In realtà ha grandi problemi fino al 1760: periodo molto difficile sia professionale che emotivo, comincia ad avere crisi depressive (immagine gioviale creata da lui stesso nelle Memorie). La prima difficoltà è con la Compagnia del San Luca, del teatro e non capocomicale, molto meno compatta e più numerosa rispetto a quelle con cui aveva lavorato: erano attori scritturati per un anno (contraria a quella familiare di Medebach, la Marliani era la zia di Teodora, avendo solo 4 anni in più, la coesione familiare rendeva più compatto il rapporto tra gli attori e il drammaturgo) il cambio degli stessi all’interno della stagione fa fallire il suo metodo di osservazione dell’attore= si rassegna a creare grandi commedie corali. Trovandosi in un teatro grande pensa di avere un maggiore incasso ma il palcoscenico molto grande e profondo è poco adatto alle sue commedie di conversazione (deve riempirlo con le azioni multiple delle commedie corali: permettono di visualizzare in maniera più compiuta i grandi spazi del San Luca).
Successo nella Sposa Persiana: si scontra con l’opposizione degli attori poiché il contratto di Vendramin comprende un compenso a provvigione sugli incassi (somma fissa+ incassi dedotte le spese delle scenografie) problema esterno è causa legale contro Medebach: facendosi forza del contratto che vende a lui i copioni continua a pubblicare le edizioni Bettinelli con l’aiuto di Chiari (edizioni spurie) + la causa continua per 3 anni e alla fine Goldoni perde in virtù del contratto accettato dall’autore.
La rivalità con Chiari e Gozzi
Si ha anche il versante della concorrenza e delle polemiche: rivali sono Pietro Chiari, concorrente commerciale e scrittore abilissimo che scrive con una rapidità straordinaria (adatta le opere per Medebach e gli copia le commedie) e Carlo Gozzi, un nobile veneziano conservatore e tradizionalista, che non ha nessun interesse commerciale ma lo attacca sul piano ideologico= Goldoni predilige la borghesia e si pone contro l’aristocrazia corrotta ponendo il popolo con valori sani a salvataggio della società. Gozzi definisce il suo teatro scandaloso e politicamente sovversivo. Gozzi controlla gli anni della crisi della repubblica (il senato si chiude in sé e vota leggi per la censura, contro le riforme e importazioni, dichiarando uno stato di malessere): i suoi attacchi cominciano nel '56 e investe per continuare in tal politica diffondendo fuori dai teatri volantini volgari nei confronti di Goldoni+ pubblica pamphlet per i salotti tanto che intervie.
-
Storia del teatro e dello spettacolo - Appunti
-
Riassunto esame Storia del teatro e dello spettacolo, prof.ssa Anna Barsotti, libro consigliato Storia del teatro e…
-
Storia del teatro e dello spettacolo Modulo A
-
Storia del teatro e dello spettacolo - il teatro