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Storia del teatro e dello spettacolo

Appunti dettagliati delle lezioni di teatro greco, romano, medievale, elisabettiano, del cinquecento e commedia dell'arte basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Allegri dell’università degli Studi di Parma - Unipr. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia del teatro e dello spettacolo docente Prof. L. Allegri

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meccanismo di rappresentazione. Allora cosa si inventano? Sant'Isidoro si inventa che in epoca

romana e latina c'era un poeta su un pulpito (tipo predicatore religioso), con il pubblico e i giullari

attorno, muti e mascherati che fanno le azioni di cui si parla nel testo. I giullari sono gli attori che

loro hanno a disposizione ma non si incollano il personaggio. E a fare queste belle cavolate non è

che sono gli scemi, sono i primi umanisti. Non hanno più il meccanismi perchè la cultura cristiana li

ha combattuti.

Nel IX-X secolo abbiamo poi lo sviluppo delle lingue volgari. La chiesa parla in latino e i fedeli

cominciano a parlare una lingua diversa da quella della chiesa, a cui si pone un problema di

comunicazione. Quindi mi serve di privilegiare altri linguaggi. Ad esempio l'immagine: cominciano

ad affrescare, fare vetrate, sculture ecc.. Cominciano a fare comunicazione attraverso un linguaggio

più accessibile del latino. Se io invece di raccontare un episodio lo faccio vedere. La potenza

comunicativa della drammatizzazione è molto più potente del linguaggio in sé. Quindi la chiesa

comincia ad utilizzare questo mezzo con azioni micro-teatrali, loro utilizzano questo meccanismo

ma non si rendono conto che quello stesso strumento comunicativo che stanno usando è lo stesso

che hanno combattuto per anni.

X secolo → la cosa più strana è la resurrezione, perchè è una cosa che non è nell'immaginario

comune. Durante la settimana di pasqua nei monasteri benedettini viene inserito questo

meccanismo: un frate si stacca dalla funzione e va verso l'altare, poi altri 3 frati si staccano e vanno

verso l'altare per dar vita a una specie di scena, un dialogo in cui i frati non sono più frati ma

assumono l'identità di personaggi anche se non si rendono contro di essere personaggi. Il primo

monaco è l'angelo che si è staccato è l'agnello e gli altri 3 le 3 marie. Quando le 3 marie arrivano al

sepolcro l'altro chiede in latino: chi cercate? (cantando) e loro rispondono Gesù, e l'angelo: non è

qui, è risorto come aveva predetto. E poi le 3 marie lo annunciano ai fedeli. Non ci può essere

l'interpretazione perchè paragonarsi a Dio, Gesù Maria sarebbe blasfemo.

Quindi noi vediamo dei meccanismi teatrali in tutto questo, ma i contemporanei del tempo non

pensano di essere a teatro ma a una liturgia religiosa, una cerimonia. Ed è così per secoli, fino al

400 in Italia e fino al 500 all'estero. Perchè in Italia c'è il rinascimento.

Comunque questa tipologia va avanti per secoli con funzionalità didattica, si parla di DRAMMI

LITURGICI → dentro alle chiese e in latino.

XII-XIII sec → c'è un cambio id organizzazione, da un lato il meccanismo diventa più complesso

ma cambia anche la struttura organizzativa, la chiesa si rende conto di aver usato la drammaturgia

per far capire alcune cose ma parla ancora in latino. Si rende conto che deve utilizzare il volgare,

ma non lo può utilizzare la chiesa bensì le confraternite di laici che cominciano a fare le

rappresentazioni in volgare. Sono già azioni completamente teatrali ma la chiesa ancora non se ne

rende conto. Non c'è una teorizzazione di questi fenomeni, anche se la cultura medievale teorizza

qualsiasi cosa. Il concilio di Trento a metà del 1500 comincerà a dire che queste cose non si

possono fare perchè sono sbagliate e riportano al paganesimo.

Nel momento in cui cominciano i laici c'è uno spostamento di focus dalla resurrezione alla

passione, perchè essa è il momento umano di cristo in cui i fedeli possono identificarsi. C'è anche

l'introduzione del dolore della madonna. Si umanizza il tutto. Ancora una volta la consapevolezza

che si tratta di eventi di tipi teatrali non c'è (siamo ancora prima del concilio di Trento).

Quello che ci interessa è la struttura dello spazio in cui questi eventi avvengono. Se siamo dentro

una situazione di ritualità non ci può essere contrapposizione tra di fa e chi guarda. Abbiamo quindi

un aspetto comunitario, senza frontalità e senza un punto di vista privilegiato rispetto agli altri

(come accadeva invece nel teatro romano che gerarchizzava il pubblico) perchè l'unico della cultura

medievale che sta al centro di tutto è Dio. Quando nel rinascimento di nuovo Dio non sarà più al

centro di tutto ma sarà l'uomo ad esserlo allora l'uomo avrà il punto di vista privilegiato.

Nel medioevo abbiamo una frammentazione del potere, comincerà ad essere raggruppato con le

signorie. Perciò la struttura dello spazio è DISPERSA. Abbiamo più postazioni di rappresentazione

all'interno della chiesa, è la prima volta nella storia che questo avviene.

27 Novembre

Il dramma sacro è anomalo anche dal punto di vista del testo, del dramma. Quello che viene

rappresentato è quello che c'è già scritto sui testi sacri. Il drammaturgo non può modificare la storia.

Mentre invece negli altri tipi di teatro i drammaturghi rappresentano la storia ma si prendono delle

libertà. Ad esempio Euripide modifica Medea, facendo uccidere a lei i suoi figli. Nel contesto del

Dramma sacro non c'è innovazione drammaturgica e ciò lo rende anomalo.

Ci sono 3 eccezioni alla frontalità, cioè alla forma più comune di teatro.

1-Teatro greco → tentativo di assemblea comunitaria con il coro che unisce le due parti

2-Spazio medievale

3-Struttura dello spazio del teatro elisabettiano

Parliamo dello spazio medievale. Le scene nel teatro normale si susseguono nel tempo, nel teatro

cristiano medievale si susseguono sia nel tempo che nello spazio. La struttura dello spazio

medievale è dispersa. Le scene si svolgono in luoghi diversi della chiesa. Questa struttura continua

quando lo spettacolo esce dalle chiese per andare sui sagrati o nelle piazze. Ciò comporta che lo

spettatore non può rimanere passivo, deve muoversi per cercare di vedere le diverse parti dello

spettacolo. Quindi il punto di vista diventa relativo, non c'è uno sguardo privilegiato perchè solo

Dio ha il punto di vista assoluto.

Dal punto di vista artistico e culturale è interessante vedere la differenza tra l'ultima cena di Giotto e

quella di Leonardo. Giotto vede il tutto dal punto di vista medievale e rappresenta l'ultima cena con

gli apostoli tutti attorno al tavolo, Leonardo è già influenzato dal punto di vista rinascimentale e

infatti rappresenta gli apostoli frontalmente, abbiamo quindi una situazione di frontalità.

UMANESIMO → spostare il focus da Dio all'uomo. Dalla centralità di Dio alla centralità

dell'uomo. L'uomo al centro del mondo. E' l'epoca delle esplorazioni, l'uomo va a conoscere il

mondo. Misurare il mondo, per misurarlo devi avere degli strumenti, il mondo non è più un

accostarsi di elementi simbolici.

Cominciano a tradurre i testi greci e latini e poi cominciano a scrivere testi nuovi. Fanno fatica a

riprodurre la tragedia perchè siamo in una società di corte e le corti sono luoghi in cui bisogna

divertirsi e al massimo glorificare il signore, ad esempio paragonandolo ad Augusto ecc. Comunque

c'è soprattutto commedia. Cosa c'entra il teatro con la corte? Ad un certo punto una forma di teatro

viene privatizzata (fuori continuano ancora gli spettacoli in piazza). Il teatro che diventerà canonico,

moderno, con una nuova tipologia di spazio, drammaturgia, rapporto attori-spettatori nasce dentro

le corti. Sono cominciate le signorie, che hanno la necessità di far vedere al mondo il proprio potere.

Quindi abbiamo una privatizzazione del teatro, dato che il signore è il potere non può andare a

vedere quegli spettacoli medievali in cui sono allo stesso livello di un popolano qualsiasi. Bisogna

trovare una modalità di spettacolo in cui il signore abbia una visione privilegiata perchè lui ha il

potere. Avviene inizialmente dentro i saloni attrezzati, ma pur sempre spazi privati.

Ariosto ad esempio non solo era drammaturgo ma organizzava anche gli spettacoli. Anche

Machiavelli.

Innovazione → prospettiva. Non hanno ancora trovato il modello matematico anche se hanno capito

che le cose più vicine sono più grandi.

4 Dicembre

Il primo teatro costruito dopo il medioevo (dopo 1000 anni) è nel 1580 il teatro Olimpico di

Vicenza. Ma in Europa prima c'è qualche altro teatro. Nel 1576, il Theatre.

Alla fine del 500 e fino agli anni 40 del 1600'. E' una parentesi che termina con la rivoluzione. Poi

quando i drammaturghi vengono nel continente poi importano le cose che hanno imparato in

Inghilterra.

Ad esempio Amleto di Shakespeare è classificato come tragedia ma ci sono un sacco di elementi

comici. Nel teatro elisabettiano non c'è la distinzione in generi, non ci sono commedie e tragedie,

perchè non c'è stato il rinascimento con il recupero della classicità.

2 culture classiciste: Italia nel 500 e Francia nel 600. Invece Inghilterra e Spagna non hanno la

ripresa della classicità e quindi non hanno distinzione tra commedia e tragedia. Quindi il teatro

elisabettiano è molto più libero, si basa molto sui gusti del pubblico.

I testi teatrali Shakespeare non li pubblica perchè a lui interessava che lo spettacolo andasse bene,

perciò lo modificava continuamente perchè erano dei copioni, modificabili.

Quando il teatro è forte i testi non sono letteratura ma copioni.

Il teatro elisabettiano nasce dalla necessità di far divertire le persone, nasce dal basso. Viene da

un'epoca in cui le donne non sono in scena. Sono tutti uomini e per fare le donne utilizzano dei

ragazzini. C'è una certa attenzione alla realtà.

5 Dicembre

La tipologia di spazio teatrale del teatro elisabettiano è diversa da quella del teatro all'italiana. Non

c'è la frontalità, sono senza scenografia anche se c'è qualche oggetto d'arredo.

C'è convenzionalità: niente scenografia, ragazzini che fanno le donne, niente costumi.

C'è la sospensione della credulità, il teatro è un luogo di artificialità.

Non c'è il punto di vista frontale, ci sono più punti di vista quindi la recitazione dell'attore non può

essere frontale ma deve essere a tutto tondo.

Caratteristiche:

-Se ne frega della distinzione dei generi

-Teatro giocato sulla parola

-Spazio non frontale, in qualche modo comunitario

-Drammaturgia rivolta al successo dello

COMMEDIA DELL'ARTE:

Metà del 1500. Il primo documento è del 1545 di una compagnia che è andata da un notaio e

costituiscono la compagnia).

La commedia dell'arte va avanti fino a tutto il 700 e dall'Italia si irradia in tutta l'Europa, andando

nei paesi europei più teatralmente arretrarti influenzano il loro teatro.

Lo stesso Molière deve molto alla commedia dell'arte. Da dove viene?

Usano un canovaccio (tessuto a trama larga), un testo quindi a trama larga dove viene detta solo la

struttura.

La tragedia porta avanti i valori dei vecchi (parola data, senso del dovere) e la commedia quelli dei

giovani (amore).

All'inizio sono compagnie itineranti e senza donne (arrivano dopo 20 anni). Ci sono compagnie che

vengono chiamate dalle corti per fare spettacoli.

I personaggi sono sempre quelli, non c'è una loro caratterizzazione psicologica. E c'è anche una

classificazione del personaggio in base all'attore, se un attore fa arlecchino è sempre arlecchino,

l'attore resta legato al personaggio: si chiamano tipi fissi.

Tipi fissi: i due innamorati, 2 servi → zanni ( furbo e quello scemo), 2 vecchi (Pantalone e

Balanzone). Pantalone è un commerciante ricco, avaro e sempre innamorato di una ragazza giovane,

la quale invece è innamorata di un giovane. La commedia di fonda sui giochi dei giovani a danno

dei vecchi (matrimonio e portargli via i soldi). I servi sono i veri personaggi comici (arlecchino,

pulcinella, brighella, ecc). A volte c'è il capitano, capitan fracasso che fa il gradasso ma in realtà ha

paura di tutto.

I due innamorati non portano la maschera, la portano solo i personaggi comici. Nemmeno le donne

portano la maschera, infatti le donne servivano a portare fascino. Sono maschere di provenienza

demoniaca.

Di solito si dice che gli attori improvvisano in scena anche se non è vero (infatti si chiama

commedia all'improvviso).

Il termine commedia dell'arte entra con Goldoni, arte intesa come artigianato.

Non è all'improvviso perchè c'è l'abitudine e poi ci sono parti scritte (i generici) che i comici hanno


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni artistici e dello spettacolo
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher desiceccina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Allegri Luigi.

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