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APPUNTI DI

STORIA DEL

PENSIERO

SOCIOLOGICO

Riassunti di Sociologia by Italo da B. 2

Sommario

Le teorie sociologiche....................................................................................................................... 3

Auguste Comte ................................................................................................................................ 5

Herbert Spencer............................................................................................................................... 6

Emile Durkheim .............................................................................................................................. 7

Max Weber ...................................................................................................................................... 8

Talcott Parsons ................................................................................................................................ 9

Robert Merton ............................................................................................................................... 11

Niklas Luhmann ............................................................................................................................ 12

Jeffrey Alexander ........................................................................................................................... 13

Karl Marx ...................................................................................................................................... 14

Ralph Dahrendorf.......................................................................................................................... 15

Georg Simmel................................................................................................................................ 16

Anthony Giddens........................................................................................................................... 17

Randall Collins............................................................................................................................... 18

George Mead ................................................................................................................................. 19

Herbert Blumer.............................................................................................................................. 19

Erving Goffman ............................................................................................................................ 20

Alfred Shutz .................................................................................................................................. 21

Harold Garfinkel............................................................................................................................ 21

Berger e Luckman .......................................................................................................................... 22

George Homans ............................................................................................................................ 23

Dilemma del prigioniero................................................................................................................. 24

Appendice. Differenze tra funzionalismo e conflittualismo............................................................... 25

Riassunti di Sociologia by Italo da B. 3

Le teorie sociologiche

La teoria è un punto di vista per osservare e/o analizzare la realtà sociale, basato sul metodo

scientifico che si avvale di dati verificabili cioè che possono essere controllati ovunque e che danno

sempre gli stessi risultati nel tempo. Il metodo scientifico si basa sui l principio logico e quello

sperimentale. Logico perché è legittimo dedurre conseguenza che risultano da premesse. Sperimentale

perchè designa l’osservazione e nel contempo l’esperimento. Tutte le teorie sociologiche contengono

concetti cioè parole o simboli che rappresentano un fenomeno (per es. l’anomia di Durkheim,

l’alienazione di Marx, etc.)

Un paradigma è un insieme di concetti, assunti e metodi condivisi dalla comunità scientifica, ed è

sempre articolata internamente ad una teoria e si basa su un metodo. La teoria contiene più paradigmi

ma non viceversa. Il paradigma si serve di un insieme di teorie per contribuire allo sviluppo di una data

scienza. Il termine paradigma venne usato per la prima volta da Platone per indicare la costruzione di

un insieme di preposizioni che contribuiscono a far progredire la conoscenza, per Aristotele invece il

paradigma consisteva in un esempio didattico. Secondo Corbetta oggi c’è un uso inflazionato del

termine (per es. l’anomia di Durkheim non è un paradigma bensì un concetto, il funzionalismo non è

un paradigma ma una teoria). Secondo Popper il paradigma è un insieme di teorie verificabili e

suscettibili a falsificazioni. Secondo i critici le scienze sociali non possono elaborare paradigmi ma solo

teorie perché il carattere contingente è troppo forte.

d. Qual è la differenza tra paradigma e modello?

R. i paradigmi possono essere suscettibili a variazioni, perché rappresentano un punto di vista

d. cosa rende una teoria degna di un paradigma?

R. quella capacità di individuare meccanismi che abbiano un carattere universale e che mettino in

evidenza le regolarità sociali

Le teorie si caratterizzano per:

Oggetto dell’indagine: ha intrinseche proprietà distintive e variabili dipendenti (per es.

• microsociologia, macrosociologia, mesosociologia)

Assunti: insieme di proposizioni organicamente connesse e astratte rispetto alla realtà

• empirica (per es. comportamento umano)

Ipotesi: proposizione che implica una relazione fra due o più concetti

• Concetti: valore semantico di segni linguistici e/o immagini mentali

La maggior parte degli autori ritiene che il comportamento umano è predeterminato mentre per

Homans la determinazione è casuale, i funzionalisti insistono sui bisogni mentre i conflittualisti sugli

interessi, invece la fenomenologia privilegia i valori.

La microsociologia spiega l’elemento base della vita sociale: l’interazione che si realizza nei piccoli

gruppi (diade), nonché strutture relazionali micro (vicinato, parentela, etc.). Le microteorie insistono

nell’individuare i caratteri e gli elementi di mutamento che riguardano il rapporto tra gli individui.

Alcuni esempi di modelli teorici micro:

Secondo Homans l’interazione è una sorta di processo caratterizzato da ricompense e punizioni.

Garfinkel (approccio etnometodologico) ritiene che l’interazione sia governata da un insieme di regole

formali e inconsce (intuizioni) che ci guidano. Per Goffman (approccio drammaturgico) l’interazione va

analizzata in ragione del controllo delle impressioni prendendo in considerazione il teatro come

metafora della vita: sulla scena gli individui presentano modelli di comportamento, cioè indossano delle

maschere nel quotidiano, invece nel retroscena si tolgono le maschere per trasgredire.

Mead e Blumer (approccio dell’interazionismo simbolico) hanno definito il processo interpretativo

secondo cui il soggetto interpreta lo stimolo in relazione a d una risposta rispetto all’ambiente; ma se

Riassunti di Sociologia by Italo da B. 4

fosse solo interpretativo sarebbe solo soggettivo e invece si tratta di un processo che coinvolge i

simboli comuni acquisiti.

La macrosociologia è l’insieme di teorie che presentano un approccio “olistico” (= visione d’insieme),

basandosi su alcuni principi fondamentali (secondo Comte sono la statica e la dinamica).

Meso-sociologia vuol dire che il meccanismo individuato si può applicare sia al micro che al macro.

empirista soggettivismo

Approccio storico umanista positivismo

Prospettive teoriche sulla natura della realtà sociale:

Ontologia (risponde alla domanda “cosa si studia?”) che riguarda la natura e la forma

• della realtà sociale; tesi fondamentale è che il mondo dei fatti sociali ha un autonoma

esistenza a prescindere dalla volontà dei singoli soggetti perché se è vero che molte cose

accadono durante l’interazione è anche vero che esse sfuggono alla percezione degli

attori, ecco perché la forza d’inerzia che dà vita ad effetti diversi (perversi ed in

intenzionali secondo Blumer) può avere un influenza negativa (per es. gli attori A e B

comunicano, ad un certo punto A e/o B conferisce un proprio senso a ciò che si sta

dicendo, quindi A e B iniziano a litigare). Diverso invece quando a e B hanno una forza

di coinvolgimento tanto forte da fare in modo che i fatti sociali cambino per volontà

degli attori (per es. l’innamoramento).

Epistemologia (risponde alla domanda “perché si studia?”) che concerne la conoscibilità

• della realtà sociale, cioè pone la questione tra studioso (chi) e oggetto di studio (che

cosa). Questa teoria riguarda tutte le manifestazioni e i modi di partecipare alla realtà

sociale, onde procede per 3 fasi: descrizione, spiegazione e interpretazione.

Metodologia (risponde alla domanda “come si studia?”) che si distingue in due approcci:

• Deduttivo: una volta elaborate le ipotesi ne viene richiesta la verifica attraverso il

-

confronto coi dati provenienti dalla realtà oggettiva. Modelli deduttivi sono il

funzionalismo, il conflittualismo, la scelta razionale.

Induttivo: si inizia il lavoro con l’osservazione, quindi i concetti chiave

-

emergono nella fase di ricerca. Modelli induttivi sono l’interazionismo simbolico, la

fenomenologia, il positivismo. Riassunti di Sociologia by Italo da B. 5

Auguste Comte (1789 – 1857)

Comte è il padre del positivismo il cui metodo scientifico garantisce il progresso e

l’attualizzazione delle riforme sociali secondo una visione ottimista della società vista come un

costrutto destinato a migliorarsi sempre. In ambito storico il positivismo aveva assimilato l’eredità

di Rosseau e Fouriel che avevano scoperto la “fisica sociale” cioè una corrente di pensiero legata al

pragmatismo e all’ideologia illuminista. Con Comte ci fu il tentativo di combinare la ricostruzione

storica con la filosofia. In “Corso positivo della scienza” Comte distingue:

statica: che si interessa dell’ordine sociale e riguarda lo studio degli aspetti strutturali

• dinamica che si interessa del progresso sociale e degli assetti del mutamento sociale

Comte stabilì che il progresso umano si era reso visibile attraverso il passaggio di 3 stadi:

1. teologico: in cui le società sono governate dall’egemonia del pensiero religioso; la cultura è

caratterizzata dal fatto che i fenomeni naturali e sociali erano spiegati dalle premesse teologiche

(per es. il clero era la classe dominante)

2. metafisico, in cui lo studio delle cose astratte inizia a mettere in discussione quelle

premesse teologiche, quindi i fenomeni iniziano ad essere spiegate tramite acquisizione astratte.

3. filosofico in cui il pensiero si libera delle speculazioni ( da = andare oltre) e si fa

speculum

carico dello studio delle leggi che governano i fenomeni (per es. la sociologia è la legge che

governa la statica e la dinamica)

Analisi della teoria positivista. La realtà sociale non è solo quella che si presenta (realtà oggettiva)

bensì quella che può essere filtra attraverso le rappresentazioni dell’uomo; tra le chiavi di

interpretazione del positivismo si distinguono:

Ontologica: il positivismo fa leva su un realismo eccessivo (realismo ingenuo) cioè che

-

crea un notevole distacco tra soggetto e oggetto dove l’elemento interpretativo non entra in

gioco ma interviene solo l’elemento descrittivo

Epistemologica: il positivismo enfatizza il dualismo soggetto-oggetto, quindi

-

dall’analisi conoscitiva si possono produrre risultati veri

Metodologica: il positivismo parte dal presupposto che col metodo sperimentale sia

-

possibile non solo catturare le leggi ma anche manipolarle. Tra l’altro si distinguono:

a) Metodo osservativo che implica il distacco tra osservatore e realtà osservata

b) Metodo quantitativo in base al quale la realtà sociale si può percepire come

costrutto Riassunti di Sociologia by Italo da B. 6

Herbert Spencer (1820-1903)

La sociobiologia usa i principi biologici per spiegare i comportamenti di tutti gli animali sociali.

Con “L’origine della specie” (1859) Darwin dimostrò che tutte le forme di vita e in particolare l’uomo

si sviluppano attraverso un processo infinito di evoluzione. La selezione naturale è quel processo per

cui la natura sceglie per ogni specie i soggetti più adatti a sopravvivere e riprodursi. Spencer aggiunse ala

sopravvivenza la variante legata al rapporto tra le caratteristiche degli uomini e l’adattamento con

l’ambiente.

Genotipo e fenotipo sono due elementi dell’evoluzione; il genotipo è il complesso di fattori ereditari e

genetici mentre il fenotipo è il risultato dell’interazione tra genotipo e ambiente.

La programmazione genetica umana ha dotato l’uomo dell’istinto, che molti sociologi moderni

ritengono che sia scomparso essendo stato sostituito dalla cultura, che è lo strumento principale di

risposta all’ambiente. In pratica l’uomo possiede delle pulsioni innate come il mangiare, il bere e il

dormire ma il modo in cui le soddisfa si concretizza nell’esperienza culturale. Gli esseri umani

differiscono dagli altri animali sociali per il fatto che la loro capacità di apprendimento culturale li libera

dalla rigida programmazione genetica delle altre specie.

Herbert Spencer partendo dalle teorie evoluzionistiche di Darwin stabilì che ogni società tende ad un

costante equilibrio e che il mutamento è sempre parziale e viene riassorbito dalla società. La teoria di

Spencer si basa su 3 principi fondamentali:

1) principio di equilibrio: riprendendo il concetto di “omeostasi” dalla biologia secondo cui

“esistono alcune forze sul piano biologico che tendono a riportare sullo steso livello di equilibrio gli organismi

sociali”

2) principio di differenziazione: riprendendo un altro concetto di Darwin secondo cui “gli

organismi passano da forme semplici (monocellualri) a forme complesse (pluricellulari) nel corso dello sviluppo

Quindi per Spencer solo quelle società che dispongono di

evolutivo a causa dell’adattamento”.

meccanismi di alta adattabilità, si evolvono trasformandosi da forme elementari a forme

complesse per cui mentre nelle so tradizionali ci sono poche istituzioni, il carattere evolutivo

tende a differenziare le funzioni (per es. la famiglia)

3) principio di interdipendenza delle parti: riprendendo il concetto delle “monadi” di Liebniz

secondo cui “le per cui non è ipotizzabile

singole parti sociali contribuiscono all’impalcatura del tutto”

una scissione ma solo un evoluzione del grado di autonomia che risulta così essere inversamente

proporzionale al livello di differenziazione.

L’evoluzionismo così come il funzionalismo non abolì del tutto la teoria del mutamento anche perché

il cambiamento sarebbe avvenuto parzialmente e solo qualche rara volta totalmente (per es. catastrofi

naturali) causando la disintegrazione della stessa. Riassunti di Sociologia by Italo da B. 7

Emile Durkheim (1848-1917)

Durkheim è considerato un autore funzionalista che vive in una fase storica piena di avvenimenti

salienti come il passaggio dalle società tradizionali a quelle complesse. Questo autore si caratterizza per:

la predilezione per lo studio della dinamica e i mutamenti sociali

- l’attitudine a sistematizzare i problemi nell’opera scritta tramite un’opera prolifica di

- pubblicazioni

Durkheim prende le distanze dalle teorie utilitariste di Bentham e predilige l’utilitarismo normativo

(regolato dallo Stato rispetto a quello puro. Per Durkheim l’individuo tende ad agire sulla base della

conformità al gruppo, pena l’esclusione. In “Divisione del lavoro sociale”, Durkheim parte dal

presupposto che esiste una coscienza collettiva superiore all’individuo che è quell’insieme di sentimenti,

credenze e valori che sono condivisi dai membri di una data società e che si concretizzano tramite

rituali di celebrazione collettiva (Turner la chiama “effervescenza collettiva”) (per es. gli attentati di

Nassirya che hanno stimolato la coscienza nazionale).

La solidarietà. Ci sono due tipi di solidarietà che regolano la coscienza collettiva:

1. meccanica: secondo cui la coscienza individuale è sincronica rispetto a quella collettiva

dove fa da padrona la religione tale da indurre a una coesione di tipo coercitivo (per

es. secondo Vilfredo Pareto la causa della prosperità dell’Impero Romano era dovuta

a una serie di vincoli (mores) derivati dalla religione e tramandati per secoli, invece con

l’arrivo del cristianesimo questi valori si sono infranti e con essi l’unità dell’impero).

2. organica: in cui la coscienza individuale è asincronica (cresce molto più in fretta)

rispetto a quella collettiva ma l’elevata divisione del lavoro funge da integratore fra

questi due. Il termine “organica” è usato per analogia con gli esseri viventi che,

assolvendo ciascuno una funzione diversa, sono tutti egualmente indispensabili alla

vita della società stessa. Per Durkheim la legge di divisione del lavoro si applica agli

organismi sociali così come Darwin aveva definito per quelli biologici: “un organismo

occupa nella scala animale un posto tanto più elevato quanto più specializzate sono le sue funzioni”.

Nelle società tradizionali la solidità è di tipo meccanico cioè si è in presenza di un automatismo perché

la società è segmentata, quindi la divisione del

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero sociologico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Poggio Barbara.
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