Che materia stai cercando?

Appunto esame Storia del pensiero sociologico

Appunti di storia del pensiero sociologico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Fabiano dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1, facoltà di Sociologia, Corso di laurea in sociologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia del pensiero sociologico docente Prof. M. Fabiano

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

ESAME STORIA DEL PENSIERO SOCIOLOGICO

PROF. MAURO ANTONIO FABIANO

CORSO DI LAUREA IN SOCIOLOGIA

SAPIENZA

UNIVERSITA’ DI ROMA CRISTIANA

LIBRO DI TESTO: “INDIVIDUO, SOCIETA’, MONDO” M.A.FABIANO

Introduzione:

La sociologia è una scienza STRUTTURATA CONCETTUALMENTE e PREDISPOSTA AL

CAMBIAMENTO, caratterizzata da due momenti:

un MOMENTO TEORICO, che fa riferimento all’attività del pensare, sia in maniera

razionale che immaginativa.

un MOMENTO EMPIRICO, che fa riferimento a tutto ciò che è considerato dall’uomo

come esterno a se stesso.

Questo intrecciarsi di ipotesi concrete e astratte (teoria-empiria) fa sì che la sociologia sia

allo stesso tempo PARTICOLARE e GLOBALE:

- PARTICOLARE: quando è interessata al prodotto di un singolo uomo che ha effetti

di natura collettiva.

- GLOBALE: quando è interessata all’analisi di macro aree.

Questo suo essere particolare e globale si traduce concretamente in diversi settori di

studio: MICRO, MACRO e MESO, tre livelli che possono essere indagati da soli o

interrelati tra loro.

La sociologia sente anche la necessità di indagare il TEMPO, cioè la storia ed il contesto

in cui si muove l’oggetto di indagine e lo SPAZIO, cioè il luoghi in cui accadono i fenomeni

sociali.

La sociologia intreccia ed elabora il sapere sociale in un determinato SPAZIO-TEMPO, in

cui gli attori sociali vivono (e modificano lo stesso contesto di vita) e sono essi stessi

soggetti al mutamento per l’influenza che subiscono da parte di ciò che hanno costruito

loro stessi.

Le Origini dell’analisi sociale:

Due caratteristiche fondamentali della sociologia sono:

La caratteristica della pubblicità e della possibilità di confronto fra diverse teorie e diversi

risultati, che derivano dalla ricerca empirica e la caratteristica della razionalità logica del

discorso che permette anche di sviluppare concettualmente quanto si conosce.

Sul piano storico si è cominciato a parlare di problematiche sociali nel momento in cui gli

uomini hanno costruito intorno a loro un organizzazione sociale complessa.

Un momento di origine di quella che oggi potremmo definire l’analisi sociale andrebbe

ricercato in un momento storico in cui è avvenuto un nuovo orientamento, che possiamo

collocare nella scoperta del Nuovo Mondo (1492), la nascita del Protestantesimo (1500) e

la rivoluzione scientifica ad opera di Copernico e Galilei.

Nel corso del 1500 al centro di quello che possiamo definire Sistema Mondo, che è il

nucleo dell’analisi di Wallerstein, con la quale tenta di spiegare i cambiamenti sociali,

politici ed economici che hanno influenzato il mondo, si poneva la Spagna, proprio i

funzionari dell’impero spagnolo, nei nuovi territori americani, introducono la prima forma di

misurazione quantitativa di elementi naturali e umani nel campo sociale, i

CUESTIONARIOS, che dovevano fornire informazioni dettagliate su specifiche questioni,

al fine di decidere il tipo di interventi economici e politici da attuare nelle nuove terre.

Nello stesso secolo si sviluppò anche un’altra forma di analisi sociale, più direttamente

interessata alla politica e alle sue forme, l’esponente più importante di questa analisi fu

Niccolò Machiavelli.

Niccolò Machiavelli (1469-1527)

Machiavelli può essere considerato il fondatore della scienza politica moderna e

l’iniziatore di un’analisi sociale orientata allo studio delle organizzazioni, si pone l’obiettivo

di ipotizzare quali fossero le migliori condizioni politico-organizzative per Firenze e poi per

l’intero territorio italiano, per evitare condizionamenti da parte dello straniero e formula una

possibile soluzione nella sua opera più famosa.

Nell’opera “il Principe” ipotizza come intorno ad un personaggio di elevata caratura politica

e militare si dovesse concentrare il consenso popolare, per resistere alle minacce esterne

e instaurare un forte apparato politico, militare ed economico e per evitare conflitti esterni

e interni, sottolinea inoltre come fosse necessaria la forza armata del popolo.

Il modello di riferimento ideale di Machiavelli è quello dell’antica Repubblica Romana, in

cui si erano equilibrati i poteri tra patrizi e plebei.

Francis Bacon (1561-1626)

Francis Bacon ponendosi il problema di costruire un nuovo assetto societario faceva

notare la necessità di imporre un nuovo modo di fare scienza, basato sull’empiria, una

scienza orientata alla trasformazione reale della società.

Thomas Hobbes (1588-1679)

Con Thomas Hobbes nasce il pensiero sistemico, è il primo a concettualizzare un

sistema chiuso tra individuo e società, Hobbes si convince che fino a quando nella

convivenza umana esiste il conflitto, l’organizzazione della società è destinata al

fallimento, lo stato di natura dell’uomo è la guerra di tutti contro tutti, nello stato di natura,

in cui dominano, bisogni, desideri e passioni, gli uomini lottano tra loro per il territorio,

l’individuo è per natura egoista e possessivo, tuttavia oltre alla forza, l’uomo dispone della

ragione, grazie alla quale capisce che la convivenza pacifica è l’unica arma per evitare i

conflitti.

Lo stato per Hobbes deve essere un ente sopraelevato e detenere la forza, questo ente è

il LEVIATANO a cui gli uomini delegano il mantenimento della sicurezza tramite il

contratto, che l’uomo per vivere in modo equilibrato è obbligato a sottoscrivere.

James Harrington (1611-1677)

Il pensiero di Harrington è orientato verso una riforma dello stato in senso

apparentemente democratico, il suo scopo è quello di superare il momento caotico della

guerra civile e fondare un governo sul modello del repubblicanesimo antico, per fare

questo è, secondo Harrington, necessario capire perché quelle forme di repubblica si

sono perse nella storia.

Contrariamente ad Hobbes, per lui il potere non deve essere nelle mani di un monarca,

ma deve essere instaurata una repubblica, guidata da un ARCONTE, che cercherà il

consenso del popolo stesso.

La fondazione di un repubblica popolare ha bisogno di tre momenti:

1) l’emanazione di una legge agraria

2) la creazione di un governo misto, in cui siano presenti una CAMERA ALTA, che propone

le leggi e una CAMERA BASSA, che le approva

3) l’emanazione di una legge che imponga la rotazione delle cariche per la gestione del

potere

Lo stato di Harrington è però un’apparente democrazia, in cui sono nobiltà e proprietari

terrieri (gentry) a dare vita al governo, cerca così di equilibrare la sproporzione del potere,

i pochi dotati di saggezza potranno proporre e dibattere, il popolo potrà manifestare il

proprio consenso, tramite le elezioni.

Harrington insiste molto sul sistema elettorale, predisponendone ogni singolo passaggio.

La nuova società, a suo giudizio, ha bisogno di regole astratte, ma allo stesso tempo di

certezze concrete, che durino nel tempo, per non scalfire la struttura di base che la

sorregge.

William Petty (1623-1687)

William Petty è ricordato nella storia della scienza sociale come il primo vero economista

moderno ed il primo ad aver utilizzato la scienza dei numeri per lo studio dei fenomeni

sociali, per questo è considerato padre dell’economia politica e della statistica

demografica.

Pone il suo interesse verso la possibilità di ridurre tutti i fenomeni sociali in numero, peso e

misura, il suo metodo si può sintetizzare in questo modo:

la ricchezza possibile di una nazione si può stabilire in base a quanta terra può produrre

alimenti utili al mantenimento umano o allo scambio e in base alle merci, ma alla base di

tutto c’è il lavoro.

Quindi secondo Petty alla base della potenza di una nazione ci sono la terra e il lavoro

che danno valore ai prodotti, che diventano merci che si possono scambiare, dando vita al

mercato.

Se questi tre elementi sono alla base di tutto, era necessario, secondo Petty, trovare delle

grandezze numeriche per calcolarne l’entità, per la terra bastava misurare il terreno

coltivabile, per il lavoro, poiché era legato direttamente all’uomo che lavorava, l’unica

possibilità di misurazione poteva essere il calcolare quante braccia si potevano utilizzare

per produrre.

A suo giudizio, l’unico modo per poter misurare il lavoro poteva essere il calcolare la

popolazione presente in un determinato territorio, non avendo dati precisi riguardo la

popolazione Petty, insieme all’amico Graunt, pensarono che si potesse dedurre il numero

della popolazione inglese dai pochi dati reperibili nelle parrocchie per ricavarne, in modo

probabilistico, l’entità delle possibili forze lavoro.

Tutte le analisi compiute da Petty si ponevano l’obiettivo di ridurre tutto a peso e misura,

anche quelle inerenti la politica, definì questa metodica ARITMETICA POLITICA e

nell’opera in cui esplicita il proprio metodo rileva, comparando i commerci fra le nazioni,

che la principale fonte della ricchezza sta nel commercio.

Nel confronto tra Olanda, Francia e Inghilterra sostiene che il paese da seguire come

modello debba essere l’Olanda che, pur avendo poca espansione territoriale, era riuscita a

divenire centro di ogni commercio, anche grazie al fatto che nel paese vigeva una

tolleranza religiosa che non esisteva in altri paesi.

Questa analisi permette a Petty di dimostrare che esiste un legame tra religione ed

economia, nei paesi dove non ci sono religioni dominanti, lo sviluppo economico è

maggiore.

Lo stato che funzioni per Petty deve essere interessato al benessere dei cittadini e

indulgente verso le confessioni religiose, ipotizzò un Welfare-State in anticipo rispetto ai

tempi, le sue analisi saranno alla base di una vera e propria scuola di Aritmetici politici, gli

strumenti quantitativi da lui costruiti vengono usati ancora oggi (tasso, natalità, mortalità,

grado di urbanizzazione).

Baruch Spinoza (1632-1677)

Baruch Spinoza costruisce per primo un modello di relazione che implica tre soggetti:

individuo, stato e società, all’interno di un contesto complessivo che li ingloba, la NATURA

o DIO.

Partendo dal modello pessimistico di Hobbes, elabora un sistema in cui la forza costrittiva

si tramuta in potenza (il CONATUS) dei singoli che aderiscono ad un contratto sociale,

l’uomo di Spinoza, pur somigliando a quello di Hobbes, assume carattere positivo, non si

giunge ad una società di guerra di tutti contro tutti, ma alla realizzazione della propria

naturalezza.

Spinoza nega la personificazione di Dio, il Dio di Spinoza coincide con il mondo, o meglio

con la natura, unica realtà che tutto comprende e nulla lascia al di fuori di se, al centro di

questa realtà c’è l’uomo che per concretizzare la conoscenza ha a disposizione tre modi:

L’IMMAGINAZIONE, che conduce alla falsità.

La RAGIONE, che conduce alle idee adeguate.

La SCIENZA, che attraverso l’intelletto conduce alla vera conoscenza.

Le passioni influenzano gli uomini rendendoli liberi e schiavi, solo se regolate dalla ragione

e dalla scienza possono far aumentare la potenza umana e determinarne la liberazione.

Ogni individuo esiste perché esistono gli altri, nel loro insieme formano la SOSTANZA,

cioè la natura, Dio e possono così auto considerarsi esseri razionali.

Nella sua visione tutti rivestono un ruolo e tutti possono affermare e pensare ciò che

vogliono senza timore, il fine principale dello stato, insieme alla sicurezza, diventa la libera

manifestazione del pensiero e della ragione.

Per Spinoza la libertà permette ai singoli soggetti il dispiegamento della propria naturalità,

questa visione influenzerà anche la analisi di Marx.

John Locke (1632-1704)

La figura sociale che John Locke ha presente come soggetto attivo nella società è quella

del proprietario terriero capitalista (farmers), Locke è il primo a dedicare una maggiore

attenzione al tema della proprietà, contrariamente ad Hobbes sosteneva che nello stato di

natura esistono diritti individuali che rendono gli uomini uguali, e fra questi sono

fondamentali il diritto alla proprietà privata e alla libertà, cioè al fatto che tutti possono

muoversi al soddisfacimento dei propri bisogni e desideri, Locke riafferma la priorità della

proprietà privata su quella collettiva.

In questo stato di natura si fonda la propensione acquisitiva e possessiva del singolo

uomo, si costruisce nel tempo la caratteristica fondante e valoriale della società borghese:

l’INDIVIDUALISMO POSSESSIVO, da qui mediante la nascita della moneta ogni individuo

ha la possibilità si espandere la propria capacità acquisitiva, pensando al possesso di altri

beni, non solo all’autoconsumo.

L’INDIVIDUALISMO POSSESSIVO è la teoria che riflette la nascita delle società: nello

stato di natura tutti gli uomini sono uguali e possono soddisfare bisogni e desideri, con la

nascita della moneta l’uomo è spinto all’accumulo di altri beni, questo diritto e libertà di

acquisizione crea delle differenziazioni tra gli individui, costruendo una naturale

disuguaglianza fra chi riesce ad evolversi e chi non ci riesce.

A questo sistema naturale si deve affiancare il sistema dello stato, formato da un organo di

governo, che ha il compito di far rispettare le regole e un organo legislativo, che emana

leggi volte al benessere dei cittadini, se non adempie ai propositi stabiliti da coloro che

sono al vertice della società, in quanto proprietari, basta togliergli il consenso e mediante

elezioni, costruire un nuovo organo.

Dalle analisi di Locke deriva l’insieme dei valori del liberalismo.

Sebastien Vauban (1633-1707)

Vauban era un ingegnere militare, famoso per aver introdotto nel sistema militare metodi e

tecniche innovativi nella costruzione di piazzeforti militari, è stato considerato come un

precursore dell’illuminismo francese.

Conoscitore della matematica, cercò di applicarla anche a problematiche di carattere civile

al fine di trovare una possibile soluzione a problemi di pubblica utilità, nel corso dei suoi

viaggi per motivi militari osservò le condizioni di vita miserevoli in cui si trovava la

popolazione francese e si convinse che fosse necessario costruire un nuovo sistema di

distribuzione delle ricchezze.

Per questo elaborò un progetto di tassazione unica, che considerasse territori e ricchezze

possedute, alla base di questo progetto poneva l’analisi dei dati raccolti, in maniera

moderna rispetto ai suoi predecessori, questo insieme di dati venne rappresentato in

forma tabellare, in questo modo si poteva avere un quadro preciso della ricchezza reale di

un territorio ed evidenziare quali fattori potevano contribuire all’accrescimento della

ricchezza produttiva nazionale.

L’epoca dell’Illuminismo

Nel XVIII secolo si sviluppa l’illuminismo, un nuovo modo di vedere la realtà, che rifiuta le

visioni teologiche o trascendentali (alchimia) e riconduce l’origine della conoscenza alla

razionalità, che distingue l’uomo dagli animali.

La ragione deve essere connessa all’utilità, sempre più si inizia a fare riferimento a modelli

di indagine che iniziano a tenere conto della realtà empirica osservabile, alla ricerca di un

metodo di indagine scientifica unico.

La visione della società si orientò sempre più verso il futuro, in cui il modo di produzione

capitalistico si espandeva all’intero sistema mondo.

Nel campo scientifico del sapere sociale si distinsero particolarmente due intellettuali, che

poi tanta parte avranno nella costruzione della disciplina sociologica: Montesquieu e

Rousseau.

Montesquieu (1689-1755)

La figura intellettuale di Montesquieu è stata riconosciuta come rilevante nella formazione

del pensiero sociologico e politico futuro, indaga le problematiche sociali della Francia del

suo tempo, nell’opera lettres persanes mette in evidenza la necessità di considerare il

clima di un territorio per rilevarne le influenze socio-economiche, il clima influenza la

natura umana e la società.

Nella sua opera più conosciuta l’esprit des lois, attraverso lo studio delle leggi, esplicita i

principi e la logica delle differenti istituzioni, considerando le leggi come una codificazione

dei rapporti che si instaurano tra gruppi di natura sociale e politica.

Montesquieu nell’analisi del sistema politico distingue tre poteri: legislativo, giudiziario,

esecutivo, che devono essere separati e indipendenti.

Con l’obiettivo di comprendere quale sistema politico sia migliore per il benessere della

società e dello stato, analizza le caratteristiche dei governi allora conosciuti: monarchia,

repubblica democratica e aristocratica e dispotismo e ne deduce che la monarchia di tipo

parlamentare, come quella inglese nata dopo la rivoluzione del 1642, permetterebbe più

libertà della repubblica, poiché in essa si hanno leggi che non la vietano.

La visione della società e della politica di Montesquieu è alla ricerca di un equilibrio

sistemico che sottolinea l’interrelazione fra le diverse componenti sociali, classi sociali,

politiche, facendo riferimento ai tipi di governo e naturali, il clima.

Jean Jacques Rousseau (1712-1778)

Rousseau può considerarsi un illuminista sui generis, in quanto si distacca dalle idee

generali degli altri intellettuali, infatti accanto all’esaltazione della ragione affianca il

sentimento, cioè il sentire di appartenere alla natura.

Contrariamente ad Hobbes, presuppone che nello stato di natura gli uomini si

caratterizzano per il loro essere aperti verso i propri simili e verso la natura, facendo

prevalere il senso della pietà e della comunità, secondo Rousseau l’aumento del sapere e

della conoscenza porta l’aumento dei bisogni individuali, l’uomo diventa sempre più

egoista e quando decide di prevalere sugli altri si viene a creare la proprietà privata,

quest’atto distrugge l’essere naturale e fa nascere l’essere sociale, gli uomini cominciano

a combattere tra loro per il possesso delle cose corrompendo l’animo umano.

Rousseau indica due strade per recuperare il rapporto naturale originario fra gli uomini, da

un lato costruire per i fanciulli un tipo di educazione naturale, utilizzando lezioni all’aperto,

dall’altro attuando una riorganizzazione sociale e politica che passa per un ritorno al

passato, tenendo conto del presente, tramite l’istituzione di un contratto sociale (atto

giuridico-politico) basato sulla volontà generale, un ente sovradimensionale che

rappresenta un ente di tipo morale, una sorta di “religione dell’umanità” che instilla con

l’educazione, nel tempo, un nuovo modo di essere socialmente uniti e concordi.

Le idee di Rousseau costituiranno il punto di riferimento di posizioni anarchiche e

socialiste, tendenti alla distruzione dello stato, inteso come organo regolatore della

società, per la piena realizzazione dell’uomo.

Sistematicità equilibrata e progresso razionale

Durante l’illuminismo in Francia viene posta la necessità di un modello di “uomo razionale”

per progettare una società orientata al progresso, per fare questo si indagano le relazioni

che sussistono fra l’uomo e la natura, considerandone le componenti fisiologiche e fisiche,

in pratica si cerca di costruire un nuova science de l’homme, le opere l’uomo macchina e

l’uomo pianta di La Mettrie si inseriscono in questo settore di studi.

La Mettrie (1709-1751)

La Mettrie riteneva che per indagare le problematiche che riguardavano l’uomo fosse

necessario utilizzare il metodo empirico, che avrebbe permesso di scoprire che l’uomo era

un animale superiore rispetto agli altri animali, perché nell’uomo esisteva un

organizzazione sofisticata della materia presente nel cervello umano.

Ne derivava che l’anima non esisteva e di conseguenza neanche Dio, a suo giudizio

esisteva solo la materia e questa bisognava indagare per comprendere l’essere umano,

l’uomo, essendo materiale, poteva desiderare solo il piacere dei sensi, poiché essi

l’avrebbero potuto rendere felice, ogni virtù declamata nel passato era solo un’illusione,

l’unica vera virtù era la passione d’amore.

Etienne Bonnot De Condillac (1714-1780)

Al fianco di La Mettrie si inserisce De Condillac che parte da posizioni psicologiche,

secondo cui i sensi forniscono conoscenza intuitiva della realtà, studierà anche come si

crea i linguaggio, collegando le sensazioni.

Ritiene però necessario studiare i sensi uno alla volta, il loro sviluppo, il modo in cui si

connettono e completano costruendo un sistema complesso.

Paul D’Holbach (1723-1789)

Un altro intellettuale che si occupa del sistema è Paul D’Holbach, collaboratore

dell’enciclopedia, pone l’uomo razionale al centro della sua concezione della natura, a suo

giudizio la religione si allea con l’assolutismo politico per controllare popolo e cultura e la

creazione di un Dio malvagio rende i sudditi di un paese schiavi e infelici, per questo

sostiene la necessità di un rinnovamento morale e politico.

Nel nuovo sistema vi deve essere un’educazione pubblica e piena libertà di stampa e di

pensiero (Spinoza), i militari sono ammessi solo in caso di guerra difensiva, il conflitto

sociale nasce perché i vari gruppi di cui è costituita la società non conoscono i loro

interessi, solo attuando una piena consapevolezza del ruolo che si riveste nella società

sarà possibile armonizzarla.

D’Holbach è contrario alla tortura, ma sostiene la pena di morte per gli omicidi efferati,

poiché a suo giudizio non esiste la libera volontà degli uomini, considera i delinquenti

come malati (Parsons), in alcuni casi incurabili, quindi pericolosi come gli animali, che si

devono abbattere ed eliminare, poiché potrebbero diventare fonte di contagio.

È favorevole alla costruzione di fabbriche statali per la diminuzione di povertà e

disoccupazione, rivendica la parità dei sessi ed è favorevole al diritto di divorzio, inoltre è

convinto che se si insegnasse fin da piccoli la storia naturale, si capirebbe l’affinità

dell’uomo con gli animali e l’uomo sarebbe educato ad una maggiore mitezza verso questi

ultimi consapevole che chi si scaglia contro gli animali potrà scagliarsi anche contro gli

uomini.

I fisiocratici: la pianificazione dell’economia

Il principio base del movimento fisiocratico era costituito dalla concezione che la società

fosse governata dalla natura, cioè che esistesse un ordine naturale delle cose, spontaneo,

che si contrapponeva ad ogni tipo di ordine volontario degli uomini.

Lo scopo di questo movimento era quello di trovare strumenti utili che permettessero al Re

di misurare meglio la creazione delle ricchezze, in modo da poter emanare leggi che

evitassero possibili crisi economiche, mediante una produzione e ripartizione ottimizzata

dei beni, il maggiore rappresentante di questo movimento fu Quesnay.

Francois Quesnay (1694-1774)

Secondo Quesnay il diritto a tutto per tutti è solo una chimera, così come la guerra di tutti

contro tutti, nella sua ottica esiste un ordine naturale governato da proprie leggi, le quali

devono essere scoperte dagli economisti.

Ciò che conta maggiormente a livello produttivo è il settore agricolo, perché solo la terra

può creare valore, per questo motivo il settore agricolo non dovrebbe essere vessato da

tasse.

Quesnay nella sua opera più nota, il tableau economique, prima opera di carattere

macroeconomico della storia, propone uno schema di produzione e riproduzione della

ricchezza di un paese in cui viene presentato l’ordine naturale dell’economia, avendo

come punto di riferimento analogo la circolazione del sangue nel corpo umano, in questa

opera Quesnay considera la società un insieme organico, gli attori sono considerati

rappresentanti di precise classi sociali, la società viene divisa in due settori, l’agricoltura e

tutto il resto, al primo posto pone la classe produttiva per antonomasia, composta da

coltivatori agricoli, al secondo posto la classe sterile, composta da chi si occupa di altri

lavori escluso quello agricolo, al terzo posto la classe dei proprietari terrieri, in cui

rientrano sovrano e chiesa.

A livello concettuale Quesnay considera l’economia come sistema, fatto che poi

influenzerà le successive teorie economiste.

Jacques Turgot (1727-1781)

Turgot è vicino alle idee dei fisiocratici ed ebbe un influenza determinante su Adam

Smith e Condorcet, istituì per primo un catasto regionale, gli interventi che attuò in

Francia rappresentarono la prima vera riforma economica che provocò le reazioni dei

nobili e lo costrinse alle dimissioni.

L’importanza di Turgot si può rilevare su due piani: il primo, nel campo economico, il

secondo in quello storico sociale, si pone l’obiettivo di scoprire quali siano le leggi generali

che regolano i rapporti produttivi, il commercio, la soddisfazione dei bisogni.

A suo giudizio sono proprio i bisogni che fanno in modo che l’uomo produca e scambi le

merci.

Si instaura così nella società una tendenza alla produzione.

Per aumentare la produzione nasce la divisione del lavoro e, di conseguenza, la tendenza

umana alla specializzazione in particolari mansioni, per effettuare gli scambi in modo

veloce e proficuo nasce il denaro, che ha il ruolo di equivalente universale di tutte le merci.

Per Turgot il valore di una merce è ancora legato all’uso che se ne fa e la ricchezza di un

paese proviene dall’agricoltura, in linea con il pensiero fisiocratico.

Sul piano della storia Turgot elabora un piano di avanzamento delle scienze, delle arti,

della società, incentrato sulla variazione degli stadi nel tempo (Comte).

L’uomo viene considerato sempre perfettibile e anche l’errore ha una sua valenza positiva,

il caso (ashard), ha valenza positiva se implica uno sforzo per superarlo, perché consente

il progredire della conoscenza.

Nel costruire il suo modello di sviluppo della scienza e delle arti, mette in rilievo che la

matematica è l’unica scienza veramente oggettiva, senza errori, fra le diverse arti assegna

rilevanza alla poesia, considerata capace di dipingere il mondo per mezzo delle parole, e

proprio tramite la lingua, che Turgot ritiene centrale per lo sviluppo umano, si possono

perfezionare le idee, che sono i segni che ci permettono di conoscere la realtà intorno a

noi (int.simbolico).

Per mezzo delle parole si possono unire idee mettendole in relazione tra loro, permettendo

la comprensione del mondo, spingendo l’uomo ad automigliorarsi.

Gli stimoli naturali sono le passioni e Turgot ne individua due necessarie:

- Quelle DELICATE, che vanno di pari passo con il processo storico dell’umanità.

- Quelle VIOLENTE, le quali dopo la loro espressione manifesta riportano sempre

alle passioni delicate, rinnovandole e riaffermandole.

Gli uomini illuminati dalla ragione permetteranno l’affermazione del modello di sviluppo,

ma solo se troveranno altri uomini educati a migliorare se stessi, compito questo che ogni

governo deve assumere come prioritario.


PAGINE

34

PESO

48.78 KB

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristianabusatti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero sociologico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Fabiano Mauro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia del pensiero sociologico

Schemi storia del pensiero
Appunto
Appunti da Machiavelli a Vauban, esame prof Fabiano
Appunto
Appunti esame prof. Fabiano da Montesquieu a Ferguson
Appunto
Appunti esame prof. Fabiano da Quetelet a Spencer
Appunto