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Esame storia del pensiero sociologico

Prof. Mauro Antonio Fabiano

Corso di laurea in Sociologia
Sapienza Università di Roma
Cristiana
Libro di testo: “Individuo, società, mondo” M.A. Fabiano

Introduzione

La sociologia è una scienza strutturata concettualmente e predisposta al cambiamento, caratterizzata da due momenti:

  • Momento teorico, che fa riferimento all’attività del pensare, sia in maniera razionale che immaginativa.
  • Momento empirico, che fa riferimento a tutto ciò che è considerato dall’uomo come esterno a se stesso.

Questo intrecciarsi di ipotesi concrete e astratte (teoria-empiria) fa sì che la sociologia sia allo stesso tempo particolare e globale:

  • Particolare: quando è interessata al prodotto di un singolo uomo che ha effetti di natura collettiva.
  • Globale: quando è interessata all’analisi di macro aree.

Questo suo essere particolare e globale si traduce concretamente in diversi settori di studio: micro, macro e meso, tre livelli che possono essere indagati da soli o interrelati tra loro.

La sociologia sente anche la necessità di indagare il tempo, cioè la storia ed il contesto in cui si muove l’oggetto di indagine, e lo spazio, cioè i luoghi in cui accadono i fenomeni sociali.

La sociologia intreccia ed elabora il sapere sociale in un determinato spazio-tempo, in cui gli attori sociali vivono (e modificano lo stesso contesto di vita) e sono essi stessi soggetti al mutamento per l’influenza che subiscono da parte di ciò che hanno costruito loro stessi.

Le origini dell'analisi sociale

Due caratteristiche fondamentali della sociologia sono:

  • La caratteristica della pubblicità e della possibilità di confronto fra diverse teorie e diversi risultati, che derivano dalla ricerca empirica.
  • La caratteristica della razionalità logica del discorso che permette anche di sviluppare concettualmente quanto si conosce.

Sul piano storico si è cominciato a parlare di problematiche sociali nel momento in cui gli uomini hanno costruito intorno a loro un’organizzazione sociale complessa.

Un momento di origine di quella che oggi potremmo definire l’analisi sociale andrebbe ricercato in un momento storico in cui è avvenuto un nuovo orientamento, che possiamo collocare nella scoperta del Nuovo Mondo (1492), la nascita del Protestantesimo (1500) e la rivoluzione scientifica ad opera di Copernico e Galilei.

Nel corso del 1500 al centro di quello che possiamo definire Sistema Mondo, che è il nucleo dell’analisi di Wallerstein, con la quale tenta di spiegare i cambiamenti sociali, politici ed economici che hanno influenzato il mondo, si poneva la Spagna. Proprio i funzionari dell’impero spagnolo, nei nuovi territori americani, introducono la prima forma di misurazione quantitativa di elementi naturali e umani nel campo sociale, i cuestionarios, che dovevano fornire informazioni dettagliate su specifiche questioni, al fine di decidere il tipo di interventi economici e politici da attuare nelle nuove terre.

Nello stesso secolo si sviluppò anche un’altra forma di analisi sociale, più direttamente interessata alla politica e alle sue forme, l’esponente più importante di questa analisi fu Niccolò Machiavelli.

Niccolò Machiavelli (1469-1527)

Machiavelli può essere considerato il fondatore della scienza politica moderna e l’iniziatore di un’analisi sociale orientata allo studio delle organizzazioni. Si pone l’obiettivo di ipotizzare quali fossero le migliori condizioni politico-organizzative per Firenze e poi per l’intero territorio italiano, per evitare condizionamenti da parte dello straniero e formula una possibile soluzione nella sua opera più famosa.

Nell’opera “Il Principe” ipotizza come intorno ad un personaggio di elevata caratura politica e militare si dovesse concentrare il consenso popolare, per resistere alle minacce esterne e instaurare un forte apparato politico, militare ed economico e per evitare conflitti esterni e interni, sottolinea inoltre come fosse necessaria la forza armata del popolo.

Il modello di riferimento ideale di Machiavelli è quello dell'antica Repubblica Romana, in cui si erano equilibrati i poteri tra patrizi e plebei.

Francis Bacon (1561-1626)

Francis Bacon, ponendosi il problema di costruire un nuovo assetto societario, faceva notare la necessità di imporre un nuovo modo di fare scienza, basato sull’empiria, una scienza orientata alla trasformazione reale della società.

Thomas Hobbes (1588-1679)

Con Thomas Hobbes nasce il pensiero sistemico; è il primo a concettualizzare un sistema chiuso tra individuo e società. Hobbes si convince che fino a quando nella convivenza umana esiste il conflitto, l’organizzazione della società è destinata al fallimento. Lo stato di natura dell’uomo è la guerra di tutti contro tutti, nello stato di natura, in cui dominano, bisogni, desideri e passioni, gli uomini lottano tra loro per il territorio. L’individuo è per natura egoista e possessivo, tuttavia oltre alla forza, l’uomo dispone della ragione, grazie alla quale capisce che la convivenza pacifica è l’unica arma per evitare i conflitti.

Lo stato per Hobbes deve essere un ente sopraelevato e detenere la forza, questo ente è il Leviatano a cui gli uomini delegano il mantenimento della sicurezza tramite il contratto, che l’uomo per vivere in modo equilibrato è obbligato a sottoscrivere.

James Harrington (1611-1677)

Il pensiero di Harrington è orientato verso una riforma dello stato in senso apparentemente democratico. Il suo scopo è quello di superare il momento caotico della guerra civile e fondare un governo sul modello del repubblicanesimo antico, per fare questo è, secondo Harrington, necessario capire perché quelle forme di repubblica si sono perse nella storia.

Contrariamente ad Hobbes, per lui il potere non deve essere nelle mani di un monarca, ma deve essere instaurata una repubblica, guidata da un arconte, che cercherà il consenso del popolo stesso.

La fondazione di una repubblica popolare ha bisogno di tre momenti:

  • L’emanazione di una legge agraria
  • La creazione di un governo misto, in cui siano presenti una camera alta, che propone le leggi, e una camera bassa, che le approva
  • L’emanazione di una legge che imponga la rotazione delle cariche per la gestione del potere

Lo stato di Harrington è però un’apparente democrazia, in cui sono nobiltà e proprietari terrieri (gentry) a dare vita al governo, cerca così di equilibrare la sproporzione del potere. I pochi dotati di saggezza potranno proporre e dibattere, il popolo potrà manifestare il proprio consenso, tramite le elezioni.

Harrington insiste molto sul sistema elettorale, predisponendone ogni singolo passaggio. La nuova società, a suo giudizio, ha bisogno di regole astratte, ma allo stesso tempo di certezze concrete, che durino nel tempo, per non scalfire la struttura di base che la sorregge.

William Petty (1623-1687)

William Petty è ricordato nella storia della scienza sociale come il primo vero economista moderno ed il primo ad aver utilizzato la scienza dei numeri per lo studio dei fenomeni sociali. Per questo è considerato padre dell’economia politica e della statistica demografica.

Pone il suo interesse verso la possibilità di ridurre tutti i fenomeni sociali in numero, peso e misura. Il suo metodo si può sintetizzare in questo modo: la ricchezza possibile di una nazione si può stabilire in base a quanta terra può produrre alimenti utili al mantenimento umano o allo scambio e in base alle merci, ma alla base di tutto c’è il lavoro.

Quindi secondo Petty alla base della potenza di una nazione ci sono la terra e il lavoro che danno valore ai prodotti, che diventano merci che si possono scambiare, dando vita al mercato.

Se questi tre elementi sono alla base di tutto, era necessario, secondo Petty, trovare delle grandezze numeriche per calcolarne l’entità, per la terra bastava misurare il terreno coltivabile, per il lavoro, poiché era legato direttamente all’uomo che lavorava, l’unica possibilità di misurazione poteva essere il calcolare quante braccia si potevano utilizzare per produrre.

A suo giudizio, l’unico modo per poter misurare il lavoro poteva essere il calcolare la popolazione presente in un determinato territorio, non avendo dati precisi riguardo la popolazione Petty, insieme all’amico Graunt, pensarono che si potesse dedurre il numero della popolazione inglese dai pochi dati reperibili nelle parrocchie per ricavarne, in modo probabilistico, l’entità delle possibili forze lavoro.

Tutte le analisi compiute da Petty si ponevano l’obiettivo di ridurre tutto a peso e misura, anche quelle inerenti la politica, definì questa metodica aritmetica politica e nell’opera in cui esplicita il proprio metodo rileva, comparando i commerci fra le nazioni, che la principale fonte della ricchezza sta nel commercio.

Nel confronto tra Olanda, Francia e Inghilterra sostiene che il paese da seguire come modello debba essere l’Olanda che, pur avendo poca espansione territoriale, era riuscita a divenire centro di ogni commercio, anche grazie al fatto che nel paese vigeva una tolleranza religiosa che non esisteva in altri paesi.

Questa analisi permette a Petty di dimostrare che esiste un legame tra religione ed economia, nei paesi dove non ci sono religioni dominanti, lo sviluppo economico è maggiore.

Lo stato che funzioni per Petty deve essere interessato al benessere dei cittadini e indulgente verso le confessioni religiose, ipotizzò un welfare-state in anticipo rispetto ai tempi, le sue analisi saranno alla base di una vera e propria scuola di aritmetici politici, gli strumenti quantitativi da lui costruiti vengono usati ancora oggi (tasso di natalità, mortalità, grado di urbanizzazione).

Baruch Spinoza (1632-1677)

Baruch Spinoza costruisce per primo un modello di relazione che implica tre soggetti: individuo, stato e società, all’interno di un contesto complessivo che li ingloba, la natura o Dio.

Partendo dal modello pessimistico di Hobbes, elabora un sistema in cui la forza costrittiva si tramuta in potenza (il conatus) dei singoli che aderiscono ad un contratto sociale. L’uomo di Spinoza, pur somigliando a quello di Hobbes, assume carattere positivo, non si giunge ad una società di guerra di tutti contro tutti, ma alla realizzazione della propria naturalezza.

Spinoza nega la personificazione di Dio, il Dio di Spinoza coincide con il mondo, o meglio con la natura, unica realtà che tutto comprende e nulla lascia al di fuori di sé. Al centro di questa realtà c’è l’uomo che per concretizzare la conoscenza ha a disposizione tre modi:

  • L’immaginazione, che conduce alla falsità.
  • La ragione, che conduce alle idee adeguate.
  • La scienza, che attraverso l’intelletto conduce alla vera conoscenza.

Le passioni influenzano gli uomini rendendoli liberi e schiavi, solo se regolate dalla ragione e dalla scienza possono far aumentare la potenza umana e determinarne la liberazione.

Ogni individuo esiste perché esistono gli altri, nel loro insieme formano la sostanza, cioè la natura, Dio e possono così auto considerarsi esseri razionali.

Nella sua visione tutti rivestono un ruolo e tutti possono affermare e pensare ciò che vogliono senza timore, il fine principale dello stato, insieme alla sicurezza, diventa la libera manifestazione del pensiero e della ragione.

Per Spinoza la libertà permette ai singoli soggetti il dispiegamento della propria naturalità, questa visione influenzerà anche l'analisi di Marx.

John Locke (1632-1704)

La figura sociale che John Locke ha presente come soggetto attivo nella società è quella del proprietario terriero capitalista (farmers). Locke è il primo a dedicare una maggiore attenzione al tema della proprietà, contrariamente ad Hobbes sosteneva che nello stato di natura esistono diritti individuali che rendono gli uomini uguali, e fra questi sono fondamentali il diritto alla proprietà privata e alla libertà, cioè al fatto che tutti possono muoversi al soddisfacimento dei propri bisogni e desideri. Locke riafferma la priorità della proprietà privata su quella collettiva.

In questo stato di natura si fonda la propensione acquisitiva e possessiva del singolo uomo, si costruisce nel tempo la caratteristica fondante e valoriale della società borghese: l’individualismo possessivo, da qui mediante la nascita della moneta ogni individuo ha la possibilità di espandere la propria capacità acquisitiva, pensando al possesso di altri beni, non solo all'autoconsumo.

L’individualismo possessivo è la teoria che riflette la nascita delle società: nello stato di natura tutti gli uomini sono uguali e possono soddisfare bisogni e desideri, con la nascita della moneta l’uomo è spinto all’accumulo di altri beni, questo diritto e libertà di acquisizione crea delle differenziazioni tra gli individui, costruendo una naturale disuguaglianza fra chi riesce ad evolversi e chi non ci riesce.

A questo sistema naturale si deve affiancare il sistema dello stato, formato da un organo di governo, che ha il compito di far rispettare le regole e un organo legislativo, che emana leggi volte al benessere dei cittadini. Se non adempie ai propositi stabiliti da coloro che sono al vertice della società, in quanto proprietari, basta togliergli il consenso e mediante elezioni, costruire un nuovo organo.

Dalle analisi di Locke deriva l’insieme dei valori del liberalismo.

Sebastien Vauban (1633-1707)

Vauban era un ingegnere militare, famoso per aver introdotto nel sistema militare metodi e tecniche innovativi nella costruzione di piazzeforti militari, è stato considerato come un precursore dell’illuminismo francese.

Conoscitore della matematica, cercò di applicarla anche a problematiche di carattere civile al fine di trovare una possibile soluzione a problemi di pubblica utilità, nel corso dei suoi viaggi per motivi militari osservò le condizioni di vita miserevoli in cui si trovava la popolazione francese e si convinse che fosse necessario costruire un nuovo sistema di distribuzione delle ricchezze.

Per questo elaborò un progetto di tassazione unica, che considerasse territori e ricchezze possedute, alla base di questo progetto poneva l’analisi dei dati raccolti, in maniera moderna rispetto ai suoi predecessori, questo insieme di dati venne rappresentato in forma tabellare, in questo modo si poteva avere un quadro preciso della ricchezza reale di un territorio ed evidenziare quali fattori potevano contribuire all’accrescimento della ricchezza produttiva nazionale.

L'epoca dell'illuminismo

Nel XVIII secolo si sviluppa l’illuminismo, un nuovo modo di vedere la realtà, che rifiuta le visioni teologiche o trascendentali (alchimia) e riconduce l’origine della conoscenza alla razionalità, che distingue l’uomo dagli animali.

La ragione deve essere connessa all’utilità, sempre più si inizia a fare riferimento a modelli di indagine che iniziano a tenere conto della realtà empirica osservabile, alla ricerca di un metodo di indagine scientifica unico.

La visione della società si orientò sempre più verso il futuro, in cui il modo di produzione capitalistico si espandeva all’intero sistema mondo.

Nel campo scientifico del sapere sociale si distinsero particolarmente due intellettuali, che poi tanta parte avranno nella costruzione della disciplina sociologica: Montesquieu e Rousseau.

Montesquieu (1689-1755)

La figura intellettuale di Montesquieu è stata riconosciuta come rilevante nella formazione del pensiero sociologico e politico futuro, indaga le problematiche sociali della Francia del suo tempo. Nell’opera lettres persanes mette in evidenza la necessità di considerare il clima di un territorio per rilevarne le influenze socio-economiche, il clima influenza la natura umana e la società.

Nella sua opera più conosciuta l’esprit des lois, attraverso lo studio delle leggi, esplicita i principi e la logica delle differenti istituzioni, considerando le leggi come una codificazione dei rapporti che si instaurano tra gruppi di natura sociale e politica.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristianabusatti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero sociologico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Fabiano Mauro.
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