Storia del pensiero islamico
Maometto
Maometto è un personaggio su cui sono state realizzate diverse speculazioni, a causa dell'importanza di tale figura. Leggende e miracoli costellano le informazioni che abbiamo sul suo conto, presenti nell'agiografia del Profeta, poiché egli è il fondatore della cultura e religione islamica.
Le figure dei mercanti
I mercanti possono essere presentati come delle figure che portano informazioni di ogni tipo. Le loro testimonianze possono far riferimento agli Hadith (detti, racconti) che sono attribuiti a Muhammad, essi sono dunque variegati e molto spesso inventati dai fedeli.
Cosa includere nel canone?
(Il Corano non è parola di Muhammad, ma parola di Dio) La quantità di hadith ha creato il problema di cosa ritenere valido dal punto di vista dottrinale. La scuola tradizionista suddividerà gli hadith in base alla loro autenticità. Ogni hadith è infatti collegato direttamente o non al profeta e/o a un suo prossimo discepolo grazie alla catena di trasmettitori secondo una specifica formula (Tizio ha sentito dire a Caio che Sempronio ebbe ad udire che il profeta/un discepolo del profeta affermava...)
Aspetto antropologico dei due profeti, Maometto e Gesù
| Differenze | Analogie |
|---|---|
| Crea uno Stato, una cultura e una nuova religione; non crea una tale organizzazione. | |
| Muhammad è un uomo semplice, scelto da Dio ma non di discendenza divina; è figlio di Dio. | Gesù |
| Non si crea alcun tipo di divinizzazione delle figure apostoliche/evangeliste; al contrario di quanto avviene nella religione cristiana | |
| Si sposa ed ha figli, si inserisce nella vita sociale e lavorativa del suo tempo (Hadith di Maometto: ‘nella mia vita ho amato donne e profumi, ma più di tutto la preghiera’; | Vive come un asceta, nella povertà. |
| Comprende la necessità di mantenere valori terreni e contemporaneamente divini; | |
| Inserisce elementi della tradizione araba pre-islamica pagana (il pellegrinaggio alla Mecca), dunque media, recupera e fonde alcuni aspetti della realtà precedente. |
Notizie della vita adolescenziale di Maometto
Egli viene allevato dallo zio Abu-Talib, che lo protegge ma non si converte. M. cresce con il cugino Alì. M. da adolescente è protagonista di visioni, con uomini bianco vestiti che gli lavano il cuore con la neve per purificarlo. M. più grande, viene portato dallo zio in alcune spedizioni carovaniere e fa l’incontro di Bahira, che gli scopre la spalla e vede un grande neo (segno di profezia divina).
La vocazione di Maometto
Maometto sposa la vedova di Khadija, che porta avanti la ditta del marito defunto. Lei propone il matrimonio, ed è la prima credente dell’Islam, un modello di donna indipendente (madre dei credenti).
La chiamata divina nella caverna sul monte vicino la Mecca. Recandosi più volte in questa caverna, fa l’incontro di un angelo che gli dice di leggere (l’incipit del corano, su un panno bianco), egli è un analfabeta e miracolosamente legge. La moglie lo porta da un parente cristiano, per assicurarsi della salute mentale del marito, il parente la rassicura dicendole che il consorte comunica con il sovrannaturale.
La predicazione di Maometto
Il tema principale è sicuramente l’insistenza per il monoteismo, poiché egli vive in una realtà politeista/polidemonica, ma afferma l’autorità di Allah, come unico e solo Dio. Il precetto dell’elemosina (che diventa una tassa) per sostenere la popolazione meno abbiente. L’aggressione subita dai primi credenti, è diretta soprattutto a chi non ha protezione di alcun tipo (subalterni). Intorno alla prima decade una parte della comunità meccana decide di trasferirsi in Etiopia.
La comunità islamica
Cresce molto lentamente, poiché è inizialmente difficile penetrare nelle credenze pagane della comunità. Infatti, alcuni seguaci vengono aggrediti. I subalterni meccani sono i primi a convertirsi, per un desiderio di egualitarismo. I potenti non vogliono perdere il loro potere. M. disprezza i ricchi, poiché dice ‘la vostra gara ad arricchirvi vi distrarrà da Dio’. I ricchi appunto non sopportano Maometto in quanto si sentono minacciati dalla possibilità che questo possa porre fine al pellegrinaggio verso la Ka’ba dove risiedono tutte le figure degli idoli del mondo arabo preislamico. Infatti, con un probabile lampo di genio Maometto riesce a integrare tale elemento del pellegrinaggio riuscendo a mantenere viva la tradizione, ma modificandone il significato (la Ka’ba diventa sede unica di Allah).
I versetti satanici
Versetti di ispirazione celeste, secondo i quali Maometto avrebbe potuto accettare le tre dee pagane (figlie di Allah). Maometto dopo averli predicati, li annulla dichiarandoli ispirati da Satana (Ibliis), ai suoi seguaci.
L’egira alla Medina
Quando Maometto decide di migrare alla Medina ha accanto a sé pochi seguaci. Nel 619 muoiono Khadija e Abu-Talib, un periodo particolarmente difficile poiché perde sostegno morale e la protezione fornitagli dallo zio. È necessario dunque cercare alleanze, anche se questo è complesso. Dopo essere stato scacciato a sassate dalla città di Taif dove aveva cercato alleanza, egli trova sulla via di ritorno dei Jinn, creature simili alle fate (ritenuti come una parte della comunità). I Kahin sono indovini ispirati dai Jinn, per le loro predicazioni. Egli predica l’Islam e una parte di loro si converte. La soluzione estrema è dunque la migrazione in un’altra città. Nel 621 ha modo di parlare con una delegazione di Yathrib (dove Maometto era stato Hakam – figura di arbitro esterno che regola le dispute), per giurare sui beni e sulle donne (Patto delle donne), in modo da giurare assistenza reciproca tra i seguaci di Maometto e tale città che diventerà la futura Medina. La fuga viene organizzata poiché la situazione alla Mecca è insostenibile, dato che i sicari vogliono attentare alla vita di Maometto.
Aldilà islamico
Distinzione tra una sorta di paradiso e inferno. Struttura simile a quella della Commedia di Dante.
L’attacco al business dell’élite della Ka’ba
La religione islamica mina l’integrità economica di una fascia ristretta di uomini che iniziano ad aggredire i primi seguaci.
L’accordo con la futura Medina
Formata da tre tribù ebraiche e due pagane, nel 621 stringe un accordo di mutuo soccorso con Maometto che lo sfrutterà nel 622 (anno dell’Egira). In questo contesto tribale, Maometto viene chiamato ad arbitrare (con il ruolo di Hakam) una contestazione tra le due tribù arabe (questione complessa) e riesce a trovare la soluzione perfetta. Alla fine viene posta fine alla faida con una rinuncia alla vendetta sanguinosa come strumento di riscatto. Viene stipulato un documento che sancisce l’unione tra le due comunità, secondo la definizione di popolo di Dio. Ogni vincolo di sangue viene abolito in favore di quello di fede. La comunità islamica cresce con progressione geometrica. Visione irenistica (pacifica) dei rapporti tra le confessioni. Istituzione di una preghiera il sabato (giorno sacro ebraico), una preghiera rivolta verso Gerusalemme, ed addirittura una partecipazione ad un loro digiuno specifico. Maometto vede nella fede di Mosè, una variante della propria religione e si appoggia a loro per avere un supporto anche religioso.
I motivi alla base dell’Egira
L’Egira è un fenomeno molto comune nella storia passata delle comunità arabe, poiché era causata principalmente da mancanze di risorse primarie. La conseguenza più immediata è sicuramente la scomparsa di quei legami tribali che legavano una tribù. Maometto non è più sotto la protezione dello zio Abu-Talib. L’Egira è spesso paragonata all’Esodo, poiché entrambe hanno matrici ostili (la fuga da un ambiente pericoloso). Si viene a creare lo stato Islamico in opposizione allo Stato meccano che aveva costretto Maometto a fuggire.
La costituzione di Medina (Yathrib)
Nel giro di un anno Maometto era diventato lo shaikh di Medina, e questo ha causato diversi attriti con le comunità ebraiche, a causa della sua presentazione come profeta di Dio. Maometto inizia a predicare regolarmente di personaggi presenti nell’antico e nel nuovo testamento. Nel 624 i meccani e Maometto ebbero un primo scontro (di Badr) lungo la via carovaniera, da cui Maometto esce vincitore. Forte del successo, M. intima a una delle comunità ebraiche di dover emigrare (espulsione forzata) probabilmente per creare spazio per i seguaci dell'Egira.
Le conseguenze dell’espulsione
L’accusa da parte dei musulmani alla religione ebraica è rivolta ad una possibile manipolazione del testo della Torah. Le altre rivelazioni religiose, inoltre, sono considerate come rivelazioni di Dio alle comunità precedenti, che gli uomini non hanno saputo conservare, alterandole. Perciò la religione islamica si pone come l’ultima rivelazione corretta agli uomini e il Corano definito come il sigillo della profezia. Mosè e Abramo sono figure particolarmente importanti e apprezzate dal M., poiché soprattutto l’ultimo, è considerato come il primo monoteista (hanif) della storia. Infatti M. vuole riallacciarsi al culto di Dio trasposto da Abramo sulla terra.
Tendenza a riallacciarsi ad una tradizione precedente
L’obiettivo di Maometto è quello di riprendere la tradizione religiosa precedente perché vuole risanare gli errori del passato.
Scontro del 627 di Uhud
In uno scontro con i Meccani Maometto si ferisce, e torna con i suoi a Medina. In questo momento ha luogo la seconda espulsione della tribù ebraica, con lo scopo di eliminare l’elemento ebraico. Intanto i Meccani rifiutano di sfruttare l’occasione di inseguire i medinesi. Successivamente, anche l’ultima tribù ebraica viene definitivamente espulsa e i primogeniti maschi uccisi perché l’intera tribù era stata accusata di aver tradito Maometto e i suoi.
Matrimonio con Aysha e matrimoni di convenienza
Aysha è il vero amore della vita di Maometto, seguono diversi matrimoni politici, per rafforzare le alleanze. Egli sposa figlie di capi tribù, per imparentare le tribù. Egli va al di là del limite di 4 mogli stabilite successivamente nel Corano stesso.
L’episodio della collana
Dopo aver recuperato la collana in un pozzo, Aysha si allontana dalla carovana poiché si attarda e rimane da sola nel deserto. La mattina seguente viene riportata da un giovane cammelliere nell’accampamento. Si tratta di un disastro politico, dal momento che l’onore del clan può essere compromesso. Nonostante tutto, M. decide di non ripudiare Aysha, poiché la ama davvero. Solo se le donna verrà accusata da quattro testimoni oculari, essa sarà ripudiata, altrimenti chi la accusa verrà castigato a frustate. Tutto ciò deriva da una rivelazione.