Cartesio e la ragione
Cartesio non aveva fiducia nella ragione come strumento per conoscere la verità delle cose. I termini in cui Cartesio chiarisce questa sua posizione sono presenti nel Discorso sul metodo. La ragione, per lui, è il buon senso, inteso come la capacità e la possibilità di distinguere il vero dal falso (identificazione tra la mia conoscenza e l'oggetto cui la mia conoscenza si riferisce).
Se tutti sono contenti di avere questa capacità di conoscere, vuol dire che la capacità è in tutti. Il potere di giudicare s’identifica con il buon senso che è intrinseco di ogni uomo (→ inizio del discorso sul metodo).
Il problema della condivisione delle idee
Problema: se tutti abbiamo questa capacità perché non vi è condivisione delle stesse idee? Perché ognuno ha un metodo di conoscenza differente. I criteri per una conoscenza adeguata sono individuati nelle proposizioni matematiche.
In primo luogo il criterio dell'evidenza, che determina ciò che non si può porre in discussione, ciò che non può essere sottoposto al dubbio. La prima verità che analizza è questa ed è l'ego cogito, cioè l'io penso, la mia esistenza come essere pensante. Non si può sottoporre a dubbio questa esistenza. Ponendo in discussione questa evidenza si sottolinea ulteriormente la stessa.
La questione dell'io come sostanza
Successivamente si pone un altro problema: l'io è una sostanza? L'io è un’unità la cui natura essenziale è il pensare, cioè una realtà che non è divisibile, immobile, non spaziale e atemporale.
Questo presupposto epistemologico (la ragione è intrinseca dell'uomo) lo porta a individuare come prima verità l'esistenza di un io pensante. Questa fiducia nella ragione va in crisi con Locke e conseguentemente l'esistenza di questa sostanza pensante e la distinzione tra mente e corpo cartesiana.
Locke e la critica a Cartesio
Locke (Il fondamento di tutte le nostre conoscenze e la formazione delle idee di sostanza) visse nella seconda metà del '600. Si occupò di molti problemi, ma decise di lavorare principalmente su come funziona la nostra mente.
Locke mette in discussione il pensiero cartesiano e cerca di capire quindi quali sono i limiti e le possibilità della mente umana. Nella sua ricerca, nel Saggio sull'intelligenza umana, diviso in quattro libri, espone la sua teoria.
- Nel I libro egli polemizza alcuni autori a sé contemporanei (Cartesio e gli innatisti).
Questo primo libro è dedicato a contestare quelle filosofie come il neoplatonismo innatista, ad esempio. L'innatismo dice che in noi ci sono dei principi che non sono app.
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