Storia della microeconomia dalle origini alla seconda guerra mondiale
Il marginalismo: rivoluzione e consolidamento (1871 – 1900)
Menger (1840 – 1921)
Secondo Menger, la teoria del valore lavoro non può spiegare il prezzo degli input, come il capitale (profitto) e la terra (rendita). La motivazione è che la stima del valore del bene viene fatta considerando i servizi che il bene stesso può offrire e non come è stato prodotto.
Bene = una cosa, materiale o immateriale, capace di soddisfare (direttamente o indirettamente) un bisogno umano.
- Direttamente: si tratta di un bene di consumo.
- Indirettamente: sono tutti i fattori di produzione che attraverso il processo produttivo di un bene (o servizio) soddisfano i bisogni.
Bene economico = è un bene scarso rispetto ai bisogni che può soddisfare. Per Menger, il valore economico di un bene è di natura soggettiva (aumenta di valore se il bisogno persiste o nasce, diminuisce di valore se il bisogno cessa di esistere) ovvero dipende dalla relazione con il soggetto e i suoi bisogni. Il valore di un bene diminuisce al cessare del bisogno, di conseguenza, il valore diminuisce all’aumentare del consumo di esso (utilità marginale decrescente).
Teoria della distribuzione (o imputazione)
Per Menger (a differenza dei classici) è il prezzo dell’output a determinare il prezzo del lavoro e degli altri input. In conclusione, la teoria della distribuzione diventa parte della teoria del valore. Inoltre, il valore degli input e output è espresso in termini di utilità e non più di prezzo. I fattori produttivi sono perfetti complementi.
Jevons (1835 – 1882 Liverpool)
Per certi versi il pensiero di Jevons è uguale a quello di Menger: anche per lui il valore di un bene dipende interamente dall’utilità e che essa è soggettiva. A differenza di Menger, però, Jevons applica la matematica alle sue teorie, in particolare il calcolo differenziale. L'obbiettivo di Jevons è potenziare al massimo l'utilità ponendo l'economia come un calcolo del piacere e della pena (calcolo Benthamiano). Massimizzare la comodità e il piacere è il problema dell'economia.
Utilità come funzione matematica della quantità del bene
- x = quantità del bene (variabile indipendente)
- u = utilità totale derivante dal consumo di x (u è una funzione di x)
Trovare il massimo della funzione di utilità (condizioni nelle quali il piacere è massimo).
- Utilità marginale: derivata dell’utilità totale: u’=du/dx (la nozione base è quella di utilità marginale)
- Utilità totale: somma delle utilità marginali: UM(1a mela)=10, UM(2a mela)=7, UM(3a mela)=4 UT(3 mele)=10+7+4=21
- Il punto di massima utilità totale è il punto in cui l’utilità marginale è nulla.
In particolare, Jevons assume che:
- L’utilità marginale di ciascun bene è positiva (non sazietà).
- L’utilità marginale di ciascun bene è decrescente.
Le equazioni dello scambio
Problema: che cosa determina il rapporto di scambio / prezzo relativo tra i beni? L’utilità e la scarsità dei beni. Jevons ottiene le “equazioni dello scambio” che mostrano come la massimizzazione dell’utilità dei due agenti richiede che:
- Il rapporto di scambio tra due beni qualsiasi sia il reciproco del rapporto tra i gradi finali di utilità delle quantità di beni disponibili per il consumo dopo lo scambio.
In equilibrio dovrà essere che:
- Il valore di scambio / prezzo relativo dei beni è determinato dal rapporto tra le loro utilità marginali.
- In equilibrio il prezzo relativo è uguale al rapporto tra le utilità marginali dei beni per entrambi gli agenti.
Risultato di Jevons presenta limiti:
- Jevons prende px/py come dato e mostra che in equilibrio px/py deve essere uguale al rapporto tra le utilità marginali, ma non spiega perché px/py ha proprio quel valore dato.
- Jevons ipotizza che i due agenti siano “price taker” rispetto a prezzo relativo dato px/py.
- Jevons ipotizza che non avvengano scambi fuori dal prezzo relativo di equilibrio.
Jevons afferma che l’utilità non è misurabile né comparabile a livello interpersonale. Ma se l’utilità non è osservabile e non è misurabile, come posso verificare l’equilibrio?
Walras (1834-1910)
1874: Elementi di economia politica pura. 1900: Elementi di economia politica pura, quarta e definitiva edizione. Fondatore della Scuola di Losanna.
Principi
- Il valore di scambio dipende dall’utilità e dalla scarsità (= Menger, Jevons).
- Approccio matematico: nozione chiave utilità marginale decrescente (= Jevons).
- Analisi dello scambio per un numero qualunque di beni (≠ Jevons).
- Include la produzione nell’analisi (≠ Jevons).
Equilibrio generale: tutti i mercati sono connessi tra loro. Il mercato di un singolo bene x è in equilibrio quando Dx=Sx. Per ogni bene, Dx=f(px, py, pw, pz,...) e Sx=g(px, py, pw, pz,...).
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Storia del pensiero critico economico
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