Storia della città e del paesaggio
Urbanistica e il concetto di palinsesto
L'urbanistica nasce a seguito dei cambiamenti delle condizioni di vita nella città e cambiano le figure stesse che si occupano di tali cambiamenti. Pian piano tale branca del sapere inizia a diventare più autonoma da altre discipline come quella dell’igiene, quindi medicina.
Alla domanda "Che cos’è l’urbanistica?" provano a dare risposta molte figure, tra cui Secchi che fa riferimento al termine palinsesto: è originariamente una pergamena, un supporto su cui si scrive. Ma nel momento in cui si deve andare a scrivere dell’altro, si raschiano dalla pergamena i segni precedenti per poi tracciarne degli altri, anche se i segni originali si vedranno sempre i quali, quindi, condizioneranno sempre il nostro intervenire.
Processi spontanei o atti intenzionali
Significa che noi studiamo il passato che si presenta come un palinsesto, ovvero segni che varie generazioni hanno lasciato in modo più o meno consapevole, e tutti gli esiti e le relazioni che esistono tra i vari insiemi di pratiche di trasformazione del territorio. Anche quello che può sembrare un processo spontaneo (es. città medievale sulle montagne), è comunque legato alla cultura del popolo, alle credenze religiose, al potere politico vigente, alle tecniche costruttive ed anche al rapporto che l’uomo ha con la natura e l’ambiente circostante. Quindi non dobbiamo fare tale differenza tra spontanei e non, ma dobbiamo analizzare anche il contesto nel quale avviene la realizzazione delle opere, tenendo conto del fattore paesaggio, il quale viene sempre visto come qualcosa di opposto alla città, incontaminato, ma in realtà anch’esso mostra la traccia dell’uomo.
Differenza tra materiale e immateriale
Una strada è un segno materiale mentre le funzioni che cambiano del tempo, che quindi risignificano un determinato luogo, non sono cose che possono essere toccate ma entrano all’interno dei nostri studi. Rapporto città-comunità-spazi comuni-spazi aperti e privati.
Esempio: Quartiere della Loggetta
Il piano INA CASA prevedeva la costruzione di case per lavoratori e per l'incremento di porzioni disoccupate della popolazione all’indomani del secondo conflitto mondiale. 1949: problema di ricostruire il patrimonio edilizio andato distrutto e quindi ricostruire le case per tutti, che ovviamente è legato al problema economico.
A Napoli ci sono tanti di questi esempi ma soffermiamoci sulla Loggetta: zona occidentale, aria collinare, è quasi come un villaggio autonomo. Ci soffermiamo a guardare un gruppo di 9 case bifamiliari con 3 vani ciascuno, promosse da 'comunità europea del carbone e dell’acciaio' e come progettisti vediamo BBPR (4 architetti della torre Velasca).
Ci troviamo in una zona abbastanza elevata; i 4 architetti decidono di riprendere una tipologia di case basse a 2 livelli che sono tutte organizzate rispetto a uno spazio comune centrale, giocando con un incastro a coda di rondine. Questo spazio di pertinenza privato doveva essere aperto a questo spazio comune in cui si svolgevano attività della comunità stessa per recuperare la dimensione del quartiere all’interno della città e creare una piccola comunità.
La comunità del carbone e dell’acciaio
Questa comunità aveva voglia di provare nuove tecniche e nuovi materiali (anche se alla fine si mantennero più o meno secondo le tradizioni locali e tradizionali). Infatti, l’obiettivo iniziale era fare principalmente sperimentazione ma poi non fu proprio così. Questi spazi di pertinenza concepiti come degli spazi di intermediazione fra privato e semi-privato diventano degli spazi recintati e delimitati e non hanno più nulla a che vedere con la progettazione iniziale, quindi si doveva reagire.
Per prima cosa si cerca di orientarsi vedendo dei testi andando a vedere gli articoli dei BBPR per capire quanto erano compatibili nuove soluzioni con il progetto originale. Un testo di Paola di Biagi (storica dell’architettura) ha raccolto una serie di saggi di autori prestigiosi tutti sull’argomento di INA CASA.
Come si scrive una bibliografia?
È un elenco di testi che consultiamo per formulare una nostra tesi relativamente ad un certo argomento (partire da una premessa che poi si intende dimostrare) e quindi al suo interno noi citiamo autori e testi ma ne fanno parte anche dei lavori che ci aiutano a costruire un nostro pensiero. Esistono varie convenzioni/norme per scrivere una bibliografia tutte diverse fra loro ma una cosa importante è che queste siano adottate in maniera univoca in tutto il testo. Queste norme mirano a dare tutti gli strumenti a colui che legge di capire quali sono i testi che abbiamo utilizzato: indicare autore, indicare il curatore, il titolo e il volume, le pagine, casa editrice e luogo di edizione e ovviamente anche l’anno.
Fonti dirette e fonti indirette
Poi dobbiamo capire se siamo di fronte a fonti dirette, fatte al momento della progettazione dello stesso progetto in analisi, oppure fonti indirette che narrano quello che è accaduto. Ricerca riferimenti bibliografici: biblioteca o web in modo da iniziare la ricerca usando gli archivi.
Città dell'800 e nascita dell'urbanistica
Urbanistica è una disciplina giovane e nasce nel passaggio tra 800 e 900, quando cominciano a cambiare gli scenari urbani e cominciano ad intervenire nuove questioni ed è proprio in questi anni che inizia a definirsi. Secondo alcuni autori prima dell’800 si può parlare solo di storia della città e non di vera e propria urbanistica mentre altri ritengono che alcune questioni (rapporto spazio-società) già c’erano nel 600/700.
Ciò fa capire che è una materia molto giovane in quanto si inizia a studiare nel 1928 da Luigi Piccinato ma inizia a chiamarsi urbanistica solo nel 1935. Indubbiamente per quanto riguarda l’urbanistica il ruolo di Parigi (emblema di quel periodo e che poi verrà presa come modello anche se non allo stesso tempo) è fondamentale. Zucconi (storico dell’architettura) in uno dei suoi libri afferma che molto spesso quando si parla di città dell’800 si parla di città della rivoluzione industriale, della crescita, del progresso tecnico, del ciclo haussmaniano, ma anche di una nuova definizione aggiunta da lui: città di ieri.
Impatto di romanzi e letteratura
Molti dei processi che si avviano in alcuni contesti urbani delle città 800esche hanno ripercussioni sulle città attuali. Anche romanzi e letteratura hanno il loro valore e la loro importanza come per esempio Victor Hugo con 'Notre Dame de Paris' (1831-32), molto importante perché in un dialogo famoso l’Abate Frollo dice: "La stampa poteva cancellare l’architettura" (morte dell’architettura).
Questo fa capire che dietro a grandi conquiste tecnologiche ci sono grandi sconvolgimenti anche in altri ambiti. Infatti, nel momento in cui subentrano nuove conquiste tecnologiche/tecniche, abbiamo nuove tipologie architettoniche (esempio macchina a vapore cambia tantissime cose come produrre, come organizzare, cambia il volto stesso della città attuale). Abbiamo nuove sedi (fabbriche) che innescano flussi di inurbamento in quanto le fabbriche diventano centri attrattori per i lavoratori e si inizia a lavorare in grandissima scala e quindi si inizia a parlare anche di inquinamento (per la prima volta).
Nuovi materiali e architettura
Stesso discorso delle conquiste tecnologiche lo si può fare per i nuovi materiali: metallo rivoluziona il modo di costruire in modo completamente nuovo e quindi cambia il volto delle città stesse. Esempio emblematico Tour Eiffel 1889 che era stata creata come oggetto ‘effimero e di propaganda’ della Francia diventa un simbolo mondiale. Ancora, ferro e vetro usati per costruire 'Gallerie de machines' e le 'stazioni' permettono di avere nuovi manufatti architettonici che prima non esistevano (enormi luoghi coperti).
Impatto delle ferrovie
La ferrovia modifica città e territorio ma propone un nuovo modo di spostamento e le velocità della vita cambiando anche la percezione del paesaggio: paesaggio = natura + soggetto, la velocità con cui ci muoviamo ci fa cambiare la percezione della natura e quindi del paesaggio stesso (cit. Proust).
Sino al 700 la pratica della ‘villeggiatura’ era appannaggio solo degli aristocratici, mentre nell’800 grazie ad alcuni studi medici che diffondono l’idea che i bagni di mare siano terapeutici (prima era solo strumento produttivo per la pesca), comincia a diffondersi anche nella borghesia questa pratica. In questo modo nascono nuove città unicamente per usufruire delle acque termali/marine a scopo terapeutico (campi flegrei/Fiuggi).
Nuove tipologie di città
Quindi abbiamo città di nuova fondazione e il primo atto è la realizzazione del molo con discesa a mare e dello stabilimento balneare e piano piano sorgono una serie di attrezzature parallele che rendono piacevole il soggiorno in queste località (hotel, casinò ecc), creando ancora nuovissime tipologie architettoniche. Si passa quindi da luogo curativo a luogo di villeggiatura per ricchi a luogo di svago di tutti gli strati sociali (ferie retribuite e tempo libero sono una conquista legislativa che trasforma le città).
Mercati al coperto
Altra tipologia nuova: mercati al coperto (les Halles centrale Parigi 1854-70) erano delle strutture in ferro e vetro dove ampi spazi erano coperti su cui si affacciavano i negozi (interno trattato come se fosse esterno), erano gli antenati degli attuali centri commerciali.
Cicli di espansione e urbanizzazione
Nell’800 abbiamo in più o meno tutte le città un ‘ciclo di espansione’, miglioramento ciclo di produzione e generale delle condizioni di vita. Abbiamo un ‘boom demografico’ (con valori addirittura esponenziali in pochi anni) e abbiamo anche un ‘ciclo di urbanizzazione’ che portano tantissime persone a preferire le città che le campagne (in 100 anni da 190 milioni a 473 milioni di abitanti in Europa, solo Londra aveva 1 milione di abitanti, in 10 anni altre 22 città raggiungono questo numero). Esempio di Chicago: città nata come villaggio crocevia di vari flussi economici che improvvisamente (anche dopo l’incendio) nel giro di pochi anni arriva a quasi 2 milioni di abitanti usando la tipologia del ‘grattacielo’.
Condizioni di vita e sperimentazioni
Ci sono anche degli esempi in Inghilterra: Charles Dickens in uno dei suoi famosi libri parla di Coketown (città del carbone) e racconta la vita molto dura della città dell’industria (solitudine dell’uomo nella folla). In particolare, Coketown è la controfigura di Londra che viene descritta in modo molto dettagliato, l’inquinamento ecc., assimilando la città (malata) al corpo umano, quindi c’è una forte similitudine tra questi due termini (terminologia medica molto simile) e quindi bisognerebbe trovarne una cura come per esempio lo sventramento.
Ovviamente nella Londra di quel tempo le condizioni abitative erano pessime così iniziarono le prime sperimentazioni e le prime riflessioni per avere abitazioni che diano accettabili condizioni di vita: industriali illuminati cercarono di garantire migliori condizioni di vita per i loro lavoratori per migliorare anche la forza lavoro delle proprie aziende creando delle piccole (idilliache) comunità/villaggi vicino alle fabbriche/industrie; famoso esempio il Familisterio di Godin.
Problemi delle mura e percorsi
Nuovo problema 800esco: le mura. Tantissime città ne sono munite (ma non hanno più ragione di esistere in quanto non si fanno più guerra né servono più le cinte daziarie) e rappresentano un limite fisico ed intralcio all’espansione demografica della città stessa ed alla sua generale espansione: abbattimento e riconversione dello spazio che hanno lasciato.
Nuova questione: mettere in relazione 2 luoghi attraverso la progettazione dei percorsi (anche stazioni) e quindi progettare nuove reti di collegamento. Prima i percorsi erano pensati unicamente per essere pedonali mentre ora bisognava pensare alle automobili e ai tram (allargare le strade e munirle delle attrezzature necessarie).
Tema dell'igiene e nuovi strumenti
Tema dell’igiene: fondamentale per la progettazione. Medici e tantissimi altri professionisti hanno il dovere di partecipare alla progettazione della città (non solo architetto e ingegnere). In virtù delle nuove tecniche di rilievo, la città viene analizzata con strumenti precisi e scientifici ricorrendo a: statistica (per analizzare fenomeni urbani es. diffusione colera) che permette di aiutare chi deve progettare con dati numerici; oggettività assoluta che permette di avere un rilievo scientifico che quindi non deve essere interpretato; fotografia che permette di descrivere la città e documentare tutto ciò che accade nel corso del tempo concentrando l’attenzione su determinate questioni e temi.
Divulgazione del sapere urbanistico
Problema divulgazione sapere: le nuove discipline (urbanistica) devono essere divulgate e quindi devono essere comprensibili e per farlo furono scritti molti manuali con: parte teorica (storia della città) e parte molto tecnica (come costruire con molti esempi e applicazione).
Trasformazioni di Parigi: Grand Travaux (1853-1870)
I Grand Travaux di Parigi vennero attuati da Haussmann che attuò nella seconda metà dell’800 un processo di trasformazione urbano emblematico al quale guarda tutta l’Europa. Questi sono un complesso di operazioni che vengono avviate a partire dal 1853 quando diventa imperatore da poco Napoleone III che nominò prefetto Haussmann, uomo di legge che poi venne definito “il grande demolitore”.
Haussmann nasce nel 1809, mentre Napoleone III nel 1808, erano coetanei, e quest’ultimo si proclama imperatore nel 1852, e Haussmann diventa prefetto della Senna nel 1853. Napoleone III ha una visione chiara di quella che deve essere una capitale moderna, la quale deve andare incontro alle esigenze della modernità, ovvero favorire rapide circolazioni, avere nuovi mezzi di comunicazione, rispondere alle nuove richieste ed esigenze del principio di igiene, una città sana che deve rispecchiare nella sua magnificenza le potenzialità del potere politico, e inoltre deve essere una città che si presti ad essere facilmente controllata e governata, amministrata con interventi politici forti.
Il progetto venne pensato dallo stesso Napoleone III che fece anche diversi disegni, dai quali si capiva che lo scopo dei lavori era quello d’ingrandire Parigi, attribuire un ruolo nodale al baricentro geometrico e al centro fisico della città, vuole intervenire attraverso la creazione di viali monumentali, e prende come esempio il programma urbanistico avviato in età barocca da Luigi XV, che prevedeva la creazione di una serie di piazze monumentali-reali, che presentano un chiaro disegno stellare, su modello dell’urbanistica barocca attuata anche a Roma, che risponde all’idea di rendere chiaro anche nel disegno della città, la capacità del potere centrale di irradiarsi a partire da un centro e raggiungere tutti i punti della città.
Il disegno di Haussmann
Nel disegno di Haussmann cambia la capacità di mettere a sistema tutti gli interventi, cambia la visione. Interviene una capacità di elaborare una visione alla scala urbana, quindi non relativa al singolo intervento, ma una visione ampia che abbraccia tutta la città.
La Parigi di metà 800 si presenta come una città che ha subito un’enorme crescita da un punto di vista della popolazione (nel 1801 contava 557.000 abitanti, nel 1846 conta 1.000.000 di abitanti, nel 1856 ne conta 1.174.000), e della densità abitativa. E a tale incremento corrispondeva una pressione sul centro che non è più in grado di sostenere, corrisponde un peggioramento delle condizioni abitative a causa dell’affollamento dei vani abitativi, e ciò diventa un modo per diffondere malattie come il colera o il rachitismo, legate alla vita in ambienti malsani, non adeguati ad uno sviluppo armonioso.
Obiettivi di Haussmann
Il primo obiettivo che ci si pone è quello di garantire, come in tutte le città dell’800, delle condizioni di vita sane e rendere la città igienica. Ma quello che limita lo sviluppo della città è la presenza di limiti fisici, dove a Parigi non sono le fortificazioni difensive, ma si tratta di più cinte che erano state erette con funzioni daziarie e all’interno di esse il territorio comunale era stato diviso in 12 circoscrizioni i cui confini rispettavano le conformazioni originarie delle cinte murarie. Lungo le cinte erano presenti una serie di barriere fino a quando poi nel 1860 non venne abbattuta la cintura settecentesca e vennero annessi a Parigi una serie di comuni periferici che portano all’ampliamento della superficie della città stessa.
Il primo atto fondamentale che compie Haussmann nel momento in cui diventa prefetto della Senna: riforma gli apparati amministrativi perché si rende conto che per mettere in campo il disegno ipotizzato da Napoleone III, era necessario che gli uffici dovevano essere fortemente adeguati a svolgere quei compiti. Così Haussmann chiama a Parigi alcuni dei personaggi che aveva conosciuto durante la sua vita come Baltard, Dechamps (ufficio che si occupa dell’esproprio che fu uno strumento fondamentale utilizzato da Haussmann per quanto riguarda gli alloggi insalubri, e aree pubbliche, la toponomastica), Belgrand (ufficio di strade, fognature e approvvigionamento idrico che fu uno dei punti forti per lo sviluppo della Parigi moderna ma anche di molte altre città ottocentesche per risolvere problemi di mortalità a causa di luoghi malsani), Alphand (ufficio di giardini e piazze, il piano teneva molto conto della questione del verde).
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