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(XV - XXI sec.)

renzo si occupò di creare una scuola di gio-

Dallo studiolo alle grandi collezioni vani artisti, per i quali le sculture dovevano

principesche (→ ruolo

essere materiale di formazione di-

dattico della collezione).

Tre-Quattrocento Umanesimo : Isabella d’Este

S. di (Palazzo Ducale di

Mantova) → unica donna rinascimentale

lo studiolo non è più solo luogo di studio, a

conservare opere d’arte.

ma anche per Le possederne uno, lei aveva un desiderio insa-

testimonianze di antichità raccolte in esso fa- ziabile di possedere oggetti antichi. Fa deco-

voriscono il dialogo col passato, sono og- rare lo studiolo da Mantegna, Perugino (e

getti “semiofori” (portatori di significato) poi anche da Correggio) in senso allusivo al

che collegano il visibile all’invisibile (Po- sapere letterario, alle virtù e al buon governo

mian). dei Gonzaga. Oggi le tele sono al Louvre,

private del fascino del contesto originario.

Gli studioli delle grandi dinastie nobiliari Lo studio in realtà nasce alla fine del Quat-

(o studioli di corte) raccoglievano opere ma l’in-

trocento nella Torretta di S. Niccolò,

preziose di varia natura ed erano decorati crementarsi delle raccolte rese necessaria il

per esaltare la personalità del committente. trasferimento, a inizio Cinquecento, nella

“corte vecchia” di Palazzo Ducale. Si origi-

Quattrocento : nano nuovi ambienti, oltre allo studiolo,

Leonello d’Este

Studiolo di (Palazzo di Bel- ognuno con una funzione specifica: la

→ distrutto, ma le Muse che

fiore a Ferrara) grotta, i camerini, il giardino segreto e la log-

ne decoravano le pareti non erano solo pro- gia.

tettrici delle arti, ma qualificavano le virtù e

il buon governo del marchese. Lo studiolo di Isabella precorre il museo

moderno, per la volontà, inedita, della mar-

S. di Federico da Montefeltro (Palazzo Du- chesa di disporre in modo armonico e ra-

cale di Urbino) contiene la serie degli Uo- gli oggetti d’arte e

zionale adattarli ai vari

mini illustri antichi e contemporanei, a cui F. ambienti, caratterizzando ogni ambiente in

appartiene, in più la raffigurazione di libri, base al suo contenuto. Inoltre (come a Fi-

armature, strumenti scientifici e musicali renze) la collezione usciva dalla zona pri-

completa la sua immagine di uomo di studi e vata della residenza per conquistare spazi

valoroso condottiero. all’aperto.

nuovi,

S. di Lorenzo il Magnifico (Palazzo di via → nel Quattrocento, di fronte all’ag-

Roma

Larga, Firenze) → decorato coi tondi di gressione subita dai monumenti antichi, spo-

Luca della Robbia raffiguranti i Mesi, con- gliati per costruire nuovi edifici o per la ven-

teneva oggetti disparati. Dipinti religiosi, og- dita a terzi, e dal pullulare di scavi non auto-

getti sacri, si mescolavano con svariati pre- rizzati, si fece strada la necessità di tutelare

ziosi materiali profani (fra cui spiccava la il patrimonio archeologico :

raccolta di gemme, cammei e pietre incise

provenienti dalla raccolta di Paolo II), ma Martino V Colonna nel 1425 emana le

anche carte geografiche, bronzetti, monete, prime leggi per la salvaguardia dei resti

codici miniati. La collezione non finiva nello classici e del loro restauro e istituisce la

si distribuiva anche all’esterno,

studio, ma commissione dei magistri viarum incaricati

nei cortili dove si creava un legame arte-na- di tutelare gli edifici classici e provvedere al

tura e le sculture antiche si confrontavano decoro della città.

con quelle moderne. Vasari sostiene che Lo- Il suo esempio è seguito anche da papa Pio

II Piccolomini, che aggiunge il divieto di

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manomettere i resti antichi, e da papa Gre- con un architetto (Lorenzo Lotti) per deci-

gorio XIII, che istituisce (1574) un vincolo dere, insieme, quale sia la miglior presenta-

sui beni privati di interesse storico-artistico. zione delle stesse.

(Queste leggi spesso non furono rispettate, ma Federico Cesi il parco della villa del pre-

lato contiene una “passeggiata

diedero inizio alla lunga storia che portò alla for- archeolo-

mulazione, nel 1820 dell’Editto Pacca, la più che si snoda lungo viali fiancheggiati

gica”

moderna legge di tutela dell’Italia preunitaria) da sculture monumentali che scandiscono le

→ nel 1471, sezioni del giardino. Ogni area è come se

Sisto IV restituisce al popolo museo all’aperto.

fosse una sala di un Cul-

romano quattro celeberrime sculture in mine sontuoso era l’Antiquarium, edificio ri-

bronzo (Lupa, Spinario, Camillo, Testa di servato al nucleo più pregiato della statuaria

Costantino), prima collocate in S. Giovanni un’importante

antica. La villa di Cesi segna

in Laterano. Gesto di alto valore simbolico anticipazione del museo moderno, perché:

e politico, - si crea un percorso espositivo, che pro-

- riconosce il popolo come legittimo cu- cede per raggruppamenti tematici;

stode delle opere,

afferma l’egemonia - i capolavori si concentrano in un luogo

- anche civica del po- distinto e sono evidenziati (collocati su

tere papale, basi girevoli per poterli contemplare da

- afferma il principio di pubblica frui-

zione delle opere d’arte, ogni punto di vista).

è l’atto di nascita delle

- collezioni capi- ↓

Raffaello Sanzio

toline. - nel 1516 è nominato da papa Leone X

“ispettore generale delle belle arti”, un

Cinquecento : incarico che nasceva dalla consapevo-

→ nel 1505, affida a

Giulio II Bramante il lezza che l’azione della tutela va eser-

progetto di collegare i vari palazzi vaticani citata ricorrendo a competente speci-

col Cortile del Belvedere, inglobando la fiche, ossia la profonda conoscenza

L’architetto

villa omonima. fa esporre le dell’Antico unita ad una grande espe-

sculture più pregiate delle collezioni papali, L’ispettore doveva rile-

rienza tecnica.

collocate all’interno di nicchie apposite op- vare gli edifici classici e di eseguire una

pure al centro del cortile. Le statue sono pianta dell’Urbe antica basata su inda-

l’Er-

Apollo, Cleopatra, Venus Felix, Torso, gini dirette;

cole e Anteo, e infine il famoso Laocoonte. con l’aiuto di

- nel 1519, Baldassarre Ca-

Al centro le due statue colossali del Tevere e stiglione, scrive e indirizza una lettera a

del Nilo fungevano da fontane. Intorno alberi Leone X in cui denuncia le spoliazioni

d’arancio si inserivano fra le statue, propo- e i danni perpetrati a danno del patrimo-

nendo il confronto arte-natura, ispirato al nio archeologico di Roma, sollecitando il

giardino fiorentino di S. Marco. papa a impegnarsi con leggi apposite

contro la distruzione della città.

A pochi eletti era concesso ammirare lo spet-

tacolo del Belvedere, ma il cortile divenne il Ferdinando de’ Medici → aveva messo in-

modello per coloro che avevano l’ambizione sieme, a Villa Medici a Roma, un ingente

di esibire le proprie antichità. raccolta di dipinti di valore, marmi antichi,

bronzetti, porcellane e strumenti scientifici,

Lo scritto del 1550 di Ulisse Aldrovandi è ma la grande novità della villa era la galle-

una fonte preziosa per conoscere le colle-

zioni romane presenti all’epoca. ria (finita nel 1584), un largo corridoio non

utilizzato per abitare ma per esporre statue

→ cardinale-collezioni-

Andrea Della Valle antiche.

sta romano che per primo si interessa della (che coincide all’inizio con la

ragionata delle opere all’in- La galleria

disposizione loggia) nasce in Francia e viene introdotta

terno di tutto il suo palazzo, collaborando in Italia con specifica funzione espositiva.

La galleria accentua gli aspetti scenografici

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includeva l’intera libreria di Pico della Mi-

della loggia e accoglie la statuaria scan-

dendo le pareti in nicchie e rivestendosi di randola e il celebre Breviario Grimani, ca-

superbe decorazioni (come avviene nelle polavoro di miniatura fiamminga).

sontuose gallerie tardocinquecentesche di L’opera di Domenico fu completata dal ni-

Palazzo Spada e Palazzo Farnese). pote Giovanni (patriarca di Aquileia), la cui

Francesco I de’ Medici → a Firenze si ve- collezione è detta Santuario Pubblico e che

rifica un passaggio fondamentale per la sto- doveva essere destinata alla sansoviniana Li-

ria dei musei. Il duca trasferisce negli ampi beria Marciana, ma passò a Palazzo Ducale

e poi, nel Novecento, al Museo Archeolo-

e luminosi spazi della vasariana Galleria

degli Uffizi le collezioni di Palazzo Vecchio gico di Venezia.

del padre Cosimo. →

Paolo Giovio nella sua villa di Borgo-

Veniva così sancita la vocazione museale vico sul lago di Como crea una collezione

del nuovo edificio, che si trasformava in un privata. Nel cortile si distribuivano gli og-

getti d’arte del Giovio, ma il nucleo più im-

organismo espositivo delle collezioni dina-

stiche e improntato al fine politico della ce- portante era situato nel salone, decorato con

lebrazione dei Medici. le figure di Apollo e delle Muse. Per questo

ambiente Giovio usa il termine “museo” (io-

Culmine nel progetto era la Tribuna ottago- cundissimo museo) che per la prima volta

nale (1584) aperta da Bernardo Buonta- luogo deputato all’espo-

viene a indicare un

lenti nella galleria vasariana di levante, in sizione di opere d’arte.

cui si dispiegava il meglio della collezione

(per la prima volta dettagliatamente descritta Dicevamo, il nucleo più rilevante sono al-

da Francesco Bocchi). cune centinaia di ritratti di uomini illustri,

poeti, condottieri, artisti, papi, imperatori,

Mentre le gallerie erano riservate alle statue ciascuno dei quali illustrato da un elogium

e le sale adiacenti ospitavano nuclei colle- (quasi una didascalia). Alla base c’è il mo-

zionistici omogenei, nella Tribuna statue, dello delle Vite di Plutarco, cioè la storia vi-

dipinti, oggetti d’arte e naturalistici erano ar- sta come l’insieme delle vite di figure ecce-

monicamente e spettacolarmente distribuiti La “serie gioviana” ebbe successo e

zionali.

d’ebano.

su piedistalli fu replicata a Firenze e in Austria.

Tutte le meraviglie erano accessibili al pub- Novità della Villa di Borgovico:

blico, per il godimento estetico e intellet- - diversificazione di ogni ambiente in

tuale, e l’architettura degli Uffizi (con gal- base al contenuto;

lerie e sala a pianta centrale) divenne per - il museo è un luogo fisico e definito, che

qualche secolo modello museografico di ri- ha la funzione di conservare le opere

ferimento. d’arte, che ricevono una cornice unifi-

per mantenere l’ornamento

Nel 1602 il duca, cante.

di Firenze, proibiva che le opere dei pittori Seicento :

celebri venissero commerciate o esportate → nel 1609 inaugura a

fuori dalla città. Federico Borromeo

Milano la Biblioteca Ambrosiana (una

→ la città ebbe a fine Cinquecento

Venezia delle prime raccolte librarie aperte al pub-

il suo museo pubblico, il cui nucleo fon- blico e non riservate solo a una élite privile-

dante è costituito dalla collezione del cardi- giata), che ha come nucleo fondante la colle-

nal Domenico Grimani, donata nel 1523 zione dello stesso cardinale. La fondazione

con l’intenzione di

alla Serenissima far na- della Biblioteca faceva parte di un disegno

scere un museo pubblico a Palazzo Du- più ampio che prevedeva l’istituzione della

cale. La collezione del prelato comprende prima accademia milanese e di una pinaco-

marmi, bronzi, dipinti moderni, cammei, teca. La Pinacoteca aveva lo scopo di of-

medaglie, pietre incise e soprattutto una frirsi come pubblica esposizione e di fornire

delle maggiori biblioteche del tempo (che uno strumento didattico, cioè una raccolta

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di modelli di maestri del passato, agli allievi lezioni di molti principi stranieri e queste co-

dall’Accademia del Disegno, aperta nel stituiranno spesso il nucleo fondante dei

1620. maggiori musei europei.

L’Editto del cardinal Annibale Albani del

1733, sostenuto da papa Clemente XII:

Musei dell’Illuminismo vieta l’esportazione di opere d’arte ita-

- far fronte all’emorragia di sta-

liane (per

tue antiche a favore di acquirenti stra-

→ periodo dello studiolo,

(‘400 nieri);

→ d’antichità).

(‘500 periodo della galleria - consiglia al papa di acquistare la pre-

A fine Seicento e nel Settecento si impone ziosa e ingente collezione di sculture

la quadreria, spazio specifico destinato ai che il cardinal Alessandro (fratello di

dipinti, che dev’esser presente nella proget- Annibale) voleva alienare.

tazione dei nuovi palazzi nobiliari. La collezione viene acquistata dal papa e do-

Le pareti dei palazzi si rivestono di quadri, nata alle collezioni capitoline, aggiungen-

in un’impaginazione fitta in cui le opere in- dosi a quanto era già affluito con la dona-

terferivano una con l’altra senza intervalli. zione di Sisto IV.

Le gallerie italiane più illustri sono quelle Nel 1734 sono inaugurati, con sede a Pa-

romane, tra cui, realizzate nel Settecento: lazzo Nuovo, i Musei Capitolini, il primo

- la Galleria Doria Pamphilj, collocata museo pubblico al mondo, comprendenti le

loggia dell’omonimo palazzo;

nella raccolte d’antichità papali ordinate secondo

- la Galleria Colonna (piazza Santi Apo- nuclei tematici (Sala degli Imperatori, Sala

stoli), costruita apposta per ospitare la dei Filosofi) e secondo scelte estetiche in-

collezione; centrate sul capolavoro (Sala del Fauno,

- la Galleria Corsini e infine la Valenti- del Gladiatore, Gabinetto della Venere).

Gonzaga. La disposizione originaria delle opere è an-

Le gallerie europee gareggiano con quelle cora pressoché rispettata, facendo dei Musei

italiane per magnificenza e ricchezza di ap- una preziosa testimonianza del collezioni-

parati. Alcune fra le più note sono la Galle- smo dei secoli passati. Cultura che significa

ria Shönborn nel castello di Pommersfelden anche attenzione agli aspetti scientifici, con

in Germania, quella di Sanssouci a Postdam la pubblicazione (1741-45) dei cataloghi

(voluta da Federico il Grande) e il Belve- con le opere conservate.

dere di Vienna (e tante altre). Si trattava di

gallerie private, accessibili solo a persone Come avvenuto a Milano, anche a Roma si

qualificate. afferma il nesso museo-accademia: nel

1734 viene istituita l’Accademia Capitolina.

→ per

Italia proteggere le raccolte dalla

dispersione, fatale nel caso di divisione ere- [L’Editto Albani (1733) contiene altri due

ditarie, viene introdotto nel Seicento il vin- spunti di grande novità:

l’obbligo di tra-

colo del fedecommesso, - concetto di pubblico decoro (per cui è

smettere intatto il patrimonio da una genera- conseguente e necessaria la protezione

zione all’altra secondo la linea successoria dei beni artistici e archeologici della

del maggiorasco (figlio primogenito), sop- città);

presso definitivamente dopo l’Unità. Il vin- - concetto di pubblica utilità, che coin-

colo consentì la sopravvivenza di molte col- cide con la presa di coscienza settecente-

lezioni che si conservano tuttora, ma non sca del valore sociale e identitario del

ostacolò il vivace commercio d’antichità che patrimonio artistico.]

la moda del Grand Tour incoraggiava. L’Illuminismo, come indica Leonhard Chri-

Nel Settecento avvengono massicce trasmi- stoph Sturm, introdusse il criterio della di-

grazioni di opere d’arte italiane nelle col- e dell’esposizione

visione dei materiali 5

L’architetto tedesco pubblica

specialistica. podimonte, al Belvedere di Vienna, tutti col-

locati in residenze precedenti all’inaugura-

la pianta di un museo ideale in cui:

- ogni ambiente è dedicato a una tipolo- zione dei musei).

gia di oggetti; Anni ’70 del Settecento → inaugurato il Mu-

- oggetti artistici e archeologici devono seum Fridericianum a Kassel (Germania),

essere separati da quelli di storia natu- uno dei primi edifici con specifica destina-

rale. zione museale. Ospita una collezione enci-

clopedica (opere d’arte, oggetti scientifici,

Il Museo Lapidario maffeiano (Verona),

inaugurato nel 1738, applica fedelmente armi e reperti naturalistici), che viene divisa

E’ un

questi principi. museo specialistico, ed esposta per tipologie.

interamente dedicato all’esposizione di epi- Il Frid. introduce il tema del tempio classico

grafi, perlopiù locali. Novità: come connotazione specifica della proget-

rifiuto dell’estetica: è importante la

- fun- tazione museale, tema che verrà declinato

zionalità dello spazio museale; nei principali musei dell’Ottocento e alcuni

- connessione intima col territorio (pre- del Novecento (come la National Gallery di

corre i musei civici ottocenteschi). Washington).

→ letterato veneziano

Francesco Algarotti →

1769 Pietro Leopoldo di Lorena apre la

e agente d’arte di Augusto III di Sassonia, Galleria degli Uffizi al pubblico (prima era

elabora per questo un progetto (1742) per un accessibile solo a un pubblico selezionato),

museo a Dresda, mai realizzato. Il progetto è rinunciando a gestire le collezioni come

una sorta di summa dei temi architettonici bene personale demandando invece la loro

della museografia settecentesca, per cui i cura allo Stato. Giuseppe Pelli Bencivenni è

musei moderni devono: il primo direttore della Galleria.

- ispirarsi alla razionalità e semplicità

classiche (come ha ben fatto Palladio); Da quel momento gli Uffizi hanno finalità di

- avere un salone centrale coperto da cu- educazione pubblica, quindi sono necessari

pola (come il Pantheon); interventi strutturali in vista di riorganiz-

- la galleria deve avere illuminazione la- zare la presentazi

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tramontoestivo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Fiorio Maria Teresa.
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