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Storia del management – introduzione

Prima della grande impresa, vi erano piccole imprese. Queste erano gestite dai loro proprietari, con responsabilità illimitata e un’organizzazione semplice, ove i dirigenti erano a stretto contatto con i proprietari. L’imprenditore si occupa di avviare la produzione combinando i fattori produttivi: lavoro, tempo, uomo assumendosi sia i rischi finanziari che quelli operativi. E’ proprio nell’impresa che nasce il concetto di residuo: il residuo è la parte di prodotto che non può essere spiegata dalla crescita dei mezzi di produzione, ed è determinato da due elementi:

  • Il sistema organizzativo
  • La preparazione, le doti e l’intelligenza dei responsabili preposti al processo di produzione.

Nel corso dell’800, fino al 1850, l’impresa USA era diventata sempre più specializzata in rapporto alla crescente dimensione del mercato. Con la crescita di quest’ultimo, l’impresa USA era andata a focalizzarsi su una specifica funzione o su uno specifico prodotto. Nella seconda del 1800 si è avuto il passaggio dalla piccola alla grande impresa. Quest’ultime hanno preso il controllo della produzione, della distribuzione, del trasporto, della finanza e dei servizi. Ovviamente oltre a questo hanno giocato un ruolo fondamentale nell’industrializzazione degli USA.

Queste grandi imprese sono vere e proprie istituzioni economiche che coinvolgono il più alto numero di lavoratori, di dirigenti, di proprietari, macchinari, materiali e denaro. Date le dimensioni, sono caratterizzate da impersonalità e da un’organizzazione burocratica. Si parla di una gerarchia ben definita, ciascuno con il proprio livello di responsabilità e proprie funzioni. È affermato ormai anche l’uso di statistiche ai fini del controllo. Raramente i dirigenti sono anche proprietari dell’impresa. Queste società raggiungono un livello di complessità e diversificazione che impedisce agli azionisti di amministrarle. Le dimensioni maggiori hanno reso più complesso il processo di sorveglianza e di pianificazione, richiedendo la necessità di dirigenti a tempo pieno e specializzati. Questa crescita interna (organizzativa) procede a braccetto con una rilevante crescita esterna (inclusione di altre fabbriche).

Stiamo assistendo a un processo di eliminazione della figura imprenditoriale come perno dell’economia americana, per questo il sistema organizzativo è venuto ad assolvere il compito di coordinamento, controllo, sorveglianza e valutazione delle attività svolte in azienda. Non si tratta più di una mera collocazione di fattori produttivi (T; L; K).

L’impresa raggiunse un punto tale in cui non combinava solo fattori produttivi, ma anche informazioni, istruzioni, comandi etc. L’allocazione delle risorse a lungo termine cominciò a richiedere decisioni su unità:

  • Unità con diversi tipi di attività funzionali
  • Unità localizzate in luoghi diversi e distanti
  • Unità dedite alla produzione di vari generi di beni e servizi

Negli USA l’impresa moderna fece la sua comparsa solo dopo il 1840, grazie alle nuove tecniche di produzione e di trasporto (velocità, volumi, regolarità). Esempio classico delle ferrovie. Quindi al contrario della piccola impresa, prevale l’integrazione istituzionale ovvero la combinazione e l’integrazione di attività diverse, svolte da unità diverse.

Primo periodo – specializzazione dell’impresa tradizionale

Periodo che va dalla fine del '700 al 1850

Nel periodo coloniale gli affari erano una faccenda personale, spesso di famiglia (infatti le imprese più diffuse erano agricole e familiari). I pochi prodotti manifatturieri che circolavano nel mercato provenivano da botteghe di artigiani con apprendisti occasionali. In questo contesto nasce la figura del mercante, come soggetto preposto a connettere tutte le attività produttive; era un uomo tuttofare:

  • Esportava e importava
  • Commercializzava al dettaglio e all’ingrosso
  • Si occupava degli aspetti finanziari e dei trasporti
  • Concedeva prestiti e conosceva tutti gli individui coinvolti in tali attività.

Questa situazione, dove le aziende agricole familiari formavano la maggioranza, era destinato a cambiare per una serie di motivi:

  • Arrivo dell’indipendenza politica (la rottura con l’Inghilterra aprì nuovi mercati agli americani).
  • I mercati interni vennero ampliati dallo sviluppo demografico
  • Rapido sviluppo del mercato del cotone (motivo di maggiore importanza)

Specializzazione dell’impresa ed espansione del mercato

Il cotone stimolò:

  • La specializzazione di unità agricole in una sola coltura fondamentale
  • La specializzazione del commercio. Nascono così nuove figure come:
    • Mercante specializzato: sono grossisti senza titolo di proprietà sulla merce, dediti al traffico di un tipo di prodotto e retribuiti tramite provvigioni fisse. Non sono proprietari della merce per un discorso di preferenza, dato che la loro figura era soggetta alle forte fluttuazioni dei prezzi.
    • Mediatore: soggetti che facilitano l’incontro tra domanda e offerta senza legami stretti con particolari clienti.
    • Magazzinieri e commercianti che a differenza dei primi, sono proprietari della merce.
    • Jobbers: grossisti specializzati che divenivano proprietari delle merci trattate e vendevano ai dettaglianti delle città in cui abitavano.
  • Specializzazione dei trasporti attraverso compagnie specializzate, come corrieri comuni, battelli a vapore o corrieri postali. Riguardo ai primi ci fu un vero e proprio boom nei primi anni dell’800, grazie alla costruzione di strade.
  • Specializzazione finanziaria. Aumento del numero di banche dal 1800 in poi. Le funzioni principali erano la raccolta di capitali, la concessione di prestiti per finanziare e l’emissione di banconote.
  • Specializzazione delle compagnie assicurative. Nel 1792 si ebbe il primo traffico su mare.

Sviluppo dell’industria manifatturiera

A partire dal 1790 si sviluppò anche l’industria manifatturiera. Gli artigiani iniziarono a lavorare più in grande e l’aumento della produzione fu ottenuto in 3 diversi modi:

  • Incremento della forza lavoro con conseguente aumento degli addetti.
  • Adozione ed espansione di un sistema di manifattura a domicilio o decentrata.
  • Introduzione di nuovi macchinari (fattore principale)

Le officine e le botteghe americane ebbero il carattere di imprese piccole e familiari, finché non cominciarono ad essere utilizzati i motori a vapore e a carbone, su larga scala (intorno al 1840). Per quanto riguarda l’industria tessile, Francis Cabot Lowell, installò i primi telai idraulici (integrandoli con le macchine per la filatura) nel 1815 riducendo drasticamente il costo unitario di produzione. Questo cotonificio può essere etichettato come la prima fabbrica integrata degli USA. La forza lavoro fu trovata nelle ragazze delle aziende agricole; per la raccolta fondi fu istituita una SPA; l’intero fatturato veniva assegnato ad un unico agente con una provvigione dell’1%, successivamente sostituito da una rete di agenti che operavano su provvigioni.

Fino al 1850 la fabbrica restò concentrata solo nel settore tessile, dato che occorrevano carbone e ferro a basso costo per allargarsi in altri settori. L’espansione quantitativa dell’attività economica, iniziata dopo il 1790, aveva favorito una specializzazione imprenditoriale e una spersonalizzazione riguardo la gestione degli affari. La specializzazione e la spersonalizzazione implicano che le merci dovessero passare attraverso una catena di unità operativa sempre più lunga e complessa, in modo tale che dalle materie prime e semilavorati si arrivasse al prodotto finale e quindi al consumatore.

Secondo periodo – l’avvento dell’impresa moderna

Periodo che va dal 1850 alla prima guerra mondiale (1915)

Alla base dello sviluppo dell’impresa moderna, abbiamo:

  • L’espansione del mercato dovuto a un aumento dell’immigrazione europea, che portò a un aumento della domanda
  • La crescente complessità delle tecniche che portarono ad un aumento della velocità e del volume della produzione.

Al centro di questi cambiamenti troviamo l’adozione del vapore come forza motrice, l’uso del carbone come fonte di energia e l’utilizzo del ferro.

Nuove tecniche del trasporto

Si inizia a costruire locomotive e ferrovie, dal 1830. Questo permise di abbassare il costo del trasporto e velocizzarlo. Nuove tecniche di produzione: dal 1850 si inizia ad utilizzare maggiormente il carbone e il ferro, riducendo i costi unitari di produzione e aumentando il prodotto delle singole unità di produzione. Nuove tecniche di comunicazione: Nel 1844 fu inventato il telegrafo, che permetteva di avere un canale di comunicazione sicuro ed efficiente. Nel 1890 si affermò anche il telefono. Le nuove fabbriche presero velocemente il posto delle piccole botteghe, delle fattorie e dei piccoli opifici. Il loro funzionamento richiedeva:

  • Specifica attenzione all’organizzazione interna e al processo di pianificazione
  • Reclutamento e formazione dei quadri dirigenti
  • Suddivisione del lavoro
  • Coordinamento, sorveglianza, valutazione e pianificazione delle numerose attività svolte dalle varie unità organizzative.

Torniamo alle nuove tecniche di trasporto

Abbiamo detto che dal 1830 furono inventate le prime locomotive e la prima rete ferroviaria, che possiamo identificare come il primo grande business americano. Essendo un’impresa di enormi dimensioni, fin dall’inizio necessitava di ingenti capitali e numerosi dipendenti. La necessità di grosse somme di capitali da poter investire, permise il raggiungimento di importanti: sviluppo della banca d’investimento specializzata; compravendita dei titoli; emissione di obbligazioni. Si affermò l’importanza del tesoriere per la gestione finanziaria delle ferrovie, il quale aveva bisogno di una figura elevata posta alle sue dipendenze: il controller. Quali erano le sue funzioni:

  • Contabilizzare le somme incassate giornalmente
  • Fissare i prezzi e le tariffe
  • Calcolo e gestione dei costi
  • Serviva in generale a sorvegliare le transizioni interne all’impresa insieme al tesoriere

Per far funzionare una compagnia ferroviaria, era necessario:

  • Controllo stretto per l’ottima utilizzazione delle locomotive, vagoni e tutto il resto
  • Manutenzione delle linee, delle locomotive e di tutto il resto dell’equipaggiamento.

Verso il 1855, la creazione delle rete ferroviarie prese piede e molte società avevano già costruito dalle 3 alle 5 tratte. Questo sviluppo portò alla necessità di un coordinamento tra le varie unità che gestivano la tratta: nacquero così gli uffici centrali costituiti da un sovrintendente generale e da quadri dirigenti responsabili delle attività funzionali. Ma come si spalmava l’autorità tra questi uffici centrali e le varie unità operative? Si iniziò ad introdurre i concetti di:

  • Responsabilità gerarchica (LINE). Le line sono gli organi che si occupano di compiere attività tipiche dell’impresa.
  • Responsabilità di stato maggiore (STAFF). Gli organi di staff sono organi di servizio che si preoccupano delle attività accessorie.

Per riassumere: il presidente della compagnia ferroviaria delegava al sovrintendente generale la propria autorità. Ciascuno dei quadri dirigenti aveva il potere di ordinare i movimenti dei treni e del traffico etc (responsabilità gerarchica); Gli impiegati di staff erano adibiti alla manutenzione della sede stradale, delle attrezzature, alla gestione della finanza e potevano valutare, promuovere, assumere, licenziare i dirigenti dei loro dipartimenti. L’articolazione appena descritta, si basava tutta su un organigramma aziendale che permetteva di definire i rapporti di autorità, responsabilità e comunicazione. Si parla di impresa a più unità con organizzazione gerarchica di stato maggiore. Si diede rapidamente vita ad un sistema di rapporti giornalieri, settimanali e mensili in modo da offrire un flusso di informazioni operative dettagliato. Questo era un elemento molto importante per il funzionamento e il coordinamento di centinaia di locomotive con migliaia di vagoni lungo centinaia di miglia di tratte.

L’efficienza e la produttività ottima di queste imprese ferroviarie, a cosa era dovuta?

  • Miglioramenti tecnici
  • Unificazione delle norme
  • Economie di scala e specializzazione
  • Esperienza personale acquistata nel tempo
  • Progressi nella formazione dei quadri dirigenti e nella loro pratica.

Tutto questo portò alla sostanziale contrazione dei costi di trasporto, in particolare un -80% per le merci e un -50% per i passeggeri. Inizialmente nacquero i cartelli tra le imprese, per la corretta spartizione del traffico e del reddito (il treno nel suo cammino passava per centri commerciali diversi e toccava tariffe diverse). Questi cartelli fallirono e si arrivò alla creazione di grandi società ferroviarie per le quali erano richieste grosse somme di capitali, perciò le banche iniziarono a far parte del consiglio di amministrazione delle ferrovie. La vicenda delle grandi imprese private per la gestione della comunicazione (telegrafo e telefono), non è poi tanto diversa da quella delle ferrovie.

Lo sviluppo della commercializzazione di massa

Tra il 1850 e il 1890 i mercanti specializzati nella commercializzazione di un prodotto, che lavoravano su provvigione, furono sostituiti da imprese commerciali per la commercializzazione di massa. Esse provvedevano all’acquisto delle merci dall’agricoltore, a proprie spese, per poi rivenderle al trasformatore o al dettagliante locale o al consumatore finale. L’enorme catena di intermediari cominciò a scomparire piano piano, non appena le ferrovie e il telegrafo permisero trasporti e comunicazioni rapide, sicure e indipendenti.

Nello stesso periodo cominciarono ad affermarsi anche le prime vendite al dettaglio: grandi magazzini, ditte di vendita per corrispondenza e catene di negozi. Le nuove tecniche commerciali richiedevano vaste organizzazioni d’acquisto e di vendita. Per ogni gamma di prodotti le aziende disponevano di due organi di staff:

  • Staff per gli acquisti. Si occupavano di definire il prezzo, la quantità e le specificazioni delle merci. Provvedono il trasferimento della merce agli uffici che poi dovevano assicurarne la vendita
  • Staff per le vendite. Si occupavano della pubblicità, della vendita vera e propria e della consegna delle merci.

Il successo delle imprese di commercializzazione risiedeva nella rotazione dello stock. Questa permise alle imprese di disporre di grandi quantità di mezzi liquidi dato che all’interno del punto vendita entravano più persone rispetto ai piccoli negozi, ciò permetteva inoltre di pagare in contanti nel breve termine ed essere più economico da finanziare. Queste imprese potevano pattuire prezzi di vendita più bassi rispetto ai piccoli negozi, che iniziarono a fare pressione sui governi per tutelare la concorrenza.

L’avvento della produzione di massa

Mentre l’avvento della commercializzazione di massa richiedeva solo un miglioramento dell’aspetto organizzativo, quello della produzione implicava l’adozione di nuove tecniche e notevoli investimenti capitale. Per dare una definizione di queste tecniche, possiamo individuarle come una serie di processi che permettono alla fabbrica di produrre continuamente o per grandi partite, rendendo rapida la rotazione dello stock. Per ottenere questo elevato scorrimento si potevano attuare:

  • Miglioramenti dei macchinari
  • Accrescimenti della disponibilità di energia elettrica
  • Migliorare le capacità professionali dei lavoratori, specie i quadri dirigenti

Quindi l’organizzazione prese la forma di una impresa semplice composta da una sola unità, nella quale tutte le attività delle imprese manifatturiere ad alta intensità di lavoro venivano centralizzate e sottoposte al controllo di un unico soggetto (persona o ufficio). Presidente -> Direttore stabilimento -> Capireparto. L’adozione delle moderne tecniche di produzione di massa, fu rapida, soprattutto nei settori della raffinazione, distillazione, zucchero, birra, confezione sigarette etc.

Furono adottati anche dei moderni metodi scientifici per migliorare la gestione della contabilità di reparto; vediamo questi strumenti:

  • Sistema a moduli e a schede
  • Costi per prodotto
  • Gestione delle scorte
  • Flussi fisici

Frederick W. Taylor propose una nuova divisione degli utili tra dipendenti e proprietari, basato sul calcolo dei tempi e dei gesti richiesti dal lavoro. Propose di ricompensare i lavoratori migliori e punire quelli peggiori, attraverso:

  • Incentivi e disincentivi
  • Abolizione del caporeparto
  • Assunzioni e licenziamenti
  • Alta specializzazione del lavoro operaio

Quindi in un sistema tale, il lavoratore si concentrava su un singolo compito abitudinario altamente specializzato. Catena di montaggio. Intorno al 1910, Henry Ford, si dedicò all’impiego dell’energia meccanica per il flusso dei materiali. Soltanto 3 anni dopo, la catena di montaggio era una realtà: un’automobile veniva prodotta in serie, accelerando il processo produttivo e abbassando i costi, rendendo possibile la produzione di massa per nuovi mercati.

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