Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

17

• la che si occupa dei reati di falsificazione;

quaestio de falsis,

• la che si occupa delle falsificazioni di

quaestio testamentaria nummaria,

testamenti e monete;

• la che è una quaestio plurima che si occupa di

quaestio de sicariis et veneficiis,

reati vari.

Con le scompare il potere giudiziario delle assemblee popolari e

quaestiones

conseguentemente dei tribuni, che dinanzi ad esse portavano l’accusa.

Ogni era attivata da un’accusa che un cittadino portava avanti dopo una

quaestio

richiesta a un giudice che valutava il fondamento dell’accusa. In antichità un fatto

non poteva essere sottoposto due volte al giudizio dello stesso organo: ciò favoriva

la la collusione fra accusato e accusatore. Silla spogliò infine il

prevaricatio,

tribunato di ogni potere: la fu abrogata e fu ripristinata la

lex Hortensia lex Publilia

Filonis.

Gli storici antichi non hanno mai parlato di “costituzione sillana”, ma solo di Silla

come uomo e riformatore. Per quanto riguarda la storiografia moderna, il

Carcopino dice che Silla segnò l’inizio di un potere monarchico; altri parlano di

Silla come restauratore. In realtà egli fu un riformatore in chiave oligarchica e

antipopolare.

P C

OMPEO E ESARE

Dopo la morte di Silla iniziò il periodo delle “grandi personalità”: ciò rispecchia la

decadenza del sistema oligarchico. Il Senato – organo dell’oligarchia – aveva

cessato di essere la guida dello Stato al tempo delle guerre civili. Le assemblee

popolari, inoltre, avevano perso gran parte del loro significato politico e

rappresentativo con l’estensione della cittadinanza agli italici.

Nel 76 ottenne il comando della guerra contro che durava

Pompeo Sertorio,

dall’80, e la portò a termine nel 72, ricevendo poi il comando nella guerra contro

53

Spartaco . In questa guerra apparve la figura di con cui Pompeo

Licinio Crasso

divise il consolato nel 70.

Nello stesso anno inoltre:

• furono abrogate completamente le riforme di Silla;

• tornò in vigore la del 286;

lex Hortensia de plebiscitis

• vi fu una nuova coalizione tra e nelle assemblee;

equites popoulares

• fu esiliato Verre, propretore della Sicilia, accusato “de da

repetundis”

Cicerone: in realtà si trattò di uno scandalo politico per far passare la lex

Aurelia.

Nel 67 scoppiò la guerra piratica e la affidò il comando dell’esercito a

lex Gabinia

Pompeo, attribuendogli poteri enormi. Terminata la guerra piratica, Pompeo fu

inviato contro nel 66. Qui non si limitò a concludere il conflitto ma

Mitridate

conquistò ingiustificatamente anche la Siria e la Palestina che organizzò a suo

profitto.

Con Pompeo, dunque, i poteri militari vengono prolungati indefinitivamente, e ciò

sarà un elemento di disgregazione dello Stato, perché un tale tipo di è

imperium

contrario ai principi repubblicani.

La rivolta di Spartaco fu la grande rivolta servile: gli schiavi si costituirono come comunità

53

indipendente e batterono moneta propria.

18

Nel 64, appoggiato da esponenti dei Senatori e dei cavalieri, si candida al

consolato esponente della nobiltà più antica. Ma fu proprio la che

Catilina, factio

temeva Catilina per i suoi progetti innovatori, ad opporgli Cicerone,

l’homo novus

che infatti ottenne il consolato. Durante il consolato di Cicerone la situazione

precipitò: Catilina venne accusato di gravi misfatti, il Senato emanò un senatus

consultum ultimum, Catilina si rifugiò a Pistoia dove venne sconfitto e ucciso.

Nel 60 venne stipulato un accordo privato per la guida dello Stato fra tre

personaggi: Crasso, Pompeo e Cesare. Quest’ultimo era nato nel 100 dalla gens

Iulia, antichissima ma con un patrimonio dissestato. Era stato governatore della

Spagna e era diventato console nel 59. In quest’anno Cesare propose moltissime

leggi:

• fece ratificare l’operato di Pompeo in Asia;

• fece votare una legge agraria munita si “sanctio”;

• fece approvare molti provvedimenti favorevoli ai cavalieri;

• fece votare la lex Iulia de repetundis.

Nel 59 un tribuno di fiducia di Cesare, fece approvare una legge che

Vatinio,

concedeva a Cesare il governo della Gallia Cisalpina per 5 anni.

L’anno successivo un altro tribuno, fa approvare numerose leggi fra cui:

Clodio,

• una lex frumentaria;

• una legge che costituisce l’isola di Cipro in provincia con il fine di

allontanare Catone – chiamato a governarla – nemico di Cesare;

• una legge che toglieva agli auguri l’obnuntiatio, cioè la facoltà di opporsi

alle leggi adducendo motivi religiosi,

Clodio fece anche esiliare Cicerone per aver fatto uccidere i catilinari senza un

regolare processo e solo in base ad un Si trattò dello

senatus consultum ultimum.

scontro fra due principi: quello aristocratico, secondo il quale un senatus consultum

autorizzava ad uccidere i cittadini romani dichiarati nemici pubblici; e

ultimum

quello democratico, secondo il quale ogni cittadino poteva essere condannato a

morte soltanto dopo un processo. L’esilio di Cicerone non durò comunque a

lungo: nel 57 fu richiamato a Roma in quanto Cesare aveva bisogno di riconciliarsi

con il mondo Senatorio e quello equestre.

Nel 56 i triumviri stipularono a Lucca un secondo accordo: Pompeo e Crasso

avrebbero avuto il consolato nel 55 e Cesare avrebbe avuto il comando della Gallia

54

per altri cinque anni . Dopo il consolato Crasso andò a governare la Siria e a

combattere i parti; Pompeo, che sarebbe dovuto andare in Spagna, restò a Roma.

Crasso morì nella battaglia di Carre del 53; Pompeo venne eletto console senza

collega.

Nel 52 terminò la guerra gallica con la romanizzazione di tutta la Gallia.

Nel 49 il mandato di Cesare scadeva ma questi non volle deporre l’imperium per

non finire sotto processo. Nel 49 Cesare passò il Rubicone con l’esercito

contravvenendo alle leggi di Silla; il Senato emise un ma

senatus consultum ultimum

Cesare giunse a Roma e la occupò. In seguito inseguì Pompeo e lo sconfisse a

Farsalo nel 48. Tornato in Italia si fece eleggere dittatore per 10 anni nel 46, console

unico nel 45, dittatore a vita, tribuno a vita, pontefice massimo e padre

imperator,

della patria nel 44. Portò il Senato a 900 membri, estese la cittadinanza romana alla

Durante il loro consolato, Pompeo e Crasso fecero votare una legge contro i brogli elettorali.

54 19

Gallia Cisalpina, fece votare una legge sull’unificazione dei municipi. Nel 44

venne ucciso.

L A GIURISPRUDENZA IN ETÀ REPUBBLICANA

La prima grossa novità, risalente al 242, è l’introduzione del pretore peregrino.

Davanti a questi non erano esperibili le e nasce così il processo

legis actiones

nel quale il pretore invia al giudice una specie di “biglietto di

formulare

istruzioni” nel quale si mette in evidenza il punto centrale della controversia. Con

viene esteso il processo formulare anche alle controversie tra cittadini

la lex Aebutia

romani.

L’uso delle formule, però, rende il diritto estremamente frammentario e perciò la

giurisprudenza si occupa soltanto della casistica. Tutto ciò porterà alla creazione

dell’Editto un albo di formule fisse proposte da ciascun pretore, che si

pretorio,

ripete di anno in anno e si arricchisce grazie all’intervento di alcuni pretori più

esperti.

Il diritto pretorio che così nasce non può derogare dallo ma lo può

ius civile,

interpretare favorendone un’applicazione meno meccanica, perché il pretore è il

“dominus” del processo. Nascono con il tempo nuove formule:

le formule per situazioni concrete non previste dallo ius civile;

in factum,

le formule con cui si da per esistente un certo presupposto per rendere

fitticiae,

possibile l’esperimento di un rimedio giudiziale;

le con cui si adattavano i principi civilistici a casi non contemplati.

actiones utiles,

Vengono inoltre introdotti i principi della e quello opposto del

bona fides dolus.

Giuristi come Manio Manilio e Giunio Bruto ricercano la possibilità di

interpretazioni in base a leggi posteriori a quelle decemvirali, e principi

mores

equitativi. In seguito nasce l’attività che tende a determinare i singoli

definitoria

istituti. In tal senso, Quinto Mucio Scevola fu il primo a comporre un trattato

giuridico unitario.

Mentre in tutta l’età repubblicana il giurista è sempre stato un uomo politico, nella

tarda repubblica si assiste al suo progressivo distacco dalla vita politica, con un

notevole incremento della produzione dottrinale.

L A FINE DELLA REPUBBLICA

Augusto e l’inizio del principato

Alla morte di Cesare, le classi sociali si trovarono di nuovo in conflitto. Alla guida

dei democratici, degli e dell’esercito, troviamo e

Marco Emilio Lepido

equites

Quest’ultimo era riuscito a farsi attribuire il governo della Gallia

Marco Antonio.

dall’assemblea e non dal Senato che, dunque, gli mandò incontro i due consoli con

un esercito: entrambi i consoli morirono nella battaglia di Modena. Nel frattempo

Cicerone credette di aver trovato in – figlio adottivo di Cesare –

Gaio Ottaviano

un campione da opporre ad Antonio. Ma Ottaviano, eletto console, strinse un

accordo con Antonio e Lepido: nacque allora il secondo triumvirato, questa volta

legalizzato da una che nominava i tre

lex Titia triumviri rei publicae constituendae.

Essi si divisero il governo delle province che – dopo la legge di Silla che scindeva

dall’imperium – era l’unico modo per aver a disposizione

l’imperium domi militiae

un esercito: Ottaviano ottenne l’Africa e le isole, Lepido la Gallia Narbonese e la

20

Spagna, Antonio la Gallia Cisalpina. Subito dopo la costituzione del triumvirato,

Cicerone venne inserito nelle liste di proscrizione; Bruto e Cassio furono uccisi

nella battaglia di Filippi del 42 dall’esercito di Antonio e di Ottaviano. Dopo

Filippi vi fu in Italia un enorme sconvolgimento: 170.000 veterani furono lasciati

liberi di occupare il suolo italico e l’agricoltura dopo questo colpo non si risollevò

più.

Lepido fu tolto di scena, mandato prima ad amministrare la Sicilia e poi eletto

pontefice massimo; rimanevano Antonio e Ottaviano che si divisero l’impero: a

Ottaviano l’Occidente; a Antonio l’Oriente con l’incarico di far guerra ai Parti.

Mentre Ottaviano riusciva a ripristinare il potere degli organi repubblicani,

Antonio invece di far guerra ai Parti si trasferì in Egitto dove legò con la regina

Nel 32 Ottaviano rese noto il testamento di Antonio che lasciava alcun

Cleopatra.

territori romani all’Egitto: il Senato affidò quindi ad Ottaviano il compito di

55

muover guerra all’Egitto e ad Antonio, dichiarato nemico pubblico . Ottaviano

sconfisse Antonio ad Azio nel 31 e fece dell’Egitto un suo possedimento personale

che trasferì ai suoi successori.

Ottaviano fu console dal 31 al 23 e fino al 28 rimase triumviro senza colleghi. Nel

27 dichiarò di volersi ritirare a vita privata ma dietro supplica del Senato accettò

l’amministrazione di alcune province; nel 23 deposto il consolato, accettò

56 57

l’imperium e la , due cariche che

proconsulare maius tribunicia potestas

successivamente mantennero tutti gli altri imperatori; nel 12 fu nominato pontefice

massimo a vita. Infine cambiò nome: si fece attribuire i titoli di in quanto

imperator

governatore delle province e capo dell’esercito, in quanto figlio adottivo di

Caesar

Cesare, Augustus.

Egli conservò tutti gli istituti giuridici e le formule costituzionali repubblicane: ciò

è scritto nell’epigrafe del una stele ritrovata ad Ankara,

Monumentum Ancyranum,

in cui Augusto parla in prima persona definendo le proprie azioni “res gestas divi

Egli vuole essere considerato un restauratore che ha posto termine alle

Augusti”. 58

guerre e restaurato la Repubblica .

Quale capo dell’esercito, Augusto si preoccupò della sua riorganizzazione:

Poiché il mandato ad Ottaviano era nel frattempo scaduto, per affidargli il comando della guerra

55

si ricorse ad un antico istituto, la con la quale tutti i cittadini espressero un

coniuratio italiae,

giuramento di fedeltà a Ottaviano.

L’imperium proconsulare maius è un potere speciale per l’amministrazione delle province che

56

metteva a disposizione di Augusto tutti gli eserciti. Le province non sottoposte a tale potere erano

amministrate dal Senato. Nasce la distinzione fra province imperiali e province Senatorie: le prime

sono amministrate da legati, cioè luogotenenti di Augusto; le seconde sono amministrate da

governatori nominati dal Senato. Le tasse nelle province Senatorie sono riscosse dai pubblicani

mentre in quelle imperiali dagli stessi legati, affluendo poi nel fisco imperiale, distinto dall’erario.

La gli è attribuita a vita, contro il principio della temporalità delle magistrature.

57 tribunicia potestas

Inoltre egli può opporre il veto all’operato dei colleghi, mentre non può accadere il contrario:

dunque la sua è una nuova magistratura, che ha la stessa potestas dell’antica magistratura

tribunizia ma senza i suoi limiti, cioè la collegialità e l’annualità.

Le “res gestae” sono un elenco minuzioso delle opere di Augusto con le quali questi – fra le altre

58

cose – ricerca la legittimazione del suo potere. Quanto ai termini e che Augusto

potestas auctoritas

usa nelle res gestae, il primo significa competenza; il secondo è pura autorevolezza personale ed

effettiva, che serve a mascherare il potere di Augusto. 21

59

• le legioni vengono portate a 25, ognuna di 5.000 uomini divisi in 10 coorti ;

• vi sono poi i pretoriani, la guardia ufficiale dell’imperatore formata da 9

coorti di 1.000 uomini con notevoli vantaggi rispetto ai legionari;

• infine quattro flotte, stanziate a Marsiglia, Ravenna, Miseno e in Grecia.

Si calcola che sotto le armi servissero almeno 500.000 uomini su 4.000.000 di

cittadini: nasceva il problema della carenza di uomini.

In conclusione, non si può parlare di Augusto come di un magistrato con poteri

straordinari; certo i suoi poteri non derivano da alterazioni violente della

costituzione ma dall’introduzione di competenze nuove in materie nuove e

dall’integrazione delle strutture preesistenti con nuove strutture che si erano rese

necessarie:

• una amministrazione centralizzata;

• una nuova organizzazione dell’esercito;

• un fisco unitario.

Tutto questo nuovo apparato fa capo al che naturalmente ha bisogno di

princeps

numerosi collaboratori, scelti solitamente fra gli schiavi poiché privi di capacità

giuridica. La struttura burocratica che si va formando è essenzialmente diversa da

quella repubblicana: il magistrato repubblicano è investito dei suoi poteri dal

popolo; il burocrate di questo periodo è un funzionario con poteri amministrativi

60

legittimati dal principe . Scelti dal principe, i magistrati persero molti poteri; i

consoli divennero prima 4, poi 8 fino a 25, divisi in ordinari, eponimi e i

suffecti;

pretori divennero 16 con la creazione di nuovi pretori per singole materie; i

proconsoli vennero inviati ad amministrare le province Senatorie; i Senatori

61

vennero ridotti da 900 a 600 . Gli si orientano verso la carriera burocratica

equites

in quanto gli appalti delle province Senatorie sono ben poca cosa; la plebe ha perso

il potere legislativo dei concilia in quanto le leggi sono presentate dai consoli o da

Augusto stesso ai comizi centuriati.

Per quanto riguarda la giurisdizione, Augusto riorganizza la materia con le leggi

e fa inoltre votare una

Iulia iudiciorum privatorum Iulia iudiciorum publicorum; lex

per la repressione del lusso e si occupa di legislazione in campo

sumptuaria

A capo di ogni legione c’è un Senatore, legato di Augusto; sotto di lui i di

59 tribuni di legione,

rango equestre, che si dividono in e Si crea così per la prima volta una

laticlavi angusticlavi.

regolare carriera per i Senatori e una per gli equites. Si parte dal servizio nell’esercito e si arriva per

gradi a nuove dignità la più importante di queste è la prefettura, che non è una magistratura ma

una ripartizione amministrativa. I prefetti, che sono sottoposti direttamente al sono:

princeps

• il che deve essere un Senatore ;

praefectus urbis,

• il praefectus vigilum;

• il praefectus annonae;

• il prefetto del pretorio.

Accanto a questi incarichi si creano delle con funzioni delegate per determinati settori

curae

(frumentaria, viaria, acquaria ecc.). Ai prefetti si affiancano poi i procuratori con funzioni

amministrative.

Perciò il principe non usurpa in nulla la competenza dei magistrati, del Senato e delle Assemblee,

60

solo crea un apparato che riempie gli spazi lasciati dagli istituti ordinari; così, fino al tempo di

Nerva si continuò a parlare di elezioni di magistrati da parte delle assemblee. In realtà queste non

si tenevano più: lo è la prova la ritrovata nel 1947 vicino a Magliano. Secondo

Tabula Hebana,

quest’ultima al principe spettava la presentazione dei magistrati e alle centurie Senatorio-equestri

l’attribuzione delle varie cariche.

Da Augusto in poi lo status di Senatore implica competenze e privilegi ma non comporta un

61

potere personale come in età Repubblicana.

22

matrimoniale e relativa agli schiavi. In quest’ultimo campo tre leggi, la Fufia

la la pongono una nuova disciplina fondata

Caninia, Aelia Sentia, Iunia Norbana,

sulla limitazione del diritto del padrone di manomettere (liberare) lo schiavo

62

rendendolo così cittadino .

L’economia dell’epoca Augustea è di tipo monetario, basata sul commercio e non

produttiva: si sarebbe dovuto alimentare il circuito monetario attraverso una

politica di conquiste cui Augusto era però contrario; ciò porterà alla crisi

economica del III secolo.

Se la vera legislazione finisce con Augusto, con lui nascono fonti normative

diverse. In età repubblicana, il Senato non può emanare leggi, ma ne può

raccomandare una determinata interpretazione: su questa base nascono in epoca

augustea i che integrano anche le antiche leggi

Senato-consulti normativi,

comiziali.

L’imperium conferisce ad Augusto la facoltà di emanare editti

proconsulare maius

validi per tutte le province: uno degli esempi più importanti è l’Editto ai Cirenei

con il quale viene modificata la creando un tipo di processo

lex Iulia de repetundis

più rapido, per questa materia, da svolgersi davanti al Senato. Gradualmente

questa procedura si estende anche ad altre materie: in particolare il Senato viene

reso arbitro della giurisdizione sui propri membri in campo criminale.

Viene estesa la nozione di reato alle lesioni dell’assetto costituzionale; la

maiestas

che si estende al di fuori dell’ordo delle

cognitio extra ordinem, iudiciorum quaestiones

finisce per assorbire in gran parte le loro competenze. Mentre nelle

perpetue, il rito è accusatorio, nella è inquisitorio:

quaestiones perpetue cognitio extra ordinem

un delegato di Augusto, ricevuta una denuncia, procede ad una inchiesta. Nei

processi, Augusto si riserva il c.d. “voto di Minerva”, in caso di parità dei voti dei

giudici, e l’appellatio, cioè l’intervento diretto per tutta una serie di casi.

In campo civilistico, la abolisce le già in

lex Iulia iudiciorum privatorum legis actiones,

disuso. Resta il processo formulare, caratterizzato dalla tipica forma contrattuale

63

della c.d. . Anche nell’ambito del diritto processuale privato

litis contestatio 64

interviene la subentrando al processo formulare : con la

cognitio extra ordinem,

la formula viene sostituita dalla domanda scritta di una delle parti al

cognitio,

funzionario imperiale davanti al quale si svolgerà il processo. In questo periodo

l’editto pretorio giunge ad un tale grado di perfezionamento che le formule in esso

contenuto divengono fisse o quasi. Quanto alla giurisprudenza, c’è ora un istituto

nuovo: lo il diritto di dare risposte a quesiti giuridici completi

ius respondendi, 65

suffragate dall’autorità dell’imperatore .

Il motivo delle frequenti manomissioni di questo periodo è da ricercare nel fatto che in

62

quest’epoca un libero non è organizzato né protetto da leggi e perciò può essere sfruttato meglio di

uno schiavo, in quanto lo schiavo deve essere mantenuto.

Effetto del processo formulare è la novazione dell’obbligazione: dopo la le parti

63 litis contestatio

sono obbligate a comportarsi secondo le decisioni del giudica.

Il processo formulare, inoltre, è efficace solo nell’ambito urbano, grazie alla presenza dei pretori;

64

nelle province, invece, questo complicato processo cade presto in disuso.

Arangio Ruiz ritiene che tale istituto sia una condizione necessaria per dare responsi, ma questo

65

sarebbe assurdo. Certo è che l’autorità dello è molto più vincolante nei confronti del

ius respondendi

giudice. Comincia così a delinearsi una prassi interpretativa fondata sui responsi. 23

In epoca augustea si accentua anche il distacco dei giuristi dalla vita pubblica: si

formano due scuole di pensiero, quella più tradizionalista, e quella

Proculiana,

più aperta alle innovazioni.

Sabiniana,

La natura del regime Augusteo e il problema

della successione

Quanto alla natura del regime augusteo, gli storici hanno elaborato diverse teorie.

Il Mommsen sostenne la teoria diarchica, o degli ordinamenti paralleli, secondo

cui Augusto creò un ordinamento nuovo che si affiancava a quello repubblicano ;

66

Arangio Ruiz ritiene invece che si tratti di una situazione di protettorato: Stato

67

protetto è la Repubblica formalmente intatta, Stato protettore la Monarchia .

La considerazione globale è che nessun governo assoluto ha mai voluto

presentarsi come tale, e si è sempre definito democratico: i regimi assoluti sono

regimi fattuali, e tale è quello Augusteo. In conclusione si può affermare che

durante periodo in esame l’affermazione di un nuovo organo dello Stato, il

Principe, causò il graduale assorbimento, da parte di questo, delle antiche

competenze dei vari organi, lasciando formalmente intatto, ma concretamente

sempre più vuoto, l’ordinamento repubblicano.

Il frutto più importante del nuovo regime fu senza dubbio la pace che era, dopo

decenni di sanguinose lotte, un’esigenza insopprimibile. La classe che trasse

maggiore vantaggio dal nuovo assetto costituzionale fu il ceto medio, composto da

professionisti, funzionari, ufficiali, impiegati ecc. Si moltiplicarono difatti gli

impieghi a reddito fisso e quindi gran parte dei cittadini si trovavano ad essere

mantenuti ma anche a dipendere dallo Stato.

Con la morte di Augusto si apre il problema della successione. Molti storici

affermano che non si trattò di un potere monarchico perché non ci fu trasmissione

ereditaria. Ma in realtà Augusto fece di tutto per rendere ereditaria la sua carica.

Ebbe infatti tre mogli ma non una discendenza diretta maschile. Augusto pensò ai

figli che Giulia – sua figlia con la moglie Scribonia – aveva avuto da Agrippa (uno

dei tre mariti di costei): però due morirono giovani e uno fu esiliato. Rimase

Tiberio, figlio di primo letto di Livia Drusilla (terza moglie di Augusto) e Tiberio

Nerone, nonché marito di Giulia.

L’ETÀ IMPERIALE

I G -C

IULIO LAUDI

Con la morte di Augusto si apre l’età Giulio-Claudia; questa è un’epoca di

profondi cambiamenti, in cui si sviluppano e si assestano le novità dell’epoca

In particolare, il Mommsen individuò nel nuovo regime una sorta di governo a due, del principe

66

e del senato; tale situazione sarebbe dimostrata dalla sussistenza dei poteri senatoriali e

dall’esistenza di province sottratte al principe e affidate appunto al Senato stesso.

Tale rapporto sarebbe stato analogo a quello stabilito da Roma sulle che entravano nella

67 civitates

sua sfera egemonica, e fondato sul medesimo concetto giuridico: “la conservazione, sotto la

custodia di una sovranità eminente, di quegli organi e funzioni che contraddistinguono la civitas”.

24

augustea . Inoltre, l’età Giulio-Claudia è l’età dei primordi del Cristianesimo e

68

delle sue prime persecuzioni.

Tiberio

come si è detto, è il successore designato di Augusto. Egli sa di non avere

Tiberio,

lo stesso carisma del suo predecessore e così cerca di operare in accordo con il

Senato. Rifiuta di essere considerato oggetto di culto e rinuncia all’appellativo di

Sotto Tiberio, gli equites escono dalle centurie che si occupano

padre della patria.

della “destinatio” dei magistrati, rompendo così l’equilibrio con i Senatori. Nel 31

il prefetto del pretorio Seiano, approfittando della lontananza da Roma di Tiberio,

aveva cercato di instaurare una forma di coregenza con l’imperatore ma fu da

questi fatto giustiziare come reo di tradimento.

In questo periodo vi fu un enorme afflusso di capitali in moneta pregiata in Italia,

capitali che riprendevano la via delle province nel commercio di beni di lusso di

cui usufruiva la classe Senatoria. Non vi erano infatti per questo denaro possibilità

di investimento in quanto la maggior parte della popolazione viveva a livelli di

sussistenza. Tiberio cercò di porre rimedio a tale situazione obbligando i detentori

di capitali ad acquistare terreni italici: ma i terreni erano molti, i prezzi calarono e

ciò provocò la rovina degli ultimi agricoltori e dei piccoli proprietari.

Caligola

A Tiberio successe La tradizione dice che egli fu per qualche tempo un

Caligola.

buon imperatore ma poi impazzì. In realtà, mentre in un primo tempo Caligola

accettò la tutela del Senato, successivamente cercò di sottrarvisi, tentando di dar

vita ad una monarchia di stampo ellenistico.

Claudio

Di la tradizione dice che, schiavo delle sue donne e dei suoi liberti, visse

Claudio,

più da liberto che da libero; fu acclamato dalle corti pretorie quando era già in età

avanzata. Egli sviluppò l’apparato amministrativo e ciò necessitava dell’uso di

schiavi e di liberti che acquistarono, così, poteri enormi. Fu ripresa inoltre la

politica espansionistica in Britannia e in Mauritania, che servì a fornire i fondi

necessari all’opera dell’imperatore. Sotto Claudio si ebbe la prima persecuzione

cristiana: Svetonio narra che gli Ebrei che tumultuavano sotto l’impulso cristiano

furono espulsi da Roma.

Nerone

era figlio di Domizio Enobarbo e di Agrippina. Anche lui, come Caligola,

Nerone

fu inizialmente un buon imperatore ma tentò poi di instaurare una monarchia

ellenistica di carattere assoluto. Concesse la cittadinanza romana ai Greci. Nel 64 si

assiste alla svalutazione della moneta d’oro (impiegata per la tesaurizzazione)

rispetto a quella d’argento (impiegata per i commerci): ciò comportò la rovina di

molte famiglie Senatorie.

La storiografia antica è fortemente sfavorevole a questi imperatori. Ciò è dovuto al fatto che la

68

storiografia imperiale è di ambito Senatorio e il potere Senatorio veniva continuamente

compromesso da quello imperiale. 25

I F

LAVI

Il 69 fu l’anno dei “quattro imperatori”, Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano. Alla

morte di Nerone, infatti, seguirono vari pronunciamenti, sia militari che Senatori,

che ebbero il valore di una rivincita contro il regno di tipo ellenistico.

Galba era un vecchio Senatore, restò pochissimo al potere e morì in una

Galba

sommossa. A lui la tradizione attribuisce un discorso – il manifesto ideologico

della futura età aurea dell’impero – riguardo all’adozione del successore da parte

del principe. Caratteristica di Galba è il tentativo di conciliare il potere Senatorio e

la costituzione del Principato: ma i tempi non sono maturi e Galba verrà ucciso

durante un tumulto della plebe urbana.

Otone, Vitellio e Vespasiano

uomo ricchissimo, restò pochissimo al potere perché contemporaneamente

Otone,

si sollevarono gli eserciti stanziati sul Reno, che elessero imperatore e

Vitellio,

quelli stanziati in Palestina che elessero imperatore . Vitellio sconfisse

69

Vespasiano

Otone nei pressi di Cremona ma a sua volta venne sconfitto da Vespasiano.

Vespasiano è il fondatore della dinastia dei Flavi: di origini modeste, è il prototipo

70

dell’imperatore eletto dal suo esercito . Con Vespasiano, a capo dell’apparato

burocratico creato da Claudio cominciarono a trovarsi – affiancati dai liberti

imperiali – i cavalieri. Nel 70 Gerusalemme fu conquistata e iniziò la diaspora

ebraica.

Fu concessa la cittadinanza anche agli spagnoli e iniziò a delinearsi la divisione fra

Occidente romano e Oriente non romano.

Vespasiano riassestò le finanze statali, applicando un severo regime di economie

nelle pubbliche spese e vendendo i beni accumulati dai Giulio-Claudi; non si

appoggiò ufficialmente all’esercito ma anzi tentò di farlo rientrare nei limiti della

necessaria disciplina; non approfittò della forza militare, e restituì formalmente al

Senato e ai comizi la potestà di eleggere i principi.

Risale a Vespasiano la famosa risalente al 69 o al 70:

lex de imperio Vespasiani

• discusso è il suo contenuto e il suo significato, perché mentre secondo

alcuni fu un atto unitario di attribuzione dell’imperium, altri negano tale

interpretazione;

• rimane dubbio se essa vada intesa come attribuzione al solo Vespasiano di

speciali poteri, o come conferma dei poteri già attribuiti ai principi a partire

da Augusto;

• può essere vista come prima sanzione legislativa del nuovo ordinamento

costituzionale, oppure come tentativo di inserire il principato nell’ordina-

mento equiparandolo ad una magistratura.

Per la prima volta si avverte il peso politico delle formazioni militari volute da Augusto: un peso

69

che acquisteranno ogni volta che lo Stato darà segni di debolezza.

Nel 1230 Cola di Rienzo riportò alla luce la un documento normativo che

70 lex de imperio Vespasiani

definisce le attribuzioni imperiali.

26

Tito e Domiziano

figlio di Vespasiano, è noto come “delizia del genere umano”; la novità del

Tito,

suo regno è la penetrazione del Cristianesimo in ambienti molto vicini

all’imperatore. Suo fratello, è stato dipinto invece come un principe

Domiziano,

crudele; fu nemico del Senato che indebolì concedendo sempre più potere al

un organo senza importanza introdotto da Augusto con

consilium principis,

funzioni consultive. Riprese la politica espansionistica e creò i campi decumati,

avamposti militari. Con Domiziano si ebbe la seconda grande persecuzione

cristiana dove vi morirono personaggi illustri come Flavio Clemente, cugino

dell’imperatore e console. Morì in una congiura di palazzo nel 96.

L’ A : A

ETÀ UREA GLI NTONINI

L’età aurea è caratterizzata dalla successione adottiva degli imperatori che, come

si è detto, viene ascritta da Tacito a Galba per un discorso da questi pronunciato in

occasione dell’adozione di Pisone. Ogni imperatore adotta il suo successore

davanti al Senato e con il consenso del Senato.

Nerva e Traiano

Sotto – anziano Senatore eletto con l’iniziale opposizione dei pretoriani – si

Nerva

ebbe l’ultima attività legislativa delle assemblee. Egli cercò la conciliazione con il

Senato, limitò la pratica dei processi per maiestas, fece applicare con minore rigore

le leggi di Domiziano contro i cristiani e operò una politica di sgravi fiscali.

adottato da Nerva, era spagnolo e fu il primo provinciale assurto alla

Traiano,

dignità imperiale. Integrò il Senato con provinciali e concesse la cittadinanza a

tutta la parte occidentale dell’impero. Riprese la politica espansionistica tant’è che

sotto di lui l’impero conobbe la sua massima espansione con la conquista della

71

Dacia , dell’Armenia, della Mesopotamia e della Siria. Le conquiste in occidente

segnarono una forte ripresa dei traffici commerciali e infatti, in questo periodo, si

svilupparono il diritto della navigazione e quello delle obbligazioni contrattuali.

Con Traiano abbiamo il primo documento imperiale che si occupa dei Cristiani.

Plinio il giovane, in qualità di governatore della provincia d’Asia, chiede

all’imperatore come comportarsi con i Cristiani. Traiano risponde che il

governatore deve agire solo su denuncia e che i Cristiani vanno condannati non in

quanto tali, ma per aver commesso reati comuni o per essersi rifiutati di far

sacrifici davanti all’immagine dell’imperatore.

Adriano

Con si ha la maggiore concentrazione di poteri nelle mani del principe.

Adriano

Egli fu alieno da conquiste esterne e si limitò a fortificare i confini. Egli tentò un

avvicinamento tra il mondo occidentale e quello orientale; fu il primo imperatore

filosofo, ammiratore della cultura greca.

Con Adriano l’editto perpetuo divenne definitivo, codificato dal giurista Salvio

Giuliano nel 130: è la fine dello Cessata l’attività normativa del

ius honorarium.

pretore, rimasero quella del Senato e quella dell’imperatore, senza dubbio più

La Dacia (l’odierna Romania) era ricca di miniere d’oro: ciò servì a rendere stabile il cambio oro-

71

argento. 27

importante, consistente nelle costituzioni. Quest’ultime vengono a specificarsi in

una tipologia definitiva:

• disposizioni a carattere generale valide per tutto l’impero;

gli editti,

• ordini a funzionari e a magistrati in campo amministrativo e

i mandati,

penale;

• risposte date dall’imperatore a domande scritte rivolte

i rescritti e le epistole,

rispettivamente da magistrati e da privati;

• decisioni dell’imperatore in un processo su domanda delle parti,

i decreti,

dei magistrati o di propria iniziativa.

In Italia la giurisdizione venne divisa fra quattro che si occupavano

consulares

della giustizia amministrativa e civile.

Antonino Pio e Marco Aurelio

Il successore di Adriano, si limita a continuare l’opera del suo

Antonino Pio,

predecessore salvo l’abolizione dei Maggiore importanza riveste Marco

consulares.

imperatore e filosofo per eccellenza. Sotto di lui viene codificato l’Editto

Aurelio, che diventa la fonte unica del diritto per tutte le province. Egli

provinciale

introdusse al posto dei cinque con il compito di amministrare la

consulares iuridici

giustizia civile. Alla morte di Marco Aurelio, nel 180, gli succederà il figlio

– anziché il suo associato Lucio Vero che morì nel 168 – e si perderà

Commodo

così il principio della successione adottiva.

L’ordinamento giudiziario e i giuristi nel principato

In quest’epoca si assesta la riforma dell’ordinamento giudiziario iniziata da

Augusto. Mentre in età repubblicana esistevano varie forme di repressione

72

criminale , nell’età imperiale si afferma la quale tipo di

cognitio extra ordinem

repressione criminale proprio del principato. Le leggi istitutive delle quaestiones

sono leggi processuali: esse definiscono molto sinteticamente l’oggetto

perpetuae

del reato e fissano un rito processuale particolare per ciascuna Tuttavia la

quaestio.

è un organo giudiziario che può funzionare solo a Roma mentre adesso i

quaestio

cittadini romani sono ormai in tutta Europa: cambia perciò il rito processuale che

va unificandosi: i reati politici vengono assunti sotto la competenza del Senato;

nelle province, la giurisdizione civile viene esercitata dai funzionari imperiali, in

Italia dai e in seguito dagli

consulares iuridici.

Con l’unificazione dei riti processuali, delle leggi istitutive delle quaestiones

rimangono in vigore solo le definizioni dei reati, arricchite e specificate

perpetue

per mezzo dei Senatoconsulti. Una volta che la esiste solo come

quaestio perpetua

ipotesi di reato, decade il sistema accusatorio proprio dell’età repubblicana: ora il

cittadino può solo sporgere denuncia al magistrato imperiale, che apre

un’inchiesta. L’unificazione dei riti processuali rende inoltre possibile la

contestazione di più reati davanti allo stesso organo giudicante; avviene anche una

dilatazione enorme del concetto di interesse pubblico: così l’azione civile viene

assorbita in parte da quella criminale.

Come la dei consoli, il processo popolare, le e quelle i

72 coercitio quaestiones perpetue extra ordinem,

Senatoconsulti.

28

Nel campo del diritto privato, come si è detto, l’ingresso della cognitio extra

provoca la decadenza del processo formulare: la formula viene sostituita

ordinem

dal c.d. cioè da un documento scritto presentato dall’attore al magistrato.

libello,

Riguardo alla giurisprudenza assistiamo ad un cambiamento di tendenza: non si

mira più a creare concetti giuridici attraverso un processo diairetico, ma si esalta la

casistica. Ormai l’evoluzione del diritto dipende dalle costituzioni imperiali a

dall’opera di interpretazione e armonizzazione dei giuristi che fanno parte del

Tuttavia, attraverso quest’ultimo organo, ai giuristi non è dato

consilium principis.

solo di interpretare, bensì di creare norme .

73

I S EVERI

L’età dei Severi è un periodo di transizione in cui si conclude il Principato e si

preannunzia il Dominato. Nell’età dei Severi, le fonti normative romane

tradizionali si vanno perdendo: restano solo le costituzioni imperiali. Anche

l’epoca classica della giurisprudenza, iniziata con Augusto, volge al termine.

L’unica opera della giurisprudenza del Principato che ci sia giunta direttamente

sono le “Istitutiones” di Gaio: si tratta di una breve opera di esposizione, in forma

scarsamente problematica, degli istituti privatistici del diritto romano.

Il giurista di quest’epoca non crea mezzi tecnici nuovi, ma partecipa, mediante il

consilium principis, alla stesura delle costituzioni. Può inoltre emanare responsi,

scrivere libri di diritto civile, digesti, commentari all’Editto, monografie e

La giurisprudenza è ora una vera e propria fonte normativa, che si

istitutiones.

affianca alle costituzioni imperiali. Tuttavia dopo Ulpiano l’attività

giurisprudenziale viene improvvisamente a cessare: ciò è dovuto alla difficoltà in

cui viene a trovarsi il giurista di fronte al continuo gettito delle costituzioni

imperiali spesso anche contraddittorie fra loro.

Dopo l’epoca dei Severi si sentirà l’esigenza della codificazione, al fine di

contenere la dispersività delle costituzioni.

Commodo, Pertinace e Didio Giuliano

Con figlio di Marco Aurelio, viene a cadere il principio secondo cui

Commodo,

l’esercito deve essere composto solo da cittadini e provinciali e vengono arruolati

circa 20.000 barbari. Dopo acclamato dal Senato e dai pretoriani, e

Pertinace,

ricco banchiere che comprò il governo, fu la volta di Settimio

Didio Giuliano,

Severo, primo imperatore della dinastia dei Severi.

Settimio Severo

legato della Pannonia, scese a Roma dalla sua provincia,

Settimio Severo,

sconfisse i suoi avversari e venne acclamato imperatore dalle sue truppe. Egli

dette una connotazione nuova alla carica imperiale: volle essere Non

dominus.

aveva fiducia nei pretoriani italici; tutta l’Italia venne equiparata, dal punto di

vista amministrativo, alle altre province. Settimio Severo si oppose fortemente alla

E’ il caso dell’erroris Questo istituto fu creato per venire incontro alle richieste dei

73 causa probatio.

legionari che chiedevano la cittadinanza per i loro figli avuti da donne Ciò sarebbe

peregrinae.

andato contro lo e perciò i giuristi crearono il principio secondo cui, se il legionario

ius connubii

poteva provare di aver procreato credendo che la sua donna fosse cittadina romana, egli poteva

ottenere la cittadinanza per i suoi figli. 29

diffusione dell’Ebraismo e del Cristianesimo, tanto da emanare un dogma (editto)

contro il proselitismo cristiano e giudaico: nonostante questo, il Cristianesimo si

diffonde notevolmente . Settimio morì durante una spedizione in Britannia.

74

Caracalla

dopo aver fatto uccidere il fratello Geta nominato con lui successore dal

Caracalla,

padre Settimio, fu il nuovo imperatore. Il suo primo atto importante è la Costitutio

del 212, con la quale si concedeva la cittadinanza Romana a tutti

Antoniniana

coloro che risiedevano entro i confini dell’Impero : dopo l’errori di

75 causa probatio

Adriano e il diritto di connubio concesso da Settimio a tutti i soldati degli eserciti

provinciali con cui le donne peregrine acquistavano la cittadinanza, la Costituitio

Antoniniana era indispensabile. Il problema fondamentale della Constitutio

Antoniniana stava nell’applicazione del diritto romano ai territori orientali: si

cercò da un lato di rispettare le usanze locali, dall’altro si recepirono nel diritto

76

romano istituti nuovi .

Macrino, Elagabalo e Alessandro Severo

Dopo la morte di Caracalla vi fu un breve periodo di interregno Senatorio. Fu poi

eletto imperatore che per primo abrogò alcuni decreti imperiali. Il suo

Macrino

successore, operò una eticizzazione della titolatura imperiale: preferì i

Elagabalo,

titoli di Pius e Felix ai “cognomina derivati dai nomi dei popoli vinti, e in

ex virtute”

genere seguì una politica di rottura nei confronti della tradizione romana tentando

una sorta di “orientalizzazione”. Ucciso Elagabalo dai pretoriani, gli successe

ultimo esponente della dinastia dei Severi. Egli riassunse

Alessandro Severo,

subito i e seguì una politica reazionaria, che accentuò

cognomina ex virtute

l’importanza dell’esercito e dell’elemento italico nella compagine statale ma che

finì per travolgerlo. Affiorano in questo periodo le tendenze autonomistiche e

nazionalistiche provinciali, causate anche dalla crisi economica e monetaria che ha

come effetto la formazione delle economie locali.

O RGANI E ISTITUZIONI DEL PRINCIPATO

Gli organi repubblicani che più rapidamente decaddero furono le assemblee

per un duplice ordine di motivi:

popolari,

• in primo luogo si dimostrarono l’organo meno adatto per l’assiduo

controllo che intendeva esercitare il principe;

Questo paradosso, cioè l’enorme diffusione del cristianesimo nonostante la forte repressione, può

74

spiegarsi considerando il fatto che il meccanismo repressivo procede solo in seguito ad una

denuncia; ma accusare un cristiano povero non interessa a nessuno, accusare un cristiano ricco può

avere il vantaggio di ottenere un quarto dei beni del condannato, ma è sempre un rischio poiché si

tratta certamente di una persona influente.

Erano esclusi i ovvero quelle popolazioni barbare che si erano arrese a Roma senza

75 dediticii,

condizioni e risiedevano nel territorio dell’impero.

Un esempio al riguardo è la conciliazione della romana con quella orientale,

76 patria potestas

secondo la quale quando il figlio raggiunge la maggiore età diventa indipendente. Per raggiungere

ciò si estese la nozione di ovvero il patrimonio del figlio sottoposto a Qualora il

peculio potestas.

figlio avesse posto in essere negozi con denaro appartenente al il padre ne avrebbe risposto

peculio,

ma solo nei limiti dell’ammontare del peculio.

Altro esempio è quello della forma contrattuale: verbale ma attraverso formule nel diritto romano;

scritta nel diritto orientale. D’ora in poi le formule verranno sempre trascritte.

30 • in secondo luogo, già nella tarda Repubblica, la loro funzione non riusciva

ad essere sovrana nella misura in cui i comizi avevano come massa votante

la sola urbana, essendo gli altri cittadini dell’impero troppo lontani per

plebs

parteciparvi.

Le loro funzioni vennero, durante il principato, quasi completamente abolite e

quelle che sopravvissero si presentarono come un mero simulacro, necessario per

far tacere gli scrupoli legalitari sul fondamento del potere dei magistrati e del

principe. Per quanto riguarda il i suoi poteri furono – seppure

Senato,

formalmente – addirittura estesi:

• ai senatoconsulti si riconobbe efficacia normativa;

• il Senato ebbe un limitato esercizio della giurisdizione penale.

In realtà, le continue ingerenze dell’imperatore sul numero dei senatori, sull’ele-

zione dei nuovi senatori e sull’attività complessiva del collegio senatoriale,

sminuirono progressivamente anche il prestigio del massimo organo

repubblicano.

Con il principato venne fissata rigidamente la e fu

carriera magistratuale,

necessario osservare tutti i gradi del delle magistrature. Le magistrature

certus ordo

inferiori, ormai svuotate di significato, sopravvissero solo per consentire il

passaggio a quelle superiori. Anche queste avevano perso il loro significato, ma

aprivano la via al governo delle province e alla copertura delle cariche create

dall’ordinamento imperiale. Conservarono vitalità i pretori, la cui funzione rimase

sostanzialmente immutata.

L : D C

A DECADENZA IOCLEZIANO E OSTANTINO

Dopo la fine dell’età dei Severi, l’unico punto fermo nella compagine statale era

l’esercito, e dell’imposizione militare fu un tipico prodotto Massimino Trace,

primo imperatore del nuovo periodo. Gli imperatori che lo seguirono

rappresentano la riscossa del mondo Senatorio, in particolare e

Pupieno Balbino,

primo e ultimo esempio di piena collegialità tra due imperatori. venne

Filippo

considerato dai Padri della Chiesa come il primo imperatore Cristiano. Gallieno

tolse definitivamente ai Senatori il comando delle legioni, spezzando così l’unico

tramite fra Senato ed esercito. Con si assiste ad un vigoroso tentativo di

Aureliano

ripresa sotto il segno della lotta contro i barbari: si creò una cerchia di mura

intorno a Roma e i barbari che avevano invaso l’Italia settentrionale furono

sconfitti nelle battaglie di Fano e Pavia. permise ad alcune popolazioni

Probo

barbare di stanziarsi entro i confini dell’impero, e pagò loro un tributo perché li

difendessero. A Probo successe e a questi i figli e

Caro Carino Numeriano.

Quest’ultimo, cui era stato affidata la parte orientale dell’impero, fu ucciso e al suo

posto fu acclamato Contro questi mosse Carino che – dopo averlo

Diocleziano.

sconfitto nella Mesia – fu però ucciso dai suoi soldati lasciando Diocleziano

imperatore unico.

Diocleziano

Le riforme di Diocleziano interessano numerosi campi, da quello istituzionale a

quello economico e fiscale. La riforma tetrarchica prevedeva che l’impero fosse

guidato da due Augusti, uno d’Oriente e uno d’Occidente. Questi avrebbero

nominato dei Cesari che dopo un certo periodo di tempo sarebbero diventati 31

Augusti e così via. Con Diocleziano venne sancita anche la divisione assoluta tra il

potere civile, esercitato dai “praesides”, e quello militare, esercitato dai “duces”. La

riforma fiscale consiste in una rinnovata politica di imposizione basata su due

tasse: la riguardante le unità lavorative, e la riguardante le unità

capitatio, iugatio,

di superficie coltivabile. Le tasse vengono riscosse dai decurioni, rappresentanti

della Curia locale, per i quali vale il principio della responsabilità collettiva,

secondo cui essi rispondono personalmente per il gettito fiscale, autoritativamente

fissato, del territorio loro affidato. Con l’editto dei prezzi venivano fissati i prezzi

di tutte le merci, anche quelle più umili, ed erano validi per tutto l’impero .

77

Per rendere più incisiva la sua opera di persecuzione contro i Cristiani,

Diocleziano emanò un editto secondo il quale tutti i cittadini dell’impero

dovevano munirsi di un certificato che attestasse l’avvenuto sacrificio da parte

loro all’immagine dell’Imperatore . Inoltre egli fu il primo imperatore che operò

78

le persecuzioni con il rito inquisitorio (senza attendere la delatio).

L’epoca diocleziana ci ha lasciato i primi due codici della storia imperiale:

• redatto fra il 292 e il 293 in 15 libri;

il codice Gregoriano,

• che raccoglie i rescritti dal 293 al 294.

il codice Ermogeniano,

Diocleziano avrebbe anche legato ogni individuo alla propria professione, creando

una sorta di ereditarietà coatta dei mestieri: in un’età caratterizzata da una simile

crisi economica, la società tende a serrarsi in corporazioni di mestieri, ai livelli più

bassi per escludere la concorrenza e assicurarsi la sussistenza; a quelli più alti per

assicurarsi il potere.

Costantino

Ritiratosi a vita privata Diocleziano, dopo varie vicessitudini, prevalse la

personalità di figlio di Costanzo Cloro, il cesare di Diocleziano. Egli

Costantino, 79

emanò l’editto di tolleranza nei confronti del Cristianesimo . Costantino prende

atto del fatto che ormai nell’Impero l’unica organizzazione efficiente è quella

80

cristiana, e concede numerosi privilegi alle istituzioni ecclesiastiche .

L’amministrazione civile fu affidata a funzionari fissi:

• il che sovraintendeva alle finanze locali;

comes sacrorum largitionum,

• il con competenza in campo giudiziario;

quaestor sacri palatii,

• il che si occupava del carteggio con i vari uffici

magister officiorum,

provinciali;

La capitale fu spostata da Roma a Bisanzio, ribattezzata Costantinopoli

81 . Alla

morte di Costantino restò sul trono il figlio a cui successe

Costanzo II Giuliano

che tentò di riprendere la politica filopagana, ma morì dopo appena

l’Apostata,

due anni di regno, durante una spedizione in Persia.

Con l’imperatore il Cristianesimo divenne l’unica religione ammessa

Graziano,

nell’Impero. fu l’ultimo imperatore a regnare su tutto l’impero: ai suoi

Teodosio,

L’effetto immediato dei “calmieri” fu quello della scomparsa dal mercato di numerose merci.

77 Nascono in questo periodo le prime teorie giuridiche sullo stato di necessità che vizia la volontà:

78

molti cristiani, infatti, si munirono di falsi certificati o fecero veramente i sacrifici.

Il Cristianesimo venne legalizzato ma non diventò religione di Stato. Lo stesso Costantino si fece

79

battezzare solo in punto di morte.

Si pensi alla facoltà di ricevere legati che avrà l’effetto di creare la “manomorta” ecclesiastica.

80 Il baricentro dell’Impero era spostato definitivamente ad Oriente. Inoltre nessun imperatore da

81

Marco Aurelio in poi, ad eccezione di Elagabalo, aveva più soggiornato a Roma.


PAGINE

35

PESO

418.91 KB

AUTORE

niobe

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia del diritto romano con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: gli elementi per la ricostruzione della storia romana, l'età monarchica, leggende relative al periodo regio, le origini di Roma, il processo formativo della città e la distinzione della popolazione fra patrizi e plebei.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher niobe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Masi Doria Carla.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia del diritto romano

Riassunto esame Storia del Diritto Romano, prof. Cascione, libro consigliato Lineamenti di Storia del Diritto Romano, Talamanca
Appunto
Storia del diritto romano - Validità, diritti, effettività
Appunto
Storia del diritto romano - la storia giuridica romana
Appunto
Riassunto esame Storia del Diritto Romano, prof. Cascione, libro consigliato Quesitor Urnam Movet, Masi Doria
Appunto