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STORIA DEL DIRITTO ROMANO E LINEE DI DIRITTO PRIVATO

A. SCHIAVONE

CAPITOLO I: L’ETA’ DELLE ORIGINI

1. LA NASCITA DI ROMA

Per ricostruire l’origine di Roma nel corso del 900 si è svolto un dibattito storiografico molto

complesso. Roma è la città del mediterraneo che ha conservato il maggior numero di informazioni

sulle proprie origini e considerare inattendibili questa serie di leggende non sarebbe giustificato.

Oggi si tende a collocare la sua origine intorno alla metà dell’ottavo secolo a. C. confermando il

racconto tradizionale che la colloca intorno al 750 a. C. Ci sono anche ricostruzioni che abbassano

questa data ma sono meno convincenti anche se non si esclude che la formazione della città vera e

propria sia stata anticipata da un periodo di aggregazione che può essere definito protourbano. Però

il cambiamento vero e proprio coincide con l’affermarsi sia di un’organizzazione istituzionale più

compatta sia con un legame collettivo fondato sull’appartenenza allo stesso corpo civico, espressa

con la partecipazione all’esercito centuriato e all’assemblea che ne derivò. Nella storia delle origin

di Roma molta importanza nell’organizzazione sociale era assunta dai rapporti di parentela. Colui al

quale veniva attribuita la fondazione della città e cioè Romolo, rappresentava un guerriero “senza

famiglia” capace di uccidere il fratello e quindi spezzare tutti i vincoli di sangue per affermare

l’inviolabilità del nuovo spazio che aveva fatto nascere.

2. LA CITTA’ DEI RE

La prima città si forma intorno ad una serie di poteri ben delineati come il culto, le armi, la gentes,

la proprietà della terra, le pratiche magico-religiose dei sacerdoti, le imprese dei condottieri a capo

della gentes e così via. Tutti i vincoli che si formavano nella comunità si esprimevano come legami

e relazioni che si instauravano tra clan. Nel tempo i rapporti di parentela gentilizi divennero

elemento essenziale della selezione aristocratica. Il più antico legame di potere che conosciamo

nella storia di Roma è quello re-sacerdoti. Quindi insieme alla forza e al carisma del re è la

religiosità che tiene insieme la città delle origini. Oltre al re e a sacerdoti, la Roma più arcaica aveva

visto affermarsi una prima entità istituzionale e cioè da un lato i patres a capo della gentes più

importanti che erano il nucleo originario del successio senatus, dall’altro vi era una sorta di reticolo

che divideva l’intera popolazione maschile della città in 3 tribù, ognuna di esse frazionata in 10

unità e che insieme formavano le 30 curiae che convocate formavano un “comizio curiato”.

L’arretratezza del mondo protocittadino si trasformò sotto la grande stagione etrusca.

3. LA MONARCHIA ETRUSCA NELLA TRADIZIONE ROMANA

Secondo la tradizione, almeno due degli ultimi tre re furono etruschi, Tarquinio Prisco e Tarquinio

il Superbo. Tarquinio Prisco una volta divenuto massimo consigliere di Anco Marcio trasformò

Roma in un centro urbano in rapida espansione nel mezzo di un traffico commerciale avviato dagli

etruschi stessi. Le fonti attestano che Tarquinio Prisco fece costruire acquedotti, fognature, strade,

templi, la pavimentazione del foro che divenne poi il centro degli affari pubblici ecc. Tarquinio

Prisco introdusse anche la coltivazione intensiva, la pastorizia e la cerealicoltura; con la diffusione

di queste nuove tecniche Servio distribuì i terreni pubblici ai singoli agricoltori. La città cresceva

sempre di più, anche dal punto di vista territoriale, infatti lo stesso Servio sempre secondo le font,

cinse la città di mura e si sa che la città divenne addirittura più grande di Atene. Secondo Cicerone

la civitas divenne più sapiente sotto il dominio straniero e infatti sembra plausibile che la dinastia

etrusca si sia impadronita del governo della città nel sesto secolo.

4. LA RIFORMA SERVIANA

Le fonti ci riferiscono che Tarquinio Prisco alzò il numero di senatori nominando tutti coloro che si

erano dimostrati più capaci nella vita civile e militare; questo per creare un gruppo favorevole al

nuovo re. Infatti sappiamo che Servio Tullio volle distribuire la terra pubblica fra i patres familias e

che inoltre le grandi opere pubbliche commissionate dai re etruschi fecero chiamare in città un gran

numero di operai e artigiani e quindi si pensa che la nuova monarchia si sia appoggiata al ceto

popolare per creare i presupposti di un contrasto con le preesistenti organizzazioni gentilizie. La


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Niccolò Cusano - Unicusano o del prof Centola Donato Antonio.

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