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dall’assemblea di tutti i cittadini. Colore che invece ne fanno parte sono

denominati patrizi, che hanno tutti i diritti civili.

Ci sono molte tesi sull’origine della distinzione tra i patrizi e i plebei:

• Sono patrizi i nobili, ossia coloro che appartengono a quelle gentes che

avevano fondato la città

• I patrizi erano gli indigeni e i plebei gli immigrati

• I patrizi erano stati scelti dal re in base alla ricchezza e ad altri requisiti

stabiliti da lui

• I patrizi sono gli Albani e i plebei invece i Sabiniani

• I patrizi sono gli etruschi e i plebei sono i romani.

Conclusione: non si sa quale sia la realtà dei fatti.

Il pomoerium era il confine della città molto importante da ricordare.

Distinzioni culturali tra patrizi e plebei

− Diverse divinità: Giove, Giunione, Minerva per i Patrizi, mentre Cerere,

Libero e Libera per i Plebei;

− Non si possono sposare tra di loro fino al 445 a.C.

− I Plebei erano esclusi dalla possibilità di prendere gli Auspici (cioè di

interpretare le volontà degli Dei), poiché i loro Dei non erano quelli

Romani e perciò erano esclusi dal governo. Infatti la volontà degli Dei era

interpretata dai governanti.

− I Plebe sono più poveri e non facevano parte dell’esercito in questa epoca

poiché l’esercito era a base gentilizia, era un forma di esercito arcaica,

solo più avanti verranno introdotti nell’esercito.

(in età repubblicana c’è una continua lotta tra i Patrizi e i Plebei e questi

ultimi minacciavano i Patrizi di non voler andare più a combattere per loro

dal momento che erano la parte più sostanziale e utile per l’esercito

romano).

Organizzazione dello stato Patrizio-Plebeo

A. Magistratura unica e vitalizia del rex. Egli non ha una discendenza di

famiglia, ma afferma il suo potere in base alla sua attività militare, era se si

può dire scelto dalla comunità. Ha con sé tutti i poteri civili e militari. È a

capo dell’esercito e ha poteri interni alle città come: -il potere di polizia

(coercitio), che consiste nel costringere chiunque all’obbedienza e anche

nell’uccisione delle persone, il diritto di vita o di morte sulle persone

spettava anche ai patres gentes. Il rex ha una guardia del corpo costituita

dai littori (10) armati con fascio di verghe con dentro una scure. Le prime

servivano a frustare e la seconda a decapitare. Essi erano i soli a poter

girare per la città armati, questo dentro al POMOERIUM, al di fuori non

vigevano queste regole invece, questo per sottolineare il fatto che solo il

magistrato poteva avere il potere di polizia, i comizi curiati dovranno stare

all’interno di esso per poter essere protetti.

–il potere di infliggere sanzioni economiche.

–la funzione giurisdizionale sia civile (che era bifasico: nella prima fase si

stava davanti al magistrato e nella seconda davanti ad un altro giudice

nominato, il rex indicava quale doveva essere la norma da applicare al

giudice nominato), che penale per quanto riguarda quella penale il rex

subentra solo nei casi più gravi (negli altri casi c’erano i patres gentes).

–aveva la rappresentanza diplomatica se si dovevano concludere i trattati

con le altre città. –il potere legislativo è discusso.

La nomina del re avviene tramite una procedura che coniuga la sfera

religiosa con quella politica. C’era un inter rex, che era il senatore più

anziano e durava 5 giorni, che doveva decidere la nomina per il rex futuro,

doveva nominare un candidato a tramite la ruspice si vedeva se gli auspici

erano positivi o negatii e in base a ciò il popolo organizzato in comizi curiati

decideva se sottomettersi o no al rex. La lex curiata de imperio era l’atto

attraverso il quale il popolo decideva di sottomettersi al rex. Non c’è dunque

una vera elezione, ma è il senato che nomina il candidato.

B. Senato, consiglio degli anziani. Esso ha tre competenze:

-consultiva, sono i consiglieri del Re (in caso sia vitalizio hanno pochissima

importanza);

-interregno, hanno quindi la competenza di nominare un candidato;

-auctoritas, dovevano approvare tutti gli atti emanati dall’assemblea che in

quest’epoca si chiamava: comizi curiati.

C. I comizi curiati. Lex curiata de imperio è l’atto di conferimento e

sottomissione al rex nuovo da parte di questa assemblea, non si sa come

avveniva la votata la lez, ad Atene la votazione avveniva per alzata di mano,

si dava un’occhiata generale e si stabiliva l’esito della votazione in modo

approssimativo; a Sparta invece la votazione era diversa, l’esito della

votazione era dato dalla potenza della voce, si chiudeva delle persone in

una stanza vicina all’assemblea e si urlava in modo che non vedessero, ma

soltanto sentissero e si chiedeva poi loro chi avesse avuto le urla più

potenti. In secondo luogo si fanno gli atti di diritto privato come: i testamenti

oppure gli atti di adrogatio (adozione da parte di un pater verso un altro

pater) e la detestatio sacrorum (rinuncia al proprio culto famigliare).

L’esame è in 2-3 domande aperte in 1h/1h30’.

La monarchia etrusca

Intorno al 617 a.C. abbiamo il quarto re di Roma e gli Etruschi della Toscana si

muovono in due direzioni: nord-est e sud. Costituiscono tre leghe, ossia tre

confederazioni di città con a capo un locumone: la lega in toscana, quella in

Pianura Padana e quella in Cmapania. I romani cacciano gli Etruschi a Nord del

Tevere nel 510/509 a.C. Quindi tra il 617 e il 509 Roma è stata sotto il dominio

etrusco. Gli Etruschi hanno apportato alcune modifiche, ma non hanno

stravolto l’ordine statale. Il periodo etrusco è stato un periodo di grande

splendore, Roma cresce come dimensioni. Viene definita la grande Roma dagli

Etruschi. Essi importarono nuove tecniche di coltura intensiva (i Romani erano

un popolo di pastori e un po’ di cerealicoltura). La città crebbe quindi

territorialmente e demograficamente, l’urbanizzazione si estende ad altri due

colli (Quirinale e Viminale), Roma è cinta da mura e la popolazione cresce fino a

40000 abitanti. Si costruisce la cloaca massima con un diametro di 4 metri.

Vengono inoltre costruite le prime mura della città e le fogne.

Per gli aspetti costituzionali le strutture rimangono pressochè invariate: rimane

il rex anche se comunque ovviamente etrusco (infatti gli ultimi tre re di Roma

furono Etruschi) e vengono modificati di poco gli altri due organi per controllare

meglio la città.

Gli Etruschi sostengono i Plebei contro i Patrizi, distribuendo terre ai Plebei e

cercando di condurre le gentes ad un indebolimento (dal momento che esse

erano il cuore dell’organizzazione statale romana). Dopo la monarchi etrusca le

gentes divengono acefale, senza più un capo. Gli Etruschi immettono nel

Senato alcuni Plebei e la grande riforma di Servio Tullio dell’ordinamento

centuriato ossia vengono immessi i Plebei anche nell’esercito. Nel 509 c’è una

ribellione dei Patrizi che cacciano gli Etruschi. I Patrizi cercasono di tornare al

periodo del regno nel quale comandavano esclusivamente loro e i Plebei erano

totalmente esclusi dalla vita del regno, ma la situazione era cambiata e non

riuscirono a fare ciò: si assistette alla nascita della Repubblica.

Organizzazione politica sotto gli etruschi

• Rex viene mantenuto, ha gli stessi poteri (non si sa se esiste un interregno o

se è nominato dal predecessore).

• Senato ha le stesse funzioni di prima, vengono introdotti i Plebei (Tarquinio

Prisco porta il numero da 100 a 300, quindi la maggior parte di persone

presenti in Senato sono favorevoli e nominate dal Re Etrusco e i patres

gentis ormai sono in minoranza). I Plebei presenti nel Senato sono chiamati

senatori PEDARII (questo perché a loro non è consentito parlare dato che il

voto era orale essi esprimevano il loro voto andando a piedi da una parte

all’altra della stanza ‘’pedibus ire in sententiam’’); in quest’epoca i Patrizi

che erano in Senato invece si chiamavano Patres Conscripti.

• I comizi curiati esistono ancora però non ci sono più tutti i cittadini delle

gentes, ma i littori (30) rappresentanti delle curie. Sono solo formali non più

il popolo.

• I comizi centuriati sono in età repubblicana e saranno la vera classe del

popolo. Servio Tullio inserisce i centuriati che nascono come una riforma

dell’esercito, ma diventeranno poi centro della vita politica. Ci sarà anche

una nuova assemblea: l’assemblea degli armati.

• L’Esercito centuriato (centuria: cento): prima l’esercito era a base gentiliazia,

era male armato e poco numeroso, poco efficace in grandi battaglie. Gli

Etruschi avevano un esercito decisamente migliore che era basato sulla

falange oplitica (oplita->hoplon->scudo) che funziona in questo modo: i

soldati devono essere tutti armati e accostati in modo da formare un fronte

compatto; i soldati vengono così divisi in 5 classi in base al censo di

appartenenza: i primi sono i più ricchi e sono quelli che si possono

permettere l’armatura completa (panoplia) che comprende l’elmo, la corazza

di bronzo, i gambali, la lancia, la spada e soprattutto lo scudo che è rotondo

con doppia impugnatura e ricopre il lato sinistro del proprio fianco e il destro

di quello in parte. Quelli della quinta classe hanno armi come la fionda

(frombolieri, i più famosi sono quelli delle Baleari e di Rodi). All’interno della

stessa classe i soldati erano divisi in centurie. Sopra la prima classe ci sono i

cavalieri che sono ancora più ricchi di quelli della prima classe e il cavallo

viene dato dallo Stato. Sotto la quinta classe nessuno può permettersi di

combattere. Le armi devono essere comprate infatti dai singoli e non

vengono date dallo Stato. All’interno delle cinque classi sono divisi in

centurie (l’arruolamento su base censitaria era del tutto rivoluzionario) non si

tornerà più all’esercito gentilizio quindi l’appartenenza alle gens non

determinava più l’appartenenza all’esercito. L’esercito centuriato si riunirà

fuori dalla città nei campi Marzi. La convocazione dei comizi avviene con la

chiamata del corno. Le prime mura della città di Roma sono quelle Serviane

di Servio Tullio. Un’altra riforma importante è il nuovo ordinamento tributo di

Servio Tullio con cui cambia il sistema delle tribù e ripartisce la popolazione

in nuove tribù territoriali: 4 tribù urbane (in cui i cittadini non sono proprietari

terrieri) e le tribù extraurbane (con le persone che vivono fuori Roma perché

hanno delle terre). Questa nuova organizzazione serviva per fare il

censimento della popolazione per l’esazione dei tributi e per assegnare le

persone alle varie classi (sono infatti quindi anche utili come distretti di leva

militare).

• Le fonti del diritto erano i mores maiorum e le leges reges.

• Il diritto era a base censitaria con l’intervento del magistrato; il diritto penale

a Roma: come avviene il processo? Non esiste un vero e proprio processo,

ma delle procedure gestite dal re. Il reato più grave è l’omicidio che può

essere o volontario o non volontario. Per quanto riguarda il primo dei due, chi

lo commetteva veniva considerato PARICIDA e andava incontro alla vendetta

privata da parte della famiglia della vittima e si vietava la composizione

pecuniaria. Colui che commetteva invece un omicidio involontario invece

doveva offrire un ariete alle divinità al cospetto dei congiunti dell’ucciso e del

popolo. La decisione se fosse volontario o no era assegnata alla CIVITAS,

ossia al Rex. I primi aiutanti del re sono i Quaestores Paricidii. Alcuni esempi

di pena possono essere: la pena del sacco (poena cullei) per il figlio che

uccide il padre oppure per i crimini militari c’è la fustigazione e decapitazione

con la scure.

Nella maggior parte dei casi non c’è un cittadino che è addetto all’uccisione,

all’esecuzione della pena.

La funzione della Sacertà: è homo sacer la persona che viene condannata

dal rex, e non c’è appello oltre al re, e viene consacrato agli Dei ossia escluso

dalla cittadinanza e messo al bando, può essere ucciso impunemente da

chiunque, la morte in pratica rappresenta un’eventualità non certa seppur

probabile. La ragione della sacertà è collegata al fatto che l’organizzazione

cittadina antica non ha un organo predisposto a fare ciò.

I reati che portano alla sacertà sono:

− Violazione dei luoghi sacri della città: Sakros Eseo, ossia un ceppo di

marmo oltre il quale non si poteva andare

− Violazione dei confini delle proprietà private (termini)

− Figlio che picchiava il padre e la nuora che picchiava il suocero.

La sacertà rimarrà in età repubblicana per coloro che uccidono determinati

magistrati plebei come ad esempio i tribuni della plebe.

Il ladro notturno di frutti veniva invece fustigato a morte.

Questi sono le principali sanzioni per gli atti per cui non esisteva la possibilità

di appello.

REPUBBLICA

1a FASE

509 a.c 367 a.c 133 a.c 27 a.c

I___________I___________I____________I

Possiamo dividere la repubblica in 2 periodi:

°primo periodo: 509/133 a.c

dal 509/367 a.c __ fase dello scontro patrizio plebeo poiché i patrizi vogliono

ottenere il potere e salire al governo della repubblica dal quale erano esclusi.

Fase dello sviluppo originario della costituzione repubblicana.

dal 367/133 a.c __ fase dello stato patrizio plebeo, i plebei hanno ottenuto il

potere (è il periodo d’oro della repubblica)

Fase matura della costituzione repubblicana.

°secondo periodo: 133/27 a.c __ età della crisi della repubblica che porterà alla

nascita dell’impero.

SVOLGIMENTO STORICO DELLA COSTITUZIONE

Nel 509 a.c i patrizi riuscirono a cacciare gli etruschi e questo non accadde solo

a Roma, ma in tutto il centro-sud d’Italia. I patrizi non riuscirono a ritornare alla

precedente costituzione, cioè al regno, e così nacque la repubblica.

A capo della repubblica c’erano due consoli, il senato e l’assemblea. Si discusse

se fin dall’inizio questi due magistrati venivano chiamati realmente consoli e se

fossero realmente solo due. Infatti molti sostengono che non esistevano due

consoli, cioè due magistrati uguali avanti gli stessi poteri, ma era presente un

magistrato di grado superiore che era il capo di tutto l’esercito (pretore o

magister populi) e uno di grado inferiore a capo della cavalleria (magister

equtum). In ogni caso essi si chiamavano pretori sia che fossero patrizi o

plebei; deriva dalla parola pretore, prae davanti e ire audare, guidare avanti,

guidare l’esercito. Si chiameranno consoli a partire dal 367 a.c

Secondo Livio invece esisteva un pretore massimo e si pensava quindi che

fossero più di uno, potevano essere anche tre. Il grado massimo era rispetto ai

tribuni militum che erano i capi effettivi delle legioni. L’esercito era costituito

dalle legioni, ogni legione era costituita da 6000 uomini e a capo di ogni

legione c’era un tribuno militum che sottostava al pretore che era il capo

generale dell’esercito nonché il capo dello stato.

La tradizione ci ha lasciato il nome di 2 consoli dal 509 a.c in poi:

Valerio Pubicola, venne trovata un’epigrafe chiamata pietra di satirico che ha

confermato l’esistenza di questo primo console. Questa pietra è stata trovata in

provincia di latina e aveva una dedica da parte dei suoi soldati.

Giulio Bruto

I consoli rimanevano in carica solo 1 anno, erano patrizi e venivano nominati

dai predecessori. I patrizi avevano la maggioranza dei comizi centuriati, erano

a capo del senato poiché era composto solo da ex magistrati.

Ci troviamo nella fase della formazione della repubblica, caratterizzata dallo

scontro tra patrizi e plebei. Troviamo quella che venne chiamata la serrata del

patriziato, i plebei erano esclusi dal governo statale. I plebei non erano contenti

della situazione e minacciarono una rivolta attraverso la resistenza alla leva il

che fu molto pericoloso perché in questo periodo Roma era in conflitto con i

paesi che la circondavano. La resistenza alla leva però non bastò, infatti i plebei

non riuscirono ad ottenere niente in questo modo e se ne andarono da Roma

per stanziarsi nell’Aventino. I plebei fondarono la loro città con le loro divinità,

cerere, libero e libera. (Libero era chiamato Bacco che verrà poi identificato

come dio greco dioniso, dio delle feste).

I plebei ottennero anche i loro magistrati, i tribuni, nel 494 a.c e un’altra

magistratura quella degli edili che erano coloro che erano preposti alle aedes

(templi) dove la plebe si riuniva per deliberare quali strategia attuare per

ottenere i propri diritti.

I tribuni godevano del diritto di veto, intercessio, ossia il diritto di bloccare

qualunque decisione dei consoli.

Nel 449 a.c i patrizi approvarono delle leggi, leges valeriane heratiate con le

quali riconobbero formalmente tutto quello che i plebei avevano introdotto nel

494 a.c. un altro anno molto importante per Roma fu il 450 a.c, anno in cui

vennero approvate le leggi delle 12 tavole. Furono scritte probabilmente su

tavole di legno e quelle originarie vennero bruciate quando Roma venne invasa

dai Galli nel 390 a.c. Le 12 tavole furono la prima legge scritta di Roma perché

il resto del diritto era consuetudinario. La legge scritta mise tutti i cittadini sullo

stesso piano davanti alla legge. Ma la legge non cancellò la divisone tra patrizi

e plebei. La redazione delle 12 tavole era importante perchè in questi anni a

capo dello stato non c’erano più i due consoli. Si sospese la magistratura

consolare e a capo dello stato venne messo una magistratura straordinaria di

10 membri che erano magistrati supremi dello stato, i decemviri, possedevano

poteri supremi. Tutte le magistrature ordinarie in questo periodo vennero

sospese. I decemviri, di cui il più importante fu Appio Claudio, scrissero le

prime 10 tavole.

Il primo decemvirato era composto solo da patrizi. Il secondo invece fu

composto da 7 patrizi e 3 plebei, e nel 450 a.c venne rovesciato in modo

violento da parte dei plebei. Ribaltato il decemvirato trascorse un periodo di

crisi costituzionale caratterizzato dallo scontro tra patrizi e plebei, periodo che

durerà fino al 367 a.c. Questo anno porrà fine allo scontro fra patrizi e plebei e

da quel momento nascerà il nuovo stato.

Lo stato misto patrizio plebeo. Venne retto durante il periodo di crisi (449-367

a.c), da 10 tribuni militari dotati del potere consolare (tribuni militum consolari

potestate). I plebei volevano entrare nel tribunato militare perché ne erano

esclusi e probabilmente entreranno a farne parte nel 400 a.c.

L’anno 367 è un anno molto importante per la costituzione romana, fu l’anno

dell’approvazione delle leges liciniae sextiae, fu l’anno della concordia e quello

in cui venne ripristinata la magistratura consolare. La parola console derivava

dal verbo consulere che significava provvedere allo stato. I consoli erano 2,

erano introdotti dalle leggi liciniae sextiae, ma la grande novità di queste leggi

fu che stabilirono che uno dei consoli doveva essere plebeo. Si raggiunse così

la parificazione dei due ordini e terminò la serrata del patriziato dando inizio

alla stato patrizio plebeo con a capo un console patrizio e uno plebeo.

Sempre in quest’anno venne istituita la figura del pretore urbano che sarà

competente per l’attività giurisdizionale e per i processi civili, competenza che

venne sottratta ai consoli. Il pretore era sottoposto ai due consoli, i quali

potevano opporgli il veto ma non viceversa.

I plebei ottennero l’ammissione al senato come ex magistrati non avendo

raggiunto ancora tutti i gradi della parificazione. Erano esclusi dalla censura,

una magistratura molto importante che era comparsa nel V sec, i censori

avevano il potere di decidere quali ex magistrati entreranno in senato. I plebei

otterranno l’ammissione alla censura nel 312 a.c

Nel 300 a.c ottennero l’ammissione al pontificato. Con l’entrata dei plebei nel

collegio dei pontefici, aumenta il numero dei componenti da 4 a 8. Sempre nel

300 a.c in seguito alla laicizzazione della giurisprudenza avvenne la

parificazione perfetta tra patrizi e plebei, nel 133 a.c si passerà ad una nuova

fase; la crisi della città-stato che porterà alla fine della repubblica e all’inizio del

principato.

367/133 a.c i plebei vennero ammessi alla legislatura suprema, al senato come

ex magistrati e si assottiglierà sempre di più la divisione tra patrizi e plebei.

Non ci sarà più una vera e propria contrapposizione tra patrizi e plebei perché

entrambi saranno a capo dello stato. Nel 367 a.c si formerà una nuova classe

dirigente patrizio-plebea costituita dai patrizi e dai plebei che seguivano la

carriera politica. Vi fu una divisione tra questa casta di politici che faceva gli

interessi dell’elite patrizio-plebea e l’altra parte della popolazione. Questa

situazione andrà avanti fino al 133 a.c fino a quando i poveri della città

inizieranno a protestare. Le proteste porteranno alla crisi della casta

patrizio-plebea, il superamento della crisi del 27 a.c porterà al principato.

Inoltre gli anni tra il 367/133 a.c furono quelli della grande espansione romana

nel mediterraneo. L’espansione inizierà verso sud e giocheranno un ruolo

importante le guerre puniche.

ORGANIZZAZIONE POLITICA (LE MAGISTRSTURE)

1a MAGISTRAURA

CONSOLI

A capo dello stato troviamo i due consoli. Essi erano importanti magistrati

supremi, rimanevano in carica 1 anno, erano magistrati maggiori e ordinari e

possedevano l’imperium. Imperium significa comando, ed era l’insieme dei

poteri dei consoli. Esso si poteva scomporre in due parti:

imperium doni, era esercitato dal console a Roma.

Comprende determinati poteri;

-il potere di convocare il senato,

-il potere di convocare e presiedere le assemblee popolari,

-il potere di presentare nei comizi le proposte di legge,

-potere di mettere a morte i cittadini per un reato (coercitio).

Se il console condannava a morte qualcuno, il condannato poteva ricorrere alla

provocatio ad populum cioè il popolo nei comizi centuriati doveva decidere se

la persona doveva essere condannata o meno. Questo caratterizzava il

processo criminale, fino al 133 a.c era un processo comiziale e iniziava sempre

con la provocatio ad populum. Il magistrato rappresentava l’accusa, la persona

si difendeva e poi i comizi dovevano decidere se doveva essere inflitta o meno

la sanzione prevista dal console che era colui che si occupava anche di

perseguire i crimini.

-I consoli possedevano anche la eponimia, potere di dare il nome all’anno.

I consoli però avevano dei limiti:

-provocatio ad populum

-veto dei tribuni della plebe che potevano bloccare qualunque loro decisione

-veto dell’altro console, collegialità pari o imperfetta perché uno poteva

bloccare l’altro.

Imperium militiae, lo esercitava il console quando guidava l’esercito.

2a MAGISTRATURA

CENSORI

I censori erano magistrati maggiori ordinari, avevano rango superiore a quello

dei consoli, si poteva essere censore solo se si era stati consoli.

Erano privi di imperium ma possedevano la potestas.

Venivano eletti ogni 5 anni dai comizi centuriati, restavano in carica non oltre

l’anno e mezzo.

Non subivano intercessio

Funzioni:

-censimento (ogni 5 anni) con funzioni fiscali, serviva a distribuire i cittadini

nelle classi di censo.

-riscossione finanziaria

-scelta dei senatori (lectio senatus). Non tutti gli ex magistrati entravano in

senato, per entrare dovevano essere scelti dai magistrati.

-regimen norum, sindacato sui comportamenti morali dei cittadini. Potevano

escludere con una nota censoria (provvedimento) i senatori dalle liste.

-distribuzione dei cittadini nelle tribù (distretti amministrativi territoriali),

potevano spostare le persone da una tribù all’altra.

3a MAGISTRATURA

DITTATORE

Era un magistrato maggiore straordinario con imperium.

Faceva parte dei magistrati più importanti e aveva il potere supremo di guidare

l’esercito.

Si faceva ricorso al dittatore quando i consoli erano incapaci di gestire una

situazione politica o militare. Non veniva eletto e rimaneva in carica per il

periodo per cui veniva nominato, raggiunto lo scopo decade, comunque non

rimaneva in carica oltre i 6 mesi.

Nell’ambito civile e militare continuavano ad esistere i consoli ma erano

subordinati al potere del dittatore.

Non subiva intercessio da nessuno (veto).

E’ un magistrato unico ma doveva nominare un magister equtum a lui

sottoposto.

Il dittatore più famoso fu Quinto Fabio Massimo detto il temporeggiatore poiché

egli mise in crisi Annibale tendendogli imboscate facendogli così perdere tempo

durante le battaglie. Venne nominato dittatore per sostituire due consoli morti.

4a MAGISTRATURA

PRETORE

Erano magistrati maggiori ordinari con imperium. Subivano intercessio da parte

dei consoli e da parte dei tribuni.

Il pretore urbano nel 367 a.c aveva competenze di giurisdizione civile che

veniva sottratta ai consoli.

Il pretore peregrino nel 242 a.c si occupava di giurisdizione civile quando i

litiganti nel processo erano stranieri.

MAGISTRATURE MINORI

erano divisi in 2 coppie: patrizi e plebei (494)

EDILI

Funzioni:

-polizia, si occupavano della sorveglianza della città

-tutela delle opere pubbliche

-approvvigionamento alimentare (annona)

Gli edili patrizi erano chiamati edili curuli, nome che derivava dalla sedia sella

curule di avorio sulla quale si sedevano i magistrati curuli cioè i magistrati

maggiori e i patrizi. Solo gli edili curuli possedevano una giurisdizione in ordine

alle controversie che sorgevano nei mercati.

Entrambi erano magistrati maggiori ordinari con potestas. Emanavano l’editto

annuale come quello dei pretori contenenti formule, azioni che riguardavano

solo controversie nei mercati.

QUESTORI

Si occupavano di gestire l’aerario (luogo in cui era conservato il tesoro della

città nel tempio di saturno)

Erano magistrati minori con potestas.

Con Silla anche gli ex questori entreranno in senato (80 a.c).

TRIBUNI DELLA PLEBE

Era una magistratura plebea e venne riconosciuta dai patrizi nel 449 a.c.

Era una magistratura rivoluzionaria poiché i plebei erano esclusi dalle

magistrature. Entrano a farne parte nel 367 a.c e non ci furono più scontri con i

patrizi.

Poteri:

- auxili latio, portavano aiuto ai singoli individui che vengono massacrati dal

magistrato patrizio.

- intercessio, potere di paralizzare ogni atto dei magistrati della repubblica

tranne per il dittatore e censori

- potevano opporsi anche alle decisioni del senato e all’esecuzione di una

sentenza

- potevano promuovere processi o farli arrestare

I tribuni della plebe venivano eletti dalle assemblee popolari, concili della

plebe. Duravano in carica 1 anno ed erano 10.

Verranno ammessi in senato solo nel II sec a.c

Esistevano tribuni poiché i plebei vollero arrivare alla parificazione dei due

ordini. I patrizi furono costretti a riconoscere i tribuni della plebe.

Dopo la parificazione degli ordini vennero assorbiti dalla nobilitas patrizio

plebea, il ceto dirigente di Roma. I plebei volevano fare carriera politica ed

entrare in senato. Si creava una casta in cui gli esponenti delle forze politiche

non volevano ostacolarsi l’uno con l’altro per proseguire nella carriera politica.

Con Tiberio Gracco nel 133 a.c finì lo stato patrizio plebeo.

NOMINA DEI MAGISTRATI

I magistrati nella prima fase dell’età repubblicana venivano nominati dal

predecessore. Dal 367 a.c i magistrati erano eletti:

-maggiori dai comizi centiruati, tranne i dittatori.

-minori dai comizi tributi, tranne i tribuni della plebe e edili che erano eletti dai

concili.

I tribuni militum erano eletti dai consoli e dai comizi tributi.

CANDIDATURA

Veniva presentata dai predecessori, doveva essere approvata dal senato con

l’auctoritas (ratifica)

Nel 290 a.c l’auctoritas veniva resa preventiva, solo una formalità.

CARATTERISTICHE PER DIVENTARE MAGISTRATI

-cittadini romani

-liberi

-ingenui ( nato libero)

-capacità psico fisica

-patrizi o plebei

-non essere infami ( sanzione che deriva da condanne)

-seguire il cursus honorum, derica da honos, onore. Il magistrato non veniva

pagato dallo stato.

Previsto dalla lex villa annalis (180 a.c): lquaestura, pretura, consolatio,

censura.

La questura si può ricoprire solo dopo 10 anni dall’iscrizione nelle liste

elettorali. Si iniziava a partecipare alla vita politica all’età di 17 anni.

17 + 10=27 questura

27+1=28 pretura

28+10=38 consolato

Si potevano ricoprire due volte la stessa magistratura passati 10 anni. Non si

potevano ricoprire due magistrature ordinarie nello stesso tempo.

IL SENATO

Il senato era composto da 300 persone fino a Silla(133 a.c), dopo il 367 a.c i

senatori entreranno in senato solo se ammessi dei censori. L’ingresso in senato

non era automatico ma di diritto( lectio senatus).

I senatori avevano ranghi diversi:

censori

consoli

dittatore

pretore

tribuni/ edili

questori

I senatori avevano carica vitalizia

Funzioni:

-ratifica (auctoritas)

-nomina imter rex

-leva militare

-controllavano le spese

-senatus consultum ultimum, decisione dei concili di sospendere tutte le

garanzie costituzionali (intercessio, prorogatio ad popolum) e attribuiva pieni

poteri ai consoli affinchè la repubblica non subiva attacchi da parte di nemici

esterni.

-decideva riguardo l’amministrazione dei territori provinciali, assegnava le

provincie di norma ad ex magistrati.

-attività consultiva, dava consigli ai magistrati.

Il senato fu l’organo più importante dello stato romano, organo centrale per

l’importanza della funzione consultiva. I consoli chiedevano sempre pareri al

senato perché erano già senatori, non avevano motivo per andare contro il

parlamento e al contrario se non erano membri aspiravano a diventarlo e

quindi non andavano comunque contro al parlamento.

Il magistrato alla fine della sua carica poteva essere tenuto responsabile dei

suoi atti dal successore che a sua volta era senatore. Il magistrato quando

agiva aveva sempre interesse a chiedere parere senatorio per cautelarsi da

eventuali attacchi futuri.

Il senato era il centro del potere repubblicano, era costituito dalla nobiltà

patrizio plebea. Non vi era più distinzione tra patrizi e plebei, la distinzione era

solo tra chi era in sanato e chi non apparteneva. Colui che faceva parte del

senato godeva della protezione degli altri sanatori.

Roma è un’oligarchia perché è nelle mani del ceto governativo patrizio plebeo.

Il senato veniva convocato dai magistrati dotati di imperium, consoli e pretori.

Inoltre poteva essere convocato dai tribuni della plebe.

La convocazione del senato avveniva per iniziativa del magistrato, egli

proponeva la legge ai senatori i quali si esprimevano oralmente in ordine di

rango. In seguito al parere si passava alla votazione. La votazione avveniva per

alzata di mano, ma il presidente del senato poteva decidere di basare la

votazione sulla divisione fisica, chi si spostava verso destra decideva una cosa

e chi si spostava a sinistra un’altra.

Il senato si riuniva nella curia ostilia, ma nel periodo di Cesare si riunirà in

Campo Marzio nella curia di Pompeo.

ASSEMBLEE

Sono 4:

-comizi curiati ( 30 litori)

-comizi centuriati , derivavano dalla riforma centuriata dell’esercito di Servio

Tullio.

I comizi erano l’assemblea politica, costituita dalla popolazione maschile divisa

in 5 classi in base al censo:

° I reddito 100.000 assi / asse, unità monetaria)

° II reddito 75.000 assi

° II reddito 50.000 assi

° IV reddito 25.000 assi

° V reddito 12.500 assi

I comizi si riunivano in campo magno, fuori dal pomerium.

Il voto nei comizi era orale, diventa scritto nel II sec, avveniva per classe e in

ogni classe era calcolato per centurie non per il numero delle persone.

Il numero delle centurie non era uguale in ogni classe. Nella I classe c’erano più

centurie che nelle altre, poiché il numero degli appartenenti alle centurie non

era sempre uguale.

Sopra la I classe si trovavano i cavalieri.

Alla I classi si aggiungevano due centurie dei fabbri.

Alla V classe si aggiungeva la fanfara

Nell’ultima centuria fuori dalle classi si trovavano tutti coloro che non avevano

reddito (immunes militiae).

In ogni centuria le persone erano divise in 2 gruppi: giovani e anziani.

Competenze dei comizi centuriati:

° approvavano le leggi comiziali

° nominavano i magistrati

° nell’epoca repubblicana sono la sede dei processi militari

La convocazione dei comizi centuriati veniva fatta dal magistrato dotato di

imperium, tra la data della convocazione e quella della riunione doveva

passare il trinum dinum, periodo di 24 giorni, 3 mercati.

-comizi tributi, erano collegati alla riforma tributa di Servio Tullio. Le tribù

aumentarono di numero mano a mano che Roma si espandeva, alla fine della

guerra punica si contano 35 tribù.

4 tribù urbane, nelle quali si trovavano coloro che abitavano a Roma e non

avevano proprietà terriera fuori Roma. Gli erari.

Nelle 31 tribù rustiche si trovavano gli adsiculi, coloro che abitavano nelle terre.

Le tribù più popolate erano quelle urbane.

Era più importante il voto espresso dalle tribù rustiche rispetto a quelle urbane

perché erano meno numerose.

Competenze dei comizi tributi:

° competenze di fare le leggi come nei comizi centuriati

° elezione magistrati minori (edili, questori)

° processi per le multe

Non vi era democrazia diversa nei comizi centuriati rispetto a quelli tributi, nei

primi prevaleva il denaro, nei secondi le terre.

-concili della plebe, concilia plebis tributa. Partecipavano i plebei riuniti in

tribù.

Espansione di questo periodo.

Nel 390-387 Roma ha subito l’invasione gallica, i Galli venvano dalla pianura

padana e in quest’invasione vengono distrutte le XII tavole. Di li a poco Roma

comincierà un’espansione che la porterà ben presto a controllare tutto il

Mediterraneo. A nord del Tevere c’era tutto la zona degli Etruschi, le zone

limitrofe a Roma erano quelle dei Latini con cui Roma fa una lega all’inizio

dell’età repubblicana. Tuttavia nel 338 viene sciolta questa lega e i latini si

ribellano a Roma e questi popoli otterranno uno status diverso da quello

precedente, alcuni entreranno a far parte di Roma con altri verranno stipulati

altri accordi. Nel 338 quindi Roma inizia l’espansione vera e propria.

L’espansione inizia verso Sud in particolare in questo periodo ci sono le guerre

contro i Sanniti. Ci sono tre guerre sannitiche 343 la prima 290 l’ultima. Roma

ha già conquistato Napoli. Le prime due guerre non cambiano molto le cose,

nell’ultima i sanniti cercano di allearsi con i popoli nemici di Roma del nord.

L’ultima guerra sannitica è molto importante perché Roma vince e sottomette

non solo i Sanniti, ma anche le regioni del Nord fino all’Arno. Roma però vuole

continuare la discesa verso sud conquistando le regioni meridionali in cui

resistono principalmente Taranto, Reggio e Locri epizefriro. La prima regione ad

entrare in conflitto nel 275-276 è Taranto, che chiede aiuto a Pirro re di Epiro

(Albania), egli sbarca in puglia con gli elefanti. Questo è uno shok per i romani

sicchè vengono sconfitti la prima volta ad Eraclea (Basilicata). Questa è stata

una perdita particolare perché Pirro si trova alla fine della battaglia con pochi

uomini. Cosi il conflitto di sposta a Malevento (Benevento) e qui i romani

sconfiggono definitivamente Pirro che in realtà voleva imitare Alessandro

Magno conquistando per prima cosa il Sud Italia. Dopo poco Pirro muore per

una tegola in testa. Siamo nel 272 e il dominio romano va dall’Arno fino al sud

Italia (isole escluse). Una volta conquistata l’Italia Roma cerca territori fuori

dall’Italia precisamente a Cartagine (Tunisia).

Si ha la prima guerra punica 264-241 i cartaginesi non sono

leggendariamente nemici di Roma, ma nemmeno amici, sono un popolo

relativamente vicino con cui Roma ha sempre avuto dei trattati commerciali

poiché il mare è dominio già cartaginese. I romani decidono di rivolgersi verso

il mare alla conquista di sicilia sardegna e corsica. La battaglia comincia ad

essere dunque navale. Usano però una tecnica chiamata dell’assalto dopo aver

attraccato le navi con i ponti levatoi di modo che poi si riporta il combattimento

di terra che è specialità dei Romani. A Milazzo vincono i Romani anche s prima

nelle Egadi avevano vinto i Cartaginesi. Quando i Romani vincono i Cartaginesi

hanno un problema, perché i loro eserciti si ribellano, essendo loro mercenari.

L’esercito romano è di leva invece. I mercenari si ribellano perché i cartaginesi

non riescono più a pagarli, quindi i Romani vincono sottomettendo così le tre

isole del mediterraneo. Si narra che anche alcune piccole popolazioni sarde

hanno cercato di ribellarsi ai cartaginesi. Nel 242 viene messo i pretore

peregrino che è responsabile delle popolazioni straniere.

La seconda guerra punica: nel 218 c’è la vendetta dei cartaginesi e

troviamo un personaggio notevole che è Annibale Barca (barcellona o fulmine).

Con Annibale i cartaginesi provano ad attaccare via Terra, egli arriva dalla

Spagna con gli elefanti che muoiono tutti attraversando le Alpi e arrivano in

Padania dove sconfigge i Romani una prima volta in Liguria e inizia la sua

avanzata. Attira dalla sua parte i Galli storici nemici dei Romani. Arrivano al

Trasimeno dove i Romani mandano un esercito contro Annibale, ma questi

approfittando della nebbia mattutina tende un’imboscata ai Romani e li batte.

Ma al posto di arrivare a Roma che era relativamente scoperta, va in Puglia e a

Canne si scontra contro un nuovo esercito romano di 100000 uomini nel 216

esercito che aveva a capo due consoli, uno peggio dell’altro però. Terenzio

Varrone decide di attaccare Annibale a viso aperto e, non aspettando altro,

uccide 80000 romani avendo a disposizione la cavalleria, che a Roma era poco

usata. Anche a questo punto non va a Roma, ma si ferma ad oziare a Capua.

Nel frattempo i Romani nominano un dittatore Quinto Fabio Massimo, che

decide di non affrontare Annibale a viso aperto, ma decide di attuare tecniche

di guerriglia alle quali Annibale non agisce più di tanto. Questo ozio

probabilmente è stato fatto poiché Annibale stava aspettando i rinforzi dal

fratello Asdrubale che però viene sconfitto dai Romani. Annibale però non

affronta più i Romani e rimane per anni a vegetare in Italia, per quasi 15 anni,

senza motivo finchè i Romani non portano la Guerra a Cartgine e qui viene

richiamato Annibale che viene sconfitto da Scipione l’africano. Con questa

guerra roma non conquista molti territori, Annibale cerca di riorganizzare lo

stato, ma non viene seguito scappa in Turchia e nel 189 viene ucciso e muore

solo. Nel 146 c’è la terza guerra punica in cui i romani tornano a cartagine e

conquistano la Tunisia. Nel frattempo i Romani si sono rivolti ad Oriente dove

hanno sottomesso la Macedonia nel 168 (nord della Grecia) e sempre nel 146

cade anche la Grecia oltre a Cartagine (con la terza guerra punica). In questo

periodo la città dominante è Corinto che cerca di organizzare una lega per

resistere all’attacco romano. Nel 133 muore il re di Pergamo (Turchia), un altro

dei Regni ellenistici formati dopo la morte di Alessandro Magno (tra cui anche

l’Egitto). Alessandro Magno in 11 anni ha conquistato un territorio

incredibilmente esteso da solo, partendo da Pella arriva fino all’Himalaya. Alla

sua morte quindi i generali di alessandro magno si dividono il territorio. A Roma

si è aggiunta anche la Spagna, la Gallia, la Macedonia, la Grecia e l’Asia e

l’Africa (tunisia). Questo dominio è organizzato in province e a capo di ogni

provincia c’è un governatore. Questi ultimi hanno dunque dei poteri enormi e

hanno la possibilità di vessare le popolazioni e di arricchirsi.

Organizzazione amministrativa di queste regioni

In Italia ci sono 4 diversi sistemi con cui roma gestisce i rapporti con le

popolazioni:

1. Annessione diretta. Metodo non particolarmente apprezzato da Roma

perché diverso dalla Città-stato (per cui i cittadini dovevano partecipare

all’assemblea per prendere le decisioni in merito all’annessione e non era

così semplice raggiungere l’assemblea così facilmente ogni volta che

bisognava decidere), quindi lo mantiene solo per casi eccezionali.

2. Sistema dei foedera (trattati). Rappresentano lo strumento più antico in

alternativa all’annessione diretta. Il più antico è quello dei latini foedus

cassiano della lega latina. Questo accordo da ai latini determinati

privilegi: ius commerci (diritto di partecipare a negozio giuridici validi e

riconosciuti tali in tutte le città della lega), connubio (possibilità di

sposarsi con i Romani), ius migrandi (possibilità di spostarsi a Roman) e

ius suffragi (possibilità di votare a Roma). Fino al 340 questo funzione,

ma da quest’anno i latini si ribellano perché il foedus è sbilanciato a

favore di Roma che decide delle Guerre e i Latini si limitano a dare uomini

se Roma li cihiede. Nel 340 la lega si scioglie, quindi alcune regioni

vengono annesse, altre divengono municipi etc a seconda degli accrodi

personali tra Roma e le singole province. Il sistema federale all’inizio è

limitato al Lazio, poi quando Roma inizia la sua prima espansione questo

modello viene esteso a quei popoli che vengono sconfitti da Roma. Viene

scelto questo modello perché Roma li vuole controllare e non

amministrare direttamente. Quindi loro continuano ad avere i proprio

governi autonomi, ciò che devono fare secondo i foedera è prestare

l’esercito. Si distinguono i foedera equa per cui gli alleati devono prestare

i soldati solo a scopo difensivo per i foedere iniqui si prestano gli uomini

anche in caso di conquista, quindi in caso offensivo oltre che difensivo.

Queste federazioni sono ovviamente esonerati da qualunque decisione di

politica estera. Nel momento di crisi della repubblica questi si ribellano

perché vogliono essere retribuiti dal momento che il bottino viene tenuto

sempre e solo a Roma. Esigeranno quindi di passare ad un sistema

municipale.

3. Municipi. Nel 338 molte città divengono municipi ossia sono città in

territorio italico in questo periodo alle quali si riconosce la città come

municipio. Essere municipio significa che gli abitanti della città sono

inclusi nella cittadinanza romana. Perciò in pratica entrano a far part

dello stato romano. Non c’è però l’annessione, perché questi municipi

mantengono un’amministrazione autonoma. I magistrati supremi di

questi municipi sono due coppie e si chiamano duoviri, uno dei quali ha

funzione giurisdizionale e uno funzione edilizia. Hanno un senato locale e

in parte possono anche fare leggi proprie, probabilmente fino al 90 anno

in cui anche il diritto privato viene unificato. I municipi si dividono in due

grandi categorie con o senza suffragio. I primi sono tutti senza suffragio

perché roma non li vuole far entrare nei Comizi, nel tempo questa

divisione viene superata e soprattutto dopo il 90 saranno tutti a suffragio.

Da questo anno saranno tutti municipi con suffragio, quindi una sorta di

province che dipendono dall’amministrazione unitaria per certe materie.

4. Colonie. La colonizzazione è un fenomeno che nel mondo antico non è

particolare solo di Roma, ma si trova in tutti i Paesi del mondo antico

(greci, fenici,..) la differenza della colonizzazione romana rispetto alle

precedenti è che quest’ultime conquistavano città che erano autonome

dalla madrepatria, avevano un legame religioso ma non politico; il

legame tra medrepatria e colonie romanie è diverso, poiché quest’ultime

rimangono subordinate politicamente a Roma. È roma che organizza i

gruppi di cittadini che fondano le città in giro per l’Italia e òle

ogranizzano. Ci sono due tipi di colonie latine e romane. Le più antiche

sono quelle latine, i romani che vanno nelle colonie latine perdono la

cittadinanza romana e in cambio ricevono delle terre che formano le

colonie latine. Il motivo per cui esistono è che sono colonie di tutta la

lega latina. L’ultima colonia latina è del 167 e si iniziano a formare le

colonie romane in cui vengono mandati cittadini romani che mantengono

la cittadinanza romana. Queste colonie vengono fondate soprattutto sulle

coste, sono di piccole dimensioni di 300 cittadini con le loro famiglie. La

posizione sulle coste è per controllare i territori, per far in modo che

rimangano alleati, essi si amministrano autonomamente tipo i municipi.

Colonie e municipi sono amministrativamente quindi molto simili. La

differenza è solo genetica ossia i primi sono città di alleati indigeni che

vengono elevati a municipio, la colonia è invece un gruppo di cittadini

romani che fondano una città.

La fondazione delle colonie avveniva con la lex colonie deducendae,

approvata dal popolo. Il magistrato con imperium si recava nel luogo

dove doveva sorgere la colonia e con un aratro faceva un solco da

sinistra verso destra (desteratio) tracciando il perimetro della futura

colonia. Il solco veniva chiamato primigenio e definiva il confine,

all’interno della colonia le terre venivano suddivise da specialisti, gli

agrimensori, e poi venivano assegnate ai coloni. Nella colonia venivano

tracciate due linee centrali, una da nord a sud, cardo massimo e una da

est a ovest, decumano massimo e successivamente avveniva la

parcellizzazione del territorio tracciando linee parallele al cardo e

all’ecumano, ricavando così gli appezzamenti di terreno da assegnare ai

coloni. L’operazione prende il nome di centuriazione (divisione del

territorio in parcelle), la centuria, cioè l’appezzamento era di 100 eredia,

50 ettari.

Le colonie non venivano fondate in regioni disabitate, ma in luoghi abitati

che dovevano essere sgombrati, gli indigeni che già risiedevano nel

territorio venivano allontanati momentaneamente e riuniti nei confini dei

domini romani che venivano riconosciuti come municipi e sfruttavano gli

indigeni per farsi pagare i tributi. Successivamente gli indigeni;

-venivano resi coloni

-non venivano resi cittadini della colonia ma rimanevano cittadini

stranieri (inolae) ed erano assoggettati alla giurisdizione dei magistrati

della colonia, si trovavano nelle zone peggiori della colonia. Si

differenziavano dai cives che invece erano gli abitanti della colonia e

quindi cittadini romani.

-rimanevano ad abitare nel territorio coloniale, all’interno dei confini

dell’impero, ma mantenendo una propria organizzazione politica, avendo

una propria città-stato, propri magistrati.

Organizzazione amministrativa delle regioni fuori dall’Italia nel II secolo a.C.

I territori fuori dall’Italia erano organizzati in province. La provincia era una

regione abbastanza ampia.

Le prime provincie fondate alla fine della prima guerra punica sono state la

Sicilia, la Serdegna con annessa la Corsica. Le due provincie di spagna. La


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta.pezzera di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Diritto Romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Gagliardi Lagala Francesco.

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