Storia del diritto romano
Introduzione al corso
2 Ottobre 2017 - Rapporto del corso di diritto romano e storia del diritto romano. Si tratta di una distinzione avvenuta nel 800, in cui vi era un corso chiamato istituzioni del diritto romano (diritto romano) che rappresentava il vero e proprio diritto privato vigente. D'altra parte vi era un corso di storia di diritto romano che approfondiva gli aspetti storici legati all'evoluzione del diritto romano.
Da un lato c'era un corso di istituzioni (statico e dogmatico), dall'altro la dimensione storica del diritto romano. Questa è tuttavia una distinzione fittizia, in quanto il diritto romano non è più il diritto vigente, poiché sono arrivati i codici civili. Oggi si studia in altro modo. Non si studia più il diritto privato romano in chiave teorico-dogmatica, ma si studia calando i vari istituti del diritto privato nella cornice storico-economico e sociale che li hanno portati in essere. Non più basi teorico-astratte, tuttavia su basi storiche. Perciò la storia del diritto romano è la chiave per apprendere gli istituti del diritto privato romano. Questo tipo di approccio oltre a risultare metodicamente più corretto, se riusciamo a vedere gli istituti del diritto romano possiamo comprendere meglio le ragioni del loro essere.
La parabola storica del diritto romano
Il diritto romano si sviluppa su un arco di 13-14 secoli, ossia il periodo che va dalla fondazione della città nel 753 a.C. fino alla compilazione giustinianea. Il diritto romano affronta varie fasi, assetti diversi che riguardano sia il diritto pubblico che il diritto privato.
- Prima fase: Fondazione di Roma fino al III secolo a.C.
- Seconda fase: Apogeo di Roma
- Terza fase: Diritto romano nell'età del basso impero (III secolo - compilazione giustinianea)
Ciascuno di questi tre periodi storici è caratterizzato da assetti costituzionali e condizioni economico-sociali diverse.
Primo periodo
Il periodo che va dalla fondazione della città al III secolo a.C. è un periodo che presenta come caratteristica fondamentale un'economia di tipo agricolo:
- La risorsa fondamentale è la proprietà terriera.
- Il livello dei commerci è limitato e secondario rispetto alla produzione agricola.
- Società dal carattere patriarcale: un'economia di questo tipo porta ad una società patriarcale.
Questo assetto economico-sociale (agrario-patriarcale), ha dei riflessi fondamentali sul tipo di diritto che caratterizza questa prima fase storica. Questo per l'ovvia ragione che il diritto privato serve a veicolare la trasmissione della ricchezza. È strettamente dipendente dal tipo di economia che caratterizza una data società in un dato momento storico. Se l'economia è agraria e la società è patriarcale, il diritto privato sarà un diritto che regolamenta questi aspetti. Sarà un diritto che regolamenterà le varie forme di proprietà e sulle regole che sono proprie di quei gruppi a modello patriarcale che rappresentano la società.
Secondo periodo
A partire dal III secolo a.C., questa situazione si modifica profondamente. Si modifica perché il III secolo è il secolo in cui le dimensioni dello stato romano si ingigantiscono enormemente. Roma alla fine del IV secolo è soltanto una delle tante città stato dell'Italia antica, ma inizia progressivamente ad estendere il proprio dominio prima su tutta l'Italia (espansione verso sud con le guerre sannitiche). Successivamente estende il proprio dominio sulle città della Magna Grecia. Tutto questo porta lo stato romano a scontrarsi con la potenza egemone del Mediterraneo: l'impero cartaginese. Alla fine del II secolo si conclude la seconda guerra punica e a quel punto Roma diventa la potenza di riferimento nel Mediterraneo occidentale.
Questa rapidissima ascesa che si colloca tra l'inizio e la fine del III secolo, prosegue ad oriente ed anche nella parte orientale del Mediterraneo arrivano gli eserciti romani. Tutto questo cosa comporta? Roma non è più una città stato. Diventa un impero mediterraneo. Questo fatto determina una profonda trasformazione degli assetti economici e per riflesso di quelli sociali.
- Economia: Non più agricola e rurale. Diventa un'economia fondata su un enorme sviluppo del capitale commerciale. Elemento centrale degli assetti economici è la produzione per lo scambio (la produzione agricola non è più basata sul consumo interno, bensì sullo scambio e sull'esportazione delle merci prodotte). Esempio ne abbiamo sotto l'epoca di Augusto (I secolo a.C.): l'approvvigionamento del grano proveniva dall'Egitto, mentre l'olio proveniva dalla Spagna, la produzione tessile dalle regioni orientali.
- Società: La società di conseguenza viene modernizzata. La società raggiunge livelli di raffinatezza e cultura molto elevati.
Di conseguenza ci sono molti riflessi in campo giuridico. Il diritto privato non è più quello della fase arcaica incentrato sulla proprietà terriera e sulla famiglia patriarcale, ma diventa un diritto pensato per lo scambio e per il commercio. Un diritto privato in cui tutta la materia relativa ai contratti e al diritto delle obbligazioni (quasi inesistente nel diritto antico), diventa invece fondamentale. Il diritto in questo secondo periodo storico va a rispondere esigenze nuove e moderne, proprie di una società estremamente dinamica, che conosce uno sviluppo del capitale commerciale, della produzione e dell'accumulo della ricchezza che non aveva precedenti nel mondo antico e moderno fino alla rivoluzione industriale.
Il diritto di questo secondo periodo storico (III - II secolo) è il più importante. In questo periodo gli organi dello stato romano producono gli istituti giuridici e creano quel sistema di diritto privato che è funzionale alle esigenze di un'economia avanzatissima e di una società moderna. Tutti questi componenti sono fattori chiave per la creazione del diritto privato di questo periodo storico e che attraverso il corpus giustinianeo rimane a base dei moderni sistemi di diritto privato. Lo studio della storia del diritto romano presuppone la distinzione di questi tre periodi.
Comitia Curiata
3 Ottobre 2017 - Comitia Curiata. Le 30 curie sono divise in 3 tribù:
- Ramnes: Sono gli Albano Latini di Romolo.
- Tities o Titiences: Sono i Sabini del re Tito Tazio.
- Luceres: La parola viene da Lucumon (parola latina derivante dall'etrusco: il lucumone è una magistratura etrusca), perciò i Luceres sono la componente etrusca.
L'assemblea originaria di Roma è quindi formata da queste tre tribù. Ad ogni tribù vengono affidati 10 tribù. Le varie gentes in base alla propria origine etnica (Sabini, Latini, Etruschi) sono ripartite tra queste curie. Quando l'assemblea vota, vota per curie. La struttura costituzionale ci dà delle informazioni molto importanti sulle componenti sociali originarie che diedero origine alla città e allo stato romano. Mentre i singoli episodi possono essere circondati da un'aura mitica, le strutture costituzionali hanno una loro realtà storica indiscutibile. Questo anche perché i comizi curiati li troviamo anche nelle epoche successive: sia in età augustea che nel I secolo a.C., gli imperatori prima di assumere la carica, si facevano formalmente attribuire i loro poteri attraverso la lex curiata de imperio.
Ormai in età augustea l'assemblea non veniva più riunita, al suo posto venivano utilizzati 30 littori in rappresentanza delle 30 curie, ma la sostanza è che si tratta di una istituzione costituzionale di lungo periodo. Cosa ci dice questa struttura costituzionale sulla consistenza delle forze sociali che confluirono in questo processo che dà vita allo stato romano? Innanzitutto noi abbiamo due popoli nell'Italia antica: Albano Latini e Sabini. I latini di Romolo che occupano il Palatino ed il Campidoglio, i Sabini occupano il Quirinale (Quiris è una parola che viene ricondotta all'idioma "la lingua che parlano i Sabini"). Secondo la tradizione storica di Romolo i due popoli si uniscono. Ma questo primato di Romolo ha la forma di un primus inter pares. È difatti un rex con dei poteri non assoluti. I primi quattro re di Roma infatti si alternano da latini a sabini.
- Romolo
- Numa Pompilio
- Tullio Ostilio
- Anco Marzio
Questi re raggiungono un equilibrio nella ripartizione del potere. Il rapporto è quindi tra realtà costituzionale, fonti letterarie e eventi storici. Albano-latini e Sabini convivono in posizione paritaria. Ciascuna di queste due culture ha un retaggio culturale alle spalle. Anche le conoscenze di diritto vengono riversate nella nuova società nascente. Questa osmosi si riflette quindi anche nelle norme giuridiche. Il processo di nascita di Roma è ancora più complesso. Oltre a queste due componenti c'è la civiltà etrusca. L'apporto originale della componente etrusca è avvolto dalle nebbie della storia. Sappiamo molto poco della società etrusca al tempo della fondazione. Dai pochi indizi che abbiamo sembra che la componente etrusca consistesse di gruppi di fuoriusciti. Di gruppi che per varie ragioni erano stati costretti ad allontanarsi dalla loro patria e si erano messi al seguito di Romolo e avevano cercato rifugio nella nuova città che stava fondando. È una componente ridotta. Nella prima fase dello stato esso è guidato dai latini e dai Sabini. Tuttavia gli etruschi forniscono una grande ricchezza culturale che si lega alla tradizione letteraria sul cosiddetto asilum romuleum. Romolo cerca quindi di attrarre forze, di attrarre componenti etniche e genti diverse dalle sue. C'è infine un altro problema. C'è una quarta corrente culturale che è la più misteriosa perché non ha lasciato riscontri immediati nella storia delle istituzioni costituzionali. Il grandissimo problema è quello dell'eventuale influsso della cultura greca sin dalle fasi più antiche della fondazione di Roma. Che ad un certo punto la cultura greco ellenistica diventa il cuore della cultura romana dal III secolo a.C. è risaputo. Da quel punto Roma è irradiata dalla cultura greca. Il problema però è se prima di allora, alle origini, ci sono stati influssi della cultura greca.
Questo problema si pone perché alcuni autori antichi come Eraclide Pontico (citato in un'opera di Plutarco) e naturalmente Dionigi di Alicarnasso, ci parlano di Roma antica come di una città greca. Questo ha alimentato tutta una serie di discussioni, la cui sintesi ultima è quella di una presenza micenea lungo le coste del Lazio (accreditata da scavi archeologici) fin dal 1100 a.C. I micenei erano grandi navigatori e nell'isola di Ischia avevano fondato un emporio commerciale. Di lì si spingono lungo il Tirreno fino a fondare la città di Marsiglia. I micenei contribuivano a diffondere attraverso i commerci la loro cultura. L'influsso della cultura greco micenea è più difficile da determinare rispetto alle altre. Tuttavia anche questo dato tende a confermare alcuni racconti che in passato erano considerati leggendari. Ossia conferma la vicenda dell'Eneide raccontata da Virgilio. Presenza micenea → Mitologiche origini greche raccontate nell'Eneide. La realtà di Roma delle origini si contraddistingue per una straordinaria complessità e ricchezza culturale. Tutte queste combinazioni hanno sicuramente influenzato la società romana per molti secoli.
La monarchia etrusca (616-509 a.C.)
La monarchia latino-sabina nel 616 a.C. lascia il posto ad un assetto costituzionale nuovo, sempre di tipo monarchico, ma sostanzialmente diverso che va di pari passo con l'ascesa alla direzione politica dello stato della terza componente etnica, che è ovviamente quella etrusca. Le differenze tra la monarchia latino-sabina e la monarchia etrusca sono sostanziali. Mentre nella monarchia latino-sabina il potere del rex è fortemente limitato dal senato, durante l'età del dominio etrusco c'è un processo di concentrazione del potere nel rex, a discapito degli altri organi costituzionali e soprattutto del senato. Nel periodo etrusco il re non è più primus inter pares, è un monarca vero e proprio che concentra su di sé la maggior parte dei poteri.
Infatti il primo re etrusco, Tarquinio Prisco dà vita ad una dinastia. Non sono più monarchi elettivi scelti dal senato! Sono dei dinasti. La sostanza è cambiata e si tratta di una monarchia forte, in cui la maggior parte dei poteri se li prende il rex. La fase del dominio etrusco comporta vari cambiamenti costituzionali e anche importanti opportunità dal punto di vista economico e sociale che concorrono a determinare i nuovi assetti costituzionali. Durante la fase del dominio etrusco, Roma diventa parte di un mondo proprio delle varie città etrusche (la civiltà etrusca nel VI secolo raggiunge il suo apogeo). Lo sviluppo economico quindi cambia gli equilibri sociali della Roma arcaica e consente a questi dinasti etruschi di prendere, mantenere e rafforzare i loro poteri perché riescono a garantire a Roma una lunga fase di benessere e di sviluppo economico.
I Tarquini e le trasformazioni di Roma
Cosa fanno i Tarquini? Sfruttano i loro legami col popolo etrusco e trasformano Roma, sfruttando la vantaggiosa posizione geografica, in un fondamentale snodo commerciale lungo la direttrice dei traffici commerciali che legava le città etrusche del centro nord Italia alle città greche della Magna Grecia. La via degli scambi passa necessariamente per Roma, poiché essa sorge nell'unico punto in cui il basso corso del Tevere può essere attraversato. L'unico punto valicabile era in corrispondenza dell'Isola Tiberina: Pons Sublicius. Roma è trasformata in un emporio commerciale!
Questo fatto economico ha delle ripercussioni molto importanti sia sul piano sociale sia quindi sugli assetti costituzionali. Grazie alla ricchezza di cui dispongono si crea innanzitutto il consenso per trasformarsi in dinasti ereditari. Sotto il dominio degli etruschi l'assetto urbanistico di Roma cambia profondamente. Hanno i fondi per effettuare lavori pubblici e trasformare Roma in una città molto più ampia. Risale al periodo etrusco la seconda cinta di mura: le mura serviane. Le mura serviane sono molto più estese di quelle di Romolo: queste prendono tutti e sette i colli. Viene inoltre bonificata la zona paludosa alle pendici del Palatino attraverso il celebre sistema fognario: la Cloaca Maxima. Viene inoltre pavimentato il foro e costruiscono un tempio dedicato alle divinità capitoline.
- Mura serviane
- Cloaca Maxima e bonifica paludi
- Pavimentazione foro
- Tempio divinità capitoline presso il Campidoglio
Questa disponibilità di ricchezze favorisce un nuovo assetto costituzionale. Si favorisce quindi un potere monarchico forte. L'imperium diventa quindi il potere assoluto del rex. L'aspetto viene anche simboleggiato nelle varie rappresentazioni pittoriche e dal fatto che i re etruschi a differenza di quelli Sabini e Latini, si fanno accompagnare in pubblico da dei littori (guardie del corpo) che portano con sé i cosiddetti fasci littori. Sono dei bastoni legati a delle asce bipenni che simboleggiano il potere assoluto che i re etruschi hanno nello stato romano. Perché i fasci e le scuri? Perché la pena capitale nell'epoca della monarchia etrusca veniva eseguita sottoponendo il condannato prima alla bastonatura e successivamente alla decapitazione tramite queste asce bipenni. Sono quindi un simbolo plastico di questo potere che caratterizza la fase etrusca.
C'è però un'altra grande importante novità. I peggiori avversari dei dinasti etruschi sono ovviamente i capi delle antiche gentes che gli etruschi hanno escluso dal potere, ridimensionando enormemente il ruolo del senato. Per ridurre ancora di più l'opposizione politica da parte di queste gentes gli etruschi, in particolare Servio Tullio, crea una seconda forma di assemblea popolare, in cui il popolo non è più raggruppato in base alle origini etniche, ma in base al reddito. Questo perché il progresso economico aveva creato tutto un ceto al di fuori delle antiche gentes che dovevano la loro fortuna grazie ai commerci attraverso il Tevere. Era un modo quindi per avere attorno a sé persone arricchite grazie alle scelte dei Tarquini e che quindi offrivano il loro totale sostegno contro le antiche gentes. Potere politico in base al reddito. Sono i comitia centuriata. In questi comitia la popolazione è divisa in 5 classi. Ad ogni classe corrisponde un certo numero di centurie, cioè di raggruppamenti minori divisi tra seniores e iuniores (i più vecchi tutti assieme e i più giovani tutti assieme). Questo meccanismo di voto è considerato in maniera tale che la classe più alta, pur essendo di minor numero, hanno un numero di centur...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia del diritto romano
-
Storia del diritto romano
-
Storia del diritto romano
-
Storia del diritto romano