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Lo stato sabaudo

Assetto molto composito: è

formato dalla contea di

Nizza, il principato di

Oneglia, il ducato di Savoia,

il ducato di Aosta, il

principato del Piemonte.

La Sicilia viene acquisita

nel 1714 (fino al 1720)

La Sardegna viene acquisita

nel 1720 in seguito ad

accordi internazionali 1

L’Italia del Nord in un atlante inglese del 1796

Lo stato sabaudo

• territori diversi per lingua, consuetudini e privilegi: “Stati” sabaudi

• I Savoia ricevono l’investitura ducale nel 1416 e Amedeo VIII

conferisce una disciplina abbastanza organica al dominio con i

Decreta seu statuta (1430)

• Nella II metà del ’500 (dopo la pace di Cateau-Chambrésis del 1559)

lo Stato conosce una riorganizzazione molto efficace, dopo un periodo

di occupazione francese, con Emanuele Filiberto. Torino viene scelta

come capitale fissa; si ordina che gli atti giudiziari e notarili siano

scritti in volgare

• sotto il regno di Vittorio Amedeo II (1685-1730) sin dalla fine del

Seicento si adotta una serie di misure tali da renderlo un precursore

rispetto agli altri stati italiani. Il modello è rappresentato dal re di

Francia Luigi XIV. 2

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• Sulla base di tale modello si afferma un potere di tipo assoluto, che in

campo normativo si esprime attraverso le “Regie Costituzioni” (1723 e

1729). Vittorio Amedeo II interviene anche in altri settori:

– accentua il controllo sulla nobiltà tradizionale: controlla vecchie

investiture e ammette nuovi investiti

– interviene con decisione nella politica ecclesiastica e conclude un

Concordato vantaggioso per lo Stato

– Emana un editto di tolleranza nei confronti dei Valdesi

– impone il potere del sovrano sulle comunità locali inviando in ogni

provincia funzionari statali (intendenti)

– riorganizza con criteri accentrati l’insegnamento superiore e

l’Università

– attua una riforma della magistratura e del sistema giudiziario

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• l’azione riformatrice continua sotto Carlo Emanuele III

(1730-73): si tratta di misure atte ad ammodernare

soprattutto il sistema finanziario, fiscale e amministrativo

con l’obiettivo primario di ridurre i privilegi locali e le

esenzioni feudali ed ecclesiastiche 4

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• Alla fine del sec. XVII il sistema delle fonti normative risulta

molto frammentato e incoerente. Si basa su:

– statuti cittadini di origine medievale

– decisioni dei supremi organi giurisdizionali, in particolare

dei Senati di Nizza, Chambéry e Torino (di cui si erano

realizzate varie raccolte tra i secc. XVI e XVII)

– editti dei Principi, in parte già riuniti in compilazioni

promosse da Amedeo VIII (1430), Emanuele Filiberto

(1561), Carlo Emanuele I (1582 e 1619), Vittorio Amedeo I

(1632) e dalla reggente Maria Giovanna Battista di Savoia-

Nemour (1677 e 1680) 5

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• Si tratta di norme eterogenee, accumulatesi nel corso dei secoli

formando un complesso disordinato e spesso contraddittorio che

determina uno stato di perenne incertezza del diritto e di

sofferenza della giustizia

• In un’ottica assolutistica del potere, queste disfunzioni sono

percepite come lesive dell’autorità sovrana 6

Lo stato sabaudo

• A partire dal 1713 Vittorio Amedeo II incarica alcuni

giuristi dapprima di redigere una raccolta completa di tutti

gli editti sabaudi, poi, cambiando indirizzo, di procedere a

un riassetto della normativa vigente eliminando gli

elementi superflui, le contraddizioni e le ripetizioni e

introducendo criteri sistematici basati sulla chiarezza del

dettato e l’omogeneità delle materie

• Obiettivo è quello di limitare al massimo l’arbitrio dei

giudici, semplificare le procedure, assicurare la legalità e la

proporzionalità delle pene

 il 20 febbraio 1723 vengono così emanate le Leggi e costituzioni di S.

M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II (edizione ampliata nel 1729;

nuova edizione nel 1770 promulgata da Carlo Emanuele II)

Raccolta bilingue in ordine sistematico della legislazione positiva emanata

dai re di Sardegna per i territori di terraferma sottoposti alla loro

giurisdizione 7

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Leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II

• 6 libri, dedicati rispettivamente:

– I) al culto cattolico e alla condizione degli ebrei

– II) alle magistrature e all’ordinamento giudiziario

– III) alla procedura civile

– IV) al diritto e alla procedura criminale

– V) al diritto civile

– VI) ai diritti feudali, demaniali e fiscali (aggiunto nel 1729, con

materie in parte già comprese nella redazione del 1723 e in parte

inserite ex novo) 8

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Leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II

• Limiti:

– Non si elimina la normativa preesistente (quindi si tratta di una

consolidazione)

– Si ammette il ricorso sussidiario al Diritto Romano

– Non si unifica il diritto dello Stato lasciando sussistere norme e usi

locali (in Sardegna, Piemonte, Valsesia e in Valle d’Aosta)

– Non si unifica la disciplina giuridica dei beni dei ceti privilegiati, che

non vengono liberati completamente dai pesi, oneri e vincoli

tradizionali che ne condizionavano la piena e assoluta libertà di

circolazione

– Persistono scelte normative tradizionali: discriminazione degli ebrei,

inferiorità giuridica delle donne, durezza della repressione penale

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Leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II

• Profili innovativi:

– Trattazione organica delle materie

– Introduce alcune restrizioni ai fedecommessi

– Formula una disciplina più attenta ai diritti degli imputati e dei rei

– Limita la tortura e allevia le pene per reati di interesse religioso

(bestemmia, simonia, eresia)

– Aggrava pene per reati quali il banditismo, la recidiva nella lesa

maestà, per offese a persone e cose

– Razionalizza la procedura civile

– Proibisce a giudici e avvocati di ricorrere alla dottrina

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Leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II

 Nel complesso le costituzioni piemontesi restano un esempio

fondamentale e anticipatore dei tempi, oggetto nel sec. XVIII di

grande considerazione da parte di illustri intellettuali, tra i quali il

Muratori, e modello ispiratore di numerosi riformatori italiani

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Gerarchia delle fonti:

L. III, tit. XXIX (Delle sentenze tanto nei giudizi ordinari che possessòri),

art. 2

“Non dovranno i medesimi [giudici] aver riguardo nei fondamenti delle

loro sentenze, che in primo luogo alle Leggi e Costituzioni Nostre;

secondo agli Statuti locali, nei casi che siano compatibili con esse e purché

essi si trovino in osservanza e abbiano riportata l’approvazione dei Nostri

Predecessori o Nostra; terzo al testo della Legge Comune, quando dalle

une o dagli altri non è previsto, proibendo loro di poter deferire a quegli

autori di qualunque sorta essi siano, che non fondano le loro opinioni nella

Ragione naturale, o delle Genti o nella disposizione della Legge Comune o

nelle Decisioni dei tribunali degli Stati Nostri, le quali non si trovino

ripugnanti a quanto sopra” (1723)

“… terzo le Decisioni dei Nostri Magistrati; ed in ultimo luogo il testo

della Legge Comune, così proibiamo agli Avvocati di citare nelle loro

allegazioni veruno dei Dottori nelle materie legali, ed ai giudici tanto

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supremi che inferiori di deferire all’opinione di essi” (1770)

La Lombardia austriaca

• Ducati di Milano e di

Mantova passati

definitivamente

all’Austria nel 1714

• Riforme

amministrative e

giurisdizionali avviate

dopo la metà del sec.

XVIII come riflesso

della politica

innovatrice promossa

da Maria Teresa

(1740-80) e continuata

da Giuseppe II (1780-

90) e Leopoldo II

(1790-92) 13

La Lombardia austriaca

• Principali provvedimenti di riforma destinati a:

– Riorganizzare le strutture giudiziarie e amministrative abolendo la

venalità delle cariche, vietando la sostituzione dei titolari degli uffici,

adeguando gli stipendi

– Semplificare l’apparato burocratico e accentrare il sistema di riscossione

delle imposte, che nel 1770 diviene completa

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Diritto Medievale e Moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bonacini Pierpaolo.
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