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Lo stato sabaudo

• A partire dal 1713 Vittorio Amedeo II incarica alcuni

giuristi dapprima di redigere una raccolta completa di tutti

gli editti sabaudi, poi, cambiando indirizzo, di procedere a

un riassetto della normativa vigente eliminando gli

elementi superflui, le contraddizioni e le ripetizioni e

introducendo criteri sistematici basati sulla chiarezza del

dettato e l’omogeneità delle materie

• Obiettivo è quello di limitare al massimo l’arbitrio dei

giudici, semplificare le procedure, assicurare la legalità e la

proporzionalità delle pene

 il 20 febbraio 1723 vengono così emanate le Leggi e costituzioni di S.

M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II (edizione ampliata nel 1729;

nuova edizione nel 1770 promulgata da Carlo Emanuele II)

Raccolta bilingue in ordine sistematico della legislazione positiva emanata

dai re di Sardegna per i territori di terraferma sottoposti alla loro

giurisdizione 7

Lo stato sabaudo

Leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II

• 6 libri, dedicati rispettivamente:

– I) al culto cattolico e alla condizione degli ebrei

– II) alle magistrature e all’ordinamento giudiziario

– III) alla procedura civile

– IV) al diritto e alla procedura criminale

– V) al diritto civile

– VI) ai diritti feudali, demaniali e fiscali (aggiunto nel 1729, con

materie in parte già comprese nella redazione del 1723 e in parte

inserite ex novo) 8

Lo stato sabaudo

Leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II

• Limiti:

– Non si elimina la normativa preesistente (quindi si tratta di una

consolidazione)

– Si ammette il ricorso sussidiario al Diritto Romano

– Non si unifica il diritto dello Stato lasciando sussistere norme e usi

locali (in Sardegna, Piemonte, Valsesia e in Valle d’Aosta)

– Non si unifica la disciplina giuridica dei beni dei ceti privilegiati, che

non vengono liberati completamente dai pesi, oneri e vincoli

tradizionali che ne condizionavano la piena e assoluta libertà di

circolazione

– Persistono scelte normative tradizionali: discriminazione degli ebrei,

inferiorità giuridica delle donne, durezza della repressione penale

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Lo stato sabaudo

Leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II

• Profili innovativi:

– Trattazione organica delle materie

– Introduce alcune restrizioni ai fedecommessi

– Formula una disciplina più attenta ai diritti degli imputati e dei rei

– Limita la tortura e allevia le pene per reati di interesse religioso

(bestemmia, simonia, eresia)

– Aggrava pene per reati quali il banditismo, la recidiva nella lesa

maestà, per offese a persone e cose

– Razionalizza la procedura civile

– Proibisce a giudici e avvocati di ricorrere alla dottrina

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Lo stato sabaudo

Leggi e costituzioni di S. M. il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II

 Nel complesso le costituzioni piemontesi restano un esempio

fondamentale e anticipatore dei tempi, oggetto nel sec. XVIII di

grande considerazione da parte di illustri intellettuali, tra i quali il

Muratori, e modello ispiratore di numerosi riformatori italiani

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Lo stato sabaudo

Gerarchia delle fonti:

L. III, tit. XXIX (Delle sentenze tanto nei giudizi ordinari che possessòri),

art. 2

“Non dovranno i medesimi [giudici] aver riguardo nei fondamenti delle

loro sentenze, che in primo luogo alle Leggi e Costituzioni Nostre;

secondo agli Statuti locali, nei casi che siano compatibili con esse e purché

essi si trovino in osservanza e abbiano riportata l’approvazione dei Nostri

Predecessori o Nostra; terzo al testo della Legge Comune, quando dalle

une o dagli altri non è previsto, proibendo loro di poter deferire a quegli

autori di qualunque sorta essi siano, che non fondano le loro opinioni nella

Ragione naturale, o delle Genti o nella disposizione della Legge Comune o

nelle Decisioni dei tribunali degli Stati Nostri, le quali non si trovino

ripugnanti a quanto sopra” (1723)

“… terzo le Decisioni dei Nostri Magistrati; ed in ultimo luogo il testo

della Legge Comune, così proibiamo agli Avvocati di citare nelle loro

allegazioni veruno dei Dottori nelle materie legali, ed ai giudici tanto

12

supremi che inferiori di deferire all’opinione di essi” (1770)

La Lombardia austriaca

• Ducati di Milano e di

Mantova passati

definitivamente

all’Austria nel 1714

• Riforme

amministrative e

giurisdizionali avviate

dopo la metà del sec.

XVIII come riflesso

della politica

innovatrice promossa

da Maria Teresa

(1740-80) e continuata

da Giuseppe II (1780-

90) e Leopoldo II

(1790-92) 13

La Lombardia austriaca

• Principali provvedimenti di riforma destinati a:

– Riorganizzare le strutture giudiziarie e amministrative abolendo la

venalità delle cariche, vietando la sostituzione dei titolari degli uffici,

adeguando gli stipendi

– Semplificare l’apparato burocratico e accentrare il sistema di riscossione

delle imposte, che nel 1770 diviene completamente pubblico

– Procedere alla realizzazione del catasto (attuato tra 1749 e 1755) per

giungere a una stima precisa dei beni immobili:

• il nuovo catasto parcellare sostituisce quello tradizionale di tipo

“descrittivo” derivato dalle dichiarazioni personali dei proprietari

• permette la tassazione diretta di ogni unità parcellare in proporzione

alla stima del suo reddito medio annuale

• si elimina così ogni privilegio soggettivo correlato ai titolari, anche

se l’aliquota costante e non progressiva rispetto al reddito

complessivo non è ‘socialmente’ equa 14

La Lombardia austriaca

• Principali provvedimenti di riforma destinati a:

– Riformare l’amministrazione delle varie province e gli organi di

governo locali

– Riformare il sistema giudiziario (1786) abolendo il Senato di Milano e

istituendo un triplice grado di giudizio:

• preture (sostituite a Milano e Mantova da tribunali collegiali di I

istanza)

• tribunali collegiali d’appello a Milano e Mantova

• supremo tribunale di giustizia a Milano competente per la revisione

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La Lombardia austriaca

• Assetto normativo caratterizzato dalla stratificazione di norme diverse

per natura e provenienza:

– Statuti comunali

– Usi forensi e interpretazioni giurisprudenziali

– Ordini del Senato di Milano

– Gridari

– Opinioni dottrinali

– Diritto comune 16

La Lombardia austriaca

• La maggiore raccolta di materiale legislativo è costituita dalle

Novae Constitutiones dominii mediolanensis emanate da Carlo

V nel 1541 in 5 libri, ripubblicate nel 1747 ad opera del senatore

Gabriele Verri e poi abrogate da Giuseppe II nel 1786

 Si tratta di una compilazione normativa elaborata da una

commissione di esperti con lo scopo di organizzare in una sorta

di ‘testo unico’ le miriadi di decreti viscontei e sforzeschi

(il titolo II del libro I è dedicato alle prerogative del Senato, in

pratica ricalcando l’editto di Vigevano con cui esso viene

istituito nel 1499) 17

La Lombardia austriaca

Senato di Milano

• Creato nel 1499 per volere di Luigi XII d’Orleans, il quale, sconfitto

Ludovico il Moro e avanzando pretese sul ducato milanese in qualità di

discendente di Valentina Visconti, punta a riorganizzare il sistema

giudiziario secondo le nuove esigenze di governo

• Rappresenta il supremo tribunale della Lombardia, con compiti sia

giudiziari, sia legislativi e amministrativi

• È formato da 17 membri: 12 giureconsulti e 5 nobili. Il Presidente è di

nomina regia, mentre gli altri componenti sono nominati dal re sulla base di

terne di nomi proposte dai Senatori in carica, cercando spesso di rispettare

la provenienza dalle diverse zone della regione

• Al Senato è affidata la giustizia penale suprema e quella di appello, civile e

penale, rispetto alle corti di I grado con le sue pronunce motivate svolge

una funzione unificatrice dal punto di vista giurisprudenziale, indicando le

linee da seguire in tutto lo Stato circa l’interpretazione di punti controversi

del Diritto Comune 18

La Lombardia austriaca

• Principali prerogative giurisdizionali e amministrative:

– In materia di diritto civile, decide su controversie relative a cause ritenute

ardue o di alto valore economico, in materia di confini tra fondi, in diritto

di famiglia e successorio, nella nomina di tutori

– L’appello in ogni causa civile e criminale

– Le decisioni nelle controversie feudali

– Il controllo sulle magistrature inferiori e sull’Università di Pavia

– L’interinazione dei decreti (il diritto di confermare e far eseguire gli atti

dei sovrani, di cui comunque fa uso limitato)

– L’interpretazione delle leggi

– Il sindacato su alcuni atti di governo

– La vigilanza sulle disposizioni annonarie

– L’approvazione delle imposizioni e della ripartizione fiscale

– La censura dei libri stampati nel Ducato e la tutela della salute pubblica,

19

controllando l’operato del Magistrato di sanità.

La Lombardia austriaca

• Durante il regno di Giuseppe II (1780-90) si realizza la maggiore

volontà riformatrice in campo normativo con i seguenti

provvedimenti:

– si aboliscono le Novae Constitutiones di Carlo V (1786)

– viene promulgato il Regolamento del processo civile per la

Lombardia austriaca (che riproduce il regolamento giudiziario

civile austriaco del 1781 [Allgemeine Gerischtsordnung],

impostato come un vero e proprio codice che sostituiva tutte le

norme precedenti)

– viene promulgata la Norma interinale del processo criminale (che

in parte riprende la Constitutio criminalis di Maria Teresa del

1768)

• Non sono invece introdotti il codice civile e penale emanati in Austria

20

nel 1787, causa la forte resistenza delle istituzioni lombarde e la

distanza rispetto alle tradizioni locali

Trieste e il litorale

• Dal 1382 Trieste si era posta sotto la protezione dell’arciduca

d’Austria per contrastare l’invadenza di Venezia e col tempo

alle magistrature urbane si sovrappongono organi e funzionari di

nomina austriaca

• Agli inizi del sec. XVIII l’ordinamento locale è ancora basato

sugli Statuti cittadini del 1550, che ribadivano un’impostazione

di origine medievale

• Nel 1732 l’imperatore Carlo IV emana un’ordinanza destinata a

riformare gli Statuti attribuendo l’amministrazione della

giustizia a funzionari nominati dal sovrano o controllati da suoi

rappresentanti 21

Trieste e il litorale

• Anche la disciplina dei commerci viene progressivamente

condotta sotto controllo imperiale:

– Si sottraggono le cause commerciali alla disciplina degli

organi comunali per affidarle al nuovo Tribunale di cambio

mercantile e consolato del mare di Trieste (1722)

– Si crea una Suprema Intendenza commerciale (un ministero

decentrato, 1731), che allarga le proprie competenze dalla

materia commercialistica e finanziaria a quella

amministrativa divenendo il principale strumento del

governo asburgico 22

Trieste e il litorale

• La Suprema Intendenza commerciale viene potenziata con ulteriori

provvedimenti nel 1747 e nel 1749, ponendo sotto il suo controllo

l’amministrazione comunale cittadina e pure quella civile,

commerciale, giudiziaria e militare della provincia del Litorale (i vicini

ed eterogenei territori austriaci affacciati sull’Adriatico settentrionale)

• Quale apice del processo di trasformazione politico-amministrativa,

nel 1776 tale organo viene soppresso e sostituito con il Governo del

Litorale di Trieste (Gubernium), che ricalca l’organizzazione delle

altre province austriache accentuando le strutture burocratiche e la

dipendenza da Vienna

• Nel 1782 vengono annessi alla provincia di Trieste i territori della

Contea di Gorizia e Gradisca e nel 1783 si attua la riforma

dell’ordinamento giudiziario uniformando la disciplina su tutti questi

territori 23

Trieste e il litorale

Riforme normative rivolte ai territori dell’Impero e quindi anche a Trieste

e ai territori limitrofi dipendenti dall’Austria

• Si abolisce la disciplina penalistica contenuta negli Statuti triestini del

1550 (1767) e l’anno successivo viene introdotta la Constitutio

criminalis di Maria Teresa d’Austria (che riunisce il diritto e la

procedura penale)

• Si abolisce la tortura giudiziaria (1776)

• Viene emanato un testo di diritto marittimo (Editto politico di

navigazione mercantile austriaca, 1774), scritto in lingua italiana ma

risultante subito incompleto (ignora argomenti importanti come

l’avaria, il naufragio, il cambio marittimo e le assicurazioni)

24

Trieste e il litorale

• Vengono equiparati ai cattolici i soggetti appartenenti ad altre

confessioni religiose consentendo loro l’esercizio privato, e in certi

casi pubblico, dei culti e la creazione di scuole, con equiparazione nei

diritti civili, nei pubblici uffici e nei gradi accademici (Editto di

tolleranza, 1781), con ulteriori norme in favore degli ebrei emanate nel

1782

• Si emana un Codice Civile (Josephinische Gesetzbuch, 1787), anche

se non contiene una disciplina organica ed esaustiva su tutte le materie

• Si emana un regolamento unitario di Procedura Civile (Allgemeine

Gerischtsordnung, 1781), impostato come un vero e proprio codice

che sostituiva tutte le norme precedenti

• Si emana un Codice Penale (1787), che rappresenta l’evoluzione di

quello emanato da Maria Teresa nel 1768 25

• Si emana un Codice di Procedura Penale (1788)

Il principato vescovile di Trento

• Ha origine nel 1027

come principato

ecclesiastico ed entra

nell’orbita dell’impero

germanico

• L’autorità dei vescovi

di Trento è

condizionata dal

potere dei conti del

Tirolo, che fin dal

Medioevo, detenendo

il diritto di avvocazia,

svolgono funzioni

giudiziarie e militari e

creano una sorta di

protettorato politico 26

sul Principato

Il principato vescovile di Trento

• È caratterizzato da un forte particolarismo: comuni cittadini,

feudi e comunità alpine, governati attraverso privilegi, statuti e

carte di Regola

• Il Comune di Trento si governa in base agli Statuti approvati dal

vescovo Bernardo Clesio nel 1528

• Nonostante la difficoltà a introdurre riforme sul modello di

quelle austriache, si realizza una delle iniziative legislative più

avanzate dell’Italia del tempo: il Codice giudiziario nelle cause

civili pel Principato di Trento, elaborato da Francesco Vigilio

Barbacovi (1738-1825) e pubblicato nella versione definitiva nel

1788 27

Il principato vescovile di Trento

Codice giudiziario nelle cause civili pel Principato di Trento

• Nasce dalla sollecitazione di Giuseppe II al principe-vescovo di Trento

di applicare anche ai suoi dominii il Regolamento giudiziario austriaco

del 1781, al fine di assicurare una migliore amministrazione della

giustizia e ridurre abusi e discordanze che col tempo si erano

consolidati nella tradizione del foro trentino

• Barbacovi, già docente di diritto civile e assessore del tribunale

vescovile, viene incaricato di compilare un codice in grado di adattare

la normativa viennese alla tradizione trentina

• Pubblicato nella redazione ufficiale ed entrato in vigore nel 1788, vi

rimane sino all’introduzione in Trentino del Regolamento giudiziario

austriaco (1807) 28


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AUTORE

flaviael

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Diritto Medievale e Moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Bonacini Pierpaolo.

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