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Storia del diritto medievale - il duello - Appunti

Appunti di Storia del diritto medievale sul duello per punto d'onore. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i diversi tipi di duello, cenni su Baldo degli Ubaldi, Giovanni da Legnano, Bartolo, Paride del Pozzo, Ferretti , D'alciato, Susio, Possevino.

Esame di Storia del diritto medievale e moderno docente Prof. P. Scienze giuridiche

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IL DUELLO:

Tre diversi tipi di duello:

1 DUELLO ORDALICO . La parola ordalia deriva da "das urtail" (sentenza, giudizio di Dio).

Il duello si verifica quindi con chiamata in causa delle divinità affinchè manifesti la verità su un fatto. Il

duello non è l'unico tipo di ordalia possibile, ce anche l'ordalia della bara, dell'eucarestia...

Dal 1200 si sviluppa una lettura specifica sul tema: si forma il genere della Summulae de pugna.

I riti che accompagnano l'ordalia sono manifestazione di fede . Tuttavia la chiesa non ha un giudizio positivo

perché ritiene che non si debba tentare Dio nelle cose della vita, che gli uomini possono risolvere senza

invocarlo.

E ignoto al diritto romano: quindi non è ammesso. Nel Liber Extra di Gregorio IX il giudizio sul duello è

negativo.

I canonisti credono che chi duella per salvare la propria vita o il patrimonio non commette un peccato: è un

male in sè ma può essere una strada lecita.

Nel '400 si vieta il duello per le seguenti ragioni:

- si tenta Dio

- si mettono anime a rischio di morte

-vietato dal d. canonico, divino e canonico

- divieto di spettacolo

-divieto per il diritto naturale positivo

-duello: forza. La forza svincolata dalla giustizia deve essere condannata

Le parti di solito si confrontano mediante i cambioni (uomini pagati per sfidarsi) che assistono alla messa,

ricevono le armi e la benedizione dal Chierico (commistione tra sacro e profano).

Il cambione sconfitto era condannato a morte o al taglio della mano.

Il diritto giudiziario ordalico si trasformerà poi nel duello d'onore.

2 DUELLO IN TORNEO ha un carattere ludico, è quasi un gioco, un allenamento per la guerra.

Nasce alla fine del XI secolo e declina nel XVII, quando il Re di Francia Enrico II muore in torneo.

Il suo scopo è la pubblica dimostrazione di coraggio e valore nell'uso delle armi.

E egemonizzata dall'aristocrazia. E una festa ricorrente nelle città e nelle corti, il duello è punto d'incontro in

cui si creano consuetudini nobiliari e militari.

Il torneo: scontro tra gruppi di cavalieri;

La Giostra: scontro tra singoli cavalieri.

I tornei in verità sono più scontri diversi tra singoli.

Quando il cavaliere cadeva, l'altro vinceva la gara.

Il premio consisteva in un'arma di valore oppure la mano di una donna e la sua dote.

I giuristi medievali affermano la liceità dei tornei. Per loro l'omicidio colposo non è punibile.

I teologi ben vedevano il torneo se il fine di essi era l'allenamento, l'esercizio fisico e tecnico, perché,anche se

erano contrari alla guerra, volevano si difendesse il territorio ecclesiastico!).

Nel Liber Extra di Gregorio IX si condanna anche questa pratica perche foriera di morti e porta alla

dannazione.

3 DUELLO PER PUNTO D'ONORE

Ha per oggetto l'onore dei cavalieri.

Il '400 e '500 sono i secoli d'oro. Nel '500 il Concilio di Trento vieta di duellare in tutti i territori della Chiesa

cattolica.

UN DIRITTO NATURALE DI CETO

Il duello ordalico si trasfigurò nell' aulico e 'cortese' duello d'onore.

-Nel 200: problemi dottrinali antichi s'incamminarono a nuove diverse morfologie del duello.

-Nel '300 l'idea di un diritto di ceto incentrato sul duello si fece sempre più netta ed il concetto di onore

acquistò contorni sempre più audaci.

-Nel '400 il duello giudiziario d'onore era un fatto acquisito sul piano istituzionale e sul piano dottrinale.

Il duello non era ancora un privilegio cetuale, né si faceva parola di casi d'onore. Semplicemente si ribadiva

che, nel caso in cui vi fosse ineguaglianza di ceto,

Il Maior poteva battersi tramite un campione di estrazione sociale analoga a quella del minor.

Già nel '200 il duello è duello lecitamente giudiziario, concesso dalla pubblica autorità formalmente:

Andrea d'Isernia XIII sec. - «privatus passus iniuriam non potest movere bellum: quia per iudicem debet

reposcendere»

Baldo degli Ubaldi - « duellum non potest fieri privata autoritate».

Dante riconosceva il requisito inderogabile nell'osservanza delle formalità procedurali . le formalità stavano

ad identificare il discrimen tra vendetta bruta e quella divina.

Lo sfidante tramite messo richiedeva all'altra parte di scegliere il luogo ed il giorno, contando sul fatto che

essa rifiutasse e restasse vituperata.

I giuristi non associano il duello all'onore ancora.

Nel '300 la collocazione del duello nel recinto del diritto naturale.

Giovanni da Legnano (giurista e teologo).

Egli aveva una posizione radicalmente ed intransigentemente cavalleresca; si allontana molto dalla dottrina

dei giuristi, citando quasi esclusivamente cavalieri. Per lui il duello non è istituto fra i tanti, ma un prodotto

della natura che si deve limitare e regolare.

L'obbligazione naturale appartiene al nobile; in quanto tale ha un diritto naturale di ceto legato alle sue ossa,

che prevale su ogni diritto positivo: chi nasce nobile deve preservare l' onore anche a discapito delle leggi e

le dottrine dei giuristi.

Le leggi dell'onore sono :

-universali, immutabili, eterne, coltivate da uomini che cercano solo la verità

Il d. dei giuristi è contingente storico, non attuale: non hanno più a che fare con l'onore

il mercante non può mentire ed ottenere la ricchezza il nobile non può mentire

Per lui la consuetudine era fenomeno d'interesse abbastanza Iimitato.

«Il duello è un combattimento fisico, deliberato fra due soggetti uno contro l'altro, per purgazione, gloria, o

odio esagerato» .

Sommi archetipi ne sono la guerra spirituale dell'uomo contro il vizio e la guerra corporale universale fra

popoli. pugna duorum

II termine: : avvicina il duello al processo giudiziario, come scontro giudiziario e non

corporale.

E una guerra corporale particolare, non universale, in cui rientrano tre istituti:

l'animus duellandi

1- il duello: nel duello cè l'animus duellandi,

2- la legittima difesa: nella legittima difesa manca essendo costretto a difendersi.

Secondo l'eccezione canonista-teologica è tra i casi leciti in quanto non-duello.

(giustificativo del ricorso alla forza quale reazione ad un'ingiusta violenza).

3- la rappresaglia : nella rappresaglia istituto giuridico che nasce dalla giustizia ; è un'istituto regolato da

norme a cui bisogna sottostare per far mantenere l'ordine all'istituto.

Legnano individua tre figure di duello, in relazione alla causa:

 AD GLORIAM : il duello in torneo, praticabile quando non ne derivassero omicidi.

DUELLO DELLE LEGISLAZIONI LOCALI, AD PURGATIONEM: il duello ordalico , praticabile

 secondo i casi previsti dalla legislazione.

 DUELLO AD ODII EXAGGERATIONEM: introdotto da Giovanni Da Legnano, era il duello per

impeto d'odio e non aveva il fine di provare nessun buon diritto, ma solo di mostrare il proprio

valore dinnanzi ad altri valorosi. Era illecito; l'impeto d'odio era abominevole, espressione di un

impulso peccaminoso ed animalesco.

E stato introdotto dal diritto naturale, in quanto si consideri il diritto naturale per istinto di natura,

proveniente dai sensi sospinti al desiderio di qualcosa.

Il diritto naturale razionale, l'etica e ragione sottomettono questo odio.

Odio : compariva in fogge diverse nel duello per la gloria e nel duello ordalico. Entrambi duelli erano

condannabili, ma entrambi guidati dai moti dell'animo.

Le accezioni possibili del diritto naturale, in relazione a tre differenti epistemologie:

§- il d. naturale in relazione alla sfera istintuale ( il duello per impeto d'odio), era proprio della più infime

pulsioni.

§- il d. naturale della sfera razionale , l'intelligenza razionale , esigenza del diritto naturale

§- il d. naturale nella sfera etico - religiosa : contro il duello .

Duellare era il prodotto di una pulsione peccaminosa e criminosa, che l'uomo aveva il potere e il dovere di

evitare con la ragione e con la volontà , in virtù del proprio libero arbitrio inculcatogli da Dio stesso.

BALDO DEGLI UBALDI: LA PRIMA SISTEMAZIONE DOTTRINALE DEL DUELLO

GIUDIZIARIO

Baldo coniugò la tecnica processuale del duello giudiziario con le istanze di un contesto sociale che

reclamava ancora un certame giudiziario.

Per impedire che un qualsiasi 'disperato' sfidasse altri a duello : il giudizio sulla congruità del duello era

rimesso all' arbitrio dell' autorità concedente

In generale: il duello privato non era concesso.

Baldo concede il duello solo se sussistono i due presupposti:

1- causa gravissima;

2- autorizzazione pubblica;

Baldo contesta le dure consuetudini duellari che asservivano e quasi rendevano schiavo il vinto.

L’onore vale quanto la vita ---> Se con legittima difesa difendi la vita, allora puoi difendere anche l'onore con

il duello.

Con Baldo le fondamenta per il duello giudiziario d'onore erano pronte.

Nel '300 le consuetudini del diritto d'onore saranno pienamente affermate; Baldo apre la strada al futuro

duello giudiziario per punto d'onore.

L'imperatore si era poi rimesso al parere di due consiglieri poiché era dubbioso se concedere o meno il

duello.

Il suo consigliere, Bartolo, nega che si possa concedere il duello per tre motivi:

 E vietato de iure divino,canonico e civile.

 Se nella fattispecie manca la causa, facendo difetto all'animus iniuriandi.

Il Piotti si limitò ad una defensio moderata e naturale, cioè ritorcere parole con altre parole, in

quanto per un nobile sarebbe disdicevole restare inerte ad accuse.

 Il duello fu escogitato ad probationem veritatis in difetto di prove;

RITIRARSI DAL DUELLO: chi accettava il duello poteva poi ritirarsi, talvolta senza perdere l'onore.

Qui i richiami non sono solo al diritto longobardo ma anche alle consuetudini dei bellatores.

Il duello era rifiutabile senza disonore; per quanto riguardava la fattispecie Baldo adduceva a tre eccezioni:

-esistenza della prova di innocenza, cioè la lettera di discolpa del Duca di Milano

-carenza di indizi

-imparità fisica dei duellanti

. :

I GIURISTI

Il '400 si trovò in eredità un sistema bozzato da Giovanni da Legnano e Baldo degli Ubaldi.

I giuristi rilevano il successo sociale del duello

Soprattutto un fatto era ormai acquisito: che il duello era cosa da giuristi e che ciò doveva valere anche per la

sua nuova foggia di duello giudiziario d'onore.

Paride del Pozzo, il Puteo

detto : scrisse una trattatistica giuridica specifica di 11libri sul duello

giudiziario d'onore: "De Re Militari" e "De duello", nel 1472. Tra il 1475/1478 riscrive "De Duello" in volgare,

modificandolo. L'opera pionieristica fu criticata di oscurità, rozzezza linguistica ed imperfezione sistematica.

Non propone semplicemente un mosaico di passi altrui, ma fa riferimento al diritto dotto, con cui riesce a

sistemare la prassi.

Crede che il diritto, anche quello duellare, non sia nelle armi, ma nei trattati dei giuristi, in cui cè un

-fondamento razionale-.

Al diritto comune si dovrà ricorrere solo in assenza di precisa consuetudine militare .

I giuristi "romanizzavano" la materia e colmavano i vuoti di una costruzione consuetudinaria e di ius

commune.

Paride giurista, ragiona come tale, conducendo anche lui una compiuta giuridicizzazione del iure communi

delle consuetudini del duello d'onore su un filo di sperimentati percorsi analogici con il processo, la guerra e

la tortura.

Nella sua opera : "de duello" inquadrò quasi tutti i problemi, ma non sempre riuscì a risolverli

adeguatamente. Volle restringere il più possibile l'uso del duello, non potendolo eliminare.

I Giuristi avevano il compito di "fuggire dal duello" . Al giurista si rivolgeva chi doveva sottrarsi dal duello

stesso, senza perdere l'onore.

La giurisprudenza era vista come arsenale di sotterfugi e vie di fuga dallo scontro cruento.

All'opera del Puteo si rifaranno :

Ferretti;

o Lancellotto;

o Corradi;

o Leonardi:

o Alciato ;

o Claro;

o


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto medievale e moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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