Storia del diritto medievale e moderno
Scopo della storia del diritto
Il percorso che svilupperemo parte dal medioevo, età moderna, fino all'età contemporanea. Quello che ci interessa in questo corso è la storia del diritto. La storia del diritto medievale e moderno e poi contemporaneo serve alla formazione del giurista, tant'è che è contenuta nel primo anno degli esami di giurisprudenza. Il legislatore le ha chiamate materie di base.
La storia del diritto serve perché il diritto è storia e quindi, per poter acquisire le conoscenze e lavorare, bisogna capire qual è lo strumento ed oggetto del nostro lavoro. Come lavoratori del diritto, dovremmo acquisire gli strumenti senza i quali non ci possiamo formare come giuristi. La storia del diritto ha un suo linguaggio, quello giuridico, non è un linguaggio approssimativo, non è un linguaggio che si fa per somiglianze e non è raffazzonato. Quello a cui puntiamo è ottenere una conoscenza della dimensione storica del diritto, l'acquisizione di una serie di strumenti linguistici giuridici per sapersi esprimere e scrivere in un linguaggio giuridico accettabile.
Questo del linguaggio giuridico è un elemento molto importante che è fortemente legato alla dimensione storica del diritto. Senza questa dimensione, il diritto non serve a nulla.
Storicamente, il diritto privato viene considerato il diritto fondamentale, quello più importante, perché si ha l'impressione che la sua conoscenza serva in quanto riguarda le parti principali della vita dell'uomo. Però sappiamo che nel quotidiano c'è anche un diritto amministrativo, pubblico, che ci riguarda direttamente, un diritto fatto di circolari pseudo emergenziali, come quella del terremoto, e che riguardano fortemente la vita del cittadino.
È vero che per molto tempo si è pensato che il diritto privato, che ricorda il diritto di proprietà, sia fondamentale. Il collegamento con il diritto di proprietà ci conduce a pensare che sia il diritto principale, cioè uno dei diritti innati dell'uomo. Essi non sono quelli che potremmo pensare in un primo momento: la libertà, diritto alla vita, i diritti fondamentali, ecc., ma sono ad esempio il diritto di proprietà. Naturalmente è un diritto che non riguarda tutti, perché non tutti riescono ad accedere a tale diritto.
La storia del diritto come discorso giuridico serve perché il diritto è storia. Poi vedremo perché il diritto è storia, e mentre lo si fa già è storia. La storia giuridica è la storia del diritto ed è anche legittimante rispetto all'esperienza giuridica che si sta vivendo. Poi potremmo specificare quale storia del diritto, quale storia dei diritti o storia del diritto intesa come apparato dello Stato, e dire quale Stato.
Il diritto è storia, è la sua storia. Poi ci sono tante storie, c'è la storia dei diritti. Qui facciamo un corso di base. La storia del diritto non è storia del diritto privato. Non necessariamente il diritto privato è fondamentale. Il diritto privato è importante perché è il diritto che riguarda i privati e quindi la proprietà, cioè il diritto che riguarda i diritti principali dell'uomo e quindi i diritti innati, naturali e fondamentali.
Evoluzione del diritto
L'Italia come istituzione, come Stato, nasce nel 1861 con l'unità d'Italia, e da lì in poi abbiamo codici, ed abbiamo un sistema naturalmente diverso da quello che stiamo per avvicinare ora. I giuristi si sono interessati a capire qual era il diritto che veniva applicato prima dell'Unità d'Italia ed ancora prima.
Uno di questi giuristi è Zagrebelsky, ex giudice costituzionale e costituzionalista in tempi recenti. Nel suo libro intitolato "Diritto mite", fa riferimento a un fenomeno che si è verificato negli ultimi anni, cioè un fenomeno in cui il diritto forte, cioè il diritto codificato, viene meno. Il soft law o diritto mite è un'idea di diritto più fluido rispetto a quello codificato, non più necessariamente scritto nei codici, nelle leggi. Tra l'altro, da un lato c'è una richiesta di maggiore fluidità dei rapporti, specie quelli commerciali e il commercio internet, e dall'altra c'è un'esigenza di tutele.
Zagrebelsky in questo libro racconta che vi è in atto un processo, che qualcuno chiama di delegificazione, cioè la fine del diritto statale inteso come diritto controllato dallo Stato nazione.
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