Storia del diritto italiano
Domande parziale anno scorso
- Ordinamenti dell'alto medioevo e fonti del diritto e principio di personalità della legge
- Recupero delle fonti Giustinianee e ius commune
- Glossatori e commentatori
Stato
Organizzazione politica stanziata su un territorio con proprie istituzioni, con un popolo (destinatario delle azioni delle istituzioni) e che detiene le funzioni di governo della cosa pubblica di quel territorio e di quella popolazione. Poteri astratti sovranità, potere sugli uomini:
- Funzione legislativa
- Funzione esecutiva
- Funzione giudiziaria
Stato come:
- Soggetto, come ente
- Come unico ordinamento giuridico, circoscritto da confini (visione monolitica dello stato)
Impero romano
Il tardo romano impero aveva le caratteristiche che oggi noi diamo allo stato: sovrano, unico. Caduto l'impero romano si genera una molteplicità di ordinamenti che non riusciranno mai ad ottenere una sovranità piena sulle persone.
Impero Romano:
- IV sec a.C. in poi (principato o dominato)
- Fino al VI sec d.C. (età Giustinianea)
Sistema delle fonti
Diritto romano classico. Produzione fondamentale delle fonti del diritto erano i Pontifices (sacerdoti collegiali che esprimevano pareri liberamente). Essi consultavano le 12 tavole.
Lezione del 3-03-2017
Impero e chiesa
Chiesa istituzione formata da una gerarchia (papa, vescovi e parroci), norme (diritto canonico), fedeli. La chiesa è ordinata per diocesi, ogni diocesi ha un vescovo.
Diocesi: chiesa locale.
Papa: vescovo di Roma ed ha il primato su tutti gli altri vescovi, questo perché è per mandato divino.
La chiesa ha dovuto affermarsi nell'impero, ha dovuto imporre i propri dogmi. La chiesa dei primi secoli era perseguitata, non era riconosciuta dall'impero romano. Nel 325 concilio di Nicea e nel 382 concilio di Costantinopoli, in questi concili si definisce la natura trinitaria di dio e la natura di Gesù. Questi sono i due dogmi fondamentali della chiesa. La chiesa difende questi dogmi dall'eresia, soprattutto eresia ariana. Ario negava la natura divina di Gesù. Dicevano che il figlio era creato e non generato. Il figlio non poteva essere dio. Le dottrine di Ario sono importanti perché:
- Dettero occasione alla chiesa per precisare i propri dogmi, precisare ciò che aveva sempre creduto. Concilio di Nicea: afferma la divinità del figlio contro la dottrina di Ario che viene condannata. Concilio di Costantinopoli: viene affermata la natura divina anche dello spirito santo e che procede dal padre e dal figlio. Credo niceno-costantinopolitano: riassume i criteri della fede.
- Dottrine ariane furono abbracciate dal popolo germanico (6 sec in poi). Eresia ariana in Germania. I franchi furono i primi a convertirsi.
Inizi del diritto canonico
Insieme di norme che servono a guidare i fedeli verso la salvezza dell'anima. Il diritto canonico non vive per sé stesso ma poggia sulle fonti che fanno parte del diritto divino. Diritto divino: ordine della creazione, ordine impresso da dio al mondo nel momento in cui l'ha voluto. L'ha portato ad esistenza con un ordine impresso da dio alla creazione. A questo ordine fisico si affianca un ordine morale o metafisico, guidano la vita dell'uomo.
Principi morali: solo l'uomo è libero e può scegliere tra un comportamento o un altro, l'uomo sceglie tra il bene e il male. Dio indica ciò che è bene ma l'uomo può scegliere per il bene e per il male.
Ordine morale: principi che guidano il comportamento degli uomini.
Come fa l'uomo a sapere ciò che è bene e ciò che è male? Il nucleo di questo ordine morale è impresso, scritto nel cuore degli uomini e in questo senso lo si chiama diritto naturale (dice di evitare il male e fare il bene). Questo ordine morale è anche stato rivelato. Dove? Nella sacra scrittura, nei libri dell'antico e del nuovo testamento (bibbia), perché questi libri sono scritti dagli uomini ma sono solo autori secondari, sono stati ispirati dallo spirito santo (vero autore della sacra scrittura, per questo si dice parola di dio). Nel parlare dio ha rivelato (tolto il velo) sé stesso all'uomo. Dio parla di sé, si rivela un dio in 3 persone (natura trinitaria) questo non è afferrabile dalla ragione umana. Dio parla dell'uomo, rivela l'ordine morale che è inscritto nel cuore degli uomini, ciò è scritto nel decalogo (i 10 comandamenti). La chiesa parte da un presupposto (ciò che è bene e ciò che è male parte da dio), gli uomini devono adeguare la loro esistenza all'ordine morale che dio ha avuto per loro. Non si tratta di regole imposte dall'esterno, ma sono regole che sono iscritte all'interno dell'uomo. Sono i comandamenti che dicono all'uomo cosa fare e cosa non fare se vuole salvarsi l'anima. Tutte le regole giuridiche prodotte dagli uomini devono guardare a questo. All'origine del diritto vi è la morale, il diritto è un prodotto degli uomini. Il diritto deve rispettare la morale. Questo ordinamento concorre alla salvezza dell'uomo.
Diritto canonico: insieme delle norme prodotte da organismi ecclesiastici (gerarchia) per il governo delle anime. Anche il diritto canonico è soggetto al diritto di dio (diritto divino). L'ordine medievale poggia interamente su dio. Questi secoli del tardo antico, sono fondamentali perché si vengono definendo alcuni caratteri che sono poi rimasti tipici del rapporto tra stato e chiesa. Ci interessa Costantino (IV sec) e Gelasio (fine V sec).
Costantino, primo imperatore romano che interrompe la persecuzione dei cristiani con l'editto di Costantino, anno 313 editto di tolleranza. Perché lo fa? Per ragioni politiche. Costantino verrà battezzato in punto di morte da un vescovo ariano. Oltre a questo provvedimento Costantino è importante per:
- Primo provvedimento: manumissio in ecclesia: liberazione dei servi
- Secondo provvedimento: foro privilegiato per i cristiani "episcopalis audientia": privilegio concesso ai cristiani da essere giudicati dal loro vescovo "privilegio di foro".
- Terzo provvedimento: concede alle diocesi di ricevere eredità e legati. Si inizia così a formare il patrimonio ecclesiastico.
Papa Gelasio I regna sulla chiesa di Roma dal 492 al 496 d.C. È importante per una famosa lettera che lui scrive all'imperatore d'oriente Anastasio, che definisce il rapporto tra chiesa e stato. Dice che due cose reggono questo mondo:
- Auctoritas sacrata pontificium
- Regalis potestas
Cosa vuole dire? Sono poteri diversi:
- Auctoritas: auctor è dio, qualità di chi conosce l'autorità morale di dio
- Potestas: potestà, capacità di incidere unilateralmente nelle sfere giuridiche altrui e davanti ad essa ci si trova in una situazione di mera soggezione.
Due sono i principi che regolano il mondo:
- Autorità morale del papa (autorità morale): indica ciò che è bene e ciò che è male
- Potestà coercitiva dell'imperatore (autorità temporale): che impone coattivamente l'osservanza.
Il papa dice che fra questi due principi è molto più grave il peso che porta la chiesa, i sacerdoti e quindi bisogna sapere che anche se è l'imperatore difronte ai sacrati, alle cose che riguardano dio e abbassare la testa. Il papa qui afferma che nelle cose divine davanti all'ordine morale bisogna starlo a sentire, quindi tutti gli uomini sono nello stesso piano, anche l'imperatore. Le due potestà rimangono nettamente distinte in tutti gli ordinamenti, questo è un tratto distintivo dell'occidente. Principio Gelasiano lo ricaviamo da questa lettera.
Diritto canonico
Chi sono i soggetti che producono il diritto canonico?
- Canoni: sono regole giuridiche che vengono formulate nei concili dei vescovi, sono espressione di una collegialità dei vescovi
- Decretali: sono norme giuridiche che vengono dal papa.
Queste sono fondamentalmente le fonti del diritto della chiesa. Gerarchia ecclesiastica: produce diritto. Il battesimo è l'atto che ci rende soggetti al diritto canonico. Il matrimonio civile fino alla rivoluzione francese non esisteva. Si parlava solo del matrimonio narrato nella genesi. Il diritto canonico disciplina tutti i sacramenti, tutta la materia penale del diritto canonico (es. scomunica, peccati), disciplina dei beni della chiesa (proprietà ecclesiastiche). Il concetto di soggetto giuridico deriva dal diritto canonico. Perché la chiesa ha definito sé stessa come corpo. San Paolo "corpo mistico di Cristo" con questo la chiesa assume una configurazione unitaria.
Dominio temporale della chiesa
Dominio spirituale della chiesa
Lezione del 9-03-2017
Argomenti scorsa lezione: Il sistema delle fonti del diritto dei due grandi ordinamenti: impero e chiesa. Il sistema delle fonti del diritto della Roma antica e le evoluzioni del diritto romano. Codice: Teodosiano, Ermogeniano, Gregoriano.
Codice Teodosiano
Raccolta ufficiale ordinata dall’Imperatore Teodosio. Che cosa contiene? Contiene costituzioni imperiali (leges) ma anche rescripta, leggi imperiali che riguardano casi concreti. Questo codice ingloba il codice Ermogeniano e il codice Gregoriano. Nel progetto iniziale del codice teodosiano c’era anche l’idea di una raccolta di IURA (pareri), che però era molto difficile da fare e non si fece. Teodosio semplicemente inserì una legge sugli iura, che era la "LEGGE DELLE CITAZIONI" fatta nell’anno 426 di Valentiniano III: era una legge sulle fonti del diritto, ne disciplinava l’utilizzo degli iura nel processo. Cioè nel processo si poteva allegare solo il parere di 5 giuristi: Papiniano, Paolo, Ulpiano, Modestino, Gaio. In caso di contrasto prevaleva l’opinione di Papiniano, gli altri pareri valevano solo se si poteva produrre il testo originale, quello vero. Teodosio se la cava recependo questa legge per risolvere il problema degli iura, lui si disimpegnò dal problema di raccogliere gli iura. Altro problema era che oramai dopo tanti secoli le opere circolavano poco o circolavano contraffatte, giravano riassunti delle opere dei giuristi romani. Quindi non si poteva fare affidamento su questi testi perché non avevano il contenuto vero dei responsa. Sui 5 pareri non v’era dubbio, perché circolavano le loro opere. Emerge quindi il problema della "certezza del diritto".
Il codice Teodosiano, Ermogeniano e Gregoriano, vediamo utilizzata la parola codice. CODEX = CODICE vediamo l’emergere di questo vocabolo già nel tardo antico. Lo leggiamo in senso diverso rispetto a quello di oggi (Oggi il codice è una fonte di produzione) perché i codici Teodosiano, Ermogeniano e Gregoriano raccolgono materiale normativo già in vigore quindi è una fonte di cognizione significa raccoglierlo, realizzare diritto, renderlo conoscibile.
La chiesa come ordinamento giuridico
Ordinamento che ha rivendicato fin dall’inizio la sua origine divina e la sua natura originaria. La chiesa si è sempre data una propria struttura organizzativa quindi una gerarchia e una burocrazia per il governo dei fedeli. Si è sempre data proprie fonti: diritto canonico, che nella dogmatica si tratta di fonti umane, che in quanto umane devono essere coerenti con la fonte divina che sta scritta nel cuore degli uomini e nelle antiche scritture. Infine la chiesa si è sempre dotata di propri tribunali: TRIBUNALI ECCLESIASTICI, che hanno giudicato su materie ecclesiastiche. La chiesa si è anche dotata di un PATRIMONIO TEMPORALE E MATERIALE (dominium) che costituisce la base della sua libertà.
Impero-chiesa: protagonisti del medioevo
Sono i due grandi ordinamenti universali. La chiesa è stata protagonista con una continuità reale, ha continuato ad esistere per tutto il tempo (ancora oggi), mentre l’impero con una continuità che all’inizio è stata reale poi l’impero è sparito nel 476 (caduta dell’impero Romano), è stato rimesso in piedi con Carlo Magno nella notte di Natale dell’800, fino poi a ridursi di nuovo. L’idea imperiale resterà durante tutto il medioevo come qualcosa di idealmente universale e l’imperatore resta idealmente la suprema potestà in terra.
Il venir meno dell’impero romano NEL 476 ci proietta direttamente nel MEDIOEVO. Il MEDIOEVO è un termine dato nel 1400 dagli umanisti, i quali hanno coniato questa parola per indicare l’età di mezzo tra quella classica greco-romana e quella degli umanisti. Anche se gli umanisti affibbiarono al medioevo quel carattere negativo che ancora oggi siamo abituati a percepire (ad esempio: che stiamo ancora al medioevo), in realtà il medioevo è un’epoca di grandissima luce, di tante innovazioni, che sono rimaste anche dopo la fine del medioevo.
Quando comincia il medioevo?
Nel 476 quando Romolo Augustolo cade sotto i Barbari (Odoacre). Ma questo fatto ebbe davvero, per i contemporanei, una rilevanza epocale che possa giustificare il passaggio? No, si dice che forse l’epoca romana finisce davvero con Giustiniano, imperatore d’Oriente, che nella metà del VI sec pone fine all’esperienza tardoantica con il Corpus Iuris Civilis. Segna la fine del tardoantico e l’inizio del medioevo. Il Cortese afferma che alcune caratteristiche del medioevo le troviamo già nel tardo antico, prima di Giustiniano. Ad esempio:
- La chiese che diventa organizzazione lecita con l’editto di Milano nel 313;
- Il feudo, istituto tipicamente medievale;
- Il medioevo sarà caratterizzato dalla pluralità degli ordinamenti, ebbene questa pluralità la si vede emerge già nel tardo antico con il fenomeno dei regni romano-barbarici, che sono all’origine di quel dualismo fra ordinamenti: universali (impero e chiesa) e particolari (regni fondati dai barbari).
I regni romano-barbarici
Quella dei barbari non era un’invasione ma integrazione. I regni barbarici sono ordinamenti particolari nati dentro l’impero, ordinamenti politici nati dentro l’impero d’oriente. Caduto Romolo Augustolo tornava ad essere imperatore, anche dell’impero d’occidente, l’imperatore d’Oriente. I barbari governavano "per conto" dell’imperatore, sono MILITES FEDERATI. Questo conveniva ai barbari, in modo da tenere fermo l’imperatore d’oriente. Successivamente queste popolazioni, scontente della situazione, iniziano a migrare all’interno dell’impero, che li portano a cercare soluzioni migliori, fino a quando decidono di stanziarsi definitivamente sul territorio.
I re barbari assumono 2 vesti:
- Qualifica di REX difronte alle loro truppe "primus inter pares" primo fra persone di uguale livello giuridico; mentre davanti all’Imperatore d’Oriente, questa stessa persone è una sorta di delegato dell’imperatore "FLAVIUS".
- COMANDANTE MILITARE, colui che guidava il suo popolo/esercito.
Sistema delle fonti del diritto nei regni romano-barbarici (bipolarità ordinamentale)
Teoria storiografica tradizionale: giuridicamente barbari e romani rimasero distinti, vi era la separazione, ciascuna popolazione manteneva il proprio diritto. (viene messo nelle leggi il loro patrimonio storico). I barbari si portarono il loro diritto e continuarono ad applicarlo. Secondo gli studiosi questo diritto germanico aveva inizialmente una base comune, poi si sono separati. Manca innanzitutto il carattere astratto di sovranità. Il meccanismo di giustizia del diritto germanico si basava sulle FAIDE: vendette private fra famiglie. Questa era la conseguenza del fatto che non c’era una autorità sovrana che diceva chi aveva ragione e chi no. Inizialmente anno il sistema delle faide ma con l’evolversi dei loro spostamenti, contrariamente a quello che si può pensare, le popolazioni germaniche conoscevano il sistema della composizione pecuniaria dei reati, solamente pagamento, sanzioni pecuniarie. Questo si vedrà con i Longobardi e con i Franchi. Questo sistema di pagamenti serviva ad eliminare le vendette, presso i barbari non vi era distinzione tra illecito civile e illecito penale. Tutte le pene si pagano all’offeso. Questo è inizialmente il panorama del diritto germanico.
La teoria storiografica tradizionale ci dice che dentro ogni regno romanobarbarico, le popolazioni latine e barbariche restano distinte e quindi ci sono 2 leggi:
- Una per i barbari; ad esempio per i Visigoti: LEX WISIGOTORUM detto "CODICE EURICIANO" fatto dal Re Eurico nel 476 d.C., era legge personale dei soli Visigoti.
- Una per i romani; ad esempio per i romani: LEX ROMANA VISIGOTORUM, fatta all’inizio del VI sec dal Re Alarico, detto "BREVIARIO ALARICIANO".
La stessa situazione l’abbiamo anche nel regno Burgundi, nel regno Ostrogoto (editto di Teodorico, inizio del VI sec).
Teoria di Cortese: Cortese dice, apriamo la lex Wisigotorum, la lex burgundiorum, l’editto di Teodorico che conterrebbero l’antico diritto germanico, ma in realtà troviamo norme del codice Teodosiano quindi norme romane. Con qualche differenza, una piccola differenza: questi 3 testi contengono poche norme e anche semplificate, mentre la lex romana visigotorum, lex romana burgundiorum, il codice teodosiano sono molto più ampi e portano costituzioni tratte per intero dal codice teodosiano. Perché i barbari lo fecero? In realtà erano popoli separati, sap
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