Estratto del documento

I Longobardi in (gran parte dell') Italia

I Longobardi e la cultura romana

Nei due secoli di dominazione longobarda (568/9-774), si accentuò la ruralizzazione della vita economica, mentre la penisola subì la fine dell'unità politica e una frantumazione regionale la cui durata ebbe esiti prolungati nel tempo. Dal punto di vista istituzionale è di non facile valutazione la natura del ruolo svolto dai nuovi conquistatori, a causa della scarsità delle fonti, come l'Editto longobardo e la storia nazionale scritta da Paolo Diacono. L'analisi della legislazione longobarda comporta un confronto con una storiografia e una cultura ricche e complesse come quelle tedesche.

Il periodo della loro dominazione in buona parte del territorio italiano, segnò una lenta ma profonda trasformazione del tipo di egemonia da loro esercitata, che inizialmente aveva solo tratti della conquista militare di una gens. Nel corso dei secoli la loro dominazione si basò su una stabile e coerente struttura pubblica. Superata la prima fase dell'aggressione e del saccheggio, i Longobardi non si sovrapposero soltanto alle istituzioni romane, ma cercarono con il tempo di sostituirle, istituendone delle nuove. Essi non erano vincolati a simulare la prosecuzione in Italia della romanità. Non c'era stato nessun foedus, ma solo la pressione dei Mongoli che dal bacino del Danubio spinse verso sud le popolazioni a maggioranza longobarda, che si concentrò in Italia in modo disordinato sotto la guida di re Alboino, incrociandosi con alcune contingenti già presenti localmente.

Questo dato è molto importante, perché spiega come alcuni gruppi potessero infiltrarsi a sud fino in Calabria (l'attuale Puglia) e nel Bruzio (l'attuale Calabria) prima che venisse completata la conquista del nord e delle principali zone a forte insediamento romano-bizantino. I Longobardi conquistarono Pavia, la capitale teodosiana. Occupando questo spazio, Alboino acquisiva un potere di legittimità immediata, mostrando di essere il successore del governante goto. Per il resto i guerrieri dilagarono dove incontrarono minore resistenza, creando le premesse per i forti distretti di Spoleto e di Benevento, destinati ad avere collegamenti difficili con il nord, in quanto i Bizantini cercarono sempre di tener aperto il tracciato che collegava Ravenna ed Ancona con Roma, con centro a Perugia.

Si crearono le premesse per la fondazione di un regno, con capitale a Pavia, che comprendeva estese zone del nord-Italia, della Toscana e dell'Umbria e i ducati di Spoleto e di Benevento, sostanzialmente autonomi che costituivano la cosiddetta Langobardia minore.

Il processo di unificazione del regno

I re longobardi si inserirono nella tradizione politico-istituzionale bizantina, che riconosceva nella figura regale il supremo regolatore della convivenza civile. Autari, marito della cattolica Teodolinda, divenuto re nel 584 dopo l'anarchia decennale seguita all'uccisione di Alboino, s'intitolò Flavius come Teodorico, e cercò di legittimarsi di fronte ai Romani liberi in modo da imporre i tributi. Agilulfo, suo successore, si proclamò "re di tutta l'Italia" e legittimò il proprio figlio come successore addirittura nel circo romano di Milano.

Con Autari, prende avvio il processo di unificazione del regno. I primi lineamenti della sovranità si individuano nella rivendica da parte del regnante di una sfera amministrativa propria nei vari ducati tanto da accostare alla curtis ducalis (corte, cioè patrimonio del duca) una curtis regia, la corte regia governata da un incaricato del sovrano: il gastaldo che divenne uno strumento di controllo dell'esercizio del potere periferico del duca, capo degli exercitales (liberi in armi) longobardi locali.

Allo stesso tempo Autari frenò gli orientamenti filo-bizantini che si insinuavano in gran parte dei ducati ed estromise i latifondisti romani restii all'obbedienza espropriando loro le terre al fine di creare un ceto di maggiorenti longobardi fedeli al trono. Non ci fu un rifiuto da parte del gruppo longobardo del modello civile romano. Nella scarsezza delle fonti, si presume che le condizioni dei dominati fossero localmente diverse nelle varie situazioni, e che nonostante ciò nei rapporti di famiglia e patrimoniali essi continuassero ad avvalersi di un diritto romano semplificato, ridotto a consuetudine.

Si suppone che, dopo l'integrazione religiosa e culturale nel secolo VII, si raggiungesse una sostanziale unità giuridica, favorita da una fusione sociale delle etnie: i maggiorenti di origine romano-italica con i potenti e ricchi tra i Longobardi e gli umili con gli umili. Si costituì, così un complesso unitario di regole che accoglieva molti elementi della tradizione di origine romana.

L'editto del re Rotari (643)

La prima e più importante compilazione normativa longobarda risale al 643, quando fu emanata da Rotari. Un testo di grande interesse e durata nella storia del nostro Paese, perché inglobata nella Lombarda, avrà circolazione anche nel Basso Medioevo e alcune sue pratiche rientreranno nelle consuetudini locali, sia al nord che al sud. L'origine di questo corpus legislativo si rintraccia nel proposito di porre rimedio ai maltrattamenti e violenze cui erano sottoposti gli arimanni (i liberi longobardi) poveri.

"A causa delle continue sopraffazioni perpetue a danno dei poveri e delle eccessive esaz..."

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Storia del diritto italiano - Longobardi Pag. 1 Storia del diritto italiano - Longobardi Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del diritto italiano - Longobardi Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher casildina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Ascheri Mario.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community