Che materia stai cercando?

Storia del design, Icone dagli anni 20 agli anni 90 Appunti scolastici Premium

Descrizione pronta per l'esame. Appunti perfetti, pronti da memorizzare basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Martignoni dell’università degli Studi Nuova Accademia di Belle Arti - NABA. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia del design docente Prof. M. Martignoni

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Sembra una seduta scomoda per il fatto che sembra ci inarchi la schiena, ma invece è molto

comoda.!

- Scooter Vespa, Protoripo Piaggio, Corradino D’ascanio, 1946. Dal 1945 in avanti gli italiani

diventano una delle principali potenze nel campo del design e la Vespa è il simbolo

dell’affermazione italiana. La piaggio era un’azienda aeronautica a cui viene impedito di

produrre aeroplani in seguito alla guerra, così decise di investire su mezzi di locomozione. Le

automobili erano troppo costose così ragionarono su un nuovo mezzo di trasporto, una moto

rivestita da un guscio. Ci si affida ad un designer che decide di togliere la parte centrale e

ripropone il parafango davanti che da continuità alla forma. Possiamo notare come anche in

questa seduta (in questo caso di una Vespa) troviamo uno slancio ed una sospensione, questo

elemento che arriva ad una fine e noi siamo seduti proprio lì sul punto più alto.!

- Berlinetta, 202 Cisitalia, Pininfarina, 1947. Quest’auto ha la stessa fisionomia della Vespa, ha

una forma continua dall’inizio alla fine. Alcuni elementi sono un po sorpassati (es: il muso un po’

alto). E’ un vero gioiello: si gonfia, ha un volume e poi diminuisce verso il retro. Questa nuova

forma infatti segna il punto d’arrivo dei settari aerodinamici che consentono di ottenere maggiori

performance in termini di velocità. E’ il più alto esempio di design aerodinamico dato dalle sue

forme curvilinee e arrotondate.!

- La cucina Standardizzata, House and Garden, 1949. Possiamo subito notare come il design

riesce ad assumere significati comprensibili per la massa. Questa cucina è statunitense, viene

prodotta dopo la fine della seconda guerra mondiale. L’origine di questa cucina è la Frankfurter

Kueche e diventa desiderio di milioni di famiglie che pur non intendendosi di design desiderano

la cucina americana. Notiamo la donna che sta preparando il caffè e l’uomo invece è seduto a

tavola con la camicia mentre legge gli appunti per il lavoro. L’uomo non si prende gioco della

donna, anzi, sta aspettando che finisca di preparare la colazione per poter mangiare insieme e

chiacchierare. Quindi la cucina diventa anche una zona di colloquio, di conversazione, un luogo

dove poter consumare piccoli pasti come in questo caso la colazione.!

!

!

!

Icone anni ’50!

!

- 548 Lamp, Gino Sarfatti, Arteluce, 1951. Grande disegnatore di lampade. Ci troviamo nel

periodo della spedizione nello spazio della cagnetta Laika, quindi c’è una forte ispirazione allo

spazio, agli ufo, lo vediamo come posiziona il cappello della lampada con una forma di disco

volante che riflette la luce emessa dall’elemento sottostante.. Mi piace molto la disposizione dei

vari componenti, mi ricorda la struttura di lancio del missile nello spazio. Ci vuole dare quasi

un’idea di instabilità il perno centrale che tiene il componente che emana luce sembra quasi

cadere ma il tutto è tenuto perfettamente in equilibrio dall’elemento cilindrico nero che sorregge

la struttura. Impatto molto leggero anche in questo caso, poco materiale.!

- Butterfly Stool, Yanagi Sori, 1954. Sgabello disegnato da Sori, incredibile forma ed

essenzialità. Composto da tre elementi: due lamine di compensato laccato e curvato

(palissandro), tenuti insieme da raccordi in ottone. Seduta comoda garantita dalle curve presenti

nel sedile. La forma vuole richiamare due mani, come un adulto che tiene in mano un bambino,

sostegno sincero su cui contare. Ma la cosa che colpisce davvero tanto è l’essenzialità che

questo oggetto ha, una leggerezza ed un sostegno causati dalle forme lineari e piacevoli.!

- American automotive design, 1950s. Produzione che sfugge alla logica e alla razionalità.

Negli anni 50 c’è questa idea di girare con questi grandi veicoli, colorati bizzarramente. Hanno

queste forme che aggrediscono, queste pinne nel posteriore, quasi come se fossero degli

squali, le ruote vengono coperte in parte dalla carrozzeria, sono veramente enormi a mio parere

esagerate, ma sono delle auto davvero belle, monumentali.!

- Tulip Chair 151, Eero Saarinen, Knoll, 1956. Saarinen decise di progettare questa sedia,

perché aveva un rifiuto verso le tradizionali gambe delle sedie, così fece questa unica gamba

centrale a forma di calice. Materiale del basamento in alluminio rivestito e la scocca in fibra di

vetro sagomata. Bellissima sedia, non la inserirei da sola in un ambiente, ma con altre delle

stesso tipo attorno ad un tavolo ovale di vetro o dello stesso colore, come il tavolo progettato

sempre da lui. Si nota una forte somiglianza con un calice di vino, sia per la forma che appunto

si regge su un’unica gamba, ed è come se il cuscino rappresentasse il poco vino rimasto

all’interno del calice.!

- Nuova 500 Fiat, Dante Giocasa, 1957. Automobile compatta, robusta per 4 persone, comoda.

Amata dagli italiani. Raggiungimento del design del 900, è un gioiellino, curata nei dettagli

(parafanghi, muso). Inaugura l’industria europea.!

!

!

Icone anni ‘60!

!

- Arco Lamp, Achille e Piergiacomo Castiglioni, 1962. Lampada ad arco dei fratelli Castiglioni

ha tre elementi: il cappello fatto in acciaio inox, da lì poi parte il secondo componente: l’arco a

sua volta composto da tre elementi che rientrano ognuno all’interno dell’altro, infine l’ultimo

elemento il blocco di marmo con un buco. Il cappello ha la forma di circa tre quarti di sfera con la

parte inferiore vuota e quella superiore con tanti forellini, con questo meccanismo è anche

possibile direzionale la luce. L’arco permette di passare da una lampada semi dritta ad una che

permette anche di passarvici sotto Questo elemento è a sua volta richiudibile per avere una

.

lampada dritta ed alta. L’ispirazione avuta dai due fratelli Castiglioni, proviene dagli archi lineari

presenti in Italia, ovvero a tutto sesto. Infine il blocco di marmo (Carrara) che dà l’equilibrio a

tutta la lampada evitando lo sbilanciamento. Nei lati lunghi nella parte alta troviamo un foro che

lo trapassa, rende possibile lo spostamento inserendoci un manico di scopa. Magnifiche forme,

con grande linearità, leggerezza. Lo ritengo il braccio della luce come se qualcuno si sporgesse

per creare un fascio di luce sopra il nostro tavolo. Con questa lampada viene eliminato il

lampadario soprastante il tavolo, rende possibile illuminare superfici distanti dalla sua base.!

- Eclisse, Vico Magistretti, 1965. In questo caso Vico Magistretti disegna una lampada da

tavolo, ispirandosi al fattore astronomico. Inserisce una sfera all’interno di un’altra facendole

ruotare. Grazie a questo elemento la lampada permette al suo utilizzatore di oscurare

completamente o meno per cambiare la luce. Sono molto affascinato da questa lampada, che a

mio parere rispecchia molto il fattore naturale ed astronomico. Alla sua completa chiusura

avremo illuminato tutto il contorno, come se stessimo assistendo ad un’eclisse totale Anche la

.

base mi dà quasi la sensazione che riprenda un altro pianeta, grazie alla sua forma di

semisfera. !

- Lamborghini Miura, Marcello Gandini 1965. E’ l’auto degli anni ’60. Nasce dal fatto che

Lamborghini, produttore di trattori, incontra Enzo Ferrari e gli dice che la sua Ferrari ha dei

problemi, lui risponde che è perché è abituato a fare trattori e allora la prende come una sfida ed

inizia a produrre macchine. Gandini allarga molto la parte anteriore, i volumi sono gestiti molto

bene, l’abitacolo si strizza, i fari sono stupendi e sono letti come gli occhi di una modella, il muso

è chiuso davanti, sembra imbronciato ed ha una leggerissima punta.!

- Tube Chair, Joe Colombo, 1969. Poltrona che veniva venduta con i cilindri uno dentro l’altro. E’

una delle più estreme disarticolazioni dell’idea di seduta. Ci spinge a sederci su dei tronchi o su

dei tubi, legati con le graffette. La particolarità a mio parere di questa poltrona è il fatto che è

possibile smontarla, cambiare di posizione molto facilmente essendo impilabile. E’ possibile

inoltre montarla come si preferisce.!

- Valentine, Ettore Sottsass, 1969. La Valentine è una macchina da scrivere che grazie al suo

disegnatore ebbe un enorme successo. In Italia è conosciuta come la rossa portatile, poi venne

fatta anche verde e blu per Francia e Germania. Bellissima macchina che facilita il lavoro di

tantissime persone. Grazie alla Valentine è ora possibile portare sempre con se uno strumento

di scrittura. Ha una scatola di chiusura dove viene inserita, trasportata e poi la stessa macchina

ha un meccanismo che permette la fuoriuscita di una maniglia che ne permette il facile

spostamento. Sottsass ha utilizzato la plastica in confronto a quelle precedenti che erano in

acciaio, garantisce essa stessa la protezione con leggerezza. Il grande dettaglio che mi colpisce

è che riflette l’aspetto moderno è la tastiera, che esce come un cassetto, mantenendo i tasti

sospesi, quasi come se stessero galleggiando nel vuoto.!

!

!

!

!

Icone anni ’70!

!

- Ferrari 512S Modulo, Pininfarina, 1970. Padre e figlio realizzano uno dei gioielli migliori, segna

il culmine della scuola italiana del car design. Purtroppo però questa macchina non è mai stata

prodotta, è stato fatto solo un prototipo. Si tratta di un’auto raffinata dal punto di vista formale.

Non è una forma semplice: ha una parte a forma di becco, poi si allarga e si chiude in una coda

tagliata diversamente. Si ha l’idea quasi di farla volare non di ancorarla al terreno.!

- Seduta Primate, Zanotta, Achille Castiglioni, 1970. Si tratta della seduta più bizzarra del

decennio: non ci si siede normalmente, ma ci si inginocchia. E’ un oggetto misterioso, ispirato

alla tradizione orientale. E’ ergonomica, anche se apparentemente non sembra, ci fa sedere in

una posizione corretta. La base è fatta di polistirene nero, il sedile è sorretto da un’asta d’acciaio

inox, le imbottiture sono in poliuretano il tutto rivestito da pelle o epocale di diverse tonalità. A

mio parere una bellissima seduta, che crea quasi un gioco anche per le persone che acquistano

questo oggetto, è bizzarra ma allo stesso tempo ci garantisce di mantenere una corretta postura

per tutto il tempo che la utilizziamo.!

- Poltrona Proust, Alessandro Mendini, 1978. Si assiste ad un cambio epocale, una svolta

infatti cambierà tutti gli anni ’80: alcuni designers si rifiutano di fare oggetti razionali e funzionali,

ma si avvicinano molto al mondo dell’arte. Questa è una poltrona provocatoria, perché è una

copia di una poltrona del 700 dipinta a mano. Non è di mio gradimento questa poltrona,

sicuramente ha un significato dietro l’estetica proposta dal designers, ma allo stesso tempo

modifica, con semplici ornamenti una poltrona del 700 che era già perfetta e che non aveva

bisogno di cambiamenti. !

- Lampada Atollo, Vico Magistretti, 1979. Sembra un oggetto lunare. Vico Magistretti è riuscito

a risolvere dei problemi che Gio Ponti non era riuscito a risolvere con la “Bilia”, ovvero non era

riuscito a collegare un elemento sferico con un elemento conico. Questa lampada però non è

stata fatta per essere messa in alto, altrimenti si vedrebbe il collegamento tra i due elementi che

è stato fatto con un’asta di metallo. Lampada magnifica, il punto di vista è l’unico punto debole,

ma è bellissimo vedere come questa forma crea una leggerezza in se incredibile e come riesce

a rendere lo spazio tranquillo, con le sue forme e linee pulitissime.!

- Tavolino le strutture tremano, Ettore Sottsass, 1979. Sottsass smonta il principio “Form

follow function”. Le tavole di questo tavolino si piegano, come se stesse tremando, come se

facessimo un video in slow motion di un terremoto che fa muovere un tavolo, è un tavolo che

crea instabilità visiva. Principio dell’addizione: un piedistallo con una base, con delle colonne

unite che traballano.!

!

!

Icone anni ’80!

!

- Fiat Panda, Giorgetto Giugiaro, 1980. La panda è un’auto utilitaria prodotta dalla casa

automobilistica Fiat, e disegnata nella prima serie da Giorgetto Giugiaro. n un contesto in cui la

casa torinese dovette adeguarsi alla concorrenza creata da marchi come Renault e Citroen,

venne progettata questa auto che rappresenta una delle maggiori icone italiane. Ad un occhio

inesperto l’auto potrebbe sembrare sbagliata, sproporzionata, ma non lo è. L’auto risulta essere

robusta, spartana e essendo leggere anche molto veloce, adatta alle più varie situazioni e

condizioni d’uso, oltre che economica nell’acquisto e nella gestione. Le linee spezzate e i i

volumi pieni trasmettono un senso di sicurezza dell’auto. Particolarmente accattivanti sono gli

interni che riscuotono un enorme successo: una raccolta strumentazione, molti vani porta

oggetti e l’assenza di finiture pretenziose ne facevano un’auto ottima anche per i giovani. Molto

ingegnosi erano i sedili che potevano essere abbattuti totalmente ottenendo così un’unica

superficie complanare dal volante al bagagliaio. Si tratta di una delle auto più intelligenti, si basa

sull’applicazione dei principi del design industriale sul design automobilistico. Tutti i suoi tratti

sono piatti, privi di muscolatura, elemento utilizzato anche da Ettore Sottsass.!

- Casablanca, Bookshelf, Ettore Sottsass, 1981. Libreria contraddittoria, perché di solito una

libreria ha delle parti aperte, e non delle parti chiuse.Non ha una funzione ben definita, ma si

propone come oggetto scultoreo.!


PAGINE

7

PESO

94.96 KB

AUTORE

chenz2

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Design
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chenz2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del design e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA o del prof Martignoni Massimo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in design

Storia dell'advertising, Storia della grafica
Appunto
Riassunto esame Storia Della Grafica, prof. Passerini, libro consigliato Storia Del Design Grafico, Baroni, Vitta
Appunto