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Icone del design dagli anni '20 agli anni '90

Icone anni '20

  • Alfa Romeo Gran Prix tipo P2, 1924/25. Nasce dall'imitazione di una carrozza e diventa il modello evolutivo dell'automobile sportiva. Guidare questi veicoli significava rischiare di perdere la vita in quanto i sistemi di sicurezza non erano efficaci. La forma è ad uovo, la parte anteriore possiamo notare che prende una forma più arrotondata, che permette di tagliare l'aria a differenza di altre macchine che avevano quasi un muro davanti che non permetteva di raggiungere alte velocità per la bassa aerodinamicità. Il colore rosso rappresenta la velocità. Il motore è coperto e fino agli anni '50 è sempre stato posto davanti.

  • Model B3, Wassilly Chair, Marcel Breuer, 1925. Sedia rivoluzionaria nel campo del design, utilizzo dei tubi di acciaio, per la prima volta ci troviamo davanti ad una sedia che non è composta dai già conosciuti elementi, ma da una struttura unica, tubolare, che compone le gambe. Questa va poi ad “abbracciare” la pelle, che viene disposta in modo da creare una seduta. La sua forma ci porta a pensare di sederci nel vuoto, sospesi nello spazio. La seduta e lo schienale sono inclinate in maniera tale da rendere l'idea di un galleggiamento; mi dà una grande sensazione di libertà, di vuoto intorno a me. Il suo nome deriva dal famoso pittore Wassilly Kandinsky, che volle il primo esemplare nella sala del suo appartamento. Una seduta unica, dove Marcel Breuer è stato attento ad ogni minimo particolare, come possiamo notare anche nella curvatura dello schienale che ha la stessa dimensione delle altre sporgenze dietro la seduta e davanti, un capolavoro.

  • Frankfurter Kueche, Margarete Schuette Lihotzky, 1926. Questa cucina fu progettata da una donna, Schuette Lihotzky che faceva parte della scuola del Bauhaus. È la prima cucina standardizzata e lei sostiene: “una cucina per essere funzionale non deve essere grande”. Tutt'ora le cucine si ispirano a questo modello. La cucina di piccole dimensioni facilita il lavoro delle donne, hanno tutto a portata di mano senza dover fare vari spostamenti. Lo ritengo un grandissimo progetto, non solo è più funzionale, per il lavoro della donna, ma è anche possibile inserire l'ambiente cucina in spazi più piccoli, non c'è più la necessità di spazi grandi. Inoltre tutto ciò garantisce un maggiore ordine e disposizione degli utensili nella cucina.

  • Rivista Domus, Gio Ponti, 1928. Rivista fondata da Gio Ponti che la chiama in latino, “Domus” perché suona meglio in confronto a “casa” in italiano. Secondo lui la copertina può essere modificata in base alle scelte della grafica, che tanto si legge in ogni caso. Nel 1923 Gio Ponti diventa il direttore della Ginori, dove farà poi vari lavori in porcellana, riuscendo a svecchiare l'azienda. È la rivista che più di tutte ha la copertina di un'eleganza unica che richiamano ogni periodo e momento storico. A mio parere è dotata di una semplice impaginazione che rende più chiare e comprensibili le informazioni che vuole trasmettere, font semplice, posizione delle scritte in linea con il resto della pagina, poche informazioni ma quelle che servono.

  • Barcelona Chair, Mies Van Der Rohe, 1929. Questa poltrona ha un fascino incredibile, un'esplosione immediata. Le sue componenti più forti sono le due “X” che compongono le gambe. Una ha una curvatura che è un quarto di cerchio, la seconda ha una doppia curvatura; queste curve rendono molto leggero l'appoggio nel suolo, quasi come se scivolasse, una leggerezza unica. Ho come l'impressione che sedendomi si piegano le curve avendo un'oscillazione dall'alto verso il basso. A mia volta ritengo questa seduta, da conversazione, non come una poltrona sulla quale riposare. Il poggiapiedi oltre a renderla più comoda, quindi più funzionale, crea un fortissimo impatto visivo, una continuazione di quello scivolamento che ha anche la seduta, sembra tutto in movimento, un movimento unico.

Icone anni '30

  • 0024 Fontana Lamp, Gio Ponti, 1931. Bellissima lampada, crea un fortissimo impatto con l'ambiente circostante. Composta da una serie di dischi orizzontali in vetro, che vengono attraversati da un tubo luminoso con gli estremi in acciaio. Mi dà come l'idea che ogni disco scandisca un fascio luminoso che andrà a colpire i dettagli dell'ambiente che la circonda. Questi dischi sono in vetro trasparente che però se viene visto in orizzontale, il vetro appare di un colore blu, con sfumature verdi.

  • Zig Zag Chair, T. Rietveld, 1932. Sedia composta da 4 elementi in legno uniti tramite piccoli tasselli. La ritengo una sedia provocatoria, dove il designer vuole farci accomodare su una lamina, di grande scomodità. Non ha gambe e i legni uniti ad incastro, creano un forte equilibrio, riprendendo quasi i tendini degli arti umani. Mi piace la rientranza inferiore dove è possibile muoversi più liberamente con le gambe e i piedi.

  • Nr 41, Paimio Chair, Alvar Aalto, 1932. Una seduta davvero bella ed innovativa, che mette in mostra la tecnica applicata con il legno di betulla scandinavo che rende possibile la curvatura naturale con la sua umidità. Questa seduta è il modello più famoso dove è stata applicata la tecnica di curvatura. Il sedile e lo schienale sono ricavati da un'unica lastra di compensato collegate da due strisce più spesse di laminato. Non solo il materiale dà questa elasticità ma anche la forma che ne deriva, che ha un forte connubio con la natura e l'uomo, scandinavo in questo caso. Le raffinate fessure danno maggiore leggerezza al complesso della seduta a blocco.

  • Phonola, Livio, Piergiacomo Castiglioni e Caccia Dominioni, 1938. La radio per la prima volta si veste di una scocca in plastica che rende l'oggetto unico e magnifico. La sua forma, ricorda quella di una bocca, come se stesse parlando. È molto bella, un quadrato estruso dal quale con molta eleganza sale questa cassa che richiama una bocca. Il piccolo schermo e i vari pulsanti sono inseriti in modo tale da non dover guardare sopra, ma hanno un'inclinazione tale da essere potuti leggere con facilità da ogni posizione. Per la prima volta quindi la radio viene vestita di questa scocca che prima non esisteva. Ciò lo notiamo anche nei computer, se tutti questi apparecchi fossero senza un rivestimento, impazziremmo a trovare il singolo pulsante tra tutti i fili e cavi da cui esso è composto.

  • Alfa Romeo 8C 2900B, Berlinetta Le Mans, 1938. È il risultato di un'attività complessa che porta l'automobile a modificarsi nel corso degli anni '30. L'auto diventa aerodinamica, in modo che l'attrito dell'aria venga ridotto al minimo. Notiamo lo sviluppo dell'automobile con questo modello, dove il conducente e il passeggero hanno una cabina con un parabrezza e dei finestrini che non sono dritti ma curvi, che riprendono le curve della carrozzeria della macchina che come vediamo è molto aerodinamica, sono state eliminate complete.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chenz2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del design e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA o del prof Martignoni Massimo.
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