Lezione 1
Il tema dell’invenzione verrà analizzato secondo alcuni fondamentali riferimenti dell’immaginario progettuale, e in particolare 4 mondi formali:
- Forme dell’arte (pittura, scultura, musica)
- Forme della costruzione (scelte materiche e tecnologiche)
- Forme della natura (anche dimensione micro e macro)
- Forme del passato (tradizione, design anonimo, cascine attorno a Milano, e storia con l’architettura d’autore)
Altro aspetto da analizzare è il principio di relazione con questi altri 3 elementi:
- Con utente (edifici e prodotti)
- Con luogo (per gli edifici, ma non solo)
- Con azienda produttrice (prodotti, ma non solo e brand)
Mondi formali di riferimento – Forme e invenzioni
Mario Botta, Casa Rotonda, Stabio (1980-1981): Il rapporto con la storia, per Botta è per analogia. Uso di forme pure, cilindro e simmetria speculare.
Gigon & Guyer Architekten, Brunnenhof Housing Complex, Zurigo (1998-2000): Il rapporto con l’arte che può avvenire per collaborazione. Coinvolto un artista per la definizione della paletta cromatica di questi pannelli frangisole.
Kengo Kuma, Forest/Floor, Karuizawa, Prefettura di Nagano (2001-2003): Forme della costruzione, Kuma che assembla dettagli costruttivi estremamente raffinati. Parte da Mies e pone attenzione alla componente costruttiva.
Frank Gehry, Padiglione della Musica - Serpentine Gallery Pavillon, Londra (2008): Forme della natura di Gehry e il decostruttivismo organico. Si rifà alle forme della natura, edificio sembra una foresta.
Alvaro Siza, Casa a Mallorca, Mallorca (2004-2008): Marcel Wanders, Skygarden, Flos (2009): Rapporto con il luogo e il prodotto. Wanders rapporto con la storia perché dice che prende ispirazione da quello che vede negli androni degli edifici residenziali milanesi dove c’è decorazione. Quindi i motivi floreali non sono per la natura.
Forme della costruzione
Eduardo Souto De Moura, Mesa, Woodesign: Il tavolo Mesa è in legno ed è molto lungo e molto sottile, c’è un rapporto tra spessore e grandezza, il legno non è sufficiente e viene aggiunta un’anima metallica.
Natura e costruzione
Toyo Ito, Ripples, Horm (2003) – Noce, mogano, ciliegio, rovere, frassino: Toyo Ito fa la panchina Ripples, e si vede un’attenzione particolare alla componente costruttiva, ci sono 5 diversi materiali che cambiano a seconda del livello di scavatura della panchina, e allo stesso tempo richiama la natura perché sembrano gocce di pioggia che cadono nella pozzanghera. Sembrano quasi pozzanghere. 5 tipologie di legno che creano anelli concentrici, la bellezza della costruzione è che toccando con la mano la superficie è tutta perfettamente liscia.
Ron Arad, MT3, Driade (2005): Plastiche e nuovi materiali, siamo vicini all’ambito costruttivo.
Forme del passato
Philippe Starck, Louis Ghost, Kartell (2000): La Louis Ghost di Starck è un cambio di materiale e depurazione dall’ornamento di una sedia Luigi XV, quindi viene presa un’immagine del passato per arrivare ad un prodotto contemporaneo.
Herzog e De Meuron, Pipe, Artemide (2000): La lampada Pipe di Herzog e De Meuron ha un fusto che sembra più leggero e gommoso, e ricorda un fiore.
Marcel Wanders, Tulip chair, Cappellini (2010): Anche la Tulip Chair di Marcel Wanders ricorda il tulipano, ma affronta quel tema in un modo diverso da Saarinen.
Ron Arad, Ripple chair, Moroso (2005): La Ripple Chair di Ron Arad ricorda una distesa di sabbia attraversata da un rastrello. Immagine di un suolo sabbioso attraversato da striature, anche dal colore.
Ronan e Erwan Bouroullec, Alghe, Vitra (2004) - Vegetal Chair, Vitra (2008): Poi la natura interpretata dai fratelli Bouroullec. Natura vegetale.
Mario Trimarchi, Ossidiana, Alessi (2014): La caffettiera Ossidiana di Trimarchi per Alessi si ispira alle frecce dell’età primitiva e richiama la preistoria.
Naoto Fukasawa, Titikaka bench, B&B Italia (2009): Titikaka (che è un lago) bench. Il lago serve a definire le forme curve e morbide della panca. Esempio di natura astratta applicata al Design.
Jason Philips viene colpito dall’immagine del movimento di particelle di atomi, vede le scie e fa diventare quel fermo immagine le gambe del tavolo Quantum Table. C’è tutto un mondo inesplorato nella natura micro e natura macro. Nuove forme, nuovi pattern. Esempi sono il granello di zucchero e superficie di chiave di ottone, proteine fluorescenti nella retina di un topo, ingrandimento di un fiore. QUINDI ESAMINIAMO LA NATURA VISIBILE, GLI ANIMALI, NEL MONDO MICRO SOPRATTUTTO perché C’è TANTO DA SCOPRIRE. Esempio di natura molto astratta applicata al design. Immagine che colpisce Philips è il movimento di particelle che fa diventare la base di un tavolo.
Il rapporto con i riferimenti dell’immaginario progettuale
Il rapporto con i riferimenti dell’immaginario progettuale può avvenire secondo tre procedimenti fondamentali:
- Per analogia: (gr. ana=uguale + logos=relazione) riguarda il rapporto di somiglianza tra gli elementi costitutivi, e quindi tra scelte distributive, estetiche o funzionali di progetti che però si distinguono, nel resto, per qualità proprie.
- Per imitazione: (lat. imitari=misurare i gesti altrui) riguarda un atteggiamento progettuale chiaramente ispirato o improntato ad un esempio o a un modello significativo. L’imitazione può riguardare anche la reinterpretazione in termini architettonici delle forme della natura.
- Per citazione: (lat. citare=chiamare) riguarda la menzione esplicita ad un riferimento. Nel procedimento di citazione il riferimento può appartenere anche ad ambiti diversi da quello architettonico, come la letteratura, le arti figurative o la musica.
Tadao Ando, Casa 4x4, Kobe (2001): Tadao Ando e l’analogia compositiva. Forme semplici prese da Le Corbusier ed evolute.
Arata Isozaki, Museo prefetturale di Gunma, Takasaki City - Sol LeWitt, Struttura (1973-1983): Modulo cubico in due progetti, uso del modulo cubico per creare una forma. Analoghi dal punto di vista compositivo.
Gaetano Pesce, Spaghetti bowl, Fish design (2004) - Gaetano Pesce, Senza fine, Meritalia (2010): Analogie compositive o formali. Qui è abbastanza simile. Gaetano Pesce parte in entrambi i casi da composizione disordinata di strisce. Spaghetti di plastica, parte dalle forme del cibo e produce nuove forme.
Moneo, Our Lady of Angels Cathedral, L.A. - Sobejano, Conference centre, Merida (2000-2004): Moneo e Sobejano usano lo stesso materiale, il cemento pigmentato. Analoghe dal punto di vista tecnologico costruttivo.
Gigon & Guyer, Complesso residenziale Pflegi-Areal, Zurigo (2000) - Hans Kollhoff, Edificio residenziale sulla KSNMEiland, Amsterdam (1993): Analogie tipologiche distributive (?). Due residenze a corte.
Toyo Ito, Tod's, Tokyo (2004): Imitazione delle forme della natura rielaborate da Ito per la Tod’s. Rami intrecciati diventano la struttura e l’involucro dell’edificio.
Santiago Calatrava, Stazione Oriente, Lisbona (1993-1998): Riferimento alla foresta per i binari con i tronchi i rami e le chiome. Poi riferimento alla gabbia toracica con i portali in cemento armato.
Renzo Piano, Centro Culturale Tjibaou, Nouméa, New Caledonia (1991): Imitazione può essere però non solo alla natura, può essere anche di un modello costruttivo, un modo di costruire ed è quello che fa Renzo Piano che si ispira al modello costruttivo della capanna cana. Intreccio di listelli di legno.
Le Corbusier, Unité d’Habitation, Marsiglia (1953) - Maekawa, Edificio per abitazioni, Tokyo (1958): Il modello può essere anche tipologico. Progetto di un prototipo di edificio che Le Corbusier avrebbe voluto diffondere in tanti altri contesti. Maekawa esporterà questo edificio in altri contesti.
Unité d’Habitation può essere un modello, come anche la casa di vetro. 3 case su questo tema: quella di Mies, di Johnson e di Kuma.
Ludwig Mies van der Rohe, Casa Farnsworth, Plano, Illinois (1945-1951): Philip Johnson, Glass House, New Canaan, Connecticut (1949-1950)
Kengo Kuma, Forest/Floor, Karuizawa, Prefettura di Nagano (2001-2003): Analogia compositiva, materica, imitazione della natura o di un modello.
Arata Isozaki, Tsukuba Center Building, Tsukuba, Prefettura di Ibaraki (1983): E ora citazione: Isozaki riproduce copia e incolla.
Steven Holl, Stretto House, Dallas, Texas (1989-1991): Citazione può essere anche dalla musica, Holl. Accezione della citazione, l’allegoria (riferimento non è un immagine, ma un concetto). Qualcosa di astratto come l’idea di claustrofobia, odio, amore e tutte le emozioni in generale.
Daniel Libeskind, Jewish Museum, Berlino (1997): Dramma dell’olocausto e speranza degli ebrei intrappolati (lontana, fioca e difficile da raggiungere).
Philippe Starck, La Marie, Kartell (1999): Starck lavora abbondantemente con il tema della citazione.
Kostantin Grcic, 360 Container, Magis (2010) - Joe Colombo, Boby, B-line (1970): Grcic si rifà a Joe Colombo rielaborando un prodotto.
Marcel Wanders, Carbon Chair, Moooi (2004) – Charles Eames: Wanders cambia il materiale di una seduta di Eames.
Ora-Ito, The Hub – Hard Disk, LaCie (2008): Imitazione che abbiamo detto riguarda la rielaborazione di immagini prese dalla natura. In questo caso di un vaso di fiori e un calice che diventa la porta usb.
Lampada Taraxacum in cocoon, Castiglioni 1960 - Wanders, Lampadario Zeppelin, Flos 2005: Tornando alla citazione: Wander e il lampadario a cui cambia la forma della struttura astratta dei Castiglioni (per Wander è figurativa) e cambia il materiale di rivestimento che per i Castiglioni era il cocoon (resina) e diventa tessuto per Wander.
Philippe Starck, Guns Collection, Flos (2005): Allegoria applicata al prodotto, un esempio è nel riferimento di Starck che denuncia la ricchezza dell’industria bellica che produce morte. 3 scelte, industria bellica è la base ad arma, ricchezza è data attraverso il materiale d’oro, la morte causata dall’industria è data dal colore nero del paralume e dalle croci.
Riferimenti dell’immaginario progettuale
Il rapporto con i riferimenti dell’immaginario progettuale può avvenire secondo tre procedimenti fondamentali:
- Per analogia riguarda il rapporto di somiglianza tra gli elementi costitutivi, e quindi tra scelte distributive, estetiche o funzionali di progetti che però si distinguono, nel resto, per qualità proprie;
- Per imitazione riguarda un atteggiamento progettuale chiaramente ispirato o improntato ad un esempio o a un modello significativo. L’imitazione può riguardare anche la reinterpretazione in termini architettonici delle forme della natura;
- Per citazione riguarda la menzione esplicita ad un riferimento. Nel procedimento di citazione il riferimento può appartenere anche ad ambiti diversi da quello architettonico, come la letteratura, le arti figurative o la musica.
Il minimalismo è uno stile che attraversa tutte le forme della storia del design e dell’architettura, che è difficile inquadrare in un determinato periodo storico. Si distingue per l’uso di forme semplici, in molti casi forme primarie (cubo, cilindro, cono); la depurazione dell’opera dall’ornamento; dal punto di vista cromatico l’uso di colori tenui e configurazioni monocromatiche; per quanto riguarda i materiali è monomaterico; molto spesso si ha anche l’idea di leggerezza. Non sempre il minimalismo si applica nella sua integrità.
Il termine Minimal Art esordisce con l’articolo di Richard Wollheim su “Art Magazine” nel 1965. Lo stile Minimale comunque si può dire che nasca negli anni ’20-’30. I principali protagonisti sono gli artisti LeWitt e Serra ma anche Mies van der Rohe, con la sua espressione “less is more” ne è un grande interprete, così come Rietveld. I due filoni più propriamente minimalisti del campo del design sono quello giapponese e quello europeo della seconda metà degli anni ’80, ma è possibile parlare di minimalismo molti anni prima e dopo: addirittura dagli anni’30 fino ad oggi.
Interessa la questione del riconoscere il minimalismo. Elementi ricorrenti e variazioni di ogni architetto che non accetta di essere etichettato. Minimalismo è riconoscibile spesso da:
- Uso di forme semplici, in molti casi forme addirittura primarie (cubo, cilindro)
- Depurazione dell’opera dall’ornamento
- Dal punto di vista cromatico, uso di configurazioni monocromatiche
- Dal punto di vista dei materiali, monomaterico.
- Idea di leggerezza
Kazuyo Sejima & Ryue Nishizawa/SANAA, Serpentine Gallery Pavillon, Londra (2009): Ciascuna di queste voci però può essere contraddetta. Forma tutt’altro che primaria però qui, minimalismo con variazione sulla forma quindi.
David Chipperfield, Città della giustizia, Barcellona (2010): Cipperfield, forma semplice, monomaterico, serialità delle facciate, ma tutt’altro che monocromatico.
John Pawson, Martyrs pavilion, Oxford (2007-2009): Pawson è un autore che ha scritto sul tema del minimalismo che lavora su forme semplici, materiale cemento, simmetria, ma introduce anche il legno e quindi non è monomaterico.
Aires Mateus, House in Fontinha, Melides (2013): Mateus, monomaterico, monocromatico, assenza di decorazione, ma forme tutt’altro che semplice.
John Pawson, Balandro B60 (2006-2007): Piero Lissoni, Beam Glass, Porro (2003): Tavolo leggero, colori monocromatici. John Pawson, Table in the Los Angeles house (2002-2009): Altro tavolo monomaterico, semplice nelle forme. Pawson è uno degli autori minimalisti più interessante.
Ipod evolution: 3 cerchi concentrici, minimali, tutto bianco, a forma di cerchio. Ma poi si semplifica spostando i comandi all’esterno. Poi si arriva alla terza, quella oggi utilizzata, con 2 cerchi concentrici e i tasti all’interno. Guardando anche l’evoluzione dell’iPod vediamo tre cerchi concentrici, è tutto bianco, molto semplice, forme pulite. Si semplifica ulteriormente arrivando a due cerchi concentrici spostando i comandi fuori dal cerchio fino ad arrivare a due cerchi concentrici integrando i comandi nella ghiera del volume esterna.
Alvaro Siza, Trumpet, Oli (2016): Siza fa comandi per un miscelatore. Due cilindri, monomaterico, monocromatico, forme pure, molto semplice.
Cecilie Manz, Mondrian, Lightyears (2005): Mondrian interessante per il tubolare che con una stessa sezione costituisce tutte le parti. Tutto ha la stessa sezione e addirittura la lampada è il tubolare che ad un certo punto diventa luminosa; è esattamente l’opposto dell’High Tech (che per ogni funzione ha una forma diversa o un diverso materiale, invece qui è tutto uguale). Nel minimalismo tutto viene compattato.
Naoto Fukasawa, CD player, Muji (1999) - Altoparlanti, Muji (2013): Grande autore minimalista è Fukasawa che ha lavorato a lungo per Muji. Quadrato, sobrio, regolare, estremamente semplice. Naoto Fukasawa, AF21, Fantini/Boffi (2010) Poi realizza il miscelatore, tutto semplificato e compattato. Sempre Fukasawa produce un miscelatore, un cerchio estruso lungo una traiettoria. Fukasawa lavora per Muji, e produce il CD player, è un semplice quadrato con gli angoli arrotondati e all’interno un cerchio. Anche la perforazione è costituita da una simmetria radiale ed è molto semplice. Sempre Fukasawa produce un miscelatore, un cerchio estruso lungo una traiettoria
Naoto Fukasawa, Outline, Pastoe (2013): Outline con stessa sezione che prosegue e viene piegata alcune volte, monocromatico, monomaterico. è un sistema di scaffalature, la stessa sezione che prosegue per una linea e che viene, a volte piegata. Monomaterica e monocromatica.
Naoto Fukasawa, Penna Noto, Lamy (2008) – Sezione triangolare: Penna con dettaglio dell’elemento di aggancio al taschino che non è un elemento aggiunto, è parte della forma della penna. è un prodotto molto semplice, il dettaglio sta nel fatto che l’elemento per appendere la penna è parte integrante della penna, è complanare e non viene aggiunto nulla alla forma.
Il decostruttivismo è un movimento architettonico che si basa sul tema della disarmonia, che contiene disordine. Disarmonia vuol dire anche contrasto nelle scelte materiche, non si usano solo forme irregolari assemblate in modo casuale, ma si mettono insieme anche materiali trasparenti con opachi, lisci e ruvidi, tradizionali e innovativi. Grandi momenti di contrasto. Si manifesta negli anni Ottanta e Novanta nell’intento di rappresentare le contraddizioni e la frammentarietà dell’epoca, sperimenta a livello formale la deformazione della geometria euclidea. Tale aspetto si esplicita, nei progetti e nei manufatti, a livello sia strutturale che figurativo, attraverso pareti oblique, aperture disposte in maniera apparentemente casuale, pilastri inclinati in modo irregolare, composizioni disarmoniche di colori e materiali, ed atmosfere di forte carattere dinamico.
Introdotto nel 1967 dal filosofo francese Jacques Derridà, il concetto di decostruttivismo è stato tradotto in architettura nella mostra Deconstructivist Architecture, presentata nel 1988 al MoMA di New York, grazie al patrocinio di Philip Johnson. I sette rappresentanti del Decostruttivismo invitati alla mostra furono Peter Eisenman, Frank O. Gehry, Zaha Hadid, Coop Himmelb(l)au, Rem Koolhaas, Daniel Libeskind e Bernard Tschumi. I decostruttivisti ignorano funzione e contesto. Ciò permette di partire da forme, da modelli e solo successivamente assegnare una funzione (che sia un edificio, un vaso o altro). Proprio per questo, i decostruttivisti sono quelli che riescono ad interagire con tutte le scale di progetto.
Movimento che si basa sul tema della disarmonia.
- Contrasto nelle scelte materiche (tradizionali e innovativi…)
- Forme irregol...
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