Storia del cristianesimo
Paolo di Tarso
Paolo di Tarso: Giudeo, cittadino romano, persecutore dei seguaci del Nazareno, lungo un viaggio verso Damasco, subì un accecamento e sentì la voce di Gesù, si convertì e iniziò a diffondere la parola di Gesù. Era destinato a evangelizzare i Giudei, fece molti viaggi, tra cui Siria, Asia Minore e Grecia, scrisse probabilmente 14 lettere, solo 7 sono sue sicuramente. Infine fu messo a morte come Pietro a Roma.
I Vangeli
I Vangeli: Il più antico è scritto da Marco, poi ci sono quello di Matteo e Luca, ed infine di Paolo. Matteo conosce la geografia di Gesù, mentre Luca lo presenta in rottura e in continuità con i Giudei, e infine Paolo lo chiama il Signore. Il Vangelo di Giovanni è in rottura col giudaismo, in quanto critica il tempio, il Signore può essere venerato ovunque. Mentre il Vangelo di Tommaso presenta il divino come Luce.
La comunità di Gerusalemme
La comunità di Gerusalemme lasciò la città in seguito alla rivolta giudaica, e alla conseguente oppressione romana. Secondo il libro della Genesi Dio creò il mondo in 6 giorni ed il settimo si riposò. La Settanta è la Bibbia Ebraica, chiamata così in onore dei 70 anziani che accompagnarono Mosè sul monte Sinai, per ricevere la Torah. Fu un passo in avanti per la scrittura della Bibbia ebraica in un'altra lingua, e creò alcune ostilità con i sacerdoti di Gerusalemme.
Per esorcizzarsi ci si immergeva in una vasca con acqua corrente durante un rito battesimale. Iniziarono a sorgere le prime scuole, Alessandria, Antiochia e Atene i più importanti centri culturali. Nascono gli "Gnostici", coloro che si affidano alla conoscenza, in contrapposizione con i credenti.
La Chiesa di Roma
La chiesa di Roma era una delle comunità più importanti, Marcione forma (forse) una setta di gnostici a Roma per abbandonare la Bibbia ebraica, ma è denunciato da Giustino, e perseguito dal vescovo Ireneo. Origene e Clemente furono i due maestri che permisero il superamento dello gnosticismo, Origene insegnava di giorno e contemplava di notte, e allestì una propria edizione della Bibbia.
Persecuzioni e tranquillità
Anno 64, Nerone addossa la colpa dell'incendio all'ecclesia locale, iniziano a circolare leggende diaboliche nei confronti del sovrano, grazie agli oracoli sibillini romani, nell'impero c'erano moltissimi culti, mentre le donne svolgevano funzioni a loro assegnate: tipo assistenza al battesimo. Sulla vicenda del martirio vi erano molte disparità (Origene e Clemente ne prendono le distanze). Con gli imperatori Decio, Treboniano Gallo e Valeriano ci furono molte persecuzioni, con Gallieno invece una lunga tranquillità (l'ultima grande fu avviata da Diocleziano).
Costantino e il Concilio di Nicea
Costantino approdò al cristianesimo, si presume perché abbia visto in sogno il segno di Dio (X), altra leggenda invece, sostiene che gli sia apparsa una croce mentre scendeva verso Roma, tutto prima dello scontro con Massenzio. Sconfitto Massenzio, emise un editto da Milano, proclamando la libertà di culto, e scegliendo per sé il cristianesimo, inoltre si proclamò pontefice massimo. Concilio di Nicea (fatto da Costantino) parteciparono 300 vescovi da tutte le parti dell'impero, l'imperatore era il supremo delegato, il concilio aveva un senso unificante.
Vicenda Ario-Ata
Durante il concilio, Ario (Arianesimo), un vescovo, sosteneva che il figlio è simile al padre, ma è a lui inferiore, mentre il teologo Atanasio, sosteneva che erano fatti della stessa sostanza, il concilio condannò Ario. Qui si stabilì anche la data di Pasqua, in concomitanza con la resurrezione. Il cristianesimo ariano rimase però nell'impero, Costantino si fece battezzare in punto di morte.
Eusebio di Cesarea
Eusebio di Cesarea: "Storia ecclesiastica" è il primo tentativo di storiografia cristiana da Gesù fino a Nicea, esalta i trionfi politici e militari, celebra Costantino come vicario di Dio in terra. Costantino costruì Costantinopoli, alla quale fu riconosciuta dignità patriarcale, insieme a Alessandria, Roma, Antiochia. (fenomeno delle "cattedrale doppia": in una città sono presenti due cattedrali, o parallelamente o in asse).
Vita monastica
Iniziano a nascere forme di vita monastica durante la metà del 3 secolo, in particolare in rifiuto con la sessualità (encratiti: coloro che disprezzavano), l'eremita Antonio, il più celebre, aspirava al rifiuto di ogni moto dell'anima, Atanasio ne scrisse un'opera, quest'opera inquadrava il monaco come nuovo martire. L'opera arrivò anche a San Girolamo (teologo romano) il quale affermava che le categorie di monaci erano 3: eremiti, cenobiti e vaganti. Egli tradusse la bibbia greca e ebraica in latino (La Vulgata). (Celebre errore nel passo ebraico di Esodo).
Pacomio e Shenute
Pacomio (monaco egiziano) diede avvio ai primi insediamenti cenobitici in Egitto (i cenobiti erano coloro che trascorrevano assieme alcuni momenti della giornata), così Shenute (vescovo egiziano) riforma il modello pacomiano nel suo monastero con regole più severe, dove colui che le fa rispettare è l'abate. Ci furono molte esperienze monastiche in Egitto. I cenobi pacomiani godevano di più autonomia, così Basilio da Cesarea in Cappadocia, che diede inizio a fraternità monastiche laicali, scrisse l'Ascheticon, che comprendeva più testi, con tante regole. Basilio apre un ostello, detto più tardi Basiliade, per accogliere solo fratelli cristiani. Egli si recò anche a Costantinopoli col fratello Gregorio, il quale denunciò il fatto che c'erano troppi laici non istruiti che volevano parlare di teologia.
Priscilliano e Ambrogio
Il primo vescovo condannato per eresia da altri vescovi, fu Priscilliano in Spagna, egli fu condannato anche per lo stile di vita ecclesiastico e per il ruolo della donna. Ambrogio vescovo di Milano si espresse su ciò.
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