Storia del cristianesimo
Il Concilio Vaticano II (1962-1965)
La ricezione del Concilio è ancora in atto poiché richiede cambiamenti culturali e per questo bisognosi di lunghi tempi.
Vangelo
Scritti composti molti anni dopo la morte di Gesù, i cui scrittori si preoccuparono di raccontare che Gesù è risorto. Per altri teologi, invece, il Vangelo era ciò che si trova nel Nuovo Testamento.
Canone
Un articolo di legge all’interno della Chiesa Cattolica, ma anche la raccolta dei testi diventati Sacre Scritture. Significa anche “preghiera eucaristica”.
Il Concilio Vaticano II nasce nel clima di entusiasmo degli anni '60, sono, però, anche gli anni della Guerra Fredda e delle grandi contestazioni sociali. Il Concilio iniziò l’11 ottobre e pochi giorni dopo ci fu la Crisi dei Missili a Cuba. Nel ‘61 invece ricordiamo la Baia dei Porci e la costruzione del Muro di Berlino. Questo Concilio ha una lunga preparazione poiché vi furono molti tentativi non andati in porto. Nel Concilio Vaticano I il papa disse che egli stesso fosse infallibile, per questo i teologi annoteranno sui loro diari che non vi sarà più nessun altro concilio poiché il papa è in grado di prendere da solo le proprie decisioni e non ha bisogno di discutere nulla. Per questo, quando nel 1955 il papa ha indetto un nuovo concilio, la decisione è stata accolta da uno stupito devoto silenzio.
Rivelazione
Tutto ciò che costituisce l’alimento per la vita di fede, la Sacra Scrittura: la Bibbia e, in particolare, il Nuovo Testamento. Accanto si va a definire anche la tradizione, il susseguirsi di elementi che i cristiani hanno aggiunto alla Scrittura (come si nomina un vescovo, come celebrare le nozze, chi è un cardinale ecc). Lutero fu, per primo, colui che ribaltò il concetto di tradizione, staccando dalla Scrittura che era l’unica utile per la salvezza dei cattolici.
Il Concilio di Nicea produce i canoni come la data della Pasqua o il divieto di automutilarsi i genitali.
Il Concilio Vaticano II introduce delle novità sul battesimo, che diventa il sacramento principe che dà una dignità sacerdotale a tutti, per questo si parla di sacerdozio comune, come dire che tutti i cristiani sono uguali per aver ricevuto il battesimo. Fino a quel momento non si poté parlare di questo tema poiché era stato introdotto da Lutero.
Altro tema introdotto è quello della collegialità, che riguarda i vescovi che si interessavano solo della loro diocesi, ridimensionando la figura del papa come vescovo di Roma, tutti i vescovi creano un collegio insieme a lui in cui vengono condivise le problematiche della Chiesa Universale. Nasce anche il Sinodo dei Vescovi, che si riunisce ogni due anni e discute di temi decisi dal papa. Nel terz'ultimo si decise che chi ha divorziato e si è risposato potesse riaccedere ai sacramenti secondo un percorso.
Tema della liturgia
La lingua diventa quella nazionale, prima era il latino. Lo scopo era la partecipazione dei fedeli. Il suono del campanello, presente tutt’ora, è un retaggio della liturgia passata, serviva ad avvisare i fedeli che stava per succedere qualcosa di importante. Furono rivisti anche i libri liturgici, si introdusse una maggiore lettura della Bibbia. Tuttavia non è vietato celebrare la messa in latino, infatti, Benedetto XVI nel 2009 liberalizzò questo tipo di messale. Le Fevre, dopo il Concilio, cominciò a ribellarsi, soprattutto alla celebrazione in lingua nazionale, per questo venne dapprima sospeso e poi diede vita ad un vero e proprio scisma.
Ecumenismo
Ecumenismo: tutte le attività poste in essere per avere un dialogo tra i cristiani di diverse confessioni. Questa parola, fino al Concilio, non esisteva. Fino a quel momento i protestanti erano “eretici” e gli ortodossi “scismatici”. C’è proprio un momento ecumenico in cui uomini di fede richiedono il dialogo per riunire le anime del cristianesimo. In risposta, Pio XI, nel 1935, emana un’enciclica (lettera circolare affidata al vescovo) in cui dice di no all’ecumenismo e pretende che chi sia andato via dalla Chiesa Cattolica vi ritorni.
Le altre confessioni diedero vita al Consiglio Ecumenico delle Chiese, un’occasione d’incontro per le varie anime del cristianesimo. I cattolici non ne entrano a far parte. Il Concilio Vaticano II sancisce, così, l’importanza dell’ecumenismo.
Libertà religiosa
Possibilità di tutti gli uomini di praticare la loro fede oppure nessuna fede. L’uomo non deve passare necessariamente per il cristianesimo per salvarsi. I padri del Concilio furono 2800.
Rapporto della chiesa con il mondo
La Chiesa deve avere un atteggiamento benevolo con il mondo moderno e la modernità. Lutero è considerato il padre della modernità dicendo che non può agire contro-coscienza. Fino a quel momento c’era una deprecazione del mondo moderno, l’uomo doveva tornare al regime della Chiesa e seguire i suoi dettami. Le novità del Concilio hanno prodotto contestazioni ed opposizioni, Le Fevre ha un’opposizione di blocco nonostante abbia firmato tutti i documenti. Nel 1988 ha determinato l’ultimo scisma del Cattolicesimo, decise di consacrare 3 vescovi (illegale poiché era necessaria la lettera del papa) e da quel momento lui e i suoi fedeli furono scomunicati fino al 2009 quando Benedetto XVI tolse loro la scomunica allo scopo di creare un dialogo. Le novità hanno trovato riflesso anche nei pontefici che si sono susseguiti fino ad oggi:
- Giovanni XXIII, che indice il Concilio ma muore nel frattempo;
- Paolo VI (1963/1978);
- Giovanni Paolo I (1978);
- Giovanni Paolo II (1978/2005);
- Benedetto XVI (2005/2013);
- Francesco (2013…)
Paolo VI è Giovanni Battista Montini, che era da circa 9 anni vescovo di Milano ed aveva lavorato per oltre 40 anni all’interno della Segreteria di Stato nella Curia Romana, che è la struttura che affianca il papa nel governo della Chiesa Universale; il sostituto segretario è l’uomo che vede il papa ogni giorno, custode dei segreti, impegni e cose importanti. Anche Montini lo è stato negli anni del pontificato di Pio XII, suo modello di papa e punto di riferimento. Nel 1954 Montini viene improvvisamente mandato come arcivescovo a Milano. Nel 1953 il papa gli offre la carica di cardinale che egli rifiuta per rimanere al suo fianco. Un anno dopo, vittima di voci e pettegolezzi, perde il favore del papa che non lo creerà mai cardinale. Perciò nel 1958, quando muore il papa, egli non partecipa al Conclave nonostante fosse la figura più designata per essere papa. Giovanni XXIII lo crea cardinale ed effettivamente nel 1963, alla morte di quest’ultimo, Montini diventa papa. Adesso deve decidere cosa farne del Concilio, il diritto canonico prevedeva che alla morte di un papa il Concilio fosse sospeso e che quest’ultimo possa decidere di non indirlo nuovamente, Montini decise di proseguirlo.
Paolo VI fu il primo che a dover applicare le decisioni del Concilio. Egli si trova, anche, a dover vivere la stagione delle contestazioni: rimozione dell’abate di San Paolo f.l.m. per posizioni ambigue nei confronti del divorzio. Nel 1968 Paolo VI produce una riforma della Curia Romana che definisce l’impianto che poi è arrivato fino ad oggi, che pone al centro la Segreteria di Stato piuttosto che il Santo Uffizio. Egli introduce anche la temporaneità delle cariche, in Curia le cariche diverranno quinquennali, al termine delle quali il papa può decidere di non rinnovarle, lo scopo di questa riforma era eliminare le figure reazionarie all’interno della Curia come Ottaviani e Pizzardi. Introduce il limite di età di 80 anni per i cardinali, per partecipare al Conclave.
Negli anni ‘70 si continua ad applicare il Concilio pur incontrando degli ostacoli. Paolo VI emana l’enciclica Humanae Vitae sulle nascite, che lo porta a perdere parte del suo favore tra il popolo per via delle sue posizioni riguardo i contraccettivi. In quegli anni vi fu anche il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, il quale era un caro amico di Montini fin dai tempi della giovinezza e del F.U.C.I. Nel 1978 Montini muore.
Quando si tiene il Conclave si dibatte su cosa farne del Concilio, se continuare la sua opera o correggerne i passi falsi. Viene eletto ancora una volta un italiano, un patriarca di Venezia, Albino Luciano con il nome di Giovanni Paolo I, che rappresenta una boccata di aria fresca per la sua allegria, simpatia ed umiltà. È una persona impegnata nell’avanzamento dell’applicazione del Concilio, tuttavia essendo sempre cauto. Dopo poco più di un mese di pontificato viene trovato morto nel suo letto, per questo il 1978 viene definito “l’anno dei 3 papi”.
Nel seguente Conclave vi fu uno scontro tra vari cardinali italiani per l’italianità o meno del papa, che infastidì altri cardinali che, per l’elezione, si orientarono verso il vescovo di Cracovia: Karol Wojtyla, polacco, che aveva 58 anni ed era quindi molto giovane ed in salute. Prenderà il nome di Giovanni Paolo II. Colui che viene eletto papa può anche rifiutare, il cardinale Camerlengo, gli si avvicina e gli chiede le sue volontà, qualori accetti gli viene subito chiesto il nome che vuole assumere. Giovanni Paolo è una novità poiché non vi era mai stato un doppio nome e di solito venivano scelti i nomi dei santi della Chiesa di Roma. Luciani scelse il nome Giovanni Paolo come a voler dire che, in termini di Concilio Vaticano, volesse continuare l’opera di Giovanni XXIII e Paolo VI.
Giovanni Paolo II cercherà di far applicare il Concilio adottando una linea moderata, talvolta anche tradizionalista. Nel dialogo con l’ebraismo si mostra il più avanzato, poiché venendo dalla Polonia dove l’ebraismo ha sempre avuto vita difficile, ha sperimentato le deportazioni e l’installazione di campi di concentramento. Quando muore, nel 2005, il Conclave si pone il dubbio di dover riprendere o meno l’eredità del suo pontificato. Joseph Ratzinger è tra i promotori di questa seconda linea, affermando che il magistero di Giovanni Paolo II sia il riflesso del Concilio. Fu eletto e scelse il nome di Benedetto XVI, ovvero un nome preconciliare. Egli era a Roma dal 1982 dove guidava il Santo Uffizio (Congregazione per la dottrina della fede). Sarà lui a prendere importanti decisioni sull’impianto della Curia e a scrivere la teologia di Giovanni Paolo II con cui ha un rapporto simbiotico. Quando diventa papa ha 77 anni, ovvero due anni oltre il limite consentito poiché il papa non aveva mai accettato le sue dimissioni, volendolo al suo fianco fino alla morte. Benedetto XVI affermò che il Concilio era un grande evento che, però, non doveva essere ingigantito ma visto alla luce del passato della Chiesa. Egli liberalizzò la messa in latino, tuttavia quest’ultima conteneva delle preghiere contro gli ebrei, allora la allineò con quella in lingua nazionale. Tolse la scomunica alla comunità di Le Fevre e scrisse loro una lettere dandogli libertà di celebrare la messa in latino, ma affermò che in termini di Concilio la Chiesa non avrebbe fatto passi indietro. Il suo pontificato è caratterizzato da tensioni che lo porteranno nel 2013 alle dimissioni. Nel suo disorso di dimissioni egli afferma di avere delle condizioni fisiche degeneranti che non gli permettono di svolgere le sue funzioni. Egli divenne papa nel clima del Vatilix, ovvero la fuga di documenti dal Vaticano che in parte furono pubblicati restituendo un’immagine negativa di quest’ultimo. La sua decisione aveva cominciato a maturarla un anno prima, durante un viaggio che gli parve molto faticoso dal punto di vista fisico. Per la prima volta viene indetto un Conclave senza che il vecchio papa sia morto. Viene eletto un arcivescovo di Buenos Aires, Bergoglio, per la prima volta un papa latino-americano, con il nome di Francesco. I papi precedenti, al momento dell’investitura, dovevano leggere un discorso in cui prendevano posizione riguardo al Concilio, egli lo fece pochissimo poiché gli parve una cosa del tutto naturale. Era completamente calato nel clima conciliare, essendo diventato sacerdote nel 1969, dopo il Concilio. Durante il Concilio il tema della Chiesa povera e la Chiesa dei poveri fu introdotto proprio dai cardinali latino-americani, per questo ripreso da Francesco.
Gli effetti del Concilio
- Uscita dall’eurocentrismo, fino a quel momento la Chiesa era molto europea. Gli episcopati protagonisti del Concilio furono quello tedesco, francese e belga. La riforma cominciò ad internazionalizzare la Curia che per i 4/5 era composta da italiani. Dopo la morte di Cicognani (segretario di Stato) venne nominato un francese. Nel 2005 Lacomte scrisse una biografia di Ratzinger intitolandola “L’ultimo papa europeo”, come un presagio.
- Recepimento di altre teologie, altri modi di riflettere sul messaggio di Dio, come quelle africane, asiatiche e latinoamericane. Diverse in quanto influenzate dalla loro storia, tradizione e cultura, ma anche dal contatto con le altre religioni. Vengono posti problemi che, magari, i cattolici italiani non si pongono poiché non li vedono.
- Internazionalizzazione della Curia, Pell, ma anche il cardinale filippino chiamato a presiedere il F.I.D.E. e le missioni;
- Lo strumento del viaggio papale, il primo vero viaggio fu quello di Giovanni XXIII, che nel 1962 organizzò un pellegrinaggio in treno per visitare Loreto ed Assisi. Il vero inventore fu Paolo VI che toccò tutti i continenti del mondo, ma la svolta fu data da Giovanni Paolo II con i suoi viaggi intercontinentali, che furono circa un centinaio.
Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II furono i padri conciliari del Concilio, ovvero vi parteciparono in prima persona. Benedetto XVI vi partecipò in maniera differente. In passato i vescovi erano anche teologi, ovvero studiosi molto preparati in materia ecclesiastica e che facevano commenti dei testi della Bibbia. Nel tempo le cose cambiarono poiché i vescovi non erano solo teologi, ma alcuni era specializzati in economia, legge ecc. per questo, quando c’erano dei Concili, si dotavano di teologi di supporto. Benedetto XVI entrò in questa veste a far parte del Concilio, era un brillante insegnante di teologia in Germania e fu chiamato in aiuto del vescovo di Colonia.
Il caso di Francesco
L’impatto che il Concilio Vaticano II si può realmente notare solo dopo che i padri di quest’ultimo sono morti. Francesco, a differenza dei suoi predecessori, non ha dovuto confrontarsi con partiti o regimi che fanno riferimento all’ideologia marxista, la quale ha toccato la Chiesa fin dalla Rivoluzione d’Ottobre. Nel 1937 c’è una condanna formale per il comunismo, e nel 1949 una vera e propria scomunica. Tuttavia, Francesco si confronta con un altro problema, il rapporto con i regimi populisti e dittatoriali latinoamericani e decidere quale deve essere il suo modo di essere cristiano, poiché di solito questi partiti prendono come riferimento il cristianesimo comportandosi, però, agli antipodi. Ciò lo porta ad avere una particolare attenzione nei confronti delle classi più disagiate, da qui nasce la cosiddetta “Chiesa dei poveri”, affrontata in maniera marginale durante il Concilio. Egli è particolarmente attento al tema della collegialità (rapporto tra il papa e i vescovi), un consiglio di cardinali, durante il Concilio si ridimensiona la figura del papa come più importante dei vescovi. Bergoglio tiene molto a questo argomento poiché fu segnato da un’esperienza come quella del 2007 ad Aparecida, una riunione di vescovi latinoamericani che discusse dell’evangelizzazione del mondo e dei problemi ambientali. Ciò lo ha portato, una volta eletto papa, a prendere la decisione di creare un consiglio di cardinali, una riunione che si tiene periodicamente ogni due anni a Roma con un cardinale per ogni continente, con due obiettivi: la decisiva riforma della Curia Romana; dare informazioni al papa riguardo i problemi della Chiesa universale.
Tema della sinodalità
Indica un modo di lavorare insieme che coinvolge vescovi, sacerdoti e laici. I sinodi possono essere indetti anche dai vescovi, dopo il Concilio se ne indirono molti per discutere proprio di quest’ultimo e la novità fu proprio l’aggiunta della presenza laica. Francesco, dal 2015, insistette molto per creare un grande sinodo nazionale per riflettere sui problemi della Chiesa Italiana, tuttavia, fin’ora questa richiesta è sempre stata evasa, forse per timore che gli impianti vengano stravolti o che si apra un processo troppo lungo.
Il caso tedesco
I vescovi tedeschi hanno avviato un processo per un sinodo della loro Chiesa per discutere di una insoddisfazione che si è andata diffondendo. I temi principali sono: la questione dell’intercomunione, ovvero che confessioni diverse del cristianesimo possa partecipare a liturgie di anime diverse e fare la comunione; e la questione di ministeri femminili, la concessione del sacerdozio, o almeno del diaconato, alle donne. A questo proposito Francesco, in un recente discorso, ha affermato la necessità di dare alle donne posti di maggiore responsabilità.
Mito del papa
Che si diffonde soprattutto dopo la Rivoluzione Francese, Francesco sta lavorando per scardinarlo, per questo decide di uscire dalla condizione principesca del papa e rifiuta di vivere negli appartamenti vaticani, ma piuttosto in un residence vicino San Pietro dal quale, ogni giorno, celebra la messa.
I “silenzi” di Pio XII, riguardo alla deportazione degli ebrei, nel 1965 si è aperto un processo per la canonizzazione di quest’ultimo che non si è ancora concluso appunto per questa accusa. Questo problema fu portato alla luce quando, nel 1963, uno sceneggiatore tedesco mise in scena uno spettacolo chiamato “Il Vicario” nel quale si rappresenta proprio il papa che non interviene.
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