Estratto del documento

Storia del cinema 3/10/2016

Concetto di media

Attraverso i media (= mezzo) acquisiamo conoscenza. Con la diffusione dei media si parla di società della conoscenza. Vi è un rapporto complesso e indiretto con il mondo, i media mediano noi e la realtà. Oggi si parla di post-mentalità di massa, non più di mass media. Noi acquisiamo conoscenza, infatti si parla di società dell’informazione.

Si conosce poco il percorso di questo processo; si sono sviluppate anche delle nuove facoltà nel nostro pensiero. Le tappe di tale processo sono trasformazioni del nostro pensiero di tipo antropologico, sociale, culturale e sono avvenute velocemente. Il cinema è il progenitore di tutti i media: la Tv, Internet… è stata coniata una definizione per la nostra cultura e la nostra epoca: società dell’informazione e della conoscenza, questo lo mediatodobbiamo ai media. Oggi abbiamo un rapporto con la realtà.

Accanto a queste definizioni è sorta anche la definizione di società dell’immagine e dello spettacolo. È una svolta avvenuta nella storia della cultura in quanto l’immagine ha assunto una centralità assoluta; parliamo di Iconic Turn, ovvero centralità assoluta dell’immagine dinamica e audiovisiva.

Da questo punto di vista tutte le immagini che fruiamo quotidianamente sono “figlie” del cinema: quelle degli schermi di smartphones, tv, metropoli. Viviamo immersi nell’immagine. Il cinema va studiato in rapporto agli altri media e come medium che ha dato origine alle immagini audiovisive in una forma molto più complessa e con una grande densità di significati. Ci soffermiamo sulle immagini perché siamo esposti ad una quantità immensa; secondo le stime nel medioevo un uomo in media vedeva 24 immagini artificiali, nell’arco dell’intera vita. Non si tratta di una questione quantitativa ma qualitativa → abbiamo acquisito nel corso dei secoli un diverso rapporto con il mondo.

Oggi al giorno vediamo circa 600 mila immagini al giorno, tra cui le immagini dinamiche che mutandosi nel loro dispiegarsi, riassumono in sé stesse altre immagini (sequenze audiovisive).

Fenomeno stroboscopico

Il nostro occhio vede il movimento nell’immagine cinematografica, che derivava dallo scorrimento di 24 immagini in 1 secondo. Se vedo lo scorrere di queste immagini statiche, alla fine avrò l’illusione di fluidità del movimento. Le 24 immagini che l’uomo medievale vedeva nella sua vita, noi le vediamo in un secondo. Questo comporta mutamenti nella percezione del pensiero, della sensibilità, i quali a loro volta implicano delle trasformazioni epocali dal punto di vista antropologico, sociale e culturale.

La TV è un “vecchio” media per oggi. Lo definiamo vecchio, perché ne sono subentrati altri più recenti. Negli anni '50 inizia la diffusione di massa delle tv, e tutt’ora il consumo è in aumento (mezz’ora ogni 4 anni). Mediamente trascorriamo 4 ore al giorno davanti alla TV. Oggi siamo sempre di più i prodotti delle immagini che vediamo: il nostro modo di pensare, i concetti ecc. sono influenzati dalle immagini. La novità di oggi è che siamo anche i produttori delle immagini. Nell’epoca del cinema e della TV le immagini venivano prodotte da registi e case produttrici, coinvolgendo quindi decine di persone; in seguito le immagini si sono affinate diventando sempre più portatile, ed oggi chiunque abbia uno smartphone può produrre immagini e video, senza grandi investimenti economici.

Quando riprendiamo la realtà non siamo consci che stiamo riprendendo degli schemi della realtà, riproducendo delle convenzioni rappresentative. In base a studi e ricerche è emerso che l’Italia è il paese europeo che si dedica meno all’educazione ai media e alla formazione alla cultura dei beni e delle immagini. Bisogna conoscere i limiti e le potenzialità.

4/10/2016

Ieri abbiamo accennato ad un medium del passato, che ancora oggi ha una sua notevole importanza (il medium in questione è la TV). Abbiamo detto che il termine “media”, secondo la sua origine latina, è approdata negli Stati Uniti all’indomani della nascita della stampa (informativa), del cinema, della TV. È una parola che è stata assorbita nella cultura statunitense nel corso del '900.

Che cos’è il medium?

È un mezzo, un tramite, uno strumento. Ogni strumento tecnico è un medium (se guardati da questo punto di vista). Si è sostenuto da parte degli studiosi che l’uomo si distingue dagli animali, nel momento in cui inizia ad utilizzare gli strumenti (i primi sono armi, strumenti per lavorare le carni, le pelli). Lo strumento è la tecnica; ha la funzione di porci in una nuova relazione con l’ambiente circostante (in un ambiente di dominio nella maggior parte dei casi). Permette all’uomo di rapportarsi secondo modi nuovi con l’ambiente (con il contesto). Questa funzione primaria, crea un potenziamento, un ampliamento, una sostituzione delle facoltà umane. Lo strumento è una protesi delle possibilità dell’uomo; è un’estensione del suo corpo.

Questa è una definizione generale che vale per tutti gli strumenti tecnici. Lo strumento compie sempre una mediazione tra l’uomo e l’ambiente. La tecnica (utilizzo di strumenti tecnologici) ci pone in una situazione di dominio rispetto all’ambiente circostante. Il pensiero riguarda il corpo e la mente. I media ricadono nella definizione di strumento tecnico.

Tuttavia questa mediazione avviene in un modo nuovo rispetto al passato. Il potenziamento delle facoltà umane riguarda il corpo, ma anche soprattutto la mente. Sono strumenti che hanno un’essenza culturale. Delegando sempre di più la memoria a internet, finiamo a non esercitare più questa facoltà della memoria (cambiamento rispetto al passato). In questo caso il medium più che ampliare la capacità memoria, la sostituisce.

La vista e l’udito sono facoltà umane (sensoriali, che ci danno la percezione e l’esperienza della realtà). Sono quelle facoltà che ci offrono l’idea dell’esperienza mediata: non è diretta, ma mediata. Possibilità di farci vivere un’esperienza sensoriale, ma questa è un modo attraverso cui ci rapportiamo alla realtà. I media sono tecnologie della sensibilità, che hanno a che fare con i sensi, che ci permettono di fare un’esperienza. Questa esperienza rimane nella nostra memoria, ci cambia. Non è un’esperienza di vita che ha a che fare con un contatto diretto con la realtà, eppure è un’esperienza reale (quando guardiamo un film possiamo ridere, piangere).

Si fa un’esperienza individuale, cambia la nostra vita, il nostro modo di pensare; sono delle protesi della nostra sensibilità. Ma non dovrebbero sostituire la nostra sensibilità. Marshall McLuhan “Gli strumenti del comunicare” nel suo testo (che viene pubblicato all’indomani della diffusione di massa della TV), riflette su queste tecnologie come delle protesi della nostra sensibilità, delle nostre facoltà percettive.

Nelle ere della meccanica (prima della nascita dell’elettricità, prima dell’avvento del cinema), già c’era una sorta di estensione del corpo nello spazio. Questa estensione era dovuta ai mezzi di trasporto, soprattutto al treno, che muta tantissimo il senso dello spazio e del tempo. Cambia la percezione dello spazio e del tempo; amplifica e accelera l’esperienza dell’uomo (basta pensare a come si sono ridotte le distanze per l’uomo).

Oggi abbiamo esteso il nostro sistema nervoso centrale. Con l’avvento dei media, del cinema, internet, non parliamo più soltanto di un’estensione del corpo, ma anche della nostra mente. Il nostro cervello è immesso “in un abbraccio globale”. Trasforma, riduce la nostra percezione del tempo, e i parametri con cui percepiamo lo spazio.

Partendo dal cinema, storicamente milioni di spettatori fanno la stessa esperienza mediata grazie alla visione di un determinato film. Questo film viene diffuso in ogni angolo della terra, in ogni ambiente, in ogni cultura, e persone così distanti tra di loro, fanno la stessa esperienza mediata della realtà. Da questo punto di vista, cambia la possibilità di fare un’esperienza percettiva di un milione di persone.

Questo prima non accadeva (se si voleva vedere un quadro come la Gioconda, ci si doveva spostare per fare esperienza di quel quadro, per poterlo vedere). La percezione dell’immagine viene fatta in un modo completamente nuovo (con l’avvento del cinema). Ora uno stesso film, fa sì che il QUI ED ORA venga meno. Il cinema, offrendo quest’esperienza, introduce il fatto di avvicinare idealmente (se non fisicamente) queste persone; ovvero a forza di fare delle esperienze di questo genere, comporta che valori, principi e ideali inizino a diffondersi; iniziano ad essere condivisi. Sono le condizioni ideali, di condivisione che costituisce un’interpretazione specifica della realtà. Il cinema è uno dei primi fattori che ha portato alla globalizzazione culturale. Ha determinato l’espandersi della cultura statunitense. Abolisce il tempo e lo spazio, li trasforma.

Oggi ci sentiamo molto più vicini a persone che vivono in altri continenti rispetto a come si sentivano le persone del '700. Non soltanto perché c’è stata una vera e propria rivoluzione data dai trasporti, ma soprattutto perché c’è stata una trasformazione data dal cinema. Parlando della TV, essa interviene in un modo ancora più potente nel trasformare la percezione dello spazio e del tempo. La TV ci offre immagini della realtà in diretta, nel momento in cui accadono (per esempio le Olimpiadi). In quel preciso istante milioni di persone condividono la stessa simultaneità, pur essendo lontani nello spazio. La TV ci permette di sentirci ancora più vicini. Questo vale anche per i fatti storici, come le guerre, le catastrofi naturali. Si parla della cosiddetta “cerimonia dei media”. La TV annulla il tempo. Lo spazio viene trasformato, non del tutto ridotto.

Con l’avvento di Internet, lo spazio è ulteriormente ridotto (quasi annullato). Con Google Maps, possiamo visitare luoghi diversi, e questo ci fa sembrare di essere lì. Siamo noi che scegliamo cosa osservare di quello spazio; il tempo e lo spazio per la cognizione che ne abbiamo, mutano tantissimo.

Il parametro spazio-tempo

Tramite le immagini noi facciamo un’esperienza mediata; immaginando di essere lì. La realtà e l’immaginario subiscono un avvicinamento. Queste trasformazioni influenzano il nostro pensiero. “Abbraccio globale”, ovvero questa sensazione di estenderci nello spazio, sta all’origine della globalizzazione e della condivisione. La parola globalizzazione è utilizzata moltissimo.

Fino a pochi decenni fa, non era affatto utilizzata. Il termine globalizzazione si crede che derivi dall’unificazione dei mercati, avuta con la caduta del muro di Berlino (quando si è passati da una divisione tra le economie sovietiche e quelle liberali). Quando viene meno questa distinzione di mercati, si va a creare un’unica idea di mercato e gli economisti iniziano ad usare il termine globalizzazione.

Negli anni ’60 McLuhan ha parlato di “villaggio globale”; ha cognato quest’espressione che è paradossale in quanto accomuna due sostantivi con significati opposti. Villaggio designa qualche cosa di circoscritto, ben localizzato; qualcosa di molto piccolo in un territorio ben determinato. Mentre globale designa un insieme vasto. McLuhan ha introdotto quest’espressione per rendere conto proprio delle trasformazioni che sono sorte con l’avvento dei media. Si sono create le condizioni perché persone di tutto il mondo si sentissero appartenere ad una stessa comunità, secondo logiche di un villaggio (un piccolo centro abitato, prima dell’avvento delle grandi metropoli). Egli parla di villaggio globale. Quando noi facciamo esperienza della TV, o di un film, si instaurano in noi delle dinamiche di familiarità, come se conoscessimo le persone che vediamo in queste immagini.

Il medium viene definito anche come una metafora (sempre secondo McLuhan). Metafora= trasformare, traslare. Se ogni medium è una metafora, qualche cosa che trasforma, vuol dire che non è un semplice veicolo. Trasforma chi riceve il contenuto, e influenza tutto il contesto, tutta la società. È un veicolo che concorre a plasmare il contenuto e anche lo spettatore (chi riceve questo contenuto).

Il medium può offrirci diverse interpretazioni, e il modo in cui possiamo concepire la realtà. Viene trasformato il senso a seconda delle potenzialità del medium (la TV ci offre una cosa precisa, decide lei cosa farci vedere). L’abbraccio di cui parla McLuhan: estensione del modo di pensare, non solo come questione fisica.

5/10/2016

Ogni medium è un messaggio, non è un semplice vettore, ma trasforma i contenuti perché ogni medium ha le sue possibilità specifiche nel rapportarsi ai contenuti, nell’offrire una certa visione del mondo, che fanno sì che uno stesso contenuto assuma valenze ed interpretazioni diverse a seconda del medium. Non tutti i contenuti sono adatti ai diversi media: per la scrittura, il medium può avere un tipo di rapporto con i contenuti molto concettuale e saggistico, implicando l’utilizzo del pensiero, della logica e la riflessione; mentre per gli audiovisivi il pensiero logico, empirico e razionale è coinvolto in misura minore e diversa rispetto la scrittura. Uno stesso argomento può assumere un trattamento diverso, concetti e contenuti rimangono gli stessi ma vengono così trasformati che si dice il contenuto alla fine corrisponde al tipo di medium che si utilizza. Il medium influisce e trasforma il messaggio per le sue peculiarità. Non ci sono rapporti gerarchici tra i media, ognuno ha le proprie specificità.

Gravano su questo confronto tra medium, tanti pregiudizi storicamente: la scrittura per una storia specifica che riguarda una particolare evoluzione del pensiero logico e razionale, è stata valutata per un certo periodo come superiore all’immagine. Tutti gli studi e la cultura del '900 hanno permesso di scoprire le peculiarità del pensiero sollecitato dalle immagini, che è diverso, né migliore né peggiore di quello sollecitato dalla scrittura.

Il medium genera un messaggio, trasformando il contenuto, che retroagisce con i messaggi dei media già esistenti in un dato contesto storico, rendendo complesso l’ambiente sociale. I media si situano in un determinato contesto, diverso rispetto a quello rinascimentale o greco-romano; tale contesto consta di altri media pre-esistenti o nuovi.

McLuhan afferma che le relazioni che sussistono tra un medium (tv) e gli altri che lo hanno preceduto o seguito, sono relazioni di influenza reciproca. Esempio: si crea una serie-tv ispirata ad un romanzo → la tv si rapporta con la letteratura, non può essere un rapporto slegato tra la parola e l’immagine. Se prima della serie-tv è stato realizzato anche un film, dovrà relazionarsi anche con questo e ne sarà influenzato. Si dovrà porre in relazione anche con novità culturali introdotte da internet.

Quindi i rapporti tra i media sono molto complessi e si influenzano a vicenda. La serie-tv retroagisce con i messaggi dei media pre-esistenti (romanzo, film) ma si rapporta e sarà influenzato da un media che esiste già (internet). Tutto questo rende l’ambiente sociale e culturale molto complessa.

Si parla infatti di un sistema dei media, che è un concetto legato alle relazioni reciproche che sussistono tra i diversi media. Queste relazioni fanno sistema; i media fanno sistema. La serie-tv va pubblicizzata, e saranno operatori interni al sistema dei media, che conoscono molto bene le relazioni che sussistono tra i media, a pubblicizzarla su giornali, riviste, su internet. Utilizzeranno quindi le relazioni reciproche che esistono tra i media. Vista tale complessità, bisogna valutare bene l’impatto dei media nella cultura e capire quali interazioni e conseguenze hanno sia sull’individuo che sulla società tutta.

Un altro esempio è la serie-tv Gomorra: prima era stato fatto il film, che era stato ispirato al libro di Saviano che a sua volta si ispira alla realtà, sia dati indiretti che indiretti (dati dai pentiti e dal giornalismo). Tutti questa media hanno influenzato la realtà. C’è uno scambio fluido tra realtà e realtà data dai media, in entrambe le direzioni. A volte serve anche per migliorare la realtà.

Edgar Morin “Lo spirito del Tempo” 1962

Ci dice che la cultura dei media introduce un’esperienza mediata e condivisa del mondo.

  • Ogni medium va ad intensificare la condivisione.
  • Si è introdotto un rapporto inedito con lo spazio e il tempo ed è cambiata la cognizione del “qui” e “l’altrove”: un tempo erano nozioni ben distinte, oggi si confondono in quanto anche in questo modo si crea un rapporto fluido tra il reale e l’immaginario → siamo in una realtà virtuale.
  • La stessa cosa avviene nel rapporto tra l’io e l’altro: con la condivisione planetaria, ci sentiamo sempre meno diversi. Condividiamo quasi gli stessi ideali ed anche i valori sono sempre più diffusi (libertà, uguaglianza) e considerati giusti. Questa osmosi a livello astratto degli ideali in cui viviamo (astratti) c’è sempre maggiore condivisione e affinità tra i popoli e meno diversità.
Anteprima
Vedrai una selezione di 12 pagine su 55
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 1 Storia del cinema, appunti lezione Pag. 2
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 6
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 11
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 16
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 21
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 26
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 31
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 36
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 41
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 46
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia del cinema, appunti lezione Pag. 51
1 su 55
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aydy.musyc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia ed estetica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Simonigh Chiara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community