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INQUADRATURA

1) Significa :

- Ritagliare una determinata porzione di spazio, escludendone un’altra

Cos’è? :

LE INQUADRATURE = CAPOVERSI

-Segmento di pellicola girato in continuità,delimitato

– a livello di ripresa da due arresti di motore

– a livello di montaggio da due tagli di forbice

LE INQUADRATURE come categoria di spazio

Profilmico

- Porzione di spazio delimitato fisico detto (un ambiente, un paesaggio, etc.)

riprodotto dall'obiettivo della macchina da presa o della fotocamera.

– operazione di selezione e di esclusione sul profilmico;

– operazioni (sguardo, punto di vista) che sovrintendono alla messa in inquadratura del

“mondo” selezionato: il filmico (angolazione, inclinazione, distanza)

L’inquadratura come unità di visione e unità di racconto

- Dentro la cornice dello schermo:

– componente figurativa (il visibile)

– componente narrativa (la diegesi = personaggi, ambienti, azioni)

- Nel caso del cinema è una determinata azione ripresa senza interruzioni o stacchi

- E’ un quadrum (simile alla pittura) oggetto iconico bidimensionale illusoriamente

profondo la messa in quadro determina la trasformazione dello spazio profilmico in

spazio filmico

- Contenitore spazio-temporale accoglie personaggi, gli ambiente, e le azioni che

costituiscono il contenuto della narrazione le sue dimensioni sono legate al formato

della pellicola in millimetri 35 mm è il più usuale.

- In quanto immagine bidimensionale che raffigura una realtà a 3dimensioni si

avvicina alla pittura e alle arti visive tradizionali (fotografia)

- Il formato dello schermo, invece, si definisce attraverso il rapporto tra altezza e

larghezza del quadro il formato tradizionale, di Lumière e di Edison, è rettangolare

Oggi sono diffusi formati più larghi (1:1,75 a 1:1,85)

 Alcuni film degli anni 20 furono in formato quadrato

 Verso la metà degli anni 50 furono impiegati formati più larghi, come il

 Cinemascope.

- Dimensione si riferisce all’estensione dello spazio ripreso

- Fonte diegetica interna all’universo del racconto

Inquadrature di complessità e dimensioni differenti:

Si ottengono in relazione alla posizione della cinepresa e dunque alla maggiore o minore

vicinanza dagli oggetti e dallo spazio ripreso.

INQUADRATURE PIU’ AMPIE SCALA DEI CAMPI:

- Campo Lunghissimo (CLL) un quadro che abbraccia uno spazio estremamente

 esteso,tanto da disperdere la visione dei personaggi e

delle loro azioni è centrale il ruolo dell’ambiente

western dove la relazione tra uomo e ambiente

 

è uno dei motori dell’azione

- Campo Lungo (CL) Lo spazio contenuto nel quadro è minore rispetto al CLL

 

L’ambiente continua a prevalere sulle figure

- Campo Medio (CM) i personaggi conquistano il centro della scena

- Totale (TOT) chiamato anche Piano di fondazione ( establishing shot) è

 

Un’inquadratura d’interno ritrae il complesso di un ambiente e

di una situazione

- SCALA DEI PIANI assumendo il corpo dell’uomo quale fattore distintivo

- Figura Intera (FI) ritrae il personaggio interamente dalla testa ai piedi

 

- Piano Americano (PA) dalle ginocchia in su frequente presenza nel cinema

 

Hollywoodiano classico cui si deve il suo nome

- Piano Medio (PM) inquadrato dalla vita in su

- Primo Piano (PP) dalle spalle alla testa

- Primissimo Piano (PPP) e Dettaglio (D) inquadrature molto ravvicinate che

 Focalizzano lo sguardo su parti del volto

o del corpo di un personaggio o su un

oggetto

- La Scala dei campi e dei piani offre una classificazione dei vari tipi di inquadratura

- E’ possibile realizzare inquadrature ambigue nelle quali possono convivere un Primo

Piano e un Campo Lungo si confondono due differenti tipi di inquadratura

Due funzioni dell’inquadratura :

- Inquadratura - limite Limite (cinema moderno: personaggio e azione relegati nella

 periferia dell’inquadratura)

- l’inquadratura con i suoi bordi è limite cornice attiva

dell’immagine cinema moderno Décadrage

  

procedimento che crea un vuoto al centro dell’immagine 

decentramento l’attenzione si sposta non coincide più

 

con l’oggetto guardato ma con il soggetto guardante 

l’immagine si chiude su se stessa, quasi a impedire allo

spettatore di leggere il mondo del racconto come spazio

unitario

- Inquadratura – finestra Finestra (cinema classico: dissolve i bordi, si offre come

 mondo illimitato)

– Si fonda sul principio della centratura

- Centratura come strategia narrativa tende a dissolvere

illusoriamente i suoi bordi/ a far dimenticare la sua natura

di ritaglio spaziale porta lo spettatore a concentrare la

propria attenzione sul contenuto dell’ immagine

I MOVIMENTI DELLA MACCHINA DA PRESA

- Il cinema è fatto di immagini in movimento

- L’inquadratura statica il quadro è fermo a muoversi è l’oggetto filmico

 

- Inquadratura dinamica la macchina da presa si muove nello spazio lo percorre /

 

segue lo spostamento di un personaggio / si muove attorno ad una realtà immobile

- Panoramica la cinepresa fissata su un cavalletto ruota sul proprio asse da destra a

sinistra / dall’alto verso il basso e viceversa segue una traiettoria circolare

- Carrellata la macchina da presa è posta su un carrello che si muove su binari e può

attraversare lo spazio della ripresa in avanti /dietro / lateralmente / in maniera trasversale

/ utilizzando strutture di scorrimento verticale verso l’alto / verso il basso può essere

 

montata su un’auto (camera car) / su un aeroplano (carrellate aeree) / sospesa in alto

a “picco” (skycam) il suo impiego prevede il controllo della ripresa da terra grazie a un

 Garrett Brown

monitor collegato alla macchina da presa ideata nel 1984 da (inventore

anche della steadicam) ; su una gru / su un braccio mobile (dolly) in questo modo si

possono effettuare riprese complesse

- L’ operatore la cinepresa può attraversare lo spazio muovendosi assieme al corpo

 cinema verità

del cameraman (macchina a mano) utilizzata dal cosiddetto “ ”

- Steadicam ideata alla fine degli anni 70 consente di ridurre al minimo gli sbalzi e

 

il tremolio derivanti dagli spostamenti dell’operatore quest’ultimo può salire o scendere

le scale /camminare / correre / arrestarsi all’improvviso la cinepresa aderisce

direttamente tramite un corpetto al cameraman garantisce la realizzazione di riprese

fluide thriller / fantastico / soprannaturale un senso di inquietudine caratterizza le

  L’ultimo Uomo Murnau

riprese ottenute con questa apparecchiatura (1924)

 

- Zoom moto apparente non riproduce esattamente l’impressione dello spostamento

 

reale della macchina da presa pur avvicinandosi / allontanandosi da un oggetto

schiaccia lo spazio circostante così si perde in gran parte l’effetto di profondità spaziale

- La Reinquadratura (reframing) leggero aggiustamento della camera finalizzato

 

a riprendere il cambiamento di posizione di un personaggio

- Carrellata a precedere o a seguire a seconda che si inquadri il personaggio

anticipandone lo spostamento o seguendolo

- Movimenti Motivati si definiscono così la reinquadratura e la carrellata a procedere

o a seguire comunicano allo spettatore un informazione /elemento essenziale al

progredire dell’intreccio cinema classico che punta sulla chiarezza espositiva

- Movimenti Non Motivati non strettamente legati alle necessità del racconto

- Il dinamismo della cinepresa contribuisce a rafforzare l’illusione di tridimensionalità

con essa si muove virtualmente l’occhio dello spettatore che entra nello spazio della

rappresentazione / esplorandone i luoghi / imparando a conoscerne gli ambienti/ gli

oggetti

PUNTO DI VISTA

è quello in cui si colloca ogni spettatore dentro la sala cinematografica per guardare il

film per averne una visione ottimale dovrebbe piazzarsi in posizione centrale

- Tre dimensioni percettiva / cognitiva / affettivo – ideologica

- PERCETTIVA rimanda all’attività di vedere

- COGNITIVA trasmissione di un sapere

- AFFETTIVO – IDEOLOGICA credere-sentire

2) DURATA: determinata

- L’inquadratura cinematografica ha una durata ben precisa,

- Si misura in relazione al tempo di lettura dell’immagine

- E’ legata sia al contenuto un’ immagine può essere semplice (composta da pochi

elementi), oppure articolata; sia alla dimensione dell’inquadratura un PPP richiede un

tempo di lettura minore.

3) DINAMISMO:

- L’inquadratura cinematografica non è un’immagine statica, ma dinamica

- Garantito dallo spostamento della macchina da presa in modo continuo ( la cinepresa

si sposta continuando a filmare) ; in modo discontinuo (staccando tra una posizione e

l’altra).

4) PROFILMICO

- La “messa in scena” (nel cinema come a teatro):

– ambientazione

– illuminazione

– colore

– costumi

– trucco

– recitazione degli attori

– in generale, tutte le operazioni che intervengono

- la costruzione dello spazio profilmico simile al teatro tanto che si parla messa in

 

scena

2tipi di ambiente:

- Naturale allestimento di uno spazio credibile, che sia verosimile reale

 

/naturale Méliès cercava il verosimile

- Artificiale fantastico finzione / uso del trucco Lumière cercava il

  

meraviglioso

5) SCENOGRAFIA:

- Naturale scelto non solo per un ambiente naturale, ma anche per altri generi di

cinema, come il western

- Chiuso cinema classico si gira in studio, in ambienti completamente ricostruiti

 

si organizza l’ambiente in funzione della cinepresa per cui si compiono scelte di

stile si realizza l’ambiente in un certo modo/ si opta per determinati colori e

oggetti / si controlla ogni dettaglio del set al fine di facilitare la composizione

dell’inquadratura si possono costruire edifici e oggetti di piccola estensione/ allestire

pareti mobili e altro per facilitare gli spostamenti della macchina da presa ; 

girando in studio gli imprevisti sono ridotti al minimo ; per realizzare

inquadrature complesse il cinema classico utilizzava modellini di edifici e di città 

Un altro trucchetto la retroproiezione su pannelli trasparenti di ambienti

precedentemente ripresi; con l’avvento delle nuove tecnologie e l’utilizzo

del pc si possono ottenere effetti e vedute spettacolari restando entro i margini

della verosimiglianza

6) L’ILLUMINAZIONE:

- La luce incide fortemente sul significato complessivo del film

- permette di vedere, e dunque di capire, l’insieme degli elementi presenti in

l’inquadratura

- Costituisce un essenziale elemento simbolico stabilisce l’atmosfera del film

 

contrapposizione tra zone molto luminose e aree oscure / le asprezze / le ombre / luce

chiara ed omogenea

SISTEMA A TRE LUCI anni 20 Hollywood

Fin dagli anni 20 per realizzare per realizzare un’inquadratura adeguatamente illuminata

occorrevano almeno 3fonti luminose : illuminazione in chiave alta

- luce principale (key light) denominata è la luce

 

primaria / chiara /diffusa determina la direzione complessiva del fascio luminoso

e delle ombre Ha fortemente caratterizzato il cinema classico Hollywoodiano

- luce di riempimento (fill light) di potenza inferiore attenua o elimina le

 

ombre proiettate dalla luce principale illuminazione in chiave bassa

- controluce (back light) denominata

 

caratterizzata da contrasti forti luce posta sul retro della scena enfatizza la

 

profondità spaziale / dà rilievo a personaggi e oggetti che risulterebbero appiattiti

noir

legata al genere /atmosfere ambigue dei racconti polizieschi

Chiaroscuro:

- nasce in Germania negli anni 20

- enfasi posta sulle ombre accostamento nella stessa inquadratura di zone

estremamente illuminate ad aree oscure,buie sono zone che non si fondono

- per raggiungere tali effetti occorre indebolire oppure eliminare la luce di

riempimento cosicché le ombre generate dalla luce non perdano né contorno né

intensità

7) COLORE :

- Introduzione del colore negli anni 50 in funzione del rilancio del cinema

nuances

- I primi cineasti intendevano sfruttare il potere di differenti per comunicare

con più immediatezza alcune informazioni narrative e creare suggestivi effetti

emotivi le sequenze notturne in blu / le scene in interni in giallo seppia / le fonti

luminose si tingevano di sfumature aranciate

- Le pellicole potevano essere colorate con procedimenti chimici 

imbibizione e il viraggio eseguiti attraverso l’immersione della pellicola già

sviluppata in differenti bagni di tintura ; oppure si poteva procedere alla

colorazione manuale stendendo il colore fotogramma per fotogramma

 

all’epoca del muto

assai diffusa

- I cineasti possono decidere di abbinare un personaggio o un luogo a un dato colore

/ associare un colore a un tema o a una situazione ricorrente

- Esempio nel cinema d’autore Michelangelo Antonioni Il deserto

  

rosso (1964) al fine di creare un’atmosfera innaturale, fa ridipingere alcune

parti dello spazio scenico le pareti di una stanza / l’erba di un prato tentando

 

di accordare i colori dell’ambiente alla situazione emotiva dei personaggi.

8) COSTUMI:

- Determinano il tono, l’atmosfera del film (al pari della scenografia, illuminazione)

- La forma di un abito descrive e colloca il personaggio sia dal punto di vista

sociale / sia per quanto concerne l’atteggiamento morale

- Spesso sono gli abiti e gli accessori a svelare l’autentica natura dei personaggi 

può essere addirittura parte integrante del personaggio fornirgli la sua ragion

d’essere a volte interagiscono con le dinamiche di recitazione / i gesti / le azioni

esempio – i costumi espressionisti legati alla gestualità teatrale

- Nei racconti di epoche passate o in quelli di fantascienza i vestiti e gli accessori

sono fondamentali per la collocazione cronologica

genere storico

- FILM IN COSTUME definito così il la forma degli abiti è

 

ripresa da fonti pittoriche o da testimonianza iconografiche (figurative) d’epoca

- FANTASCIENTIFICO questo genere può attingere ai fumetti

 l’ambientazione

al futuro consente una notevole libertà di allestimento

- ESEMPIO DI ABITI CHE DETERMINANO IL PERSONAGGIO Psyco

(1960) Hitchcock il protagonista uccide vestendo i panni della madre morta

 

Trucco:

- Il suo interagire con la luce rappresenta un fattore determinante nella definizione

cromatica e figurativa del film

- Gli attori sono sempre truccati anche quando sembrano naturali

- Serve a far aderire il più possibile l’attore alla figura del personaggio nel caso di

personaggi mostruosi o di fantasia tende ad avvicinarsi all’effetto speciale

- Al pari del costume può essere impiegato in senso naturalistico ; nel

 

senso dell’artificio

9) LA RECITAZIONE:

- Interpretazione il lavoro dell’attore vero e proprio

- Dirigere la recitazione / guidare l’attore sul set vuol dire anche gestire amministrare lo

spazio dell’inquadratura

due differenti linee stilistiche:

- Naturalistica tende alla massima adesione tra attore e personaggio tenta di

 

riprodurne i gesti / l’agire / e il sentire si cerca di stabilire tra attore e

personaggio un&rs

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof De Benedectis Maurizio.
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