Storia del cinema e del video
I PROTAGONISTI – ROBERT ALTMANà scena girata in un piano sequenza (è un’inquadratura senza
stacchi, nessun stacco di montaggio, ripresa continua, caratteristico: è il tempo e lo spazio della realtà,
registi: Hichock, Orson West, Kubrick)
ELIA – GLI ULTIMI FUOCHIà il cinema che inscena il cinema, il cinema è storia e narrazione
NUOVO CINEMA PARADISOà inquadrature di baci messe assieme,
LA ROSA PURPUREA DEL CAIRO – WOODY ALLENà immagina che un’attore esca dallo schermo colpito
dal fatto che una tizia sia per la quinta volta a vedere stò film (cecilia), usa il film come unica via di fuga
da una vita orrenda, l’attore si accorge e esce dallo schermo
SPLENDORà monologo di Torisi che racconta la capacità onirica del cinema, che mette in scena il
desiderio e altre parti di noi, che ci permette di immaginare cose assurde e invivibili nella quotidianità
TORO SCATENATO – SCORSESEà titoli di testa:
FILMà in inglese “pellicola”, la pellicola contraddistingue la definizione del film perché all’inizio
venivano girati in pellicola che permettere di impressionare le immagini attraverso un processo
chimico basato sulla luce.
Il fatto che la pellicola stia scomparendo và a discapito dei piccoli cinema, la maggior parte dei film sono
ancora girati in pellicola e poi montati in digitale.
La pellicola è il supporto più antico su cui fare i film: è una striscia di celluloide di diversa grandezza a
seconda del formato della pellicola (35 mm, 16 mm, 8 mm). Fatta da rettangoli, che sono dei
fotogrammi, con a lato buchi per farla trascinare mentre scorre, lato verticale ha una linea zigrinata che
è il sonoro o colonna sonora.
Immagini elettronicheà immagini fatte con le telecamere che poi vanno in VHS, le immagini si
formavano attraverso degli impulsi elettrici
Immagini digitalià le immagini si formano attraverso degli algoritmi matematici.
La differenza tra di loro è che quella elettronica ha una scarsa qualità, si vedono tutti i puntini,
l’immagine digitale fa un po’ meno schifo e poi c’è la pellicola che è la qualità per le immagini, rende
meglio i colori.
Il digitale ha il vantaggio di maneggevolezza, nel montaggio è più facile modificarli, il digitale permette
delle riprese in situazioni di luce assente dove poi si può modificare la luce.
1° trasformazione: Il digitale stà soppiantando la pellicola quindi vuol dire che le immagini può
produrle chiunque quindi c’è una trasformazione a livello produttivo.
2° trasformazione: il luogo in cui si guardano i iflm, adesso si possono vedere praticamente ovunque
dal cinema al pc, il vantaggio è che sono comodi, gratuiti, il pubblico si amplia e posso trovare una
quantità incredibile di materiale. Gli svantaggi sono che è difficile far emergere i veri film di qualità.
I problemi sono che ci siamo adeguati al brutto quindi non siamo in grado di distinguere i prodotti
effettivamente belli e quelli brutto, il gusto viene messo in pericolo. C’è il problema del rottamare,
perché c’è il consumo delle immagini veramente molto veloce, c’è una necessità molto veloce di
guardare le immagini. Vedendo le immagini di continuo noi abbiamo una percezione imprecisa delle
immagini perché le vediamo ma non le osserviamo e passiamo direttamente all’immagine successiva,
guardo le cose in maniera frettolosa. Quello che cerca lo spettatore sono delle cose che lo colpiscano sia
visivamente che a livello di audio più che cercare di guardare le immagini nella loro complessità.
Rapporto spettatore-‐film: uno dei primi impatti è quello nostro emotivo ed è soggettivo, il secondo
elemento è il fatto che il film parli di cose che a me sono particolarmente vicine.
Scegliere un film:
FORMATI PELLICOLAà il 16 mm è il formato semi professionale, il 35 mm è professionale
1826 prima foto su pellicola (processo fotochimico)
1839 dagherrotipi
1889 costruita la prima pellicola fotografica
Evoluzione tecnologia del cinemaà cambiamenti prodotti dal cambiamento delle
tecnologie
1895à nascita del cinema, prima proiezione del film a Parigi dei fratelli Lumiere
1902à primi film colorati a mano
1927à passaggio da cinema muto a sonoro
1932à primo film in technicolor, colore ottenuto con processi chimici
1940à prima apparizione dell’obbiettivo pan focus (?)
1952à primi film in cinemascope (?)à schermo che è un lungo rettangolo
1981à primo film in computer animation,àTrone
inizio anni 90à il digitale entra nel cinema
LIBROà tim burton racconta tim burton, feltrinelli
Fransuà truffolt (?)-‐ il cinema secondo hickcoc (?)
ESAMEàscritto
EFFETTO NOTTE – fransuà truffault
È un metafilm, è un film sul cinema perché racconta la produzione di un film, è una summa perché
racconta un po’ tutto.
Titolo: EFFETTO NOTTEà è un effetto cinematografico, nel cinema classico venivano girati dei film di
giorno con davanti all’obbiettivo un filtro blu in modo che desse questo effetto di notte. Se si usa questo
filtro si vede tutto sui toni bluastri, l’effetto d’atmosfera che ottengo è un’atmosfera onirica e molto
finta.
Vuole fare un omaggio al cinema classico.
È quello di “Farenaith” e “incontri ravvicinati del terzo tipo”
LA NOTTE AMRERICANAà è l’effetto notte
Nei titoli vediamo delle linee zigrinate che rappresentano il sonoro.
All’inizio c’è una dedica a due donne che sono due attrici molto importanti del cinema muto, quindi lui
dichiara la sua natura di amante del cinema.
Movimento di cameraà è un carrello laterale= la macchina viene messa sui binari messi per terra sul
quale scorre lateralmente, lo
zoom è un dolli è un braccio che si sposta in alto e in avanti, questa
inquadratura ci dice che è un film girato in studio quindi ricostruito e non nella realtà.
GIRARE IN STUDIO vs. REALTàà le luci sono un problema, il clima è un problema perché interrompe
la produzione, il sonoro è un problema perché in studio ovviamente non si sente. In studio devo
ricostruire tutto quindi costa molto, la macchina da presa è limitata se si gira in studio perché ti limita
perché hai delle scenografie meccaniche quindi ricostruite
Oggi si ricostruisce tutto in digitale ma ha dei problemi: costa molto ed è difficile avere un’interazione
reale tra attori e scenografia quindi gli attori devono avere i movimenti studiati al millimetro.
Il carrello si muove lateralmente, avanti e indietro, oppure uso una steticam (?) cioè un’imbragatura
che mi metto addosso dove la camera resta perfettamente immobile (vedi anche Shining).
In questo film invece si usa la macchina a spalla perché la steticam non esisteva, ovviamente la
macchina a mano fa sentire il movimento. Oggi si usa per i film di guerra, soggettive e quindi per dare
un’idea di dinamicità. A quell’epoca si usava una sedia a rotelle o comunque un qualcosa con le ruote
fisse.
Ci sono due ragazze che hanno un ruolo fondamentale sul set, sono
le segretarie di produzione, è
fondamentale perché annota tutto ciò che riguarda le inquadrature. Hanno anche il ruolo di far in modo
che gli attori rimangano gli stesi anche a distanza di tempo sennò è un casotto.
La
giraffa è per registrare l’audio in presa diretta.
Per
produrre un film devi proporre lo script a qualche casa produttrice.
Il regista in un film decide dove mettere la macchina da presa, l’angolazione della macchina e quindi il
punto di vista e solo lui lo può fare.
Sogno ricorrenteà è un sogno legato al cinema, il sogno di un ragazzino (se stesso) che va a rubare le
locandine di “Quarto potere”
TRUFFAULTà è un regista francese che fa nouvelle vague è un movimento cinematografico che nasce
alla fine degli anni 50 in francia e si chiama così perché cambi ail modo di girare, il modo di produrre e i
contenuti del film (registi: truffaul, ckabrol, romer
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