Estratto del documento

BELLE EPOQUE .................................................................................................................................... 2

LA CRISI DI FINE SECOLO ..................................................................................................................... 7

IL RIFORMISMO GIOLITTIANO ............................................................................................................ 7

ANNI CRUCIALI PER L’ITALIA ............................................................................................................... 8

LA PRIMA GUERRA MONDIALE ........................................................................................................... 9

CONSEGUENZE DELL GUERRA .......................................................................................................... 11

LA RIVOLUZIONE RUSSA ................................................................................................................... 12

DOPOGUERRA e FASCISMO .............................................................................................................. 13

STATI UNITI ....................................................................................................................................... 17

REGNO UNITO .................................................................................................................................. 20

FRANCIA ............................................................................................................................................ 20

GERMANIA ........................................................................................................................................ 21

ITALIA ................................................................................................................................................ 23

RUSSIA .............................................................................................................................................. 27

LA SECONDA GUERRA MONDIALE .................................................................................................... 31

DOPO LA GUERRA (1945-50) ............................................................................................................ 38

ECONOMIA E SOCIETA’ ..................................................................................................................... 43

1

BELLE EPOQUE

Si sviluppa dai primi del ‘900 alla Prima guerra mondiale. Designa un’epoca di grandi invenzioni e

progressi. Si parla di una società di massa, perché la società è più stratificata, infatti troviamo operai,

braccianti e contadini e anche impiegati pubblici e privati, tecnici, impiegati, infermieri e medici. I

salari aumentano e molte persone hanno accesso ai beni di lusso, ovvero a orologi, biciclette,

macchine da scrivere e cucire.

Nascono i grandi magazzini, che offrono uno spettacolo per le signore, ma soprattutto offrono nuovi

posti di lavoro come commesse specializzate e come disegnatori di cartelloni pubblicitari.

Si introducono nuovi divertimenti di massa, come il calcio, che da semplice sport diventa un grande

affare, tanto che gli uomini industriali sostengono finanziariamente alcune squadre in cambio di

pubblicità. La squadra più antica è il Genoa.

Si verifica un aumento demografico dovuto alla diminuzione del tasso di mortalità.

Nascono gli ospedali e si sviluppano presso i medici le teorie igieniste, con la scoperta al microscopio

dei batteri. Ci sono psichiatri che confermano scientificamente le teorie secondo le quali le donne

sono esseri inferiori, troppo emotive, non adatte a partecipare alla vita politica e confermano inoltre

l’esistenza di razze.

Le istituzioni statali cercano di coinvolgere le masse all’interno della cornice statale, rendendo

obbligatoria l’istruzione elementare e allargando il diritto di voto, escludendo le donne.

SUFFRAGETTE

Si sviluppa così un movimento di massa, quello delle suffragette, che si diffonde soprattutto in

America e in Inghilterra. Lo strumento di lotta era il ricorso allo sciopero della fame. Emmeline

Pankhurst fondò un’associazione per il diritto di voto. I risultati furono deludenti, anche se in

Australia fu concesso nel 1903, in Finlandia e in Norvegia, ma in Inghilterra nel 1928 e in Italia nel

1946.

CATTOLICESIMO

Altro movimento di massa è quello del cattolicesimo. Pio IX, salito nel 1846, sembrava un papa

liberale, ma con il tempo appare più conservatore, infatti nel 1864 emana una bolla nella quale

condanna il liberismo, perché troppo individualistico, il socialismo, perché portava a lotte tra

lavoratori, l’ateismo e tutta la società moderna, con il razionalismo che aveva portato le violenze

della Rivoluzione francese. Nel 1891 Leone XVI pubblica un’enciclica Rerum Novarum, con la quale

si apre al mondo moderno, invitando i cattolici a partecipare ad associazioni, dove si richiamavano

i doveri degli operai di lavorare e dei datori di lavoro di pagare un giusto salario. Nasce un

movimento di democrazia cristiana.

MODERNISMO

Nasce il modernismo, a Nord, che vuole interpretare in maniera moderna la Bibbia, applicando un

metodo storico-filologico. All’inizio era tollerato, poi verrà scomunicato da papa Pio X nel 1901.

SOCIALISMO

Un altro movimento è il socialismo. Era già nato in Francia nella prima metà dell’800, ma c’è stata

una svolta quando Marx e Engels pubblicano il Manifesto del partito comunista del ’48. Questo libro

termina dicendo agli operai di tutto il mondo di unirsi, quindi aveva una vocazione internazionalista.

Nel 1864 si ha l’esperienza della Prima internazionale, con l’obiettivo di costruire un partito

socialista europeo, però fallisce a causa delle diverse situazioni nei vari stati (a rappresentare l’Italia

fu mandato Mazzini con idee molto diverse da Marx). Nel 1891 si ha una Seconda Internazionale,

che si riunisce prima a Bruxelles poi a Londra. Si fece una divisione tra socialismo e anarchismo. Gli

anarchici non si rivolgono solo agli operai ma a tutti i cittadini e avevano come scopo la distruzione

dello stato, si parlava di sollevazione spontanea delle masse. Lo Stato secondo Marx era inteso come

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una macchina della borghesia, che doveva essere sostituita da una semplice amministrazione delle

cose. Inoltre, si fa un’altra divisione tra partito e sindacato, quest’ultimo fa delle lotte per le cose

pratiche, mentre il partito dà principi ispiratori. Si lotterà per la giornata lavorativa di 8 ore e verrà

condannato sia l’imperialismo che la guerra (intesi come strumenti della borghesia). All’interno della

seconda internazionale, emerge la voce di Bernstein, un social democratico tedesco, che scrive un

libro in cui dice che le tesi di Marx non si erano avverate perché, secondo lui, Marx aveva

sottovalutato la forza dei ceti medi, che fingevano da ammortizzatori sociali tra questi conflitti.

Quindi bisognava cambiare gli obiettivi del socialismo, attuando riforme in favore degli operai,

collaborando all’interno dei parlamenti con le forze liberali democratiche e borghesi. A questo

punto i partiti socialisti si dividono in due parti: quelli fedeli a Marx, i massimalisti, il cui motto era

“Tanto peggio, tanto meglio” che significava che peggiori erano le condizioni degli operai e prima si

sarebbe arrivati alla rivoluzione, e quelli riformisti, che dicevano di collaborare con le forze liberali

democratiche per attuare delle riforme. In Italia nel corso del 900 emerge la figura di Mussolini, che

sta dalla parte dei massimalisti, però quest’ultimi non volevano guerre quindi Mussolini passò al

nazionalismo. Il nazionalismo è un movimento che in Germania prende il nome pangermanesimo, e

in Russia panslavismo. Il Socialismo condanna imperialismo.

IMPERIALISMO

Si sviluppa anche l’imperialismo. Nel 1914 l’Oceania, l’Asia e l’Africa erano sotto le potenze europee.

C’erano motivazioni di tipo economico, cioè avere materie prime a buon mercato per le fabbriche

dei paesi europei e aprire dei mercati dove vendere le merci che erano prodotte in eccesso in

Europa, di tipo politico-strategico, quindi impadronirsi di colonie e avere punti di controllo sugli altri

stati e per il prestigio che dava l’avere un impero, e infine una motivazione ideologica, espressa da

Kipling secondo il quale era dovere dell’uomo bianco portare avanti i popoli, considerati inferiori da

un punto di vista tecnologico e scientifico, ma superiori per il numero di nati e per la forza fisica.

CAPITALISMO

Questa è anche l’epoca del capitalismo e della seconda rivoluzione industriale. Si parla di seconda

rivoluzione industriale perché non si pone come un proseguimento della prima (Inghilterra del ‘700),

ma si tratta di un fenomeno differente, perché segna la nascita di nuovi settori industriali (chimico,

farmaceutico) e di una nuova forma di energia, l’energia elettrica con l’invenzione da parte di Edison

della lampadina. In questo periodo vengono fatte grandi invenzioni e scoperte, come in campo

medico con l’invenzione dell’aspirina e del cloroformio. Queste invenzioni però hanno anche un

aspetto negativo, perché portarono alla costruzione delle mitragliatrici, usate prima nelle guerre

coloniali e poi nella Prima guerra mondiale. Si parla di nuova fase dell’industria, perché non esisteva

più la piccola o media industria, ma ormai si parlava di concentrazioni industriali o oligopoli

industriali (poche grandi industrie che avevano in mano tutto il mercato in un determinato settore).

Soprattutto negli stati all’avanguardia, come Stati Uniti e Germania, si sperimentano queste forme

di concentrazioni industriali. Negli Stati Uniti si parla di trust, unioni di imprese che potevano essere

orizzontali, se riguardavano solo un prodotto, o verticali, se inglobavano industrie attive nel settore

(per esempio estrattivo, siderurgico, meccanico) e delle holding, industrie che si associavano nella

gestione finanziaria. Mentre in Germania erano più diffusi i cartelli. All’interno delle fabbriche si

sperimentano nuovi modi di produrre, come per esempio taylorismo, dal nome dell’ingegnerie

americano Taylor che aveva studiato la giornata lavorativa di un operaio scomponendone le singole

mansioni e calcolando i tempi ottimali per ogni mansione, questo portava a un’estrema

specializzazione del lavoro. Si introduce poi il nastro trasportatore per evitare che gli operai si

spostassero e perdessero tempo. Ebbe così origine la catena di montaggio, ciò significava che un

operaio stava fermo per otto ore nello stesso posto svolgendo la stessa mansione, ottimizzando i

tempi, ma con il pericolo dell’alienazione. 3

STATI UNITI

Gli Stati Uniti si erano formati grazie agli immigrati, quindi era una società multietnica, con

conseguenti forti forme di razzismo, tanto che gli storici affermano che il senso d’identità americana

passa per il razzismo nei confronti di neri, ebrei, slavi e italiani. Al governo c’erano due grandi partiti:

partito repubblicano, rappresentato da Roosevelt, e democratico, con Wilson. Questi leader

cercarono di lottare contro i grandi trust, ovvero concertazioni di aziende che riuscivano a incidere

pesantemente sulla politica, e contro la corruzione del sistema politico. Wilson fonda la Federal

Reserve, cioè la banca centrale, cui era affidato il compito di intervenire sul mercato del credito

ponendo sotto controllo le banche private.

GERMANIA

Nel 1870 nasce l’Impero Guglielmino. Artefice della riunificazione era stato Otto von Bismark, che

deteneva insieme al Kaiser il potere esecutivo. La costituzione assicurava libertà anche al

parlamento di tipo bicamerale, cioè è suddiviso in due Camere: il Reichstag, un parlamento federale,

con membri eletti a suffragio universale, e il Bundesrat, un consiglio federale, composto dai

rappresentati dei 25 Stati che componevano la Confederazione germanica. Bismark non consultava

il parlamento.

Per rendere la Germania uno stato forte, Bismark emana nel 1871-75 le Leggi per la civiltà, con

l’obiettivo di diminuire l’influenza dei cattolici all’interno dello stato, proibendo l’attività di

insegnamento agli ecclesiastici, introducendo il matrimonio civile, ordinando la chiusura delle scuole

rette da religiosi, imponendo il controllo dello Stato sulla formazione degli ecclesiastici ed

espellendo i gesuiti. I cattolici insorsero e quindi Bismark dovette attenuare questa politica anche

perché alla fine dell’800 si sviluppò un altro pericolo per lo Stato, ossia la crescita del Socialismo.

Introduce quindi le Leggi eccezionali contro le tendenze sovvertitrici, consistevano nel proibire tutte

le associazioni che avevano come scopo il rovesciamento dell’ordine sociale o statale. Quindi i

socialisti furono ridotti alla clandestinità, ma nonostante ciò gli operai diedero sostegno ai socialisti,

tanto che la social democrazia divenne il primo partito in Europa. Bismark promuove anche il

socialismo dalla cattedra, ossia concesse alcune riforme paternalistiche agli operai, per esempio

introdusse le assicurazioni obbligatorie per gli infortuni, per la vecchiaia, però queste riforme non

riguardavano l’obiettivo degli operai, cioè le ore lavorative e la garanzia del salario minimo.

Per quanto riguarda la politica interna l’obiettivo di Bismark era di far della Germania uno stato

forte, mentre in politica estera Bismark puntava all’Europa e non tanto alle colonie. La sua

preoccupazione era quella di mantenere isolata la Francia. Quindi stipulò il Patto dei tre imperatori

(1872) che riuniva Austria, Russia e Germania, tre potenze che avevano interessi nell’area balcanica,

perché quest’ultima era un’area particolarmente pericolosa. Questo perché i Balcani erano sotto il

dominio degli Ottomani, un impero che dava segni di crisi, quindi sulla penisola confluivano le

aspirazioni dell’Austria, che voleva espandersi verso la Bosnia Erzegovina, e della Russia, che voleva

uno sbocco sul mare. Inghilterra e Germania volevano mantenere la situazione stabile, ma a

complicare la situazione c’erano le ambizioni indipendentistiche dei popoli che vi abitavano.

Nell’1882, per mantenere l’isolamento diplomatico della Francia, propone all’Italia un patto

difensivo, la Triplice alleanza. Poi nel 1878 organizza un primo congresso di Berlino per la questione

balcanica, con la nascita di 3 nuovi stati: Bulgaria, Serbia e Montenegro, e la concessione della Bosnia

Erzegovina come protettorato all’Austria. Nel 1884-85 organizza un secondo congresso per la

spartizione dell’Africa, con l’obiettivo di mantenere equilibro tra le varie potenze europee, senza

concorrere alla corsa delle colonie. Ciò però venne criticato. Infatti, alla morte del Kaiser, sale il figlio

Guglielmo II che nel 1890 fece allontanare il vecchio cancelliere e ne scelse uno più malleabile ed

inaugurò il Neue Kurs, cioè un nuovo corso con l’obiettivo di fare della Germania una grande potenza

mondiale, la Weltpolitik. Questo si tradusse in grandi stanziamenti per gli armamenti, con una

politica di riarmo, e per la flotta navale, che entrò in competizione con l’Inghilterra.

4

FRANCIA

La Francia è uscita sconfitta dalla battaglia di Sedan del 1870. Questo crea un’identità del popolo

francese, perché questa confitta era stata così pesante da portare alla caduta dell’impero

napoleonico e all’affermazione della Comuna, poi repressa. Infatti, molti volevano un ritorno alla

monarchia, ma a causa di forti contrati su a chi dare la corona, nel 1875 venne proclamata la

Repubblica. All’inizio il governo era in mano a una sinistra moderata, che fece importanti riforme

nell’ambito dell’istruzione, dell’allargamento del diritto di voto e intervenne anche nei rapporti tra

chiesa e stato, concedendo libertà di associazione e di stampa, insegnamento primario gratuito,

matrimonio civile e divorzio. Nel 1902 poi il governo passa al blocco delle sinistre (radicali e

socialisti), sopprimendo conventi, scuole e ordini religiosi, proibendo agli ecclesiastici l’attività di

insegnamento e incamerando i beni della chiesa. Si giunge così alla separazione tra Stato e Chiesa. I

governi di Clemenceau, un radicale, e di Briand, un socialista indipendente, introdussero altre

riforme sociali, come il riposo settimanale e le pensioni per alcune categorie di lavoratori.

Questa nuova repubblica subì due colpi di Stato, dovute a minacce negli ambienti militari. Quindi a

partire dagli anni Novanta la vita politica francese va polarizzandosi intorno a due forze

contrapposte (divise sulle principali questioni nazionali): una destra militarista, autoritaria,

revanscista e antisemita (come dimostra il caso Dreyfus), e una sinistra anticlericale, composta da

repubblicani, radicali e socialisti. Nasce anche il movimento nazionalista.

CASO DREYFUS: Il generale Dreyfus fu accusato ingiustamente di aver passato delle informazioni al

governo tedesco che avevano portato alla sconfitta di Sedan. Anche a seguito di prove sulla sua

innocenza, l’opinione pubblica francese e i giudici si schieravano contro di lui, solo alcuni intellettuali

e politici presero le sue difese e solo più tardi venne riconosciuta la sua innocenza.

INGHILTERRA

In questo periodo di epoca vittoriana (1837-1901) si rafforza il sistema bipolare che contrappone i

conservatori o tories, fautori di una politica di prestigio e conquiste, ma più cauti sulle riforme

sociali, e i liberali o whigs, più attenti ai problemi della società inglese. I liberali sono guidati da

Gladstone e i conservatori da Disraeli. Durante i governi del primo vengono attuate diverse riforme

sociali, come il riconoscimento dei sindacati (1871), l’introduzione dell’istruzione militare

obbligatoria (1880) e l’estensione del suffragio ai cittadini maschi.

In questo periodo nasce la questione irlandese, dovuta alla crisi degli anni ’70, e Gladstone prima

della guerra propone un progetto di Home Rule, per concede

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher angelatn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Bellabarba Marco.
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