LA CATTEDRALE DI
SANT’ANDREA - Asola (MN)
La Cattedrale è stata costruita nel 1472 sulla base di una più piccola chiesa del 1300 ed è in stile tardo
gotico lombardo. È dedicata a Sant’Andrea apostolo e all’Assunzione della Vergine Maria.
ORGANO E PULPITO (Romanino)
Procedendo lungo l’asse fondamentale della Chiesa, dall’ingresso all’altare, prima del transetto si
incontrano rispettivamente a sinistra e a destra l’organo con la cantoria e il pulpito.
L’organo venne installato nel 1516 da Giovanni Battista Fachetti, un organaro bresciano molto famoso
all’epoca.
La cantoria e il pulpito sono raffinate opere d’intaglio eseguite dallo Zamara.
Ma l’interesse maggiore delle strutture è costituito dai dipinti che le ornano e formano un vero e proprio
ciclo pittorico del Romanino, eseguito a partire dal 1525 e cioè negli anni della piena maturità dell’artista.
Quasi a esprimere la consapevolezza dell’alta qualità del proprio lavoro, egli ha voluto lasciarvi la “firma” di
un autoritratto (all’estremità inferiore sinistra della cassa dell’organo).
Organo e cantoria: lettura dei soggetti.
Con i volti e gli atteggiamenti della gente comune, con gli abiti anacronistici per i
Ante dell’organo: soggetti rappresentati ma abituali al tempo dell’artista, i personaggi dovettero apparire
straordinariamente moderni agli occhi dei primi ammiratori, esprimendo quindi il
chiuse, i Santi concetto di attualità e di perenne validità del messaggio da loro incarnato.
Andrea ed Erasmo
vescovo (a cui era
dedicata un’altra
chiesa nella città). Pulpito: lettura dei soggetti
aperte, due episodi
prefiguratori della
venuta di Cristo. A
sinistra quello della
Sibilla Tiburtina che,
consultata
dall’imperatore
Augusto sulle sorti di
Roma, gli indica nel
cielo un’apparizione
della Madonna con il
Bambino. A destra,
l’episodio di Abramo,
fermato da un angelo
mentre sta per
sacrificare il figlio
Isacco.
Cantoria:
ai lati dell’arco, gli
apostoli Pietro (con
le chiavi) e Paolo
(con la spada).
nei riquadri, sibille e
profeti accompagnati
dal rispettivo nome e
da una loro frase
relativa alla venuta di
Cristo (nel Medio Evo
e nel Rinascimento
era diffusa l’infondata
opinione che le
mitiche sibille fossero
l’equivalente dei
Pilastro a cui è
addossato il
pulpito:
una commossa
immagine
dell’Ecce Homo
(Ecco l’uomo),
cioè il Cristo
umiliato nella
sua P
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