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Civiltà europea: spazio e tempo

Transizione dal feudalesimo al capitalismo - dal XIII al XVIII secolo

La storia economica può essere vista come la storia dei sistemi economici. Questo approccio è stato esplorato da pensatori come Bloch nel suo lavoro "La société féodale" del 1939.

Storia economica per Schumpeter

Joseph Schumpeter, nel suo "History of Economic Analysis" del 1960, ha esaminato la cooperazione e l'organizzazione sociale della produzione. Egli vede il sistema economico come una struttura organica di istituzioni che si adattano ai rapporti di produzione e alle forze produttive, un'idea condivisa anche da Kula nel suo "Problemi e metodi di storia economica" del 1963.

La distribuzione

Cantillon nel suo "Saggio sulla natura del commercio in generale" del 1755 e Smith con "La ricchezza delle nazioni" del 1776 hanno esplorato il concetto di scambio, con Smith che ha affrontato obiezioni da parte di Schumpeter. Gli argomenti toccano il valore d'uso e il valore di scambio, e l'investimento nei rapporti di riproduzione sia semplice che allargata, come discusso da Friedman nel suo "La tirannia dello status quo" del 1984.

La rappresentazione dei sistemi economici

La rappresentazione statistica e dinamica dei sistemi economici è stata esplorata da Hicks nel suo lavoro "Una teoria della storia economica" del 1969, con modelli di sviluppo elastico, semplice e astratto.

La periodizzazione della storia economica

La classificazione e collocazione dei sistemi nel tempo e nello spazio portano a una storia economica realistica, basata su ipotesi. List, Hildebrand, Bucher e Schmoller hanno distinto tra economie pastorali, agricole, industriali e commerciali, mentre altre tipologie includono economie naturali, monetarie e creditizie.

Marx

Marx ha posto un'attenzione particolare alla dinamica dei rapporti di produzione con un approccio meno deterministico, come suggerito da Hicks. L'autonomia del sistema economico e il sistema economico mondiale sono stati individuati nell'Europa del '500.

  1. Il modo di produzione

La definizione del modo di produzione per Marx ed Engels in "L'ideologia tedesca" (1845-46) e per Dobb in "Storia del pensiero economico" (1973) esplora la divisione del lavoro come scambio e come rapporti sociali di produzione. La divisione del lavoro è vista come rapporto dicotomico da Lange in "Economia politica" (1958). Dobb, nel suo "Problemi di storia del capitalismo" (1946), discute l'uniformità qualitativa creata dalla classe dominante e l'antagonismo di classe legato alla distribuzione del reddito prodotto, mentre Topolski in "Metodologia della ricerca storica" (1975) sostiene che i conflitti di classe non siano il fattore universale dello sviluppo.

I fattori della produzione

Lo stato della tecnica orienta la combinazione dei fattori produttivi per una massima produttività del lavoro. Dalla preistoria all'antichità, il lavoro era il fattore prevalente con proprietà collettiva, come discusso da Heichelheim. Nell'età di mezzo, si afferma il ruolo della terra con la classe signorile contro la classe servile, come indicato da Boutruche. La resistenza della massa rurale è nutrita dal bisogno insopprimibile di accedere alla terra secondo Bloch in "La société féodale" (1939). Tra l'età moderna e contemporanea, il capitale predominante vede due classi regolate da contratto, con limitazioni della libertà del salariato come evidenziato da Dobb in "I salari" (1965).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Ferrai Cecilia.
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