Storia dei servizi educativi
Tiziana Pironi 13/03/18
Visita all'archivio
O questo venerdì o il 4 aprile andiamo all'archivio in via della Rondine. Alle 12:50 ci troviamo a Porta Saragozza.
Casa di correzione di Bologna
Laterale di via Della Badia.
Le case di correzione: origini e sviluppi
Sito del MOdE. Le case di correzione nascono nel sedicesimo secolo e nascono dalla necessità di ovviare all'aumento di alcune categorie di persone e all'aumento di comportamenti sociali che queste persone producevano. Si pongono come opposizione alla povertà, all'ozio, alla devianza. L'aumento di queste persone era dovuto a concause: disoccupazione, aumento di persone, trasferimento verso le città. Questo problema destava paura non solo ai governi, ma anche alla popolazione civile. I ribelli, gli ubriaconi, le prostitute e la possibilità di costringere tutte queste persone assieme era data dal cambiamento della percezione sociale tra lavoro e povertà. Il povero che potrebbe lavorare è visto come potenziale delinquente. Siamo di fronte alla categoria di persone definite classi pericolose o uomini senza padrone. Termini che rimandano a persone incontrollabili senza regole.
I governi furono accomunati da un piano che si delineava su un triplice livello:
- Elargizione di un sostegno ai poveri non abili al lavoro
- Assicurazione della possibilità di lavoro per gli abili al lavoro
- Adeguate politiche per i poveri dalla condotta irregolare
Nelle case di correzione l'imprigionamento è inteso come punizione. Diverso nelle carceri dove i detenuti erano completamente inattivi. La prima casa di correzione nasce a Londra nel 1557, Bridewell, a partire da questo primo esempio nel volgere di pochissimo tempo si diffondono in tutto il territorio inglese. Altro elemento caratterizzante è che la storia di queste case è molto lunga, in questo Paese in particolare dove chiudono nel 1820. A partire dall'esempio inglese, questa tipologia di strutture si sviluppano in altri Paesi: Amsterdam 1589, Amburgo, Svizzera, ecc.
Caratteristiche architettoniche
Da un punto di vista architettonico tutte le case avevano analogie. Si dividevano in un'ala destra e in una sinistra, divisione uomini e donne. I reclusi erano sia adulti che bambini, non c'era l'idea di deresponsabilizzazione del minore. Per gli uomini si trattava di persone che non lavoravano, senza dimora, ubriaconi; per le donne si trattava di una condotta sessuale deviante, condotta scandalosa: prostitute, donne che avevano avuto relazioni con uomini sposati o relazioni con uomini contro la volontà della sua famiglia. I bambini si rifiutavano di andare a scuola, di lavorare, orfani che vivevano nella strada. Imponenti mura che avevano la funzione di isolare le persone dal contesto. Isolamento anche dal retroterra familiare, non potevano più avere contatti con i familiari, era tutto mediato dal direttore delle case di correzione.
Meccanismi correzionali
Entrare in un meccanismo correzionale significava imprimere un nuovo stile di vita più disciplinato. Dovevano seguire una serie di riti:
- Uniforme: appena arrivati dovevano svestirsi e mettere l'uniforme. => spersonalizzare i reclusi
- Silenzio: imposizione del silenzio, un personale di sorveglianza controllava che le persone non si parlassero durante il lavoro, ma anche in tutti gli spazi della casa
- Ossessiva pulizia del corpo, negli unici momenti liberi → attraverso la pulizia del corpo si intendeva ripulire l'anima del recluso per poi riplasmarlo. L'operosità e la totale sottomissione doveva sostituire tutti i comportamenti oziosi condotti all'esterno.
- Preghiera e lavoro → ora et labora
Il lavoro:
- Scandiva la giornata
- Contribuiva al sostentamento della struttura
- Favoriva un'ottimale reinserimento nel tessuto socio-economico, perché i reclusi apprendevano un mestiere
Per interiorizzare queste norme era previsto un progetto rieducativo con la distribuzione di castighi. Uno di questi castighi potevano essere punizioni corporali, che venivano fatte con il pubblico di tutti i detenuti → punirne uno per educarli tutti.
L'evoluzione delle case di correzione in Italia
La prima casa di correzione italiana viene aperta a Roma nel 1693 e viene inclusa nel complesso dell'Ospizio Apostolico di San Michele a Rima grande. Nel 1766 un'altra casa venne aperta a Milano, poi nel 1822 viene aperta a Bologna. Bando = comunicazione delle autorità che doveva raggiungere tutta la comunicazione. Bando per Bologna: ozio sorgente di ogni vizio, necessità di riparare allontanando dalla società i traviati, rinchiudendoli perché venissero sottoposti a un regolare tenore di vita (progetto preciso che seguiva delle regole) in cui le morali cristiane unite a un giornaliero travaglio (lavoro) fossero favorevoli a migliorare il costume.
Le case vengono chiuse perché ad un certo punto cominciano a mancare le materie prime (=> non c'è più lavoro per i detenuti), problema legato alle guardie che venivano colte in stato di ubriachezza (perché spesso erano ex detenuti), cominciano ad aprire le porte ad un'altra tipologia di reclusi es. donne incinta → scarto tra teoria e pratica diventa così netto da non riuscire più a rispettare quelle che erano le finalità per cui questi luoghi erano stati costituiti. Difficoltà di tradurre in pratica quello che gli statuti prevedevano.
Le workhouses nel contesto inglese
Nel contesto inglese si affermano anche le workhouses, che sono altre forme di internamento coatto. Sono strutture che rivolgevano la propria assistenza ai poveri → Non avevano la finalità di recludere. La loro storia si collega all'Old Poor Law, questi poveri non hanno colpe, sono rimasti disoccupati. I poveri delle case di correzione si rifiutavano di svolgere una mansione, mentre quelli delle workhouses.
Nascono nello stesso clima, sono risultate molto simili per il controllo, ma sono differenti per la finalità:
- Richiede di chiudere i poveri dalla condotta originale
- Le workhouses nascono per assistere i poveri
Poi nella pratica rispettavano le stesse regole. Le Old Poor Law impongono di dare assistenza alle persone che erano in stato di indigenza, con l'obiettivo di:
- Fornire il lavoro ai disoccupati (diverso da recludere i poveri dalla condotta irregolare)
- Assistere i malati e i vecchi
- Far imparare ai bambini un mestiere
Fino al 17o sec outdor relief, a partire dal 17o sec per favorire un risparmio all'assistenza ai poveri vengono aperte le workhouses. Le persone rimaste povere potevano anche andare volontariamente. In un primo momento infatti questo avveniva, mentre nelle case di correzione nessuno voleva andare e non c'era la possibilità di scegliere di non andare. Cambia tutto nel 1723 workhouse test act → le parrocchie potevano negare la concessione di aiuti a quei poveri che si rifiutavano di entrare nelle workhouses.
Nelle workhouses tutte le categorie (bambini, uomini e donne) alloggiavano separatamente, mentre nelle case di correzione i bambini non erano separati.
Video A person in real need, persona che ha un reale bisogno di aiuto. An empty workhouse is the per...
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