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Storia della pedagogia

La scoperta del bambino

Montessori

Valido per il secondo parziale in data 25/11/2022

1. Considerazioni critiche sulla scienza applicata alla scuola

In Italia sorsero anni fa le cosiddette "Scuole di pedagogia scientifica", per opera di medici esperti con lo scopo di preparare i maestri al nuovo indirizzo della pedagogia: scuole che ebbero molto successo e raccolsero tutti i maestri d'Italia.

Perché nasca la pedagogia scientifica è necessario che la scuola permetta il libero svolgimento delle attività del fanciullo. Oggi c'è un urgente bisogno di rinnovamento dei metodi per l'educazione e per l'istruzione; chi lotta per questo, lotta per la rigenerazione umana.

2. Storia dei metodi

Per costruire una pedagogia scientifica bisogna dunque battere una strada diversa da quella ritenuta fin qui giusta. La preparazione dei maestri è necessario che sia contemporanea alla trasformazione della scuola. Se abbiamo preparato maestri osservatori e iniziati all'esperienza, conviene che nella scuola essi possano osservare e sperimentare.

Un cardine fondamentale della pedagogia scientifica deve essere perciò una scuola che permetta lo svolgimento delle manifestazioni spontanee e della vivacità individuale del bambino. Se una pedagogia dovrà sorgere dallo studio individuale dello scolaro, sarà dallo studio inteso in questo modo: tratto dall'osservazione di bambini liberi, cioè studiati e vigilati ma non compressi.

Ogni ramo delle scienze sperimentali è sorto dall'applicazione di un metodo proprio. In generale è importante definire il metodo, la tecnica e dalla sua applicazione attendere il contenuto, che deve scaturire dall'esperienza. Anzi una delle caratteristiche delle scienze sperimentali è di muovere all’esperimento senza preconcetti di sorta sull'eventuale esito dell'esperimento stesso.

Il problema è dunque stabilire il metodo proprio della pedagogia sperimentale. Esso non potrà essere quello di altri scienze sperimentali: e se in qualche modo la pedagogia scientifica è integrata dall’igiene, dall'antropologia e dalla psicologia, e ne adotta anche in parte la relativa tecnica metodologica, ciò si limita particolari sullo studio dell'individuo da educare, la qual cosa deve essere parallela all'opera “ben diversa” dell’educazione, e può costituire solo un contributo laterale alla pedagogia.

Lo studio della Montessori tratta appunto del metodo in pedagogia sperimentale e risulta dalle sue esperienze compiute negli asili d'infanzia o nelle prime classi elementari. Essendo dottoressa assistente alla clinica psichiatrica dell'università di Roma, la Montessori ebbe occasione di frequentare il manicomio per lo studio dei malati da scegliersi a scopi di didattica clinica, e in tal modo si interessò ai bambini idioti ricoverati nel manicomio stesso.

Fu così che, interessandosi agli idioti, venne a conoscenza del metodo speciale di educazione per questi bambini ideato da Edouard Seguin, e in genere a penetrare l'idea nascente anche tra i medici pratici dell'efficacia di cure pedagogiche per varie forme morbose come la sordità, idiozia eccetera. Lei però a differenza dei suoi colleghi, ebbe l'intuizione che la questione dei deficienti fosse prevalentemente pedagogica, anziché medica.

Mentre molti parlavano nei Congressi medici del metodo medico-pedagogico per la cura e l'educazione dei fanciulli frenastenici, lei ne fece argomento di educazione morale al Congresso Pedagogico di Torino del 1898, e probabilmente toccò una corda molto vibrante poiché l'idea si diffuse in un baleno come questione viva, interessante per la scuola.

Fin da quando, negli anni 1898-1900, si dedicò all’istruzione dei fanciulli deficienti, credette di intuire che quei metodi non erano soltanto un tentativo per aiutare gli idioti, ma contenevano principi di educazione più razionale di quelli in uso: tanto che perfino una mentalità inferiore poteva divenire suscettibile di sviluppo.

Fu allora che principiò un vero e proprio studio della cosiddetta pedagogia riparatrice e in seguito volle intraprendere lo studio della pedagogia normale e dei principi sui quali si fonda. I metodi per l'educazione dei deficienti ebbero origine all'epoca della Rivoluzione francese per opera di un medico le cui opere di medicina rimangono nella storia.

Itard fu il primo educatore a praticare l'osservazione dell'allievo, similmente a quanto si faceva negli ospedali per l'osservazione dei malati, specialmente per i malati del sistema nervoso. Egli derivò dallo studio scientifico una serie di esercizi capaci di modificare la personalità, sanando difetti che tenevano l'individuo in uno stato di inferiorità. Realmente, Itard riuscì a rendere capaci insieme di udire e di parlare bambini semi-sordi che altrimenti sarebbero rimasti sordi e muti e, di conseguenza, per sempre normali.

Questo è assai diverso da un semplice studio dell'individuo condotto per mezzo dei test di psicologia sperimentale. Qui i mezzi scientifici impiegati divengono i mezzi con cui è data l'educazione, così che la pedagogia stessa ne è mutata. Itard può dunque essere chiamato il fondatore della pedagogia scientifica. I suoi esperimenti furono un vero principio d’educazione scientifica, capace di modificare insieme i metodi educativi e gli alunni.

Però, siccome essa nacque fra i bambini deficienti, non fu presa in seria considerazione nel mondo dell'educazione. Ma il merito di aver completato un vero sistema educativo per fanciulli deficienti spetta a Edouard Seguin, da prima maestro e poi medico: il quale partendo dall’esperienze di Itard, le applicò modificandole e completando il metodo, durante 10 anni di esperienze su fanciulli che erano stati tolti dal manicomio.

Ognuno persisteva nella convinzione che i bambini deficienti, esseri inferiori, dovevano alla fine essere educati come i bambini normali. La Montessori riuscì a far leggere e scrivere correttamente e in calligrafia alcuni deficienti del manicomio, i quali poterono poi presentarsi all'esame nelle scuole pubbliche insieme ai fanciulli normali e superare la prova.

Questi effetti avevano quasi del miracolo. Essi erano stati aiutati nello sviluppo psichico, i fanciulli normali invece erano stati soffocati. Lei pensava che se un giorno l'educazione speciale, che aveva così meravigliosamente sviluppato gli idioti, si fosse potuta applicare allo sviluppo dei fanciulli normali, il miracolo sarebbe scomparso, poiché l'abisso tra la mentalità inferiore degli idioti e quella normale non sarebbe stato mai più colmato.

L'osservazione aveva fondato una nuova scienza psicologica, ma non aveva trasformato né le scuole, né gli scolari. Aveva aggiunto qualcosa alle scuole comuni, pur lasciandole nelle loro condizioni originarie, non essendo mutati né i metodi di istruzione né quelli di educazione. I nuovi metodi dovevano, se guidati su linee scientifiche, cambiare completamente la scuola e i suoi metodi dando origine a una nuova forma di educazione.

Storia sulla scoperta di una educazione scientifica per bambini normali

Nel 1906 nacque l'idea di riformare un quartiere pieno di rifugiati e di misera gente, come quello di San Lorenzo a Roma, dove la popolazione di circa 30,000 abitanti era stipata, in condizioni che sfuggivano ogni controllo civico. Il progetto si proponeva di comperare tutte quelle mura, quegli scheletri di case e completarle, a mano a mano, rendendo le abitazioni stabili per il popolo. Questo piano fu accoppiato con l'idea veramente mirabile di accogliere tutti i bambini al di sotto dell'età scolastica (dai 3 ai 6 anni) in una specie di scuola nella casa. Questo tipo speciale di scuola fu battezzato con il nome di “Casa dei bambini”.

La prima fu aperta il 6 gennaio del 1907 e la responsabilità della direzione venne affidata alla stessa Montessori (il 6 gennaio è la festa dei bambini). Il primo gruppo di bambini ricevette non solo un'educazione, ma diede rivelazioni sorprendenti, che interessarono il mondo intero e la Casa dei bambini divenne centro di pellegrinaggio di gente di tutti i paesi del mondo.

Analisi delle condizioni del primo esperimento. Storia del primo propagarsi.

L’ambiente, in cui sorsero le prime Case dei bambini, deve essere stato estremamente favorevole all'educazione, poiché il risultato di sorprendente trasformazione ottenuti in quei primi anni con quei bambini non furono mai più raggiunti. Deve essersi creato tra gli abitanti e le famiglie dei bambini un senso di pace e di benessere, di nettezza e di intimità fino allora ignoto.

Inoltre la gente del luogo rappresentava una selezione morale, era povera gente onesta, senza professione che aveva vissuto nello stesso ambiente, mescolati a gente rude e immorale, e tutti questi disgraziati, accolti nelle case costruite erano analfabeti. I bambini vivevano in una specie di paradiso, uguale per tutti. L'ignoranza dei loro genitori precludeva la via per ogni possibile influenza educativa in famiglia. La persona che fungeva da maestra non era una vera insegnante, ma una donna con un grado di istruzione molto relativo, la quale si occupava delle cose domestiche e aiutava i suoi nel lavoro dei campi da cui la famiglia traeva un senso di esistenza.

Il procedimento scientifico della scuola raggiunse la sua piena efficienza, perché non c'erano ostacoli che vi si opponessero e fu questo un contributo notevole al felice esito di un esperimento lontano da altre concezioni. La Casa dei bambini, che vide una rapida diffusione in tutto il mondo, ha una duplice importanza: la sua importanza sodale, che è quella di “scuola nella casa”, e la sua importanza sicuramente educativa che dipendeva dall'applicazione del metodo sperimentato dalla Montessori.

3. Metodi d’insegnamento adottati nelle Case dei bambini

È importante tenere conto dello studio dello sviluppo del bambino. La Montessori nelle sue scuole ha avuto cura di seguire il crescere del corpo del bambino, studiandolo e misurandolo, adottando un ordine che facilitava la registrazione dei dati. Periodicamente si mandavano alle famiglie le misure relative ai loro bambini, insieme alla media delle misurazioni normali relative all’età, e ne risultò che i genitori seguivano intelligentemente lo sviluppo fisico dei loro piccoli.

Fece costruire un antropometro, macchina misuratrice, per bambini. Decise così di procedere ogni mese alla misurazione della statura dei bambini, sia in piedi e sia seduti, cercando di raccogliere dati esatti relativi allo sviluppo e per rendere la ricerca più regolare, fissò la regola che l'altezza dovesse essere misurata il giorno in cui il bambino compiva il mese della sua età.

Oltretutto dispose che il peso dovesse essere controllato ogni settimana per mezzo di una bilancia posta nello spogliatoio adiacente alla stanza del bagno, il bambino veniva pesato nudo, prima del bagno, scegliendo il giorno della settimana in cui era nato. Questo implicava poi che i bambini, lasciando la “Casa dei bambini”, sapessero la ricorrenza del loro compleanno, e oltretutto avevano acquisito abitudini d’ordine e si erano abituati a osservare se stessi.

L’ambiente

Il metodo di osservazione è stabilito su una sola base: cioè che i bambini possano liberamente esprimersi e co

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

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