Storia dei paesi di lingua tedesca
Il Medioevo
Le grandi conquiste territoriali consentirono a Carlo Magno di creare uno dei regni più vasti d’Europa. Tale regno chiamò sacro romano impero; alla morte di Carlo Magno venne diviso tra i suoi tre figli: Carlo, Pipino e Ludovico. Le fonti storiche presentano Carlo Magno come un monarca assetato di cultura che sapeva leggere, scrivere e conversare in latino e greco. Sotto il suo regno si ebbe una grande rinascita culturale.
L'incoronazione di Carlo Magno
Avvenne nella notte di Natale dell’800. Sorsero un nuovo impero d’occidente e la creazione di un nuovo impero carolingio, determinando una rottura definitiva con Bisanzio. Tuttavia, Carlo cercò di giungere a un accordo, cedendo all’impero romano d’oriente, Venezia e le coste dalmate in cambio del riconoscimento del titolo di imperatore.
Nel 8-9 secolo, la parola deutsch designava la lingua popolare che non aveva nulla a che vedere con il latino. Reich originariamente significava potere, in seguito venne a designare un determinato territorio sottomesso. L’uso della parola "deutsches Reich" era circoscritto in prevalenza all’Italia. Le concezioni di re e impero tedeschi passarono in seconda linea rispetto all’impero romano universale. Le designazioni ufficiali di sovrano ed impero fecero leva sul titolo di re dei romani e non su quello di re dei tedeschi. La formula di sacro romano impero venne rinnovata con la promulgazione, nel 1356, della bolla d’oro che sancì la modalità di elezione dell’impero, affidata a sette principali elettori.
Massimiliano I di Asburgo creò nuovi organismi statali con lo scopo di conferire maggiore stabilità all’impero. Ottone I fu incoronato imperatore dal papa a Roma nel 962. L’interesse di Ottone I per l’Italia e la chiesa di Roma era dettato dal legame che univa autorità imperiale con la corona del regno di Italia e alla scelta del pontefice. La sua politica portò a creare nuove figure di funzionari poste sotto il controllo dell’imperatore. Questa scelta fu il risultato della politica cesaro-papista ottoniana in cui il sovrano stabilì le disposizioni relative all’elezione del papa e la sottomissione della chiesa all’imperatore.
L’impero tedesco non mantenne per molto tempo la sua forza, ben presto apparvero pericoli e aggressioni provenienti da diverse parti. Con la salita al pontificio di Gregorio 7 iniziò la lotta per le investiture dei vescovi. Enrico 4 convocò una dieta di vescovi a Worms per dichiarare illegittima l’elezione del papa Gregorio 7 che rispose all’oltraggio scomunicando l’imperatore, che per riacquistare i suoi poteri dovette umiliarsi a Canossa. Otterrà il perdono del papa sotto intercessione della cucina Matilde.
L’elezione a imperatore di Federico I di Svevia, detto Barbarossa, pose fine a un lungo periodo di lotte dinastiche per la successione in Germania e segnò la ripresa della politica imperiale sul suolo italiano. I diversi scontri armati segnarono la morte e rovina di molte città italiane. Federico I fu battuto definitivamente a Legnano nel 1176.
Federico II promulgò la costituzione di Melfi nel 1231 ispirandosi alla concezione di uno stato centralizzato senza autonomie feudali e comunali. Lo stato federiciano vantò una vera e propria politica economica e dispose una celebre università con sede a Napoli. Il territorio dello stato federiciano poteva contare su una solida difesa militare. Determinante fu il contributo di Federico II allo sviluppo della cultura italiana. Egli considerava sé stesso come immagine rappresentante di dio sulla terra, mentre decreti curiali lo ritraevano come l’anticristo. La leggenda racconta che Federico II avesse la sua dimora nell’Etna, considerata dimora del diavolo. Dalla scomparsa di Federico II ci fu l’affermazione del Drang nach Osten, ovvero la spinta territoriale ad est. Questa fase ebbe termine solo nel 1273 con l’elezione di Rodolfo d’Asburgo. Con questo sovrano inizierà l’ascesa della casa d’Austria che diventerà una grande potenza europea.
Non risulta sempre facile distinguere l’ambito storico tedesco da quello austriaco, in considerazione del fatto che a partire dal 1273 tutti gli imperatori appartennero al casato degli Asburgo. Risulta opportuna una delimitazione in termini geografici: l’Austria coincideva con la regione Austerrich. Questa loro posizione strategica contribuì a sviluppare quella politica di mediazione e moderazione che si sarebbe rivelata vincente nei secoli successivi.
La sovranità asburgica viene fatta risalire alla battaglia di Durnkrut avvenuta nel 1278. Quel giorno Rodolfo riuscì a sconfiggere definitivamente il suo antagonista politico, il re di Boemia. Difendendo gli interessi imperiali, Rodolfo difendeva anche il proprio casato. Gli Asburgo incominciarono a distinguersi per un’intensa politica italiana caratterizzata da un interesse puramente espansionistico.
Secondo la tradizione, la storia svizzera comincia con il giuramento sul prato di Rütli che sanciva l’indipendenza del sacro romano impero. Gran parte del territorio svizzero era passato sotto il dominio dell’imperatore dopo l’annessione alla Borgogna. Solo nell’8 secolo, le vallate della Svizzera erano diventate strategicamente importanti, aprendo l’accesso attraverso il passo del San Gottardo.
Dalla riforma all’illuminismo
Dal 1439, Gutenberg riuscì a perfezionare un nuovo metodo di stampa con caratteri mobili, basato sulla funzione di punzoni e matrici in metallo e sulla successiva impressione del testo composto mediante torchio. Riuscì a installare una propria tipografia e nel 1456 fu stampato il primo libro impresso con caratteri mobili, la Bibbia latina.
A partire dal 1460 molte tipografie aprirono in Germania, e la città italiana dove si concentrarono il maggior numero di tipografie fu Venezia, divenuta punto nevralgico dei commerci oltre che al ritrovo privilegiato dei sovrani. Gli umanisti europei trovarono nella stampa il veicolo più efficace di diffusione delle loro idee e programmi.
Con l’affissione delle 95 tesi da parte del monaco Martin Lutero iniziò in Germania lo scisma luterano. Il pensiero teologico fu interpretato dal punto di vista religioso e sociale, causando profondi contrasti politici tra protestanti e cattolici. Queste tensioni ebbero ripercussioni sociali provocando alcune rivolte. La dottrina luterana e calvinista si diffusero anche in Lombardia e Veneto, mentre in Italia Lutero era considerato semplicemente un pericoloso eretico. Nei decenni successivi allo scisma, la chiesa cattolica organizzò la controriforma che fu una vera e propria riforma del cattolicesimo. La divisione confessionale e il frazionamento della Germania contribuirono allo scoppio della guerra dei trent’anni. La Germania fu l’unico campo di battaglia. Questa guerra provocò un calo demografico di almeno un quarto della popolazione.
Dopo la pace di Münster del 1648, il sacro romano impero di nazione germanica si trovò in condizioni disperate. Sotto Federico Guglielmo I e Federico II la Prussia assurse a potenza europea. Federico il Grande è considerato rappresentante dell’assolutismo illuminato, legato alla cultura del pensiero filosofico francese. Federico il Grande ebbe il merito di aver gettato le basi politiche, militari, economiche e culturali per la creazione di una grande Germania.
In Svizzera, la riforma protestante iniziò con Zwingli a Zurigo, che nel 1525 accolse le sue innovazioni prevedendo la libera interpretazione della Bibbia, l’abolizione del celibato per i preti e la secolarizzazione delle proprietà della chiesa. Dato che la riforma rafforzava soprattutto la borghesia cittadina e le corporazioni, vi si opposero le regioni rurali della Svizzera centrale. Nonostante le differenze confessionali, la confederazione non venne coinvolta nella guerra. La conclusiva pace di Westfalia del 1648 significò per la Svizzera l’ultimo passo per l’indipendenza, poiché scioglieva il legame con l’impero e la riconosceva come stato sovrano.
Maria Teresa d’Austria aveva potuto raccogliere l’eredità paterna grazie alla prammatica sanzione promulgata nel 1713 che stabiliva l’indivisibilità dei domini asburgesi.
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Lingua tedesca - storia della lingua tedesca
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